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“Rider sottopagati, derubati delle mance, puniti.” Uber Eats accusata di caporalato

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 16:00

Il pm di Milano Paolo Storari ha chiuso le indagini a carico di Uber Italy per caporalato sui rider che effettuano consegne di cibo a domicilio e reati fiscali. Le indagini il 29 maggio avevano portato il Tribunale a disporre, con un provvedimento mai preso prima nei confronti di una piattaforma di consegne a domicilio, il commissariamento di Uber Italy, filiale della multinazionale americana Uber.

3 euro a consegna

I rider, si legge nell’avviso di chiusura indagini, erano “pagati a cottimo 3 euro a consegna” anche nei giorni festivi o in orario notturno, “derubati” delle mance e “puniti”. 

Il pm Paolo Storari scrive tra l’altro che “i rider venivano sottoposti a condizioni di lavoro degradanti, con un regime di sopraffazione retributivo e di trattamento, come riconosciuto dagli stessi dipendenti Uber”

“Non dire mai abbiamo creato un sistema per disperati”

Tra i 10 indagati figura Gloria Bresciani, in qualità di manager di Uber Italy che, in base alla intercettazioni telefoniche, avrebbe detto a un dipendente Uber Italy “Davanti a un esterno non dire mai più ‘abbiamo creato un sistema per disperati’. Anche se lo pensi, i panni sporchi vanno lavati in casa e non fuori”.

Oltre ai 10 indagati, anche la stessa Uber Italy è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa e il 22 ottobre dovrà affrontare un’udienza alla Sezione misure di prevenzione.

Le nuove schiavitù da Gig Economy

L’inchiesta sui rider che ha portato al commissariamento di Uber Eats per caporalato ha riaperto il dibattito sulle nuove schiavitù da Gig Economy, “l’economia dei lavoretti”.

Tutti ricordiamo che durante il lockdown le consegne a domicilio sono state inserite tra i servizi essenziali. Adesso le indagini su un colosso del calibro di Uber confermano le testimonianze di migliaia di rider in tutta Italia su condizioni di lavoro insostenibili per mancanza di chiarezza sui compensi, sulle modalità di ingaggio e di “licenziamento”.

In particolare i rider stranieri venivano reclutati e assoldati da società subappaltatrici di Uber per fare consegne ma non avevano alcun contatto diretto con la piattaforma, venivano pagati in contanti da un intermediario.

Vecchio e nuovo caporalato

“Al caporalato digitale, con le piattaforme che ti assegnano un punteggio in base alla tua disponibilità e velocità e se vogliono ti bloccano il profilo – ha spiegato al giornale Avvenire Lorenzo Righi di Union Rider Bologna, il primo sindacato autonomo nato anni fa – si aggiunge un caporalato vecchia maniera che colpisce gli immigrati, i più bisognosi anche perché devono mandare le rimesse nel proprio paese, per mantenere le famiglie”. 

Foto di Bruno Patierno

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Film Festival Diritti Umani Lugano

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 14:00

Torna a confermare la propria presenza anche quest’anno il FFDUL Film Festival Diritti Umani Lugano in un’edizione pensata in una forma diffusa ed itinerante all’interno del Cantone, così da portare il cinema in diverse città della Svizzera Italiana oltre a Lugano, storica sede del Festival, garantendo lo svolgimento della manifestazione in totale sicurezza e nel rispetto delle misure preventive anti-contagio.

Film Festival Diritti Umani Lugano 2020

Dopo un periodo che ha forzatamente richiesto l’isolamento personale, il FFDUL ha voluto essere in sala, in presenza; una presenza fisica, pur se necessariamente distanziata, che conduce a una profonda riflessione sul valore del corpo. Il “corpo”, involucro ed espressione delle nostre essenze, diventa simbolo e linea guida nei contenuti dei film proposti. I corpi imprigionati, i corpi in lotta, che fuggono dalle guerre e dalle dittature, i corpi fragili, corpi che non possono esprimere la propria sessualità, corpi del dissenso, i corpi imperfetti, i corpi malati.

Il Festival intende informare e sensibilizzare un pubblico variegato sulle problematiche legate al rispetto dei Diritti Umani, proponendo un forum aperto che metta in evidenza l’universalità e le diverse sfaccettature della tematica. L’obiettivo è quello di sensibilizzare un ampio pubblico attraverso un programma cinematografico di qualità e momenti di approfondimento e discussione, arricchiti da un’importante presenza di ospiti.

E così, a partire da mercoledì 14 ottobre, tanti i temi di estrema attualità che verranno affrontati anche in questa edizione nei 17 film e 2 cortometraggi in rassegna. In apertura a Lugano “Welcome to Chechnya” di David France, uno sguardo attento alla violenza e gravi discriminazioni verso il mondo LGBTQ in Cecenia. Presente in programma anche “Ritorno in apnea” di Anna Maria Selini (Lugano, sabato 17 ottobre) premiere internazionale del film che illustra la tragedia vissuta dalla provincia di Bergamo, tra marzo e aprile del 2020, dove sono morte 6.000 persone a causa del Coronavirus.

Il Festival vedrà la sua conclusione nella storica sede del Cinema Corso, domenica 18 ottobre, con uno dei temi più attuali dei nostri giorni: “I’Am Greta” di Nathan Grossman una profonda riflessione sull’ambiente, film recentemente presentato all’ultima Mostra internazionale del Cinema di Venezia. La serata conclusiva sarà in collaborazione con il Human Rights Film Festival Zürich.

