Tutti i video di Jacopo Fo

I video di Jacopo Fo

Jacopo Fo EcoShots: videomanuale di risparmio energetico. LA CASA ECOLOGICA

Come si progetta un edificio verde? Come possiamo costruire un cappotto termico per un edificio?
La casa ecologica passa per l'architettura bio!

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Jacopo Fo EcoShots: videomanuale di risparmio energetico. GLI INFISSI

Stanchi dello spiffero malefico che vi gela la schiena mentre siete davanti al computer e guardate Ecoshow? Cambiate le finestre! Il primo passo per rendere la vostra casa più ecoefficiente...

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Video Jacopo Fo: L'idea dei numeri presso le popolazioni matriarcali dell'antichità

Il video è sull'analisi dei sistemi numerici per rappresentare il mondo adottati dalle culture matriarcali primitive nel mediterraneo (cabala o kabala, tarocchi e Cina, Li Cing o I King). Niente a che vedere con la magia, ma piuttosto con i primi tentativi di inventare un linguaggio scientifico.
Intervento al convegno di Astronomia di Concordia.

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Jacopo Fo Ecoshots: videomanuale sul risparmio energetico. LA FITODEPURAZIONE

La fitodepurazione è un sistema naturale di depurazione delle acque di scarico costituito da un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso e vegetato da piante acquatiche. Sapevatelo!

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Jacopo Fo EcoShotds: videomanuale di risparmio energetico. LE NUOVE CALDAIE A GAS

Bruciare per scaldare. Ma nel modo giusto. Anche le caldaie sono state re-ingegnerizzate, che vi credete! Guardare per credere.

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Un'altra puntata del video corso sulle ecotecnologie: SCIACQUONE DEL WC

Ecco come risparmiare denaro razionalizzando il consumo di acqua del tuo sciacquone del wc. Altri video li trovi su www.ecoshow.it

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Tutti i video di Ecoshow

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Watch live streaming video from ecoshow at livestream.com

Dibattito sulla Legalità (a cura del Comitato Deruta, 13 aprile 2011)

Partecipano Jacopo Fo e il professor Renato Covino, ordinario di Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Perugia

 

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Rapporti tra uomo e donna

In questa puntata di Metis, in onda su TefChannel (SKY 921), dibattito tra Luca de Fazio, chirurgo estetico e Jacopo Fo, attore e scrittore

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Jacopo Fo/Marzullo: ecco finalmente la puntata che la Rai si è rifiutata di pubblicare nell'archivio web di Sottovoce...

Probabilmente un caso unico di censura archivistica o amnesia retroattiva!
Abbiamo cercato a lungo una registrazione della puntata per pubblicarla ma pare che quella sera ci fossero decine di videoregistratori rotti... Poi finalmente, grazie a Giovanna la Cantante, ecco la puntata apparire in uno sfarzoso dvd...
Ma perché questa puntata non è stata inserita nell'archivio Rai?
Forse perché in questa puntata si raccontano un paio di vecchie storie che danno fastidio sulla Rai, la censura, la mafia e i fascisti...

 

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I tagli alle spese che vorrei

La sinistra si oppone ai disastri di B. ma nel farlo a volte difende assurdi sprechi.

L’opposizione e' debole. Si dice e si ripete. Ma dove e' debole?
Il governo libertino taglia la cultura. E’ chiaro che si tratta di una follia. Ma non puoi opporti efficacemente allo scempio di B. senza contemporaneamente dire come cambiare il MODO DI SPENDERE. Credo che una cosa essenziale sarebbe che la sinistra fissasse un impegno inderogabile nel ristrutturare la spesa culturale oltre che difenderla.
Ad esempio, ho sentito pochi affermare che i finanziamenti al teatro di prosa e al teatro lirico sono una vergogna perche' sono costruiti in modo tale da non finanziare chi fa teatro ma chi si e' organizzato un giochino tra amici, con compagnie che vengono scambiate tra un teatro e l’altro, come figurine, per prendere i finanziamenti. Produzioni faraoniche che pochissimi spettatori vanno a vedere. E soglie minime di numero di spettacoli che escludono automaticamente i giovani e le piccole compagnie dalla cuccagna del denaro pubblico.
E che dire dell’inconsistenza degli aiuti per le migliaia di gruppi amatoriali di dilettanti ai quali vengono negati perfino gli spazi per esibirsi. In altri Paesi buona parte dei finanziamenti pubblici e' dedicata al fornire supporto ai saggi scolastici e delle scuole di arte e sport. A Copenaghen ho visto una manifestazione straordinaria realizzata dal Comune che ha offerto un migliaio di euro a tutti i gruppi amatoriali che si fossero esibiti per strada. Il risultato e' stato tutto il centro della citta' trasformato in un grande teatro con decine di cori e band (di bambini, di anziani, di gruppi religiosi) e poi di attori, clown, giocolieri, ballerini, acrobati, ginnasti. Finanziare la cultura dovrebbe significare innanzitutto sviluppare un grande vivaio di appassionati, gratificarli… Solo cosi' si concima il tessuto artistico di un Paese. Servono i vivai come per il calcio. Quanto spende lo Stato italiano per questo? Quanto si spende per portare il teatro nelle scuole?
Nell’opposizione alla riforma Gemini si e' parlato poco della scarsa qualita' dell’insegnamento e dell’opposizione corporativa di parte del corpo insegnante a sistemi di valutazione oggettiva della qualita' dell’insegnamento (leggi progressi nell’apprendimento degli allievi svantaggiati).
L’opposizione ha avanzato ottime proposte per stroncare i baronati e le parentopoli, proponendo sistemi di valutazione affidati a giurie indipendenti, addirittura con membri stranieri, come si fa in altri Stati.
Ma ho sentito pochi parlare della necessita' di sbloccare sistemi burocratici deliranti che rendono improbabile che un’universita' possa vendere il frutto delle ricerche portate avanti al suo interno. Vorrei poi che a fianco dei fondi per la ricerca scientifica istituzionale vi fossero sistemi per sostenere anche i piccoli, ma a volte geniali, ricercatori indipendenti, che oggi in Italia si trovano sbarrate tutte le strade. In altri paesi sono offerti agli “inventori” servizi di supporto (incubatori) che permettono di passare dall’ideazione al prototipo.
Ugualmente si e' parlato poco della necessita' che la scuola insegni anche cose essenziali tipo come si cura un neonato, come si presta un primo soccorso, come e' scritta una busta paga, come funziona un’assicurazione, un conto in banca, un mutuo.
E vorrei veder cancellati tutti i corsi di formazione finanziati dai soldi dell’Unione Europea, che vengono realizzati senza nessuna verifica in termini di risultati: assunzioni, imprese create, fatturati.
E poi vorrei che il candidato dei miei sogni firmasse col sangue un impegno a cancellare le Comunita' montane, le province, il 98% delle auto blu (che prendano il taxi, ci conviene! E magari qualche volta i mezzi pubblici o la bicicletta).
Vorrei che uno che e' riuscito a dimezzare in 4 anni il volume di affari del settore trasporto merci delle Ferrovie venisse cacciato.
E vorrei che la qualita' dei servizi degli uffici pubblici venisse monitorata come in Svezia, con metodi oggettivi e chi non sta al passo se ne va.
Intanto speriamo che B. scompaia. Ci sono dubbi e terrori.
Li racconto nel video horror qui sotto.