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Meal Autunno – Come organizzare i pasti della settimana

People For Planet - Ven, 09/25/2020 - 15:45

Dal canale YouTube Cucina Botanica: “Prepariamo in un pomeriggio tanti ingredienti per i pasti di tutta la settimana: un meal prep autunnale facile e veloce, per non pensare più a “cosa metto in tavola stasera?!”

Cucina Botanica

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Attentato contro Charlie Hebdo. 4 feriti. Migliaia di bimbi bloccati

People For Planet - Ven, 09/25/2020 - 14:35

Arrestato alla Bastiglia – ricoperto di sangue – almeno un presunto killer che questa mattina avrebbe partecipato all’attacco, con armi da taglio – un coltello o forse un machete – ferendo quattro persone, delle quali due sono in gravi condizioni. È successo in boulevard Richard Lenoir, nell’XI arrondissement di Parigi, davanti all’ex redazione di Charlie Hebdo, a pochi passi dalla targa che ricorda il tragico evento che il 7 gennaio 2015 costò la vita a 12 persone.

Stato di crisi in tutta Parigi

“Un attacco è stato condotto davanti alla vecchia redazione di Charlie Hebdo. Devo andare al ministero dell’Intero per seguire la situazione”, ha detto il premier francese Jean Castex, che si trovava a Pantin per una riunione. Sembra che la prima vittima sia stata una donna, che stava fumando una sigaretta sul marciapiedi.

Una prima cellula di crisi a Place Beauvau comprende il premier, i ministri dell’Interno Gérald Darmanin e quello della Giustizia Eric Dupond-Moretti.

Scuole e asili bloccati

È in corso una caccia all’uomo in tutta la capitale: il quartiere intorno a boulevard Richard Lenoir è stato bloccato, scuole le chiuse con i ragazzi chiusi dentro. Un appello a non entrare, neppure per andare a riprendere i ragazzi o i bambini degli asili nido, riguarda tutta la zona. Nessuno può uscire o entrare.

La ritorsione per la ri-pubblicazione

L’attacco non è casuale: in questi giorni il processo contro gli autori della strage del 2015 è entrato nella sua terza settimana e sono riprese le minacce a Charlie Hebdo, dopo che – alla vigilia della riapertura del processo – la redazione aveva scelto di ripubblicare le caricature di Maometto. Ovvero quelle che i fratelli Kouachi, terroristi islamici di Al Qaeda, avevano ritenuto meritevoli di una ritorsione così assurda e terribile come la strage del 2015, che fece nascere il movimento Je suis Charlie. Tre giorni fa, inoltre, la direttrice delle risorse umane di Charlie Hebdo è stata portata via da casa dopo avere ricevuto minacce “urgenti e circostanziate”.

Dal 2015 la redazione di Charlie Hebdo lavorare in un luogo segreto e protetto da misure di sicurezza straordinarie. Quello colpito è solo il simbolo di una redazione che si sforza di mantenere in vita la libertà di espressione.

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Scuola, Milano: mio figlio è in isolamento

People For Planet - Ven, 09/25/2020 - 09:08

Un caso covid-19 e chiude la classe della scuola materna nel plesso S.S. Trinità di Milano, in via Cesariano, zona Sarpi, che frequenta ogni giorno mio figlio piccolo. Il soggetto da ieri ufficialmente positivo – non si sa se un bambino o una maestra – era assente per malattia (dunque si ipotizza SINTOMATICO) dal 18 settembre, ed è servita una settimana per avere il risultato del tampone, e quindi sapere che anche noi potevamo esserlo. Siamo appena tornati da una visita alla nonna, 74 anni, grave malata oncologica.

Reazioni e risposte in ordine sparso

Arrivato il risultato, ieri i genitori dei bambini hanno trovato ad attenderli, poco prima della chiusura, alle 16, la dirigente scolastica, appostata a pochi metri dalla classe, pronta ad allungare il braccio a mamme e papà e fornire questo foglio sotto. Alle mille domande, non ha potuto aggiungere altro che: “Chiedete al vostro pediatra”.

Dobbiamo stare a casa tutti?

Posso mandare la sorella a scuola domani? Gli faranno un tampone? Posso fare la spesa? Posso andare in ufficio?

Non tutti i genitori sono riusciti a rintracciare il proprio pediatra, o il medico di base, per avere risposte a queste domande, ma chi c’è riuscito ha avuto le stesse risposte ufficiali: “Solo il bambino deve restare isolato e monitorato, il resto della famiglia può andare al lavoro o a scuola”.

La versione ufficiosa

La mia pediatra ha aggiunto: “Adesso però le do la versione non ufficiale, la mia versione: tenga a casa la sorella. Fino a poco fa la regola era questa, adesso è vero non è più così, ma domani potrebbe cambiare nuovamente. Mi sento quindi, seguendo il buonsenso, di suggerirle questa cautela non richiesta, almeno fino a domenica, per monitorare nel bambino l’eventuale insorgenza di sintomi”. La mia pediatra è stata un caso unico per quanto ne so: altri fratelli maggiori oggi sono in classe, nella scuola elementare dello stesso complesso. Altri genitori ancora hanno scelto in autonomia – senza suggerimenti – la strada più rigorosa (e faticosa) di tenere a casa i fratelli, anche perché – altra cosa non prevista dalle regole ufficiali – in classe di mia figlia grande c’è un bambino malato di leucemia. A casa in smart-working (chi può) e figli con i genitori o con un baby sitter.

L’Iter burocratico

Dopo la mezz’ora di consultazioni telefoniche con il pediatra, e il confronto con gli altri genitori, ho provveduto a iscrivermi, come suggerito, sul portale online dell’Ats, per creare il fascicolo sanitario elettronico di mio figlio: “Così quando il tampone sarà pronto lo vedrà da sola online con un risparmio di tempo che potrebbe essere anche notevole rispetto alla chiamata di Ats”, mi ha spiegato il pediatra. E poi? “Poi, 14 giorni dopo l’ultimo contatto con il sospetto – il 17 settembre scorso, quindi manca una settimana – il bambino sarà appunto chiamato a fare il tampone. A meno che non insorgano prima sintomi: ovvero febbre persistente – che dura oltre una sera – unita a raffreddore o tosse. In questo caso mi deve avvertire subito. Altrimenti, fatto il tampone, attendiamo l’esito. Se sarà positivo, visiterò il bambino rilasciando, nel caso, il certificato di riammissione a scuola”.

