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Un’eccellenza italiana: il Centro Antiveleni di Pavia

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 17:00
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Perché Avvenire è l’unico giornale di sinistra oggi

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 16:00

A scanso di equivoci, sia messa subito in chiaro la tesi: anche oggi, 20 agosto, Avvenire si riconferma il miglior giornale cartaceo in Italia. E l’unico di sinistra. Sinistra intesa come attitudine etica, non posa politica.

“Il 17 agosto 45 persone hanno perso la vita nel più tragico naufragio registrato al largo delle coste libiche quest’anno. È necessario rafforzare con urgenza le capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”, a riferirlo in un comunicato congiunto sono stati l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Tra le vittime, cinque sarebbero minori. Stando alle prime ricostruzioni, i migranti sarebbero morti a causa dell’esplosione del motore dell’imbarcazione avvenuta al largo della costa di Zuara, città sulla costa occidentale della Libia.

“Il più tragico naufragio registrato al largo della costa libica quest’anno”, una tragedia finita sulla prima pagina di un solo quotidiano italiano: l’Avvenire. Non La Repubblica, che dà in pasto ai lettori lo strazio di un padre, Daniele Mondello, accasciato sulla bara di suo figlio, morto ad appena 4 anni. Non il Manifesto, che preferisce indagare i retroscena della delicata alleanza tra Pd e M5S.

Grazie ai soccorsi di alcuni pescatori locali, al naufragio sono sopravvissuti 37 migranti, la maggior parte provenienti da Senegal, Mali, Ciad e Ghana. Una volta soccorsi, sono stati arrestati dalle autorità libiche e rispediti presso i centri di detenzione. La Libia, è bene ricordarlo, non ha mai firmato la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, e sugli abusi e violenze e racket all’interno dei centri di detenzione dei migranti sappiamo abbastanza per avere cognizione dell’orrore che si consuma quotidianamente in quei luoghi. Lo sappiamo grazie alle inchieste dei giornalisti. Quali? Soprattutto quelli di Avvenire, uno su tutti, Nello Scavo. Sia prima, con il Governo Conte I, quando i giornalisti cosiddetti ‘progressisti’ mal tolleravano il decreto sicurezza perché c’era Salvini al Governo, sia ora, nonostante il Governo Conte II non abbia ancora abrogato il decreto, che nel frattempo pare abbia smesso di turbare il sonno dei suddetti giornalisti.

Come dimenticare poi la prima pagina del 6 maggio, quando Confindustria, ubiqua, occupava pressoché ogni spazio pubblico e di informazione:

Queste potrebbero essere le prime pagine di un giornale (che non c’è) della sinistra. Non il voyeurismo nei confronti di un padre straziato dal dolore. E invece? E invece niente, alla fine bisogna dire: grazie, Avvenire. Almeno tu, dicci qualcosa di sinistra.

(Immagine in copertina tratta dalla scena “Le parole sono importanti” di Palombella rossa, film del 1989 diretto e interpretato da Nanni Moretti)

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Germania: cani a spasso almeno un’ora al giorno per legge

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 15:06

In Germania dal 2021 i padroni di cani e gli allevatori saranno obbligati dalla legge a portare fuori i cani almeno due volte al giorno, per un totale di almeno un’ora.

Allevatori attenti ai viaggi

Il governo federale vuole anche migliorare il benessere degli animali durante il trasporto da allevamenti e fattorie, che non potranno più superare le quattro ore e mezza “se non è garantito che in qualsiasi momento durante il trasporto ci sia una temperatura massima di 30 gradi”.

Obbligo di tener loro compagnia

Emerge dalla bozza di un’ordinanza del ministero federale dell’agricoltura, che riporta: “Un cane deve poter fare esercizio fuori da un canile almeno due volte al giorno per un totale di almeno un’ora all’aria aperta”. In futuro, i cani non potranno più essere lasciati soli tutto il giorno: in casa o in allevamento.

La scienza alla base

Secondo il nuovo regolamento, un accompagnatore dovrebbe prendersi cura dell’animale “più volte al giorno”. La motivazione, spiega il ministero, sta in “nuove conoscenze scientifiche sui bisogni dei cani”, che necessitano appunto di un “un sufficiente grado di movimento e contatto con stimoli ambientali”.

No alla catena e niente mostre con cani mutilati

Vietato poi tenere i cani alla catena e organizzare mostre con cani allevati in modo irrispettoso delle loro necessità biologiche, e che per questo non sono più in grado di comportarsi in modo appropriato o le cui parti del corpo come orecchie e coda sono state “completamente o parzialmente amputate” in violazione del benessere degli animali.

Attenzione alle mamme

Requisiti ancora più severi per gli allevatori di cani. Ad esempio un singolo allevatore potrà prendersi cura di un massimo di tre femmine con cuccioli contemporaneamente. Nuove regole in arrivo anche per le dimensioni e la temperatura delle cuccie: i cuccioli in particolare dovrebbero stare ad almeno 18 gradi di temperatura nelle prime due settimane di vita e dovrebbero fare esercizio fisico almeno una volta al giorno.