Per scoprire di più sulla programmazione e biglietti:  www.festivaldirittiumani.ch/it/

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Covid-19, tutto il mondo si prepara a scovarlo con i cani

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 12:23

Tamponi tamponi tamponi. Servono sempre di più, per ospedali, case di cura, aeroporti, scuole, ma hanno un costo considerevole, tempi di attesa e limiti nell’affidabilità. La risposta arriva ancora una volta dal migliore amico dell’uomo. Cani addestrati a sniffare il coronavirus – con una precisione superiore al tampone: quasi il 100% – sono già da un po’ operativi all’aeroporto di Helsinky, ma tutto il mondo ci sta provando.

Beirut pronta per l’aeroporto

L’Università di Adelaide in Australia sta addestrando cani a questo scopo (tutte le razze sono in grado di farlo) e la ricerca fa parte di uno sforzo internazionale franco-libanese. Studi preliminari hanno mostrato che questa “analisi” è in grado di identificare anche malati asintomatici o malati che non hanno ancora sviluppato sintomi. Basta odorare per meno di 10 secondi il sudore umano. Le forse di sicurezza libanesi stanno addestrando al momento 20 cani a questo scopo, che saranno impiegati nell’aeroporto di Beirut. Se tutto andrà come previsto, gli aeroporti di tutto il mondo ne avranno presto una squadra a disposizione. E non solo per gli aeroporti.

Anche il governo britannico ci lavora, finanziando con  100 miliardi di sterline l’operazione “Moonshoot”. Altri studi al via in Finlandia, Spagna, Germania, Brasile. Mentre in Cile, ad esempio, i cani da covid sono già per le strade.

Ma i cani si contagiano?

È ormai noto che moltissimi animali domestici – tra i quali cani e gatti – possono contrarre il coronavirus. Odorando in cerca di segnali, non potrebbero contagiarsi? Il sistema ha pensato anche a questo.

All’aeroporto finlandese di Helsinki, il progetto pilota finanziato dallo stato prevede che i passeggeri si tamponino la pelle con una salvietta, che viene posta in un bicchiere accanto ad altri contenenti profumi di controllo. Quindi nessun contatto diretto con le persone. Se il cane rileva il virus – e lo mostra guaendo, dando zampate o sdraiandosi – il passeggero esegue un tampone di conferma. Quindi, come spiega un ricercatore del progetto al Guardian, i cani non annusano il virus vero e proprio, ma le sostanze chimiche volatili prodotte come reazione al contagio dal nostro corpo, e rilasciate dall’organismo appunto attraverso il sudore.

In un periodo che va da due a dieci settimane, qualsiasi cane potrebbe diventare un sostegno determinante per la lotta alla pandemia, garantendo allo stesso tempo un notevole risparmio di fondi pubblici. Chissà che anche il nostro Paese non si unisca in questa nuova e promettente strategia.

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Foglie d’autunno all’uncinetto

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Per filo e segno ecco come realizzare delle foglie autunnali per decorare gli ambienti della nostra casa e/o da tenere presente per un‘idea regalo personalissima e originale!

Sbizzarritevi con la scelta dei colori.

Fonte: Per filo e segno

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Più alberi in città: il governo stanzia 30 milioni per la forestazione urbana

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 09:00

Stanchi di città grigie, irrespirabili e sommerse da nubi di smog? Finalmente il sogno di un’Italia più verde e sostenibile diventa un’idea concreta.

Lo scorso 8 ottobre, infatti, la Conferenza unificata delle regioni e comuni ha approvato un norma, inserita all’interno della Legge Clima, per favorire la piantumazione di nuovi alberi sull’intero territorio nazionale. Ben 30 milioni di euro sono stati stanziati per finanziare progetti di forestazione urbana nei prossimi due anni.

Ad annunciarlo è stato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook:

Un albero tutela la biodiversità di un territorio, garantisce la funzionalità degli ecosistemi, contrasta i cambiamenti climatici, migliora la salute e il benessere dei cittadini, ha una funzione di assorbimento e stoccaggio di CO2, migliora la qualità dell’aria, abbassa le temperature urbane e per ultimo, ma non per importanza, rende belle le nostre città.
Per questi motivi nella Legge Clima è stata prevista una norma sulla forestazione urbana. Poche ore fa la Conferenza unificata delle regioni e comuni ha dato l’ok al decreto attuativo che stanzia 30 milioni per finanziare, per due anni, progetti di forestazione urbana
.”

La rivoluzione verde parte dai Comuni

Il punto di partenze del Green New Deal italiano saranno i Comuni, che dovranno fornire “piani dettagliati di gestione che prevedano la piantumazione e anche la gestione e la manutenzione delle aree verdi realizzate per almeno 7 anni, e la sostituzione con nuovi alberi in caso non attecchiscano quelli piantati.”.

Ogni progetto sarà monitorato e ci sarà possibilità di revoca in caso si dovessero presentare delle incongruenze tra l’esecuzione e la progettazione.

La lotta ai cambiamenti climatici inzia dal basso e la ricostruzione delle città in chiave green è il primo, importante passo, per un’Italia più bella, verde e sostenibile.

L’esempio di Milano e il progetto Forestami

Milano ha già iniziato la sua rivoluzione green: negli ultimi tre anni il verde urbano è triplicato nel capoluogo lombardo. Grazie al progetto Forestami, sono state già individuate 253 nuove aree da destinare alla forestazione urbana con l’obiettivo di arrivare a piantare 3 milioni di alberi entro il 2030.

