Il Blog di Daniele Luttazzi

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Tour DECAMERON - il monologo -

Gio, 01/01/2009 - 22:41



Il monologo SATIRICO più FEROCE E divertenteche abbiate mai visto! DUE ORE di risate efferate al cui confronto tutto il resto è comicità televisiva BLEAH. Liberate la vostra libido! Diffondete la buona novella! SPARGETE il seme!

tour:

CASCINA (PI): 17 gennaio

BOLOGNA: 23 gennaio ( Paladozza )
Prevendite online clicca qui.

BARLETTA (BA): 29 gennaio

ASSAGO (MI): 6-7 febbraio
TORINO: 20-21 febbraio ( Teatro Colosseo )
FIRENZE: 26-27 febbraio

BENEVENTO: 2 marzo
MESTRE (VE): 13-14 marzo

***

INFO: Verificate sempre che la prevendita online sia quella ufficiale, autorizzata dall'organizzatore ( vedere i manifesti ).

AAA La data di Nichelino ( TO ) è stata annullata. Gli organizzatori non hanno rispettato gli accordi contrattuali.

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Pesci selvatici e le melodie delle foreste andaluse

Mer, 24/12/2008 - 17:17

penso sia un titolo migliore di Interviste recenti 2009, ma potrei sbagliarmi. ( "Ma potrei sbagliarmi": non sarebbe bello se ogni discorso del papa terminasse così? )

Ho mandato una copia di queste interviste recenti ai pensionati che hanno perso tutto nel crack Parmalat e quei pensionati adesso dicono:-Almeno ho una copia di queste interviste recenti.-

Se invece siete giovani, ma non volete ancora lasciare il Paese, buona fortuna con le grandi opportunità educative che il Mercato vi offre, per esempio imparare quanti flaconcini di coca riuscite a infilarvi su per il culo.

Un romantico 2009!

* * *

Cosa pensi del ruolo che i satiristi hanno assunto oggi in Italia? Del fatto che siete diventati ‘punti di riferimento’ (politico) per la gente? La ritieni una situazione inevitabile data la contingenza storico-politica? Come vivi questa grande attribuzione di responsabilità da parte della gente? Come ti poni rispetto al fatto che molta parte del tuo pubblico ti vede più come un punto di riferimento politico che non come un artista satirico?
La nostra credibilità è dovuta al fatto che abbiamo detto certe cose in tv fregandocene della conseguenze in termini di convenienza economica: restare in tv facendo i paraculi era molto più vantaggioso. Essere un artista satirico e essere un punto di riferimento politico è inevitabile in generale, e non c’è affatto contraddizione fra le due cose. La responsabilità non me la dà la gente, me la dà la mia arte. Fa parte di questa responsabilità non strumentalizzare la gente e il loro consenso. Quanto ai politici italiani, hanno mentito ripetutamente e spudoratamente, hanno mostrato di difendere all’unisono gli interessi della propria casta, hanno rivelato la loro mediocrità diffusa. La gente si è rotta le scatole. E ci hai fatto caso? In Italia, ogni volta che scoppia uno scandalo, tutti lo sapevano già da tempo. Che razza di Paese!

L’8 luglio di quest’anno, in piazza Navona a Roma si è tenuto il “no Cav Day”. Qui hanno dato espressione del loro pensiero anche alcuni comici attraverso la satira. Per esempio erano presenti Grillo e la Guzzanti. Perché tu non c’eri?
Perché la piazza favorisce il populismo. Non mi piace ingenerare equivoci: è il mio modo di rispettare il pubblico. La satira dev’essere contro il potere. Anche contro quello della satira. A teatro, le intenzioni dell’artista sono limpide. In piazza, in una manifestazione partitica, no. Guai al pubblico che si mette a guardare ai satirici come a cavalieri senza macchia e senza paura, e guai ai satirici che finiscono per crederci.

Si passa senza soluzione di continuità [per citare solo dei due poli della faccenda] dalle imitazioni del Bagaglino ai comizi in piazza di Beppe Grillo. In mezzo, modulazioni di queste tipologia. Per quale motivo è accaduto tutto ciò? È una trasformazione solo italiana o un fenomeno globale?
La satira pare scomparsa perché non è più ammessa in tv nella forma libera che le è propria. In questo modo le tolgono impatto. E’ un fenomeno solo italiano, che rende il nostro Paese una provincia asfittica e poco democratica. La satira in tv fa picchi di ascolto, ma non la si vuole. Quindi il problema è politico.

Le profezie di Guy Debord a proposito della Società dello spettacolo si avverano sotto i nostri occhi: il governo si occupa della «percezione» delle cose da parte dei cittadini più che della sostanza materiale, dei bisogni, dei fatti. L’invenzione dell’«emergenza sicurezza» è un caso lampante. Come pensi ci si debba muovere in questo scenario?
Come suggeriva Debord: con pratiche di vita alternative.

C’è necessariamente contraddizione tra satira e impegno civile/politico attivo?
La satira è politica, dato che esprime una critica dell’esistente. E nasce politica: Aristofane attaccava il demagogo Cleone e il partito dei democratici, che volevano la guerra. Chi dice che la satira non deve fare politica vuole solo censurare la satira. Esprime un punto di vista, quindi è faziosa. Uno può fare benissimo satira e candidarsi al senato: in America, lo ha fatto Al Franken. Ed è stato eletto. Una volta intrapresa la carriera politica, però, ha giustamente abbandonato gli spettacoli satirici.

Del panorama satirico tedesco mi ha colpito il fatto che molti cabarettisti che fanno satira politica ritengono che la satira non possa essere più che gehobene Unterhaltung, intrattenimento di livello. I cabarettisti tedeschi sono tendenzialmente scettici circa la possibilità di poter incidere con la propria satira sulla realtà; molti di loro concepiscono il mezzo televisivo essenzialmente come moltiplicatore, come strumento pubblicitario per attrarre la gente a teatro. Il divario rispetto alla situazione italiana, in particolare per quanto riguarda il valore e il potere che nel nostro paese alla satira è attribuito (nel bene e nel male) è incolmabile.
Il loro scetticismo ha forse un’origine storica: Karl Kraus non ha fermato Hitler; ma, anche così, la loro è una visione molto angusta della potenza satirica. I suoi effetti sono culturali e riverberano sulle generazioni a venire. Ma devi avere dentro una rabbia vera, sennò fai solo del “colore” sull’attualità: non dai fastidio a nessuno, anzi sei perfetto per il marketing.

L’ottima salute (in quanto a causticità e aggressività) di cui gode la satira in Italia non può prescindere dal collasso socio-politico del paese? La satira deve in altre parole tendere al suo annullamento? Una società sana non ha bisogno di satira?
La satira esisterà finchè esisterà l’umanità, con tutte le sue contraddizioni. La “società sana” è un’utopia nazista.

Qual è l’obiettivo del tuo ‘fare satira’? Difendere / rafforzare la democrazia? Affinare lo spirito critico della gente?
L’obiettivo della satira è esprimere un punto di vista in modo divertente. Divertente per chi la fa. Se il pubblico ride, tanto meglio, ma non è un criterio per giudicare la bontà della satira: ogni risata dell’autore contiene una piccola verità umana; a volte la verità fa male e non tutti sono disposti a riderne. Il pericolo per chi fa satira è ritenere che sei sul palco a dire la verità: questo abbaglio ti trasforma in un predicatore, in un leader di masse, in una persona di potere. L’arte ti abbandona.

