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Le bufale sul Covid-19

People For Planet - Ven, 03/27/2020 - 08:00

Abbiamo intervistato il fondatore di “Bufale un tanto al chilo” (Butac) per fare un po’ di chiarezza su alcune delle informazioni che girano in rete sul virus Covid-19.

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Domani la seconda parte dell’intervista!

Tutte le notizie sul Covid-19

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Ue: nessun accordo, ma polemica su aiuti Italia. A Madrid 17.000 positivi.

People For Planet - Ven, 03/27/2020 - 07:52

Tgcom24: Dopo 4 giorni risale la curva dei contagi: +4.492 | Ma la velocità sta rallentando;

Corriere della Sera: Erano medici: il sacrificio dei 41 camici bianchi. Chi sono: i loro volti e le loro storie;

Il Giornale: Gli aiuti scatenano la polemica Ora l’Italia è sotto osservazione;

Il Fatto Quotidiano: Consiglio Ue, dopo sei ore l’unico accordo è il rinvio. L’Italia strappa sul ricorso al Meccanismo di Stabilità. Conte: “No a strumenti vecchi. Potete anche tenerveli”;

Il Manifesto: Il fantasma di Draghi su Conte e i 5 Stelle;

Il Sole 24 Ore: Pronta l’app per il monitoraggio dell’epidemia. Ecco come funziona – L’app italiana di geolocalizzazione per il controllo del territorio;

Il Mattino: Tecnologia e riaperture parziali: ecco il piano contro la “seconda ondata”;

Repubblica : Gli Usa diventano il Paese con più contagi al mondo, superati Italia e Cina. Trump chiama Xi: “Lavoriamo insieme“;

Il Messaggero: Ecco perché la Spagna rischia di esplodere. A Madrid 17.000 positivi, scandalo test;

Leggo:  Bollette in calo dal primo aprile: risparmio di 200 euro a famiglia.

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L’amore di Cocco e Drilli

People For Planet - Ven, 03/27/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi


Al mattino tutti mi abbandonano ma di notte dormono sempre con me.
(La soluzione domani)

La soluzione dell’indovinello di ieri

Vengo dal cielo e scappa la gente, eppure mi amano tutte le piante.Cos’è?(Soluzione: la pioggia)

Poesia: Il vento di marzo

È il vento
come un monello contento,
che fa capriole
tra l’erbe nuove,
che va in altalena
fischiando stornelli
tra gli alberi verdi
di primavera,
che gioca alla guerra,
prendendo d’assalto
un intero paese.

Cantiamo insieme

COCCO E DRILLI – 16° Zecchino d’Oro 1974

Per vedere i post dei giorni precedenti clicca qui

Foto di Merio da Pixabay

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Il governo italiano sfida il Nord Europa: no a un finanziamento stile Grecia

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 22:45
L’Italia dà “dieci giorni all’UE per battere un colpo”.

“Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno”. Queste le parole di Giuseppe Conte, d’accordo con il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez, l’altro Paese più colpito dal coronavirus assieme all’Italia.

Italia e Spagna chiedono ai Presidenti di Commissione UE, Consiglio, Europarlamento, Bce ed Eurogruppo di elaborare entro 10 giorni una soluzione accettabile da proporre ai capi di Stato europei.

Lo scontro in atto riguarda le posizioni di un gruppo di Paesi da un lato, (Francia, Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, Lussemburgo, Slovenia) che chiedono che l’Europa si faccia carico collettivamente della crisi con l’emissione di uno strumento di debito comune, che coinvolga tutti i Paesi dell’UE e alcuni Paesi del Nord Europa (Austria, Germania, Olanda, Finlandia) che sarebbero disponibili a prestiti agli Stati che ne abbiano bisogno in cambio di una politica di sacrifici da parte di questi Paesi che gli consentano di rientrare nel prestito ottenuto.

Alla posizione italiana fa eco quella spagnola.

Lo spagnolo El Mundo titola Spagna e Italia bloccano le conclusioni del Consiglio europeo. Madrid e Roma rifiutano di firmare quella che considerano una reazione deludente e lontana dalla forza che la situazione richiede.

Si apre così un confronto serrato a livello europeo dagli esiti incerti. Il coronavirus rappresenta probabilmente la sfida più grande alla coesione europea dalla nascita dell’UE ad oggi.

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Il coronavirus in Africa

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 19:00
La foto della diffusione del coronavirus in Africa

L’Africa, un enorme continente alle porte dell’Europa con carenza di strutture sanitarie, è fonte di preoccupazione anche qui in Europa per la possibile diffusione del coronavirus, anche se i media ne parlano poco.

Difendere l’Africa è interesse non solo dell’Africa ma anche di tutti noi. Gli Stati più ricchi se ne dovrebbero preoccupare anche nel loro interesse

Per capire quale sia la situazione ad oggi ci siamo avvalsi delle informazioni che diffonde jeuneafrique.com che raccoglie sistematicamente le notizie fornite dall’Oms.

L’immagine che vedete qui sopra è tratta appunto da jeuneafrique.com; il colore degli Stati rappresenta la diffusione ad oggi del virus. Più intenso è il colore, maggiore è la diffusione.

Vediamo la situazione di quelli che sono rappresentati con un rosso intenso, Stato per Stato, a partire da nord fino a sud. Tutti i dati sono aggiornati al 26 marzo.

