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Cultura | Natura | Gusto
Aggiornato: 49 min 52 sec fa

Anche la Val d’Agri presente all’EXPO 2024 del Made in Basilicata

7 ore 47 min fa

Si è da poco conclusa, nella suggestiva cornice di Matera, la terza edizione di “Fucina Madre”, un progetto di valorizzazione e promozione turistica dell’APT Basilicata, che individua e mette insieme due attori principali: i luoghi dell’artigianato e del design come destinazione turistico-culturale e gli artigiani come veri e propri animatori, guide, “influencer” e promotori di un nuovo modello di turismo sostenibile. I visitatori, oltre a toccare con mano le creazioni artigianali, hanno avuto così la possibilità di incontrare da vicino gli artigiani e i designer e catapultarsi interamente nel loro mondo, grazie ai diversi eventi, alle visite guidate e ai laboratori organizzati in occasione della cinque giorni. Tra i numerosi partecipanti, provenienti da tutta la regione, troviamo Rocco Albano, unico rappresentante del territorio della Val d’Agri, che ci porta a conoscere la sua arte.

Partiamo dalle presentazioni

«Sono Rocco Albano, artigiano del settore pelletteria con la mia attività “Aris La Pelle” a  Villa d’Agri. Tutto ciò che facciamo è realizzato a mano, passo per passo, cucitura dopo cucitura, e su ognuna di esse c’è un po’ di Basilicata, che portiamo in giro sia a livello nazionale che internazionale! Siamo molto orgogliosi di far conoscere altrove la nostra terra e l’eccellenza dell’artigianalità italiana, il vero Made in Italy, che è ciò che contraddistingue ancora il nostro Paese!»

Questa presenza del territorio, come si ritrova poi nel prodotto finale, quindi in che modo il territorio influenza l’artigianalità?

«Innanzitutto, vorrei dire che chiaramente il mio non è un lavoro con vocazione artigianale lucana, in quanto la maestranza della lavorazione delle pelli non rientra nella tradizione storica del luogo, ma nasce innanzitutto dalla mia passione per la moda. Il territorio ci lega e si ritrova nel prodotto perché ci aiuta nella costante ricerca di nuove tendenze, con idee che nascono dall’osservazione e comprensione del nostro territorio e delle persone che ci circondano.»

C’è un esempio in particolare?

Il primo che mi viene in mente è un accessorio, lo zaino goccia! Creato ispirandoci a Matera, visto che il simbolo che la rappresenta è appunto la goccia. Abbiamo così realizzato questo particolare zaino antirapina a forma di goccia, ispirato dal territorio, molto identitario. Anche a livello di capispalla abbiamo qualche influenza diretta tra il territorio e la creazione, in questo caso derivata dalle nostre figure religiose, spaziando quindi dal sacro al profano!

Vista la cura, l’ispirazione e il tempo necessario alla realizzazione di queste creazioni, che ruolo e soprattutto che valore ha l’artigianalità al giorno d’oggi?

«In un momento storico particolare come quello che stiamo vivendo, di crisi economica ma anche sociale e d’identità, invitiamo sempre più le persone ad esprimersi per ciò che si è, essere unici e non omologarsi alla massa o ai canoni che questa società ci impone. Siamo un po’ sommersi da questo fast fashion, che attira per il prezzo ma che non garantisce qualità né unicità, senza parlare poi delle condizioni di lavoro presenti in questo tipo di industrie. Noi artigiani cerchiamo sempre più di invitare le nuove leve, il nuovo ricambio generazionale, crearsi un capo unico e lavorare su numeri limitati! Una giacca di pelle è oggi un oggetto di design, da tramandare perché è durevole negli anni, ma al momento la gente, nella maggior parte dei casi, vede solo il prezzo; siamo sempre e solo noi a dare il valore alle cose purtroppo. Oggi siamo un po’ succubi della società consumistica, che vuole acquisti di capi da usare poco e buttare subito, mentre la teoria che ci ha sempre premiati fino ad ora è quella di puntare ad acquistare prodotti buoni e duraturi nel tempo

Parlando di qualità e durata nel tempo, cosa possiamo dire sull’impatto ambientale e sulla sostenibilità delle sue creazioni?

«Sostenibilità oggi è un termine che si utilizza molto spesso ma a cui forse si dà poco valore. La pelle nasce originariamente come scarto alimentare, l’essere umano già secoli e secoli fa, anziché farla diventare rifiuto, ha iniziato questa trasformazione per poi utilizzarla col tempo nel settore moda. Quando si lavorano pelli ovine, caprine e bovine, le si concia con le tecniche regolamentari e si ottengono poi prodotti di pregiata fattura come accessori, calzature, borse e giacche, non si va ad impattare troppo sull’ambiente, come fanno invece i derivati del petrolio (per realizzare ecopelle, pelle vegana e simili) e, secondo me, è questa la vera sostenibilità. È sempre stato un prodotto naturale! Se davvero si parla di sostenibilità, bisogna fare meno confusione ed essere più chiari nel mandare messaggi. Invito tutti a dare più valore alle fibre naturali, non solo la pelle ma tutte le fibre utilizzate nell’abbigliamento, sia animali che vegetali, e non alle fibre sintetiche create dall’industria chimica.»

Sempre parlando di sostenibilità, la manifestazione si chiede anche se è possibile creare questo nuovo modello di turismo sostenibile attraverso l’artigianato, quindi creare dei punti di interesse che possano generare turismo. Che cosa ne pensa?