Antiparassitario per cani 100% naturale fai da te

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Greta Thunberg: “dopo due anni di scioperi, il mondo continua a negare la crisi climatica”

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 14:00

Esattamente due anni dopo il primo sciopero per il clima, Greta Thunberg è tornata a far sentire la sua voce per chiedere ai leader europei un piano d’azione immediato e concreto per combattere la crisi climatica.

Nella giornata di oggi, l’attivista ambientale incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel per consegnarle una lettera aperta, firmata da più di 125.000 persone (tra cui scienziati, attivisti, civili e influencers) e inviata a tutti i leader europei lo scorso 16 luglio. Nel documento sono elencati i punti essenziali per affrontare la crisi climatica ed ecologica in atto, affinché l’emergenza venga finalmente riconosciuta come tale.

La crisi climatica è reale. Perché continuiamo a negarla?

Greta ha dichiarato al The Guardian che, nonostante siano trascorsi due anni dal primo sciopero per il clima e milioni di persone siano scese in strada a manifestare per la giustizia climatica e sociale,

il mondo ha emesso più di 80 gigatonnellate di CO2. Abbiamo assistito a continui disastri naturali in tutto il mondo: incendi, ondate di caldo, inondazioni, uragani, tempeste, disgelo del permafrost e collasso di ghiacciai e interi ecosistemi. Molte vite e mezzi di sussistenza sono stati persi. E questo è solo l’inizio. Oggi i leader di tutto il mondo parlano di “crisi esistenziale”. L’emergenza climatica è discussa in innumerevoli meeting e vertici. Si prendono impegni, si tengono grandi discorsi. Tuttavia, quando si tratta di agire siamo ancora in uno stato di negazione. La crisi climatica ed ecologica non è mai stata trattata come una crisi. Il divario tra ciò che dobbiamo fare e ciò che viene effettivamente fatto si amplia di minuto in minuto. In effetti, abbiamo perso altri due anni cruciali a causa dell’inazione politica.”

L’Unione Europea deve agire adesso, in quanto, insieme al Regno Unito, è responsabile del 22% delle emissioni globali cumulative storiche, seconde solo agli Stati Uniti. Per questo motivo l’incontro con Angela Merkel è cruciale, affinché vengano mantenute le promesse prese durante gli Accordi di Parigi si contribuisca ad abbassare la temperatura media globale al di sotto dei 2 °C.

I cambiamenti avverranno ai nostri termini o ai termini della natura?

Il cambiamento è necessario e urgente ma i leader mondiali continuano a fare promesse senza mantenerle. Bisogna agire nell’immediato per evitare la catastrofe che è già in atto: sciogimento dei ghiacciai, aumento delle temperature, scomparsa della biodiversità, diffusione di malattie virali. Un cambiamento di rotta è necessario e può avvenire soltanto attraverso l’adozione di politiche mirate ad arginare la crisi climatica.

Le nostre richieste includono l’arresto di tutti gli investimenti e le sovvenzioni sui combustibili fossili, rendere l’ecocidio un crimine internazionale, progettare politiche che proteggano i lavoratori e i più vulnerabili, salvaguardare la democrazia e stabilire bilanci annuali vincolanti per il carbonio”, ha affermato la giovane attivista.

La negazione della crisi climatica ed ecologica ci sta conducendo verso il baratro.

Esiste ancora la speranza per un mondo più equo e sostenibile?

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Coronavirus: non dimentichiamo gli altri malati

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 13:00
Non si muore solo di coronavirus

Oggi l’ennesimo paziente è deceduto per complicanze legate al cancro.    
Certamente si deve essere prudenti, indossare la mascherina ed evitare situazioni di folla per la salute collettiva e singola. Ma sembra molto strano che ogni problematica sanitaria diversa dal coronavirus sia passata in secondo piano, anzi, peggio, NON ESISTA, perché tutta l’attenzione è assorbita dal nuovo coronavirus di cui cerchiamo i contatti degli asintomatici, terapie, vaccini, a cui dedichiamo interi ospedali e reparti, dipartimenti di prevenzione, per cui blocchiamo le visite specialistiche e i controlli sanitari programmati di tutte le altre terribili e diffuse patologie.

Ancora poca informazione ai medici del territorio

Coronavirus: come mai a noi medici non è stato ancora inviato un protocollo preciso per il covid con la maggior percentuale di sintomi, linee guida, età dei deceduti e comorbilità eventuale mese per mese e così via?
Quanto ci vuole ad avere delle chiare risposte?
Mi sembra che i mesi siano passati… e che i dati ora ci siano.

