Il Blog di Beppe Grillo
Updated: 1 ora 44 min ago
Lun, 05/01/2009 - 11:35
E' disponibile il secondo DVD di Passaparola: "Senza stato, né legge..."
La puntata di oggi:
Il tesoro di Craxi
Craxi, lo Statista che fece la Storia
Craxi, i terroristi e Saddam Hussein
L'On. Gerry Scotti e boom del debito pubblico
La latitanza di Craxi
Testo:
"Buongiorno a tutti.
Chi di noi ha avuto la sfortuna di essere sintonizzato su Canale 5 ieri a mezza sera, avrà notato uno spettacolino degno della Korea di Kim Il Sung, una specie di monumento equestre in versione televisiva a Bettino Craxi, nel nono anniversario della sua scomparsa.
Un filmino messo insieme da alcuni suoi ex famigli e ovviamente trasmesso in pompa magna, è il caso di dirlo, da Mediaset.
E' chiara la devozione di Mediaset al suo santo protettore: senza Craxi, Berlusconi non sarebbe dov'è, Mediaset non sarebbe lì visto che è sopravvissuta alle varie violazioni di legge che prima Fininvest e poi Mediaset hanno perpetrato in barba alle normative nazionali, europee, alla Corte Costituzionale, eccetera.
Grazie al padrinaggio di Craxi e poi al padrinaggio dello stesso Berlusconi che poi è andato in politica a sostituirlo.
Si comprende la ragione per cui Mediaset e Fininvest e il mondo Berlusconiano sono così affezionati allo scomparso leader pregiudicato e latitante.
La cosa interessante è che probabilmente nemmeno Mediaset si era mai ridotta così male, si era mai abbassata e umiliata a tal punto, nella sua campagna revisionista e negazionista di quello che è avvenuto nella storia italiana negli ultimi quindici-vent'anni.
Si provava imbarazzo persino per Mediaset, ieri sera, nel vedere scorrere quella specie di vita dei Santi, quella specie di agiografia di Santa Maria Goretti con gli occhiali e il garofano.
Purtroppo, molti di quelli che hanno visto quella cosa, spero pochi grazie alle vacanze, erano persone che hanno dimenticato, altri sono persone che non hanno mai saputo, altri sono persone che non c'erano perché sono giovani e quindi non hanno gli strumenti per verificare.
Forse è il caso di mettere qualche puntino sugli i per evitare gli effetti collaterali di queste vere e proprie armi di distruzione di massa intellettuale e cerebrale e della memoria collettiva, onde evitare che poi queste radiazioni si propaghino per anni.
Meglio fermarle, meglio immunizzarsi.
Intanto era chiaro a tutti che se fosse vero quello che è stato raccontato non si capirebbe per quale motivo questo signore è dovuto scappare dall'Italia in fretta e furia, per sfuggire a varie sentenze di condanna e a un destino di galera, visto che Craxi era stato condannato a dieci anni di galera.
Voi sapete com'è difficile in Italia riuscire a condannare un potente, non dico a dieci anni ma a dieci minuti di galera.
Lui era riuscito a totalizzare dieci anni e, se non fosse morto prematuramente, ne avrebbe totalizzati altri perché c'erano tanti altri processi per tangenti che avevano già superato la prima fase e probabilmente Craxi se la sarebbe cavata con una ventina d'anni di galera, visto quel poco che si era scoperto rispetto a quello che aveva fatto.
Soprattutto, non si capirebbe per quale motivo questo statista di fama mondiale, nei periodi di massimo fulgore, riuscisse a ottenere il 14 e qualcosa percento dei voti.
All'epoca si votava col proporzionale. Il miglior Craxi ha ottenuto meno voti del peggior Fini, perché voi vi rendiate conto di quanto poco gli italiani si fossero accorti di questo tesoro che avevano in casa, incompreso.
Il tesoro di Craxi
In compenso il tesoro ce l'aveva Craxi che in Svizzera era tenutario di due conti, il conto Constellation finanzier e il conto Northen Holding, che gli gestiva un suo compagno di scuola, Giorgio Tradati, fiduciariamente un prestanome sui quali accumulava i soldi delle tangenti che le più grandi imprese italiane gli pagavano.
Dalla Fiat, all'Olivetti, alla Fininvest, il gruppo Ligresti, il gruppo Torno... vari grandi costruttori, piccoli e medi.
Soldi suoi, non soldi del partito. Poi c'erano anche le tangenti per il partito che venivano gestite su altri conti, sempre in Svizzera, da un altro gestore che era il tesoriere del partito, l'On. Vincenzo Balzamo.
Sui soldi personali di Craxi andò poi a spazzolare tutto un barista di Portofino che Craxi designò al posto di Tradati, quando nel 1993 temeva che Di Pietro e il pool di Milano gli sequestrassero la roba sua.
Cioè era roba nostra però se ne era appropriato lui.
Raggio fu mandato in Svizzera: era il fidanzato della contessa Vacca Agusta , una vecchia amica di Craxi che abitava a Portofino, spazzolò i conti, portò via cinquanta miliardi di lire che Craxi teneva in quel momento e scappò in Messico, dove rimase latitante per un paio d'anni.
Una volta preso confessò e fece la lista della spesa, dimostrando che Craxi quei soldi non li usava per il partito ma per se, e infatti i giudici poi hanno ricostruito questa lista della spesa.
Una lista che fa un po' spavento se uno pensa alla fama che hanno costruito intorno a questo presunto statista, che in realtà era un comune ladro, se ladro ha ancora il senso che gli abbiamo dato nei vocabolari: persona che si appropria di denaro altrui.
Si era comprato appartamenti a Barcellona, New York, La Tuille, Milano, Madonna di Campiglio.
Si era comprato un aereo privato del valore di un milione e mezzo di dollari, aveva regalato alla sua amica la possiamo chiamare così Ania Pieroni una televisione. Non un televisore, proprio una stazione televisiva, Roma CineTV, che pagava a botte di cento milioni al mese.
Non bastando, le pagava anche la servitù, l'autista, la colf e le acquistò sempre a questa ragazza dalle doti spettacolari un hotel, l'hotel Ivanhoe, a Roma e un appartamento.
Poi, naturalmente, c'erano gli affetti familiari: il fratello Antonio era un signore, dev'essere anche simpatico, che si era invaghito del guru Sai Baba, quindi pascolava per le indie al seguito del Sai Baba.
Era piuttosto squattrinato e una Craxi, coi soldi nostri, gli comprò una villa e un'altra volta gli prestò 500 milioni di lire che non rivide mai più, tanto non erano suoi.
C'era la cognata che si occupava di queste vicende, mi pare che si chiami Silvy.
Poi c'era il figlio Bobo, che a Milano in quel periodo sentiva un'aria poco favorevole, e gli affittò un bel villino a Saint Tropez perché andasse anche lui esule a svernare lontano da occhi indiscreti e malevoli.
Queste ed altre sono le destinazioni di quei soldi, ma ieri sera la parola tangenti non è mai risuonata in tutta l'ora del cosiddetto documentario perché si parlava d'altro.
Craxi, lo Statista che fece la Storia.
Voi avete visto, a Craxi sono stati attribuiti tutti i grandi avvenimenti dell'ultimo secolo, mancava soltanto, per motivi anagrafici, che gli attribuissero anche la vittoria nella prima Guerra Mondiale alla battaglia di Vittorio Veneto o alla guerra di Crimea ai tempi del Risorgimento, o un ruolo decisivo nel Congresso di Vienna.
Ma solo perché non era nato, altrimenti l'avremmo visto spuntare anche al Congresso di Vienna con un bel parrucchino.
In compenso gli hanno attribuito la caduta di Pinochet, il ritorno della democrazia in Cile; la Primavera di Praga; la battaglia dell'Occidente contro i missili dell'Unione Sovietica.
Se l'Unione Sovietica ha dovuto disarmare e poi è tracollata è stato merito di Craxi.
Gli hanno attribuito meriti clamorosi nella vittoria di Solidarnosc in Polonia, gli hanno attribuito addirittura la paternità di Blair.
Blair sarebbe un figlioccio di Craxi: Blair non lo sa ma è un figlioccio di Craxi.
Gli hanno attribuito la caduta del Muro di Berlino, trionfi in tutto il mondo e su tutto l'Orbe Terracqueo.
Addirittura, a un certo punto, si è sentito che Craxi sarebbe il padre dell'Europa.
Noi credevamo che fossero De Gasperi, Shuman e Adenauer: no, l'Europa che ci piace come la conosciamo ora nasce a Milano negli anni Ottanta, per merito di Craxi.
Questo abbiamo sentito dire ieri sera: Craxi che lotta contro i militari sudamericani, Craxi anticomunista perché l'Italia, se non lo sapevate, è stata governata per cinquant'anni dai comunisti, tranne il periodo in cui c'è stato Craxi.
Questa è la versione che ci hanno dato, e quando si faceva accenno alla Democrazia Cristiana era per dire che questa stava con i comunisti.
In realtà non c'è mai stato nessun governo con ministri comunisti, mentre dagli anni Sessanta al Novantadue tutti i governi, salvo rare eccezioni, hanno avuto ministri democristiani e socialisti.
Si sono dimenticati di dire che questo portentoso anticomunista di Craxi governava a Roma con i democristiani e nelle giunte locali con i comunisti.
Lui governava sempre, l'alleato cambiava a seconda di chi era a disposizione.
A Milano, per esempio, le giunte rosse erano capitanate da suo cognato Pillitteri.
Ma anche di questo familismo amorale di Craxi, che aveva sistemato il cognato a sindaco di Milano, il figlio al vertice del Partito Socialista milanese, una corte di nani e ballerine non si è minimamente sentito raccontare.
E' stato elogiato Craxi perché si opponeva alla linea della fermezza, cioè voleva trattare con le Brigate Rosse, e questo elogio arriva dagli stessi che oggi ci dicono che bisogna avere una linea della fermezza contro il terrorismo, quello degli altri: quando il terrorismo ci tocca allora bisogna trattare.