Sicuramente ogni artigiano che ha un’attività parte dalla propria identità territoriale. La prima cosa è dare valore alle radici da cui il lavoro viene concepito. Giocare sul nostro prodotto per veicolare un nuovo tipo di turismo ed esaltare il nostro territorio è, secondo me, un connubio perfetto, perché noi realizziamo e vendiamo un prodotto lucano e teniamo particolarmente al racconto di questa bellissima terra. Secondo me il progetto di Fucina Madre di associare la promozione del territorio con il saper fare di noi artigiani è molto interessante e funzionale, anzi, dovrebbero essere presenti più format di manifestazioni del genere perché legano la sapienza artigianale lucana e il territorio, in questo caso puntando su un luogo simbolo come Matera, che tutti hanno imparato a conoscere ed apprezzare e che al momento più ci rappresenta. Però ci tengo a dire che ogni angolo della Basilicata è bello e merita di essere scoperto, come la nostra Val d’Agri e ognuno dei 131 comuni nella nostra regione.

 Quali contenuti concreti avete portato e presentato al pubblico in questi giorni di manifestazione?

«Il nostro impegno quotidiano è quello di puntare sul futuro, sulla ricerca, sull‘innovazione per realizzare progetti prestigiosi e soprattutto per portare la qualità della moda italiana e dell’artigianalità lucana in tutto il mondo. Cerchiamo di divulgare tutto ciò con i nostri workshop, nel racconto di ogni dettaglio di mestieri e tradizioni, in un percorso che parte dalle mani di noi artigiani per arrivare fino alle mani dei clienti finali. Questo è il concetto che diffondiamo nei diversi laboratori, seminari e workshop durante la manifestazione.»

In conclusione, cosa rappresenta per lei e per il suo brand la partecipazione a questa edizione di Fucina Madre e che riscontro può avere nel futuro immediato e/o a lungo termine?

«Siccome siamo giunti alla terza edizione, posso dire che già le prime due hanno avuto un buon esito. Abbiamo avvicinato molte persone al concetto del prodotto artigianale, questo souvenir che lega la storia del passato a quella di oggi. Ritengo sia un ottimo modo per divulgare il nostro quotidiano e far conoscere i nostri prodotti con l’aiuto dell’APT, colonna portante che lega indissolubilmente la promozione del territorio ai prodotti che realizziamo. Cerchiamo così di continuare in questo progetto nato sei anni fa con gli stessi artieri. Siamo 40 artieri, artigiani della Lucania, designer e maker. Sicuramente si può crescere ancora di più, attuando piattaforme online per creare così una presenza costante tutto l’anno. C’è già un progetto in elaborazione, abbiamo parlato con la dottoressa Palmarosa Fuccella, e con il Direttore Generale Antonio Nicoletti, per poter far continuare questo format rappresentativo dell’artigianalità, concetto che oggi abbiamo difficoltà a far percepire alla vasta platea perché siamo circondati dal commerciale, con ben poco di artigianale. Per tutti questi motivi il bilancio della manifestazione è certamente positivo sotto tutti gli aspetti!»

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Le 5 migliori ricette di Cuore Basilicata per la primavera

Ven, 03/22/2024 - 17:09

La primavera è già nell’aria! Per portarla anche a tavola, ecco la selezione delle 5 migliori ricette del periodo, selezionate e spiegate da Federico Poletta.

 

  •  Scarcedda

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: MEDIO          Tipologia: RICETTA PASQUALE, RUSTICO

Link: vai alla ricetta

 

  • Fave e cicoria selvatica

Livello di difficoltà: BASSO        Costo: BASSO          Tipologia:  SECONDI PIATTI, CONTORNI

Link: vai alla ricetta

 

  • Ciaudedda

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: BASSO          Tipologia: SECONDI PIATTI, CONTORNI

Link: vai alla ricetta

 

  • Pzzat’la” calvellese

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: MEDIO          Tipologia: RICETTA PASQUALE, RUSTICO

Link: vai alla ricetta

 

  • Zeppole di San Giuseppe

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: MEDIO          Tipologia:  DOLCI TRADIZIONALI

Link: vai alla ricetta

 

L’autore delle ricette

Le ricette sono state selezionate da Federico Poletta, giovane imprenditore che ha deciso di investire sul proprio territorio, la Val d’Agri. È il titolare di “Mea Terra”, un’azienda agricola e fattoria didattica situata a Grumento Nova, a poca distanza dall’importante sito archeologico di Grumentum e dal meraviglioso scenario naturalistico del Lago del Pertusillo. L’idea nasce da Federico con li prezioso supporto della sua famiglia. Mea Terra è una azienda agricola/fattoria didattica che si estende su circa 15 ettari, di cui dedicati a centro aziendale e il restante  ricoperto da boschi e coltivato in parte ad orticole. Il centro aziendale comprende  un’aula multifunzionale (per attività laboratoriali, compleanni ed eventi), una “casa museo” dedicata al mondo contadino lucano, un’ampia area pic-nic circondata da alberi monumentali e antichi tratturi, ricoveri con diverse specie animali (cavalli, asini, galline, oche, pavoni, uccelli esotici, lama…), un vigneto, un’area giochi per bambini.

