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Aggiornato: 2 ore 40 min fa

Mario Pirovano porta in scena LU SANTO JULLARE FRANCESCO di Dario Fo all'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen

Sab, 12/01/2018 - 10:20

On Thursday, 6th December 2018, 7.30 pm Mario Pirovano in Francis, the Holy Jester by Dario Fo

Argomento: Compagnia Teatrale Fo Rame - C.T.F.R. - Tutti gli spettacoli e gli EventiAnno: 2018
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IL MUSEO FO-RAME? CHIEDETE AL CUSTODE - Articolo di Anna Bandettini

Gio, 11/15/2018 - 09:51

Articolo pubblicato venerdì 9 novembre su La Repubblica

Avevano ragione Dario Fo e Franca Rame a lamentarsi di essere trattati come artisti scomodi e rompiscatole. E avrebbero ragione a farlo anche oggi di fronte all’indifferenza verso la memoria e la tutela del loro lavoro. Non si parla solo del fatto che, mentre all’estero continuano le messe in scena dei loro testi, da noi il loro teatro è silente, se si eccettua qualche raro caso: Valentina Lodovini che porta in scena Tutta casa letto e chiesa, Lucia Vasini che rifarà le parti femminili di Mistero Buffo, l’infaticabile Mario Pirovano che continua a tenere vivo il repertorio.

C’è la vicenda del museo-archivio Dario Fo e Franca Rame di Verona, il MusaLab, aperto nel 2016, a suscitare preoccupazioni. Il museo è chiuso nel senso che per visitarlo bisogna rivolgersi — così dice un cartello sulla porta d’ingresso — a un custode. Infatti, l’Archivio di Stato che ospita il materiale nella sede veronese, non ha personale e quel custode è gentilmente “prestato” dal Comune: quando si ammala, il museo chiude.

Eppure il MusaLab costituisce un patrimonio straordinario: non solo custodisce l’oltre mezzo secolo di storia del teatro di Fo e Rame con copioni, manoscritti, disegni, fotografie, dipinti, manifesti, libri, articoli, costumi, pupazzi e scenografie, ma novant’anni di storia del teatro se si considerano i materiali conservati della “Famiglia Rame”, antica compagnia di giro.

L’impegno finanziario del figlio Jacopo e la cura di Marisa Pizza finora hanno permesso un’attività continuativa del museo che ha intessuto relazioni con il territorio cittadino e non solo, progetta mostre (in preparazione una su Rossini e Fo), organizza visite guidate, scambi soprattutto con università straniere, collabora al progetto Scuola Lavoro, seguendo l’idea di Dario “l’arte in pasto ai giovani”. Ma lo spazio aggiuntivo promesso per sistemare le scenografie più ingombranti non è arrivato. Il bando pubblico per il riordino dell’archivio è già assegnato, ma nessuno firma i contratti per il personale che deve riordinare il materiale, perfino la segnaletica per indicare in città dove è il museo ha difficoltà a essere realizzata e in generale tutte le attività soffrono del fatto che il MusaLab non ha fondi extrabilancio dell’Archivio di Verona. Esaurito lo slancio iniziale dell’allora ministro Franceschini, gli impegni verso il patrimonio Fo-Rame sembrano persi in una nebbia di burocrazia e indifferenza, che nemmeno il ministro Bonisoli finora ha schiarito. Nonostante un governo coi pentastellati che avevano eletto Fo a loro paladino culturale.

Argomento: MusAlab - Museo Archivio LaboratorioAnno: 2018
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DARIO FO A COLORI - Le opere del Premio Nobel in mostra presso l'Istituto Italiano di Cultura di Colonia in Germania dal 15 novembre 2018 al 15 febbraio 2019

Dom, 11/11/2018 - 09:33

DARIO FO A COLORI
in mostra
dal 15.11.2018 al 15.02.2019
presso
Istituto Italiano di Cultura di Colonia Germania
Mostra a cura di Mattea Fo e Stefano Bertea
per la Compagnia Teatrale Fo Rame

