Ecco come le intercettazioni telefoniche ormai sono impedite nei fatti con un semplice trucco!!!

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Vado avanti con la mia personale campagna per far uscire dal buio le notizie censurate. Resta per me un mistero perche' il Movimento trovi poco interessanti questi fatti abnormi… Continuero' fino a che non ci saranno 100 siti web che pubblicano la storia dei 450 milioni non pagati per bloccare le intercettazioni. In questo momento siamo arrivati a 63 siti digitando su Google “associazione ILIIA 450 intercettazioni” ma 15 citazioni provengono dai nostri siti quindi non valgono…
Oggi ricapitolo la storia delle intercettazioni telefoniche. Vorrei preparare invece qualche cosa di piu' grosso per la diossina a Acerra (http://www.jacopofo.com/node/529). Vorrei elencare tutte le grandi zone avvelenate d’Italia. Marghera col petrolchimico, Monfalcone amianto, Taranto di tutto, Agrigento petrolchimico.
Qualcuno ha voglia di fare una bella ricerca e tirar fuori un po’ di dati? Usa lo spazio dei commenti se vuoi collaborare a questa indicizzazione. (Continuo la mia insana campagna per creare un piccolo gruppo di attivisti metodici che ci diano una mano a sviluppare questo blog).

Come bloccare le intercettazioni telefoniche per politici corrotti e mafiosi.
Al di la' delle discussioni parlamentari sulla legge che vieta le intercettazioni telefoniche, per la maggioranza dei reati, la Casta dei politici ha gia' trovato il modo di impedirle nei fatti!
Come?
Semplice e pratico.
LO STATO ITALIANO NON STA PAGANDO LE DITTE CHE FORNISCONO ATTREZZATURE E SUPPORTO DI TECNICI! 450 MILIONI DI DEBITI ACCUMULATI DAL 2003!
Ormai le aziende non sono piu' in grado di fornire il servizio.
Alcune stanno chiudendo.
 Le 120 aziende creditrici hanno gia' dovuto licenziare 200 dipendenti su un totale di 2500 persone impiegate.
 L’Associazione Iliia, che riunisce piu' di cinquanta aziende del settore, ha tentato in tutti i modi di ottenere il pagamento del credito senza successo.
Stiamo parlando di 900 miliardi di lire. Una cifra spaventosa. Lo Stato e' in una posizione di totale illegalita' ma sia il governo Prodi che quello Berlusconi se ne sono fregati. A nulla sono serviti tutti i tentativi legali.
NON PAGANO E BASTA.
In questo modo paralizzano di fatto l'attivita' della polizia e della magistratura ma se ne fottono.
In questo modo i potenti si mettono al sicuro dal rischio che qualche poliziotto ascolti le loro conversazioni. E’ anche un grande regalo alla mafia, che sicuramente, in qualche modo ringrazia…
Perche' di questo fatto si parla cosi' poco?  Fa vergogna difendere i diritti di un gruppo di imprenditori perche' in fondo i capitalisti sono tutti cattivi?

Allego anche articolo da http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_28/intercettazioni_no_fondi_stop_nuove_inchieste_c164b62e-33f5-11de-8558-00144f02aabc.shtml del 28 aprile 2009

Intercettazioni, mancano i fondi "Da oggi stop alle nuove inchieste"
"Credito di 450 milioni: se lo Stato non salda il debito in 10 giorni, a rischio anche le indagini in corso"

MILANO - Da oggi stop alle intercettazioni per le nuove inchieste. Anche le attivita' per tutte le altre indagini in corso, comprese quelle piu' delicate sulla grande criminalita' organizzata, sono a rischio se entro dieci giorni i ministeri della Giustizia e dell'Economia non si siederanno a un tavolo per decidere come saldare il credito di 450 milioni di euro vantato dalle societa' che assicurano i servizi tecnici: e' l'ultimatum lanciato dall'Associazione Iliia, che riunisce piu' di cinquanta delle 120 aziende del settore.

LETTERA A TUTTE LE PROCURE ITALIANE - La decisione e' stata comunicata a tutti i procuratori d'Italia con una lettera in cui le societa' ricordano che nessuna risposta e' venuta finora alle richieste di sanare un "buco" che si e' accumulato dal 2003. e' una situazione che - fanno notare - ha gia' prodotto il licenziamento di 200 dipendenti su un totale di 2500 persone impiegate. «Noi non facciamo intercettazioni - ha chiarito il presidente di Iliia, Oscar Roje - ma ci occupiamo della progettazione e dell'installazione degli impianti e dei sistemi di controllo video, per le intercettazioni telefoniche e ambientali, e la localizzazione di vetture. Oggi siamo a un punto di non ritorno: le aziende non sono piu' in grado di affrontare nuovi lavori, pagare la strumentazione e i dipendenti».

"NESSUNA RISPOSTA DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA" - Il messaggio, sottolinea Roje, riguarda in particolare il ministero della Giustizia che "non ha dato risposte e non ha mai stanziato i finanziamenti necessari". "Ci sentiamo uomini dello Stato non semplici imprenditori - hanno spiegato i responsabili delle aziende -. Noi abbiamo un cliente unico: lo Stato. Fino al 2006 a pagare erano le Poste che anticipavano i fondi. Con il decreto Bersani l'ente erogatore e' cambiato e, anche per i tagli alle voci di bilancio dei ministeri, siamo rimasti senza fondi".

I COSTI - "Bisogna tenere presente - hanno sottolineato i responsabili di Iliia - che ogni anno le aziende del settore svolgono 200 mila interventi, con un fatturato di 350 milioni di euro, per installare, assicurare il supporto tecnico e le riparazioni. Lo Stato si affida a noi perche' non e' in grado di cambiare soggetto: servono materiali, assunzione e formazione di personale specializzato che abbiamo maturato in 15 anni di attivita' svolta sul territorio".