PS. Nel link sotto la gestione degli ingressi nella scuola elementare di mia figlia, accanto alla scuola dove hanno chiuso una classe, in cui i genitori si assiepano all’ingresso il primo giorno di scuola: adesso è peggio, avendo scelto nel frattempo di unire gli ingressi delle sezioni.

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La Biblioteca degli oggetti

People For Planet - Ven, 09/25/2020 - 08:00

Ed ecco che, a Bologna, nel caso si abbia bisogno di una smerigliatrice, un paio di sci, un gioco da tavolo, un frullatore, una tenda da campeggio, un mouse, un pallone, una borsa da moto, una pentola per la fonduta e molti altri oggetti di uso non quotidiano, non è necessario acquistarli: c’è Leila, la biblioteca degli oggetti.

Ti serve un frullatore? Te lo presta Leila

Leila non è una signora straordinariamente generosa ma una comunità. E’ un efficace esempio di sharing economy: un luogo di condivisione.

Il meccanismo è molto semplice: si entra, si fa la tessera (costo 25 euro), si lascia un oggetto e, contemporaneamente, se ne può ritirare in uso un altro. A fronte di due oggetti condivisi se ne possono prendere altrettanti contemporaneamente e così via.

Nata a Berlino nel 2011 (http://leila-berlin.de) e successivamente diffusasi a Vienna (http://www.leihladen.at/wp/), Kiel e Lipsia (http://leila-leipzig.de), è da un anno e mezzo una realtà anche in Italia.

La biblioteca degli oggetti Leila si trova in via dell’Indipendenza, 71/Z, Bologna.
Per info:  http://www.leila-bologna.it

Disegni di Jacopo Fo ispirati alla Biblioteca degli oggetti “Leila” di Bologna

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“Blocco sfratti”: proprietà privata a rischio | Covid, in ascensore, cosa succede | Lega, caccia ai 49 milioni

People For Planet - Ven, 09/25/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Covid in Francia: 16.000 casi in un giorno, mai così tanti. In vigore le nuove restrizioni. Il bollettino in Italia: 1.786 contagi, 23 morti;

Il Giornale: I proprietari di casa in rivolta “La Costituzione? Calpestata” Continuano ad arrivare le vostre storie sul “blocco sfratti”: “La Carta ignorata”.  Proprietà privata a rischio;

Il Manifesto: Porti chiusi, la nave Alan Kurdi si dirige verso Marsiglia;

Il Mattino: Benevento, migrante clandestino si aggrappa a un tir e muore schiacciato;

Il Messaggero: Covid, in ascensore dopo un colpo di tosse le particelle circolano per mezz’ora;

llsole24ore: Lavoro, 2 aziende su 3 in smart working anche dopo l’emergenza – Le regole per la quarantena dei figli – Che cosa chiedono i giovani – Video / Cosa serve per un lavoro davvero smart – Il libro;

Il Fatto Quotidiano: Lega, caccia ai 49 milioni: Finanza perquisisce il comune di Bondeno: “Dal partito 900mila euro”

La Repubblica: Vaticano – Il cardinale Giovanni Angelo Becciu si dimette da Prefetto della Congregazione delle cause dei santi e lascia il cardinalato;

Leggo: Covid, verso il prolungamento dello stato di emergenza: «Fino al 31 dicembre» In Campania obbligo di mascherina all’aperto. Stesso provvedimento a Genova;

Tgcom24: Covid, Mattarella replica a Boris Johnson: “Amiamo la libertà, ma anche la serietà” | In Gb nuovo record di casi giornalieri;

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La devastazione ambientale del Prosecco

People For Planet - Gio, 09/24/2020 - 17:00

La nostra videomaker Martina De Polo è tornata nelle colline del trevigiano, patria del Prosecco, per continuare l’inchiesta video sui pesticidi utilizzati nella monocoltura dell’uva. Questa volta siamo andati a intervistare Gianluigi Salvador, abitante di Refrontolo, Treviso, e membro del Pesticide Action Network Italia (PAN).
L’intervista fa venire i brividi…

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Qui la seconda parte dell’intervista

Guarda anche:
Il prosecco biologico senza pesticidi
Colli puri dai pesticidi. A Collalbrigo (Conegliano, Treviso)!

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Honduras: da paradiso a discarica: l’onda di rifiuti nel mare dei Caraibi

People For Planet - Gio, 09/24/2020 - 16:17
I “Pirati dei Caraibi” che non volevamo vedere

Da paradiso in terra a discarica. Succede in Honduras, al largo delle coste di Omoa, dove sabato scorso un’enorme ondata di rifiuti si è liberata nel mare in seguito a un guasto delle barriere per la spazzatura collocate nel vicino Guatemala, lungo la foce del fiume Motagua. Il guasto sarebbe stato provocato dalle forti piogge delle ultime settimane. Le immagini stanno facendo il giro dei social newtork, e già si teme un disastro per l’ecosistema locale:

“Questa ondata di rifiuti che proveniva dal fiume Motagua ci ha davvero sorpresi” hanno dichiarato le autorità onduregne, e circa le azioni da intraprendere nell’immediato futuro, Lilian Rivera, funzionario del ministero dell’ambiente del paese, ha poi detto in conferenza stampa: “Ci impegniamo a pulire le nostre spiagge e a mantenerle tali, ma oggi chiediamo alle autorità di Tegucigalpa di intraprendere azioni forti e trovare una soluzione permanente a questo problema”. Per quanto stavolta il disastro sia di una portata inedita, non è la prima volta che si assiste a spettacoli surreali con ammassi di rifiuti trasportati dalla corrente. Sempre nel mare dei Caraibi, era già successo lo scorso anno al largo della riserva marina delle Cayos, quando tonnellate di rifiuti, per lo più in plastica, avevano improvvisamente inquinato le acque.