Questa è la loro posizione.
Ci hanno raccontato che Pertini era un grande amico di Craxi, proprio un suo sponsor, mentre sappiamo benissimo che Pertini non sopportava Craxi e faceva delle sfuriate incredibili, anche pubbliche, nei confronti di questo ducetto che si comportava come se l'Italia fosse diventata una Repubblica presidenziale o, anzi, come una Repubblica dove comanda il premier.
Ci hanno fatto vedere che Craxi fu il primo a toccare il tabù della intoccabilità della Costituzione, come se fosse un bene predicare contro la Costituzione del proprio Paese una cosa che si può fare soltanto in Italia, quello di sputare sulla propria Costituzione e di vantarsene come se fosse un merito.
Fu il primo a denunciare la politicizzazione della magistratura: non hanno precisato che Craxi si accorse della politicizzazione della magistratura quando i magistrati cominciarono ad arrestare i socialisti che rubavano.
Quando presero i socialisti della giunta di Torino, giunta rossa, che rubavano. Giunta capitanata da un galantuomo, come Diego Novelli, ma dentro c'erano anche delle persone che si sono scoperte essere permale e che infatti Novelli immediatamente segnalò, grazie alla denuncia di un imprenditore alla Procura della Repubblica.
Quando i magistrati andarono a prendere un altro boss socialista, Teardo, in Liguria, quando furono scoperti scandali che riguardavano ruberie socialiste in tutti gli anni Ottanta; quando Beppe Grillo fu cacciato dalla Rai per avere cominciato a dire quello che la vox populi sapeva e diceva sottovoce da tempo, cioè che i socialisti erano diventati dei gran bei forchettoni.
Craxi, quando cominciarono a prendere i ladri di casa sua, sentendo ovviamente avvicinare le sirene a se stesso, tuonò contro la politicizzazione della magistratura e questo viene addotto come un suo merito, mentre in realtà è l'inizio di una deriva devastante del potere politico che attacca il potere giudiziario quando questo ci vede molto bene e le rare volte che faceva il suo dovere, negli anni Ottanta.
Craxi aveva magistrati amici suoi: consulente a Palazzo Chigi, quando Craxi fu presidente del Consiglio tra l'83 e l'87, c'era il giudice Squillante che poi si è scoperto prendere soldi in Svizzera dagli avvocati dei suoi imputati, a cominciare da Previti.
Squillante era il consigliere giuridico di Craxi, era una specie di attaché del Partito Socialista nella magistratura romana dove era il vice capo dell'ufficio istruzione e, con il nuovo codice, il capo dell'ufficio GIP.
Era quello che decideva chi si arresta e chi no, chi si rinvia a giudizio e chi no, e infatti non rinviava a giudizio e non arrestava mai nessun socialista, nemmeno sotto tortura, era contro i suoi princìpi.
Ma questo, naturalmente, non era un giudice politicizzato perché era un giudice che, ad honorem, aveva la tessera del PSI, anzi la tessera col faccione di Bettino Craxi.
Berlinguer tirò fuori la questione morale e infatti, nel documentario, viene dipinto come un losco figuro, uno che parla di questione morale in casa socialista è come uno che parla di corda in casa dell'impiccato, o meglio uno che parla di manette in casa del ladro.
Ci viene raccontato che quando Berlinguer manifestava contro gli euromissili era pagato per fare quelle manifestazioni dall'Unione Sovietica.
Craxi, i terroristi e Saddam Hussein.
Ci viene raccontato l'episodio di Sigonella, che ancora purtroppo, secondo molti, è considerato uno degli aspetti migliori della carriera politica di Craxi perché nessuno si ricorda più come andarono le cose.
Un commando di terroristi dell'OLP, capitanati da Abu Abbas, aveva sequestrato una nave da crociera dell'Achille Lauro in acque italiane, nel mediterraneo.
Il governo italiano, presidente del Consiglio Craxi, ministro degli esteri Andreotti, ministro della difesa Spadolini, trattarono con il presidente egiziano Mubarak perché si arrivasse ad una soluzione incruenta e promisero a lui, e quindi ai palestinesi che erano in collegamento diretto con Arafat che come al solito faceva il doppio gioco, che se se si fossero consegnati non sarebbero stati affidati agli americani ma sarebbero stati giudicati dalla giustizia italiana.
Questo ufficialmente venne detto, cosa fu pattuito segretamente lo possiamo immaginare da quello che successe dopo.
Quando i terroristi, una volta consegnati, arrivarono su un aereo militare nella base americana di Sigonella, successe che gli americani tentarono di farseli consegnare per portarli in America e processarli.
Li volevano processare perché, contrariamente a quello che si erano impegnati a fare, cioè una fine incruenta del sequestro, si era scoperto che questi tagliagole dell'OLP, di Abu Abbas e dei suoi uomini, avevano assassinato un ebreo paralitico anziano americano, che era in crociera in carrozzella, Leo Klinghofer, e avevano lanciato il cadavere nel mare.
C'era la chiglia dell'Achille Lauro sporca del suo sangue.
Questi assassini gli americani li volevano processare nel loro Paese: giustamente, l'Italia disse: il delitto è avvenuto in Italia, li processiamo noi.
Certo, ma si sarebbe dovuto prendere questi terroristi e affidarli alla giustizia italiana.
Invece, si presero i pesci piccoli cioè i membri del commando, ma il capo della banda, l'ideatore del sequestro, Abu Abbas, fu caricato su un aereo dei servizi segreti, spedito in Iugoslavia e di lì mandato in Irak, dove c'era Saddam Hussein pronto ad accoglierlo a braccia aperte.
Il governo Craxi ha preso il capo di una banda di terroristi che hanno sequestrato una nave e hanno assassinato un ebreo paralitico anziano in carrozzella a sangue freddo e lo ha gentilmente consegnato a Saddam Hussein, per evitare che venisse processato in base a un delitto commesso in Italia.
Tant'è che Abu Abbas fu condannato in contumacia all'ergastolo, ma non scontò mai la pena ed è morto due o tre anni fa a Baghdad durante le operazioni di guerra, peraltro per ragioni naturali.
Questo è il caso Sigonella: non è vero che Craxi difese a spada tratta la sovranità italiana, Craxi sottrasse il capo di una banda di assassini terroristi alla giustizia italiana per farlo scappare in Irak, dove in quel periodo c'erano le armi di distruzione di massa perché Saddam Hussein si stava occupando di gassare curdi e altre minoranze.
Ieri questo non ci è stato raccontato, ci è stato raccontato che fu un capolavoro diplomatico e che anzi furono tutti contenti, che la cosa finì a tarallucci e vino tra applausi generali.
L'On. Gerry Scotti e boom del debito pubblico.
Per fortuna c'erano gli spot, in questo vergognoso documentario, e si vedeva Gerry Scotti che annunciava qualche programma da lui presentato.
Nessuno ha raccontato che l'uomo che si vedeva negli spot, Gerry Scotti, fu candidato al Parlamento da Craxi e fu eletto deputato.
Pensate, abbiamo avuto Gerry Scotti deputato, nessuno se lo ricorda.
E' stato uno delle più grosse conquiste ottenute da Craxi a livello politico, insieme a candidature be più terrificanti, visto che in Parlamento c'erano nani ballerine e diversi furfanti.
A Craxi è stata attribuita anche la crescita delle piccole e medie imprese: faceva tutto lui, era una cosa fenomenale.
Nessuno ha ricordato che per la sua politica economica - che è stata elogiata per tutto il documentario come se fosse un grande economista, uno che ha salvato l'economia italiana - nei quattro anni in cui fu al governo il debito pubblico passò da quattrocentomila miliardi a un milione di miliardi.
Cioè, è più che raddoppiato.
Il rapporto tra il debito e il Pil, fondamentale per rientrare nei parametri europei di Maastricht, passò dal 70 al 90%.
In quattro anni un debito pubblico che era ancora abbastanza accettabile esplose e ci portò completamente fuori.
Questo è il salvatore dell'economia italiana, lo stiamo pagando ancora adesso.
Quando voi sentite dire che abbiamo settanta miliardi di euro di interessi sul debito e viene sempre attribuito a misteriose eredità del passato, bene il grosso dell'eredità si chiama Craxi.
Naturalmente, nessuno ha fatto vedere i suoi rapporti affettuosi con Licio Gelli, con Squillante, con personaggi addirittura della mala milanese.
Ci è stato detto, invece, che lui ha abbattuto l'inflazione a due cifre, ci ha trasformati in una quinta potenza mondiale, sempre naturalmente contro i comunisti che lavoravano nell'ombra perché erano i padroni dell'Italia, figuratevi.
La latitanza di Craxi.
Ci è stato detto che nel 1992 il pentapartito era in grande salute, ha ottenuto un bel cinquantadue percento dei voti e poi non si capisce cosa sia successo perché il narratore smette di parlare e si cominciano a vedere gazzelle della guardia di finanza, i magistrati di Mani Pulite, facce, circostanze e titoli di giornale.
Ma non c'è nessuno che descrive quello che è successo: è ovvio, perché se avessero dovuto descrivere quello che è successo avrebbero dovuto raccontarvi i nomi dei conti in Svizzera, i cinquanta miliardi che c'erano dentro, le spese private personali e familiari che faceva coi soldi che aveva rubato a noi.
La fuga per sfuggire, latitante, alle leggi del suo Paese, le condanne che nel frattempo si accumulavano, le confessioni che tutti quelli che gli avevano dato i soldi stavano facendo.
Alla fine ci hanno fatto sentire solo la sua versione dei fatti, cioè il suo discorso alla camera che è un altro dei grandi fraintendimenti, delle grandi leggende metropolitane perché ci viene raccontato come un grande discorso di verità e di coraggio.
In realtà non ci vuole nessun coraggio, essendo protetti dall'immunità parlamentare, ad andare in Parlamento e dire: Signori, qui abbiamo rubato tutti: chi pensa che non sia vero si alzi in piedi e giuri.