Marocco
  • 225 casi, 6 morti
  • Stato di urgenza sanitario almeno fino al 20 aprile
  • Vietati i viaggi
  • Sospesi tutti i voli internazionali
  • Chiusura di scuole e moschee
  • Porti chiusi tranne che per le merci
Algeria
  • 264 casi, 19 morti
  • Scuole e moschee chiuse
  • Sospensione dei lavori parlamentari
  • Sospensione dei voli aerei da e per alcuni paesi tra cui la Francia
Tunisia
  • 173 casi, 5 morti
  • Limitazioni di movimento per la popolazione
  • Chiusura delle frontiere marittime ed aeree
  • Chiusura di scuole, caffè e ristoranti
  • Divieto di preghiere collettive
  • Rimpatrio dei tunisini bloccati all’estero coordinato dall’esercito
Egitto
  • 402 casi, 20 morti
  • Chiusura degli aeroporti
  • Chiusura delle frontiere
  • Chiusura di scuole, moschee e chiese
Senegal
  • 90 casi
  • Coprifuoco dalle h. 20 alle h. 6
  • Chiusura degli aeroporti
  • Sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, di scuole, moschee e mercati
Costa d’Avorio
  • 73 casi
  • Stato di urgenza sanitario
  • Chiusura delle frontiere
  • Chiusura delle scuole e dei ristoranti
Burkina Faso
  • 114 casi, 4 morti
  • Coprifuoco dalle h. 19 alle h. 5
  • Chiusura degli aeroporti e delle frontiere
  • Scuole chiuse, chiusi caffè e ristoranti
  • Vietati gli assembramenti di persone
  • Trasporti sospesi
Nigeria
  • 40 casi
  • Restrizioni all’ingresso da Paesi con più di 1.000 casi di virus
  • Quarantena sorvegliata per i nigeriani che arrivano da questi Paesi
Camerun
  • 70 casi, 1 morto
  • Frontiere chiuse
  • Sospensione dei visti d’ingresso
  • Chiuse le scuole, chiusi bar e ristoranti dalle h. 18
  • Divieto di manifestazioni con più di 50 partecipanti
Repubblica del Congo
  • 48 casi, 3 morti
  • Stato di urgenza sanitario
  • Kinshasa isolata dal resto del Paese
  • Chiusura delle frontiere per i passeggeri
  • Divieto di manifestazioni con più di 20 partecipanti
  • Chiusura di scuole e luoghi di culto
Etiopia
  • 12 casi, 4 morti
  • Quarantena per tutti i passeggeri in arrivo nel Paese
  • Sospensione dei voli con 30 Paesi più toccati dal virus
  • Chiusura di bar e discoteche
Kenia
  • 28 casi
  • Chiusura delle frontiere salvo che per i rientranti, sottoposti a quarantena
Madagascar
  • 19 casi
  • Stato di urgenza sanitario
  • Sospensione dei voli interni
  • Chiusura della regione di Antananarivo e del porto di Tamatave
  • Coprifuoco dalle h. 20 alle h. 5
  • Chiusura delle scuole
  • Divieto di assembramento
Sud Africa
  • 402 casi
  • Sospensione dei voli aerei con i Paesi a rischio
  • Chiusura delle scuole
  • Vietate le manifestazioni con più di 100 persone
  • Controlli alle frontiere rafforzati
  • Divieto di attracco per le navi da crociera

Come si può vedere la situazione ad oggi (sulla base dei dati OMS) è meno grave che in Europa e la risposta degli Stati, come accade anche in Europa, non è omogenea.

Destano comunque preoccupazione le possibili evoluzioni in una situazione sanitaria fragile come quella del grande continente Africa.

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2500 contagiati al covid-19 in Lombardia

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 18:01

«Dovremo valutare – ha aggiunto il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – se è un fatto eccezionale determinato da qualche episodio particolare o se è un trend in aumento, il che sarebbe un po’ imbarazzante. Non so se è arrivato il picco o se ci è sfuggita qualcosa, queste valutazioni spettano ai tecnici, io posso solo dire che personalmente sono preoccupato».

Sui tamponi per il Coronavirus ha poi risposto: «Se ci arriveranno nuove indicazioni ne prenderemo atto e come sempre ci adegueremo, Mi auguro che su questo argomento non ci siano ulteriori fraintendimenti perché rischiano di essere fuorvianti per i cittadini: parli – è il suo invito -solo l’Istituto superiore di Sanità, parli solo l’organismo tecnico del ministero e dica cosa si deve e non si deve fare».

Leggi anche:
Covid-19 e allergie respiratorie: ecco come non confondere i sintomi
Origine del Covid-19: Perché le relazioni uomo-animale devono cambiare

Foto da Sempionenews.it

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Covid-19, veterinari gratis online

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 16:30

Un’uscita in meno può sempre utile: meno possibilità di spargere o ricevere il coronavirus o covid-19, in questo momento particolarmente delicato per i contagi. Soprattutto se l’uscita è verso un ambulatorio in cui sedersi e aspettare in compagnia di altre persone. Il servizio è particolarmente utile in questi giorni per gli over 65, che per il 55% sono possessori di animali domestici, e più vulnerabili al rischio covid.