La forestazione del nostro Paese è un passo fondamentale per stabilire quella nuova normalità verde che il post-Covid richiede“, ha dichiarato a luglio il ministro Costa. “Non dobbiamo dimenticare che la grande battaglia contro i cambiamenti climatici e per la qualità dell’aria richiede coraggio, idee innovative e progetti ambiziosi come quello di Forestami. Auspico che il modello di Milano possa essere replicato nel resto d’Italia“.

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Mal di schiena solidale

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 08:00

La ciambella costa infinitamente meno di sedie e poltrone ergonomiche e la puoi portare ovunque!

È ormai opinione condivisa anche negli ambienti scientifici che gran parte (non tutti) i dolori alla schiena abbiano come causa primaria o importante concausa errori posturali: cioè, si sta per troppe ore in posizioni sbagliate.

Un esempio semplice riguarda coloro che passano molto tempo alla scrivania. Stando fermi a lungo si verificano due effetti negativi.

Alcuni muscoli restano contratti per troppo tempo, questa contrazione causa una cattiva circolazione del sangue nei capillari, quindi alla lunga si può verificare un danno per le cellule e quindi infiammazione; inoltre i muscoli contratti possono arrivare a premere sui nervi causando dolori.

Un altro effetto della posizione innaturale è che la pressione lungo la spina dorsale si concentra su alcuni punti delle vertebre, anche qui c’è contrazione, cattiva circolazione e quindi un’infiammazione che provoca dolore.

Ovviamente se hai mal di schiena è essenziale innanzi tutto rivolgersi a un medico specializzato e verificare che non ci siano cause più gravi.

Se il dolore ha come causa solo una posizione scorretta è utile seguire un corso di ginnastica posturale per ritornare a posizioni e movimenti naturali (vi sono tanti metodi molto buoni: per esempio quello Mézières, o Alexander, per citarne due tra i più noti, e i metodi antiginnastica, ecc…).

Ho tratto giovamento anche da una serie di massaggi di un esperto di Osteopatia, particolarmente efficaci per sciogliere le contrazioni.

Attenzione a NON sottoporsi a massaggi dolorosi che possono causare danni aumentando l’infiammazione. Se il massaggio provoca dolore o comunque è troppo forte fa male. E prima di farmi camminare sulla schiena da qualcuno voglio vedere che abbia almeno due lauree. In medicina. Le lauree in letteratura romanza non valgono.

Ovviamente la ginnastica serve a poco se poi passi ore a una scrivania, perché comunque tendi a restare immobile e quindi metti sotto stress alcuni punti delle vertebre e crei ipercontrazioni muscolari.

Da una trentina d’anni sono in commercio sedie e poltrone geniali che hanno la caratteristica di essere elastiche. Questa elasticità fa sì che ogni minima variazione della posizione delle braccia o della testa si trasmetta alla sedia che la amplifica. In questo modo ci si trova a dover riequilibrare il movimento della sedia per restare in equilibrio e quindi si modifica leggermente la posizione degli anelli della spina dorsale, evitando così contratture e la pressione eccessiva sempre sugli stessi punti di contatto.

Lo stesso effetto si ottiene con grandi palloni di gomma resistente al peso, che costano un po’ meno delle sedie ergonomiche.

Io ho sperimentato diverse soluzioni di seduta e alla fine ho optato per un cuscino a ciambella, non troppo gonfio, che mi dà grande beneficio al costo di 15/20 euro.

Inoltre me lo posso portare ovunque, gonfiato, dentro una borsa di tessuto leggero con i manici di corda. E all’occorrenza funziona pure da borsa.

Ho avuto grandissimi benefici anche dalla pratica di stendersi e muovere la spina dorsale in tutte le direzioni possibili ma solo di un paio di centimetri e (qui sta il bello) IL PIU’ LENTAMENTE POSSIBILE.

E per lentamente intendo proprio molto lentamente. Il più lentamente possibile.

Il movimento rallentato è una tecnica scoperta dai cinesi almeno 3mila anni fa.

Da questa scoperta è nato il Tai Chi, che in occidente si pratica spesso lentamente ma non troppo, disponendosi in posizioni codificate.

In Cina però ho visto alcuni anziani praticarlo molto più piano.

Questo perché cercando di muoversi alla velocità della lumaca pigra si ottiene il rilassamento della muscolatura profonda, detta anche emotiva o non razionale.

Il cervello, cercando di realizzare un movimento lentissimo, è costretto a chiedere ai muscoli che sono contratti di rilassarsi.

Si può praticare questa ginnastica anche senza conoscere i movimenti codificati dal Tai Chi. Movimenti di pochi centimetri, lentissimi, sono di per sé molto efficaci.

E te ne rendi conto subito perché la spina dorsale dopo alcuni minuti, si riscalda per l’effetto del rilassamento che fa aumentare la circolazione del sangue lungo i capillari.

L’altro vantaggio di questa ginnastica è che può essere praticata anche solo per pochi minuti. E una volta che, grazie al movimento lento, hai imparato a muovere tutti i muscoli, anche quelli che non sai di avere, poi tendi spontaneamente a muoverli sempre lì, che è super benefico. Inoltre questa ginnastica la puoi fare ovunque, anche in piedi o su una sedia, e se ti muovi poco e molto piano nessuno si accorge che stai facendo ginnastica.

Molto benefici sono poi stati bagni in piscine a 34 gradi, con questa temperatura si può restare immersi a lungo senza sentire freddo.