Questo ha fatto lui e questo si è vantato di avere fatto in un'intervista trasmessa in questo documentario.
Non ci vuole nessun coraggio perché non è che Craxi, alla fine di quel discorso, visto che diceva ho rubato anche io, per la sua parte di furti si è spogliato dell'immunità parlamentare e si è consegnato nella più vicina questura o caserma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza perché gli mettessero le manette e lo portassero via a espiare la pena delle porcate che aveva commesso.
No, lui diceva abbiamo rubato tutti perché sottintendeva quindi ci salviamo tutti, con una bella legge salvaladri.
Questo era il discorso di Bettino Craxi.
Indipendentemente dal fatto che avessero rubato tanti altri - e infatti ne hanno presi tanti altri di sinistra, di centro, di destra; Mani Pulite sapete che ha preso di tutto, comunisti, persino un missino, democristiani, repubblicani, liberali tu sai quello che hai fatto, l'hai appena detto, vai e paghi.
Questo non è avvenuto e non c'è niente di coraggioso in quello che ha fatto.
Quello era un ricatto, era un discorso ricattatorio e se c'è qualunquismo in Italia, se si dice nei bar che è tutto un magna magna, che rubano tutti, che sono tutti uguali, è colpa di discorsi come quelli.
E' colpa di chi va in Parlamento e dice che rubano tutti.
Quando dici qua rubano tutti autorizzi la gente a pensare che sono tutti uguali.
Voi potete pensare che i mille parlamentari che c'erano in quel momento tra Camera e Senato rubassero tutti? Evidentemente no, c'erano un sacco di persone perbene.
Semplicemente non potevano giurare sull'onestà di tutto il resto del loro partito, ma dato che la responsabilità penale è personale, su Craxi e su tanti altri si sono trovate le prove perché c'erano ma magari su altri non si sono trovate perché le hanno nascoste, su altri ancora non si sono trovate perché non c'erano.
E' quello che porta al qualunquismo, ed è strano che un uomo che con quel discorso e con le sue ruberie ha distrutto il più antico e glorioso partito cento anni dopo la sua nascita - perché il Partito Socialista è stato il primo partito italiano e Craxi lo ha distrutto, non i giudici, come Moggi ha portato la Juventus in serie B e non i magistrati non venga ricordato come il distruttore del Partito Socialista.
Dopo che la gente ci era morta per costruirlo e per ricostruirlo durante la Resistenza, la gente ci aveva speso, dal più umile dei militanti ai grandi leader come Pertini, Nenni, Riccardo Lombardi, Turati.
Perché continuano a beatificare proprio quello che lo ha distrutto, portandolo nel fango e nello sterco?
Perché certi favori poi si pagano anche postumi: invece di raccontarci le tangenti, le valigette, i soldi, ci hanno raccontato la giustizia politica, la giustizia a orologeria, i suicidi in carcere.
Sappiate che per Mani Pulite non si è suicidato nemmeno un imputato. Quando dico nemmeno uno, vuol dire nemmeno uno: zero sono i suicidi in carcere dell'inchiesta Mani Pulite.
Abbiamo sentito parlare di golpe.
A un certo punto Craxi fa un parallelo tra l'inchiesta Mani Pulite e le bombe che la mafia sta mettendo in quel momento.
Di Berlusconi non si è parlato in tutto il documentario, come se Berlusconi non esistesse, come se gli imprenditori fossero solo De Benedetti e Romiti.
Berlusconi non c'era: i ventuno miliardi che ha pagato a Craxi tramite la All Iberian sui conti in Svizzera, le due leggi che gli ha fatto Craxi negli anni Ottanta per neutralizzare le ordinanze dei pretori sulla Fininvest, la legge Mammì che gli ha scritto su misura per mantenere il suo monopolio sulla TV privata.
Craxi che festeggia con Berlusconi lo scampato pericolo quando nell'Aprile 1993 la Camera nega l'autorizzazione a procedere chiesta dai giudici di Milano.
Berlusconi che scende in campo calpestando la memoria di Craxi, fingendo quasi di non conoscerlo e dicendo: Io sono Mani Pulite, basta con questi partiti che rubano.
Non si è detto una parola su niente, non s'è detto una parola sui rapporti tra Craxi e l'imprenditoria più losca del Paese.
Craxi è stato presentato come uno che contrastava le grandi famiglie del salotto buono del capitalismo, quando poi in Svizzera nei suoi conti arrivavano i soldi dalle grandi famiglie del salotto buono.
Persino De Benedetti a un certo punto confessò di aver pagato tangenti a Craxi perché se no nella pubblica amministrazione non lo lasciavano entrare.
Che la Fiat l'abbia pagato è scritto in sentenze definitive, eppure Craxi viene presentato come un ostacolo, una pietra d'inciampo delle grandi famiglie.
Alla fine si vede la spiaggia di Hammamet, il mare, il tramonto e ogni tanto compaiono anche i ritratti di Mazzini e Garibaldi, come per dire avete capito che questo non è un latitante, ma un esule.
Purtroppo Mazzini e Garibaldi non rubavano, questa era la differenza: non erano scappati dall'Italia perché rubavano ma evidentemente per motivi politici.
Per chi vorrà approfondire è inutile che vi dica che ci sono libri, documenti, delle sentenze (ne metteremo altre sui nostri blog).
Tenete presente che c'è un motivo per cui va in onda oggi.
Non c'è nemmeno la cifra tonda dei dieci anni, sono nove gli anni dalla scomparsa di Craxi.
La ragione per cui è andata in onda questa agiografia è perché, insieme a Licio Gelli, si sta avverando il progetto craxiano: presidenzialismo e controllo politico sulla magistratura.
E' sembrato giusto, a chi di dovere, dopo il grande ritorno televisivo del Gran Maestro Unico Licio Gelli, con tanto di grembiulino, omaggiare anche un altro ispiratore di questi tempi mefitici e laidi che stiamo vivendo.
Passate parola."
.......................................................................................................................
Il calendario dei Santi Laici 2009 è disponibile in download gratuito nel formato pdf o a prezzo libero, nella stampata su carta patinata.
Diffondi il calendario
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Commenti (1015) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Dom, 04/01/2009 - 13:48
Buonanotte all'Italia, Luciano Ligabue
A gennaio leconomia rallenta, ma tiene. A febbraio Morfeo Napolitano nutre qualche preoccupazione per il PIL. A marzo Tremonti implora gli italiani, Geronzi, Profumo e Passera di comprare Bot, Btp e CCT. Ad aprile lo psiconano garantisce sul futuro dellItalia. A maggio Boss(ol)i rassicura che il federalismo è alle porte. A giugno alle elezioni non ci va nessuno. A luglio i nuovi disoccupati sono più di due milioni. Ad agosto Morfeo Napolitano spiega in diretta televisiva che una possibile crisi lo inquieta. A settembre Tremonti taglia del 30% le pensioni e gli stipendi del pubblico impiego. Sempre a settembre il debito pubblico supera i 1900 miliardi. Sempre a settembre lo psiconano si fa riprendere in via Montenapoleone a Milano a fare acquisti per rassicurare gli italiani. Bondi, Cicchitto e Gasparri passano tutti i pomeriggi alla Upim a riempire i carrelli. A ottobre gli insegnanti non ricevono lo stipendio e le scuole sono chiuse. A novembre falliscono le amministrazioni pubbliche di Roma, Napoli, Palermo e Bari. Sempre a novembre lo psiconano si reca due settimane alle Barbados per dare lesempio e dimostrare a tutti che la crisi è uninvenzione dei comunisti. A dicembre, dallelicottero, mentre varca il confine austriaco, Tremonti dichiara la bancarotta dello Stato e il federalismo fiscale. Nel senso che ognuno si terrà per sé quello che gli è rimasto in tasca. A dicembre lo psiconano decide di prolungare per qualche anno le sue vacanze e di farsi assistere dal super consulente Lucianone Gaucci per trattare il suo rientro in Italia ai domiciliari con i tribunali della Repubblica. Buon 2009!
.......................................................................................................................
Il calendario dei Santi Laici 2009 è disponibile in download gratuito nel formato pdf o a prezzo libero, nella stampata su carta patinata.
Diffondi il calendario
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Scarica "La Settimana" N°52-vol3 del 28 dicembre 2008
Commenti (1454) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Sab, 03/01/2009 - 11:45
Bombardamenti a Gaza Clicca l'immagine
Jawaher 4 anni, Dina 8, Samar 12, Ikram 14, Tahrir 17 anni. Cinque sorelle palestinesi della famiglia Balousha. Vivevano a Jabaliya, vicino a Gaza City. Un campo profughi della striscia di Gaza. Una bomba le ha uccise. Un F16 israeliano è volato sulle case di Jabaliya e sulla moschea Imad Aqel, le ha sfiorate nella notte, il suo respiro le ha distrutte. Israele vuole combattere Hamas, ma uccide i bambini. Si può dire, gridare che chi uccide i bambini, in modo deliberato, ovunque nel mondo, è un assassino? E che va giudicato per crimini contro l'umanità da un tribunale internazionale? Non ci sono giustificazioni. Lo scrittore Abraham Yehoshua, una voce tra le più importanti di Israele, ha detto: "Non avevamo scelta". Ma tra la vita di una bambina e qualunque altra cosa ci deve essere scelta. La bambina è sacra, il resto non conta. Israele vuole creare un cordone di sicurezza intorno a sè con i bombardamenti, dal Libano a Gaza. Ma non saranno le bombe a portare la sicurezza. Per ogni civile ucciso, ci saranno cento terroristi in più. Per ogni bambino libanese, palestinese, arabo ucciso, mille terroristi in più. Israele si mette sullo stesso piano dei suoi nemici quando massacra i civili e, per questa ragione, potrebbe non avere domani più amici in Occidente. A Israele si chiede di essere non solo più forte di chi la vuole distruggere, ma anche migliore.