"Dico sempre che mi sento di essere un attore dilettante e un pittore professionista. Se non avessi questa naturale spensieratezza di raccontare attraverso i miei quadri, sarei un mediocre scrittore di opere teatrali, fiabe o grottesche satire”.
Così Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997, parlava della sua passione per la pittura, la quale lo portava a dipingere in ogni occasione e tutti i giorni, soprattutto quando aveva difficoltà a scrivere una commedia. Nella mostra "Dario Fo a colori” (Dario Fo in Farbe) il visitatore sarà guidato in un percorso espositivo di circa 50 opere, selezione rappresentativa della espressività pittorica di Dario Fo. Il suo tipico e riconoscibile dipingere è una composizione di elementi che spaziano dal disegno a mano libera, alla mescola di materiali come l’acrilico, l’olio e i pastelli a cera, dal delicato uso delle sfumature, alla tecnica del collage. Le opere esposte, realizzate da Dario Fo dal 2010 al 2016, narrano la scoperta di nuove spazialità e profondità pittoriche che l’artista conferisce alle sue tele sfruttando le tecnologie della stampa moderna, attraverso l’elaborazione di un mosaico quasi surreale, composto saccheggiando fotocopie e fotografie digitali dei suoi stessi lavori, di volta in volta ancora ripresi e sovrimpressi con penne, pennarelli e accese pennellate di colore. Gli strumenti usati da Dario Fo sono molteplici e spesso convivono nello stesso quadro: matite, penne, inchiostri, oli, ma anche e soprattutto colori acrilici e pennarelli in tutte quelle tonalità vivaci che regalano alle sue storie impresse su carta, tela e legno un’energia visiva eccezionale, dinamica, grazie alla quale i personaggi e le scene dipinte acquistano inediti spunti e significati.

Ad accompagnare il percorso dei testi che riportano le parole dell’autore, a sottolineare l’importanza del legame intimo tra la dimensione pittorica e quella teatrale.
Pittura e teatro in Dario Fo si completano a vicenda: le immagini sono appunti, canovacci, supportano attività di ricerca che diventano libri, parole scritte, che vengono messe in scena, rappresentate, per tornare a essere immagini. Dario Fo ha sempre usato la pittura come mezzo per studiare i movimenti degli attori sul palcoscenico, per disegnare le scenografie e i costumi, per illustrare le numerose pubblicazioni e, soprattutto, per raccontare la storia, che preparava come una sorta di libro di scena per lo spettacolo, prima di tradurla in parole. Autore teatrale italiano, regista e attore noto e apprezzato in tutto il mondo, ma anche scenografo, compositore, racconta-favole e scrittore satirico; era sposato con l’attrice e attivista politica Franca Rame con la quale dai primi anni ‘50 formò un sodalizio indissolubile, una storia d’amore segnata dall’arte di narrare episodi e riscrivere antiche farse attualizzandole, evidenziando sempre la verità, a volte scomoda, in ogni testo che portavano in scena.

La mostra “Dario Fo a Colori” fa parte di un progetto più vasto dedicato alla persona di Dario Fo, che prevede il 1° febbraio 2019, sempre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia, un convegno in collaborazione con l’Università di Bonn e la rappresentazione del famoso spettacolo teatrale "Mistero buffo", messo in scena da Mario Pirovano, attore della Compagnia Teatrale Fo Rame dal 1983 e formato dai due artisti. In occasione dei 50 anni dalla prima, che ricorrono nel 2019, Mario Pirovano reciterà i monologhi originari di “Mistero Buffo” arricchendo la performance con alcuni dei pezzi che hanno reso questo spettacolo famoso in tutto il mondo.

INAUGURAZIONE
15.11.2018, ore 19.00 presso l’Istituto Italiano di Cultura Colonia Interverranno il figlio di Dario Fo, Jacopo, e sua nipote Mattea Fo, nonché il Console Generale d’Italia a Colonia, Pierlugi Giuseppe Ferraro e la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Maria Mazza.