Credi che la satira abbia anche una funzione di valvola di sfogo o di conforto? O al contrario contribuisce ad aumentare il disagio?
La satira nasce dalla rabbia, ma non è mai consolatoria. Induce alla conversione e all’azione. Il disagio che aumenta è solo quello dei parrucconi.

Il linguaggio della satira è espressivo al punto che può infastidire chi lo ascolta. Ciò, a volte, crea un effetto di rigetto su una determinata fascia di pubblico. La gente, quindi, deve essere preparata per poter comprendere la satira?
La satira è un gusto. Il gusto per la libertà di pensiero. In Italia siamo regrediti al punto che la gente dev’essere preparata alla libertà di pensiero? Certo, secoli di Vaticano non aiutano. E comunque la satira mica può piacere a tutti: i suoi bersagli, ad esempio, non ridono. Lo scandalo della satira non è nei termini indecenti, ma nel fatto che la sua libertà espressiva corrode i nostri pregiudizi. I pregiudizi rassicurano. La satira no.

Come mai secondo te, da un po' di anni in Italia le informazioni si hanno più dai comici che non nei telegiornali e sui giornali?
Questo è un luogo comune. Ci sono tanti giornalisti formidabili che onorano la propria professione. Vediamo però di continuo giornali e telegiornali fare propaganda: edulcorano o cassano o mistificano le notizie. La satira, nel commentare i fatti, li ricorda. E così il grosso pubblico, che non legge i giornali, apprende le notizie dalla satira! Ma la satira è uno stormo di piccioni. Da qui l’attenzione.

Quale credi sia il potere della satira? A tuo avviso quali risvolti concreti ha o può avere la critica della satira? La satira può ‘cambiare il mondo’? ( o, come tu hai domandato ad altri autori satirici, la satira può agire sulla Storia? Se sì, come? Se no, perché? )
La satira è innanzitutto arte: in quanto tale, agisce sulla Storia offrendo all’umanità uno sguardo rinnovato sul mondo; per questo, fin dai tempi di Aristofane, la satira è contro il potere, di cui riesce ad annullare la natura mortifera mantenendo viva nel nostro immaginario quella sana oscillazione fra sacro e profano che chiamiamo dubbio. L’effetto concreto della satira è quello della liberazione dell’individuo dai pregiudizi inculcati in lui dai marketing politici, culturali, economici, religiosi. Il potere si accorge che questo va contro i suoi interessi e ti tappa la bocca. E’ sempre stato così ed è un ottimo motivo per continuare a farla. Dove è possibile. ( Il mio sottoscala. )

Negli Usa hanno eletto Obama e i media magnificano l’evento, come se i guasti del passato fossero definitivamente alle spalle e ci attendesse una rinascita generale. Come minimo occidentale. Forse addirittura planetaria. Ti associ anche tu all’euforia generale?
L’euforia generale è dovuta soprattutto al cambiamento che Obama ha promesso. A settembre ero a New York da Letterman il pomeriggio che ha intervistato Obama. Ero in prima fila, Obama era a cinque metri da me, me lo sono studiato bene. Dopo la sua prima risposta il pubblico era già in visibilio: Obama non dice nulla di diverso da quello che i democratici USA hanno sempre detto, ma sa dirlo in maniera avvincente. E con meno ambiguità rispetto a una Hillary. E’ ancora presto per giudicare. Le questioni cruciali, come si sa, saranno la politica estera ( ritiro dall’Iraq e dall’Afghanistan, rilancio della diplomazia e delle relazioni internazionali ) e la politica economica ( new deal, fine della speculazione finanziaria ). Non ci resta che aspettare.

Adesso un passo indietro. Torniamo al famigerato “editto bulgaro”. Biagi ha fatto in tempo a rientrare in Rai, Santoro ha recuperato stabilmente il suo spazio; com’è che tu sei ancora fuori?
Perché sono un cane sciolto. L’Italia è divisa in clan che si spartiscono il potere. Se non appartieni a nessuno di essi, ti fanno fuori in due secondi.

E come lo si vive questo ostracismo? Al di là dell’orgoglio per non essere scesi a compromessi, viene mai il dubbio che alla fine non ne valga la pena?
Ma la satira è un’arte! Gli artisti non ragionano in termini di convenienza materiale: obbediscono alla loro musa. I greci la sapevano lunga. Va da sé che la mordacchia alla satira, oltre a essere anticostituzionale, è insopportabile. I bacchettoni mi fanno schifo. Chi ne giustifica le azioni censorie, ancora di più.

Di nuovo il presente. L’unico aspetto positivo della crisi in cui stiamo sprofondando è che ha messo in luce, come non mai, i vizi e le contraddizioni del capitalismo, specialmente di quello finanziario. La tua impressione quale è?
Il capitalismo troverà il modo di proseguire nello sfruttamento. E’ il suo mestiere. Fra qualche decina d’anni, però, la crisi ambientale romperà il giocattolo: quello capitalistico è un modello insostenibile.

Si sta avviando un vero ripensamento dello schema nevrotico “nasci produci consuma crepa”, oppure c’è solo il rammarico per non poter continuare a inebriarsi con lo shopping, eventualmente con la carta di credito e i pagamenti ”in comode rate”?
La decrescita è una necessità. A poco a poco diventerà un sapere di tutti.

Che aspettative hai da parte del tuo pubblico, e come sono cambiate, se sono cambiate, nel corso del tempo?
Scrivo e recito cose che fanno ridere me. Quando il pubblico si rivolge a te come a un guru senza macchia, o come a un leader che è lì a indicarti la verità e la via, sbaglia e gli va detto. In questo Paese, i demagoghi attecchiscono troppo facilmente, coi risultati che vediamo e da cui la storia del secolo scorso pare non averci immunizzato. Il mio punto di riferimento è Lenny Bruce. Diceva:” Io faccio parte della corruzione che metto alla berlina.” Un atteggiamento molto più sano.

Lenny Bruce è uno dei tuoi personaggi di riferimento.
Lenny Bruce ha rinnovato il genere del monologo satirico, che negli USA ha una lunga tradizione. Bruce diceva sempre: “la realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere”. Nello scarto fra le due cose si situa la risata satirica. Prendete ad esempio la campagna pubblicitaria del Partito Democratico. Era perfetta. Mancava solo il prodotto.

Con «Barracuda» sei stato il primo a portare nella televisione italiana il talk show sul modello di David Letterman. Poi in tanti hanno provato a copiare quel programma, attenuando i contenuti o trasformando l’intervista in salotto televisivo. C’è ancora spazio per la televisione intelligente?
La televisione è tutta intelligente. Ma c’è una intelligenza al servizio della libertà artistica, e una ( preponderante ) al servizio del potere. Negli USA, i media controllano il potere, da noi è il contrario. Ecco perché non c’è più spazio per chi è libero. Essere liberi significa non essere ricattabili. In Italia, che è una rete di clan, essere liberi è un difetto per il sistema e così il senso della dignità personale è in vendita al miglior offerente. In questo momento c'è la fila per vendersi. Fine del pudore. Dove non c'è più pudore, c'è solo potere. Film consigliato: Salò di Pasolini.