La fotografia delle cinque sorelle uccise ha fatto il giro del mondo arabo e del Medio Oriente. Una fotografia di rabbia di massa.
.......................................................................................................................
Il calendario dei Santi Laici 2009 è disponibile in download gratuito nel formato pdf o a prezzo libero, nella stampata su carta patinata.
Diffondi il calendario
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Scarica "La Settimana" N°52-vol3 del 28 dicembre 2008
Commenti (1969) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Ven, 02/01/2009 - 13:02
Recessione? No, grazie! Clicca l'immagine
Una volta, tanto tempo fa, si rubava ai ricchi per dare ai poveri. La situazione in seguito si è evoluta. Si è iniziato a rubare ai poveri per dare ai ricchi. E vero che i poveri hanno poco, ma sono tanti. Poco per tanti fa una fortuna come sanno i miliardari in euro del nostro Paese. Privatizzare i profitti e socializzare le perdite è sempre stato il motto degli imprenditori con le pezze al culo, a iniziare dalla Fiat con la cassa integrazione a carico dei contribuenti. Oggi molti poveri si sono trasformati in morti di fame. Rubare ai poveri per dare ai ricchi è diventata unimpresa senza speranza. I grandi imprenditori sono però persone che vivono la società, che capiscono i problemi dei disoccupati, delle famiglie senza reddito e senza tetto. Non sono insensibili al crescere degli indigenti, sempre più numerosi. E hanno trovato una soluzione: togliere ai quasi poveri per dare ai morti di fame. Andrea Riello, a nome degli industriali veneti, ha dichiarato: I dipendenti pubblici potrebbero rinunciare per il prossimo anno a una piccola percentuale della loro retribuzione destinandola a un prestito temporaneo per rimpinguare il fondo di solidarietà. Prestito che gli verrebbe restituito non appena ci sarà la ripresa. In soccorso di Riello è arrivato Calearo, deputato del PDmenoelle, ma anche industriale e ex presidente di Federmeccanica: La provocazione di Riello ha un senso
il contributo dovrebbe essere chiesto a funzionari, dirigenti, amministratori di società
e nello Stato ce ne sono molti. Ma sarebbe bene che a dare lesempio siano i politici. I politici hanno lo stipendio più alto dEuropa, sono in gran parte pregiudicati e inquisiti, maturano il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo e in Parlamento, a esercitare il lavoro per cui sono pagati, non ci vanno quasi mai, mantengono spesso doppie cariche e doppio stipendio. Lesempio lo danno già. Non si può chiedergli di più. Riello, invece della solidarietà tra dipendenti dello Stato e disoccupati privati, io inizierei dai concessionari pubblici. Gente che guadagna su un bene dello Stato centinaia di milioni, miliardi di euro ogni anno. Le concessioni dello Stato devono essere a profitto zero per i concessionari. Si tratta di beni dei cittadini, occupati e disoccupati. La gestione va pagata, ma il profitto deve rimanere allo Stato, o non ci deve essere alcun profitto. Le autostrade, le frequenze delle telecomunicazioni, le frequenze radiotelevisive, lacqua, lo smaltimento dei rifiuti vanno rinegoziati a concessione zero. Quando iniziamo? Lo dice lei alla Marcegaglia degli inceneritori? Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
.......................................................................................................................
Il calendario dei Santi Laici 2009 è disponibile in download gratuito nel formato pdf o a prezzo libero, nella stampata su carta patinata.
Diffondi il calendario
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Commenti (1400) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Gio, 01/01/2009 - 13:05
"Viva Caselli! Viva il pool antimafia!" Clicca l'immagine
Un ragazzo siciliano ha gridato: "Viva Caselli, viva il pool antimafia!" durante un'esibizione periferica del condannato in via definitiva Sgarbi. E' stato allontanato dalla forza pubblica, sequestrato e rinchiuso in una stanza. Le persone che hanno assistito alla scena, tranne rare eccezioni, sono rimaste a guardare. E' un'Italia rovesciata. L'onesto è il disonesto. Il giudice è il ladro. Il pregiudicato è il parlamentare. Per capire come comportarsi è sufficiente dire il contrario della verità. La stella polare dell'italiano è il rovescio del diritto. Non può sbagliare. Chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni e chi si i fa i suoi e i nostri diventa presidente del Consiglio. Se il ragazzo avesse esclamato: "Mangano eroe!" sarebbe stato invitato a cena dalle autorità con babà e cannoli. Dire il contrario della verità paga in un Paese di mentitori. Nessuno tocchi il ragazzo. E' un piccolo eroe, un fiore raro. Gli altri, i presenti che non sono intervenuti in sua difesa, sono invece italiani veri. Quelli che tengono sia famiglia che capobastone.
Scrive Sonia Alfano:
"Ancora una volta siamo costretti a prendere atto dei vergognosi comportamenti adottati dal sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, dalla polizia municipale che ha agito in piena e totale violazione della legge e dalla stampa che, come spesso accade, ha riportato notizie false e imprecise. Il ragazzo che ha contestato Sgarbi ha solo riportato notizie vere che una certa stampa ha subito bollato come "accuse". Sgarbi è un pregiudicato condannato per truffa allo Stato e in primo e secondo grado per aver diffamato il dottor Caselli e l'intero pool antimafia. Siamo pertanto grati al ragazzo artefice della contestazione per aver mostrato che in Sicilia esistono ancora persone in grado di urlare la verità e di contestare, legittimamente, chi si è macchiato di così gravi gesti. Siamo amareggiati per l'inqualificabile comportamento della polizia municipale che, senza nessun titolo nè motivazione, ha sequestrato il ragazzo rinchiudendolo in una stanza della biblioteca "Franco La Rocca"... E' paradossale che uomini dello Stato difendano un pregiudicato che ha truffato quelle stesse Istituzioni che le loro divise rappresentano. Chiameremo a rispondere nelle sedi giudiziarie competenti gli artefici dei gravi episodi avvenuti..." Sonia Alfano
.......................................................................................................................
Il calendario dei Santi Laici 2009 è disponibile in download gratuito nel formato pdf o a prezzo libero, nella stampata su carta patinata.
Diffondi il calendario
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Commenti (1363) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Mer, 31/12/2008 - 13:41
"Umanità! Popolo italiano! Siete tutti in vacanza, siete in ferie, eh? Con la social card, eh! Social Card, due parole inglesi per prendervi per il culo in italiano. Siete in ferie, ma non lo siete solo voi: è l'Italia che è in ferie. L'Italia va in ferie un mese, riaprirà il 12 gennaio... chissà se riaprirà, l'Italia. Signori, abbiamo una grande occasione: il 2009 andremo contro un muro, ci sbatteremo una facciata pazzesca ma ci farà svegliare da questo coma e ci farà capire in che situazione siamo.Ci farà solo bene, questo shock. Sarà uno shock traumatico. Siamo tutti nel tunnel, e c'è gente che va in televisione a dire: "bisogna uscire dal tunnel, ci usciremo nel 2010".State nel tunnel! State nel tunnel! Fuori è ancora peggio! Signori, la democrazia se n'è andata sotto i nostri occhi, i cittadini sono tagliati fuori, cinque persone hanno eletto questo social network di pregiudicati, ruffiani, amici degli amici, avvocati che fanno leggi per gli amici degli amici. Signori, in Abruzzo il 50% non è andato a votare: è il nostro partito. Lo dicevamo noi di non andare a votare, perché erano elezioni illegali e anticostituzionali. 50% più quello che ha preso Di Pietro: noi siamo la maggioranza del Paese! Loro sono la minoranza, e lo vedi dai loro sguardi: hanno paura.
Noi esportiamo cose meravigliose: prima la pizza, la cultura... adesso esportiamo delinquenti e pregiudicati o presunti tali, in Europa. Ci andranno Del Turco, Bassolino... questa è la grande caratteristica che abbiamo. Ma il 2009 farà nascere delle cose meravigliose: siamo in guerra, siamo in guerra! Per cortesia, ogni cittadino si deve mettere un elmetto, uscire e farsi la democrazia fai da te! Farsi la sua politica, e voi avete un potere enorme: quello del vostro piccolo portafoglio, come spendere e come non spendere. Io sto seguendo i consigli dello psiconano, che ormai vaneggia sui consumi. Siamo noi, quelli vogliono risparmiare, che creano il delirio dell'economia. Siamo veramente in un momento strano, in un momento in cui all'asta dei buoni del Tesoro, BTP e CCT, due aste sono andate deserte. C'è qualcosa che non quadra più se i grandi istituti non comprano. Il nostro debito sta salendo, le imprese che chiudono non danno più tasse quindi non ci sarà più reddito per lo Stato. L'IRPEF non la si pagherà, il debito salirà, è già oltre 1700 miliardi e dobbiamo pagare 80 miliardi di euro di interessi all'anno e ci rompiamo i coglioni col lodo Alfano...Lo vediamo dalla faccia di Tremonti, che è un fantasma che si aggira. Signori questa sarà una grande battaglia, è una grande occasione per cambiare le cose e le cambieremo. Le cambieremo, perché partiremo dal basso con le liste civiche, rovesciamo la piramide. I cittadini entrano nei comuni, creano trasparenza con gli altri cittadini. Dai comuni alle Regioni, poi dalle regioni in Parlamento. Rovesciare la piramide, è questa la nostra battaglia. Però i cittadini devono avere un'informazione corretta, che potete trovare solo sulla Rete, perché i giornali sono ormai una questione del passato.
Non c'è più nulla da trovare nei giornali, la verità non c'è più. Sarà qualcosa di straordin... Ciro! Ciro! Non toccare i sacchetti di sabbia alla finestra! Lascia stare il fucile a pompa! Dicevo... dovete stare sereni. I giovani mi chiamano, i ragazzi mi chiedono: "che futuro abbiamo?". Ragazzi non preoccupatevi per il futuro: non ce l'avete. Una preoccupazione in meno. Dove andremo a finire? Andremo a finire che cento imprenditori, cento zecche hanno salassato questo sistema. Questi politici che sono lì da venti, trent'anni. La moglie di Fassino, del globulo, la signora Serafini è trent'anni in politica e non ho capito che cazzo ha fatto in trent'anni. La Carfagna... abbiamo delle cose che ci guardano allucinati da tutto il mondo.