QUANDO VISITARE LA MOSTRA
Orario di apertura: lun.-ven. ore 9-13 e 14-17 Ingresso libero

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Istituto Italiano di Cultura Colonia
Universitätsstr. 81 * 50931 Köln * Tel. (0221) 9405610 * Fax 9405616
Internet: www.iicColonia.esteri.it * eMail: iicColonia@esteri.it

 

15.11.2018, 19.00
Uhr im Italienischen Kulturinstitut Köln

Ausstellung Dario Fo a colori

Eröffnung mit anschließendem Empfang in Anwesenheit von Dario Fos Sohn Jacopo und seiner Enkelin Mattea Fo sowie des italienischen Generalkonsuls in Köln, Pierlugi Giuseppe Ferraro, und der Direktorin des Italienischen Kulturinstituts Köln, Maria Mazza.

Ausstellungsdauer: 15.11.2018 – 15.02.2019
Ausstellung kuratiert von Mattea Fo und Stefano Bertea für das Theaterensemble Fo Rame.

Anlässlich der Ausstellung erschein ein Katalog. In der Ausstellung „Dario Fo a colori” (Dario Fo in Farbe) trifft der Besucher auf die Malerei dieses weltbekannten Theatermannes. „Ich sage immer, ich fühle mich wie ein dilettantischer Schauspieler und ein professioneller Maler.Wenn ich diese natürliche Unbeschwertheit nicht hätte, anhand der Bilder zu erzählen, wäre ich ein mittelmäßiger Verfasser von Theaterstücken, von Märchen oder auch satirischen Grotesken.“

So erzählte Dario Fo, der 1997 den Literaturnobelpreis erhielt, von seiner Leidenschaft für die Malerei, die immer dazu führte, dass er bei jeder Gelegenheit und jeden Tag malte, vor allem, wenn er Schwierigkeiten bei der Abfassung eines Theaterstückes hatte; er nutzte die Malerei stets als Mittel, um die Bewegungen der Schauspieler auf der Bühne zu studieren, das Bühnenbild und die Kostüme zu gestalten, die zahlreichen Veröffentlichungen zu bebildern und vor allem, um die Geschichte, die er wie eine Art Szenenbuch für die Aufführung vorbereitete, zu erzählen, bevor er sie in Worte fasste.

Dario Fo (1926-2016) war ein weltweit geschätzter italienischer Theaterautor, Regisseur und Schauspieler, aber auch Bühnenbildner, Komponist, Erzähler und Satiriker. Er revitalisierte an seinem berühmten Piccolo Teatro in Mailand Methoden der Commedia dell’Arte. Er war mit der Schauspielerin und späteren politischen Aktivistin Franca Rame verheiratet, mit der er auch künstlerisch eng zusammenarbeitete.
Die Ausstellung ist Teil eines größeren Projekts, das der Person Dario Fos gewidmet ist und dasam 1. Februar 2019, wiederum im Italienischen Kulturinstitut, eine Tagung sowie die Aufführung seines berühmten Stücks "Mistero buffo" vorsieht, inszeniert von Mario Pirovano, der seit 1983 Schauspieler an der von den beiden Künstlern gegründeten Fo Rame Theatre Company ist. Anlässlich des 50-jährigen Jahrestags der Premiere, der auf Anfang 2019 fällt, wird Mario Pirovano die Originalmonologe von Mistero Buffo rezitieren und die Aufführung mit einigen der Passagen bereichern, die dieses Stück weltweit berühmt gemacht haben.

Öffnungszeiten: Mo-Fr 9-13 Uhr u. 14-17 Uhr. Eintritt frei.

Italienisches Kulturinstitut Köln * Istituto Italiano di Cultura Colonia
Universitätsstr. 81 * 50931 Köln * Tel. (0221) 9405610 * Fax 9405616
Internet: www.iicColonia.esteri.it * eMail: iicColonia@esteri.it

Argomento: Mostre 2017 | 2018Anno: 2018
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Torna in onda "Dario Fo e Franca Rame: La Nostra Storia" - Sabato 20 ottobre 2018 alle ore 22.10 su Rai 5

Sab, 10/20/2018 - 10:04

 

Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia
FRANCA SENATRICE e IN FUGA DAL SENATO
Puntata 21
In onda sabato 20 ottobre 2018, Rai5, ore 22:10

Dopo la lunga pausa elettoral-estiva riprendiamo a parlare di Dario e Franca da sabato 20 ottobre per altre cinque settimane. E iniziamo con l’elezione di Franca Rame al Senato. 