Non bisogna dimenticare le altre malattie e avere il coraggio di cambiare

Nello stesso tempo bisognerebbe impegnare le stesse energie anche per combattere il cancro e le altre malattie. Il fatto che almeno un paziente oncologico sia presente in quasi ogni famiglia non vuol dire che ciò vada accettato come normale.
Il fatto che ci sia associazione con inquinamento, cibo, alcool, stress e sostanze tossiche non vuol dire che si debba mettere l’economia al primo posto avendo paura di indagare per modificare lo stato delle cose, perché chiaramente non si può andare avanti così.
Dobbiamo porre attenzione alla nostra salute in modo globale e così dovrebbero fare anche il governo e i mezzi di informazione.             
Non si può banalizzare una pandemia ma non si può neanche dimenticare il resto.
E la popolazione dovrebbe essere informata a 360 gradi sulla sua salute per non dimenticare o lasciare indietro nessuno.

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I primi 5 esercizi da fare con un cucciolo di cane

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 11:00

Come si legge dal canale YouTube AmDogTraining Marco Annovi: L’arrivo di un cucciolo nella nostra vita rappresenta motivo di gioia ed entusiasmo. Anni fa si credeva che fosse fuori luogo e prematuro iniziare ad educare un cucciolo fin dai primi giorni e si consigliava di aspettare l’anno d’età per iniziare poi un vero e proprio addestramento.

Ecco un video che oltre a fare chiarezza su quando iniziare ad educare il cucciolo vi darà 5 esercizi con i quali iniziare fin dai primi giorni del suo arrivo.

Fonte: AmDogTraining Marco Annovi

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Chi chiacchiera con le balene alzi la mano

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 08:00

Gli scienziati stanno dando credito crescente agli antichi popoli che preparano rituali comunicativi per cacciare le balene. O meglio: per accordarsi con loro.

È noto infatti che le balene comunicano tra loro in modo raffinato, e che, grazie a una lunga infanzia in cui i cuccioli restano a stretto contatto con la madre, che impartisce loro regole e comportamenti, questi animali possiedono e tramandano una vera e propria cultura, cosa che fino a pochi anni fa si pensava essere prerogativa unicamente umana. Ci sono stati poi negli scorsi anni balene addestrate a parlare, per imitazione, o beluga utilizzati come spie.

Il linguaggio delle balene resta comunque non del tutto comprensibile a noi; si ritiene che questi animali si chiamino per nome, segnalino cibo e nemici, e non molto altro è noto. Ma ci sono culture – recentemente oggetto di studio da parte della scienza – che da secoli, per tradizione, comunicano con questi superbi animali su temi addirittura astratti, filosofici o religiosi.

Ne sono un esempio gli Yupik che vivono tra l’estremo oriente della Russia e l’Alaska centro meridionale, sull’isola di St. Lawrence. Si nutrono di balene per tradizione e necessità, ma nel modo più affascinante che si possa immaginare.

Le loro barche hanno speciali incisioni sul fondo, per renderle visibili agli animali. Secondo la tradizione Yupik, oggi oggetto di ricerca scientifica, le balene nuotano sotto le barche e ispezionano le incisioni. Se sono belle e danno fiducia sul rispetto che quegli uomini portano loro, la balena permetterà ai cacciatori di arpionarla. Altrimenti, nuoterà via.

Questo può sembrare strano, e ingenuo, per un osservatore esterno, ma nella cultura Yupik ha un senso preciso. La balena si sarebbe sviluppata da un animale terrestre – e in effetti si sa che il feto di una balena abbozza delle piccole gambe poi destinate a scomparire – e sarebbe sua aspirazione tornare a diventarlo. Per questo, dopo aver ucciso e mangiato una balena beluga, gli Yupik eseguono un rituale sulle sue ossa che consente all’animale di reincarnarsi come animale terrestre. Gli Yupik credono che le balene beluga vogliano subire questo processo per tornare sulla terra, e che questa “comunicazione spirituale” tra uomini e animali si concretizzi in uno scambio di favori.

Una cosa simile avviene tra i popoli Makah e Nuu-chah-nulth, che vivono rispettivamente nello Stato di Washington e nell’isola di Vancouver. Passano otto mesi eseguendo antichi rituali per comunicare con le balene: preghiere, bagni in speciali piscine e canzoni sacre puntano a ottenere il sacrificio della balena. Proprio come gli Yupik, anche queste popolazioni – lontane e in passato isolate tra loro – credono da sempre che una balena cederà la sua vita ai cacciatori di proposito, per poter rinascere. Anche loro decorano il fondo delle barche per lusingarle.