Il metodo migliore che ho sperimentato è quello di stendersi nell’acqua con cuscini pieni d’aria sotto la nuca e sotto le ginocchia o le caviglie. Ci sono in commercio vari tipi di galleggianti fatti apposta ma due o tre salvagenti per bambini, di quelli classici da mare, a ciambella, un po’ sgonfi, possono andare benissimo e costano pochi euro.

Ci si stende sull’acqua, sostenuti dai galleggianti e semplicemente ci si rilassa. Il movimento che si produce respirando trasmette movimenti piccoli e lenti alla spina dorsale con uno straordinario effetto rilassante sulla muscolatura.

Ottimo poi se una persona ti trascina sull’acqua lentamente compiendo movimenti a “S”, si ottiene così una leggera mobilitazione delle vertebre e quindi tonificazione e rilassamento. Ed è veramente gradevole e ipnotico, vai in trance piacevole!

Sempre in acqua calda ci si può mettere in piedi, accovacciati o in ginocchio (a seconda della profondità della piscina), immersi nell’acqua fino al mento, in modo tale che respirando l’aria che entra nei polmoni aumenti il galleggiamento del busto. In questo modo è il galleggiamento aumentato che genera un effetto di lieve e delicato allungamento della spina dorsale. Piacevole!

Se hai sperimentato altri metodi per arginare il mal di schiena pubblica il tuo contributo nello spazio dei commenti a questo articolo. Socializziamo le conoscenze migliori!

Grazie!

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La bomba della tripla Imu | Sgarbi si candida a sindaco di Roma | Franceschini: “No a ulteriore taglio di pubblico per spettacoli”

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Torna l’allarme nelle Rsa, nuovi casi a Napoli. Conte: «Escluderei lockdown nazionale»;

Il Giornale: La bomba della tripla Imu Pd “Ora ci bruciano le pensioni…”;

Il Manifesto: Un taglio alla movida. Per locali e feste in arrivo la stretta;

Il Mattino: Sgarbi si candida a sindaco di Roma;

Il Messaggero: A Parigi positivo oltre il 17% dei test: coprifuoco allo studio del governo Oms: «Dato potrebbe tornare catastrofico»;

Ilsole24ore: Il Nobel per l’economia agli americani Paul Milgrom e Robert Wilson per i lavori sulle aste – Così Wall Street è lo specchio delle disuguaglianze;

Il Fatto Quotidiano: Conte: “Stop movida alle 24 e no alle gite scolastiche”. Nel testo raccomandata mascherina in casa con amici;

La Repubblica: Zingaretti risponde all’appello di Repubblica: “Investiamo sulla presenza di donne nel lavoro”;

Leggo: È morto Enzo Totti, il papà di Francesco aveva contratto il Covid-19. Era ricoverato allo Spallanzani;

Tgcom24: Conte: “Escluderei un nuovo lockdown generalizzato” | Franceschini: “No a ulteriore taglio di pubblico per spettacoli”;

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Donne, mamme, lavoro: adottiamo il Piano C!

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 17:00

A Milano, in Via Simone d’Orsenigo 18, c’è Piano C, un’associazione che ha creato un co-working studiato specificamente per le donne, davvero innovativo. Non solo uno spazio dove lavorare ma anche un aiuto per aumentare, ad esempio, la propria visibilità nel mercato del lavoro.
C’è anche uno spazio per i bambini (coBaby) con educatrice e giochi.
Intervista a Sofia Borri, Direttrice Generale Piano C.

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Video di Indi Mota, da un’idea di Margherita Aina

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Come si diffonde un virus? (Video)

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 15:00

Questo esperimento mostra come un virus può diffondersi in pubblico. Il test è stato condotto dall’emittente pubblica giapponese NHK.

Sulle mani delle persone è stata applicata vernice fluorescente invisibile. A quel punto 10 partecipanti si sono serviti al buffet, e hanno mangiato per 30 minuti. Poi, una luce UV ha mostrato quanto in lungo e in largo fosse andata la vernice.

People For Planet

Il programma “MythBusters” condusse un test simile nel 2010, quando il conduttore Adam Savage sgocciolò per un’ora 60ml di muco finto, (più o meno la quantità di muco di una persona raffreddata), per verificare quanto lontano finissero le secrezioni nasali e su quante persone potessero depositarsi.

Traduzione e sottotitoli di Angela Prati

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Covid-19, stop agli sport di contatto (calcio, basket, judo, rugby…)

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 10:37

Assieme alle feste private – inviti a cena, compleanni, matrimoni … – il governo confermerà oggi la richiesta del Comitato tecnico-scientifico di limitare gli sport da contatto a livello amatoriale. Gli esperti ritengono che queste attività aumentino i contagi visto che il coronavirus si diffonde tramite particelle di saliva che vengono espulse con il respiro, la cui diffusione aumenta quando si compie attività fisica (così come quando si parla a tono elevato o si canta).

Vietate solo le partitelle

Per il momento, questa misura non riguarderà il livello professionistico ma neppure le attività svolte sotto il controllo di società che hanno attivato il protocollo anti coronavirus. In sostanza, lo stop si limita alle partitelle tra amici in piazza o in cortile, al parco o sulla spiaggia.

Si al tennis e piscina

Via libera senza limiti agli sport individualisti come il tennis o la corsa. Si salvano per ora anche palestre e piscine, a patto che gli ingressi siano contingentati e tutta l’attività si svolga su prenotazione, in base a un numero stabilito di ingressi e di persone che fruiscono degli ambienti.