Fabrizio Cicchitto in un’intervista rilasciata a il Giornale del 17 marzo 2001 dichiarò: “La trasmissione Satyricon è un’autentica operazione politica pensata e montata da due settori che costruiscono un pezzo (non tutta) della sinistra post-comunista. […] il loro modo di combattere è appunto quello della criminalizzazione dell’avversario per via mediatica-giudiziaria”. Quasi tutta la destra era d’accordo sul fatto che lei, Marco Travaglio e l’allora direttore di Raidue Carlo Freccero aveste tentato di sabotare la campagna elettorale, proprio attraverso la presentazione del contenuto del libro e proponendo la famosa intervista a Paolo Borsellino. Cosa puoi dire in proposito?
Che è una balla. Ho letto il libro e ho invitato l’autore, tutto qui. Autore che, non va dimenticato, all’epoca nessuno conosceva. Per la prima volta introdussi in Rai il tema tabù “Berlusconi”, che nessun giornalista tv aveva osato affrontare. Sono libertà che non ti perdonano, come si è visto. Quanto a Cicchitto, era iscritto alla P2 di Gelli, una formazione eversiva. Dovrebbe avere il pudore di vergognarsene in eterno e tacere per sempre. Se un giornalista racconta i misfatti di Berlusconi, la colpa deve ricadere su Berlusconi, non sul giornalista. Per inciso: avendo sostenuto la tesi del complotto, Bruno Vespa è stato querelato per diffamazione dall’ex- presidente Rai Zaccaria e ha perso la causa.

Durante le vicende sull’editto Bulgaro, nonostante tu fossi stato uno dei tre nominati, non ti sei esposto molto. Le testate riportano davvero solo tue rare dichiarazioni. Per quale motivo decidesti di sottrarti alla stampa?
I fatti erano evidenti, non c’era bisogno di aggiungere altro. Né mi abbasso a replicare alle fetecchie. Tutti hanno visto il loro gioco sporco: prima ti tolgono di mezzo con la censura, poi ti intimano di non fare la vittima. E chi ha detto niente? Bastardi.

In «Decameron», il tuo programma andato in onda su La7 lo scorso anno, prima che decidessero di chiuderlo con una scusa, sei stato tra i pochissimi a parlare senza eufemismi ipocriti o omissioni delle violenze della polizia al G8 di Genova del 2001. Anche in quel caso, la verità è stata estromessa dai grandi media, è trapelata solo grazie all’insistenza di chi ha lavorato per far sapere a tutti quello che era successo. È solo un’eccezione o un caso emblematico che allude alla possibilità che i media indipendenti riescano a costruire senso comune, anche nel silenzio dei grandi media?
E con lo sketch “Missione di pace” ho denunciato l’ipocrisia guerrafondaia del neonato PD. E’ una libertà che dà fastidio perché ricorda al pubblico come sarebbe bello se fosse sempre così. Insistere è un’ottima tattica.

Il festival TTV di Riccione ti ha dato il suo premio tv per
Decameron. Che cosa significa per te, visto che in tv è durato poco...?

Decameron sarebbe durato di più, se non l’avessero soffocato di notte con un cuscino. Il significato del premio è questo: la satira è più forte dei cuscini. Ma il pericolo resta: che i nuovi comici si auto-censurino per evitare grane. Prendi Gesù. 33 anni a raccontar parabole. Non sapeva neanche una barzelletta? L’hanno fatto fuori comunque.

Secondo Dario Fo, il programma sarebbe stato chiuso invece per i contenuti a proposito della puntata numero 6 sull'enciclica in preparazione da parte di Benedetto XVI. Ci puoi dire qualcosa a riguardo?
Ho registrato il monologo sull’enciclica venerdì pomeriggio, come sempre alla presenza di funzionari di La7. La sera stessa, a mezzanotte e 4 minuti, il direttore Campo Dall’Orto mi invia un sms per dirmi che sospendeva il programma per via della battuta su Ferrara nella puntata precedente ( già replicata tre volte ). Sabato mattina alle 7 sono in auto per recarmi al montaggio della sesta puntata e leggo l’sms. Repubblica e Corriere avevano già una pagina dedicata alla notizia. Ho lanciato in aria un anatema candomblè e adesso La7 è spacciata.

Come ti spieghi questa tempestività, da una parte della censura e dall’altra nel dare la notizia ai media prima di avere una tua replica a riguardo?
Me lo spiego col fatto che il sistema funziona.

Di cosa parla il tour Decameron?
Temi scabrosi, argomenti polemici e risate feroci: un antidoto alla comicità tranquilla che la tv commerciale e la Rai hanno ormai imposto agli italiani come modello, la comicità che ha lo scopo di rassicurare e intontire con i suoi parossismi prevedibilissimi. Tutta merda che mi sono già mangiato da un pezzo.

Berlusconi ora gioca a fare il cavaliere evocando immagini di padri costituenti che duellavano verbalmente con eleganza di fioretto. Cerca, si dice, di rifarsi l'immagine per un futuro al Quirinale. Ma perché gli italiani credono alle sue bugie? La nostra malattia è una memoria straordinariamente corta?
Le scienze cognitive hanno scoperto che gli elettori non votano i programmi elettorali, ma una visione del mondo. Quella di Berlusconi è molto ben definita: il padre autoritario. Il PD non ne ha nessuna, si sposta al centro. E così perde. La destra non ha bisogno di spostarsi al centro per vincere le elezioni. E’ un problema di framing. Da 30 anni, coi suoi media, Berlusconi sta promuovendo il suo modello. La paura del terrorismo e quella per l’extracomunitario, così come la strumentalizzazione dei temi etici, servono a rinforzare il modello del padre autoritario. Il PD deve ancora cominciare a elaborare il proprio, che dovrebbe essere alternativo. Nel frattempo va a rimorchio della terminologia della destra. Quando il PD parla di “sgravi fiscali”, ad esempio, rinforza il modello della destra, che usa quella terminologia perché considera le tasse un peso. Nel modello alternativo ( che il PD neanche sta immaginando ) le tasse sono una protezione per il futuro dei nostri figli. Se tagli le tasse, i diritti tuoi e dei dei tuoi figli ( sanità, scuola, pensione ) diventano servizi a pagamento. Non c’è più giustizia sociale. Effetto domino: col taglio delle tasse, di fatto la destra decurta i fondi per i programmi sociali che si prendono cura della gente. Lo stesso dicasi delle privatizzazioni. Sono bravi quelli, o allocchi questi? Entrambe le cose. Il modello alternativo è pieno di idee migliori, ma il PD le ha abbandonate: adesso è eccitante come un catalogo di sementi.

Il tipo di cultura politica incarnata da Berlusconi è ormai diffusa e pervasiva. Che immagine ne hai? Come ci si difende?
Frequentando persone che non si siano lasciate corrompere dai soldi che il berlusconismo elargisce con dovizia ai servi. La risposta deve essere collettiva. L’arte ( non solo quella satirica ) aiuta a formare le coscienze e a tenerle deste. Ha tempi più lunghi, ma è inesorabile.

Perché nessuno si ribella quando, poco prima delle elezioni, Dell'Utri dichiara in un'intervista che Mangano è un eroe di Stato?
Perché il framing elaborato da Berlusconi attraverso i suoi media è diventato ambiente. Se una cornice è forte, i fatti vengono ignorati.

