Il borace, questo sconosciuto...

Buon giorno a tutti!
Oggi vi sottoponiamo una richiesta di informazioni, visto che, come al solito, siete tanti e sempre super-informati e critici.
La questione riguarda il borace.
Wikipedia, a proposito, ci dice: sodio borato o sodio tetraborato decaidrato, anticamente noto col nome di tinkal o borace veneziano, è un importante composto del boro.
A parte questa informazione dotta, noi sappiamo che, diluito in acqua, può essere utilizzato per:
- lavare i panni in lavatrice, anche a bassa temperatura. Funziona anche come igienizzante.
- lavare i piatti... senza fare schiuma.
- lo si può utilizzare, inoltre, come detergente intimo, shampoo, dentifricio e colluttorio.
Voi cosa ci dite?
Lo conoscete?
Chi lo utilizza?
Avete notato controidicazioni?
Grazie, grazie mille!

Marianna


Commenti

Dalla Guida ai detersivi bioallegri:

"Il borace o sodio borato è un composto del boro. È un cristallo morbido bianco, che si dissolve facilmente nell’acqua.
Viene usato ampiamente in detergenti, addolcitori d’acqua, saponi e disinfettanti. Può essere facilmente convertito in acido borico o borato, che hanno molte altre applicazioni. Per esempio l’acido borico si usa come leggero antisettico per la pulizia degli occhi.

In molti manuali “fai da te” datati viene consigliato in alternativa ai detergenti sintetici.
Fino a poco tempo fa il perborato era considerato un grande aiuto per eliminare le macchie dal bucato. Si è poi scoperto che ha azione irritante per ingestione, inalazione e contatto con pelle e occhi, può provocare infertilità e malformazioni fetali e l’ingestione di grandi quantità può essere fatale.

Finora il boro e i suoi composti sono stati tollerati dalla legislazione ma il 30° Adeguamento della Direttiva CE 67/548 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 15 settembre 2008) Sitografia  ha posto per l’acido borico il limite del 5,5%, oltre il quale i prodotti – anche cosmetici – non possono essere venduti al pubblico. Il perborato è oggetto del 31° Adeguamento – ancora sotto revisione – e il limite per la vendita è un contenuto nei prodotti inferiore al 6,5%. In Italia questi adeguamenti della normativa entreranno in vigore entro giugno 2009."

"L’uso del perborato, malgrado la sua capacità di liberare ossigeno e svolgere azione sbiancante, è da evitare. Senza l’aggiunta di un attivatore denominato TAED non riesce ad agire con temperature inferiori ai 30°. [...]
È quindi da preferire il percarbonato che libera ossigeno attivo senza avere effetti sull’uomo e sull’ambiente, ha una soglia termica più bassa del perborato, quindi comincia ad agire già a 35/40°C, per raggiungere una maggiore azione a 50 °C, senza attivatori."

Ciao un abbraccio

federico

Il borace utilizzato come dici sopra l'ho scoperto qualche anno fa su un libro pazzesco della dott. Clark. Devo dire che funziona. Dà una soluzione moderatamente alcalina che, se usata come sapone, in effetti fa pure scivolare le mani.
Come indicazione generale, tutte le soluzioni alcaline tendono a funzionare da detergenti.
Io lo uso tutt'ora, a volte lo sostituisco con il carbonato di sodio (soda Solvay) o il bicarbonato.
Si può usare davvero anche come shampoo: secca un po' i capelli, come tutti i saponi, e il miglior balsamo che secondo me risolve il problema è il succo di limone (sembra folle ma è vero), oppure aceto o una soluzione di acido citrico (giuro che non sono rasato, ho i capelli lunghetti). Acido citrico e aceto bruciano gli occhi un pochino... attenzione. Meglio il limone.
Il borace non è di per sè un inquinante, anzi un po' di boro deve sempre esserci in ogni buon terreno, però poco. Oltre una certa quantità, altera un po' gli equilibri biologici.
Si trova facilmente anche in farmacia, a meno che il farmacista non sappia assolutamente nulla di chimica. Io ne ho trovato uno che pensava che questo borace fosse tossico come il cianuro e corrosivo come l'acido nitrico, e non c'è stato verso di farglielo capire, neppure con le costanti di equilibrio alla mano. La farmacia a fianco me lo ha poi venduto senza problemi.
E' un materiale usatissimo nell'industria, come fondente (nei metalli fusi, non per il cioccolato) e come disossidante. Forse però i sacchi da 25 kg sono troppo grandi per un utilizzo familiare... In ogni caso, è bene prendere borace puro (per laboratori di analisi), non quello industriale (può contenere metalli pesanti).
In lavastoviglie attenzione: ne va davvero pochissimo (la punta di un cucchiaino), con aceto al posto del brillantante, altrimenti lascia i bicchieri bianchi. Se lavate a mano, è ottimo. Magari usate le spugne in microfibra, che ritengo davvero formidabili.
Per lavarsi i denti si può usare anche in polvere, così gratta pure. E' un sale basico e non attacca lo smalto, per quanto riguarda l'eventuale effetto "abrasione superficiale" non voglio responsabilità. La lascio ad un dentista. Sa di sale. Pensate al mare e alla canzone di Gino Paoli e vi verrà pure il buonumore alla mattina.
In lavatrice funziona pure, ma non come i detersivi in commercio. Magari provate a strofinare prima le macchie più forti... oppure tenete un detersivo da usare solo in caso di necessità.
Forse la soda Solvay è più facile da reperire (supermercato), è molto simile e inquina ancora meno.
Fate più prove possibile, ricordate che c'è chi (noi) arriva quasi a "detersivi zero". Rendetevi conto di cosa vuol dire da un punto di vista ecologico: siamo sbarcati sulle rive dell'Isola Che Non C'E'. E ricordatevi che chi ha smesso di cercarla è più pazzo di voi.

Sia Pizzi che Fede hanno ragione dunque non aggiungo altro se non leggerli attentamente.

 

Sapere è Potere !

Mai sentito o consciuto, mi spiace! Ma sarebbe effettivamente interessante approfondire la questione, vi farò avere più notizie nel caso!