Ca’ Zampa

Ca’ Zampa è la clinica veterinaria mobile per gestire in maniera tempestiva consulti video anche a distanza attraverso un telefono cellulare. Vanta un network di circa 20 professionisti tra la provincia di Monza e Brianza, Udine e Mestre, e presto anche a Cremona.

Attraverso un video o tele-consulto via telefono, offre rassicurazioni e consulenze in maniera comoda, rapida e gratuita, a cui potrà poi nel caso seguire una visita di persona. “Le modalità di accesso al servizio sono pratiche e veloci – spiega una nota – e la squadra di veterinari è a disposizione 7 giorni su 7 (dalle 9.00 alle 20.00). Per prenotare il consulto si deve inviare un sms o un messaggio whatsapp a 335-6380827 (Brugherio), 349-1536829  (Mestre), 338-6731508 (Udine); oppure scrivere una mail a brugherio@cazampa; udine@cazampa.it; mestre@cazampa.it; o ancora chiamando al numero della Clinica i rispettivi numeri telefonici dei Centri di Brugherio, Mestre ed Udine”.

Vetonline24

Il team di specialisti di Vetonline24 è reperibile 24 ore su 24, e potrà formulare una possibile diagnosi iniziale e indicare l’opzione migliore da seguire. Gratuita la prima chiamata di consulto veterinario. Vetonline24 è una piattaforma di telemedicina aperta in cui si possono iscrivere tutti i medici veterinari, per offrire consulti in videoconferenza a chi lo richiede.

Call for Vets

Il servizio di consulenza veterinaria gratuita ‘Call for Vets’ consente il supporto agli animali domestici da parte di prestigiosi professionisti. L’idea è di Barkyn, startup portoghese di settore, che estende il proprio servizio di consulenza veterinaria da remoto a tutti proprietari di cani, gatti e altri animali da compagnia in Italia. Numero per contattare i veterinari di Barkyn: 331 872 7553. Il servizio è disponibile in italiano ogni giorno dalle 10:00 alle 20:00. Disponibile dal 16 al 31 marzo con possibile estensione. Per maggiori informazioni www.barkyn.it

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Covid-19 e allergie respiratorie: ecco come non confondere i sintomi

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 15:00

Proprio in questi ultimi giorni il brutto tempo è tornato a fare capolino, tra vento freddo e pioggia. Ma, calendario alla mano, la primavera è arrivata da qualche giorno ormai, e a testimoniarlo sono anche gli alberi già in fiore – che speriamo non accusino il colpo a causa dell’ondata di freddo di questi ultimi giorni – oltre ai nasi chiusi di chi soffre di allergie respiratorie. Proprio così, perché – e chi è allergico lo sa – le temperature miti che hanno caratterizzato le settimane precedenti hanno favorito la fioritura di molte piante e i pollini hanno già iniziato a circolare nell’aria.  

Ecco allora che starnutisecrezioni nasali, prurito (a naso, palato e orecchie) e congiuntivite – i sintomi tipici della rinite allergica – tornano a farla da padrone. A questi si aggiungono, spesso e volentieri, tosse e difficoltà a respirare, che possono precedere la comparsa dell’asma. Tutti sintomi che potrebbero, in questo momento di massima allerta nei confronti delle infezioni respiratorie dovute al nuovo coronavirus, essere confusi proprio con i sintomi del contagio da Covid-19.

Non confondere allergie e infezioni da Covid-19

«In vista della possibile confusione che potrebbe nascere tra sintomi di infezione Covid-19 e i sintomi delle allergie respiratorie in questo periodo che vede l’inizio della pollinazione dei principali pollini allergenici sul territorio nazionale – scrive l’Associazione allergologi immunologi territoriali e ospedalieri – mettiamo a disposizione un semplice vademecum con l’obiettivo di facilitare la corretta interpretazione delle diverse manifestazioni cliniche, rassicurare i pazienti allergici e fornire raccomandazioni utili al contenimento del contagio da nuovo Coronavirus».

Guarda l’infografica:
Allergie primaverili, ecco il calendario (e alcuni rimedi)

1) L’allergia non dà febbre

Secondo le linee guida internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità l’infezione da Coronavirus si manifesta principalmente con 3 sintomi: febbre, tosse, mancanza di respiro (dispnea): «Ma la malattia allergica respiratoria – spiegano gli esperti allergologi – non è caratterizzata da febbre».

2) Negli allergici tosse e dispnea si risolvono con la terapia apposita

Il paziente con asma bronchiale allergico e non-allergico può presentare tosse e dispnea, quasi sempre associate a sintomi nasali (prurito alle mucose nasali, naso che cola, starnuti, ostruzione nasale acquosa) e oculari (prurito agli occhi, occhi rossi, lacrimazione), «ma questi si risolvono rapidamente con la terapia antiasmatica broncodilatatrice e anti-infiammatoria», precisano gli allergologi.

3) L’allergia non aumenta il rischio di infezione da Covid-19

«Non vi è alcuna evidenza che lo stato allergico (rinite e/o asma) rappresenti un fattore di rischio per una evoluzione più severa di una eventuale concomitante infezione da nuovo Coronavirus», scrivono gli esperti.