630 quintali di plastiche eterogenee: la vergogna italiana

Senza andare troppo lontano, in Italia non si è ancora risolto il problema delle ecoballe perse sui fondali del Tirreno, a circa 50 metri di profondità. L’episodio risale al luglio di 5 anni fa, quando la motonave Ivy diretta a Varna, sul Mar Nero, perse parte del suo carico. Un episodio increscioso anche per via dei tentativi di occultamento e depistaggio che ci furono nei tre anni successivi, finché, grazie all’azione di monitoraggio di associazioni e attivisti, in particolare grazie all’impegno dell’Arpa Toscana, non si riuscì a risalire all’episodio e a quantificare il disastro: oltre 630 quintali di plastiche eterogenee perse dal cargo che stanno inquinando una porzione di mare in pieno Santuario Pelagos, il Parco marino internazionale dei mammiferi marini che corre fra Toscana, Sardegna, Liguria e Costa Azzurra, a ridosso dell’isolotto di Cerboli, Zona A di protezione integrale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Si dice che entro il 2050 negli oceani ci saranno più rifiuti che pesci e tra microplastiche che ‘nevicano’ nell’Artico, tonnellate di petrolio versate in paradisi in Terra e isole di plastica ovunque, stiamo facendo di tutto per assicurarci che ogni cosa, se possibile, vada di male in peggio.

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Covid-19, nasce il cartello stradale con l’obbligo della mascherina

People For Planet - Gio, 09/24/2020 - 15:31

Dal oggi le mascherine sono obbligatorie all’aria aperta a Monaco di Baviera, e per renderlo chiaro agli abitanti ed eventuali turisti si è pensato di installare segnali stradali nelle ZTL con un nuovo simbolo: un volto stilizzato coperto da una mascherina, a coprire ben bene naso e bocca.

La scritta in inglese

Sotto l’immagine, la scritta in inglese “Copri bocca e naso” e l’indicazione dell’orario in cui vige l’obbligo: dalle 9 alle 23, quasi tutto il giorno. 

Questa la misura messa in atto alla luce dell’aumento dei contagi nel capoluogo del Land a sud della Germania, che nell’ultimo fine settimana ha superato la soglia considerata limite, registrando 55,6 nuovi casi per 100 mila abitanti in 7 giorni.

Limitati gli assembramenti

Il sindaco della città, Dieter Reiter, ha anche proibito gli assembramenti oltre le cinque persone. Feste e cerimonie private – feste di compleanno, matrimoni o funerali – saranno consentite solo con un massimo di 25 persone, se al chiuso; e 50 persone se all’aperto. Eventi pubblici possono ospitare da oggi solo 100 persone al chiuso, e fino a 200 all’aperto.

Il resto della Germania all’occhio

Il resto della Germania sta in attesa: nuove restrizioni potrebbero scattare con l’aumento dei contagi.

Per la terza volta in un mese, le nuove infezioni sono state oltre 2mila in 24 ore, secondo i dati del Robert Koch Institut. Angela Merkel incontrerà per questo i premier delle regioni per coordinare una risposta.

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USA: nessun poliziotto verrà processato per l’omicidio di Breonna Taylor

People For Planet - Gio, 09/24/2020 - 14:49

Negli Stati Uniti è esplosa una protesta che si protrae da mesi a causa degli omicidi discriminatori nei confronti di persone appartenenti alla comunità afroamericana per mano di poliziotti suprematisti bianchi.

George Floyd e Breonna Taylor, uccisi ingiustamente e barbaramente dalla polizia, rappresentano i simboli che mantengono in vita le fiamme della rivolta.

La vicenda di Louisville

Breonna Taylor era una donna, nera, una tecnica del pronto soccorso di 26 anni, uccisa per sbaglio a Louisville lo scorso marzo. Svariati colpi di pistola le hanno tolto la vita, di notte, mentre dormiva nel suo appartamento. La colpa? Il suo  compagno era sospettato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, mai ritrovate in casa.

Da mesi i sostenitori del movimento Black Lives Matter chiedono giustizia sociale per queste uccisioni: eppure lo scorso mercoledì un gran giurì ha deciso che l’ex ufficiale di polizia che ha ucciso Breonna Taylor non sia perseguibile penalmente per omicidio, ma soltanto per condotta negligente, in quanto ha messo in pericolo la vita di molteplici persone. Gli altri due poliziotti, invece, rimangono a piede libero, non considerati responsabili per l’omicidio. Non colpevoli, insomma.

La spiegazione risiede nel fatto che, Kenneth Walker, compagno della Taylor, ha sparato per primo, colpendo alla gamba uno degli agenti, ignaro del fatto che gli sconosciuti che hanno varcato la soglia di casa sua fossero dei poliziotti. La reazione è stata immediata: 32 colpi di pistola sono stati sganciati, uccidendo una donna innocente. Per il giudice questo atto è giustificato dal fatto che Walker abbia sparato per primo.

A Louisville, la scorsa notte, è ovviamente scoppiata la protesta. Strade in fiamme, guerriglia urbana, persone ferite sembrano essere l’unica modalità per far sentire la propria voce.

Quanto vale la vita di una donna nera negli Stati Uniti?

Quanto vale la vita di una donna, nera, negli Stati Uniti?  La materia (matter) di cui sono composte le vite delle persone di colore conta (matters) davvero qualcosa o verrà ancora considerata un sottoprodotto da svendere nei peggiori discount? La società bianca e suprematista che domina negli USA sarà mai capace di assumere responsabilità nei confronti dell’altro, indipendentemente dal suo nome, dal suo genere, dal colore della sua pelle o dalla posizione rivestita nella scala sociale? Quanti mesi di protesta saranno ancora necessari per fare giustizia e per il raggiungimento della tanto agognata equità sociale?

Immagine: Xavier Burrell | New York Times

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Trucco per riconoscere una zucca matura

People For Planet - Gio, 09/24/2020 - 10:00

Con il video dal canale YouTube Natura è Bellezza vediamo i semplici consigli per capire se le nostre zucche sono mature o no.

Fonte: Natura è Bellezza

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Stili di vita: 10 mosse per ridurre lo smog

People For Planet - Gio, 09/24/2020 - 08:00

Già allora il problema coinvolgeva le grandi città, e oggi torna al centro dell’attenzione quando non piove e l’inquinamento è visibile.

Cosa può fare il singolo? In che modo possiamo contribuire a pulire l’aria?  Rispondono le sezioni Legambiente della pianura padana, dove le polveri sottili – secondo il CNR – hanno formato una vera e propria “coperta” atmosferica.

1) Evitare di usare l’auto. Prendiamola solo se non ci sono alternative. «Il 70% degli spostamenti giornalieri è sotto i 5 km – dice Giulio Kerschbaumer, direttore di Legambiente Emilia-Romagna. – Spesso la macchina non serve. Magari si pensa che i mezzi pubblici facciano perdere tempo, ma non sempre è così».

