Siamo senza Dio? Sicuri? Ma proprio sicuri? Sta nascendo una nuova forma di fede?

In Commento a "Io credo in Dio." Max ilNegro ha scritto:

"Io personalmente non credo in dio, non trovo nemmeno sensato porsi la domanda dell'esistenza di dio, qualunque fosse la risposta a me non interesserebbe minimamente.
La mia impressione è che la religione, il bisogno di un dio, un essere superiore, la ricerca di un significato dell'universo siano semplicemente una debolezza e una forma di presunzione dell'uomo.
Una debolezza per il bisogno di sapere che c'è un papà, un essere superiore sopra di noi.
Una forma di presunzione perchè sottintende l'assurda pretesa che il nostro cervello sia in grado di comprendere la complessità della realtà, cosa che a me sembra impossibile, mentre quello che a me pare riesca a fare è al massimo disquisire intorno a una qualche forma di semplificazione della realtà allo scopo di renderla così semplice da poter essere maneggiata dal nostro cervello."

Adoro Max perché va subito al nocciolo della questione.
E perché esprime in modo perfetto quello che ho pensato per quasi tutta la mia vita.
E sinceramente lo penso ancora adesso.
Ci aggiungo solo un MA...
A questo punto sento già chi si mette a ringhiare: "Ecco, un altro che si converte e si scopre che è gesuita osservante come Fassino!"
Ora vorrei chiederti dieci minuti di sospensione del giudizio.
Quello che sto per scrivere è COMPLETAMENTE DIVERSO.
Prima però vorrei pietire un po' di stima: sono sempre io, il vecchio buon Jacopo, quello che si è fatto i processi per banda armata, quello che si è fatto il culo come un secchio per sputtanare i trucchi dei santoni e i crimini della Chiesa Cattolica. Sono ancora un fervente materialista e in alcune giornate, quando c'è bel tempo, riesco anche a essere dialettico. Non rinnego niente.
E parto citando Marx, che spero non vorrete giudicare un integralista papalino.
Cioè Marx, il più grande mangiapreti della storia, quello che disse "La religione è l'oppio dei popoli", scrisse anche (cito a braccio) Voi cristiani ci accusate di essere gretti senza spiritualità, perché crediamo nelle leggi materiali della storia. Ma è falso. Voi cristiani vi comportate bene sulla terra per andare in Paradiso. Siete quindi materialisti, cercate un premio per voi stessi. Noi invece crediamo nello spirito della storia, e in una sua intrinseca qualità positiva, una forza creatrice che permea tutto il creato e che naturalmente conduce gli esseri umani a progredire verso stati di coscienza superiori. Voi siete materialisti perché attendete un premio materiale: il Paradiso. Noi siamo spirituali perché crediamo nella positività dei meccanismi naturali che determinano la storia umana e quindi in un futuro migliore.
Questo aspetto delle idee di Marx e Engels fu poi dimenticato, censurato dalla deviazione autoritaria e meccanicista che uccise la carica filosofica del comunismo trasformandolo in un'apparato idelogico da macellai. E non fu una lieve censura ma un massacro, milioni di comunisti umanitari e spirituali furono giustiziati.
L'attuale intelligenzia di sinistra, in parte spocchiosa, sorda, collusa e ignorante, e senza senso del Sacro, è figlia di quell'Hemingway che decise di tacere davanti alle stragi staliniste in Spagna "per non danneggiare la lotta antifranchista".
Il peccato originale venne compiuto. Il delicato, colto intellettuale rivoluzionario vende l'anima alla logica del fine che giustifica i mezzi.
E viene così sepolta la pietà comunista.
L'amore comunista.
Il senso di Dio comunista.
Così diventiamo laici, atei, senza Dio.
Tanto che mi sembra che scrivendo queste righe potrei far incazzare molti compagni (e mi dispiace).

Lo so che Il senso di Dio comunista è una frase un po' pesante. L'ho scritta apposta.
Vorrei provocare in chi mi sta leggendo un dubbio.
In realtà sono partito da Marx e dal comunismo per gioco, anche se quel che ho scritto lo penso.
Non mi interessa andare a rivangare vecchie storie di comunisti ammuffiti.
Mi interessa parlare di oggi, di noi, del nuovo spettro che si aggira per l'Europa, lo spettro della nuova religione che non ha nome, perché non è neppure una religione, ma è una fede e ognuno ce l'ha diversa, come le impronte digitali.
Una filosofia del Sacro che non prevede nessuna forma di codificazione, di liturgia, di gerarchia.
E' un fatto privato. Forse per questo se ne parla così poco.
A nessuno interessa fare proseliti.
Non abbiamo Santini da vendere.
Allora per spiegare quello a cui mi riferisco forse è meglio metterlo sotto forma di lettera, invocazione o inno.