"Io mi sono sentita “prestata” temporaneamente alla politica istituzionale, mentre l’intera mia vita ho inteso spenderla nella battaglia culturale e in quella sociale, nella politica fatta dai movimenti, da cittadina e da donna impegnata. E questo era ed è il mandato di cui mi sono sentita investita dagli elettori: portare un contributo, una voce, un’esperienza, che provenendo dalla società venisse ascoltata e magari a tratti recepita dalle istituzioni parlamentari.”

Questa è solo una brevissima parte della toccante e amara lettera con cui la Senatrice Franca Rame rassegna Le sue dimissioni dal Parlamento nell’ottobre del 2008.
Ma che cos’è successo in quei 19 mesi? Nella puntata 21 ripercorriamo questa intensa e particolare esperienza della vita di Franca.
Nell’aprile del 2006 Franca Rame venne eletta Senatrice per l'Italia dei Valori e nello stesso anno l’On. Di Pietro la propose come Presidente della Repubblica.
Spieghiamo, attraverso le testimonianze di persone che hanno vissuto e accompagnato Franca in quel periodo, le battaglie sociali e politiche combattute dall'attrice per la prima volta non in piazza, a teatro, nelle carceri o negli ospedali, ma "da dentro le istituzioni". 
La battaglia sulle vittime dell'Uranio Impoverito, sulle morti bianche, fino ad arrivare al meschino ricatto di coscienza inflittole per "non far cadere sto benedetto governo”
Vogliamo cercare di capire perché dopo meno di due anni Franca nauseata da quella sensazione di impotenza definisce il Parlamento come il "frigorifero dei sentimenti” dove “ognuno pensa ai fatti propri. L’Importante è votare”.
Franca raccoglie questa esperienza della sua vita in un libro che viene pubblicato postumo e da cui Dario ne trae uno spettacolo dove vuole tornare a dare voce alla sua immensa compagna di vita. 
Va in scena nel 2013 “In Fuga dal Senato”!

Tra gli ospiti: Jacopo Fo, Marco Travaglio, Antonio Ricci, Furio Colombo.

Argomento: Dario Fo e Franca Rame: La Nostra StoriaAnno: 2018
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"La manina anonima che onora Dario Fo" articolo di Gianni Barbacetto

Dom, 10/14/2018 - 10:40

Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano l'11 ottobre 2018

“L’era così vivo, de vivo!”: questa scritta è comparsa nei giorni scorsi, aggiunta sulla lapide che ricorda Dario Fo, al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, dove Dario riposa. Non sappiamo chi siano gli ignoti che hanno aggiunto – senza alcun permesso dell’autorità costituita – la frase all’epitaffio scolpito nel marmo, che dice: “Dario Luigi Angelo Fo / giullare e pittore / 24 marzo 1926 – 13 ottobre 2016”. Certo che, chiunque siano, quegli ignoti lo conoscevano bene: Fo non parlava mai della sua morte, ma le rare volte che l’ha fatto, ripeteva la frase del Ruzante come l’unica che gli sarebbe piaciuta sulla sua tomba, se proprio gli fosse toccato di morire.

Gli è toccato, purtroppo, il 13 ottobre di due anni fa. Tre anni dopo la scomparsa di Franca Rame. “L’era così vivo, de vivo!”: l’esclamazione è tratta da un testo del Ruzante riscritto e reinventato da Dario Fo – come lui sapeva fare – e portato in scena con il titolo La vita. “Tuto l’è comenzò in del giorno de quando che Adamo e nostra madre Eva, biastemàda ’me putàna, fùrno dal Paradjs cazzà di fòra, per la rasòn che évano magnàdo ’sta malarbèta póma”.