Se la scienza riuscirà in questa quasi paradossale missione di assegnare anche agli altri animali capacità mistiche e una sensibilità religiosa, al momento non è dato sapersi. Quello che è certo è che c’è stato un tempo – e in parte c’è ancora – in cui il rispetto segnava il rapporto tra cacciatore e preda, e la morte di un altro essere senziente non era mai considerata meno di un sacrificio. Per una cultura come la nostra, che accetta e si nutre di animali allevati in batteria, sebbene siano condivise le numerose prove sulla capacità animali di pensiero e sentimento, sembra questo l’insegnamento più importante.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Coronavirus: in Italia è aumentata la carica virale | Gioele, trovati i resti | Febbre del Nilo, 13 persone contagiate a Lodi

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Coronavirus: in Italia è aumentata la carica virale nei tamponi recenti;

Il Giornale: Open Arms torna alla carica: ora è pronto l’assalto all’Italia;

Il Mattino: Gioele, trovati resti e maglietta:«Al 99% è il bimbo di Caronia», ma adesso serve il test del dna;

Il Manifesto: Lukashenko minaccia e sposta le truppe | Al nono giorno di proteste e scioperi davvero nessuno sa come si concluderà la crisi in Bielorussia. Ieri Merkel e Putin si sono sentiti per telefono ma ognuno sembra essere rimasto sulle sue posizioni.;

Il Messaggero: Treno “fantasma” con un passeggero deraglia dopo 10 km senza macchinisti. Erano scesi per una pausa;

llsole24ore: Scuola, slittano le regole su quarantena e chiusure. Mascherine obbligatorie gratis – Dal 24 agosto test a prof e bidelli, se positivi tampone entro 48 ore – Altri 25mila supplenti in arrivo;

Il Fatto Quotidiano: Regionali, Conte. “Pd-M5s divisi? Occasione sprecata. Prima viene l’interesse dei cittadini”. Puglia e Marche, l’appello agita i 5 stelle;

La Repubblica: Febbre del Nilo, 13 persone del Lodigiano contagiate dalle zanzare con il virus;

Leggo: Alex Zanardi, la buona notizia dal San Raffaele: «Miglioramenti significativi»;

Tgcom24: Discoteche, il Tar ha respinto le richieste dei gestori: per ora no alla riapertura | Conte: “Le Regioni le hanno riaperte”;

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In Svizzera piove cioccolato dal cielo

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 17:58

Gli abitanti della città svizzera di Olten si sono trovati di fronte una scena degna di un film. La storia che stiamo per raccontarvi è degna di un racconto per bambini, come se a tirare le redini di quest’evento surreale sia stato l’enigmatico signor Willy Wonka e i suoi strambi aiutanti Umpa Lumpa.

All’improvviso la cittadina di Olten, situata tra Zurigo e Basilea, è stata ricoperta da uno strato di polvere marrone; e no, non si tratta di qualche strano fenomeno atmosferico e nemmeno di polversi sottili ma…di cacao! Polvere di cioccolato che è letteralmente piovuta dal cielo!

Secondo i media locali, la causa di questa pioggia anomala è stata un guasto all’impianto di areazione della locale fabbrica Lindt, e il vento ha contribuito a disperdere il cioccolato per tutta la città.

Le fave di cacao si sono posate su edifici, automobili e perfino sui vestiti delle persone, senza causare alcun danno. Tutti gli amanti del cioccolato saranno stati entusiasti di provare quest’esperienza e assaporare una pioggia di dolcezza!

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Tutto quello che c’è da sapere sul Bike Sharing

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 17:00

A Milano funziona molto bene il bike sharing, la bicicletta in condivisione. Con un’app sullo smartphone si noleggia il mezzo, la geolocalizzazione trova quello più vicino e lo sblocca rendendolo disponibile. Il nuovo bike sharing free floating permette di lasciare la bicicletta dove preferiamo.
Se non conoscete il bike sharing e volete capire come funziona questo video fa per voi.

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Covid-19, Cts: “In aula con la mascherina dai 6 anni”

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 14:49

Uso esteso delle mascherine a scuola a partire dai 6 anni, dunque dalla prima elementare, tranne che durante le interrogazioni e l’ora di attività fisica. Questa la scelta del Comitato Tecnico Scientifico, espresso poco fa da Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, a SkyTg24. “I tre pilastri: distanziamento, uso della mascherina e igiene sono indiscutibili e saranno validi anche per il mondo scolastico”, ha detto Miozzo. “Sopra i sei anni sarà richiesto, in Italia come in altri Paesi, l’uso della mascherina e il distanziamento. Poi ci saranno condizioni particolari, come l’uso o non uso se c’è un ragazzo non udente in classe, l’interrogazione. Ovviamente non c’è la mascherina a mensa o mentre si fa ginnastica. Ci saranno dei momenti del contesto locale e specifico che saranno di volta in volta valutati. L’indicazione però sarà: utilizziamo la mascherina perché è un importante strumento contro il virus”. Di ieri tra l’altro la conferma che il virus attivo è stato isolato nell’aria.

Variazioni regionali

La riapertura della scuola potrebbe comunque avvenire in modo diversificato territorialmente, a seconda dell’andamento dell’indice Rt. Oggi pomeriggio è in programma una riunione del Comitato Tecnico Scientifico, per un nuovo punto sulle altre misure da adottare in vista del 14 settembre.