2) Se si usa un’auto, farlo in condivisione. «Avere una macchina costa migliaia di euro l’anno – continua Kerschbaumer. – Perché non abbonarsi al car sharing?». Non avere un mezzo proprio, quindi, ma prenotarlo e usarlo lo stretto necessario. Nella nostra zona il servizio non c’è? Proviamo il car pooling: accordiamoci coi colleghi per andare al lavoro insieme.

3) Se si compra un’auto, stare attenti a cosa si acquista. Pensiamo ai diesel, e al loro possibile bando futuro. «Li eviterei, andranno a sparire – dice Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. – L’ideale sarebbe un veicolo elettrico: costa di più, ma è il meno inquinante». Ibrido, gpl e metano sono altre soluzioni.

4) Guidare con prudenza (ambientale). «Una quota delle emissioni – aggiunge Meggetto – dipende dall’uso dei freni, che non dev’essere brusco, e dalla velocità, meno dannosa se bassa e costante. Anche la manutenzione conta: una macchina efficiente aiuta ad abbattere lo smog».

5) Abituare i figli. Convincerli a non essere portatii a scuola in auto. «Si può pensare alla bici – dice Piero Decandia, direttore di Legambiente Veneto. – Poi ci sono i pedibus, i gruppi accompagnati da un genitore o un insegnante. Camminare con gli amichetti serve anche a capire che la mobilità sostenibile può essere divertente».

6) Non superare i 19 gradi. Parliamo di riscaldamento: «Se la stagione non è rigida aspettiamo ad accenderlo – chiede Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. – A volte basta mettersi un maglione in più». Altri sprechi si evitano spegnendo i termosifoni se si aprono le finestre, non usando camini che emettono direttamente all’esterno e cambiando gli infissi poco isolanti.

7) Rompere le scatole all’amministratore di condominio. «Le caldaie a gasolio vanno sostituite con impianti meno inquinanti – dice Meggetto di Legambiente Lombardia. – Si può anche ridurre la dispersione di calore, applicando un “cappotto” termico all’edificio». Ma non costerà troppo? «Per i lavori sulle parti comuni ci sono incentivi che fanno recuperare fino al 75%».

8) Comprare a km zero. «Un prodotto che arriva dall’altra parte del mondo – continua Meggetto – può avere un peso molto maggiore in termini di inquinamento. Facciamo attenzione alle etichette e ai marchi che rispettano l’ambiente». Se poi si ha un balcone per farci un orto, meglio.

9) Curare gli elettrodomestici. La produzione incide sulle emissioni di anidride carbonica: cambiamoli solo se è necessario, o sostituiamo le parti guaste. «A Torino c’è un progetto chiamato Rigeneration – dice Vozza di Legambiente Piemonte. – Le lavatrici destinate alla discarica sono riattivate cambiando i pezzi che non funzionano».

10) Ascoltare il sindaco di Milano. A ottobre 2017 Giuseppe Sala era a Parigi, per un incontro sull’ambiente con decine di amministratori stranieri. Da lì il sindaco di Milano ha lanciato uno slogan: la «rivoluzione del rallentamento» a partire dal capoluogo lombardo, simbolo di rapidità e frenesia. «Ripensiamo i tempi della città», ha detto al Corriere della Sera: inquinare meno correndo meno, oltre che piantando alberi, riducendo i parcheggi, controllando le caldaie. «L’idea di rallentare – ha azzardato Sala – credo piaccia a tutti».

«Bisogna prendersi più tempo», conferma Decandia di Legambiente Veneto. Si può non usare il mezzo più veloce se è il più dannoso per l’ambiente, cercare di organizzare meglio la giornata, cancellare qualche impegno per evitare degli spostamenti. E produrre meno smog senza rendersi la vita impossibile.

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Col Covid c’è l’incubo Parkinson |Aiuti «contro l’ambiente»: dal gasolio alla corrente | Sì a riapertura stadi

People For Planet - Gio, 09/24/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Genova, obbligo di mascherina tutto il giorno nel centro storico. «Cluster da stroncare» Il bollettino: in Italia 1.640 casi e 20 morti;

Il Giornale: Col virus c’è l’incubo Parkinson. ‘Sarà la terza ondata del Covid’;

Il Manifesto: Libia, l’inferno non è solo dentro i centri. La denuncia di Amnesty;

Il Mattino: Sì a riapertura stadi, Sileri: «Per un terzo» ;

Il Messaggero: ANTARTIDE La fusione dei ghiacci minaccia New York e Londra. «Processo lento ma inesorabile»;

llsole24ore: Aiuti «contro l’ambiente»: dal gasolio alla corrente, ecco che cosa diventerà più caro – In vista stangata da 5 miliardi, così il diesel costerà più della benzina;

Il Fatto Quotidiano: San Matteo-Diasorin, Finanza a casa del presidente lombardo Fontana e dell’assessore Gallera per effettuare copia dati del cellulare;

La Repubblica: Francia, stretta a Marsiglia: bar e ristoranti chiusi. Regno Unito, Johnson annuncia l’intervento di esercito e polizia ;

Leggo: Bomba d’acqua a Roma: strade allagate, traffico in tilt. Chiuse tre stazioni della metro. Decine di interventi dei vigili FOTO;

Tgcom24: GLI ISTITUTI RIMASTI CHIUSI DOPO IL 14. Scuola, suona la prima campanella anche nelle ultime cinque Regioni | E non mancano i problemi… ;

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Trame Antiracket a Lamezia Terme (Video)

People For Planet - Mer, 09/23/2020 - 17:00

Racket: “organizzazione illegale che impone, con la violenza, le minacce e il ricatto, la propria protezione su determinati settori di attività, esigendo compensi notevoli e anche assumendo il controllo delle attività stesse”. Questa la definizione dell’Enciclopedia Treccani.

Noi siamo andati a Lamezia Terme a parlarne con la Fondazione Trame flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_370"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/370/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/370/output/Trame-antiracket-lamezia-terme.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/370/Trame-antiracket-lamezia-terme.mp4' } ] } })

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Covid-19, Pediatri: “Non vaccinate contro l’influenza i bambini”

People For Planet - Mer, 09/23/2020 - 13:06

Gentile direttore,

siamo un gruppo di pediatri abituati e seguire le indicazioni della medicina basata sulle prove di efficacia (Evidence-based medicine, EBM) e siamo rimasti perplessi sulle numerose dichiarazioni di esperti lette sui giornali con l’invito a tutta la popolazione a fare la vaccinazione antinfluenzale in modo da bloccare l’epidemia influenzale e facilitare, in occasione di un episodio febbrile, il riconoscimento del COVID-19.
 