4) Contro il diffondersi del contagio da Covid-19, non interrompere le terapie antiallergiche

La raccomandazione per tutti i pazienti allergici è quella di continuare ad assumere la terapia per la rinite e/o l’asma senza interromperla: «In questo particolare periodo – spiegano gli allergologi – tenere sotto controllo la propria allergia può contribuire a limitare il contagio sia per gli altri, riducendo starnuti e la tosse, sia per sé stessi, diminuendo il rischio che il prurito induca a toccarsi gli occhi e il naso».

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Troppa igiene? E le allergie aumentano

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Covid-19: Perché le relazioni uomo-animale devono cambiare

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 11:40

La distruzione o l’invasione degli equilibri ecosistemici, che porta al cosiddetto “salto di specie”, è la prima causa dell’attuale pandemia del virus SARS COV2, e questo ci porta a dover ripensare molte attività economiche e pratiche che hanno parecchio a che fare con il cambiamento climatico e l’uso dei suoli.

Il salto di specie, o spillover, dai pipistrelli all’uomo senza ospite intermedio, è stata la prima causa alla quale i ricercatori hanno pensato relativamente alla malattia COVID-19: infatti i primi casi infettati erano collegati all’esposizione diretta al mercato all’ingrosso di frutti di mare di Huanan a Wuhan. Tuttavia, i casi successivi non sono stati associati a questo meccanismo di esposizione ed è rimasto comunque da dimostrare se avvenuto per spillover o se solo da trasmissione da uomo a uomo.

11 miliardi di persone nel 2030

La crescita della popolazione nel 2030 si attesterà su circa 11 miliardi di persone e l’attuale modello di crescita di moltissimi paesi prevede che per sfamare tutti si debba procedere con un uso sempre più massivo delle produzioni animali e agricole, e di conseguenza di antibiotici, acqua, pesticidi e fertilizzanti; al contempo questa presenza così diffusa e quasi ubiquitaria dell’uomo faciliterà aumento e tassi di contatto tra questi e gli animali selvatici e domestici: il tutto comporterà l’emergere e la diffusione di agenti infettivi. La conclusione appartiene allo studio di Jason R. Rohr, Malattie infettive umane emergenti e collegamenti con la produzione alimentare globale, per il quale il contatto sempre più spinto e frequente tra uomo e animali selvatici è tra le cause principali di questo passaggio.

Anche lo studio di Andersen K.G. pubblicato pochi giorni fa su Nature Medicine, L’osservazione sistematica delle sequenze genetiche di SARS COV-2, fa vedere, senza ombra di dubbio, l’origine naturale e zoonotica, in particolare derivante da pipistrelli e pangolini. È dunque dimostrata anche la falsità di un’origine del virus in laboratorio o che sia stato appositamente manipolato. Ma è soprattutto dimostrato quanto sia fondamentale per tanti aspetti, che poi riportano comunque tutti alla salute, mantenere il delicato equilibrio tra ecosistemi diversi e dentro questi.

Questa pandemia può davvero rappresentare un’opportunità per molti aspetti, e la risposta non può essere solo “reattiva”, cioè limitata ai farmaci, vaccini, sussidi, o peggio, solo al buonismo dei balconi. Di certo la risposta deve riguardare anche gli investimenti nella sanità pubblica a 360 gradi, ovvero su quelle risorse che possono salvarci la vita, e su quelle persone, e quindi categorie, che oggi stanno cercando di salvare vite e sono in prima linea. Ma non solo.

Attività economiche ad alto impatto ambientale

In questi tempi pieni di incertezze che vanno sotto il nome di Antropocene e di Capitalocene, dove appunto la distruzione, il mutamento o comunque l’invasione di nuovi ecosistemi fanno purtroppo parte di molte attività economiche ad alto impatto ambientale presenti ancora e consentite, la svolta per garantire il funzionamento e il rispetto degli ecosistemi della Terra non può che avvenire anche a livello di cambiamento climatico e di cura dell’ambiente, a livello sociale, a livello economico. Il rischio, altrimenti, è che il disastro si ripresenti sotto questa forma o un’altra.

Potranno essere eventi metereologici estremi, saranno incendi di tundra e foresta, o lo scioglimento dei ghiacciai che libera permafrost, virus e batteri sconosciuti, o ancora l’innalzamento dei livelli marini su tempi più lunghi, certo, ma non così lontani o infine, appunto, una nuova pandemia.

Gli animali selvatici quindi possono essere portatori sani di virus, e se vi fosse il rispetto della natura e di questi equilibri, non ci sarebbe contatto con l’uomo e quindi non passerebbero su larga scala a infettare così tante persone. A ciò si aggiunge che, anche là dove non sia l’uomo per primo invasore degli habitat o distruttore, lo stesso cambiamento climatico costringe le specie a venire a contatto con altre specie che potrebbero essere vulnerabili alle infezioni.

Anche la caccia e il cambiamento di uso del suolo, come la trasformazione di boschi in campi coltivati per assicurare mangimi agli allevamenti intensivi o per bio-carburanti, possono essere responsabili di un contatto alterato con la fauna. Al contrario mantenendo gli ecosistemi intatti, riducendo al massimo gli allevamenti intensivi – un vero flagello per il pianeta anche per molti altri aspetti – si riducono le probabilità di contatto e trasmissione di agenti patogeni tra uomo, bestiame e fauna selvatica.

