Lo stupore è la molla della nostra vita

Una riflessione stupefacente

Indiscutibilmente sopravvivere è una pulsione fondamentale. Se non sopravvivi sei morto e la natura ci ha dotato quindi di un poderoso istinto di sopravvivenza che ha permesso ai nostri avi di evitare di essere mangiati dai leoni e dare così continuazione alla razza umana. Ma la ricerca dello stupore è sicuramente un istinto primario molto potente del quale stranamente i filosofi si sono occupati molto poco. Eppure tutte le nostre passioni sono legate alla ricerca dello stupore.

Gli effetti dello stupore

L’amore, l’arte, la scienza, sono esperienze improntate allo stupore. Ci innamoriamo perché incontriamo una persona che ci fa sentire una scossa, una vertigine, cioè ci stupisce. E lo stupore è alla base pure delle peggiori inclinazioni: la guerra è orribile ma sicuramente è anche stupefacente, vedi cose terribili che non possono non generare stupore oltre che orrore; di fronte alla violenza ci chiediamo: ma come è possibile che un essere umano sia così crudele? E cosa cerca il giocatore d’azzardo se non lo stupore di una vincita ogni tanto? E cosa cerca il tossicomane che assume stupefacenti?
A ben guardare tutte le esperienze umane incontrano spesso momenti che generano stupore. Sono certo che se ripensi a quel che è capitato nella tua vita potresti passare un’ora a elencare le catene di coincidenze assurde che ti hanno portato ad essere quel che sei e a pensare quel che pensi. È indiscutibile che vivere è un’esperienza che, nel bene e nel male e anche nella tragedia, non smette un attimo di lasciarci allocchiti, basiti, meravigliati, scioccati, stupiti.

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