Come pediatri siamo impegnati in prima linea nella promozione delle vaccinazioni, un presidio fondamentale di prevenzione delle malattie e abbiamo osservato con piacere il miglioramento delle coperture vaccinali infantili in tutte le regioni italiane, anche se i ritardi causati dal recente lockdown andranno al più presto recuperati.

I dati parlano chiaro

Ma il vaccino antinfluenzale nell’ambito dell’età pediatrica – che è quella di nostra competenza – non ha una grande efficacia. La più recente revisione sistematica Cochrane del 2018 segnala che è necessario vaccinare 5 bambini per avere 1 bambino senza influenza; se invece si vuole ragionare in termini di pratica di ambulatorio è necessario vaccinare almeno 12 bambini per avere un bambino senza sintomi influenzali. Due più recenti RCT, in cui è stato utilizzato il più recente vaccino quadrivalente, con circa 18mila bambini arruolati, indicano che è necessario vaccinare 19-20 bambini per averne 1 senza influenza.

I dati riguardo alla riduzione di mortalità, ospedalizzazione, complicanze (otiti, polmoniti) e l’effetto gregge nelle diverse collettività frequentate dai bambini (famiglia, scuola, comunità) sono molto scarsi oppure indicano nessun effetto del vaccino antinfluenzale. In più, ricordiamo che non ci sono studi per valutare l’efficacia del vaccino antinfluenzale nei bambini al di sotto dei 2 anni di età.

Nessun effetto gregge per l’influenza

Pertanto non è utile richiedere la vaccinazione antinfluenzale pediatrica universale con l’obiettivo di risolvere l’epidemia influenzale, avere un effetto gregge, ridurre i ricoveri in ospedale o aiutare il clinico nella diagnosi di COVID-19: possiamo affermare ciò sulla base delle prove di efficacia presenti nella letteratura scientifica.

Sono state avanzate proposte per rendere obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale, un problema etico di non poco conto per un vaccino che ha una scarsa efficacia. Rimanendo in ambito etico si deve sottolineare la presenza di numerosi finanziamenti che le industrie del farmaco hanno offerto per la realizzazione di corsi di aggiornamento o congressi sul tema; questi eventi possono concretizzarsi in un conflitto di interesse per i medici che vi partecipano, anche se i finanziamenti sono “non condizionanti”; questo non è il miglior biglietto da visita per un medico che promuove le vaccinazioni.

I casi distinti che valuterà il pediatra curante

Riteniamo giusto che ai bambini più vulnerabili e a quelli con malattie croniche, già individuati attraverso il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale e i nuovi LEA, possa essere offerta la vaccinazione antinfluenzale per poter tutelare al meglio il loro stato di salute. La vaccinazione antinfluenzale è necessaria anche per gli anziani e gli operatori sanitari; in quest’ultima categoria il vaccino non solo tutela la salute ma riduce il rischio di diffusione del virus nella popolazione che frequenta gli ambulatori e gli ospedali. Eppure in queste categorie le coperture vaccinali sono ancora gravemente insufficienti (solo il 14 % dei sanitari si vaccina contro l’influenza) aumentando il rischio di contagio e complicanze nella popolazione più vulnerabile.

Esprimiamo la nostra perplessità sulla promozione del vaccino antinfluenzale a tutti i bambini sani sotto forma di obbligo o di chiamata attiva. I genitori devono sapere che questa profilassi vaccinica non ha un profilo di efficacia simile alle vaccinazioni infantili e che quindi non possono avere aspettative assolutamente irrealistiche rispetto alla sua efficacia: un momento fondamentale di informazione in occasione del consenso informato.

Siamo preoccupati che le notizie giornalistiche dove emergono con forza le opinioni degli esperti che invitano tutti a vaccinarsi e discutono su un effetto della vaccinazione antinfluenzale sul COVID-19 non siano aderenti alle prove della evidence-based medicine. Una informazione non completa o non esatta sull’efficacia della vaccinazione antinfluenzale può danneggiare in futuro la credibilità delle vaccinazioni e soprattutto vanificare gli sforzi dei professionisti impegnati a promuovere nelle famiglie tutte le vaccinazioni infantili.

Costantino Panza
Laura Brusadin
Maddalena Marchesi
Laura Reali
Patrizia Rogari
Giacomo Toffol
Newsletter pediatrica Associazione Culturale Pediatri.

A questo link ulteriori approfondimenti.


Bibliografia di riferimento:

– Jefferson T, Rivetti A, Di Pietrantonj C, Demicheli V. Vaccines for preventing influenza in healthy children. Cochrane Database of Systematic Reviews 2018, Issue 2. Art. No.: CD004879
– Claeys C, Zaman K, Dbaibo G, et al. Prevention of vaccine-matched and mismatched influenza in children aged 6-35 months: a multinatio­nal randomised trial across five influenza seasons. Lancet Child Adolesc Health. 2018;2(5):338-349.
– Danier J, Rivera L, Claeys C, et al. Clinical Presentation of Influenza in Children 6 to 35 Months of Age: Findings From a Randomized Cli­nical Trial of Inactivated Quadrivalent Influenza Vaccine. Pediatr Infect Dis J. 2019;38(8):866-872.
– Pepin S, Dupuy M, Borja-Tabora CFC, et al. Efficacy, immunogenici­ty, and safety of a quadrivalent inactivated influenza vaccine in children aged 6-35 months: A multi-season randomised placebo-controlled trial in the Northern and Southern Hemispheres. Vaccine. 2019;37(13):1876-1884
– Newsletter pediatrica acp. Vaccinazione antinfluenzale in età pediatrica: sicura ma poco efficace. I risultati della revisione sistematica Cochrane 2018. Pagine elettroniche di quaderni acp. 2020;27(3):n.3
– Genovese C, Picerno IAM, Trimarchi G, et al. Vaccination coverage in healthcare workers: A multicenter cross-sectional study in Italy. Journal of Preventive Medicine and Hygiene. 2019;60(1):E12

Covid-19, Avellino: “La scuola riapre ma entrino solo i più meritevoli”

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Covid-19, il vaccino possibile solo grazie al sangue di un granchio raro

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Covid-19, Avellino: “La scuola riapre ma entrino solo i più meritevoli”

People For Planet - Mer, 09/23/2020 - 12:27

Domani anche la Campania finalmente aprirà le scuole, o almeno la maggior parte, ma la Regione continua a far parlare di sé. Un istituto di Avellino ha pensato di dividere la didattica, metà a casa e metà a scuola, ma in presenza sono ammessi solo quelli dalla media più alta, divisa rigorosamente per genere.

