Pannelli solari fotovoltaici

superate le 700 adesioni al gruppo di acquisto per il fotovoltaico!!! Incredibile!

Il sole di Emanuele Luzzati

Veramente non ce lo aspettavamo!

Grazie della fiducia.

Questo enorme interesse credo sia anche un bel segnale sulla diffusione del desiderio di prendere al volo questa possibilità di combattere con la Democrazia Energetica le cause dell'inquinamento e della guerra.

In questo momento stiamo alacremente lavorando sul primo passo: trovare la banca che ci faccia un piano di recupero dell'investimento che si ripaghi con il 75% della produzione di elettricità.
Non è facile e abbiamo ricevuto già un paio di risposte negative. Quel che offrono è che si ripaghi l'investimento con il 100% della resa dell'impianto. Il che vuol dire non vedere un euro per 15 anni circa. Assurdo e improponibile. Ma al momento le offerte delle banche sono tutte così. A casa mia si chiama "arpionata" e mostra solo il livello arretrato del Sistema Italia. Quel che chiediamo esiste altrove da anni. E esiste anche in Italia per le aziende:
se compro una machina utensile è sottinteso che non la pagherò con il 100% del guadagno che ne ricavo, nel calcolo dei tempi di ammortamento la banca considera ovviamente una percentuale di utile per l'imprenditore.

Non capisco perchè sia così difficile ottenere la stessa cosa per un impianto fotovoltaico!!!
Stiamo valutando anche  la possibilità di arrivare al nostro obiettivo usando lo strumento del leasing. Dovremmo sapere qualche cosa entro una decina di giorni.

Intanto ci stanno arrivando le proposte di parecchi installatori e tecnici interessati a collaborare.
Il problema è che non possiamo sobbarcarci il costo di verificare uno per uno molti interlocutori.
La mia proposta è che si costituisca un consorzio di qualche tipo tra installatori/tecnici/produttori/importatori e che siano essi stessi a garantirsi reciprocamente offrendo al contempo la possibilità agli utenti di dare giudizi tipo E.bay.
Che ne pensate? Ovviamente si tratta solo di una delle ipotesi possibili. (mi rivolgo in particolare ai professionisti del settore).
E' mia intenzione di usare lo spazio di commento a questa news come spazio per progettare collettivamente questa impresa e rendere conto in modo trasparente di ogni passaggio. forse ne uscirà un romanzo appassionante.

Un'altro problema che riporto è relativo alla scelta degli impianti.
stiamo raccogliendo informazioni sulla qualità dei prodotti e i prezzi.
Ci sono diverse ditte e diverse proposte valide e ci sono due ipotesi:
1- Trovare una ditta che abbia tutte le soluzioni e ci faccia un'offerta strabiliante.
2- Se riceviamo offerte grossomodo simili proporre le diverse possibilità. Anche perché come ho detto c'è carenza sopratutto di installatori e mentre molte tecnologie sono alla fine equivalenti per qualità e prezzo, le differenze nella qualità e nel costo dell'installazione possono essere molto più grandi. Da quel che mi dicono i tecnici, quindi, a parità di tecnologie, è l'installatore che fa la differenza e deve guidare le scelte.
(Ovviamente parliamo di eccellenza tecnologica, in giro infatti c'è anche una sottoqualità che non è neanche da prendere in considerazione)

Stiamo anche trovando il sostegno di alcune associazioni che sono disposte a raccogliere e verificare le concrete condizioni di ogni adesione e la fattività reale di ogni impianto, fornendo una prima selezione dei progetti. Ovviamente anche questo sarà un costo, ma non peserà sui compratori proprio perché ci permetterà di fare un lavoro più efficiente, raccogliere più adesioni e quindi ottenere un prezzo molto più basso. Come ho scritto fin dall'inizio un'operazione di questo genere è estremamente complessa e non è pensabile affrontarla in modo non professionale.
Gia coinvolgendo alcuni tra i migliori professionisti sappiamo che non sarà semplice raggiungere i nostri obiettivi. Più di un amico ha espresso infatti forti dubbi visto la grande mole di elementi che dobbiamo mettere insieme, a cominciare da un certo numero di installatori capaci nel centro sud Italia dove i professionisti scarseggiano.
Ed è ovvio che se con questo sistema non otterremo realmente una proposta veramente vantaggiosa, certificata, e con garanzie contrattuali vere su rese, durate, assicurazioni di copertura eccetera rinunceremo all'impresa senza chiedere nulla a nessuno. Al momento tutti i professionisti che ci stanno dando una mano lavorano a loro rischio. Niente risultato niente compenso.
Questo è tutto. Per adesso. Per saperne di più vedi qui la proposta. Primo aggiornamento.