Hai fiducia in internet?
Internet venne ideato come tecnologia a scopi militari e conserva qualche vizio dell’origine. Ad esempio è un panopticon ancor più micidiale di quello ipotizzato da Bentham e ricordato da Foucault; più micidiale perché con internet i sorvegliati sono contemporaneamente i sorveglianti. Anche per questo motivo, internet favorisce il pensiero dietrologico. Ed è molto più evidente, adesso, una relazione già emersa con l’avvento della tv: la tecnologia elettronica condiziona il modo con cui il pensiero esplora il reale. Non mi stupisce il successo web di demagoghi populisti come Grillo. L’internet dei social network poi è un ipnotico potentissimo. Solo la crisi economica ha un po’ risvegliato le coscienze: erano talmente intorpidite che c’è voluto il crack MONDIALE delle borse, per risvegliarle. Internet è utile solo per le nicchie: se sei un fan di Takato Yamamoto, grazie a internet hai tutte le info che ti servono in proposito, più l’elenco delle gallerie d’arte dove puoi acquistare i suoi lavori. Sei un appassionato di idee nuove e bizzarre? Ecco Boingboing.net. Ti piace aggirarti su spiagge nudiste con dei palloncini colorati legati al pisello? Clicca www.partitomonarchico.org

Fai spesso riferimento alle “perversioni” più varie. Come nasce questo interesse? C’è un rapporto tra perversione e satira?
In ogni perversione c’è un elemento meccanico che la rende comica. Il tutto ha a che fare con l’impulso di morte di cui parlava Freud. La risata annulla la morte: ridi perché sei vivo.

E la pornografia? È offensiva? Utile? E, prima ancora, cosa, per te, è pornografico?
La vera pornografia è la violenza. Va sottolineato come, in una democrazia, quella contro la violenza ( sia essa pensiero, parola, opera o omissione ) sia l’unica censura davvero necessaria. Come dice padre Zanotelli, la guerra dovrebbe essere un tabù come l'incesto. Lo stesso vale per i rigurgiti xenofobi e razzisti. Prendi Borghezio. Ne ho conosciuti di razzisti, ma mai di questo voltaggio. Le idee violente sono già giudicate dalla storia. Ad esempio fascismo e nazismo: una volta al potere, cancellano la democrazia. Non possono essere riammesse nel campo argomentativo.

Secondo te, come mai la xenofobia ha preso piede così fortemente nella società italiana?
Al capitale convengono le leggi speciali. La propaganda spinge alla xenofobia anche per questo. Al governo ci finisce così una figura di padre autoritario. La parte offensiva di tutto l’andazzo è che il padre autoritario ci tratta da bambini che devono essere accuditi, non da adulti responsabili. Temo però che alla regressione culturale del Paese corrisponda una regressione psicologica: a molti italiani non piace essere adulti responsabili. Preferiscono delegare al capo, e poi trattarlo da capro espiatorio. E’ una specie di piorrea spirituale. Sentitevi pur liberi di usare queste frasi per comporre una canzone di protesta.

Il quarto rapporto sulla secolarizzazione italiana, che a giorni verrà presentato dalla Cgil nuovi diritti con Critica Liberale dice che l'Italia è sempre meno un Paese di cattolici praticanti. Eppure in questi giorni il governo parla di fare un "tagliando alla 194", si vorrebbe ripristinare il divieto di diagnosi preimpianto che le sentenze hanno detto incostituzionale e via di questo passo. Come la vedi?
La Chiesa pratica il voto di scambio: appoggia i governi se le danno qualcosa. La lista dei suoi desiderata è lunga; e fatta apposta per indurre in tentazione il politico bramoso di voti e di potere. Alla Chiesa fa gola uno Stato in cui peccati e reati coincidono: il suo modello è quindi l’Islam. La Chiesa vuole mettere becco nelle vicende dello Stato italiano? Prima deve pagare il biglietto d’ingresso: deve pagare le tasse. L’8 per mille è una cuccagna fraudolenta. E' incredibile a che bassezze si arriva, pur di essere i rappresentanti di Cristo in terra! La religione è una ideologia, ovvero una forma di potere. Esercita un controllo sociale. Lo fa nei modi che purtroppo conosciamo: plagiando le coscienze col catechismo e muovendo azioni di lobbying sulla politica. Gli interessi economici in gioco sono enormi. Se si considera che Cristo non ha mai fondato la Chiesa cattolica, come mistificazione è notevole.

Che ne pensi di chi, come Giovanardi o Ferrara, tira in ballo l'eugenetica quando si tratta di selezione degli embrioni per evitare la trasmissione di malattie genetiche?
L’eugenetica è una imposizione praticata da uno Stato. La scelta dei genitori riguardo alla prole si chiama senso di responsabilità. Spetta forse a Giovanardi o a Ferrara decidere sui tuoi figli? No, e se lo dici non sei certo nazista, come Giovanardi e Ferrara insinuano coi loro ragionamenti del menga.

E chi, come Roccella, ora sottosegretaria alla Salute, scrive di Ru-486 chiamandola "kill pill " o "veleno per feti "?
La destra usa i temi etici e le definizioni a effetto per rinforzare il proprio modello di potere, che è quello del padre autoritario. Legge 194 e RU-486 sono una sfida diretta a tale modello. Il padre autoritario dice:-Se le donne possono gestire da sé le gravidanze indesiderate, quando mai impareranno la lezione?- Nessuno impone ai cattolici di servirsi della RU-486 o dell’aborto.

Sei favorevole alla ricerca di nuovi tipi di energia? E nel tuo quotidiano cosa fai per salvare l’ambiente?
Evito gli sprechi. Così i miei vicini possono dissipare liberamente.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Un nuovo monologo teatrale. E rileggere Histoire d’O, un classico che mi ha sorretto nei miei momenti più bui.

Che cosa ti fa incazzare di più in Italia o nel mondo?
I soprusi del potente sul debole. Soprusi che oggi sono sistema: il pensiero unico reazionario e guerrafondaio sta governando il mondo col precariato di massa, le politiche antisociali e le speculazioni finanziarie. E’ la peste attuale, cui alludo col mio Decameron. La peste del Boccaccio segnò la fine del medioevo e l’inizio del Rinascimento. Auguriamocelo.

Che ne pensi del Berlusconi 4?
Quello che penso di chi l’ha votato. E di chi ha fatto una campagna elettorale disastrosa. Come ho detto al Financial Times, “ in the last 20 years Italian TV (both Rai and Mediaset) has been giving shape to a propagandistic framing of right-wing values: God, Family, Fatherland. We are in a permanent electoral campaign grounded on fear and xenophobia. Tv is constantly promoting right-wing values and trying to shape the country’s mentality both through news and entertainment. The Italian Left ignores the virtues of counter-framing and that's why it has lost the elections. Left-wing values ( civil rights, solidarity, peace ) have been lost and must be recovered. “ Lasciamolo in inglese, così Veltroni deve farselo tradurre nel loft. Il loft della Left, il left loft. Negli anni, il fronte neutralista ( “ Non si deve demonizzare Berlusconi” ) si è esteso. Con che bei risultati, si è visto. La strategia politica di Veltroni è molto simile a quella di uno che non ce l’ha. Nel frattempo, andiamo tutti in Iraq, prima che lo rovinino.