Secondo Moreno Di Marco (et al. “Opinione: lo sviluppo sostenibile deve tenere conto del rischio di pandemia-PNAS”, 25 febbraio 2020 117 (8) 3888-3892), circa il 70% delle malattie infettive emergenti e quasi tutte le pandemie recenti, hanno origine negli animali (la maggior parte nella fauna selvatica) e la loro emergenza deriva da complesse interazioni tra animali selvatici e/o domestici e umani. L’emergenza della malattia si correla con la densità della popolazione umana e la diversità della fauna selvatica, ed è guidata da cambiamenti antropogenici come la deforestazione e l’espansione dei terreni agricoli (cioè, il cambiamento nell’uso del suolo), l’intensificazione della produzione di bestiame e un aumento della caccia e del commercio della fauna selvatica.

«L’umanità sta gravando pesantemente sulla Terra. Abbiamo enormemente aumentato la nostra ‘Impronta ecologica’. Perturbando i sistemi che supportano la vita sulla Terra mettiamo in pericolo la nostra stessa salute e le possibilità di sopravvivere. E il percorso non potrà essere ancora lungo finché continueremo a lasciare ‘impronte’ come quelle che hanno fin qui caratterizzato il nostro sviluppo».
Tratto dal saggio: Malattia, uomo, ambiente. La storia e il futuro. Di Tony Mc Michel.

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Mascherine Creative

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 10:52

Stiamo assistendo allo svilupparsi impetuoso della creatività in rete come antidoto alla noia, all’isteria e anche come vitamina super per rafforzare le difese immunitarie (ridere fa benissimo!)

Ognuno si protegge come può Lo sapevano già ai tempi della Regina Vittoria

Distorsione della realtà

La burocrazia è più forte degli antibiotici Parenti serpenti Allucinazioni erotiche Come saremo finita la quarantena? vedi qui il video Ligi alle regole (e meno male che il cane è piccolo) vedi qui il video
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Come fare una spesa intelligente ai tempi del Coronavirus?

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 10:00

Come si legge sulla sua pagina ufficiale Facebook: “Stiamo vivendo un periodo difficile, l’epidemia non è ancora arrivata al suo picco e ci viene chiesto di restare in casa per un lungo periodo per evitare il contagio che sta mettendo in ginocchio la nostra sanità”

Fonte: Italia a Tavola

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Il caso del Tg Leonardo e del virus creato in laboratorio. Spagna e USA record contagi

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 09:17

Corriere della Sera: Tendenza in calo per il quarto giorno: al 7,5% | I pazienti guariti sono oltre 9 mila;

Tgcom24: Conte scrive ai cittadini delle Regioni più colpite: “Ancora presto per dire quando ne usciremo”;

Il Sole 24 Ore: Draghi: “Agire subito senza preoccuparsi dell’aumento del debito pubblico. Proteggere cittadini ed economia”;

Repubblica: Il nuovo decreto: ad aprile fino a 50 miliardi, tasse rinviate e Cig per 6 mesi;

Il Messaggero: Aiuti anti-virus, l’Europa ora è a pezzi | In Italia «l’epidemia è vicina al picco»;

Il Mattino: Coronavirus, deficit e zero tasse: così gli altri Paesi affrontano la crisi;

Il Fatto Quotidiano: Spagna, vicepremier contagiata e 3400 morti. Negli Usa 60mila casi: la metà è a New York. Positivo anche il principe Carlo d’Inghilterra;

Leggo:  Coronavirus negli Usa: «Niente respiratori per i disabili». Più di dieci stati decidono chi salvare;

Il Giornale: Il caso del video Rai del 2015: virus da un laboratorio cinese?;

Il Manifesto: «Detenuti liberati: 200» Bonafede senza scuse.

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Outsider Art: gli artisti italiani moderni

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 07:00

Guido Boni, Marcello Chiorra, Gilda Domenica, sono alcuni dei nomi del panorama outsider art contemporaneo. Scopriamo le loro opere.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Outsider Art prima parte clicca qui

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Il cane di città

People For Planet - Gio, 03/26/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi

Vengo dal cielo e scappa la gente, eppure mi amano tutte le piante. Cos’è?

La soluzione dell’indovinello di ieri

Quando è buona, tutti la scartano. Cos’è?
(Soluzione: la caramella)

Poesia: Il testamento di un albero di Trilussa

Un albero d’un bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento
“Lascio le foglie al vento,
i frutti al sole e poi,
tutti i semetti a voi,
a voi, poveri uccelli,
perché mi cantavate la canzone
nella bella stagione …
E voglio che gli stecchi
quando saranno secchi,
facciano fuoco per i poverelli. 

Cantiamo insieme Virgola!

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Foto di ptra da Pixabay

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Sindaco di Ferrara accoglie le salme di Bergamo: la dignità non ha partito

People For Planet - Mer, 03/25/2020 - 19:57

Finalmente oggi hanno riaperto le camere del Parlamento. Finalmente i partiti hanno potuto fare ciò per cui sono pagati: servire il Paese. È stata una bella occasione per portare contributi alla gestione dell’emergenza, ma il partito della Lega, rappresentato da Guido Guidesi, ha preferito polemizzare (di nuovo) su Codogno. “Siamo stati i primi ad essere abbandonati”, ha detto Guidesi. Peccato, Guidesi, per l’occasione persa. 