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A Viggiano la Rassegna Nazionale di musiche e canti folklorici e etnici

Mer, 03/20/2024 - 15:11

Si è tenuta a Viggiano, organizzata dal Gruppo Folk “Lu Chicchirichì” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con la Federazione Italiana Tradizioni Popolari, la manifestazione “Madri e Padri del Folklore” e “Rassegna di musiche e canti folklorici ed etnici“, una due giorni che si inserisce all’interno di un contesto di valorizzazione e riscoperta della tradizione musicale etnica e popolare. Il folklore, spesso guardato con distacco e come anacronistico e lontano dalla realtà, torna invece ad assumere il suo significato più autentico, ovvero quello di raccontare la storia e l’identità di un popolo. Lo fa nella cornice di Viggiano,  paese che può vantare un’importantissima tradizione musicale. Il sindaco Cicala ha espresso soddisfazione e orgoglio, credendo fermamente che solo attraverso la conoscenza e la riscoperta delle tradizioni popolari sarà possibile porre solide basi per il futuro della comunità. A raccontarci questa bellissima esperienza vissuta è Rocco Nigro, del Gruppo Folk “Lu Chicchirichì”.

 

Come filo conduttore dei diversi eventi della manifestazione abbiamo il folklore: quale ruolo possiamo attribuirgli oggigiorno, in particolare nella realtà di Viggiano ?

«Se in passato il ruolo del gruppo folk è stato soprattutto conservare e preservare la “storia del popolo”, se non addirittura recuperarla, oggi il mondo del folklore si pone l’obiettivo di valorizzare e quasi riabilitare quella che a tutti gli effetti è cultura: la cultura popolare. Per farlo, la F.I.T.P. (Federazione Italiana Tradizioni Popolari) ricorre al supporto della consulta scientifica, organo composto da antropologi, etnomusicologi e altri esperti delle tematiche in questione, pronti a supportare e consigliare i gruppi affiliati. Inoltre, in occorrenza delle manifestazioni di carattere nazionale, la federazione organizza seminari tematici. Senza contare il valore sociale di un’associazione come quella del gruppo folk di Viggiano,  che mette insieme persone di ogni estrazione ed età, dai 3 anni agli 80 e oltre, in cui ognuno può giovare della presenza, delle esperienze o delle abilità dell’altro.»

 

Qual è l’origine di queste due giornate e a chi dobbiamo la loro organizzazione?

«La “Rassegna di musiche e canti folklorici ed etnici” è una delle tre manifestazioni di carattere nazionale che la F.I.T.P. organizza annualmente (insieme a “Il fanciullo e il folklore” e “Italia e Regioni”), di volta in volta in luoghi diversi in giro per l’Italia. Mai nessuna di queste importanti manifestazioni si è tenuta in Basilicata. È stato quindi un grande onore poter ospitare questa due giorni, dopo aver fatto un’ottima impressione alla giunta nazionale (tenutasi nel nostro paese in occasione del 50esimo anniversario dalla nascita del gruppo folk viggianese Lu Chicchirichì, nel 2023). In tal senso, fondamentale è stato il supporto dell’amministrazione comunale, che ha creduto nell’iniziativa formalizzando la volontà di ospitare l’evento, e l’impegno del presidente del gruppo folk Giuliano Ierardi, assessore nazionale per la F.I.T.P.»

 

Chi sono stati i partecipanti?

«Alla manifestazione potevano partecipare gruppi iscritti alla Federazione provenienti da tutta Italia. Sono arrivati a Viggiano gruppi dalla Lombardia, dal Molise, dal Lazio, dalla Calabria, dalla Sicilia e ovviamente dalla Basilicata (Lavello e Calvello). Da qualche anno a questa parte, alla categoria “musiche e canti folklorici” si è aggiunta la categoria “musiche e canti etnici”».

 

 Abbiamo visto che la due giorni si è svolta seguendo un ricco e fitto programma, che non prevedeva solamente la rassegna musicale: vogliamo entrare nel dettaglio?

«Da diversi anni ormai, alla “Rassegna di musiche e canti folklorici e etnici” si è affiancata la serata di gala “Madri e Padri del Folklore”. Un riconoscimento assegnato a personalità benemerite della FITP, solitamente persone che hanno speso molto tempo nella riscoperta, salvaguardia, studio e valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari. È stato stupendo vedere il teatro gremito e penso lo sia stato per tutti i 9 premiati, ma soprattutto per Giuseppe Stella, per tutti Peppe, membro storico de “Lu Chicchirichì”, musicista e co-autore di molte canzoni, che ha ricevuto questo prezioso riconoscimento proprio nel teatro del suo paese, alla presenza della sua famiglia e dei suoi amici. »

 

La prima giornata si è svolta l’8 marzo, giornata particolarmente significativa e non casuale. Quali eventi del programma sono stati pensati  in relazione alla figura femminile?

«Dal momento che la serata si è svolta in concomitanza della Giornata Internazionale della Donna, si è scelto di accompagnare la cerimonia con eventi di arte, cultura e spettacolo rappresentativi di Viggiano e del territorio lucano, ma eseguiti e dedicati alla figura femminile. Per l’occasione, infatti, i presenti hanno potuto godere del duo femminile di arpa del gruppo folk Lu Chicchirichì e del coro femminile che ha eseguito due brani nazionali di pura emancipazione: “La lega (sebben che siamo donne)” e “Bella Ciao delle Mondine”. Ma non ci si è fermati a questo: è stato, inoltre, indetto un concorso poi presentato come mostra fotografica dal titolo “Donne. Tradizioni e antichi saperi”, che contava 19 foto in gara, più altre 15 fuori gara.»

 

 

Quali sono stati altri momenti particolarmente significativi in questa due giorni?