Visto che nel 2001 era arrivato l'editto bulgaro, quali possibilità ci sono ora per te di tornare in tv?
Inesistenti. I politici usano la tv come vetrina per il proprio marketing. Che ci sia qualcuno a suggerire dubbi gli scoccia parecchio e non lo permetteranno più. Io però non faccio satira perché voglio andare in tv. Vado in tv per fare la mia satira. Per starci dovrei cambiare seguendo i dettami del padrone? E’ un ricatto inaccettabile. Pazienza: passerò i prossimi anni al sud, fra gli immigrati clandestini che coltivano lampadine nel Tavoliere. Sapevi che il raccolto delle lampadine è notturno? Si vedono meglio.

Com’è stata l’infanzia di Daniele Fabbri? E la sua educazione?
Infanzia serena, piacevolissima, ricca di stimoli alla fantasia. A Santarcangelo di Romagna, negli anni 60, la generazione dei miei genitori sperimentava a scuola tecniche innovative di insegnamento che attingevano a piene mani dalle arti: letteratura, musica, pittura, cinema. Imparavi a nutrire il tuo spirito col meglio. A quattro anni sapevo già leggere e scrivere. Dalla prima elementare saltai alla terza. A 13 anni realizzai il mio primo cartone animato. Al ginnasio perfezionai il mio ruolo di secchione dalle battute micidiali. A 18 anni fondai un gruppo pop new-wave: cantavo le mie canzoni e suonavo le tastiere. All’università ( medicina ) capii come va il mondo ( baronie, raccomandazioni, coltellate alle spalle ) e decisi di tornare al mio ruolo di secchione dalle battute micidiali.

Quanto ha influito la vita di paese, di un paese come Santarcangelo?
A Santarcangelo c’è gente arguta, dalla battuta pronta: devi essere all’altezza. C’è un aneddoto famoso. Un giorno la proprietaria del bar Centrale dice a un cliente anziano che aveva la patta aperta:-Frisoni, avete il morto sulla porta.- E lui subito:-Sarà morto, ma non di fame.- Gente così. Per non parlare degli artisti: Raffaello Baldini, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Tonino Guerra, Federico Moroni. E del festival del teatro in piazza con Dario Fo, Gaber, Bolek Polivka, Jerzy Stuhr, l'Odin. La scuola di Bornaccino. La stamperia artigiana di mio zio Alfonso Marchi. Antonioni che gira Deserto rosso abitando con la Vitti a Santarcangelo. Zvanòun che recita nella scena del ballo del Gattopardo. Vespignani. Cose mitiche.

Hai sempre pensato che saresti diventato famoso?
Non così tanto. :-)

Qual è secondo te il compito di un uomo di cultura nel mondo di oggi?
Quello di sempre: trasmettere la propria curiosità.

E’ stata riportata sull’ Independent on Sunday una ricerca fatta dall’università canadese del Western Ontario in cui analizzando il senso dello humour in duemila gemelli inglesi e in altrettanti gemelli americani è emerso che quelli inglesi hanno una sorta di “base genetica”, di attitudine innata, ma che questa risulti essere associabile a problemi di depressione e ansia, forse semplicemente perché il porsi più quesiti e l’essere più acuti pone davanti alla cruda realtà, tu cosa ne pensi?
L’umorista non è depresso, è malinconico, come ogni artista. Perché è sensibile alla bellezza, e sa che questa bellezza finirà.

Pensi che ritornerai in tv?
E’ ovvio. Sono sempre in agguato. Come c’è una breccia, mi ci infilo.

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GGM4 (giornalismo geneticamente modificato 4: deontologia)

Gio, 20/11/2008 - 16:16

Ad Aprilia esistono quattro impianti industriali ( due farmaceutici, uno di vernici e uno di pesticidi ) che, secondo la “legge Seveso”, sono a “rischio di incidente rilevante”. In tanti, da tempo, cercavano il modo di rendere l’aria ancora più irrespirabile e la zona ancor più pericolosa. Tutti battuti sul tempo dall’ingegner De Benedetti, grande sponsor del PD, che con la sua Sorgenia costruirà proprio qui, grazie a una autorizzazione concessa nel 2006 dal ministro Bersani ( PD ), una maxicentrale elettrica turbogas da 750 megawatt: produrrà energia bruciando metano. La massima ricaduta degli inquinanti sarà nel raggio di 5 km, densamente abitati. Poco importa che i cittadini di Aprilia protestino con manifestazioni, cortei e presìdi, sgomberati a forza: la Repubblica ( De Benedetti ) non ne parla. Ovvero, per dirla con Repubblica, "Berlusconi attacca il PD."

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L'intervista che Repubblica non ha pubblicato

Mar, 11/11/2008 - 09:58

Parte Decameron a teatro, i quotidiani mi telefonano per le interviste di rito. Con Repubblica ne concordo una in anteprima ( doveva uscire lunedì scorso ). Memore del trattamento ricevuto dal gruppo Repubblica/Espresso sia quando La7 mi chiuse il programma, che in precedenti occasioni ( calci negli stinchi firmati da Michele Serra, Edmondo Berselli, Gianni Mura, Adriano Sofri, Sebastiano Messina, Curzio Maltese e Antonello Caporale ); e dato che il loro metodo consiste nel farti parlare per un'ora, poi loro riassumono quello che gli pare ( omisero la mia risposta critica alla loro domanda sul PD, quando gli stavano tirando la volata ); chiedo di poter rivedere il mio virgolettato prima della stampa. Ok. Martedì il giornalista mi fa sapere che al giornale non sono contenti perchè la mia intervista sembra un mio manifesto. ( Se fai le domande a me, cosa devo rispondere, quello che vuoi tu? ) E mi chiede di rispondere ad altre domande. Prego?

Questa è l'intervista che non hanno voluto pubblicare:

decameron
ll monologo s’intitola così perché è il proseguimento ideale del programma omonimo, censurato da La7 un anno fa dopo appena 5 puntate, nonostante gli ascolti formidabili. Sono due ore di satira incandescente contro la politica reazionaria del governo Berlusconi, contro l’oscurantismo del Vaticano e contro l’opposizione molle del PD.

tema/i
Con Decameron alludo alla peste attuale: il pensiero unico reazionario e guerrafondaio, che vuole governare il mondo col precariato di massa e le speculazioni finanziarie. Ne parlavo in tv un anno fa. Il disastro oggi è evidente.

rapporto con la tv
La censura è odiosa e mi fa incazzare parecchio: al pensiero unico non piace la satira, e allora la fanno fuori. Decidono loro per tutti noi. Non è giusto, e infatti la Costituzione tutela la satira. La satira è arte, intrattenimento e critica. Con la censura alla satira imbavagliano le opinioni non omologate. In questo modo, la tv diventa l’anestetico perfetto.

episodio interruzione Decameron su La7
La decisione mi ha colto di sorpresa. Prima si vantano di darmi carta bianca, e poi di colpo chiudono il programma con un sms a mezzanotte di un venerdì, dopo che avevo registrato il monologo sull’enciclica papale. La scusa ufficiale è stata che nella puntata precedente avevo insultato Ferrara. Insulto? Era una battuta satirica: lo stesso Ferrara lo ha ammesso. Il giorno dopo chiedo a Dall’Orto di ripensarci: niente, irremovibile. Miliardi di produzione tv gettati nel cesso per una battuta? Vorrei una spiegazione più sensata. Per Dario Fo, il motivo vero era il monologo sul papa.