Per un Guido Guidesi che perde occasioni, c’è però un Sindaco, quota Lega, che coglie l’occasione per restituire dignità ai morti, e, sia pure parzialmente, virtualmente, dare “la possibilità alle famiglie delle vittime di accompagnare i propri cari nell’ultimo passaggio”. 

Alle 14 circa di sabato 21 marzo, erano arrivate sui mezzi dell’Esercito le prime bare partite dal cimitero monumentale di Bergamo. La città non riesce più a cremare un numero così alto di salme e Ferrara ha reso disponibili i propri crematori. Ad attendere le salme, c’era il Sindaco di Ferrara, Alan Fabbri. E anche oggi, 25 marzo, all’arrivo di altre salme da Bergamo, c’era lui, in funzione ufficiale. 

Il video della cerimonia è disponibile a questa pagina Facebook.

“Gentile Sindaco, Gentile Alan,
Ti ringrazio per la vicinanza che hai dimostrato nei confronti dei miei concittadini e dei loro cari che hai accolto nel cimitero della tua Città con affetto e grande rispetto. Non ti nascondo che questo gesto mi ha commosso. Ti prego di estendere i ringraziamenti, miei e dei miei concittadini, a tutta la Città di Ferrara: gesti come il tuo sono molto significativi soprattutto in questo tragico momento” 

Queste le commosse parole che il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, quota Pd, ha rivolto al Sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, quota Lega.

Fortunatamente, fuori dal Parlamento, le occasioni di umana praticità non vengono sprecate. Siamo tutti dalla stessa parte della barricata.

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Usa: molte persone e imprese non applicano le misure anti-coronavirus

People For Planet - Mer, 03/25/2020 - 19:50
Trump: “se fosse per i medici il mondo sarebbe chiuso”

In queste settimane è stato registrato un atteggiamento ondivago dell’amministrazione Trump nei confronti della questione coronavirus.

Nonostante negli ultimi giorni si siano registrati negli Usa più di 100 morti al giorno Trump continua a seminare ottimismo.

“Se fosse per i medici il mondo intero sarebbe chiuso”, ha detto in una delle sue ultime dichiarazioni con tono sarcastico.

Trump vuole “riaprire l’America” in 15 giorni, decidendo di cancellare le regole sul distanziamento sociale e consentire la riapertura delle imprese non “business essenziale”. L’obiettivo è evitare che “la cura sia peggio della malattia”, dice riferendosi ai danni all’economia per le restrizioni da coronavirus.

Spiagge e casinò affollati

E così, racconta il New York Times, molti non rispettano le regole di “distanziamento sociale”

Turisti e residenti della Florida ammassati a Clearwater Beach in Florida, il 18 marzo.
Foto Eve Edelheit per il New York Times

Dalle spiagge della Florida alle montagne della California, dai casinò ai parchi nazionali, la scorsa settimana legioni di persone hanno dissatteso le crescenti raccomandazioni di isolarsi e di smettere di radunarsi mentre il coronavirus si diffondeva attraverso il paese.

Chi sono queste persone

Tra loro c’erano persone desiderose di infrangere l’autorità assieme a quelli che non credono nelle raccomandazioni alla cautela, scrive il NYT, visto che quelli che dovrebbero dare il buon esempio si fanno fotografare ammucchiati sul podio della sala riunioni della Casa Bianca.

“Se avrò il corona, avrò il corona, pazienza!”, ha detto un ragazzo in Florida in un’intervista televisiva ampiamente condivisa. “Non lascerò che mi impedisca di fare festa.”

Sotto la pressione, sia sociale che governativa, i numeri delle persone che si rifiutano di prendere precauzioni si riduce di giorno in giorno, ma restano tanti. Il loro impatto sulla diffusione del virus potrebbe non essere mai noto.

I più sprezzanti sono per lo più giovani, liberati dagli impegni della scuola e degli uffici che hanno chiuso, forse nuovi al concetto di responsabilità sociale. Ma molti sono anche vecchi che confidano che il numero sempre minore di posti ancora aperti al pubblico possa essere sanificato abbastanza da tenere lontana la malattia.

Uno strip club è un “business essenziale”? E la vendita di videogiochi?

Non per tutti radunarsi è stata una scelta. Per molti è stato un obbligo richiesto da un datore di lavoro più preoccupato dalle mancate entrate che dalla diffusione dei virus. Le indicazioni delle autorità di lasciare aperte solo le attività di “business essenziale” è stata lasciata all’interpretazione dei datori di lavoro.

Nel Rhode Island, tra le aziende citate per aver ignorato gli avvisi di distanza sociale c’è stato Wonderland, uno strip club che i clienti hanno continuato a frequentare lo scorso fine settimana. 

GameStop, la catena di videogiochi, ha provocato le proteste dei suoi dipendenti perché ha ordinato alle sue migliaia di negozi di rimanere aperti in contrasto con le richieste di chiusura da parte delle autorità locali, perché, secondo una nota della direzione, riteneva di essere “classificato come vendita al dettaglio essenziale.”

Anche Tesla…

In California, Tesla, la casa automobilistica di auto elettriche di lusso, ha sfidato temporaneamente gli ordini della Bay Area di chiudere tutte le attività non indispensabili, mantenendo i suoi 10.000 operai in fabbrica. Ora ha chiuso.