Si valuterà come intervenire sui positivi

“E’ sicuro che ci saranno dei casi nelle scuole. Se si dovesse verificare un caso non vorrà dire chiudere le scuole, vorrà dire esaminare il contesto di volta in volta e, se necessario, mettere in quarantena una classe o l’intera scuola: questo sarà discusso di volta in volta con le autorità sanitarie locali – ha spiegato Miozzo -. Oggi pomeriggio al Cts discuteremo di un documento preparato da Istituto Superiore di Sanità, Inail e ministeri che definisce proprio queste procedure”.

La più grave emergenza sanitaria della storia

“I dati dei contagi stanno evolvendo in maniera per certi aspetti preoccupante ma anche con degli elementi di consapevolezza che abbiamo raggiunto un buon livello di controllo della malattia nel nostro Paese e un’eccellente capacità di intervento rapido in situazione di emergenza laddove si verificano dei focolai. Dobbiamo essere consapevoli che stiamo affrontando la più grande emergenza sanitaria della storia del nostro paese – ha aggiunto Miozzo –. Mai come questa volta abbiamo visto un intero pianeta messo in quarantena. Ci sono miliardi di ragazzi che sono stati bloccati nella loro quotidiana attività didattica, questo è il contesto nel quale viviamo. Proprio perché dobbiamo arrivare in sicurezza (all’inizio delle scuole, ndr), dobbiamo fare in modo che da oggi i nostri comportamenti, i comportamenti dei nostri giovani siano comportamenti virtuosi”, ha affermato riferendosi forse anche alle polemiche relative ai giovani adolescenti e al mancato uso dei dpi.

Covid-19, scuola: “Se mio figlio ha la febbre me lo rapisce l’Asl”? La risposta del Ministero è piena di sgomento

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Burro di arachidi e di mandorle fatti in casa

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 11:00

I burri di frutta secca sono una meravigliosa fonte di grassi sani e proteine e, sebbene possiamo facilmente trovarne in commercio, non c’è paragone con quelli fatti in casa!  

Con il video di Cucina Botanica vediamo come preparare in casa questi due composti super cremosi, buonissimi e perfetti da spalmare sul pane, abbinare con la frutta, mettere nello yogurt e sbizzarrirsi in molti altri abbinamenti! Cosa serve:

  • 300 gr di arachidi non salate / mandorle al naturale
  • frullatore;
  • Barattoli vuoti.
Fonte: Cucina Botanica

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Covid-19, scuola: “Se mio figlio ha la febbre me lo rapisce l’Asl”? La risposta del Ministero è piena di sgomento

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 10:25

È bello ridere nei momenti di tensione, come questo che precede una riapertura delle scuole mai tanto attesa, e che drammaticamente tarda a illustrare le modalità di rientro, i tempi e gli spazi. Devono aver pensato questo gli autori della catena che sta facendo sbellicare metà degli italiani, mentre l’altra metà tace.

Ebbene, il ministero della Pubblica Istruzione è dovuto intervenire per smentire il contenuto delle catene di messaggi che su Facebook ma anche Whatsapp parlano del rischio prelievo forzato dei bimbi in classe con la febbre. Cosa naturalmente non vera.

La risposta del Ministero

Scrive il Ministero: “Sta purtroppo (come dire: vi pensavamo più svegli, è proprio vero che la scuola serve, ndr) girando una grave fake news su cosa accade quando si deve gestire un alunno che, all’interno dell’istituto scolastico, mostra sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. Si arriva a sostenere che ai genitori non sarà permesso prelevare i propri figli e che questi saranno affidati all’autorità sanitaria. Niente di più falso, ovviamente (risate, ndr). Il Protocollo di sicurezza prevede invece che si debba provvedere quanto prima possibile “al ritorno al proprio domicilio” e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti”.

Ho fede in Facebook

La cosa più drammatica è che le persone hanno creduto di poter annullare questa presunta decisione del governo dicendo a Facebook che non sono d’accordo. Pensate che umiliazione oggi, quando, leggendo ogni genere e grado di giornale, o anche ogni post in circolazione, si vedono derisi e malamente. In sostanza il tenore della reazione a questa incredibile dose di ingenuità è colpevolizzare queste “legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività” (cit.) come male assoluto dell’Italia: non preparata, gonfia di ego senza ossa, arrogante, imbarazzante.

Per fortuna poi, c’è anche l’Italia che ride:

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Vuoi stare meglio? Passa almeno due ore alla settimana in mezzo alla natura

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 08:00

Due ore a settimana: per avere effetti benefici sulla salute fisica e psicologica basta trascorrere 120 minuti a settimana in mezzo alla natura. Un obiettivo non difficile da raggiungere, soprattutto se si considera che per avere giovamento sembra essere sufficiente frequentare le aree verdi presenti nelle città.