«Non c’è manifestazione senza seminario-dibattito, e sarebbe stato impossibile a Viggiano, città di Maria, non affrontare il tema del sacro. Sabato mattina, infatti, presso il teatro comunale F. Miggiano, si è tenuto l’incontro dal tema “Canti di devozione. Percorsi tra etnomusicologia e religiosità popolare”. Dopo i saluti del presidente Ierardi, è stata proprio la più alta carica nazionale – il presidente Gerardo Bonifati – a moderare gli interventi della Prof.ssa Fulvia Caruso (presidente della consulta scientifica e docente di Etnomusicologia presso l’Università di Pavia), del Prof. Enzo Vinicio Alliegro (docente di Discipline Demo-etnoantropologiche del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli) e del Prof. Nicola Di Lecce (studioso di Demo-etnoantropologia ed etnomusicologo). Ospiti tra il pubblico anche diversi ragazzi delle scuole: una classe dell’Istituto Comprensivo, una del Liceo Classico e una del Liceo Psicopedagogico, che prontamente hanno risposto all’invito del presidente Ierardi. Al termine del seminario, per i componenti dei gruppi arrivati da tutta Italia è stato possibile visitare il centro storico di Viggiano, accompagnati dalle operatrici del progetto Viggiano Turismo

Come si è conclusa la rassegna?

«Il premio per la miglior canzone folkloristica è stato assegnato dalla giuria al gruppo siciliano “I figli dell’Etna”. La serata ha continuato a regalarci grandi soddisfazioni quando a Egidio Tucci, ciaramella e zampogna degli Amarimai, è stato conferito il premio Santino Merrino” come miglior musicista, per la categoria musica etnica; il gruppo “Kantara” di Marsico Nuovo, si è aggiudicato il premio assoluto come miglior canzone etnica

 

Qual è stata la partecipazione riscontrata nelle manifestazioni?

«Visto il numero di partecipanti e di spettatori, la serata si è svolta presso il Palavejanum Pietro Mennea. Siamo molto soddisfatti della partecipazione che c’è stata, abbiamo avuto il piacere di ospitare la giunta della FITP quasi al completo, a dimostrazione della fiducia e della stima di tutto il movimento nei confronti del gruppo folk viggianese, sempre presente alle manifestazioni nazionali, e dell’ottimo lavoro svolto dal presidente Ierardi. Per quanto riguarda il pubblico, non avevamo molti dubbi: Viggiano e la Val d’Agri riservano sempre grande affetto alle manifestazioni folkloristiche, prova ne sono le piazze sempre piene per i vari festival estivi. Sorprendente è stata la partecipazione dei gruppi musicali, ben 9 gruppi folkloristici e 6 gruppi etnici, per un totale di 15 brani: numeri mai raggiunti nelle precedenti edizioni!»

 

Alla luce di tutto ciò che è stato detto, due bellissime giornate all’insegna della musica e della cultura che sicuramente hanno lasciato un segno. Quale insegnamento va tratto da questo evento, come messaggio da trasmettere?

«Siamo estremamente felici di aver dato la possibilità ad artisti della val d’Agri e della Basilicata di confrontarsi con realtà provenienti da tutta Italia e di essere valutati da una giuria composta da elementi preparati e qualificati: ciò dà ancora più valore ai riconoscimenti ottenuti. Alla fine di entrambe le serate non sono mancati momenti di convivialità tra tutti i partecipanti al suono di organetti, fisarmoniche e tamburelli, tutti in un’unica orchestra: si è finiti per passare da una canzone all’altra, da un capo all’altro dell’Italia. Momenti di vero confronto e scambio, dove in pochi istanti la diversità diventa ricchezza e integrazione. Quei momenti che più ci piace vivere e ricordare, aspettando nuove occasioni per incontrarci e crearne altri».

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Il Parco Appennino Lucano patrocina Cuore Basilicata.

Lun, 03/18/2024 - 12:24

Il Parco Appennino Lucano Val dìAgri –  Lagronegrese ha deciso di dare il suo patrocinio a Cuore Basilicata.

E’ un nuovo riconoscimento che segue i patrocini già ricevuti dai Comuni di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Spinoso, Tramutola.

Un riconoscimento che ci onora perché  attesta il lavoro che stiamo svolgendo, assieme agli Enti, alle Scuole, alle Associazioni per promuovere l’arte, la cultura, la storia, la natura, le produzioni del territorio.

Alcuni dati del progetto:

  • oltre 600.000 pagine dei siti e dei social di Cuore Basilicata viste dal 2020 ad oggi
  • Oltre 3.000 articoli, video, post, notizie pubblicati
  • quasi 10.000 follower tra Facebook e Instagram
  • premio “Green To Movie Award” nell’ambito del Festival del Cinema di Venezia al film Due Ma Non Due; premio al “Roma Short Film Festival” e al “Tuscany Film Festival” alla prima stagione della web serie Cuori Lucani, regia di Iacopo Patierno
  • 3 itinerari di visita rispettivamente per giovani. famiglie, amanti dell’arte e della cultura realizzati e presentati a oltre 100 Tour Operator e Agenzie di Viaggio italiani e stranieri

Per Cuore Basilicata il patrocinio ricevuto dal Parco Appennino Lucano è un ulteriore stimolo a guardare ad una prospettiva che abbracci la valorizzazione dell’Alta Val D’Agri nel contesto più ampio del Parco dell’Appennino Lucano, un territorio spesso mediaticamente sottoesposto rispetto a quanto è in grado di offrire.