Se avete sintomi, non ditelo ai colleghi, gli abbasserebbe il morale

E nel Midwest, Uline, un importante distributore di materiali da imballaggio e forniture industriali, ha mantenuto la sua forza lavoro durante tutta la settimana, nonostante le lamentele dei dipendenti, compresi quelli affollati nei suoi call center, che lavorano fianco a fianco nei cubicoli.

Uline è di proprietà dalla famiglia Uihlein, titolari della compagnia da 5,8 miliardi di dollari e grandi donatori alle cause repubblicane

Lo stesso giorno, un manager di un call center Uline ha inviato una nota ai dipendenti.

“Se tu o i tuoi familiari avete sintomi come il raffreddore o l’influenza senza che si sappia sicuramente che è Covid-19”, si legge, “per favore, non dite ai vostri colleghi dei sintomi e dei vostri timori. In questo modo potreste causare un panico inutile in ufficio.”

Nella foto, turisti e residenti della Florida ammassati a Clearwater Beach in Florida, il 18 marzo. Foto Eve Edelheit per il New York Times

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Tessuti naturali e artificiali? Ecco i migliori

People For Planet - Mer, 03/25/2020 - 18:15

Tra le fibre naturali più famose c’è il cotone – prodotto soprattutto in Cina, Stati Uniti, Pakistan, India, Uzbekistan, Turchia e Brasile, ma anche in Mali, Benin, Burkina Faso, Ciad. Segue la juta, prodotta soprattutto in India e Bangladesh, e altre ottime fibre come il sisal, la canapa, la fibra di cocco, il lino, la seta, il ramiè o filato di ortica (una via di mezzo tra il cotone e il lino, molto lucente), e ancora: ginestra, ibisco, manila, paglia, bamboo, sughero. Tra quelle di origine animale abbiamo: la lana merinos (di cui abbiamo ampiamente parlato qui), la shetland, la bluefaced Leicester, l’angora, il cachemire, il cammello, il mohair, l’alpaca, la lana lama, la vigogna, la lana di bisonte, il quivut, il crine, il bisso.

Un mondo migliore

Tra gli innumerevoli vantaggi delle fibre naturali c’è l’eco-compatibilità: sono materiali biodegradabili, quindi non contribuiscono a quell’immane danno ambientale e sanitario che sono le microplastiche. Microplastiche che dagli scarichi della lavatrice finiscono al mare e tornano ai nostri piatti, ma che anche frequentemente respiriamo se scegliamo per noi e per l’arredamento di casa tessuti sintetici. Oltre alla salute e all’ambiente, le fibre naturali poi sono estremamente morbide e piacevoli, traspiranti e, soprattutto nel caso di abbigliamento sportivo, molto più igieniche e libere da cattivi odori.

Sia chiaro che scegliere naturale non significa avere un impatto zero: anche in questo ambito è importante non sprecare, non esagerare, perché la produzione di questi materiali implica un sensibile consumo di terreni, acqua e sostanze chimiche (a meno che non si scelga, anche qui, il biologico).

La Canapa

Merita un discorso a parte, la canapa. È meno diffusa di quanto dovrebbe per via del proibizionismo che ancora oggi la collega al fumo di cannabis. Eppure, è una delle poche fibre naturali che non richiede solventi chimici per essere sbiancata, la si ottiene dai fusti delle piante di Cannabis sativa. Molto resistente, si usa anche per produrre corde. Coltivabile più volte sullo stesso terreno, questa pianta arriva anche a 7 metri di altezza dopo solo tre mesi dalla semina. La sua produzione è particolarmente sostenibile.

Il Bamboo

Il bamboo è una fibra altamente traspirante, morbida e liscia. Sempre più spesso utilizzata nel settore moda, seppure sia necessario stare attenti alle certificazioni tessili di cui parleremo più avanti e ai paesi di provenienza: sfrutta molte risorse idriche durante la produzione. Una caratteristica unica di questa fibra è la sua qualità antibatterica. Per questa qualità il suo uso si sta diffondendo anche per le spugne e gli stracci da cucina: nessuna microplastica, ottime performance e zero cattivi odori (si trova facilmente online). 

Fibre sintetiche

Tutte derivati dalla lavorazione del petrolio, le fibre sintetiche (da non confondere con le artificiali) non esistono in natura, e sono ad esempio: nylon, poliestere, elastan, poliuretano, e meno noti newlife (ricavato dalle bottiglie di plastica riciclate ) ed econyl (composta da reti da pesca recuperate negli oceani). Sono quasi sempre molto dannosi per l’ambiente, sia per l’utilizzo del petrolio come materia prima, ma anche per i trattamenti chimico tossici che vengono effettuati dalle aziende tessili nella lavorazione del prodotto. L’abbigliamento in tessuti sintetici ha superato l’abbigliamento naturale e questo è un grande problema perché le fibre disperse in natura non sono biodegradabili e continuano a crescere.

Anche per questo, si calcola che ognuno di noi ogni giorno mangi microplastiche pari al peso di una tessera bancomat (leggi qui come ridurre l’emissione di microplastiche dai tuoi lavaggi).

I tessuti sintetici hanno preso il sopravvento per via di costi di produzione e vendita molto bassi, dovuti anche al fatto che è più facile realizzare molte varianti dello stesso prodotto. In più, essendo sintetici, non sono amati neppure da tarme e muffe. Il loro svantaggio peggiore è che sono poco traspiranti, facilitano la proliferazione di batteri e necessitano di lavaggi frequenti (e dunque producono molte microplastiche). Sono altamente infiammabili e sempre più spesso causano allergie e problemi alla pelle, oltre al fatto che accumulano cariche elettrostatiche molto fastidiose.