La soglia minima

La notizia arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature condotta in Inghilterra su quasi 20 mila persone, da cui emerge che le persone che trascorrono almeno 120 minuti a settimana in mezzo al verde hanno maggiori probabilità di godere di buona salute e di benessere psicologico, effetti benefici che non arrivano se la frequentazione di parchi e simili (verde cittadino, boschi, spiagge) avviene per meno di due ore a settimana. «È risaputo che fare una vita all’aria aperta a contatto con la natura possa essere un bene per la salute delle persone. Fino a oggi, però, non eravamo in grado di definire quale fosse la soglia minima per ottenere i benefici», ha affermato Mat White della University of Exeter Medical School, che ha guidato lo studio.

Vantaggi per tutti

Non importa se i 120 minuti vengono totalizzati in una sola visita o in più visite brevi: i benefici si ottengono in entrambi i casi. Dalla ricerca emerge inoltre come la soglia minima di due ore di verde a settimana valga per tutti, in modo trasversale: e quindi tanto per le donne quanto per gli uomini, tanto per i giovani quanto per gli anziani, tanto per i ricchi quanto per chi vive in condizione poco agiate; può essere applicata a diversi gruppi professionali ed etnici e vale anche per le persone con malattie e disabilità.

Obiettivo fattibile

I benefici di cui parla la ricerca sono alla portata di tutti. «La maggior parte dei contatti con la natura rilevati in questa ricerca – spiega White – si sono svolti a soli due chilometri da casa. Anche visitare i parchi cittadini sembra sortisca buoni effetti. E due ore alla settimana dovrebbe essere un obiettivo realistico per la maggior parte delle persone, soprattutto perché può essere raggiunto mediante visite brevi distribuite nell’arco dei sette giorni».

Nuove raccomandazioni

Diversi sono i motivi all’origine dei benefici per corpo e mente derivanti dal contatto con la natura: una migliore prospettiva di vita, minore stress, maggior tempo di qualità trascorso con amici e parenti. Secondo Terry Hartig dell’Università di Uppsala (Svezia), co-autore della ricerca, «questa scoperta offre un valido supporto alla comunità scientifica nel formulare delle raccomandazioni sulla necessità di trascorrere del tempo in natura per promuovere la salute e il benessere, simili alle linee guida già esistenti per lo svolgimento di esercizio fisico».

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Goccioline di coronavirus vive e infettive isolate nell’aria | Decreto Agosto, tornano i licenziamenti | Scuola: quarantena per tutti con un alunno positivo

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Goccioline di coronavirus vive e infettive isolate nell’aria: la prova in un nuovo studio;

Il Giornale: I nuovi importi delle pensioni | Tagli e aumenti: ecco per chi;

Il Mattino: Decreto Agosto, da oggi tornano i licenziamenti: ecco i sei casi previsti;

Il Manifesto: Monti a capo della commissione Oms;

Il Messaggero: Linea dura del governo: se pandemia si aggrava via ai lockdown territoriali;

llsole24ore: Ecco dove è obbligatoria la mascherina all’aperto e cosa rischia chi non l’indossa – In Italia 403 nuovi casi e 5 decessi – Live / In Francia +2.238 contagi – La mappa – Come capire se la seconda ondata è vicina – Così il lockdown mirato;

Il Fatto Quotidiano: Scuola, ipotesi test per studenti con sintomi. Sileri: ‘Se infetti, chiusure temporanee istituti’. Ministero: ‘Alunni positivi prelevati? Falso’;

La Repubblica: Allarme in Spagna, oltre 2mila contagi in 24 ore. Il capo della task force Usa: “Avrei voluto lockdown come in Italia”;

Leggo: Viviana Parisi, l’operaio coinvolto nell’incidente in autostrada: «L’urto stato forte, non abbiamo visto Gioele»;

Tgcom24: In Sardegna 470 persone in quarantena nel resort di lusso|Due tentano la fuga;

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Michele Dotti: la sua (straordinaria) casa ecologica

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 17:00

Michele Dotti, educatore, attore, ambientalista, ha da poco terminato i lavori della sua nuova casa ecologica in legno. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come è nata l’idea (un giorno in aereo…), quali vantaggi sta scoprendo e quali dotazioni ecotecnologiche ha installato.

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Un negozio di souvenir in centro storico

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 08/18/2020 - 16:56

In molte mete turistiche siciliane sono presenti quei negozietti di souvenir in cui i turisti possono acquistare cartoline, magliette, prodotti tipici e ceramiche di ogni tipo.  Non tutti sanno, però, che un punto vendita del genere lo abbiamo anche a Gela. Ad averlo aperto sono stati il Prof. Armando assieme alla moglie.

 

Un investimento ambizioso,  in cui poter reperire liquori territoriali (amari, limoncello e altro), ceramiche di Caltagirone, pupi siciliani, teste di Moro, cioccolato modicano, confetture, carretti in miniatura e non solo. Non mancano i gadget geloi, come le ceramiche dell’artista gelese Roberto Tascone, che riproduce in argilla modelli in scala della Torre di Manfria, antiche monete greche, colonne doriche in miniatura, gorgoni e altro. Ma vi sono anche T-shirt, calamite a tema Sicilia e Gela. “Sono ancora parecchie le cose che mancano in questa città, ma il lato positivo sta proprio nel fatto che con un po’ di impegno e volontà si può ancora investire su qualsiasi cosa e apportare una novità. La forza lavoro di certo non manca. L’ideale sarebbe dare più spazio agli imprenditori.” afferma Grimaldi.

