commercio equo e solidale

Buone notizie eque e solidali

FairtradeNel 2010 il giro d'affari del commercio equo e solidale certificato Fairtrade è stato di 46,5 milioni di euro: 3,5 in più rispetto al 2009.
Gli aumenti maggiori sono registrati per le rose e il tè (+60%), i prodotti in cotone biologico (+57%, oltre 100mila paia di calzini venduti) e fra gli alimentari per le banane (+30%).
(Fonte: Greenplanet.net)


Il prossimo regalo? B-Fair, naturalmente...

B-Fair

Carissimi,
questa settimana vi presentiamo un sito che vende on line. Qualcuno pensera' che siamo impazziti a parlare della concorrenza, ma www.b-fair.net e' un progetto che ci piace moltissimo. E' stato realizzato da una nostra carissima amica: Laura Malucelli che gia' conoscete per essere l'autrice di alcuni libri con Jacopo come Gesu' amava le donne, Il libro nero del Cristianesimo, Schiave Ribelli.
Laura e' stata la mente, l'anima e anche il braccio di una casa editrice che ha introdotto in Italia i piu' importanti saggi di geopolitica internazionale: la Nuovi Mondi Media, editando tra gli altri lo straordinario Tre Tazze di te' o Tutto quello che sai e' falso.
Nel suo percorso Laura non ha mai smesso di occuparsi di scovare gli articoli piu' interessanti e scomodi sulle situazioni critiche del pianeta, controllando fonti e autorevolezza con un'attenzione quasi maniacale, degna del miglior Assange.
Dopo il terremoto di Haiti si e' dedicata a questo paese martoriato come nessuno, organizzando siti di informazione, creando un rete di persone anche in loco che si scambiano le notizie piu' importanti, per rendersi poi conto che serviva anche un aiuto economico che non passasse per le solite Ong e che non alimentasse un nuovo colonialismo dalla facciata umanitaria.
Nasce così www.b-fair.net, un sito in inglese che presenta articoli di artigianato da tutto il mondo e che si rivolge a varie organizzazioni certificate, dopo aver verificato chi sono i produttori, di dove sono, con quali modalita' lavorano, ecc.
Una raccolta di prodotti equo e solidali provenienti da ogni angolo del mondo, beneficiando le piccole comunita' locali.
Prodotti straordinari come l'albero della vita di Haiti, un capolavoro di artigianato.
Ma www.b-fair.net non e' solo e-commerce, raccoglie insieme a splendide collane e al caffe' anche migliaia di informazioni, reportage, approfondimenti, tutto con la solita autorevolezza a cui Laura ci ha abituato.
Il prossimo regalo? B-fair, naturalmente...
Lasciamo la parola a Laura:

Il sito B-Fair e' nato perche' ci siamo resi conto che l’immagine che abbiamo della realta', e delle cause di tanto dolore, e' viziata e manipolata.
Tanti sanno che piu' di un miliardo di persone sono affamate, in base alla soglia di poverta' fissata dall’ONU. Pochi sanno che questa soglia e' stata fissata in un reddito talmente basso che se l'alzassero a 10 dollari al giorno, 3000 euro l'anno, i poveri sarebbero l'80% del pianeta.
Un quarto dell’umanita' vive senza elettricita', il 12% degli abitanti utilizza l’85% dell’acqua del pianeta, per ogni dollaro in aiuti i paesi poveri pagano 25 dollari di debito…
Ogni giorno la disuguaglianza avanza e queste cifre diventano piu' impressionanti.
L’immagine errata e' che la fame che segna l’esistenza di tante persone sia dovuta a una mancanza di cibo.
Non e' così.
Milioni di persone muoiono di fame per mancanza di denaro, non di alimenti.
Il 90% dei paesi in cui la fame uccide sono esportatori di cibo. L’idea che esista una penuria e' falsa, con soltanto i generi alimentari che vengono buttati negli USA e in Europa si potrebbe nutrire il pianeta almeno 3 volte. Durante la carestia che stermino' tante persone in Etiopia, negli anni ’80, il paese stava esportando cibo all’Europa.
Cio' che uccide dunque e' la poverta', la mancanza di quei pochissimi soldi necessari a comprare una ciotola di riso salvavita. Grazie a questo voluto “malinteso”, quando un popolo soffre la fame gli vengono inviate cibarie. Le donazioni in alimenti sono una buona azione durante le emergenze, per un brevissimo periodo di tempo, ma non vengono gestite in questo modo. La modalita' e' spesso invadere il paese con tonnellate di alimenti che ne distruggono l’economia, rovinano l’agricoltura locale, facendo diventare il problema cronico. Cio' rende il paese dipendente, di fatto lo schiavizza, e ottiene ottimi risultati in termini di “occupazione”, non di aiuto.
Questa dipendenza consente di installare poi industrie sfruttatrici, che pagando meno di due dollari al giorno e consentono a noi di comprare una maglietta per pochi euro.
Se considerassimo il costo di far crescere il cotone, di trasportarlo alle industrie, di lavorarlo, impacchettarlo, rispedirlo… non sarebbe pensabile un prezzo finale tanto basso. Lo stesso vale per il cibo, il cui costo e' spesso talmente basso da permetterci uno spreco che in base agli ultimi dati arriva fino al 50%.
Con B-Fair approfondiamo tutte queste informazioni e offriamo l’alternativa che e' realizzabile da ciascuno: comprare direttamente dai produttori locali. Supportiamo il fair trade, offriamo oggetti, caffe', opere d’artigianato… prodotti da cooperative di paesi poveri, che possono così mantenere vive le proprie tradizioni, vendere cio' che producono ricevendo un pagamento equo, migliorare le proprie condizioni di vita e di conseguenza quelle dell’intera comunita'.
Molti oggetti sono autentici capolavori, come ad esempio le opere in ferro battuto fatte a mano dagli artigiani haitiani con una tecnica tramandata da generazioni. A proposito di tradizione, una cooperativa di donne palestinesi produce a mano dei saponi a base di olio d’oliva che hanno effetti migliori di costosissime creme antirughe, utilizzando una ricetta che risale al secolo VII e tramandata da donna a donna.
Sapendo il costo umano di caffe' e cioccolata, relazionato col fatto che in questo esatto momento ci sono 27 milioni di schiavi nel mondo, piu' di quanti ce ne siano mai stati a memoria umana, un’opzione sarebbe rinunciare. L’altra acquistarlo dalle cooperative locali facendo così anche una delle piu' efficaci donazioni possibile.