Dell’importanza della comunicazione per il Parco abbiamo parlato con Rosita Gerardi, Presidente del Parco Appennino Lucano, in una sua pausa tra  incontri con gli studenti, riunioni per risolvere l’emergenza cinghiali, la partecipazione in rappresentanza del Parco a Fiere del Turismo…

“Il Parco è e va vissuto non come un vincolo ma come una opportunità di sviluppo ecosostenibile per tutto il territorio, con possibili importanti ricadute anche economiche – ci ha detto Rosita Gerardi –  Stiamo lavorando a far conoscere questa immagine del Parco che lo riposiziona nella percezione collettiva, anche per questo abbiamo scelto lo slogan “Il Parco c’è”, per segnalare l’attiva presenza e la vicinanza del Parco a tutte le comunità locali. E per far conoscere le tante iniziative in corso e i programmi del Parco stiamo organizzando una serie di incontri di confronto con i  territori, con i giovani e con le diverse categorie produttive. E’ mia ferma convinzione che il Parco possa svolgere bene la sua funzione solo a condizione che ottenga la partecipazione attiva e il contributo di idee di tutti i soggetti interessati ed è per questo nostro dovere e interesse coinvolgerli.

Nel frattempo stiamo realizzando materiali di comunicazione e gadget da diffondere per far conoscere la realtà del Parco.

Ben vengano quindi le iniziative come Cuore Basilicata che danno voce ai territori e li fanno conoscere anche al di fuori dei loro confini. E’ questa la ragione per cui abbiamo ritenuto il Progetto meritevole del patrocinio”.

Il progetto Cuore Basilicata (cuorebasilicata.it) è realizzato da Jacopo Fo srl (Gruppo Atlantide) con il sostegno di Eni e il patrocinio di Comuni dell’area.

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Stay tuned!

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Montemurro nominata “città dell’olio”

Sab, 03/09/2024 - 16:06

Avete mai sentito dire “fino come l’olio di Montemurro”? In val d’Agri, e non solo, è un modo per indicare l’alta qualità di qualcosa o di qualcuno. Per attestare quest’eccellenza, il Comune di Montemurro ha aderito all’Associazione Nazionale Città dell’Olio, che ha come finalità quella di promuovere e tutelare il paesaggio olivicolo. Grazie a questo importante passo, Montemurro è diventata ufficialmente una tra le “città dell’olio”, portando avanti politiche e azioni di sviluppo legate all’olio, alla sua produzione, e alle azioni turistiche collegate. Il Sindaco Senatro Di Leo ci spiega l’iter che ha portato a questo traguardo e che cosa comporterà.

Qual è il ruolo che l’olio e la sua filiera rivestono a Montemurro?

«Montemurro ad oggi è conosciuto non tanto per i quantitativi di produzione di olio, ma per la sua qualità. In epoche precedenti era un paese pieno di frantoi, di cui al momento se ne conservano tre principali: il frantoio Dimase, in comodato d’uso gratuito al Comune, il frantoio Lacorazza e il frantoio Carrazza che sono ancora in buono stato di conservazione. Già solo da questo possiamo quindi capire che la tradizione olivicola è antichissima e rivestiva allora ancor più di ora un ruolo centrale

 

 

Quali sono stati gli interventi recenti per dare risalto a questa risorsa?

«Come amministrazione, in questi dieci anni, ci siamo impegnati a garantire la valorizzazione dell’antico frantoio Dimase, allestito con tecnologie multimediali per illustrare il funzionamento degli antichi processi produttivi, grazie al supporto dell’Ibam (Istituto Beni  Archeologici e Monumentali) e al contributo del dottor Antonio Monte. Abbiamo inoltre provveduto ad approvare in diverse occasioni, bandi per la piantumazione di nuove piante di olivo e per il recupero degli uliveti abbandonati. Negli ultimi anni abbiamo anche rivalorizzato la sagra dell’olio. A questo proposito occorre dire che Montemurro si caratterizza nella valle anche per la presenza della Fondazione Leonardo Sinisgalli e per l’attività della Scuola del Graffito Polistrato di Montemurro. Ci tenevamo però ad aggiungere qualcosa che fosse ancora più identitario per tutti i cittadini di Montemurro, semplicemente perché  l’arte, la cultura, la poesia a volte possono essere viste come qualcosa di elitario a cui non tutti si avvicinano. L’olio è qualcosa di più identitario e tradizionale per i  Montemurresi, questo è il motivo per cui ci siamo indirizzati verso questo ambito. Aggiungo poi che mio padre ha trasmesso a me questa passione in particolare e ritengo importante che ognuno possa portare qualcosa che lo appassiona e che sente propria.»

 

 

Cosa vi ha spinto a entrare a far parte dell’associazione e quando è iniziato questo percorso?

«Venendo a conoscenza delle attività di questa associazione, ho subito pensato che facesse proprio al caso nostro, poiché in linea con la strada che avevamo già iniziato ad intraprendere, allargandosi a livello nazionale e con attività che servono a promuovere un po’ tutto il turismo legato all’olio, l’attuazione di strategie di comunicazione e di marketing, l’organizzazione di  eventi sul tema e la diffusione la storia dell’olivicoltura. Abbiamo aderito istituzionalmente nel mese di ottobre, dopodiché  siamo stati accettati e il 9 dicembre è avvenuta la consegna della bandiera di appartenenza all’associazione e, contestualmente, la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e l’Unpli Basilicata, con la presenza del Presidente della Pro Loco di Montemurro Rosario Busiello, il Presidente Nazionale dell’Associazione Città dell’Olio Michele Sonnessa, il Coordinatore regionale dell’Associazione Città dell’Olio della Basilicata Pasquale Di Matteo, il Presidente UNPLI Basilicata Vito Sabia, il Presidente UNPLI Nazionale Antonino La Spina e l’Assessore Regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Basilicata Alessandro Galella»

Quali sono i risultati ottenuti in questo primo periodo e quali invece gli obiettivi futuri ?