La cacciata dal Paradiso terrestre è l’inizio di una riflessione sul senso della vita (e sulla morte) che si conclude con un elogio della “follia e allegrezza, aggiunte alla ragione”: queste, insieme, “spingono a più lunga vita, se ’sta tua vita non la vai vivendo di nascosto, ma con gli altri legato, e così generoso… che non t’importa di spendere tutta ’sta tua vita per provare che sia giocondità e libertà e giustizia buona per la gente tutta. È da lì che nasce l’eternità della vita. E io vado sperando che il giorno che me ne vado morendo, la gente dica: ‘Peccato che abbia finito di campare. L’era così vivo, de vivo!’”.

La manina ignota che ha aggiunto la citazione del Ruzante sarebbe molto piaciuta a Dario e Franca, perché è una manina situazionista e affettuosa. Un bel modo di ricordare l’anniversario di una scomparsa che ha impoverito Milano, l’Italia, il teatro, la cultura, l’arte, la vita civile e politica. Per rendere ancora più viva la memoria di Dario e Franca, sarebbe bene chiedere che fine hanno fatto i progetti lanciati subito dopo la sua morte. Il materiale teatrale e artistico proveniente da anni di lavoro dei due artisti è raccolto nell’archivio Dario Fo-Franca Rame di Verona, curato da Maria Teresa Pizza, docente alla Sapienza ed ex assistente di Franca Rame.

Ma Milano? Era stato promesso che il grande appartamento di Dario e Franca in Porta Romana – pieno di libri, opere, lavori, dipinti, sculture, echi, memorie, ricordi – diventasse una “casa d’artista” aperta alla città. Sono passati due anni. Che cosa è stato fatto? L’appartamento è rimasto chiuso e silenzioso. Non c’è più quell’allegro casino che, vivi Franca e Dario, mischiava arte, teatro, pittura e passione politica. Gli ingredienti di quella magia sono ancora tutti lì. Milano, l’Italia, li deve preservare. Mica si può svuotare l’appartamento e affidarlo a un agente immobiliare. Quella è già in sé una casa-museo. Quando potrà essere aperta ai cittadini? Lo chiediamo al sindaco Giuseppe Sala e al ministro della Cultura Alberto Bonisoli. Aspettiamo risposte.

 

Argomento: MusAlab - Museo Archivio LaboratorioAnno: 2018
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Il Nobel incontra i Nobel - Grazia Deledda incontra Dario Fo. Grande evento a Nuoro: per l'occasione due esposizioni con le opere di Dario Fo, spettacoli e convegni

Ven, 10/12/2018 - 10:59

Il Nobel incontra i Nobel
GRAZIA DELEDDA INCONTRA DARIO FO

COMUNICATO STAMPA, 11 ottobre 2018

L’Isre - Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro - presenta la prima edizione del progetto Grazia Deledda incontra i Premi Nobel.

“E’ un’idea molto ambiziosa”, spiega Giuseppe Matteo Pirisi, il presidente dell’ente che gestisce la Casa-Museo che diede i natali alla scrittrice, “nata per valorizzare l’opera e il pensiero di Grazia Deledda. Vogliamo creare un appuntamento annuale che produca una circolarità di idee, di spunti, di riflessioni attraverso l’incontro tra l’opera della scrittrice e quella di altri Premi Nobel, attraverso esposizioni, spettacoli e giornate di studio; un ricco programma di attività culturali che animeranno la città per tutto il periodo della manifestazione”.

Per la prima edizione della rassegna, che si terrà a Nuoro dal 26 ottobre 2018 al 26 gennaio 2019, l’autore scelto è Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997.
“L’ultimo italiano a vincere il premio Nobel per la Letteratura incontra Grazia Deledda, prima e unica donna italiana a vincere l’ambìto premio letterario, nel 1926, - continua Pirisi - è un omaggio alla scrittrice nuorese e alla sua straordinaria attualità, e ha un duplice intento: far riscoprire il valore letterario di questa donna, oggi ancora troppo spesso sottovalutata, che è stata un gigante della letteratura; e contestualmente far risvegliare l’interesse verso il mondo che racconta, la vita e le passioni della Sardegna più autentica. Dario Fo con la Deledda ha numerose analogie: entrambi anticonformisti, si posero nelle rispettive epoche come elementi di forte rottura. Entrambi affondano le radici nella lingua, nel mito e nella storia, pescando a piene mani nella cultura popolare, nelle sue maschere e nelle sue memorie. Con questo evento Grazia Deledda rivive, torna a farsi carne, diventa viva tramite il suo messaggio”.