Buone notizie eque e solidali

AltromercatoContinua nel 2010 il trend positivo del commercio equo e solidale. In Italia Altromercato, la maggiore organizzazione del settore, chiude l'esercizio 2009-2010 con un fatturato di 47 milioni di euro, +11% rispetto all'anno precedente.
In Germania l'aumento registrato e' addirittura del 26% rispetto al 2008, con un giro d'affari di 267 milioni di euro.
Secondo Der Spiegel: “L’avanzata del commercio equo e' incontenibile”.
(Fonte: Bottegaarcobaleno.blogspot.com)

Fonte imm


Lettere al direttore

Città dell'Altra Economia

Ci scrive Gianni: “Credo gia' sappiate che a Roma esiste da qualche anno un posto diverso dove mangiare, fare la spesa e incontrarsi: si chiama "La Citta' dell'Altra Economia". Un luogo dove troviamo  commercio equo, alimentazione biologica (supermercato, bar e ristorante), riciclo, arte, etc.
Noi ci andavamo spesso ma l'amministrazione capitolina attuale ha deciso di chiuderla a fine mese e sul sito stanno facendo un appello per la raccolta di firme.”
Pare che il Comune voglia riassegnare gli spazi della struttura e privatizzare la gestione delle aree comuni. Questo, di fatto, porrebbe fine al progetto della Citta' dell'Altra Economia.
Vi invitiamo a firmare la petizione online sul sito http://www.cittadellaltraeconomia.org/


Uno smile equo e solidale

SmileRiconoscete l'immagine? E' il famoso “smile” della Smileyworld Ltd, fondata da Franklin Loufrani, nel 1971. Speculando sui diritti di questo disegno, utilizzato in 100 Paesi del mondo per promuovere 25 diverse tipologie di prodotti, l'azienda ha fatto una vera e propria fortuna.
Recentemente e' stato creato un nuovo marchio, “brand” in termini tecnici, che destinera' il 100% del fatturato europeo a progetti di commercio equo e solidale.
Si chiama Smiley fair trade.
(Fonte: Greenplanet.net)
Fonte imm


Ecologia estrema: Sir Richard

Messi a punto da Matthew Gerson e Mark Kreloff sono i primi preservativi completamente ecologici, vegani, equo e solidali.
Non vi e' caseina, normalmente utilizzata insieme al lattice, e tutti gli ingredienti sono certificati Fair Trade. Ogni confezione venduta, inoltre, finanzia la donazione di un preservativo ad alcune organizzazioni sanitarie presenti in Uganda, Haiti e Thailandia.
Il packaging e' 100% riciclato, ma e' meglio non vi diciamo da cosa... http://www.sirrichards.com
(Fonte: Greenme)
Fonte immagine


Il commercio equo e solidale sta bene!

Lo rivela il bilancio 2009 dell'Agices, Assemblea Generale del Commercio Equo e Solidale, che raggruppa 91 organizzazioni.
Nel 2008 i ricavi totali sono stati pari a 86 milioni e 500mila euro, 6 milioni in piu' rispetto all'anno prima.
Oltre 1.000 le persone regolarmente assunte e retribuite, 130 unita' in piu' rispetto al 2007. Di questi l'80% ha un contratto a tempo indeterminato.
(Fonte: Greenplanet)

fonte immagine