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Come iniziare ad andare sullo skate

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Lorenzo Godente ecco i consigli base per tutti i principianti che hanno deciso di avvicinarsi a questo sport from USA.

Fonte: Lorenzo Godente

Consiglio: rivedere il video almeno un paio di volte in modo che vi sia più chiaro possibile.

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Processo a Cristoforo Colombo

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 08:00

In questi giorni si torna a nominare Cristoforo Colombo e le sue statue vengono abbattute…. . Jacopo Fo e Mario Pirovano hanno fatto un processo a questa figura tanto controversa

Fonte: Youtube Alcatraz Channel

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Trump: “Sono diventato immune”, Twitter lo segnala| Agricoltori vittime della grande distribuzione

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 06:25

Corriere della Sera: «Mascherina obbligatoria se cammini, non se fai jogging». Attività motoria e sportiva:;

Il Giornale: Stravolta la regola dei tamponi: uno solo per finire l’isolamento;

Il Manifesto: Caos totale: i tamponi scarseggiano e le regioni vanno in ordine sparso;

Il Mattino: Twitter bacchetta Trump che si proclama “immune”: «Messaggio fuorviante»;

Il Messaggero: Dal calcetto alla pallavolo e al basket: ecco tutti gli sport “amatoriali” vietati Niente mascherina per i runner;

Ilsole24ore: Il virus in Cina non circola più ma la sua immagine nel mondo è peggiorata ;

Il Fatto Quotidiano: Azzolina: “Nessuna ipotesi di misure restrittive nelle scuole”;

La Repubblica: Trump: “Sono diventato immune”. E chiede di ripristinare il dibattito con Biden video;

Leggo: Allerta meteo, arriva il ciclone autunnale: da mercoledì gelate e nubifragi, 7 regioni a rischio;

Tgcom24: Agricoltori vittime della grande distribuzione: Presadiretta mostra i contratti che li rovinano. La legge per tutelarli? Resta ferma in Senato;

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Milano: apre il primo cannabis social club a scopo terapeutico

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 17:45

Il primo cannabis social club italiano è stato inaugurato lo scorso 9 ottobre in via Brusuglio 70, zona Affori, a Milano.

Si rifà al già consolidato modello spagnolo e ed è stato intitolato a Marco Pannella, che si è sempre battuto per la legalizzazione della cannabis.

Come funziona il primo social cannabis club a scopo terapeutico

Si chiama The Hemp Club, è l’acronimo di THC ed è un’associazione culturale cannabica ispirata a Marco Pannella. Il cannabis social club ha l’obiettivo di diventare un punto di ritrovo, discussione e scambio per i pazienti che hanno bisogno di farmaci a base di cannabis, tra cui i malati di Parkinson.

Il coffee shop è aperto a tutti, che, sulla base del modello spagnolo, saranno ammessi compilando una normale tessera di iscrizione.  Al raggiungimento dei primi cento tesserati, verranno coltivate le prime piantine. La cannabis potrà essere consumata all’interno del centro stesso da coloro che, dietro ricetta medica, dimostrino di aver bisogno di prodotti a base di cannabis a scopo terapeutico.  

Il presidente di The Hemp Club, Raffaello D’Ambrosio, ha dichiarato che

Come associazione aiutiamo il pubblico a reperire ricette mediche per l’uso di cannabinoidi. Le persone devono essere libere di coltivarsi la propria cura liberamente e noi abbiamo creato un centro in cui possono ritrovarsi”.

Come ogni associazione cannabica che si rispetti, The Hemp Club si avvarrà della presenza di un avvocato, il pensalista Filippo Molinari, che si occuperà della tutela legale degli iscritti e che ci tiene a sottolineare che “all’interno del centro non si svolge un’attività illegale ma culturale”.

Infatti, The Hemp Club vuole essere un punto di ritrovo e di scambio, che offrirà ai propri iscritti anche “corsi di pasticceria per insegnare a preparare pasticcini, biscotti e muffin a base di marijuana a chi non voglia fumare e preferisca assumere in questo modo la cannabis terapeutica”.

Un aiuto fisico e psicologico per i malati di Parkinson

All’interno del club, saranno ammessi anche i malati di Parkinson, che potranno usufruire della consulenza di medici per la prescrizione di farmaci a base di cannabinoidi, oltre che a trovare un luogo in cui poter confrontarsi e rilassarsi:

Non c’è una cura per la nostra malattia – ha dichiarato Brigida Zumbo, presidente dell’associazione Italiana Giovani Parkinsonianici sono farmaci che ci aiutano ma allo stesso tempo ci intossicano ed è stato dimostrato che la canapa è perfetta per noi. Si è infatti rivelata un forte rilassante che è quello che ci serve per calmare i crampi dolorosi, gli stati di ansia ed i disturbi del sonno. La marijuana data dallo Stato non è mai abbastanza, vogliamo essere liberi di produrla, inoltre, questo centro può aiutare i giovani malati che tendono a chiudersi in casa a incontrare e conoscere persone”.

The Hemp Club vuole essere, quindi, un modello di autoproduzione e condivisione che va a costituire un tassello importante nella lotta al proibizionismo, nel riconoscimento delle funzionalità e dei benefici della cannabis a uso terapeutico.

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Benvenuti alla Locanda dei Girasoli!

