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Clochard alla Riscossa: via alla campagna “Un sacco di vita” per i senzatetto

Clochard alla riscossa Campagna Un sacco di vitaCiao a tutti,
molti di voi aspettavano questa mail da almeno un mese visto che tanto c'è voluto per delineare le linee guida che supporteranno quella che si appresta a essere una forma sperimentale di condivisione del bene comune e del dovere civico.
50.000 persone circa nel nostro paese si apprestano a scommettere la propria vita con il destino... ogni giorno... ogni notte.
50.000 esseri umani in grave stato di povertà, senzatetto, clochard, homeless, barboni... persone comuni che si trovano ad affrontare il terribile spettro della fame, della vergogna, del freddo... della strada.
Ogni anno i Comuni nazionali si mobilitano per tutelare l'incolumità dei fratelli che vivono on the road, ma negli ultimi anni a causa di una crisi profonda che il nostro paese attraversa, i numeri sono decisamente superiori all'offerta di servizi. A questi servizi, decidiamo di dare un supporto inizialmente in forma emergenziale per poi poter discutere di soluzioni strutturali di più ampio respiro.

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Paul Nawrocki ce l'ha fatta

Sessantenne, licenziato nel 2008 da un'azienda produttrice di giocattoli, ha passato gli ultimi due anni e mezzo a girare per le strade di New York con un cartello sandwich con su scritto “Almost homeless”, quasi senzatetto.
Dopo 99 settimane da disoccupato e centinaia di colloqui di lavoro ha trovato finalmente un posto.

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