Questi gli eventi della manifestazione:

- Dal 26 ottobre al 26 gennaio sarà aperta al pubblico la Mostra Il Mondo Popolare narrato da Dario Fo a cura di Mattea Fo e Stefano Bertea per la Compagnia Teatrale Fo Rame, che sarà declinata in due ambiti:
La Maschera, la Commedia dell’Arte, il Teatro all’Improvvisa presso il Museo del Costume (via Mereu, 56),
Impegno Sociale, Culturale, e Politico nell’Arte di un Premio Nobel presso l’ex Artiglieria (Viale Sardegna, 13).

Il 26 ottobre è previsto l’evento per inaugurare la Mostra e dare ufficialmente inizio alla rassegna, il primo appuntamento è alle ore 17,30 presso l’ex Artiglieria e alle 19,15 presso il Museo del Costume.
Per l’occasione l’Atp Nuoro attiverà una navetta che partirà alle 18,45 dall’ex Artiglieria per raggiungere il Museo del Costume.

- Il 10 novembre alle ore 21,00 presso il TEN - Teatro Eliseo Nuoro andrà in scena lo spettacolo Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame recitato da Mario Pirovano, attore della Compagnia Teatrale Fo Rame dal 1983 e formato dai due artisti. In occasione dei 50 anni dalla prima, che ricorrono agli inizi del 2019, Mario Pirovano reciterà i monologhi originari di Mistero Buffo arricchendo la performance con alcuni dei pezzi che hanno reso questo spettacolo famoso in tutto il mondo.

- Il 10 dicembre, dalle ore 15,30 alle 21 e l'11 dalle ore 8,30 alle 13,30 è in programma, presso l’Auditorium “Giovanni Lilliu”, il Convegno Oralità narrativa, cultura popolare e arte: Grazia Deledda incontra Dario Fo a cura della Professoressa Cristina Lavinio. Le giornate di studio vedranno la partecipazione di esperti a livello internazionale, alcuni specializzati sulla figura di Grazia Deledda e altri sulla figura di Dario Fo.

- Il 10 dicembre ci sarà una performance teatrale a cura di Mario Pirovano, che racconterà l’incontro immaginario tra i due Premi Nobel con gli occhi di Dario Fo.

Il Direttore artistico del progetto, Francesco Muscau, racconta: “Ragionare intorno all’opera di un Premio Nobel non solo significa analizzarne la sua componente più strettamente letteraria ma anche approfondire la cultura antropologica, la storia del Paese d’origine e gli aspetti socio-culturali che hanno caratterizzato la crescita e la formazione del personaggio. Per questo vengono organizzati eventi culturali che arricchiscano il processo di conoscenza e possano coinvolgere sia gli appassionati che le famiglie e gli studenti. Deledda e Fo sono due scrittori apparentemente diversi, sia per formazione che per stile e genere letterario, e l’obiettivo della rassegna è proprio quello di aprire un confronto e un dialogo. Si vuole favorire e permettere uno scambio di punti di vista tra autori che, per ragioni storiche, culturali e sociali, sembrano distanti. Confrontando Grazia Deledda e Dario Fo viene fuori che entrambi hanno avuto una particolare attenzione verso il mondo popolare e l’oralità, verso l’impegno e la militanza, e con la manifestazione “Grazia Deledda incontra Dario Fo” si cercherà di sviluppare questo confronto con la consapevolezza che si tratta di un’operazione culturale che pone al centro l’incontro e la scoperta di entrambi gli scrittori”.

CONFERENZA STAMPA
17 ottobre 2018 ore 11
presso la biblioteca Isre in Via Papandrea, 6

MAGGIORI INFORMAZIONI
graziadeledda.dariofo.it
#deleddafo

 

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