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 17:00

Nel 1999, per dare una possibilità di lavoro al figlio con Sindrome di Down, due genitori hanno fondato “La Locanda dei Girasoli”, un ristorante-pizzeria che oggi dà lavoro a 10 ragazzi, 9 con Sindrome di Down e 1 con Sindrome dell’X Fragile.
Un progetto straordinario di fondamentale importanza per questi ragazzi, purtroppo ancora oggi discriminati dal mondo del lavoro.
Se siete di Roma, se passate da Roma, fermatevi a cena!
Intervista a Ugo Minghini, Direttore della Locanda dei Girasoli.

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Indirizzo: Via dei Sulpici, 117H, 00174 Roma
http://www.lalocandadeigirasoli.it/

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Covid-19, dossier ISS: ecco cosa è cambiato nella circolazione del virus

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 15:00

Il Covid-19 prolifera nelle case, tra familiari e conviventi, a dirlo è l’Istituto superiore di sanità, che come ogni settimana ha pubblicato il report. Per la decima settimana consecutiva, l’Italia registra un costante aumento dei casi, con un’incidenza cumulativa pari a 44,37 casi per 100mila abitanti e l’indice Rt nazionale che si attesta a 1,06.

Preoccupano i nuovi focolai (+ 1.181 rispetto alla settimana precedente, su un totale di 3.805 in tutta Italia) e l’aumento delle persone ricoverate, anche in terapia intensiva, sebbene la situazione non possa essere paragonata all’inverno scorso, quando i posti di ricovero erano ridotti e gli ospedali non godevano di triage, macchinari, strutture e barriere tra reparti Covid e reparti Covid-free come invece accade oggi, sia pure con diverse eccezioni.

“Aumenta per la decima settimana consecutiva il numero di casi, questa volta un po’ più – ha dichiarato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza – “l’Rt supera di poco l’unità. Si registrano focolai in tutte le regioni italiani. Il numero di ricoveri ospedalieri tende ad aumentare, ma non si registra un sovraccarico delle terapie intensive. Bisogna essere prudenti, evitare le aggregazioni, utilizzare sempre la mascherina, applicare il distanziamento fisico e curare l’igiene delle mani”.

Al di là dei numeri, cosa è cambiato nella circolazione dei virus?

Anzitutto, a cambiare è il luogo di trasmissione. Ora il virus si trasmette nel 77,6% dei casi tra le mura domestiche, contro il 2,5% dei casi a scuola e il 4% nelle attività ricreative, ovvero nei bar, ristoranti, eccetera. A essere cambiato nelle ultime settimane è poi la velocità di trasmissione, al punto che la Fondazione Gimbe lancia l’allarme: dal 30 settembre al 6 ottobre il numero delle persone positive al Covid-19 è cresciuto del 42,4% con picchi di ospedalizzazione che in alcune regioni, in primis la Campania, ha raggiunto medie importanti, maggiori della media nazionale (6,5 per 100.000 abitanti). Occhi puntati poi sui mezzi pubblici, ritenuti vera piazza di contagio, anche per via dell’assenza di restrizioni messe in vigore dalle aziende private di treni e autobus, sui quali si continua a viaggiare con una capienza superiore dell’80%. Proprio in questi giorni il governo sta valutando quali azioni intraprendere per scongiurare l’ipotesi di un altro lockdown, e un nuovo dpcm dovrebbe essere varato intorno al 15 ottobre.

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Come spellare le castagne (o marroni) in 3 minuti

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 10:00

Ricchi di fibre, minerali e acido folico, le castagne (o marroni) sono frutti propri dell’autunno, maturano intorno alla fine di settembre e si trovano fino a dicembre. Difficile trovare qualcuno a cui non piacciono! Ma come riuscire a gustare questi frutti in modo semplice?

Dal canale YouTube Chef Stefano Barbato ecco il trucco

Chef Stefano Barbato

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L’arte di accatastare la legna e i suoi risvolti anti stress ed eco-compatibili

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 08:00

E se appoggiata ai muri perimetrali può anche contribuire all’effetto cappotto termico dell’edificio e a migliorarne la traspirabilità. Ma anche, se non proprio uno stile di vita, può essere un modo per fare arte ed evitare lo stress.

Le cataste sono solitamente costituite da pezzi di legno tagliati pressoché uguali, disposti gli uni sugli altri, con il duplice scopo di accumularli ordinatamente per poi prenderli e bruciarli e di facilitarne l’essiccazione. La legna appena tagliata, infatti, necessita di un periodo di stagionatura prima di essere bruciata, nel quale deve perdere gran parte della sua umidità. La legna ben conservata e asciutta, con un’umidità residua di circa il 20%, è quella che brucia infatti in modo ottimale.

Il modo migliore di conservarla è all’aperto, ce lo dicono i nostri avi che hanno accatastato legna sotto coperture agricole o sotto le tettoie per secoli, perché in luoghi chiusi come cantine o garage non vi è una buona circolazione d’aria. All’esterno, grazie al sole e al vento, si essiccherà più in fretta.

Stoccare la legna sulle pareti di casa riduce la trasmittanza e la dispersione termica e valorizza il design

Lo stoccaggio può avvenire in diversi modi, in cataste protette o sotto uno spiovente lungo un muro della casa (meglio se esposto a sud). Quest’ultima soluzione è utilizzata da sempre nei paesi nordici ed è anche quella migliore, un po’ per l’effetto artistico che ne deriva, ma anche ai fini della coibentazione della parete stessa.