Sorelle
fratelli
è ora di dire che questa società umana, caduta da millenni nelle mani di pazzi scatenati e violenti che hanno in odio la vita, la felicità. l'amore e il sesso, ci fa totalmente schifo e ci offende nella nostra percezione del mondo.
Riappropriamoci del senso del sacro.
Dello stupore di fronte all'essere vivi.
Poniamo al centro della nostra vita l'esperienza magica dell'essere, del poter guardare e ascoltare, creare arte e gioco e contemplare fiori bellissimi.
Di fronte a questa meraviglia che ci circonda possiamo solo dire che non capiamo.
Eppure ne siamo parte.
C'è chi ha chiamato questo credere in Dio.
Noi non osiamo dirlo.
Come gli antichi ebrei abbiamo paura di condensare tutto il mistero dell'Universo in una parola umana.
Ma crediamo che la semplice meccanica degli atomi non possa da sola spiegare l'esistente.
La capacità di ridere, di godere, di percepire il tutto sono talmente potenti che solo immaginando che già nella materia minuta sia nascosto questo mistero fondante.
Qualche cosa che è ovunque, che conosce solo la positività dell'essere, che è onnipotente nel senso che ogni cosa che può è fatta di questa qualità misteriosa.
Onnipresente, onnisciente nella stessa accezione.
E' l'idea delle culture matriarcali e numeriche pre ebraiche, idea che si specchia perfettamente nella concezione del Tao cinese e, mi sembra giusto ricordarlo questa concezione della divinità nasce tra le popolazioni più antiche dell'Africa Nera e la ritroviamo in tanti che furono bruciati nei roghi cattolici e poi, ultimo, De Mello in "Chiamati all'amore". Un testo scritto da un frate gesuita (!) e scomunicato dalla Chiesa Cattolica stessa (non c'è più religione).

Non vogliamo fondare una nuova religione. Proprio perché capiamo la frase fondamentale di Gesù, quando dice di non pregare in pubblico...
Non ci interessano riti. Non abbiamo bisogno di preti che ci confessino.
Non abbiamo neppure bisogno di chiamare Dio quella entità in cui crediamo.
Semplicemente abbiamo visto il miracolo di vivere e abbiamo fede nella bellezza del mondo, nella giustizia portata dal tempo, nella magia semplice e senza miracoli che il mondo a volte ci ha mostrato.

Friedl Dikers-Brandeis era internata nel campo di sterminio di Therensiestadt, dove insegnava a disegnare ai bambini prigionieri. Lei morì in quel lager. Ma era riuscita a infondere la passione per l'arte a quei bambini prima che venissero uccisi. Alcuni suoi allievi sopravvissero e due bimbe divennero poi grandi pittrici.
Prima di morire lei scrisse:
"Oggi una sola cosa mi sembra importante: risvegliare il desiderio verso il lavoro creativo, renderlo un'abitudine e insegnare a superare le difficoltà, che sono nulla a paragone di questo obiettivo per il quale si lotta."

Io non posso non vedere nell'esperienza di questa donna l'esistenza di qualche cosa di misterioso e sublime e tremendamente positivo che permea la realtà in ogni suo possibile frammento.
Perché se non ci fosse questo Sacro in ogni atomo del tuo corpo non potresti spingere la tua anima oltre i limiti del dolore.
Io sono contrario al dolore. Lo odio. Il dolore distrugge. Ma osservo che persino il dolore ha almeno un aspetto positivo: nulla come la capacità umana di resistere al dolore e continuare a sperare e lottare dimostra, in modo egualmente chiaro, l'esistenza misteriosa di una divinità che permea tutto.
Chi ha sofferto sa che esiste un momento nel quale non hai più nulla, non sei più nulla. Non esisti più, il dolore ti ha ridotto a pura materia morta.
Eppure, anche allora, Dio solo sa come, ti trovi ancora ad avere la forza di essere.
E magari di pensare a qualche cosa di perfetto come il profumo dei fiori. O un dipinto.
Questo è Dio.
La Dea.
La Forza del mondo.
Non fa miracoli, non manda figli, né profeti, né Maestri, né Messia.
Non è interessata in nessun modo alle tue preferenze sessuali, politiche, religiose.
Esiste su un altro piano. Non ha barba o baffi o seni grandi. Il suo corpo è il mondo.
Non ha una coscienza. Non sa neppure che esistiamo eppure misteriosamente essa è in ogni nostro gesto e noi ne condividiamo la grandezza perché siamo fatti della sua medesima sostanza, ne siamo una parte. Viviamo qui.
E la celebriamo godendo per quanto sia possibile il bene di questo mondo e accettando con giusta riluttanza di pagare la nostra quota di sfiga cosmica, sperando sempre di poter usufruire di buone dosi di anestetici nel caso proprio che ci si trovi a soffrire.
Tutto quel che dovevo dire sta in queste poche righe. E' una Bibbia molto leggera.
E dire di più lo considero sminuire la reale portata del mio stupore di fronte al mistero, la mia convinzione di non poter capire un cavolo.