eventuale diverso realismo, oggi
Non ho nulla di cui scusarmi. Deve vergognarsi chi censura. Io propongo ciò che fa ridere me, questo è l’unico criterio. Non faccio satira per andare in televisione: vado in tv per fare satira. Per essere riammesso in tv dovrei fare altro? E’ un ricatto inaccettabile.

di cosa si parlerà nello spettacolo Decameron odierno
Svelo il segreto che permette a Berlusconi di godere di un consenso personale massimo, con un governo così pessimo. E’ un paradosso solo apparente, c’è un trucco narrativo all’origine di questo successo, che Berlusconi conosce e applica continuamente. Con una miriade di esempi tratti dalle vicende politiche mostro come funziona questo trucco e perchè Veltroni, invece, non morde. Analizzo poi in dettaglio l’operato di tutti i ministri e di tutti i lacchè berlusconiani che operano nei media.

altri contenuti dello spettacolo
Nel capitolo sulla religione aggiorno con gli ultimi fatti il monologo censurato da La7 sulla “Spe Salvi” di papa Ratzinger. E’ satira sulla religione vista sia come collante ideologico del pensiero reazionario sia come favola per i gonzi. Né tralascio lo scandalo dei privilegi assurdi di cui gode il Vaticano: esenzione ICI e 8 per mille. C'è da divertirsi.

congeniali riferimenti ai temi del sesso e della morte
Sesso e morte si intrecciano a politica e religione in modo complesso: si va dal controllo del comportamento alla giustificazione di colpe orrende come la guerra criminale in Iraq e in Afganistan, in cui siamo impegnati contro l’art.11 della Costituzione. Abu Grahib è politica, sesso, religione e morte insieme.

comicità sadica, disumana
La satira non è roba per signorine. Per sua natura, procura il secondo sorriso: quello che appare quando una gola viene tagliata. Origina dalla rabbia: ride addossando responsabilità, fa nomi e cognomi. Io ho un gusto tutto mio per il grottesco, che riesce a esprimere meglio l’ambiguità del potere e la sua natura mortifera. Ma con Decameron il pubblico attraversa tutto lo spettro comico possibile, dalla satira all’umorismo surreale. Una battuta come “Dentro siamo tutti rosa” è un puro tuffo nell’inconscio. Qualcosa di inspiegabile, che tale deve restare: è il mistero dell’arte.

la musica
Con la satira esprimo la mia rabbia. Con la musica, le emozioni di altro segno: l’amore, la commozione. C’è una intimità che esprime la dolcezza d’uno sguardo sul mondo. La satira come tecnica è chiaramente agli antipodi, è impietosa. Sto ben attento a non confondere i territori dell’immaginario. Certe cose puoi dirle solo con la musica. Se le dici in un altro modo, stoni.

i giovani di adesso, di questi giorni
Le proteste degli studenti contro la Gelmini sono sacrosante. Dieci anni fa, attraverso un mio personaggio, il professor Fontecedro, mi scagliavo contro la degenerazione colpevole in cui era lasciata morire la scuola italiana, e invitavo gli studenti a ribellarsi. La scuola autoritaria prepara a una società autoritaria. E’ il pensiero unico reazionario che collega tutti gli atti di questo governo: dalla scuola alla repressione delle manifestazioni popolari a Chiaiano, a Vicenza o in Val di Susa, agli attacchi continui alle libertà di espressione, di pensiero e di riunione garantite dalla Costituzione. Siamo a una pagina drammatica di involuzione della nostra democrazia. Berlusconi dice adesso che farà di tutto perché la tv, pubblica e privata, sia meno ansiogena. Semplicemente perché quando la tv racconta la realtà, il suo governo cala nei sondaggi. Si vede che la realtà è comunista

la sua esperienza americana
Basta andare all’estero, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia, in qualunque paese civile, per vedere come gli artisti siano liberi di proporre le proprie cose, le proprie idee, la propria visione del mondo. La politica si guarda bene dal farli fuori per motivi ideologici. Il maccartismo negli USA è finito nel 1950. Da noi, l’ukase bulgaro su di me è ancora attivo: riguardava la Rai e, da allora, la Rai non mi ha più proposto un programma tv. Tutto sotto controllo.

un argomento solo, o una sola persona, da salvare nella maggioranza
Non salvo nulla e nessuno. Nè Tremonti per la sua finanziaria, nè Scaiola per il nucleare, né la Prestigiacomo per l’ambiente né la Gelmini per la scuola, nè Brunetta per i dipendenti pubblici e i precari, nè Alfano per il suo lodo salvapremier, né Confindustria per gli operai: è un blocco unico. Dovrei stimare qualcuno di questi? Non sono Enrico Letta.

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post scriptum
spiegazione del giornalista di Repubblica ( 10 nov ): lunedì scorso il pezzo era già in pagina, ma è stato sostituito all'ultimo momento ( why? ). Due giorni dopo esce la mia intervista sull'Unità, a quel punto il giornalista voleva farmi altre domande. E così la mia intervista ( peraltro già corposa ) non è uscita. Uh, ma che peccato.

La mail che conteneva le sue domande aggiunte cominciava così:

daniele, mi chiedono qualche tua argomentazione altra, trovando loro che il pezzo, così com'è, è troppo inerte, è solo una specie di tuo manifesto.

Da un giornale che pubblica di solito lenzuolate di interviste promozionali ai vari Albanese, Dandini, Fazio, Cortellesi, Crozza, Bisio, Littizzetto, Aldo Giovanni & Giacomo eccetera eccetera, tanta attenzione nei miei riguardi è davvero commovente.

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il manifesto

Mar, 11/11/2008 - 05:05

Giulio Tremonti * : " Caro manifesto, sei l'unico quotidiano che permette a Luttazzi e ai suoi simili di scrivere senza censure, pre o post che siano; ma questo della libertà di opinione è un vizio decadente che va stroncato al più presto, poichè mina alle fondamenta l'edificazione dell'Italia operosa e distratta che Silvio ha in mente. D'altra parte, cosa è la libertà di opinione, senza la libertà di poter leggere quelle opinioni? Ecco perchè la mia finanziaria, da questo punto di vista, è una mano santa: le cancella entrambe in un colpo solo. Sono un genio. "

(* Daniele Luttazzi, che ha sospeso la sua rubrica in prima pagina perchè tutto preso da una sceneggiatura. Folle! Non lo sa che il 90% della distribuzione è in mano a Medusa? )

PARTECIPATE alla campagna di sottoscrizione straordinaria del manifesto:

- versamenti con carta di credito sul sito www.ilmanifesto.it o per telefono allo 06 68719888
- bonifico presso Banca popolare etica - agenzia di Roma - intestato a il manifesto - IBAN IT40K0501803200000000535353

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Contro la Gelmini/133

Mar, 11/11/2008 - 04:31

Il governo Berlusconi riduce pesantemente gli organici scolastici e le ore di lezione, taglia le retribuzioni, taglia gli stanziamenti, immagina classi di 30 alunni e classi separate per immigrati, privatizza l’università ( cosa che esaspererà le logiche baronali ), taglia la ricerca creando precari a vita e rendendo dipendente la didattica dai capitali privati, instaura la logica classista dei centri di eccellenza ovvero le università per i ricchi: il tutto nell’interesse dei più privilegiati e a scapito della democrazia, che si basa sull’istruzione, ovvero sulla cultura e sulla critica. L'istruzione alimenta il dubbio e la curiosità: dev’essere di tutti, come vuole la Costituzione, in modo che dalla scuola escano cittadini, non sudditi.