Abbiamo nani... non bastava uno psiconano, ce n'è un altro, Brunetta che è un iPod nano.
Abbiamo cose che non si riescono a capire, siamo nel delirio, nella controtendenza.
Il mondo va verso le energie rinnovabili, Obama parla di rifiuti zero, di rinnovabili e noi parliamo di inceneritori e discariche, di diossina, di tumori.Il mondo va verso le rinnovabili e noi parliamo di nucleare. Il nucleare. Siamo in mano a dei malati di mente, malati di mente: ve l'immaginate una centrale nucleare costruita da Ligresti e controllata da Tronchetti Provera? Siamo oltre ogni limite, però il 2009 daremo una di quelle facciate, ma una di quelle facciate che sarà la nostra resurrezione. Noi risorgeremo, cari amici, risorgeremo dal basso. Forti, forti con l'elmetto in testa. Lo faremo per noi e se non lo faremo per noi lo faremo per i nostri figli e i nostri nipoti.
Se i cittadini saranno esautorati da qualsiasi diritto... perché le leggi popolari le insabbiano - noi abbiamo fatto una legge popolare per mandare via i pregiudicati, due legislature, voto di preferenza - è nella commissione. Devono decidere se discutere quelle leggi popolari. Quattrocentomila persone sono andate a firmarle. Se non le discutono verremo noi lì, a farvele discutere, ve le discuteremo sulla faccia, vi guarderemo negli occhi. I cittadini sono tolti da qualsiasi diritto costituzionale, dai referendum alle leggi popolari, alle petizione. Li mandano via dai comuni. I cittadini devono riappropriarsi della democrazia. Quindi buona guerra, buon 2009. State su e soprattutto state sereni! Ciro! Lascia stare i sacchetti!" Beppe Grillo
.......................................................................................................................
Il calendario dei Santi Laici 2009 è disponibile in download gratuito nel formato pdf o a prezzo libero, nella stampata su carta patinata.
Diffondi il calendario
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Commenti (1526) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Mar, 30/12/2008 - 12:18
Introduzione al Calendario Santi Laici 2009:
"Se si scorre lelenco dei Santi Laici, la prima reazione è un senso di vertigine. Unimpressione che si può provare solo di fronte allabisso, al vuoto di un precipizio senza fine. Non è un semplice, e lunghissimo, elenco di omicidi di carabinieri, poliziotti, magistrati, politici, giornalisti, sacerdoti e cittadini. E un fiume di sangue che percorre la nostra Storia. Un massacro sul quale si fonda e vive la nostra Repubblica. Chiudete gli occhi e pensate a questi uomini e donne che hanno sacrificato la vita per lo Stato. E immaginate il loro ruolo nella guida della Nazione, se fossero ancora in vita. Borsellino presidente della Repubblica, Falcone ministro della Giustizia, Don Puglisi cardinale, Ambrosoli presidente del Consiglio, Fava direttore del Corriere della Sera. Poi aprite gli occhi e vedete la realtà desolante di prescritti, mafiosi, condannati in Parlamento e dellinformazione in mano ai loro servi. Vi chiederete perché, in così tanti, hanno dato la vita. Cosa li ha spinti. Io credo che la loro coscienza li abbia costretti a farlo. Non avevano semplicemente altra scelta. Non potevano voltarsi da unaltra parte. Molti sapevano di essere condannati. In questo simili al Cristo dei Vangeli che accettava il martirio, pur potendo sfuggirvi. Gli onesti sono tollerati solo se non denunciano il Sistema, quella galassia di criminalità organizzata, massoneria deviata e corruzione politica che governa lItalia. Fino a ieri in modo occulto, oggi in modo sfacciato, plateale. Il Sistema agisce nei confronti degli onesti per gradi. Prima cerca di comprarli, poi li minaccia. Se fallisce, allora li isola e se questo non è sufficiente, dopo averli isolati, li uccide. Lisolamento da parte delle istituzioni e dei media è il campanello dallarme. Lultima chiamata. Centinaia di persone lo hanno sentito e hanno tirato dritto. A loro dovrebbero essere intitolate le vie e le piazze dItalia. Quelle che i politici vogliono dedicare al latitante Bettino Craxi. Davanti a Montecitorio ci dovrebbe essere una lapide con i loro nomi in caratteri doro, in ordine alfabetico. Il mio augurio per il 2009 è di non lasciare perdere, di non lasciare più perdere nulla. Nessuno è al di sopra della legge e i delinquenti vanno chiamati solo con il loro nome. Non voltatevi più dallaltra parte, ma solo dalla vostra parte. I Santi Laici, da lassù, vi daranno una mano. No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere
. Dalla lettera di Giacomo Ulivi, partigiano, assassinato dai fascisti nella Piazza Grande di Modena il 10 novembre 1944".
Il calendario è disponibile in download gratuito nel formato pdf, o a prezzo libero nella stampata su carta patinata.
.......................................................................................................................
Diffondi il calendario
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Scarica "La Settimana" N°51-vol3 del 21 dicembre 2008
Commenti (1518) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Lun, 29/12/2008 - 13:00
E' disponibile il secondo DVD di Passaparola: "Senza stato, né legge..."
"Buongiorno a tutti.
Questo è l'ultimo appuntamento con il Passaparola del 2008, quindi è un'occasione per farci gli auguri e per raccontarci un paio di cose che oggi riguardano i processi e le indagini che stanno investendo in varie parti d'Italia il Partito Democratico e la sua reazione.
La reazione iniziale di Veltroni, va detto, era stata buona e civile, quella che ci si attende da un leader di una democrazia normale, e cioè massima fiducia nella magistratura, facciamo autocritica, poniamoci la questione morale, evitiamo i complottismi.
Poi via via col passare dei giorni siamo arrivati alle ultime esternazioni, che sono iniziate quando è stato scarcerato dagli arresti domiciliari Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara.
Allora la posizione del PD ha cominciato a declinare verso non dico una posizione berlusconiana ma molto vicino.
Nel frattempo, hanno pizzicato il figlio di Di Pietro e alcuni collaboratori campani di Di Pietro nell'inchiesta napoletana, dalle quali è risultato che il figlio e alcuni suoi collaboratori segnalavano amici per incarichi a questo provveditore per le opere pubbliche.
Non è reato segnalare amici per incarichi, è però malcostume, quindi bene ha fatto Di Pietro a tirare le orecchie a suo figlio.
Nel suo, come negli altri partiti, ci dovrebbe essere immediatamente l'intervento del collegio dei probiviri che esamina i casi non penalmente rilevanti - quelli li segue la magistratura - e decide sanzioni possibilmente tipizzandole e stabilendo in anticipo cosa rischia chi si comporta in un certo modo.
Non bastano le lavate di capo, ci vogliono anche i provvedimenti concreti, soprattutto in un partito che vuole presentarsi ai cittadini come un partito diverso dagli altri.
E' chiaro che gli altri, non facendo mai niente, autorizzando anche chi vuole essere diverso a vantarsi di esserlo semplicemente in presenza di piccoli segnali, ma bisognerebbe cominciare a ragionare come se ci si trovasse non in Italia ma in Germania, negli Stati Uniti o in Inghilterra e infischiarsene del fatto che gli altri partiti non fanno nulla e cominciare a fare delle cose forti in casa propria.
Detto questo, abbiamo vari tipi di reazioni: se viene preso un politico di centrodestra è un complotto, se viene preso un politico di centrosinistra dipende dai giorni, dal tasso di umidità: rispetto per la magistratura, quasi complotto, complotto a metà.
Quando viene preso, sia pure non a commettere reati, qualcuno del giro di Di Pietro lui fa una sfuriata, alla quale però, come ho detto, dovrebbero seguire delle sospensioni temporanee o definitive dal partito a seconda della gravità dei comportamenti.
E' interessante però un punto, e cioè chi deve decidere sugli arresti di un politico.
Perché su questo ci sono molte discussioni e in realtà non c'è motivo perché che ne siano.
Due avvenimenti degli ultimi giorni ci aiutano a capire bene come stanno le cose.
Voi sapete che fino al 1993, in base all'articolo 68 della Costituzione della Repubblica Italiana, il parlamentare non poteva essere nemmeno processato senza l'autorizzazione del Parlamento, tant'è che l'autorizzazione era per "procedere".
Il magistrato era obbligato, quando riceveva una notizia di reato a carico di un parlamentare, a iscriverlo nel registro degli indagati e poi non più tardi di un mese dopo, se non ricordo male, doveva mandare l'incartamento alla camera di cui faceva parte il parlamentare e chiedere l'autorizzazione ad andare avanti nelle indagini.
Questo articolo 68 copriva i parlamentari anche dagli arresti, dalle intercettazioni, dalle perquisizioni, per cui non si poteva, senza il permesso del Parlamento, mettere in carcere - o meglio in custodia cautelare - o in altre misure cautelari tipo i domiciliari, il divieto di espatrio, l'obbligo di firma, un parlamentare.
E non si può nemmeno perquisirgli la casa o intercettargli il telefono.
Questa seconda garanzia è rimasta: ancora oggi non si può fare nessuna di queste cose al parlamentare. Invece si può indagarlo senza più il bisogno del permesso del Parlamento.
Ma sulla sua libertà personale, sul suo diritto a non essere intercettato, perquisito, arrestato, non è cambiato nulla.
Il politico che, invece, non sta dentro il Parlamento ma sta nel governo è sottoposto alla giurisdizione del Tribunale dei Ministri se il reato che gli viene contestato è collegato con la sua attività ministeriale. Se non è un parlamentare il ministro può essere arrestato, naturalmente, anche se è raro il caso di ministri tecnici non parlamentari, almeno per quanto riguarda quest'ultimo governo.