PS
In appendice osservo che il film Codice da Vinci, racconta un fumo di balle per affermare concetti veri su un'altra idea di Gesù (uomo che amava una donna, voleva la pace e l'amore e odiava potere, gerarchie, templi e sacerdoti). Il libro di Dan Brown, esprime implicitamente una rivoluzione nel modo di sentire, non solo perché racconta, usando suggestioni bassissime, la storia della guerra contro l'idea di Gesù uomo e amante ma proprio perchè ha incontrato 70 milioni di acquirenti del libro che evidentemente sentivano questo tema.
Voglio dire che se il libro fosse uscito 20 anni fa non avrebbe venduto altrettanto. I libri sono figli del momento.
Attenzione, non sto sposando nessuna idea di Brown, (eccetto il discorso sull'Ultima Cena di Leonardo). Non potrei mai scrivere un romanzo così pieno di bugie. Ma osservo che l'esistenza del romanzo e del film sono spartiacque culturali.
Ho visto il film. Non è un gran che ma sarà visto come dicono da 2 miliardi di persone. E' fatto bene.
E c'è l'immagine centrale del libro, il segreto svelato: il nonno, discendente diretto di Maria Maddalena viene scoperto dalla nipote mentre si accoppia ritualmente durante un rito assembleare del Priorato di Sion.
Hanno dedicato 5 minuti a immagini strazianti di ferite e fustigazioni.
Solo un secondo all'amplesso sacro della sacerdotessa (che sta sopra) e del sacerdote.
Il rito matriarcale è stato mostrato (anche se è improbabile che simili riti ci siano mai stati tra i discendenti di Maddalena, né si può dire che Maddalena né abbia mai avuti di discendenti).
Il senso della celebrazione del piacere del sesso come comunione con la Dea Madre è stato raccontato a milioni di persone.
Io l'ho scritto in modo più corretto. Ma il messaggio è arrivato a pochi.
Ma le vie del Signore sono infinite e ora quei fottuti di Holliwood vendono questo prodotto come un detersivo.
Come ho detto: Dio ha altro da fare ma la materia ha una saggezza magica dentro. E ha deciso così: che fosse un film di cassetta, con la regia dell'amico di Fonzie, a far crollare il muro della falsificazione, usando peraltro (ironia della sorte) non la verità ma altre bugie, in un gioco di eliminazione reciproca.
Il mondo è così. Misterioso e ironico.
Internet l'ha creata il Pentagono.
Alle menzogne su Gesù ci ha pensato Holliwood.
Il male si occupa di distruggere sé stesso.

PPS
Credere in Dio, secondo i matematici, conviene sempre.
Se Dio non c'è hai comunque vissuto meglio. La speranza fa bene al cuore.
Se Dio c'è ti prendi una bella soddisfazione e puoi dire: "L'avevo detto io..."


Commenti

Sfogliando il libro di mio fratello, ho trovato un'affermazione messa ben in evidenza: "non è mai esistita una civiltà senza religione"...la mia tentazione era di aggiungerci una postilla: "sì, perché non è mai esistita una civiltà così evoluta da poterne fare a meno".

Mi limito a scrivere della mia esperienza ad alcatraz, allo yogurt demenziale (opps...yoga). E' vero che quando le tensioni si sciolgono e sei in un ambiente così dolce si percepiscono le cose in modo molto diverso. e sono affiorate quelle cose di me che non osavo mostrare. Ma non solo, ho percepito la realtà come se le cose, le persone, le parole, le frasi, gli eventi, avessero un legame invisibile. Qualcosa che muoveva tutto. Mi sono sentito finalmente in un posto dove non dovevo recitare niente, eppure le cose accadevano lo stesso, in modo naturale...lo so...non sono bravo a spiegare.
Io ho frequentato la chiesa per anni, e anche a letture del vangelo in gruppo, con il prete, non sono un teologo, ma neanche un pozzo di ignoranza, quando partii per alcatraz pensavo che sarei arrivato in un posto di comunisti dove quelli come me, che recitano il padre nostro in camera, dovevano fare i clandestini. Alla fine della vacanza ho pensato che dio esiste, ma che se voglio partecipare alla vita devo lasciar perdere tanti tanti discorsi della chiesa, perchè si fissano nel subconscio e ti manovrano. L'Amore è più grande della chiesa, l'arte pure. La vita è più grande di qualsiasi discorso morale, e dentro di me non ci sono mostri, al massimo qualche cane bastardo. Se a qualcuno fa piacere sono tornato che amavo Gesù più di prima, solo che la vita vuole la parte più grossa! E Gesù è il dio della vita e dell'amore. E qui sta il guaio, perchè sono un disastro sul lato pratico, su molti fronti. Il paridiso in terra tocca un po sudarselo, per anni l'ho immaginato come una città verde, ma poi lo smog, le delusioni, la televisione diabolica, ti deviano! (Meno male che Il B. lo abbiamo buttato giù almeno).
Forse percepiamo qualcosa che poi escalmiamo con un "Oh diiooo..che bello" quando riusciamo a realizzare i nostri desideri più desideri, quelli che sono nati quando eravamo piccoli piccoli, forse in quel mondo, portato sul reale, è il parad......
OH FORSE! E' IL MIO PARERE! NON BRUCIATEMI! UN ALTRA VOLTA!

VIVA L'ARTE !!! VIVA I QUADRI!! EVVIVA IL MOVIMENTO!

BACI A JACOPO, che ha due .....grandi grandi

Mi sento tirato in causa ... quindi rispondo.
Jacopo, lo so cosa intendi tu quando dici che credi in dio, certamente non ha nulla a che vedere con le religioni monoteistiche tradizionali e con i loro apparati ideologici e materiali, ho grande rispetto per il tuo modo di vedere le cose, ma non lo condivido.