400 adesioni al gruppo d’acquisto pannelli solari elettrici.

 

Foto da http://fotostrane.superba.it/

Innanzi tutto questa è una buona notizia.
Speravo in 50 adesioni. Molto bene!
Oserei dire che sono entusiasta.
Grazie per la fiducia. vedi qui l'articolo.
E’ iniziato subito il lavoro di presa di contatto con banche, produttori e installatori, ingegneri e consulenti, e spero di poter dare risposte al più presto.
Ma intanto registro che c’è grandissimo interesse. Quando 5 anni fa lanciammo una proposta simile, per i pannelli solari per l’acqua calda, ricevemmo un centinaio di domande di informazioni in 3 mesi.
400 in una settimana è molto di più.
Ed è un grande segnale: si fa finalmente strada la coscienza che la battaglia energetica è la madre di tutte le battaglie.
La nostra campagna di 5 anni fa era intitolata “Pannelli solari contro la guerra”.
Qualcuno sorrideva prendendoci per buontemponi e chiedeva: “Ma cosa c’entra l’acqua calda con la guerra?”.
Oggi risulta più chiaro a tutti che le ragioni delle guerre sono essenzialmente energetiche. Il petrolio e il gas sono oggi una delle principali fonti di potere e ricchezza. E il sistema basato sui combustibili fossili sta sviluppando una nuova forma di fascismo che è stata battezzata, da insigni analisti, energofascismo.
Ma io credo che questo pericolo sia destinato a evaporare rapidamente.
Stiamo vincendo la battaglia sulle ecotecnologie.
Le condizioni sono mature.
Oggi risparmiare energia razionalizzando i consumi è il più grosso affare economico che si possa fare. E produrre energia su piccola scala è altrettanto vantaggioso.
Io credo che l’umanità stia iniziando a capirlo. E spero che rapidamente i pacifisti di tutto il mondo comprendano che la diffusione della microproduzione di energia vale mille cortei. Finalmente ognuno ha la possibilità di contrastare a casa propria le cause della guerra.
E’ nata una nuova categoria dalla politica: la Democrazia Energetica. grande macchina che ristruttura gli interessi economici planetari.
Quel che ci manca è di costruire strumenti organizzativi e finanziari che permettano ai cittadini di diventare (in modo semplice e garantito) produttori di energia o direttamente (mettendo pannelli solari sopra il loro tetto) o indirettamente (investendo i propri risparmi in impianti di produzione energetica invece che in azioni Parmalat).
Si tratta di una partita economica epocale che ha ricadute in molti settori e tocca direttamente le tasche dei cittadini.
In questo momento milioni di italiani devono decidere che fare del loro Tfr e che tipo di pensione integrativa scegliere.
In cosa investiranno?
Lasceranno che le banche scelgano per loro?
Oppure qualcuno capirà la possibilità di creare prodotti finanziari veramente sicuri e redditizzi, slegati dalla nevrosi speculativa dei mercati azionari e fiinanziari?
In Germania e nei paesi scandinavi già da anni milioni di famiglie hanno capito che mettere i propri soldi in una cassa cooperativa che finanzia mulini a vento è molto meglio che giocare col fuoco dei fondi di investimento classici.
Vedremo cosa succederà.
Intanto iniziamo a verificare la reale possibilità di realizzare questo primo progetto di gruppo d’acquisto.
Già molte mail segnalano problemi e difficoltà di ogni tipo.
Ma io ho fiducia perché credo che la direzione sia quella giusta e che il mercato energetico debba svilupparsi per forza costruendo forme di acquisto, garanzia e finanziamento condivise.
Si tratta cioè di creare un mercato blindato contro i furbi e gli incapaci, facendo diventare l’investimento energetico il più sicuro e accessibile da tutti i punti di vista.
Teoricamente è così ma mancano ancora quelle strutture e quelle collaborazioni economiche e tecnologiche che permettano di superare il mare tra il dire e il fare.
Alla prossima puntata.