Studenti migliori, siete i benvenuti!

Nella scuola primaria V Circolo Didattico “Giovanni Palatucci” la dirigente, Angela Tucci, ha giustamente e legittimamente valutato di assicurare il distanziamento sociale fra studenti, limitando gli ingressi. Lo fanno anche altre scuole: ma a ruota tutti gli studenti tornano in classe. Qui, con l’approvazione del Consiglio di Istituto, si è scelta la divisione delle classi sulla base della media dei voti conseguiti dagli studenti, divisi per genere. Insomma: sarà compito dei docenti stilare due categorie di studenti: i maschi e le femmine. E solo chi sarà in testa alle due classifiche in base alla media dei voti meriterà la scuola in presenza.

Disabili e DSA nel gruppo da casa

Nel dettaglio: le classi saranno divise in due “gruppi omogenei per voto medio riportato nel I° quadrimestre e per sesso”. Nel “gruppo 2” saranno infatti inseriti gli studenti con i voti più alti, mentre nel “gruppo 1” quelli meno brillanti: almeno stando ai voti. I gemelli nella stessa classe saranno inseriti nello stesso gruppo, mentre chi presenta disabilità o DSA certificati verranno compresi nel “gruppo 1”.

Le polemiche

Secondo il Provveditorato, chiamato a esprimersi ai microfoni di Radio3, la cosa non è ammissibile e sarà impedito che una classificazione così retrograda e deprimente si avveri. Ciononostante, colpisce il livello di insensibilità alle regole, alla democrazia e al buon senso da parte di chi dovrebbe educare le nuove generazioni al rispetto.

Anche gli ambienti sindacali sono insorti. Franco Fiordellisi, Segretario generale della Camera del Lavoro Territoriale della CIGIL di Avellino, ha scritto su Facebook: “Una scuola pubblica ha un valore assoluto che è quello di essere eterogenea e non omogenea. Per questo ritengo del tutto sbagliata l’impostazione della preside di Avellino”.

“Non si tratta di discriminazione

Di fronte alle molte polemiche, la dirigente non si tira indietro. “Non si tratta di una soluzione definitiva ma temporanea”, ha fatto sapere, forse fingendo di non cogliere il punto. “Nel momento in cui la pandemia cesserà, le classi saranno nuovamente riunite”, ha continuato. E ancora: “I criteri adottati sono stati condivisi dai genitori che fanno parte del consiglio di istituto. E soprattutto non rappresentano alcuna discriminazione”.

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Allarme inquinamento mascherine. La scuola nel mirino.

People For Planet - Mer, 09/23/2020 - 11:52
Alessia Poliandri

Sappiamo che tanto si è fatto e tanto si sta facendo per dominare il contagio da Covid-19, ora più subdolo anche tra le fasce di età più giovani. Ma dominare quest’onda, come farebbe un surfer con la sua tavola, rischia di farci dimenticare che alle nostre spalle potrebbe essere in arrivo qualcosa di ben più forte, uno tsunami più difficile da domare dell’onda che stiamo cavalcando.

Sappiamo che nelle scuole ci sarà l’obbligo di mascherine chirurgiche, e solo chirurgiche, poiché le uniche accettate come presidio medico. Conscio dell’impossibilità di proporre l’alternativa ecologica, quali mascherine lavabili, vorrei portare la sua attenzione su quello che sarà lo smaltimento delle usa e getta che, con l’avvio della scuola, aumenteranno esponenzialmente.

La invito a partire da un esempio pratico e semplice:
Ogni studente utilizzerà mediamente 1 o 2 mascherine al giorno (tenendo conto della necessità di cambiarle ogni 4 ore).
Se prendiamo una classe con 20 alunni, in soli 200 giorni scolastici (quelli regolarmente previsti) quella sola classe avrà prodotto una mole di rifiuti pari a 4000 mascherine. Moltiplichi la cifra per le classi di un singolo istituto, poi per quelle di una regione ed, infine, per tutte le classi presenti sul territorio italiano.
Converrà con noi che si parla di un numero impressionante.

Le mascherine chirurgiche sono composte da poliestere, polipropilene, polibutilene…per dirla semplicemente: plastica.
La domanda che sta a cuore a chi, come noi, si batte per l‘ambiente e per un futuro migliore è “cosa si farà per far fronte a questo inquinamento?”.
Vorremmo sapere se nelle classi ci saranno secchi adibiti alla sola raccolta di mascherine, dato che parliamo di rifiuti speciali.
Vorremmo sapere se ci sono accordi precisi per un corretto ritiro e, soprattutto, per un corretto smaltimento.

La invitiamo a riflettere su questo, con le mascherine si intende proteggere i giovani dal covid ma, lungo andare, le stesse, se smaltite malamente, amplificheranno la già compromessa situazione di inquinamento.
Conosce, come noi, la triste correlazione tra inquinamento e malattie.
È per questo che le chiediamo di porre attenzione al momento tanto fragile che stiamo vivendo, per salvare i nostri giovani non solo dal covid, ma dai pericoli che scaturiscono da un massiccio inquinamento, nella speranza di non vedere in queste mascherine un circolo vizioso dove oggi sono usate per il Coronavirus, domani potrebbero essere obbligatorie per l’aria irrespirabile.
Grazie per la sua attenzione.

Jacopo Fo, PEOPLE FOR PLANET
Alessia Poliandri, GREEN ROUTINE

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Manovra di disostruzione del neonato: come si fa

People For Planet - Mer, 09/23/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Vita da Mamma Federica Federico “Come si effettua una manovra salvavita di disostruzione pediatrica per liberare le vie aeree del neonato. Vita da Mamma in collaborazione con i disostruttori del CRI (Croce Rossa Italiana) mostra le manovre antisoffocamento per liberare le vie aeree ostruite da corpo estraneo ingerito o inalato dal neonato o lattante (bebè sotto l’anno di vita).