Quello su cui non concordo è che la mia visione sia materialistica o pessimistica, perchè non è affatto vero.
Per me non c'è bisogno di dare un senso all'universo per trovarlo meraviglioso, anzi, tutto sommato penso che se un senso non ce l'ha di fatto è ancora più grande il mio stupore e la mia voglia di vivere.

Faccio qualche esempio nel tentativo di spiegarmi.
Diciamo che una mattina incontri per caso una persona che desideravi vendere da un sacco di tempo, il tuo stupore, la tua felicità è più grande se questa persona passava di lì per caso o se ti ha trovato tramite un investigatore privato ?
Io rimango a bocca aperta davanti a un tramonto ancora di più per il fatto che non ci vedo dietro la mano di nessun essere superiore, altrimenti mi verrebbe da pensare magari, si bello, però io ci avrei messo un pochino più di rosso ai bordi ...
E' come se una ragazza meravigliosa, dolcissima, stupenda ti sta baciando e tu invece di perderti nei suoi occhi e baciarla con tutto te stesso passi il tempo a chiederti : Perchè mi bacia ?

Faccio un ultimo esempio.
Diciamo che l'universo è un dipinto.
C'è chi cerca di capire COME è stato fatto.
Chi cerca di capire CHI l'ha fatto.
Altri vogliono sapere PERCHE' è stato fatto.
Il mio approccio è semplicemente quello di dire : CHE BELLO !!!
Il dipinto è così grande, così bello, così complesso che penso che sia una perdita di tempo chiedersi chi l'ha fatto, come e perchè e tutto sommato mi farebbe perdere un po' della meraviglia, del godimento, che ho nell'ammirarne la bellezza.

Max.

GRANDE JACOPO, finalmente ci stimoli con un argomento degno della Ribellione Spirituale che ti/ci anima.

Parlare di religione è per me sempre molto complesso, non so perché, ma urta la sensibilità personale, "il credo". AVVERTENZA SE NON SI E' DISPONIBILI A LEGGERE OPINIONI DIVERSE SI SMETTA QUI.

Io nasco ATEO, divento AGNOSTICO e poi, negli ultimi mesi, decido di pensarmi una religione tutta mia in cui credere.
VOGLIO CREDERE IN UNA RELIGIONE SIMPATICA.

Sintetizzando molto penso che l'universo sia una "creazione"... non fisica, ma mentale. Io ho iniziato a chiamarla la grande Mente POFfica. Tutti noi siamo creazioni di questa mente e condividiamo con questa "Dea" alcuni pensieri (pur senza rendersene conto).

La fisica esiste solo perché il "corpo" che abitiamo è fatto di percezione tridimensionale. La metafisica, le religioni, nascono sulla consapevolezza che non si può sperimentare tutto attraverso i sensi che abbiamo e pertanto si cercano altre risposte attraverso il pensiero, la fede, il credo. Tanti FORSE. Alcuni SUPPONGO. Ma sicuramente troppe certezze da parte di religiosi di qualunque credo.

Le risposte alle domande più difficili non ci sono date. Ma l'umanità è caparbia, le vuole e se le da. E allora io mi do le mie (e non rompetemi le scatole se sono diverse dalle vostre).

Penso che la grande mente sia una Dea Bellissima che pensa i pensieri di tutti noi, ma noi non sentiamo cosa pensiamo reciprocamente, non viviamo le emozioni in comune anche se in realtà siamo tutti uno stesso organismo. Siamo Dio stesso (devo usare il maschile perché ho paura che il messaggio non passi usando il femminile) nelle sue molteplici forme ed esperienze. Siamo una forza creatrice perché "creiamo" il mondo con un (il) pensiero.

Essendo io una parte del Dio (in realtà la Dea) ed essendo le persone che mi circondano Dei a loro volta e tutti quanti la stessa grande Mente POFfica... sono costretto ad essere responsabile delle mie azioni. Inoltre il raporto con "l'altro" lo devo ripensare in termini di fratellanza... perché siamo una parte della stessa divinità.

Con questa religione bislacca sono in grado di accettare me stesso come parte del tutto, non imputare ad un essere superiore ed esterno a me colpe che non ha, rispettare i miei simili ecc.

La mia è una religione che si integra anche abbastanza bene con le altre. Per esempio "il frutto della conoscenza" è il processo che ci ha portato ad avere il senso della propriocezione... ecc.. ecc..

Forse siamo solo ad uno stadio evolutivo abbastanza basso e magari per mutazione genetica o per giudizio univerale o per l'onda cosmica che ci attraverserà nel 2012 (forse :D) acquisiremo anche un'altro senso L'ALTROCEZIONE... ovvero la capacità di sentire tutto di tutti... e a quel punto dovremo per forza essere NON PIU'individualisti ma comunisti (per i reazionari: è una battuta!) accadrà fisiologicamente. Magari il paradiso è proprio questo, no? Godere tutti insieme della presenza reciproca. Oserei dire quasi Uluriana (solo per adepti).

