biomasse

Riscaldati a pomodori

Castello Maccasstorna

Accadrà a Maccastorna, un paesino di 67 abitanti in provincia di Lodi. Dal 2012 le abitazioni private, l'ufficio comunale e la Chiesa saranno riscaldate da un impianto che trasformerà gli scarti di lavorazione di tonnellate di pomodori, insieme a liquami bovini e trinciato di mais. Una piccola rete di teleriscaldamento distribuirà l'energia in paese, permettendo agli abitanti di staccare la vecchia caldaia e risparmiare sulle bollette. E' la famosa dieta mediterranea.
(Fonte: Ansa)
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A tutta birra!

AdnamsA Southwold, nella contea di Suffolk, Inghilterra orientale, 200 abitazioni verranno alimentate con energia prodotta dalla raffinazione degli scarti di lavorazione della birra.
La materia prima sara' conferita dal locale birrificio Adnams.
Secondo gli esperti della British Gas, per riscaldare un singolo appartamento e' necessaria la produzione di circa 300 litri di birra all'anno.
Gli scarti scaldano i termosifoni, la birra gli abitanti.
(Fonte: Apcom)
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Fonti energetiche alternative

Tra le biomasse un settore ancora poco sfruttato e' quello delle alghe.
Le potenzialita' delle colture algali sono diverse: si possono ricavare da 20 a 40 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) di biocarburante all'anno per ettaro, le alghe stesse assorbono anidride carbonica e non devono necessariamente essere coltivate in un terreno fertile.
La buona notizia e' che anche in Italia qualcosa si muove: il primo impianto italiano dovrebbe nascere nel 2011 a Venezia, dove verranno sfruttate le alghe della laguna e una nuova coltivazione di 8-12 ettari vicino a Porto Marghera.
La centrale, a emissioni zero, produrra' circa 40 Mw, 7 dei quali saranno destinati al Porto di Venezia e i restanti a meta' degli abitanti del centro storico.
Costo del progetto: 200 milioni di euro.

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Dal biogas l’equivalente energetico di tre centrali nucleari

“Se impiegassimo a dovere i rifiuti organici, gli scarti agricoli, le deiezioni animali provenienti da allevamenti e i fanghi derivati dalla depurazione delle acque, potremmo produrre 20 terawattora elettrici all’anno, l’equivalente di tre centrali nucleari. Ma in tempi molto piu' brevi, a costi bassi e senza impatti sull’ambiente”.
Parole di Sergio Piccinini, direttore del Centro ricerche produzioni animali, intervenuto al Greenergy Expo.
Il biometano e' molto diffuso nel Nord Europa: in Svezia, ad esempio, costituisce il 50% di tutto il metano per autotrazione venduto ai distributori. In Italia invece, dove circolano quasi 600mila vetture a metano, praticamente non e' utilizzato: su 8,5 milioni di tonnellate di scarti prodotti ogni anno, solo 2 milioni ne vengono selezionati e riciclati.
Altra fonte energetica rinnovabile poco sfruttata e' il cippato, che si ottiene da scarti agricoli e dalle parti non utilizzabili delle piante, come potature o altre parti di scarto. E’ un combustibile particolarmente economico, dal momento che una tonnellata costa in media 40-50 euro. E in Italia abbiamo circa 8 milioni di ettari di foreste!

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