Fibre artificiali

Sono prodotte da materie prime naturali, ma sono lavorate con processi chimici più o meno impattanti per modificarne le caratteristiche. Sono fibre artificiali: il rayon o viscosa, il cupro, il modal, le fibre polinosiche, il nitrato, l’acetato, il triacetato, il ricino, il modal, il lyocell

I vantaggi sono che non disperdono microplastiche e garantiscono la stessa resistenza e traspirabilità dei tessuti naturali, mantenendo allo stesso tempo costi di produzione e vendita più bassi. In più spesso utilizzano materiali di scarto altrimenti destinati agli inceneritori, in una perfetta ottica di economia circolare.

La viscosa

Gli svantaggi dei tessuti artificiali sono un unico grande svantaggio: quando non certificati, utilizzano processi chimici anche molto dannosi per l’ambiente. Per fare la viscosa, ad esempio, forse il più diffuso dei tessuti artificiali, si tratta la cellulosa di base con una soluzione di soda caustica. Poi si aggiunge solfuro di carbonio e si discioglie ulteriormente con altra soda caustica. Tutto questo viene disperso in fiumi e torrenti, specie se il prodotto è venduto da una grande catena di abbigliamento che produce in Paesi in via di sviluppo. In questi casi, succede anche che le sostanze chimiche utilizzate vengono assorbite dalla nostra pelle, o da quella ancora più delicata dei bambini. Se in etichetta trovate l’importante riferimento alle certificazioni tessili, primo tra tutti il famoso Oeko-Tex, possiamo considerare molto buona la nostra scelta.

Ricino, Modal, Lyocell

Tra i migliori tessuti artificiali, ricordiamo: il ricino. Estremamente traspirante e leggero. Spesso miscelato alla fibra di bamboo è un naturale termoregolatore che previene i cattivi odori e la proliferazione di batteri. Il Modal è una fibra artificiale estratta dalla cellulosa degli alberi di faggio, naturalmente morbida sulla pelle ed estremamente ecologica grazie ai suoi processi di lavorazione meccanici. Leggera, fresca e traspirante. Il Lyocell è una fibra artificiale estratta dalla cellulosa degli alberi di eucalipto, ed è molto ecologica. Simile alla seta, è super traspirante e resistente.

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Gli strani numeri del coronavirus nelle Regioni

People For Planet - Mer, 03/25/2020 - 17:00
Le strane statistiche della Protezione Civile

Scorrendo le statistiche fornite dalla Protezione Civile, uno degli aspetti più singolari è dato dal rapporto tra casi accertati e morti da coronavirus Regione per Regione. In base ai dati ufficiali forniti al 24 marzo, le percentuali sono molto dissimili da una Regione all’altra.

Percentuale di morti rispetto al numero di casi accertati

(Regioni con più di 1.000 casi accertati al 24 marzo)

  • Puglia, Veneto 4%
  • Campania, Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige 5%
  • Marche 7%
  • Emilia Romagna, Liguria 11%
  • Lombardia 14%

Si passa quindi dal 4% di Puglia e Veneto (percentuale sostanzialmente vicina a quella indicata dalle statistiche a livello mondiale) a un clamoroso 14% della Lombardia

Le possibili spiegazioni

Visto che le autorità preposte non forniscono informazioni rispetto a questa anomalia (com’è possibile che da una Regione all’altra si passi dal 4% al 14% di morti rispetto ai casi accertati?) proviamo a fare delle ipotesi:

1) Il coronavirus ha in particolare antipatia i residenti in Lombardia, in Emilia Romagna, in Liguria
oppure
2) Il coronavirus per ragioni sue ha problemi personali ad uscire da alcune Regioni e quindi arrabbiato si accanisce particolarmente sulla popolazione che vive lì
oppure
3) I casi accertati di affetti da coronavirus in alcune Regioni sono assolutamente sottostimati. Così per esempio mentre nel Veneto, dove si stanno facendo tamponi a tappeto, si accertano tanti casi, in altre regioni come la Lombardia – dove i casi sospetti spesso neanche sono sottoposti a test – la quantità reale di contagiati è molto superiore a quella ufficiale. Se fosse così, la percentuale di morti in Lombardia potrebbe non essere dissimile da quella del Veneto perché gli affetti da coronavirus sarebbero molti di più di quanto ci viene detto

In Lombardia tamponi neanche ai medici

È di qualche giorno fa, del resto, l’intervista rilasciata a Radio Popolare di Milano dal direttore di una ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) della Lombardia in cui diceva che i tamponi ai medici degli ospedali si fanno solo in presenza di sintomi evidenti, e ciò per non sguarnire i reparti dai medici asintomatici, i quali comunque – proseguiva il direttore – proteggono chi entra in contatto con loro attraverso l’uso di mascherine e guanti.

Se si fanno pochi tamponi ai medici è verosimile che se ne facciano pochi anche al resto della popolazione

A che servono i numeri?

I numeri servono a conoscere la realtà per programmare le strategie più adatte. Se sono numeri corretti, ovvio. Altrimenti sono controproducenti. Provocano solo confusione e disorientamento.

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