Docente presso l’istituto Alberghiero e Presidente presso la FIPE – Confcommercio, il prof. Grimaldi è da sempre stato attivo nel campo della ristorazione e conosce la storia di ogni piatto della gastronomia locale e sicula. “È importante puntare sui prodotti locali e promuoverli. – commenta – A Gela, ad esempio, siamo i più grandi produttori di pomodoro. Pensiamo ai pomodori marinda, che sono dolcissimi e pieni di vitamine, per cui gli sportivi ne consumano parecchi. Ecco. Da questo punto di vista siamo più degli esportatori e li troveremo facilmente dai grossisti, nei mercati di Catania e altre zone. Un altro esempio è il finocchietto selvatico che cresce spontaneamente nei nostri campi mentre altrove difficilmente ne troveremo.”

Recentemente si è attivato assieme a molti altri commercianti per affiggere cartelloni e locandine che invitassero la cittadinanza a spendere e mangiare a Gela, piuttosto che acquistare online o in altre località. Oltre a quello del suo negozio, le locandine riportavano i loghi di altre attività commerciali. L’iniziativa è nata in risposta alla crisi economica nazionale a seguito dell’attuale emergenza sanitaria.

Circa il turismo e la ristorazione afferma: “Certamente ogni turista si reca in uno specifico luogo perché è interessato a conoscerne le tradizioni, la cucina locale e la storia. Sarà interessato anche ad assistere a degli eventi culturali. Un turista che viene a visitare Gela sarà interessato alla cultura greca, al museo, alla gastronomia e alla storia di ogni piatto. Facendo i conti dovremmo avere all’incirca 400 posti letto, tra cui anche un hotel sulla spiaggia di Manfria. E come vantaggio abbiamo anche il fatto che i prezzi sono piuttosto ridotti rispetto ad altre località. Ombrellone e sdraio in un lido di Gela costano soltanto 5€ per una giornata intera.”

In conclusione, se siete dei turisti e volete acquistare un ricordo della vostra esperienza nella nostra città, sapete già dove andare. Il negozio si trova in centro storico di fronte alla Chiesa del Rosario.

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“Trisciddi” al ragù e canestrato di Moliterno I.G.P.

CuoreBasilicata - Mar, 08/18/2020 - 16:36
Livello di difficoltà: MEDIOCosto: MEDIOTipologia: PRIMI PIATTIINGREDIENTI

Per i trisciddi:

  • 500 g di farina di semola di grano duro
  • acqua q.b.
  • sale q.b.

Per il condimento:

  • 300 g di macinato di carne di maiale
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • 1 l di salsa di pomodoro
  • 1 cucchiaio di cipolla tritata
  • canestrato di Moliterno I.G.P. q.b.
  • sale q.b.
PREPARAZIONE

Disponete la farina a fontana e inserite al centro un pizzico di sale e dell’acqua poco alla volta. Lavorate fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo; coprite con un panno e lasciate riposare per 10 minuti circa.

Stendete la pasta e create tanti bastoncini lunghi 4 cm che andrete a schiacciare con tre dita (indice, medio e anulare) esercitando una leggera pressione e contemporaneamente trascinando verso di voi. La parte della pasta profondamente irregolare (quella che è stata a contatto con le dita) dovrà essere poi aperta verso l’esterno a mo’ di orecchietta: avrete creato così i vostri “trisciddi”.

Iniziamo la preparazione del sugo. In una padella soffriggete la cipolla e, quando sarà ben dorata, aggiungete la carne macinata che lascerete cuocere per 5 minuti. A questo punto aggiungete la salsa di pomodoro, salate e continuate la cottura per circa mezz’ora a fuoco basso.

Portate a bollore una pentola colma di acqua salata e cuocetevi la pasta fresca.

Quando sarà cotta, dopo circa 5 minuti, scolatela e aggiungetela al sugo di carne.

Impiattate e spolverate con il canestrato di Moliterno grattugiato.

Buon appetito!

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Covid-19, Kim Jong-un risolve la fame in Corea con i cani domestici

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 13:15

“Il popolo ha fame? Date loro i cani”. Kim Jong-un non è solo il dittatore anacronistico e crudele della Corea del Nord, talmente narcisista da divenire comico. È anche stato capace, tra le orribili nefandezze che ha commesso, di gettare il suo popolo in una carestia a sua volta aggravata – secondo stime dell’ONU – dalla pandemia di coronavirus, che avrebbe gettato oggi nella malnutrizione addirittura il 40% della popolazione.