Se invece uno non è nemmeno ministro è sottoposto alla giurisdizione normale: se uno è sindaco, per esempio, non ci sono problemi. Presidente di regione idem.
Dico questo perché recentemente i magistrati hanno chiesto l'autorizzazione al Parlamento per poter arrestare un deputato ex Margherita, ora PD, della Basilicata, Salvatore Margiotta, e hanno invece arrestato ai domiciliari l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, sempre ex Margherita e ora PD.
Il primo è accusato di avere ricevuto o comunque di essersi fatto promettere 200.000 euro per un appalto petrolifero in Basilicata, Margiotta.
L'altro, cioè D'Alfonso, è accusato di vari episodi di corruzione o finanziamento illecito per avere fatto fare gratis dei lavori in due sue abitazioni da imprese che poi hanno vinto appalti o avuto incarichi nella sua amministrazione, per costruire cimiteri o fare altre opere pubbliche, e per essersi fatto pagare l'auto blu e l'assistente da un imprenditore privato: Carlo Toto, il proprietario dell'AirOne, abruzzese anche lui.
L'accusa dice che il sindaco girava con un autista portaborse su una Lancia di alta cilindrata, che non erano a spese sue o dell'amministrazione ma a spese di questo simpatico imprenditore, che evidentemente aveva investito su questo sindaco facendogli questo genere di favori in cambio di, ipotizza l'accusa, altri favori.
Queste sono le due vicende: uno è finito dentro perché è sindaco e non ha nessuna protezione, l'altro non è finito dentro perché quando i giudici hanno chiesto l'autorizzazione ad arrestarlo la giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha negato l'autorizzazione.
Ed è interessante vedere le motivazioni perché, come vi ho detto, è vero che il Parlamento può negare l'autorizzazione all'arresto, alla perquisizione o alle intercettazioni.
Pensate, bisogna chiedere al Parlamento persino il permesso per intercettare un parlamentare, così lo si avverte preventivamente e lui, ovviamente, su quel telefono, se non è proprio stupido, non parla più.
In ogni caso qui ci interessa la richiesta di autorizzazione alla custodia cautelare; peraltro lo volevano mettere ai domiciliari, non in carcere. Semplicemente lo volevano isolare, ritenendo che possa inquinare le prove, cioè concordare versioni di comodo con le persone indagate con lui per avergli, nell'ipotesi accusatoria, promesso o dato dei soldi.
Il Parlamento può negare l'autorizzazione all'arresto soltanto se dimostra che questa richiesta di autorizzazione non dipende da elementi di indagine normali ma dalla volontà persecutoria del magistrato nei confronti del parlamentare.
In questo caso la volontà persecutoria dovrebbe essere non soltanto del PM che chiede gli arresti ma anche del giudice che poi li accorda.
Ci dovrebbero essere, a Potenza, un GIP e un PM che ce l'hanno con Margiotta e lo vogliono mettere in galera per fini di persecuzione politica: questa è l'unica ragione per cui il Parlamento può dire di no.
Perché a decidere sulla gravità delle accuse e sull'esigenza di tutelare l'indagine con gli arresti di una persona deve essere il giudice, infatti il giudice ha già arrestato alcuni dei presunti complici di questo Margiotta, che non avevano la fortuna di essere parlamentari.
Dato che i fatti sono gli stessi o li arresti tutti o non ne arresti nessuno.
In ogni caso, Woodcock - il PM - e il GIP di Potenza hanno ritenuto che Margiotta debba stare agli arresti domiciliari: bisognerebbe dimostrare che ce l'hanno con Margiotta.
In Parlamento manco si sono posti il problema, anzi hanno escluso quasi tutti coloro che si sono espressi in giunta per le autorizzazioni che ci sia una persecuzione giudiziaria ai danni di Margiotta, eppure hanno detto di votare no.
L'unico che ha detto che voterà sì è l'Italia dei Valori.
Perché vi rendiate conto: cito dal verbale della seduta che si è tenuta in giunta per le autorizzazioni a procedere il 17 dicembre, una settimana prima di Natale.
Destra e sinistra si ritrovano amorevolmente insieme.
Il relatore, nonché presidente della giunta, è Castagnetti, compagno di partito di Margiotta, ex Margherita ora PD. Prima curiosità.
Castagnetti riassume molto puntualmente tutta la vicenda petrolifera con la presunta promessa di tangenti a Margiotta.
Notate che io non conosco Margiotta, non ho la più pallida idea se sia giusto o meno mandarlo in galera: sia chiaro, non ho nessun interesse e non me ne importa niente.
Stabilisco un principio: è il giudice che deve decidere se Margiotta e i suoi complici presunti tali devono finire ai domiciliari oppure no.
Gli altri ci sono finiti, Margiotta no perché è un Mandarino della Casta.
Allora vediamo con quali motivazioni gli hanno dato questo privilegio.
Parla Margiotta, il quale dice che potrebbe dimostrare il fumus persecutionis perché Woodcock non è la prima volta che si occupa di lui.
Cioè, secondo lui è una persecuzione il fatto che un magistrato a Potenza si occupi più di una volta di un politico.
Sarebbe come dire, mutatis mutandis, che ogni tanto c'è un tipo che viene preso perché scippa le vecchiette e la terza volta che lo prende lo stesso poliziotto dicesse: "ah ma lei ce l'ha con me, è la terza volta che mi prende!". E l'altro, giustamente, potrebbe dire: "ma se lei smettesse di scippare le vecchiette...".
Secondo lui il fatto che Woodcock si sia già occupato di lui in altre inchieste non è sinonimo del fatto che lui tiene dei comportamenti border line, ma del fatto che Woodcock ce l'ha con lui. E' fantastico come ragionamento!
Dice: "Sempre il dott. Woodcock, in altro procedimento, avanzò richiesta al GIP di inoltrare alla giunta altre conversazioni telefoniche riguardanti me...".
Tra l'altro questo Margiotta, che opera e viene eletto in Basilicata, a Potenza ha la moglie che faceva il Capo della Squadra Mobile, cioè che teoricamente avrebbe dovuto indagare su di lui: immaginate il conflitto di interessi.
Questa sarebbe la separazione delle carriere da fare: il parlamentare non può avere la moglie Capo della Polizia nel posto dove svolge le sue funzioni.
Si potrebbero separare queste carriere, le hanno separate dopo queste indagini, naturalmente, non prima.
Quindi Margiotta dice: "potrei dire che c'è il fumus persecutionis, ma sono un signore e non lo dico.
Potrei dire che ce l'hanno con me, ma sono un signore e non lo dico.
Preferisco dire - meno male - che non ho preso tangenti".
Interviene Brigandì, della Lega. Notate che questi sono quelli che nel '92-'93 sventolavano le forche.
Adesso nessuno vuole le forche, per carità: si vorrebbe semplicemente che difendessero il principio "La legge è uguale per tutti" e "Gli arresti li decide il giudice e non l'interessato".
Brigandì è fantastico... leghista eh!
Chiede a Margiotta: "Lei ritiene che la vicenda sia caratterizzata da un fumus persecutionis nei suoi confronti?".
Risposta di Margiotta: "Si.".
Fantastico, è l'autocertificazione: il fumus persecutionis lo fanno decidere dall'interessato.
A questo punto interviene - seduta successiva, 18 dicembre, hanno lavorato troppo, si ritrovano il giorno dopo esausti da questa prima audizione - Paniz, del Popolo delle Libertà, e dice: "La linea seguita dalla nostra parte politica è stata e sarà costante, a prescindere dall'appartenenza dei deputati interessati.
Il nostro schieramento sarà sempre a guardia delle garanzia di libertà che la Costituzione e la legge assicurano ai parlamentari e ai cittadini".
Ai cittadini un par di palle, come si direbbe in inglese raffinato, perché queste sono garanzie che si danno ai parlamentari.
Il cittadino non può rivolgersi alla giunta della Camera per farsi tutelare, il cittadino finisce in galera e basta.
Lui si vanta: "orgoglio di appartenere a uno schieramento politico..." che ogni volta che il giudice chiede di procedere nei confronti di un parlamentare risponde sempre di no, a prescindere dal colore così non ci sbagliamo.
Questo è l'ottimo Paniz di Forza Italia.
E dice che "la libertà personale può essere limitata solo in caso di pericolo di fuga o di circostanze che possono mettere a repentaglio la genuinità delle prove".
E in effetti proprio per questo si chiede di mettere Margiotta ai domiciliari, ma Paniz dice: "nel caso dell'On. Margiotta mi sembra evidente la carenza di questi presupposti".
Decide lui: invece del giudice, i presupposti per la custodia cautelare li decide Paniz.
Antonio Leone, sempre Popolo della Libertà, va anche oltre. Dice - sentite questa che è meravigliosa - che Woodcock non è nuovo a iniziative di questo genere, è un persecutore di politici.
Già in passato ha indagato su politici e questo, secondo lui, è già un indice di devianza. Poi aggiunge: "Il Woodcock avanzò altresì domanda di utilizzo di intercettazioni telefoniche di conversazioni tra il Margiotta medesimo e la di lui moglie, in barba al motto popolare per cui 'tra moglie e marito non mettere il dito'".
Questi sono atti parlamentari, sono parlamentari della Repubblica che rappresentano noi e che citano dei proverbi per dire che non bisogna arrestare o intercettare una persona.
C'è un'indagine sulla moglie, capo della Mobile di Potenza, dell'On. Margiotta. Woodcock giustamente manda le telefonate perché quando coinvolgono il marito bisogna chiedere il permesso al Parlamento, se il marito è parlamentare.
Bene, secondo Leone se una moglie indagata parla con il marito bisogna interrompere le intercettazioni perché lo dice il proverbio: "tra moglie e marito non mettere il dito".
Questi sono grandi giuristi, grossi giureconsulti. La prossima volta dirà "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" oppure "campa cavallo che l'erba cresce"... cose del genere.