Se addossata alla parete esterna di casa, la gronda può proteggerla dalla pioggia, è facile da raggiungere in inverno e, nel suo piccolo, funge anche da isolante contro la dispersione termica durante la stagione fredda e protegge i muri dall’eccessivo calore nella stagione calda. Un rivestimento di un muro perimetrale esterno di un edificio con ceppi di legno accatastati in maniera ordinata infatti ha come dicevamo un effetto “cappotto termico” sulla parete stessa, con proprietà forse meno marcate rispetto ad altri materiali specifici e meno ecologici, ma comunque con proprietà isolanti da rumori (fono assorbenza) e da sbalzi termici (minore conducibilità termica), nonché con una migliore traspirabilità e salubrità complessiva.

I vantaggi di creare cataste lungo muri perimetrali, per chi usa legna da ardere per riscaldarsi e ha quindi necessità di accatastare la legna nei pressi dell’abitazione, sono dunque molti.

Per far circolare l’aria anche nella parte più interna della catasta ed evitare ristagno di umidità questa non deve essere mai troppo spessa, per contro una pila sottile di legna potrebbe dare origine a problemi di stabilità. Ci sono quindi larghezze ed altezze ottimali da considerare. Il luogo di stoccaggio dovrebbe avere le dimensioni per poter contenere senza problemi una scorta di legna per un periodo da uno a due anni. In questo modo, anche la legna fresca che si aggiungerà avrà il tempo sufficiente per essiccarsi. La legna per il caminetto che ha già raggiunto un buon grado di essiccazione può essere conservata anche internamente, anzi sarebbe meglio: la legna fredda infatti brucia male.

Una pila di legna, tuttavia, può anche essere considerata sotto un punto di vista non meramente utilitaristico o di confort abitativo. La legna ben impilata può essere piacevole da vedere per tutto il tempo che intercorre dalla sua sistemazione fino al suo utilizzo finale; ci sono moltissimi esempi di realizzazioni esterne ed interne ad abitazioni, a ristoranti, ecc. dove sono state  costruite pile di legna artistiche coniugando l’efficienza con l’estetica. Nell’interior design intere pareti possono essere rivestite o addirittura composte di ciocchi o cataste di legno.

Tali soluzioni, in particolari realizzazioni architettoniche, hanno assolto anche al compito di “sorreggere”, e quindi sono state pensate – per esempio all’interno di strutture metalliche – come elementi strutturali.

Non si tratta -in questi casi- di vecchie baite di montagna, ma piuttosto di progetti molto moderni, affascinanti e minimali.

La cura nel taglio e nella sovrapposizione, si sa, si tramanda di generazione in generazione nei paesini montanari e nelle foreste ma ci sono, tra questi, luoghi dove si può effettivamente affermare “accatastata ad arte”. A Mezzano, piccolo borgo del Trentino, nell’area delle Pale di San Martino, grazie al progetto “Cataste e Canzei”, ad ogni angolo si vedono cumuli di legna aggregati in modo da comporre sculture e figure geometriche.

Vengono così celebrate le secolari cataste di legna, dette in dialetto “canzei”, incaricando artisti di realizzare installazioni tra le viuzze, piazze e case. Allegri rivestimenti di legno su case in pietra, con tanto di bucature in cui inserire piante e angoli definiti da tronchi orizzontali, sono esempi tradizionali di accatastamento, ma in questo paese non mancano opere più originali fatte coi tronchi: volti, immagini sacre, paesaggi o forme geometriche che sembrano rotolare da un ballatoio sulla tettoia sottostante o a terra!

Impilare la legna in maniera corretta e ordinata protegge la parete e dunque la casa, fa asciugare correttamente la legna prima di bruciarla ed è anche bello da vedere, ma anche da realizzare. Uno scrittore scandinavo, Lars Mytting, racconta in un manuale il metodo norvegese per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna. Non è solo un manuale pratico, “Norvegian Wood” è un saggio e un racconto antropologico al contempo, una vera e propria lezione di vita, un invito a riprenderci il nostro tempo e ridargli il giusto valore, ricco di consigli su come riscoprire la pazienza e il rispetto per la natura che ci circonda.

In un mondo sempre più veloce e metropolitano, tra cemento e smartphone, fermarsi a contemplare e praticare l’antica arte del legno può essere un’inattesa via di fuga ed un anti stress. Mytting ci racconta come si scelgono gli alberi, come si tagliano, come si accatasta la legna e come la si mette da parte per farla asciugare e poi, alla fine, bruciare. Ma mentre parla di taglialegna, di motoseghe e di camini, giunge ad una vera e propria meditazione sull’istinto di sopravvivenza e sul rapporto tra uomo e natura, fatto di tempi lunghi e silenzi.

Il motto di Mytting, che è un po’ il cuore del suo scrivere, suona così: «Incidere sulla qualità della giornata, ecco la più sublime delle arti».

Non sulla qualità della vita, che sarebbe troppo anche per un tagliatore di alberi, un accatastatore di tronchi, un segatore di ciocchi, ma sulla qualità della giornata sì: accatastando la legna si può fare.

Fonti:

https://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/legno/arte-accatastare-legna-186
http://myinteriordesign.it/arredare-con-le-cataste-di-legna/
https://www.lafeltrinelli.it/libri/lars-mytting/norwegian-wood-metodo-scandinavo-tagliare/9788851140649
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/10/12/lo-strano-caso-del-bestseller-per-taglialegna34.html?refresh_ce

Splendide cataste nel borgo di Mezzano!