Fonte: Vita da Mamma Federica Federico

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Come non farsi rubare la bici: i consigli di un ladro

People For Planet - Mer, 09/23/2020 - 08:00

«Ho 50 anni e a Milano ho rubato ovunque: in piazza Gae Aulenti, davanti al Duomo… Mi concentro e non vedo nessuno. Una volta mi hanno interrotto per chiedermi se stavo rubando una bici – stavo segando via un catenaccio – e ho detto no! Ma va: mia moglie ha perso le chiavi e sto riprendendo la sua bici! Si sono proposti di aiutarmi! Un’altra volta stessa scena con un vigile, pensa un po’…». Lui ci racconta come non farsi rubare la bici, a Milano come altrove.

Vecchio amico di un amico, quando gli propongo di raccontarsi il mio ladro non si tira indietro, un po’ per curiosità, un po’ per lusinga, e mi spiega: «non fai mai più di 50-80 euro a bici, a prescindere dalla qualità».

Questo perché il mercato paradossalmente è viziato dagli stessi ladri, che vendono a poco, a prezzi da ladri, e hanno abituato la gente che una bici costa così: meno di 100 euro. Quindi se state leggendo perché volete sconfiggere il sistema dei furti di biciclette, iniziamo dal principio: bisogna cambiare mentalità, e quando si compra una bici nuova, dobbiamo sapere che un prezzo onesto parte dai 300 euro. «La gente cerca bici da attaccare al palo la sera, per spostarsi dal treno all’ufficio. Guarda a San Donato o Cadorna: alla metro è pazzesco vedere la quantità infinita di bici di gente che ci fa in tutto un km all’andata e uno al ritorno, dalla stazione al lavoro. Un sistema che porta inevitabilmente verso le bici rubate. Paghi 50 euro due o tre volte all’anno e comunque ti è convenuto».

Passiamo alla pratica. «Io uso un seghetto al carbonio, ma anche flessibili a batteria, meglio smerigliatori a batteria, che in 30 secondi tagliano qualsiasi cosa, anche il telaio di una moto». Su Amazon si trovano da 21 e fino a 150 euro, con una lama buona in carbonio ci aggiungi 5 euro. Questo significa che, se vogliono, ti rubano tutto. Se poi il ladro è organizzato e arriva con un furgone, solitamente ha un tronchese pneumatico taglia bulloni, un’aria compressa a 8 bar: anche questo taglia in pochi istanti».

Quindi, in poche parole, le biciclette di valore non si devono lasciare in strada di notte. Ovvio. Altrettanto ovvio, ma pochi lo fanno, è chiudere la bici anche solo per prendere un caffè al volo o se la lasciamo dentro al condominio di casa: «dove invece rubare è un classico: basta aspettare che qualcuno entra e accodarsi come un condomino qualunque».

La vera regola numero 1, anche questa troppo spesso trascurata, è che la bici va legata palo-ruota-corpo della bici. «Se leghi solo la ruota o non leghi la bici cambia molto poco». La ruota davanti è facilissima da staccare, quindi, al limite, leghiamo solo il corpo della bici. «Addirittura c’è chi lega solo i raggi, che è molto bello perché puoi portarti via una bici, intatta, praticamente solo con la lima per le unghie!». Anche al palo bisogna fare attenzione: «Una cosa divertente che ho fatto ogni tanto è staccare i pali per poi fissarli alla meno peggio: sembrano fissi ma basta alzarli e vengono via», quindi occhio al palo quando lo si sceglie per legare il proprio mezzo: potrebbe restarti in mano con poco sforzo.

Abbondare è meglio

Due lucchetti al posto di uno è un deterrente sicuro. «Avrete notato anche voi che le strade e i marciapiedi sono pieni di catene e bloster che sembrano abbandonati, attaccati a ringhiere o pali: sono dei ciclisti pendolari che si portano dietro un solo metodo di chiusura e l’altro lo lasciano sempre lì, e lo usano solo mentre sono in ufficio. Questo perché almeno nel tragitto eliminano un peso, ma poi la bici è legata doppia. Se foste un ladro, non preferireste la bici meno faticosa da liberare?»

Quale bloster o catenaccio?

«Posso fare pubblicità?», il mio ladro se la ride. «Il bloster Kryptonite e tutti quelli simili, ma anche i lucchetti a segmenti, ma belli robusti e abbastanza pesanti, sono molto, ma molto, molto meglio delle catene». Addirittura l’Abus dà ad esempio anche il livello di sicurezza, cioè quanto è duro l’acciaio di cui è composto e dunque, diciamo, la difficoltà per aprirlo. «Tendenzialmente diciamo che per un buon sistema di chiusura, servono almeno 50 euro. Altri 20 per il secondo». Poi, naturalmente, le bici si legano nel posto più illuminato e frequentato possibile: «è vero che mi hanno offerto una mano mentre rubavo in piazza Duomo, ma ho fatto un azzardo. Più tranquillo è il posto, meglio è per un ladro».

La bici pieghevole

Tra i tanti vantaggi della bici pieghevole c’è anche quello che te la porti in ufficio sotto la scrivania, o quasi. Sta veramente in pochissimo spazio. Non è forse bellissima, ma funziona egregiamente. Ce ne sono alcune, molto care ma ben fatte (come Brompton) che si trasportano come un trolley, senza alzarle da terra: sono, tra le bici, le utilitarie.

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Chi ha votato no | Spagna, torna l’incubo: 241 morti in 24 ore | Il killer di John Lennon chiede scusa

People For Planet - Mer, 09/23/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Chi ha votato no al referendum? Identikit dei “delusi da questa politica”;

Il Giornale: “Migranti? La riforma è fuffa” E ora in Ue può crollare tutto;

Il Manifesto: Cara Rossana, ti dico addio con le tue parole;

Il Mattino: Covid, Trump all’Onu accusa la Cina: «Ha infettato il mondo». Xi: «È falso»

Il Messaggero: Zingaretti: «Subito modifica del Dl Sicurezza». Sì di Conte (che frena sul Mes)

Ilsole24ore: Perché il “no” al referendum vince solo nei quartieri ricchi?