"Finiamola con questi processi, se il processo dura da un anno lo chiudiamo perché campa cavallo che l'erba cresce".
Uno potrebbe fare di tutto con i proverbi, questo usa un proverbio per dire la sua stronzata, dato che non gli veniva in mente nessuna massima giuridica.
Ma andiamo a Pierluigi Mantini, Partito Democratico, il quale naturalmente accusa i giudici di disinvoltura, non il Margiotta.
"I giudici sono di una disinvoltura incredibile" e poi aggiunge che bisogna riflette sull'anomalia italiana per cui un avviso di garanzia si trasforma immediatamente in una condanna definitiva.
Questo non so dove l'abbia letto, ma tutti sanno la differenza che c'è tra un avviso di garanzia e una condanna definitiva.
Qui peraltro c'è una richiesta di arresto alla quale lui vota no, e conclude il suo intervento dicendo che bisogna riequilibrare il rapporto fra magistratura e politica, facendo pagare ai magistrati nei casi di colpa grave.
Dopodiché, quando la procura di Salerno va a vedere i reati della procura di Catanzaro, questi invece di applaudire e dire "bene, finalmente i magistrati pagano in caso di loro colpe", se la prendono con la procura di Salerno perché ha innescato una guerra fra procure.
Guardate che sono singolari, questi signori.
Interviene Luca Rodolfo Paolini, un altro leghista, uno che dovrebbe difendere la trasparenza, "La legge è uguale per tutti".
"Mi ha colpito l'incongruenza per cui viene chiesta oggi una misura cautelare per fatti avvenuti tra il dicembre 2007 e il gennaio 2008".
Gli sfugge che prima i fatti succedono, poi il magistrato li deve scoprire, poi quando li ha scoperti prende la decisione di chiedere l'arresto di una persona, poi lo chiede al GIP, poi nel frattempo passano le vacanze, poi il GIP risponde e lo mandano alla Camera.
E alla Camera cosa fanno? Cincischiano, invece di essere veloci, e continuano a rimpallare la cosa.
Tenete presente che quando si fanno le cose subito si dice: "ma perché l'hanno chiesta subito senza esaminare bene gli atti?".
Quando invece esaminano bene gli atti dicono: "ma perché ce lo chiedete dopo?".
E quando, alla fine, qualcuno dice "state impedendo l'arresto di un parlamentare" loro rispondono: "ma se il magistrato non è d'accordo, può sollevare davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato".
Cioè: per riuscire ad arrestare questa persona che nell'ipotesi di accusa deve essere arrestata, magari vai a fare un ricorso alla Corte Costituzionale che si pronuncerà fra un anno o due.
Ma a questo signore, che ha tanta fretta, non viene in mente.
Alla fine interviene Formisano, di Italia dei Valori, e dice che loro voteranno a favore dell'arresto, e rimane l'unico come, del resto, fa sempre Li Gotti nella giunta del Senato.
Donatella Ferranti, del PD, dice: "chi pensa all'esistenza di un complotto o a trame eversive sarebbe in errore". Bontà sua, dice che non c'è ma a questo punto interviene Giachetti, sempre del PD, che dice: "i parlamentari, fino a prova contraria, sono tutti onesti".
Qui si sta discutendo di uno che è accusato di cose e l'altro dice che, per definizione...
Antonio Leone interviene e se la prende con questa povera Ferranti per aver detto una cosa sensata, cioè che qui non c'è nessun complotto. Dice: "lei parla in qualità di deputato o di magistrato?".
Se parlasse in qualità di magistrato sarebbe un brutto personaggio.
Notate che stanno parlando di un indagato che dev'essere arrestato e stanno salvandolo, no?
Quando qualcuno dice che non c'è un complotto, si alza un altro e dice: "ma lei parla come un magistrato! Si vergogni!", come se avesse detto che bisogna andare a rubare.
E, infine, Antonino Lopresti, sempre del PDL, dice: "nessuno finora ha parlato di complotti, ma il Parlamento deve pur tutelarsi dalle iniziative estemporanee della magistratura".
Eh già, peccato che non si possa tutelare dalle iniziative della magistratura, il Parlamento, salvo che non ci sia la prova di un complotto, cioè di una persecuzione politica.
Questi dicono: "non c'è il complotto, ma l'autorizzazione non la diamo lo stesso", cioè confessano di abusare dell'articolo 68 della Costituzione.
Anche la Samperi, del PD, dice: "non mi pare che esistano i presupposti per la misura cautelare" e anche questo non lo può dire, perché i presupposti li decide il giudice, loro devono decidere solo se c'è o non c'è la persecuzione.
Poi interviene un altro bell'elemento, un certo Vittorio Belcastro della MPA, il partito del governatore della Sicilia Lombardo, il quale dice che c'è una piaga nazionale.
Uno dice la corruzione? No, "il protagonismo della giustizia penale che, quindici anni fa, ha portato alla fine di un'era". Pensate, questo rimpiange ancora Andreotti, Craxi, Forlani...
Ha colto l'occasione di lacrimare in diretta per cotante perdite di quindici anni fa.
Pierluigi Castagnetti, presidente e relatore, tira le somme e dice anche lui una cosa che non potrebbe dire, cioè che il quadro indiziario appare limitato e frammentario.
I politici giudicano se le prove sono sufficienti o no, esattamente quello che non potrebbero fare.
L'altro caso, e così andiamo a conclusione, è quello del sindaco di Pescara.
Voi sapete che viene interrogato in segreto dieci giorni prima delle elezioni regionali, in Abruzzo.
Gli sciorinano davanti gli elementi di accusa su quei lavori da parte di imprese che vincevano poi gli appalti.
Sul fatto che circolava su una macchina con autista pagati da un imprenditore privato che, gentilmente, glieli aveva messi a disposizione.
Che aveva ricevuto dei finanziamenti per il partito della Margherita da gente che poi otteneva incarichi e commesse dalla sua giunta.
Lui si rende conto, evidentemente, che c'è qualcosa che non va, tant'è che annuncia ai magistrati che si dimetterà dopo le elezioni.
I magistrati lo arrestano la sera stessa delle elezioni, dopo che si sono chiuse le urne per non influenzare il voto.
Lui si dimette, anche perché il sindaco arrestato è automatico che poi la giunta cada e venga commissariato il comune.
Si va di nuovo a votare, non è un bel gesto che fa lui, è un gesto che sarebbe stato imposto dopo qualche tempo.
In ogni caso se ne va, a quel punto i magistrati fanno un giro di interrogatori per mettere al sicuro le versioni dei vari personaggi e, alla vigilia di Natale, scarcerano D'Alfonso - ripeto, era agli arresti domiciliari non in galera, ma a casa sua - per le feste di Natale.
Un giornalista, D'Avanzo, scrive che i magistrati si sono smentiti, rimangiati l'ipotesi accusatoria che è crollata, che c'è stata leggerezza da parte del Pubblico Ministero e del GIP.
Francamente, non si capisce quale ordinanza di quale giudice abbia letto questo signore, perché basta leggere l'ordinanza per rendersi conto che è stato scarcerato perché si è dimesso da sindaco e non può più inquinare le prove e ripetere reati della stessa specie.
Se non è più sindaco non può più dare appalti, ovviamente.
Certamente si guarderà bene, pensano i giudici, dall'avvicinare persone per concordare versioni di comodo.
Invece, basandosi su quell'anticipazione giornalistica farlocca, anziché leggere l'ordinanza, intervengono politici del PD e purtroppo cominciano a strillare alla maniera vagamente berlusconiana.
Veltroni dice: "è un fatto gravissimo"; Tenaglia, ministro ombra del PD per la giustizia, dice: "è un fatto grave, è necessaria più prudenza nell'arrestare i politici, perché poi ci sono conseguenze gravi come le dimissioni del sindaco di Pescara".
"Quando si prendono queste decisioni ci vuole prudenza, i magistrati facciano presto", eccetera.
Poi interviene l'ottimo Violante, che ormai è diventato una specie di consulente del centrodestra, parla come un Alfano o un Gasparri qualunque: "non esistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara, credo ci voglia molta prudenza perché il sindaco di Pescara e la giunta sono caduti per ragioni, a quanto pare, insussistenti".
Il centrodestra, ovviamente, è entusiasta perché dice: "finalmente anche voi attaccate i giudici, finalmente siete come noi, finalmente rubate anche voi e poi attaccate i giudici, siamo tutti uguali, mettiamoci d'accordo" per la controriforma.
Il giudice che cosa ha scritto? Ha scritto che l'ha scarcerato perché le accuse erano venute meno? Manco per sogno!
L'ordinanza la trovate sul nostro blog, voglioscendere.it: "in relazione al D'Alfonso, in termini di gravità indiziaria, il quadro accusatorio già integralmente condiviso dal GIP - questo scrive il GIP nell'ordinanza che toglie gli arresti domiciliari all'ex sindaco - nel momento dell'adozione delle misure cautelari rimane, nel suo complesso, confermato e anzi sotto taluni aspetti rafforzato, sulle due principali vicende di corruzione e sull'associazione per delinquere.
Le acquisizioni successive all'interrogatorio del sindaco hanno in gran parte eliso - cancellato - il valore del suo costituto difensivo" cioè la sua difesa è crollata di fronte a quello che è venuto fuori dopo il suo arresto.
Anzi, hanno fatto bene a metterlo ai domiciliari perché appena l'hanno messo ai domiciliari sono riusciti a interrogare e a trovare della roba che ha fatto crollare la sua linea difensiva.
Questo dice il GIP.
"L'interrogatorio del Paolini - il portaborse pagato da Toto - ha offerto piena conferma dell'impianto accusatorio in relazione al fatto che Paolini era una sorta di assistente del sindaco stipendiato da Toto e fornito di autovettura di alta gamma" senza che sia possibile documentare quali prestazioni abbia svolto per l'imprenditore Toto questo Paolini.