Beh, finche non accade è però importante che ci si renda conto delle proprie responsabilità. Che si cerchi il rispetto, il dialogo, l'amore, il sorriso e... anche del buon sesso!

Dimenticavo di dire... nel 2012 chi non sarà degno del "paradiso" e non sarà bello gaudiente... finirà all'inferno. Un postaccio che non vi dico. Tutto pieno di stronzi che pensano cose bruttissime, si odiano a vicenda e non vedono l'ora di scannarsi vivi. Un postaccio da musattoni cronici. Anche loro hanno l'ALTROCEZIONE e purtoppo non gli piacerà affatto....

Ci sono sei anni di tempo... io consiglio di mettersi di buona lena per creare felicità, arte, emozioni positive, risate a crepapelle e cominciare a familiarizzare con il prossimo anche sessualmente. Vi vorrà bene quasi quanto voi ne volete a voi stessi. "Ama il prossimo tuo come te stesso"... intanto inizia ad amarti. Appena sei bravino... ama tranqillamente il prossimo tuo.

Io ve l'ho detto... sei anni sono pochini per cambiarsi e cambiare il mondo, ma voi preferite andare in paradiso dove chiunque abbia un orgasmo (si può scrivere orgasmo?... si, su questo blog si) voi lo sentite e vivete... oppure all'inferno... dove se si picchiano due sconosciuti vi fa male a voi?

BEH, CI STO ANCORA LAVORANDO SU... SE AVETE VOGLIA DI DARE UNA MANO, CI VEDIAMO DI LA IN CITTA' SEGRETA.

oppure ci conosceremo in paradiso... ciao ciao.
:D
Amen.
M.

Come contributo alla discussione, posto qualche mio umile pensiero riguardo all'ateismo.
Se sei ateo vuol dire che CREDI alla NON ESISTENZA di Dio, quindi hai una fede: la fede nella sua NON ESISTENZA, perché l'esistenza o non esistenza di Dio è indimostrabile.

Al riguardo incollo il dialogo (tanto semplice quanto profondo) tra Jodie Foster (una scienziata atea nel film) e Matthew McConaughey (un ex prete, credente) preso da un bellissimo film (Contact):

"Tu non credi in Dio perchè non puoi dimostrarlo... giusto?"
"Sì.. è così..."
"Allora ti chiedo una cosa.... Tu amavi i tuoi genitori ? ... li amavi molto ? "
"Si... io li amavo moltissimo.. ora che non ci sono più so quanto li amavo"
"Bene !!... allora... dimostramelo !!"

Non sono ateo, proprio perché considero l'ateismo, paradossalmente, una forma di fede. E' per quello che se mi domandano - Credi in Dio? - non posso far altro che rispondere - Non lo so -.

Scusami, ma questa è una banalità.
Come già detto io non ho nessuna certezza, ritengo solo una perdita di tempo il fatto stesso di porsi la domanda sull'esistenza di dio, direi che il mio approccio, che è quello di quasi tutti gli atei/agnostici, è antitetico al concetto di fede.
Infatti quello che non mi piace è proprio il concetto di fede, è quello il nocciolo della questione, è quel credere qualcosa a prescindere, il non mettere le proprie convinzioni in discussione, è questo che rende la fede per me una cosa nefasta per l'umanità.

Il dialogo che riporti è quello classico tra uno "scienziato" e un religioso.
Presa in questi termini la scienza diventa essa stessa religione.
Però la scienza ha, negli ultimi decenni, prodotto al suo interno gli anticorpi contro una deriva fideistica, nel caso della religione la fede è il nocciolo della sua essenza.

Max.

La battuta era chiamata e banale, lo so..

Io non sono molto daccordo sul fatto che avere fede in qualcosa sia necessariamente un fatto antitetico al mettersi in discussione.
Penso che ogni essere umano SE desidera vivere in un qualche stato di precario (o precariato..)equilibrio e non allo stato brado, ha necessariamente, se non ineluttabilmente e istintivamente, bisogno di crearsi, aggrapparsi, fabbricarsi, immaginarsi, etc.. un punto fermo, un valore fondante su cui costruire la propria vita.
Può essere un semplice valore di ateo come ad esempio credere nel rispetto, o un valore generico come la stessa esistenza, o un valore spirituale quale l'accettazione che esista altro (Dio, angeli, diavolo, ufo..).
Se volessimo dissertar filosoficamente, si potrebbe tranquillamente asserire che non esistano valori assoluti, accettando (e spero non condividendo assolutamente nessuno) la provocazione: chi ci dice che i valori del cosiddetto 'male' non siano in realtà giusti?

