obsolescenza programmata

Te la do’ io l’obsolescenza programmata.

Dopo l’articolo di domenica scorsa sulle stampanti 3D, con le quali ormai è possibile stampare oggetti anche di metallo, già assemblati e perfino una casa, mi sono arrivate varie segnalazioni. C’è veramente di tutto: dal cellulare tipo Lego che te lo assembli su misura, a trattori, ruspe, forni solari, ruspe pazzesche, con progetti open source assemblabili in una settimana tipo meccano, con un risparmio enorme (leggi qui).

Open Source Ecology Trattore autocostruito

Ne stiamo discutendo parecchio con le persone che passano da Alcatraz e continuano a venir fuori nuove avventure, nuove tecnologie fai da te. Ci sono 100 modi di ricavare un bicchiere o una tazza tagliando una bottiglia, ci sono pazzi che si sono autocostruiti le cose più assurde in modo tale che poi non si rompono neanche se gli spari con un fucile a pallettoni. E la novità è che costano molto meno e durano a lungo.
Il capitalismo è ormai assurdo, se le inventano tutte per farti buttare via quel che hai appena comprato, e con il modello nuovo di cellulare il vecchio caricabatteria non va più bene, perché questi lestofanti hanno cambiato la forma dello spinotto di alimentazione. VERGOGNA!
Oggi abbiamo a disposizione una serie enorme di tecnologie che non arrivano sul mercato perché funzionano troppo bene.
Nel 2000 con www.commercioetico.it mettemmo in vendita 10 strepitose lavatrici ad aria compressa che costavano 100mila lire in meno di una lavatrice economica, risparmiavano l’80% di elettricità, il 50% di detersivo e invece di schiaffeggiare i tessuti li accarezzavano. E non erano prodotte da Sussi e Biribissi ma da un colosso mondiale come Daewoo, che non sono scemi da mettere sul mercato una lavatrice che non lava bene. Infatti lavava benissimo! Vendemmo subito 10 lavatrici ad aria compressa e ne ordinammo 20. Ci dissero che non erano più disponibili sul mercato italiano. Perché? Mistero.
La cosa divertente è che costruirle sarebbe semplicissimo. Non c’è cestello rotante, prendi una lavatrice rotta, un compressorino, un bidoncino, qualche bocchettone tipo idromassaggio, qualche tubo, assembli il tutto e hai una lavatrice formidabile a un costo irrisorio. Potrebbe esserci lavoro per centinaia di esodati. Oggi puoi costruire molti macchinari ed elettrodomestici semplicemente assemblando quel che c’è già sul mercato.
E le possibilità a portata di mano sono moltissime.
In Italia esistono alcuni milioni di condizionatori d’aria che servono a dare refrigerio dalla calura estiva e consumano un botto di elettricità. Funzionano grazie a una resistenza che porta un liquido particolare a 70 gradi, il calore genera una reazione chimica che porta il liquido a una bassa temperatura. Non chiedetemi come possa succedere un tale miracolo ma è così. Grossomodo. Quindi tu in luglio, a Cesenatico, consumi energia elettrica per scaldare questo liquido, quando per raggiungere i 70 gradi a mezzogiorno ti basta mettere una pentola fuori dalla finestra. Cosa ci vuole a collegare un pannellino solare termico elementare (deve funzionare solo d’estate) e uno scambiatore di calore a un condizionatore, così che quando c’è il sole abbatti del 90% i consumi?
Fino a poco tempo fa la Kwant di Treviso vendeva una caldaia che scaldava l’acqua con gli ultrasuoni grazie al fenomeno della cavitazione: gli ultrasuoni generano bolle di vuoto che implodono scaldando l’acqua fino a 70 gradi. Ora questa azienda non la trovo più in rete… Forse la loro idea era troppo intelligente… E comunque la loro caldaia era geniale quanto semplice: un pentolone, un amplificatore del suono, un qualche tipo di hi-fi che genera ultrasuoni, una scatola, tubi, una pompa e molto isolamento acustico. Niente camera di combustione ad alta temperatura, niente combustibile, niente canna fumaria. E risparmiavi pure il 15% rispetto a una caldaia a gas.
E che dire dei generatori di gas a pirolisi? Hai presente Ritorno al Futuro 2? L’auto che andava ad avanzi di gamberetti fritti? In realtà era un’auto per nulla avveniristica. Il sistema esisteva già 30 anni fa… In realtà è un’invenzione che ha più di un secolo.
Basta poco per costruirla: un cilindro a chiusura ermetica dove mettere pezzettini di legno, chele di granchio, foglie e qualunque elemento organico secco (molto secco, meno del 10% di umidità), una pompa che aspira l’aria dal cilindro, una resistenza che porta il cilindro a 400 gradi; quando il cilindro arriva a 400 gradi la biomassa secca si scinde in gas combustibile e cenere, applichi un filtro per il gas, una pompa, e ci fai andare l’auto oppure un generatore di corrente. Negli Usa c’è gente che ha modificato un Defender, un mega gippone, e ci ha attraversato l’America, facendo soste nelle friggitorie per prendere un pieno di immondizia fritta.
Basta così o devo continuare?
Il problema è che per realizzare queste tecnologie servono squadroni di persone che capiscano qualche cosa di meccanica e saldature e un po’ di ingegneri… bisogna fare un po’ di prove e poi realizzare progetti pensati per rendere semplice l’assemblaggio.
Ad Alcatraz ci siamo convinti che il futuro va in questa direzione. E per iniziare stiamo programmando una serie di corsi sulla stampa in 3D. A breve comunicheremo le date. Ma vorremmo anche vedere se è possibile concretamente realizzare qualche progetto open source. Cerchiamo meccanici esperti, che vogliano realizzare questi prototipi e poi insegnare ad altri ad assemblarli. Capisci di meccanica tu? Hai spropositata determinazione e capacità di lavorare in gruppo? Vuoi collaborare a creare un collettivo di discussione e lavoro in questo settore via web? Il nostro primo obiettivo è realizzare il progetto e il prototipo di una lavatrice ad aria compressa open source. Ovviamente operai di fabbriche in liquidazione, artigiani professionisti e progettisti della Nasa sono i benvenuti.
Scrivi a elena@alcatraz.it.
E partecipa al primo web incontro via web-tv/chat/Skype, giovedì sera, ore 21,30, collegati su www.alcatraz.it e clicca sul televisorino in alto a destra.