«Ovviamente far sì che Montemurro entri a pieno in un circuito nazionale, con tutto ciò che comporta; ho partecipato all’assemblea dei soci a Siena e si è parlato di tante iniziative che verranno messe in campo e che ci permetteranno di continuare a far conoscere il nostro prodotto al meglio. Già l’attenzione mediatica dopo i diversi richiami da parte della stampa e tv hanno dato diversi frutti, riscontrati in numerose chiamate in più per informazioni sulla possibilità di acquisto del nostro olio. Sono previste anche diverse attività per spiegare l’importanza dell’olio ai ragazzi della scuola,  da aprile a giugno vogliamo realizzare la merenda tra gli ulivi e ad ottobre proporremo la camminata tra gli ulivi. Qui a Montemurro purtroppo al momento non abbiamo un ristorante, ma ci sarebbero molte iniziative legate all’enogastronomia da poter attuare. Stare in questo circuito ci permetterà ovviamente di cogliere gli spunti e le indicazioni che l’associazione, molto attiva, suggerisce (tra cui quelli citati poco fa). Noi mettiamo a disposizione tutto quello che c’è nella nostra piccola comunità, per cercare di utilizzare la visibilità che l’associazione offre, soprattutto ai fini turistici. Da qui ai prossimi anni bisognerà puntare certamente all’apertura di un punto di ristoro e credo che, al di là delle amministrazioni che seguiranno, Montemurro abbia una grande opportunità di sviluppo in questo ambito, che deve e può sfruttare al meglio.»

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R.E.A.D, la lettura come terapia

Ven, 03/01/2024 - 17:02

Nella Bibliomediateca G. Racioppi di Moliterno è stato presentato il progetto R.E.A.D. Raccontare Esistenze Abbattere Distanze, candidato al bando “Lettura per tutti” e arrivato secondo in graduatoria. L’idea, che sarà sviluppata grazie al finanziamento del Centro per il libro e la lettura, trae spunto dalle recenti ricerche sul potere terapeutico della lettura, andando a creare momenti dedicati alla lettura ad alta voce che fungano da “palestra per il cervello”. Momenti che assumeranno un ruolo importante nella vita dei soggetti convolti, in cui poter dare spazio alla condivisione, ai sentimenti e ai ricordi, oltre che alla lettura in sé. Il progetto sarà sperimentato per la prima volta in Basilicata; a raccontarcelo è Rosita Forastiere, che ha seguito le fasi del progetto dal principio con l’associazione ArtePollino.

Come nasce l’idea di questo particolare progetto?

«L’idea è nata dal dialogo tra due associazioni: ArtePollino (di Latronico) e Sotto il Castello (di Tito). Siamo due realtà molto impegnate nella gestione delle rispettive biblioteche comunali e nella promozione della lettura con diverse fasce di età. In particolare, ci dedichiamo molto ai bambini e alla letteratura per l’infanzia. Dal confronto è emersa piano piano l’idea di iniziare a progettare interventi per una fascia di popolazione, quella anziana, sempre più numerosa nei nostri paesi e in particolare per chi soffre di demenza senile. Si tratta di persone il più delle volte escluse dalla vita sociale e culturale, insieme ai loro parenti e caregiver. Abbiamo iniziato a ragionare su come fare per continuare a far sentire queste persone parte della comunità attraverso la lettura ad alta voce, che da tempo pratichiamo in quanto strumento di crescita e condivisione. Ci siamo documentate, abbiamo cercato, letto, studiato e abbiamo scoperto che esistono alcuni studi sul potere terapeutico della lettura ad alta voce su forme lievi e moderate di demenza.»

Come avverrà la sua realizzazione pratica e quali luoghi saranno utilizzati?

«Abbiamo coinvolto alcuni soggetti pubblici e privati interessati al tema: i Comuni, prima di tutto, e le cooperative sociali che lavorano con gli anziani. L’idea è di portare la lettura lì dove queste persone vivono: RSA, case di cura, di riposo ma anche a domicilio e, ove possibile, creare momenti di incontro e di lettura in biblioteca. Saranno per questo acquistati dei libri e saranno organizzati dei momenti laboratoriali.»

Insieme alle due APS già menzionate, chi sono i partner del progetto?

«Il progetto sarà realizzato in diversi Comuni: Moliterno, Latronico, Tito, San Chirico Raparo, Potenza, Matera e Rotonda. Numerosi sono dunque i soggetti coinvolti: Comune di Moliterno (capofila),  Comune di Latronico,  Comune di Tito, Comune di Rotonda, ArtePollino APS (Latronico), Sotto il Castello APS (Tito), Cooperativa Sociale Il Sicomoro (Matera), Cooperativa Sociale Il Girasole (Moliterno) e Cooperativa Sociale Rete Telematica (Potenza).»

Qual è l’obiettivo perseguito e quali i risultati concreti che vi aspettate di ottenere?

«L’obiettivo principale è riconoscere concretamente il diritto di leggere a tutti, anche a chi è affetto da una forma di decadimento cognitivo, e fare in modo che queste persone possano ricevere quotidianamente e costantemente delle letture per migliorare il loro benessere mentale e sociale. Questa condizione, come sappiamo, può durare a lungo e il più delle volte fagocita l’intera famiglia. A queste persone, ai loro caregiver, bisogna dare la possibilità di continuare a sentirsi parte della società. È un progetto sperimentale ed è per questo che abbiamo scelto di attuarlo in un territorio ampio, insieme a realtà che lavorano nel settore, con l’auspicio di poterlo replicare in altre aree della regione.»