Il Fatto Quotidiano: Giovannini: “Ambiente? Serve un centro studi per immaginare il nostro futuro”;

La Repubblica: Spagna, torna l’incubo: 241 morti in 24 ore. Anche in Francia 10 mila nuovi positivi. Usa, superate le 200mila vittime;

Leggo: Il Covid cambia geografia, in Italia l’epicentro si è spostato: Roma supera Milano e fuori dai confini torna la paura;

Tgcom24: Il killer di John Lennon chiede scusa a Yoko Ono:”Fu un atto spregevole”;

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Concorso fotografico a premi «LA VITA QUOTIDIANA A GELA»

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 09/22/2020 - 18:07

Gela è una città con molte meraviglie! Un patrimonio archeologico unico al mondo, un mare straordinario, chilometri di spiagge, piazze, chiese e scorci bellissimi.

Quale modo migliore di valorizzare tutto questo se non con delle fotografie?

Gela Le Radici Del Futuro organizza un concorso fotografico sul tema “La vita quotidiana a Gela”. Un concorso per far conoscere la città di Gela attraverso lo sguardo di chi ci vive.

Aperto a tutti, ogni partecipante può inviare un massimo di tre fotografie ognuna con titolo e descrizione.

Verrà istituito un premio per le 3 foto prime classificate in base a quanto deciso da una giuria di esperti di comunicazione nominata da Gela Le Radici Del Futuro.

Premio per il primo classificato: 500 euro

Premio per il secondo classificato: 300 euro

Premio per il terzo classificato: 100 euro

Al termine del concorso le fotografie migliori verranno pubblicate in un book digitale sul sito http://www.gelaleradicidelfuturo.it/ e sui social network del progetto.

Formato fotografie

Verranno accettate foto digitali sia a colori che in bianco e nero, e sia in formato portrait (verticale) che landscape (orizzontale). Dimensioni minime: 1080 pixel il lato più piccolo, risoluzione 300 punti.

Formato: jpg.

Ogni fotografia dovrà essere corredata di titolo, breve descrizione e nome dell’autore.

La partecipazione al concorso è gratuita e riservata ai maggiorenni residenti nella città di Gela.

Le fotografie vanno inviate via mail a concorsofoto@gelaleradicidelfuturo.it entro e non oltre il 31 ottobre 2020.

I vincitori verranno comunicati nel corso di una premiazione che si terrà entro il 2020.

 

REGOLAMENTO

Jacopo Fo srl (Gruppo  Atlantide) con il sostegno di Eni e il patrocinio del Comune di Gela indicono il concorso fotografico “LAVITA QUOTIDIANA A GELA”

1) Requisiti di partecipazione

Il concorso è aperto a tutti i cittadini maggiorenni residenti nel comune di Gela. Le foto dovranno essere scattate esclusivamente nell’ambito del territorio di Gela .

2) Requisiti di esclusione

Non sono ammesse fotografie già oggetto di premiazioni in altri concorsi di carattere nazionale;

Non è ammesso ledere alcun diritto di terzi né violare le leggi vigenti;

Non è ammessa l’assenza nell’email di accompagnamento alle foto dei dati richiesti al punto 5;

Non rispettare i limiti di tempo per l’invio del materiale (entro il 31 ottobre 2020);

Non rispettare le caratteristiche tecniche delle foto indicate al punto 4;

Essere componente di Jacopo Fo srl o del Gruppo di Animazione Territoriale di Gela.

3) Modalità di partecipazione

La partecipazione è gratuita.

4) Caratteristiche tecniche delle foto

Verranno accettate foto digitali sia a colori che in bianco e nero, e sia in formato portrait (verticale) che landscape (orizzontale). Dimensioni minime: 1080 pixel il lato più piccolo, risoluzione 300 punti.

Formato: jpg.

5) Invio delle fotografie

Le fotografie dovranno essere inviate a concorsofoto@gelaleradicidelfuturo.it entro e non oltre il 31 ottobre 2020. Nell’email di accompagnamento dovranno essere indicati, a pena di esclusione, il nome  dell’autore, la  sua residenza, la sua  email, il suo numero  di telefono, la dichiarazione “dichiaro di aver letto e di sottoscrivere integralmente il regolamento del concorso pubblicato sul sito  www.gelaleradidelfuturo.it”.

Nell’oggetto della mail dovrà essere indicato “Concorso fotografico La vita quotidiana a Gela”

Ogni autore potrà inviare SOLO 3 fotografie. Nel caso di invio di più foto saranno ammesse al concorso solo le prime tre inviate.

6) Concessione licenza e autorizzazione al trattamento dei dati personali e dell’opera

Il partecipante concede agli organizzatori una licenza d’uso completa, non esclusiva, irrevocabile e a tempo indeterminato delle foto inviate. Con la partecipazione al presente concorso l’autore manleva l’organizzazione da tutte le responsabilità, costi e oneri di qualsivoglia natura che dovessero essere sostenuti a causa del contenuto delle foto.

Gli organizzatori si impegnano a pubblicare il nome dell’autore in ogni caso in cui le foto verranno utilizzate.

Il partecipante autorizza gli organizzatori al trattamento dei dati personali ai sensi della Legge 196/2003 e successive modifiche, per tutti gli adempimenti necessari all’organizzazione e allo svolgimento del concorso ed alla successiva pubblicazione delle foto.

7) Selezione finale – Decretazione del vincitore

I criteri fondamentali sulla base dei quali saranno selezionate le fotografie sono: aderenza all’obiettivo del concorso, originalità, qualità tecnica e qualità artistica.

La selezione finale con decretazione dei vincitori avverrà ad opera di una giuria composta da: Claudia Faverio, Jacopo Fo, Bruno Patierno, Iacopo Patierno, Simone Canova.

I vincitori saranno annunciati nel corso di una cerimonia di premiazione.

Le foto premiate, assieme ad una selezione delle foto segnalate, saranno pubblicate sul sito www.gelaleradidelfuturo.it, sui social collegati e su altri media scelti dal Gruppo Atlantide.

8) Premiazione, premi

La premiazione si terrà nel 2020 e sarà comunicata a tutti i partecipanti che riceveranno una e-mail di invito alla cerimonia spedita alla casella di posta utilizzata per partecipare al concorso.

Saranno premiati i primi tre classificati con premi in denaro: 500 euro per il primo classificato, 300 euro per il secondo, 100 euro per il terzo.

Ai sensi dell’articolo 6 del d.P.R. 26 ottobre 2001 n.430, questo concorso non rappresenta un’operazione a premi in quanto “indetto esclusivamente per la produzione di opere artistiche”.

L'articolo Concorso fotografico a premi «LA VITA QUOTIDIANA A GELA» proviene da Gela Le radici del Futuro.

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