Una scuola autoritaria prepara a una società autoritaria.

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Amianto a Chiaiano

Mar, 11/11/2008 - 04:30

Caro Daniele,

siamo i ragazzi del sito www.chiaianodiscarica.it, da sei mesi stiamo cercando, grazie al nostro sito, di informare le persone riguardo ai gravi rischi che comporterà l'apertura della megadiscarica di Chiaiano.

A nostra disposizione abbiamo una videocamera e tre fotocamere digitali e tanta volontà, ma a volte anche questa non basta.

I visitatori del tuo sito forse conosceranno la situazione di Chiaiano, sapranno che la discarica è collocata a ridosso della zona ospedaliere della città partenopea, della presenza di una falda acquifera sottostante all'area che sarà adibità a discarica, dei seri problemi alla viabilità che l'apertura del sito di stoccaggio comporterà e che la discarica si trova a centro di una zona densamente abitata (circa 200.000 abitanti).

La notizia degli ultimi giorni è il ritrovamento di 10.000 tonnellate di amianto venuto alla luce nel corso dei lavori di allestimento della discarica nella cava del poligono.

Ora che l'amianto è stato rinvenuto comporta una serie minaccia per la salute dei cittadini, ovviamente chi ha deciso di aprire quella discarica non l'ha molto a cuore.

Il comitato Permamente contro la discarica di Chiaiano e Marano, grazie ad alcuni filmati, hanno denunciato che sono stati gli stessi militari e gli addetti alla discarica a nascondere l'amianto e altri rifiuti pericolosi.

Quello che sta succedendo a Chiaiano è molto grave, è stata sospesa la democrazia.

Il decreto 90, poi converito nella legge 123, non solo limita la libertà dei cittadini ma con l'introduzione delle aree di interesse strategico nazionale, sorvegliate notte e giorno dall'esercito, si apre uno scenario abbastanza inquietante per tutti i cittadini che ancora si sentono liberi.

Pensiamo che sia venuta l'ora di capire che la discarica di Chiaiano non riguarda solo Napoli ma l'intera Italia.

Lo staff di chiaiaNOdiscarica.it

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Celli sbarella, il Giornale gongola

Mar, 11/11/2008 - 04:05

Nel 2001, Pierluigi Celli era direttore generale della Rai. Il 7 febbraio si dimise per diventare presidente di Telefonica (Spagna). Ieri ( 23/5 ), in un'intervista al Giornale, Celli ricostruisce quegli eventi in questo modo:

"Mi sono dimesso da direttore generale proprio alla vigilia degli interventi di Marco Travaglio a Satyricon e di Michele Santoro perché ero contrario."

QUESTA E' UNA BALLA COLOSSALE! Invitai l'allora sconosciuto Marco Travaglio dopo aver letto sul manifesto del suo libro L'odore dei soldi. Erano i primi di marzo. Celli aveva lasciato la Rai già da un mese!

Inoltre, i dirigenti Rai venivano a conoscenza degli ospiti di "Satyricon" il giorno stesso della registrazione del programma.

Mala tempora currunt.

post scriptum:
Leggo oggi ( 11/11) su Dagospia una lettera istruttiva a proposito di Celli:

" E basta co' 'sta storia che racconta da anni di esser stato Direttore delle Risorse Umane di Eni. Non e' vero. Era una semplice 'Responsabile dello Sviluppo del Personale' senza alcun potere e non ha mai cacciato nessuno, essendone, tra l'altro', incapace. Dipendeva dal Dr Francesco Furci fino a quando, considerati i rapporti coltivati negli anni durante orari in cui doveva essere in ufficio, e' riuscito a farsi assumere da Dematte' alla Rai come Direttore del Personale. Basta dir bugie e scriver libri pieni di esse.
Paolo M."

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Amianto a Chiaiano

Lun, 10/11/2008 - 11:20

Caro Daniele,

siamo i ragazzi del sito www.chiaianodiscarica.it, da sei mesi stiamo cercando, grazie al nostro sito, di informare le persone riguardo ai gravi rischi che comporterà l'apertura della megadiscarica di Chiaiano.

A nostra disposizione abbiamo una videocamera e tre fotocamere digitali e tanta volontà, ma a volte anche questa non basta.

I visitatori del tuo sito forse conosceranno la situazione di Chiaiano, sapranno che la discarica è collocata a ridosso della zona ospedaliere della città partenopea, della presenza di una falda acquifera sottostante all'area che sarà adibità a discarica, dei seri problemi alla viabilità che l'apertura del sito di stoccaggio comporterà e che la discarica si trova a centro di una zona densamente abitata (circa 200.000 abitanti).

La notizia degli ultimi giorni è il ritrovamento di 10.000 tonnellate di amianto venuto alla luce nel corso dei lavori di allestimento della discarica nella cava del poligono.

Ora che l'amianto è stato rinvenuto comporta una serie minaccia per la salute dei cittadini, ovviamente chi ha deciso di aprire quella discarica non l'ha molto a cuore.

Il comitato Permamente contro la discarica di Chiaiano e Marano, grazie ad alcuni filmati, hanno denunciato che sono stati gli stessi militari e gli addetti alla discarica a nascondere l'amianto e altri rifiuti pericolosi.

Quello che sta succedendo a Chiaiano è molto grave, è stata sospesa la democrazia.

Il decreto 90, poi converito nella legge 123, non solo limita la libertà dei cittadini ma con l'introduzione delle aree di interesse strategico nazionale, sorvegliate notte e giorno dall'esercito, si apre uno scenario abbastanza inquietante per tutti i cittadini che ancora si sentono liberi.

Pensiamo che sia venuta l'ora di capire che la discarica di Chiaiano non riguarda solo Napoli ma l'intera Italia.

Lo staff di chiaiaNOdiscarica.it

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Solidarietà a Roberto Saviano

Mar, 21/10/2008 - 21:06

Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra per aver scritto il libro "Gomorra". I capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Il caso Saviano è un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini. E' intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

Firma l'appello dei Nobel in favore di Saviano.

Qui.

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Dal presidio di Chiaiano

Lun, 20/10/2008 - 21:50

Dal Presidio di Chiaiano, Emilia Santoro ed Ettore Latteri mi scrivono una mail molto interessante.

RIFIUTI BIPARTISAN
Va registrata con particolare soddisfazione la corposa presenza di Giorgio Napolitano sulla stampa del 18 ottobre. Interpellato sulla bocciatura UE al governo per le politiche ambientali, il Presidente evidenzia la sua preoccupazione pur sottolineando che "la tutela ambientale non va scollegata dalle esigenze di sviluppo economico". Un colpo al cerchio e uno alla botte, cosa che ci ricorda i celebri "ma anche" veltroniani. Nello stesso giorno Napolitano mantiene tale posizione a proposito della riforma scolastica della Gelmini, rimproverandone gli oppositori col monito "Non si possono dire sempre dei no". Il concreto, moderato, pragmatismo del Presidente (pur sempre il motivo principale del consenso "bipartisan" di cui gode) però vacilla stranamente quando torna sul tema rifiuti.