Il cane è il male

Ma il problema sembra nascondersi piuttosto, secondo il giovane Kim Jong-un, nella “decadenza” capitalista in cui sarebbero caduti i coreani, resa emblematica dall’abitudine non tradizionale in Asia di avere un animale domestico. Quale migliore occasione dunque per far di necessità virtù? Il dittatore ha ordinato di radunare tutti i cani domestici e randagi di Pyongyang e usarli per risolvere la carenza di cibo nella Nazione. Una scelta crudele che fa ora temere i proprietari di animali domestici.

Strappati alle loro famiglie

Proprietari che non dovrebbero comunque essere molti ormai, dato che, a luglio, il leader nordcoreano aveva annunciato che possedere un animale domestico è contro la legge. Secondo il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo: “Le autorità hanno identificato le famiglie con cani da compagnia e le stanno costringendo a rinunciare oppure sequestrano con la forza l’amico di casa. Alcuni vengono mandati negli zoo statali o venduti ai ristoranti dove servono carne di cane”.

Prima dei cani, tartarughe e dieta

Solo un mese fa Kim Jong-un aveva invitato i cittadini a nutrirsi della tartarughe di acqua dolce, considerata estremamente prelibata e nutriente. Come ulteriore chicca, gli esperti governativi avrebbero anche consigliato l’assunzione di un tè dimagrante speciale, da loro stesso ideato, capace di saziare chi lo beve e di conseguenza far perdere 10 kg di peso in soli 40 giorni.

La carne di cane dovrebbe vietarsi?

Nella penisola coreana, tuttavia, come pure il Cina, in Vietnam e in buona parte dell’Asia intera, la carne di cane è consumata normalmente. Solo in Corea, circa 1 milione di cani ogni anno vengono allevati nelle fattorie e destinati al consumo umano.  Questo non deve però stupirci, non avendo il cane un destino migliore di altri animali, allo stesso modo senzienti, dolci e mansueti, ma macellati e crudelmente allevati in Europa. Basti pensare che la mucca è sacra in India, ma, ecco, non ce ne facciamo un grosso problema in quanto a sfruttamento.

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Se cercate un paradiso sostenibile andate in vacanza a Lidö

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 08:00

Il set di questa missione è quello dell’isola di Lidö, nell’arcipelago svedese, dove giorno dopo giorno sono state introdotte 18 soluzioni sostenibili per renderla carbon neutral e tagliare del 78% le emissioni di CO2.

Combustibili ricavati da fonti rinnovabili, pannelli solari, biogas, infissi smart per gli edifici, sistemi di riscaldamento e rinfrescamento a impatto ridotto, in più tante idee per garantire ai turisti in visita un soggiorno confortevole e allo stesso tempo sostenibile. Non è un caso se le Zero Cabin e lo Zero Menu sono due pilastri del progetto.

Il progetto Zero Island si inserisce in un lavoro più ampio, la Journey to Zero iniziative. Come spiegano da Neste, tutto parte in realtà dall’obiettivo già fissato a livello nazionale secondo cui la Svezia sarà fossil-free entro il 2045. Considerando questa tappa già scritta nero su bianco, l’azienda si è dedicata a valutare il successo di alcune soluzioni per diminuire l’impatto ambientale di ogni cittadino nella vita concreta. Il luogo di sperimentazione è stato appunto l’isola di Lidö, dove sono stati apportati cambiamenti tanto progressivi quanto radicali lungo l’arco di un anno.

Quello di Neste non è un nome sconosciuto. Nell’indice Corporate Knights 2019 delle 100 società più sostenibili figura al terzo posto ed è la tredicesima volta che compare in questa lista. Ma la storia di quest’azienda è più lunga e controversa, trattandosi della compagnia petrolifera di stato svedese, fondata nel 1948 e negli ultimi decenni diventata anche bersaglio di Greenpeace per l’acquisto di olio di palma – necessario alla produzione di biodiesel – proveniente dalla deforestazione dei polmoni verdi di Malaysia e Indonesia. Poi il cambio di rotta, l’introduzione del MY Renewable Diesel e una serie di progetti che ne hanno cambiato i connotati (la storia aziendale si può leggere qui).

Zero Island impone di ripensare il modo di viaggiare e di vivere le esperienze turistiche e, allo stesso tempo, dimostra come sia possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Tuttavia, non c’è spazio per la noia e la scomodità per chi arriva a Lidö: le Zero Cabin vanno per la maggiore su piattaforme come AirBnb e lo Zero Menu offre la possibilità di scoprire i prodotti locali grazie ai piatti preparati dallo chef Jonas Svensson, che oltre ad essere buoni generano una carbon footprint (emissioni di gas serra) pari a un quarto rispetto a un piatto equivalente.

Con l’isola divenuta climate neutral il progetto comunque non si ferma: sarà un luogo dove educare le persone a scelte responsabili e sostenibili, dove sperimentare le Zero Vacations e, addirittura, dove sposarsi per la prima volta a impatto zero con le nozze Zero Weddings.

https://www.neste.com/releases-and-news/climate-change/nestes-zero-island-project-cuts-emissions-lido-78

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