cacao solidarietà

Clochard alla Riscossa: via alla campagna “Un sacco di vita” per i senzatetto

Clochard alla riscossa Campagna Un sacco di vitaCiao a tutti,
molti di voi aspettavano questa mail da almeno un mese visto che tanto c'è voluto per delineare le linee guida che supporteranno quella che si appresta a essere una forma sperimentale di condivisione del bene comune e del dovere civico.
50.000 persone circa nel nostro paese si apprestano a scommettere la propria vita con il destino... ogni giorno... ogni notte.
50.000 esseri umani in grave stato di povertà, senzatetto, clochard, homeless, barboni... persone comuni che si trovano ad affrontare il terribile spettro della fame, della vergogna, del freddo... della strada.
Ogni anno i Comuni nazionali si mobilitano per tutelare l'incolumità dei fratelli che vivono on the road, ma negli ultimi anni a causa di una crisi profonda che il nostro paese attraversa, i numeri sono decisamente superiori all'offerta di servizi. A questi servizi, decidiamo di dare un supporto inizialmente in forma emergenziale per poi poter discutere di soluzioni strutturali di più ampio respiro.

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RE-PLAID. Un sogno dai maglioni chiusi nel cassetto

Come ci piacciono queste storie...
Carissimi, questa settimana vi raccontiamo un’altra storia di ingegno, di calore e di bellezza.
Buona lettura!

RE-PLAID. Un sogno dai maglioni chiusi nel cassetto

RE-PLAID. Un sogno dai maglioni chiusi nel cassetto.

Era un giorno qualunque. Cinzia e Lidia, stremate da giornate intere trascorse a fare preventivi sempre più al ribasso e mai accettati, si guardano in faccia. Sono socie da 13 anni di una piccola agenzia di comunicazione a Reggio Emilia. Clienti che chiudono le loro aziende. Tanti libri, sempre più libri portati in tribunale, vera letteratura democratica. Cooperazione emiliana in autentico rosso. Crediti che aumentano e fatture mai riscosse che lasciano una scia di non detto tra i concordati preventivi e il  fallimento del  futuro. Impossibile continuare.

Lo scenario era questo ma per fortuna non è rimasto tale. Ci siamo rese conto che tutto stava cambiando a una velocità insostenibile. Siamo state costrette a congelare la nostra attività nel settore della comunicazione e sospendere la partita Iva.
In questa situazione di incertezza, ci siamo date da fare, cercando di creare un punto di aggregazione per le persone che intorno a noi, e come noi, si sono trovate in difficoltà.
Come è nata l'idea?
Lidia è molto brava con tutto ciò che è manuale - ma anche digitale - e in quel periodo realizzava da hobbista coperte con i maglioni usati. Cinzia ci sa fare con le parole e “Re-Plaid” è uscito come un sospiro di sollievo. Francesca, una nostra ex cliente licenziata a giugno, è una start-up di energie e di solarità in carne e ossa. Pietro, nostro ex-collega disoccupato da un anno, è un creativo di pura stoffa “made in Italy”. Aiutiamoci.
E così è nato il progetto Re-Plaid: realizzare plaid e oggetti in lana a partire da maglioni usati. Un progetto di solidarietà tra persone che hanno perso il lavoro, che mettono in campo professionalità e talenti rimboccandosi le maniche, spremendo le meningi con ago e forbice in mano, immaginando un'economia più etica. I plaid sono tutti realizzati a mano e ricamati elemento per elemento, sono double face e rendono la coperta bella due volte ma soprattutto molto calda. Dai ritagli, grazie alla sensibilità artistica di Paola, disneyana dall'infanzia, realizziamo i topi di lana.

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Cacao Solidarietà: la storia di Marco

Una storia come molte altre, ma quando capita a te diventa una storia solo tua.

A., una ragazza di Pistoia, scrive al Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili Onlus per Marco, invalido all’80%, che da lunedì sarà costretto a pernottare in un dormitorio pubblico e a stare in giro per strada tutto il giorno.
Marco ha 54 anni e una storia lunga e difficile, solo a volerla raccontare dal 2008 c’è di che impazzire.
La guerra di Marco è contro le Istituzioni, in parte, ma soprattutto è una guerra per la dignità, perché povertà e disagio non possono significare anche la perdita dell’orgoglio, dell’essere umani.
Sono scomode le persone come Marco, lo sono quando reclamano i loro diritti a essere vivi. Sono antipatiche, sono rompiballe... sono vive.
A chi dare la colpa? Forse a una certa abitudine all’indifferenza di chi lavora sul campo, e certamente a uno Stato che taglia i finanziamenti ai servizi sociali, che non aiuta chi ne ha più bisogno.
La finiamo qui, rischiamo di diventare retorici.
Popolo di Cacao!
Da lunedì Marco è per strada, ha detto che si prenderà una sdraio e si sistemerà davanti all’ufficio dei Servizi Sociali di Pistoia. Non è la prima volta che lo fa, nella foto che vedete qui sopra si era incatenato.
C’è qualcuno che abita a Pistoia e può dare un lavoro a Marco? Una piccola abitazione? Forza! Dimostriamo che il paese civile è meglio dello Stato incivile!
Se avete idee, soluzioni e consigli scrivete a gabriella@comitatonobeldisabili.it.
Grazie a A. per averci mandato questa storia. Non è un romanzo, è una storia vera, solo fatti, le emozioni mettetecele voi.

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