Come Comune capofila, Moliterno ricoprirà certamente un ruolo centrale nel progetto. A questo proposito il sindaco Antonio Rubino ha affermato che è importante comprendere come la cultura e le attività culturali non siano inutili in una comunità, ma vadano invece ad agire in maniera incisiva sulla qualità della vita e sulla vita stessa delle persone. «Questo progetto dà opportunità per i giovani e chi vuole impegnarsi, crea occasioni, momenti di cura e miglioramento dell’esistenza delle persone fragili. Un momento, quindi, di incontro tra generazioni, di creazione di relazioni, di miglioramento dell’inclusione sociale e anche e soprattutto un esperimento molto importante dal punto di vista medico-scientifico per valutare la lettura terapeutica. Infine, un altro elemento fondamentale è quello della rete tra Comuni, lavorare insieme, avere partenariati con cooperative e associazioni creando rete tra i territori della Basilicata.»

 

Fonte immagini: ArtePollino

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Dalla Val d’Agri a Sanremo

Lun, 02/26/2024 - 19:26

Ci occupiamo spesso di raccontare antiche tradizioni, con gli usi e costumi che le contraddistinguono, ma quella di cui parleremo oggi non ha certo bisogno di presentazioni! Abbiamo ancora nella mente i ritornelli di quelli che saranno i tormentoni dei prossimi mesi, grazie a uno degli appuntamenti annuali più attesi e seguiti, arrivato ormai alla sua 74°edizione: Il Festival di Sanremo!

Anche la Val d’Agri era presente; tra coloro che hanno partecipato alla kermesse, abbiamo ascoltato infatti Remo Pasquariello: direttore radiofonico, affascinato dalla radio fin dall’infanzia, esordiente nel suo primo programma per Radio Proposta a Paterno, ingrandita e trasformata in seguito nell’attuale Radio Color, emittente di Marsicovetere con sede a Villa d’Agri.

Qual è ruolo che avete ricoperto come radio al Festival?

«Possiamo dire di essere di casa ormai, presenti da circa 20 anni con i nostri inviati. Quest’anno abbiamo partecipato al voto della Sala Stampa Lucio Dalla e siamo stati tra i 180 accreditati della nuova giuria delle radio grazie al lavoro svolto dal Presidente Regionale Corecom e nazionale dei Corecom d’Italia, Antonio Donato Marra, che ha selezionato le emittenti radiofoniche che sarebbero poi andate a comporre questa nuova giuria del Festival di Sanremo.»

Un ruolo molto importante, dunque, poiché questo particolare voto ha avuto un peso specifico nel determinare la classifica di quest’anno. L’obiettivo prefissato dal presidente Marra, infatti, è stato quello di fornire una rappresentazione autentica del Paese, dando voce primariamente alle preferenze dei cittadini venendo a mancare la giuria demoscopica presente invece nelle edizioni precedenti.

Com’è stata accolta questa nomina in rappresentanza della Val d’Agri e nello specifico di Marsicovetere?

«L’amministrazione Comunale di Marsicovetere ha creduto fortemente nelle nostre capacità promozionali, siamo stati molto orgogliosi di portare il nome del nostro paese in un contesto così importante, sentendoci sostenuti dall’amministrazione. Nel corner della Regione Basilicata a Casa Sanremo è stato infatti posizionato anche lo striscione con lo stemma in rappresentanza del Comune di Marsicovetere

Il sindaco Marco Zipparri ha infatti sottolineato come Marsicovetere sia un Comune che conserva una tradizione musicale importante e di lunga data. La presenza e il contributo di Radio Color, l’unica emittente radiofonica di Marsicovetere, hanno rappresentato così la partecipazione ufficiale e riconosciuta della Val d’Agri all’interno della manifestazione.

Qual è stata la presenza lucana e della Val d’Agri che avete riscontrato poi nei diversi ambiti di questo festival?

«Sicuramente bisogna partire dalla vincitrice, Angelina Mango originaria di Lagonegro, per poi passare ad una delle artiste ospiti di questa edizione, Arisa, originaria di Pignola. Quindi abbiamo già la presenza forte di due personaggi di spicco in rappresentanza della nostra regione. A proposito di Arisa, il suo abito per l’esibizione dal palco di Piazza Colombo è firmato da Salvatore Vignola, giovane stilista nostro compaesano.»

Salvatore Vignola è infatti un designer originario di Villa d’Agri, che al Festival di Sanremo ha portato ben tre abiti realizzati appositamente per questa importante occasione, indossati  da Big Mama, da Sissi che l’ha accompagnata nella serata dei duetti e da Arisa. Lucano ma trasferito a Milano, dove tutt’oggi lavora, ha lanciato il suo brand da giovanissimo, a soli ventitré anni. Nelle prime collezioni che ha realizzato è presente tutta voglia di raccontare e far scoprire al pubblico la sua terra e il suo passato. Vivendo poi a Milano, immergendosi in altre realtà ed esperienze,  si è legato sempre di più al mondo della musica.

«In aggiunta erano presenti numerose maestranze lucane negli altri eventi collaterali al Festival, come diversi acconciatori di Calvello e due service di Villa d’Agri.  Da qui parte il nostro vero lavoro, poiché è compito delle radio locali raccontare ai cittadini non solo il Festival, inteso come musica, spettacolo e interviste con cantanti, ma anche valorizzare l’impegno e la creatività dei professionisti lucani.»