E' il "senso di vergogna" che dice di provare "da napoletano" ad indurlo ad un deciso sfogo verso gli oppositori all'inceneritore di Acerra che, spiega, "non è una macchina diabolica, io ne incoraggio molto la realizzazione".

A parte ogni considerazione sul livello d'inquinamento prodotto dagli inceneritori (per cui si rimanda ai numerosi relativi studi scientifici esistenti, non ultimi quelli sulle nanopatologie condotti dal prof. Stefano Montanari) e a parte l'abnorme sovradimensionamento dell'impianto in questione (grande quanto i tre inceneritori di Vienna messi insieme e dislocato in una zona già martoriata dagli sversamenti di rifiuti tossici), l'affermazione è di peso tale da indurre a fare un bel passo indietro, esattamente a 10 anni fa.

Nel 1998 l'emergenza rifiuti in Campania era già gravissima. Prodi, allora premier, la affidò ad un tandem formato dal ministro per l'ambiente e quello degli interni. Venne approntato un piano (ben congegnato, a detta degli esperti di settore) che, in linea con la normativa europea e nazionale, prevedeva l'obiettivo del 35% di raccolta differenziata entro il 2000. Il resto dei rifiuti andava invece incenerito (opportunamente trasformato in CDR) in due impianti, almeno uno dei quali da allestire sempre entro il 2000. Nel caso in cui la costruzione dell'inceneritore non fosse avvenuta entro il termine
fissato, l'impresa appaltatrice avrebbe dovuto provvedere al loro
smaltimento, a sue spese, in impianti già esistenti fuori regione, per scongiurare il loro accumulo nelle aree di stoccaggio campane.

Si aggiudicò l'appalto l'Impregilo (allora controllata dalla famiglia Romiti) che, con l'avallo dei governatori della Campania (Rastrelli, di centrodestra, prima; poi Bassolino, di centrosinistra) nonchè dei vari commissari straordinari (Bertolaso compreso), stravolse il piano in ogni suo aspetto.

La raccolta differenziata fu letteralmente messa da parte, grazie
soprattutto all'intervento a gamba tesa delle banche (tramite una
richiesta ufficiale dell'ABI): avendo finanziato il progetto in cambio di introiti diretti sugli utili, pretesero ed ottennero non solo l'incenerimento dell'intero quantitativo dei rifiuti ma che esso avvenisse solo ad ultimata costruzione proprio dell'inceneritore di Acerra, anche se fossero stati necessari 10 anni.

Il fatto è (come ormai sanno quasi tutti) che l'incenerimento
rappresenta un affare molto vantaggioso
, specie in Italia. Tanto per cominciare, la materia prima è sovrabbondante e a costo zero. Siccome poi nel nostro Paese l'energia con esso prodotta, viene classificata (con forzatura semantica tipicamente italiana) fra quelle prodotte da fonti rinnovabili, è possibile rivenderla allo Stato ad un prezzo che varia da oltre il doppio a quasi il quadruplo di quello praticato altrove, a seconda che ci si avvalga o meno dei vantaggi previsti dal cosiddetto CIP6 (l'incentivo pagato dai cittadini con le bollette per l'energia elettrica, in esse ben celato, che ammonta a circa il 7% dell'imponibile).

Va da sè che l'Impregilo e le banche avevano tutto l'interesse ad ammonticchiare tutte quelle "ecoballe" che tutt'ora infestano l'area a nord della provincia di Napoli e che là resteranno per molti anni ancora.

La responsabilità maggiore di tutto questo (almeno dal punto di vista politico) ricade ovviamente quasi tutta su Bassolino (attualmente sotto processo assieme ai vertici di Impregilo), per ben otto anni al potere e ancora saldamente al suo posto. Fu lui infatti a firmare i contratti (pochi mesi fa, al processo, affermò di non averli letti).

Ma, ci si chiede, coloro che avevano approntato quel bel piano in linea con la normativa vigente (che prevedeva il 35% di raccolta differenziata e che avrebbe scongiurato l'accumulo di rifiuti) non avrebbero dovuto vigilare affinchè fosse attuato in ogni sua parte? Non sarebbero dovuti insorgere al suo stravolgimento? Non avrebbero almeno dovuto denunciare che il disastro rifiuti esploso quest'anno non era da ricercarsi in particolari aspetti antropologici di campani e napoletani ma che le cause erano di natura esclusivamente finanziaria e politica?

A proposito, ma chi erano?

Il ministro per l'ambiente era il "verde" Edo Ronchi, attualmente non più presente sulla scena politica nazionale.
Il ministro degli interni era Giorgio Napolitano, ora Presidente della Repubblica.

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Il fascismo del vicino è sempre più nero

Ven, 10/10/2008 - 11:16

Leggo con un misto di irritazione e di irritazione le frasi furbissime con cui il direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino, in uno scritto pubblicato da Micromega, mimetizza le proprie responsabilità ( e quella della Chiesa ) in merito alla deriva reazionaria del nostro Paese. Denunciare le tendenze fascistoidi del governo Berlusconi senza ricordare che in campagna elettorale se ne era sostenuto l’avvento prodigioso ( contro l’alleanza di Veltroni con Pannella ) è un insulto all’intelligenza dei lettori, dei quali si dà per scontata la labilità mnemonica, e per persa l'energia di giudizio. Costretto poi a tracannare il ricino di insulti che i media berlusconidi riservano sempre a chi fa le pulci al capoccia, don Sciortino, gli occhioni spalancati e sorpresi di chi ha vissuto finora in chissà quale iperuranio, invoca veemente il diritto all’opinione diversa, alla critica, al diritto di replica. Senti senti. Nel 2001, lo stesso don Sciortino disse:-Ben venga la sospensione di Satyricon.- Era questo il modo con cui, all’epoca, don Sciortino contribuiva a “stimolare il dialogo”, ad “aumentare il tasso di democrazia di opinione nel Paese”, a togliere “il coprifuoco alle idee”, a evitare il rischio di “scivolare verso una forma oligarchica e autoritaria”. Sono cose che succedono, quando si scambia per giornalismo la Propaganda Fide. Nel frattempo, è il 2008: un po' tardi, per accorgersi che la bibbia di Berlusconi ha solo 7 comandamenti.

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Lo scoop dell'anno dopo

Dom, 05/10/2008 - 20:57

I giornali italiani riferiscono eccitati dello "scoop" del New York Times: il fratello del presidente afgano Karzai sarebbe uno dei maggiori narcotrafficanti del sud dell'Afghanistan. Come mai sapevo già questa notizia? Ah, sì: la raccontavo un anno fa durante il monologo Barracuda 2007, nel torpore beato dei giornali italiani.

Sul rapporto fra Cia, oppio, talebani, Pakistan, gasdotto Unocal e bin Laden cfr. Lepidezze postribolari, pp. 199-206.

addendum ( 7 ott ): si va verso l'accordo coi talebani. La Cnn rivela che rappresentanti del governo afgano e dei talebani si sono incontrati alla Mecca sotto l'egida del re saudita Abdullah. La notizia clamorosa è che il Mullah Omar ha rotto l'alleanza con bin Laden.

Se è vero, bin Laden ha i giorni contati. Fra due mesi, nuovo incontro da re Abdullah.

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