Ogni indivisuo, tutti indistintamente, ha a mio parere, perciò, più o meno consapevolmente una fede 'base', un principio di automovimento delle proprie azioni che non elimina la possibilità di mettersi in relazione con l'altro, ma anzi è il motore primo del confronto.
Penso che tutti si sia nauseati dal 'potere chiesa' con i suoi dettami che sinceramente si possono accettare, ma, è abbastanza palese, sono spesso e volentieri contradditori con i valori stessi del cristianesimo.
Se Dio esiste è semplice, ha fatto 10 regole semplicissime: non rubare ad esempio. E' semplice. Semplicissima.
Ma vivendo in un epoca dove bisogna essere dei creativi e far piroette e acrobazie per falsare un bilancio, la semplicità non è capita.
Mi vien da coniare un nuovo comandamento 'settimo ruba un po' meno'..cazzarola! Mi han già rubato l'idea!

www.orchestrazione.it

Confondi, secondo me, l'ateismo con l'agnosticismo. Un agnostico, se veramente tale, alla domanda sull'esistenza di Dio deve inevitabilmente sospendere il giudizio, dire - non lo so - .
Un ateo, secondo me, diventa "religioso" proprio quando nega l'esistenza di Dio, non avendo nessuna prova oltre la propria convinzione. Nello stesso momento in cui nega, ha una fede, intesa come convinzione personale più che un'affermazione basata su prove obiettive.
Se a te sembra banale porre una certa distinzione tra ateismo e agnosticismo, sei libero di dirlo...a me non sembrava così banale.

Aggiungo soltanto che, per sua natura, la scienza (quella vera) non può diventare religione perché sull'esistenza o meno di un essere superiore ha sempre sospeso il giudizio: la scienza è agnostica :-)

Ps. Comunque grazie per avermi tacciato di banalità :P ...poi dici "credere qualcosa a prescindere", quindi credi o no, A PRESCINDERE, alla NON ESISTENZA di Dio? Perchè se così, il tuo ateismo è una FEDE, e quindi tu la professi :-) se, di converso, sospendi il giudizio, sei AGNOSTICO...oh, sia ben inteso che il tutto va preso come un mio modesto parere.

L'ateo non crede all'esistenza di dio, l'agnostico non si pone la domanda o la ritiene inutile, ecc.
Ma un agnostico non sospende il giudizio, non e' una persona alla ricerca di qualcosa, semplicemente non e' interessato alla domanda.
Io sono agnostico.
Quindi, come ho detto sopra, io non "credo a prescindere che dio non esiste", non mi interessa nemmeno la domanda ma non sospendo il giudizio, se anche qualcuno mi dimostrasse in modo scientifico ed incontrovertibile che esiste un essere superiore a me continuerebbe a non interessare.

Ma l'ateo, quello vero logicamente, non ha fede, non crede all'esistenza di dio per ragioni logico-scientifiche.
Se invece ha la "fede" nella non-esistenza di dio, allora e' comunque religioso appunto ha una fede a prescindere, e non in base ad argomentazioni razionali.
Un vero ateo non puo' avere "la convinzione" che dio non esiste e comunque sia, non avendo una fede sara' sempre pronto a mettere in discussione questa sua conclusione se gli vengono portate prove contrarie.

Una persona razionale, uno scienziato, non puo' accettare che si debba "dimostrare" la NON esistenza di dio.
Il metodo scientifico presuppone che se qualcuno ha l'onere della prova e' chi asserisce che un'entita' superiore esiste non certo il contrario.
Per questo, fino a prova contraria, uno scienziazato deve dire che l'esistenza di un essere superiore non e' provata e quindi dio non esiste.

Ma le religioni non si basano sulle prove scientifiche, chi crede in dio asserisce di avere "fede", cioe' di credere all'esistenza di dio MALGRADO questa non sia provata.
Qui sta il nocciolo, appunto il concetto di fede, che io aborro, non sono personalmente disposto ad accettare di modificare il mio modo di vedere le cose e di vivere in base ad un fatto che non puo' essere dimostrato.
D'altra parte se l'esistenza di dio fosse dimostrata le religioni cesserebbero di esistere in quanto dio diventerebbe pura fenomenologia, un "fatto" come tanti altri, quindi la fede e' l'essenza delle religioni, percio' io aborro tutte le religioni, in quanto chiedono una professione di fede, quindi, secondo me, un atto di rinuncia alla natura umana.

Max.

Lasciando da parte la discussione tra agnosticismo e ateismo, prendiamo in esame la realtà del nostro mondo.
Io e te non abbiamo fede (non possiamo ovviamente averla, da agnostici), perché dovremmo essere così convinti che il 99% della popolazione mondiale ha torto su quest'argomento?
Non dovremmo piuttosto cercare di capire gli altri, essere comunque curiosi e cercare un dialogo con chi la fede ce l'ha? Rimarremmo sulle nostre posizioni ma sono sicuro che avremmo almeno tentato un dialogo; troppi atei si mettono a ridicolizzare chi ha fede o semplicemente non gliene importa più di tanto dell'argomento (smettono di porsi domande), mentre invece dovrebbero sforzarsi di comprendere cosa spinge quel 99% a credere in qualcosa.
Altrimenti l'amore è solo un insieme di stimolazioni neuronali elettriche: dal punto di vista scientifico potrebbe essere anche così, ma dal punto di vista umano? Ci sarà qualcosa che sfuggirà sempre alle nostre spiegazioni terrene e quel qualcosa è Dio?
Be', non lo so ma è la domanda il nostro chiodo fisso, è la domanda che ci spinge a cercare. Non porsi più domande è terribile.