Qual è il bilancio generale dell’esperienza di quest’edizione?

«Sicuramente positivo, potrei dire il più bel festival che io abbia raccontato, commentato e vissuto fino ad ora! È stato fatto un lavoro fantastico e vedo la 75° edizione una sfida, poiché questa appena realizzata non sarà facile da eguagliare. Affermo con piacere, inoltre, che quest’anno hanno vinto la musica, lo spettacolo e il sud Italia!»

Fonte immagini: Radio Color

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Comunicato stampa: “Cuore Basilicata” prosegue nel 2024, ecco gli obiettivi

Lun, 02/19/2024 - 08:42

Contatti: [email protected]

Il progetto Cuore Basilicata continua nel 2024 e si svilupperà in 3 direzioni collegate tra loro:

  • Far conoscere sempre di più le potenzialità artistiche, culturali, produttive, turistiche dell’area anche attraverso i siti web del progetto (oltre 500.000 pagine viste tra il 2020 e il 2023), i social e iniziative di digital PR;

  • Dare visibilità alle competenze delle risorse locali nel campo delle attività produttive eco-compatibili, della cultura, dell’arte, del turismo, dell’enogastronomia attraverso l’iniziativa Qualità Lucana 2024 (oltre 100 riconoscimenti attribuiti nelle edizioni precedenti);
  • Raccogliere e veicolare “storie esemplari” di persone protagoniste del territorio attraverso una seconda stagione della web serie Cuori Lucani che sarà diffusa anche sui media e nei festival internazionali (qui sotto, la locandina della prima stagione, vincitrice al Roma short Film Festival e al Tuscany Web Fest).

Nelle prossime settimane saranno organizzati degli incontri con le Amministrazioni cittadine, le Associazioni, le Scuole per raccogliere pareri e indicazioni sulle iniziative da prendere assieme.

Il progetto Cuore Basilicata (cuorebasilicata.it) è realizzato da Jacopo Fo srl (Gruppo Atlantide) con il sostegno di Eni e il patrocinio di Comuni dell’area.

 

Puoi seguire Cuore Basilicata anche su:

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Stay tuned!

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La Montagna Grande di Viggiano ospita le gare nazionali: le uniche piste omologate in Basilicata

Dom, 02/18/2024 - 23:00

In queste giornate soleggiate e dal sapore primaverile, si attende che la neve torni nuovamente ad imbiancare le piste della Montagna Grande, all’interno del suggestivo scenario paesaggistico di Viggiano. Questo periodo rappresenta il vivo della stagione turistica e sportiva invernale e, a tal proposito, un importante riconoscimento è arrivato direttamente dalla sede nazionale della Federazione Italiana Sport Invernali. La FISI ha infatti certificato che le piste presenti all’interno dell’impianto sciistico saranno idonee ad ospitare competizioni nazionali ufficiali in due discipline di sci alpino: lo Slalom Speciale e lo Slalom Gigante; per la prima disciplina sono previste le categorie “Baby/SuperBaby”, “Cuccioli”, “Ragazzi”, “Allievi” e “Master”, mentre per la seconda  troviamo “Baby/SuperBaby” e “Cuccioli”.

Il processo per la conquista del Certificato di Omologazione Nazionale FISI è stato lungo e meticoloso, diretto dal vicepresidente del Comitato Calabro Lucano FISI, l’ing. Alfonso Taranto, e ha richiesto diverse perizie tecniche e numerosi sopralluoghi da parte dei tecnici omologatori, che hanno poi portato ad inevitabili e necessari adeguamenti di sicurezza, subito messi in atto. All’iter hanno partecipato anche i Maestri di Sci della Basilicata, rappresentati dall’allenatrice Antonella Votta. Il sindaco Cicala e l’intera amministrazione hanno espresso grande soddisfazione per questo traguardo, evidenziando l’impegno messo in atto per la valorizzazione degli impianti sciistici e del movimento sportivo della Val D’Agri.

Viggiano si prepara così ad accogliere eventi sportivi di rilievo nazionale con un certificato di omologazione che sarà valido fino al 1° luglio 2033. Occorre inoltre sottolineare quanto questo riconoscimento rappresenti una svolta molto importante non solo per la Val d’Agri, ma per l’intera regione, portando le piste della Montagna Grande ad essere ad oggi le prime ed uniche piste omologate per competizioni nazionali in Basilicata, dall’inizio degli anni Novanta!  È stato quindi presentato un ricco programma di eventi agonistici,  di cui i primi due già svolti (il Trofeo Alta Val d’Agri organizzato dallo Sci Club Volturino e il Memorial Giorgio Nigro organizzato dallo Sci Club Viggiano). Il prossimo appuntamento a calendario nazionale è previsto per  il 3 Marzo, con il Trofeo Sci Club Volturino.

L’omologazione FISI dona sicuramente un valore aggiunto a questo territorio, offrendo rilevanza a livello nazionale con la conseguente opportunità di crescita turistica e sportiva, andando così ad aprire le porte non al solo flusso di turisti e visitatori,  ma anche a talenti ed appassionati di sci, che possono trovare così in Viggiano la meta perfetta per le proprie avventure sportive, o per seguire le diverse competizioni che andranno ad aver luogo in questo lungo periodo a venire. Un motivo in più per visitare i nostri meravigliosi territori.

Fonte immagini: Viggiano Sci

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