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5 Regioni a rischio lockdown | Cicciolina dona vitalizio ai malati di Covid | Ok per pillola dei “5 giorni dopo” a minorenni

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 06:25

Corriere della Sera: In una settimana la app Immuni scaricata da quasi due milioni di nuovi utenti. Milano, il vaccino cinese non ha l’ok di Aifa;

Il Giornale: Il coronavirus avanza ancora: le 5 Regioni a rischio lockdown;

Il Manifesto: «Recovery planet» la protesta verde torna nelle strade;

Il Mattino: Covid, il nuovo Dpcm: vietato sostare in piedi davanti a bar e ristoranti. Speranza convoca riunione con Cts;

Il Messaggero: Abolizione del celibato e sacerdozio femminile, le riforme della chiesa tedesca che spaventano il Papa;

Ilsole24ore: Covid, dal molecolare al salivare: ecco i test per scovare il virus – Le regole per viaggiare – Mascherine, da inutili a indispensabili – Virus, cosa può succedere;

Il Fatto Quotidiano: Vaticano, allo Ior si cambia ancora: Bergoglio sostituisce 3 membri dalla commissione di Vigilanza. Via anche il cardinale Parolin;

La Repubblica: Contraccezione, via libera alla pillola dei “5 giorni dopo” per le minorenni. La prescrizione non sarà più obbligatoria;

Leggo: «Ilona Staller donerà il vitalizio per aiutare i malati di covid»: l’annuncio dell’avvocato “del diavolo”;

Tgcom24: Armenia-Azerbaigian, intesa per il cessate il fuoco | Ma i due Paesi già si accusano di violarlo;

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“Io voglio vivere” di Giacomo Giurato. L’arte di donare

Gela Le Radici del Futuro - Sab, 10/10/2020 - 21:49

Spesso ci si pone il problema di cosa donare al prossimo, sia esso un parente, un amico, un conoscente degno di stima. Ci si fanno regali per le ricorrenze come Natale, compleanni, l’anniversario di matrimonio, o per occasioni speciali come un lieto evento o una notizia da festeggiare.  Se non si tratta di un qualcosa di strettamente materiale, ci si dice che è il pensiero ciò che conta. Poi ci sono i regali di emergenza, come quello della vita. Al primo piano dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela c’è un reparto che, da qualche anno, si occupa proprio di questo:  si tratta del polo di reclutamento donatori di midollo osseo.  Ad averlo istituito è stato Giacomo Giurato, che ha fatto della generosità, propria e altrui, la sua missione di vita.

Attualmente presidente di Adoces Sicilia e del Coro Polifonico Perfetta Letizia”, Jack, come lo chiamano glia amici, viene spesso definito un “giullare”. Sì, perché la prima cosa che si occupa di restituire nell’immediato è il sorriso. Da qualche anno, infatti, va presso i reparti di oncologia con un camice e un naso rosso a infondere gioia nei pazienti ricoverati, o che svolgono il regolare ciclo di chemio.  Una lotta che lo riguarda in prima persona e che lui affronta in modo buffo, prendendola in giro e cercando di tenere lo spirito allegro. Quello stesso nasino rosso lo dona ai pazienti, e talvolta se non indossato è valido anche come pallina anti-stress.

Nel suo libro autobiografico, Io voglio vivere, la parola “abbraccio” è forse quella più utilizzata. Poco più di un centinaio di pagine per raccontare la sua lotta, e quella di tanti altri, uniti nella condivisione. Dalla prima diagnosi, all’incontro di nuovi amici, agli incontri con Patch Adams, medico inventore della clown terapia, e con Papa Francesco. Le storie narrate non puntano a descrivere i drammi del malato-guerriero, ma a infondere un messaggio di speranza e di empatia verso il prossimo. Anche quando il tumore è sconfitto, possono restare la depressione e la paura. Io voglio vivere è, appunto, un invito ad abbracciarsi e ad abbracciare la vita. Terminologia ironica, dal momento che l’autore ha iniziato a lavorare alla seconda edizione proprio durante il lockdown, quando il contatto fisico era negato a tutti. Proprio quando il mondo non aveva alcuna pretesa nei nostri riguardi, talvolta ci si è ritrovati a confrontarsi con quel senso di nullità, e il conseguente bisogno di sentirsi utili per gli altri. In quel caso, Adoces, in collaborazione con AIPAMM,si è impegnata nel dare ai pazienti oncologici il supporto psicologico di cui avevano bisogno.

Incontro con Patch Adams al Teatro Pirandello di Agrigento, 26 – 02 -2018

L’attuale stesura di Io voglio vivere è edita dal Cesvop e non è destinata alla vendita. In compenso, la troverete nei reparti di oncologia dei maggiori ospedali d’Italia, al reparto di oncoematologia dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, e durante i banchetti di Adoces, dove possibile lasciare un libero contributo all’associazione, spesso promotrice di eventi artistico-culturali.

Donare il midollo è una scelta che certamente richiede riflessione, ma che non costa nulla e può letteralmente salvare vite, talvolta anche giovanissime poiché il tumore non guarda i dati anagrafici. Ci si reca presso il centro trasfusionale per un primo colloquio con il medico specializzato, dopodiché ci si sottopone a un primo prelievo per essere tipicizzati e inseriti nel registro dei donatori universali. Potranno passare anni prima che il proprio midollo risulti compatibile per un trapianto, proprio per questo è necessario raggiungere quanti più donatori possibili. Nell’attesa, basta donarsi un abbraccio o semplicemente un sorriso e ridare all’atmosfera un senso di serenità e appartenenza. Insomma, basta esserci.

 

L'articolo “Io voglio vivere” di Giacomo Giurato. L’arte di donare proviene da Gela Le radici del Futuro.

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