Lavorava pagato da Toto per il sindaco.
"Ribadita la gravità del quadro indiziario, come originariamente nell'ordinanza, occorre a questo punto farsi carico delle sopravvenienze intervenute in relazione al pericolo di inquinamento probatorio ascritto al D'Alfonso.
Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni costituiscono un'apprezzabile sensibilità istituzionale e il commissariamento del comune determina un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti dal D'Alfonso nell'esercizio della propria attività politico amministrativa e della sua conseguente capacità di manipolare persone informate e documenti.
Quanto alla possibile costituzione di tesi difensive di comodo - mettersi d'accordo con altri - va rilevato che esse sono già state in parte disvelate - cioè si è già scoperto che D'Alfonso s'era messo d'accordo per concordare versioni di comodo con altri, che però quando è stato arrestato hanno confessato che quello che avevano detto era falso, fatto per difendere se stessi e lui -.
E comunque il dettagliato sviluppo del costituto difensivo del sindaco - e i confronti già fatti con altre persone coimputate con lui - alla luce della notevole mole di materiale acquisito, rende meno probabili ulteriori manipolazioni delle prove".
Per questi motivi il GIP revoca le misure cautelari applicate a carico di D'Alfonso.
Questo c'è scritto nell'ordinanza, come si fa a dire che sono crollate le accuse, che non lo dovevano arrestare?
Qui si dice il contrario: loro dicono "hanno fatto dimettere una giunta in base a fatti insussistenti".
In realtà è il contrario! Il giudice dice che i fatti sono sussistenti e proprio grazie al fatto che il sindaco e la giunta si sono dimessi si possono togliere gli arresti all'ex sindaco, proprio perché è diventato ex.
Se non si fossero dimessi, cioè se non fossero stati arrestati, oggi non sarebbero stati scarcerati.
Se D'Alfonso fosse ancora al suo posto sarebbe ancora agli arresti.
Vedete come si falsificano le cose, forse sarebbe meglio leggerle le ordinanze, sono anche 8 pagine, è abbastanza facile, ce la possono fare anche i nostri politici e certi nostri maestri di giornalismo.
Naturalmente, tutto ciò viene usato da Berlusconi per abbracciare il centrosinistra nella speranza che lo coprano sulla legge sulle intercettazioni che ha di nuovo minacciato in questi giorni.
Perché la legge sulle intercettazioni è molto impopolare, la gente le vuole le intercettazioni per i potenti!
E dato che riguardano soltanto i delinquenti e i potenti che hanno rapporti con i delinquenti, perché un cittadino normale non rischia certamente di essere intercettato o il rischio è infinitesimale, è evidente che la gente le intercettazioni le vuole anche e soprattutto per questi reati.
Come ci sono in America, vedi l'arresto del governatore dell'Illinois.
Berlusconi ha bisogno della copertura del centrosinistra, perché se ha Di Pietro e il PD che tuonano contro questa legge la gente che vuole più sicurezza e più legalità comincerà a rendersi conto che Berlusconi ha un conflitto di interessi giudiziario che rende impossibile la sicurezza.
Infatti, vuole distruggere uno strumento fondamentale come le intercettazioni.
Ecco perché bisogna impegnarsi, in questo anno, a far sapere ai parlamentari del centrosinistra ma anche di quel centrodestra che ancora non ci sta - sapete che sulle intercettazioni la Lega e una parte di AN non ci vogliono stare -, bisogna rafforzare le posizioni di chi vuole fare opposizione sia all'interno della maggioranza di centrodestra sia, ovviamente, nei banchi della minoranza.
L'unico modo è quello di scrivere ai rappresentanti parlamentari, intasare le loro caselle di posta elettronica - se andate sul sito di Camera e Senato le trovate tutte - per far sapere: "noi non vi votiamo più se vi rassegnate o non contrastate questo devastante progetto sulle intercettazioni, contro la sicurezza dei cittadini".
Questo è l'augurio che vi faccio: che prendiamo in mano la situazione ciascun cittadino singolarmente e tutti collettivamente.
Che ci facciamo carico del principio di eguaglianza, facciamo sapere loro che vogliamo ancora essere tutti uguali di fronte alla legge senza nessuna eccezione.
E speriamo di ritrovarci, questo è l'unico augurio che mi sento di fare, fra un anno a festeggiare la nascita del 2010 in un Paese dove la legge è ancora uguale per tutti.
Passate parola. Auguri."
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Scarica "La Settimana" N°51-vol3 del 21 dicembre 2008
Commenti (1304) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Dom, 28/12/2008 - 15:00
Clicca l'immagine
La censura è viva e lotta contro di noi. Nei giornali e nelle televisioni "la censura è l'informazione". I sindaci mi vietano l'uso dei palazzetti per il mio spettacolo Delirio, come avviene a Pavia, in quanto persona non gradita. In Rete ci stanno provando. Prima con la Levi, poi con la Cassinelli. Questo blog è oscurato all'interno di molte grandi aziende e pubbliche amministrazioni. I temi del blog sono ignorati da tutti i media. Tutto questo ci può stare nel regime Veltrusconi. Ma una cosa proprio non la mando giù. Che i suggerimenti della ricerca di Google Italia (SOLO di Google Italia) mi cancellino e mi preferiscano Beppe Maniglia e Beppe Quintale. E' uno scandalo belin, perchè Quintale sì e io no? Credo che i dirigenti di Google Italia abbiano avuto un suggerimento o forse Google in Italia non funziona. Perchè non lo chiedete a Google? Inviate una mail a: press@google.com In attesa della risposta usate un altro motore di ricerca.
"Caro Beppe, ti informo che sei ufficialmente censurato su Google. In realta' è una censura "morbida", pero' significativa a mio avviso... ti spiego teste'. Da qualche tempo sul motore di ricerca Google c'è un "aiutante", nel senso che man mano che scrivi la parola da ricercare nell'apposito riquadro, subito sotto appaiono una decina di risultati che ti possono aiutare a velocizzare la tua ricerca. Per esempio, se scrivo "b" compaiono dei risultati (in base a non so quale oscuro criterio) che vanno da Belen Rodriguez a Banca Intesa a Babbo Natale; se scrivo "be" la ricerca si affina e insieme a Belen Rodriguez appaiono fra gli altri Berlusconi e Benetton... e cosi' via. La sorpresa e' quando arrivi a scrivere "Beppe"... Beppe Gambetta, Beppe Bigazzi, Beppe Fiorello... ma di Beppe Grillo nessuna traccia. Andiamo avanti. "Beppe G": rimangono solo Beppe Gambetta e Beppe Gabbiani (?).Fine della storia. Stesso risultato per "Grillo". Ma la cosa simpatica e' che in basso a destra nella pagina di Google c'e' un link a "google.com in english" (il sito americano ufficiale) dove basta scrivere "bep" e magicamente in prima posizione troneggia inamovibile BEPPE GRILLO.
Addirittura scrivendo "grillo b" c'e' un bel "grillo blog", e tanti auguri di Buon Natale ai censori.... ridicoli, aggiungerei. In ultimo ti confermo che questa "censurina" riguarda solo te. Travaglio, Ricca, Massimo Fini, Gomez, Di Pietro, Barnard, Sabina Guzzanti, Santoro, Dario Fo... loro ci sono tutti. Un augurio di Buone Feste, e lieto di poterti dare una mano. Ho gia' preso i biglietti per lo spettacolo di Torino di Gennaio, mi raccomando: in forma!!" Ugo
Ps. Google ha corretto la censura, grazie alle vostre e-mail (ore 11.32 del 29/12/2008)
.......................................................................................................................
FREE BLOGGER
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER": Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Diffondi l'iniziativa
Scarica "La Settimana" N°51-vol3 del 21 dicembre 2008
Commenti (2138) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana
Sab, 27/12/2008 - 14:43
Mussolini al Teatro Lirico, 16 dicembre 1944 Clicca l'immagine
Lo psiconano ha detto che "il 2009 per quanto mi riguarda sarà terribile". Ha affermato che le priorità assolute del Governo per fare uscire il Paese dalla crisi saranno la "Riforma della giustizia e la legge sulle intercettazioni". I disoccupati possono dormire tranquilli. Se telefonano alla moglie avranno la sicurezza di non essere intercettati. E anche gli occupati, sempre meno, non devono avere preoccupazioni. Se un amministratore pubblico, pagato dal loro IRPEF, ruba non finirà in galera. Di fronte a un'Italia impoverita, con una previsione di due milioni di disoccupati in più, le parole dello psiconano sono come l'orchestra che accompagnava gli ebrei alle camere a gas a Auschwitz. Questo Governo, dal suo insediamento la scorsa primavera, ha avuto un'unica priorità: evitare a tutti i costi che i politici finiscano in galera, a partire dal presidente del Consiglio. Il lodo Alfano è stato una pietra tombale sulla democrazia. Quattro persone in Italia sono più uguali delle altre. Dei processi Mills e Bassolino si occupano solo i giudici, l'informazione di regime è assente. Lo psiconano ha ricordato che lui "si trova per la terza volta, ed è un record assoluto, a essere presidente del G8 e del G14". Un'affermazione che dovrebbe farci riflettere. Se uno come lui arriva a un record del genere come nostro rappresentante non ci sono televisioni controllate che tengano. Il problema siamo noi. La nostra ignavia. Quest'Italia non è mai nata, non ha un corpo e neppure un'anima. E' uno zombie dominato da mafie, massoneria e criminalità politica. Ha avuto qualche sussulto con le lotte partigiane, con Falcone e Borsellino, con Ambrosoli e Livatino. Ma sono stati casi isolat |
ULTIMI COMMENTI
4 hours 24 min ago
7 hours 27 min ago
8 hours 4 min ago
17 hours 23 min ago
22 hours 18 min ago
1 giorno 2 hours ago
1 giorno 5 hours ago
1 giorno 8 hours ago
1 giorno 9 hours ago
1 giorno 13 hours ago