Hai sicuramente ragione : non porsi delle domande è terribile.
Purtroppo però siamo esseri finiti, abbiamo un certo tempo a disposizione, non possiamo porci qualunque domanda, io penso che porsi una domanda capziosa come quella intorno all'esistenza di dio sia una grande perdita di tempo, nella migliore delle ipotesi, un modo per diventare schiavi di una fede con risposte preconfezionate, nel caso peggiore.

Comunque sia io credo più utile dedicarsi a collaborare con gli altri uomini per migliorare l'unico mondo che realmente conosciamo, nell'unica vita che realmente viviamo con gli altri esseri umani con cui ci rapportiamo invece che favoleggaire di vite future, altrimondi e dei.

Mi sembra che l'umanità sia come un naufrago che invece di aiutare gli altri naufraghi a raggiungere l'isoletta che si vede poco lontano perde tempo a favoleggiare di una bellissima nave da crociera che porterà tutti sull'isola chenonsisadovè.

Max.

Anche l'esistenza o non esistenza di Babbo Natale è indimostrabile.

Comincio dal fondo con una precisazione; per quanto ne so, solo pochissimi matematici (capeggiati da George Cantor) accettano l'idea che Dio esista, la maggior parte lo considera un'astrazione della mente umana (per dire Gauss e Hilbert erano di questo avviso).
L'argomento citato sembra quello della scommessa di Pascal e spero di riuscire a spiegare quanto esso introduca bene la "mia" riflessione (in realtà attingo a decine di altre riflessioi precedenti la mia).
Ogni umano soffre la propria limitatezza. Vive in un mondo limitato e finito, per questo la sua vita è continuamente in pericolo. La felicità ed il piacere, quando sono sperimentabili, sono brevi attimi, finiti e limitati.
Alla ricerca della felicità e dell'evitare i pericoli l'umano identifica entità (persone, idee, cose) importanti per il proprio benessere (la mamma, il babbo e la famiglia, l'amicizia e gli amici, l'amore e gli amanti, la pace e la natura, ecc.), ma su cui non ha un controllo totale: sono i VALORI umani. Dai valori dipende la morale: ciò che difende i valori è bene, ciò che li minaccia è male. Analogamente, invertendo il segno, per le minacce al benessere dell'uomo che non sono sotto il suo controllo, i disvalori (guerra, prepotenza, malattie, fame, ecc.).
L'intolleranza per i propri limiti fa soffrire la maggior parte degli umani, molti hanno trovato una soluzione: Dio, ossia un valore assoluto, che assicura il mio benessere e risolve alla radice il problema.
Capisco, ma il fine non giustifica il mezzo. L'ipotesi di Dio ci fa cadere dalla padella nella brace: più fuori dal nostro controllo di Dio non si può immaginare! Ci obbliga ad accettare («è volontà divina») ogni monnezza della vita. Non abbiamo strumenti per distinguere la fede dall'abuso di credulità popolare (chi potrebbe contestare l'autorità divina, l'ipse dixit, il comando di sacrificare il figlio impartito ad Abramo, ecc.).
Concordo con chi ha concluso che la pezza è peggio del buco (il rimedio è peggio del male).
Ha ragione Max: la fede in Dio è un peccato di arroganza e presunzione dell'uomo, nasce dall'intolleranza per i propri limiti. Quando Adamo ed Eva mangiarono la mela dell'albero della conoscenza e del bene e del male, scoprirono di essere limitati e desiderarono di essere come Dio, il peccato originale dell'uomo è proprio questo: credere nell'esistenza di Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza (se non è presunzione ed arroganza questa, non so più cosa siano la presunzione e l'arroganza!).
Per questo considero la scommessa di Pascal è un peccato di presunzione ed arroganza.
La MAGIA, è vero, è una bella fantasia, ma è anche la manna per ogni sorta di imbroglioni. Scoccia rinunciare al mondo di possibilità e creatività che ci apre, ma sono millenni che ci fregano con dio e la magia, dovremmo aver imparato che è meglio restare con i piedi per terra, diffidare di tutto ciò che non si può verificare e lasciare la magia a Vanna Marchi & Co.
E allora che si può fare?
Si parte dalla constatazione che tutti gli umani hanno uguale dignità, che tutti soffrono il dolore, le malattie e, in genere, i limiti della propria condizione, che però è ineludibile. Non possiamo superare il limite nostro e di tutta la realtà percepibile, postulando l'esistenza dell'Assoluto.
Meglio accettare la natura limitata dell'umano e cooperare per spostarne i limiti, dalla cooperazione fra esseri limitati e di pari dignità sono venuti tutti i grandi progressi umani: cos'è la democrazia se non la cooperazione fra esseri umani e limitati?
Il mercato aiuta l'economia solo quando è cooperazione fra esseri limitati di pari dignità. Senza tale cooperazione non avremmo nè internet, nè linux.
Oggi una famiglia funziona se è cooperazione fra esseri umanilimitati e di pari dignità.
Eccetera.
Salute e Amore a tutti!

Concordo al 100% e ti ho anche un po' copiato nella risposta sotto ...
:-)

Max.

"Dio è Morto"
Nietzsche

"Nietzsche è morto"
Dio

"E’ mai possibile? Questo vecchio santo nella sua foresta non sa ancora che Dio è morto."

Ma si ma si...bellissimo...bravo Jacopo. E' davvero misterioso e divertentissimo...da scompisciarsi dalle risate. Un abbraccio

Caro Jacopo,io sono ospite di una casa famiglia,dove mi sto riprendendo da venti anni di nevrosi successivi ad un cancro.Invece di "stupirti"(che è una forma di evasione dalla realtà)perchè non mi dai una mano a scrivere un libro e a diffondere delle mie idee?Sono per la felicità anch io, non voglio rattristare nessuno,voglio solo essere pratico e andare al sodo.Le leggi della felicità non stanno nella dialettica e nella filosofia.Esistono basi scientifiche però che dimostrano cosa NON sono la felicità e la salute.Vorrei usare la mia esperienza per raccogliere sistematicamente tutta una casistica di danni derivati dalla scarsità di scelta emotiva.Con la Pnl si può dimostrare relazioni precise fra possibilità di scelta emotiva e inquinamento culturale della mente (a suon di pappardelle come fai anche tu,scusa!)già nei primi anni di vita.Perchè la Pnl deve essere appannaggio solo dei riccastri,o di quelli che per venire a Alcatraz evidentemente hanno già soldi e salute ?Nella natura le leggi sono fisiche,nell'uomo combattiamo battaglie col cervello,avendo gradi diversi di percezione del reale.Potremmo salvare l'umanità,io tu e qualche altro volenteroso.E potrei salvarmi anche io tornando a dormire,finalmente, che sono venti anni che non ci riesco.Se vuoi essere dalla parte dei deboli devi convenire che ho ragione. Io voglio vendicarmi,ufficializzare e raccogliere sistematicamente i danni che derivano ai figli dell'individuo che ha UNA sola possibilità di scelta emotiva.Penso che ciò sia la causa di tutte le malattie e anche di tutti i casini, e che si possa anche dimostrare.

Affermare che Dio esiste è, per un ateo, il negare la nostra razionalità. Il nostro pensiero logico ci mostra come tutte le religioni abbiano in se qualcosa di non logico. Per questo diciamo che Dio non esiste.
Dovremmo però ragionare anche alla rovescia.
Dire che Dio non esiste è negare la parte intuitiva di noi, quella trascendente, quella che sa di essere una parte di un movimento maggiore.
Questo è il cruccio dell'uomo, diviso fra razionalità e intuizione, si perde nello scontro fra queste due parti per poi sceglierne una e creare, all'interno di sè, inevitabilmente conflitto.
Secondo me sarebbe il caso di riportare in auge la possibilità del dubbio.
Non del dubbio agnostico (non potendo affermare con certezza se esiste o meno dico che non lo so) ma il dubbio gnostico (se c'è Dio deve essere in qualche modo percepibile, il problema sta nel riuscire a percepirlo).
Ora, io non ho mai pensato a Dio come all'essere con la barba, che ti punisce se fai il cattivo e ti premia se fai il buono.
Questa è una storia più incredibile di biancaneve.
Credo che la personificazione di Dio sia la risposta a un bisogno dell'uomo, come probabilmente lo è la necessità di sentirsi parte del "tutto".
Non basta però, a mio parere, dire che "siccome il sentirsi parte del tutto" è un bisogno dell'uomo allora la spiritualità, che risponde a quel bisogno, non è reale.
Anche amare è un bisogno dell'uomo, derivante, ad esempio, dalla necessità di condividere me stesso con altri, ma nessuno si sognerebbe di dire che l'amore non esiste...perchè?
Perchè tutti lo abbiamo provato (chi più chi meno) e anche se non possiamo dimostrare che esista, nessuno si sognerebbe di metterlo in discussione.
Per il senso spirituale è lo stesso.
Io sono convinto che tutti abbiamo più volte sperimentato anche il concetto di Dio, ma non essendoci una cultura di questa sensazione (come c'è dell'innamoramento) allora non lo riconosciamo.
"Dio" è una sensazione sperimentabile, come qualsiasi altra cosa che esiste ma non è capibile razionalmente.
Secondo me amore e senso religioso sono connessi in modo totale.
La spiritualità è l'amore su larga scala, non a caso tutti i religiosi hanno chi più, chi meno, basato la parte più profonda dei loro insegnamenti sull'amore. Non cito il cristianesimo perchè è ovvio, ma per esempio nella cosmogonia greca, la nascita del mondo è degli dei (tutti) è imputabile ad Eros, l'amore, ciò che lega, che unisce... E cosa dire del comunismo?
Non è forse la teorizzazzione che amare, condividere, è il vertice più alto dell'esperienza umana?
Per questo mi viene da dire che chiunque abbia sperimentato l'amore, potenzialmente può sperimentare anche il senso religioso che è, a mio parere, una cosa molto simile solo che più allargata.
Amare è sentirsi in armonia con una persona, essere spirituali è sentirsi in armonia con il mondo... è più difficile, ma la sostanza è la medesima.
Se sai innamorarti sei già religioso...che tu lo voglia o no.