People For Planet

Abbonamento a feed People For Planet People For Planet
Aggiornato: 2 ore 47 min fa

Nasce l’Academy di People For Planet

Sab, 07/11/2020 - 09:00

Eccoci qui, dopo 2 anni e mezzo di People For Planet e una pandemia non ancora finita a chiederci: cos’altro possiamo fare oltre che dare informazioni attraverso il giornale online?

La risposta che ci siamo dati è: mettiamo a disposizione ciò che sappiamo e sappiamo fare (noi e i nostri amici esperti) attraverso dei corsi on line che si occupino di cose importanti per chi sta cambiando il mondo.

Per esempio il marketing, perché non basta fare le cose bene, bisogna anche saperle offrire, distribuire, far conoscere… E questo riguarda le iniziative green, il turismo consapevole, la cultura, l’arte…

Per esempio la comunicazione, quella con il pubblico ma anche quella che usa i nostri mestieri: il giornalismo, il videomaking…

Per esempio l’uso efficace del web e dei social per far conoscere e farsi conoscere attraverso il mondo iperconnesso…

Ma poi anche la psicologia, il teatro, la storia

Così abbiamo creato un catalogo di titoli e vorremmo che tu ci aiutassi a scegliere quelli che per te sono i più importanti, i più interessanti da cui partire, a settembre. Puoi farlo facilmente usando questo link per votare.

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

A settembre partiremo con i corsi più votati.

Corsi basati su video, testi agili, batterie di test per verificare l’apprendimento, incontri online con docenti e partecipanti… e alla fine gli attestati per quanti superano il test finale.

Corsi veloci, operativi e low cost, che consentono alle persone di apprendere le cose necessarie nel tempo strettamente necessario.

Corsi che saranno tenuti dagli autori di People For Planet e da tanti altri docenti esperti e qualificati.

Aiutaci con il tuo voto a scegliere da quali corsi partire a settembre, grazie!

Sarai tra i primi ad essere informato

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

Benvenuto nell’Academy!

Fonte immagine copertina: Helena Lopes

Categorie: Altri blog

Dare valore alla materia

Sab, 07/11/2020 - 08:00

Oggi la fibra di cellulosa derivata dal legno viene riciclata fino a sette volte: ciò permette di diminuire l’impatto ambientale, anche attraverso pratiche di coltivazioni forestali sostenibili, che prevedono di piantare due o tre alberi ogni volta che se ne abbatte uno, ed escludendo da questo processo le foreste primarie, che sono uno scrigno della biodiversità e che anche grazie all’assorbimento di un’enorme quantità di anidride carbonica difendono il clima.
Quindi si potrebbe pensare che per quanto riguarda il mondo della carta non ci sia più molto da fare, visto che si usano sia il riciclo, sia le fibre provenienti da foreste certificate, ma non è così.
Esiste un’altra frontiera: quella dell’upcycling. Prima di addentraci nel problema è bene puntualizzare cosa è l’upcycling: si tratta di un processo industriale che aumenta il valore industriale di una materia. Nel caso dell’economia circolare si parte da un rifiuto che ha scarso valore sul mercato, magari perché destinato naturalmente all’incenerimento per generare energia o peggio alla discarica, e che invece attraverso processi industriali diventa una materia prima/seconda.
E’ un processo virtuoso a tutto tondo: si produce valore e si riducono i rifiuti e quindi i costi di gestione. E nel caso della carta ciò può avvenire per il 20-25% della materia prima utilizzata.
In Italia c’è chi di questo processo di upcycling ne ha fatto un fattore di successo: è la cartiera Favini che da anni, attraverso un inedito processo industriale brevettato, “innesta” materiali “strani” nella carta ottenendone tipologie d’alta qualità. Il processo industriale si chiama micronizzazione e permette ad altri materiali di assumere la forma e la dimensione necessarie per legarsi con le fibre di cellulosa e formare la carta.
Favini iniziò questa produzione oltre venti anni fa per contribuire allo smaltimento delle alghe che, a causa del processo di eutrofizzazione dell’acqua marina, infestavano la laguna di Venezia. Venne così creata la prima carta ibrida a base di alghe. Successivamente vennero utilizzati altri materiali di scarto come quelli agroalimentari, quali i residui di agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, olive, caffè, kiwi, nocciole e mandorle: tutti materiali che, oltre ad aumentare la sostenibilità della carta, la rendono “diversa” e più pregiata.
Messa a punto la filiera delle materie prime seconde d’origine vegetale Favini ha studiato “contaminazioni” più spinte, come quelle dell’utilizzo degli sfridi della concia delle pelli, cioè dei frammenti che avanzano da un prodotto durante la sua lavorazione. E’ una storia che merita di essere raccontata: questo processo di riciclo, infatti, si basa sugli sfridi della concia vegetale, ossia di una concia che non usa materiali inquinanti; e il fatto che gli scarti, se originati dalla concia vegetale, abbiano un valore di mercato ha convinto alcune concerie a passare a questo tipo di lavorazione. Questo è uno degli effetti dell’upcycling legato alla sostenibilità.
E poi c’è il concetto della circolarità stretta. La nota casa di champagne Veuve Clicquot, infatti, ha chiesto a Favini di realizzare un cartoncino che contenesse la vinaccia residuo della spremitura per realizzare la scatola della sua linea di champagne biologico. E la cosa ha un tale valore, per la casa vinicola francese, che il processo di produzione di questi cartoncini è spiegato con una infografica su un lato della confezione.
Altro esempio ancora è quello dell’industria agroalimentare Pedon, che ha chiesto alla cartiera veneta di realizzare gli imballaggi dei propri legumi secchi con gli scarti degli stessi. Missione compiuta. I legumi secchi scartati all’inizio della selezione si ricongiungono, sotto forma d’imballaggio, ai propri simili alla fine del processo, con un doppio risultato. Il primo è quello di evitare di aver prodotto un rifiuto o un materiale di bassa qualità, mentre il secondo è che così si ottiene un cartone adatto al contatto con gli alimenti, cosa molto complicata dal punto di vista normativo quando si parte dai rifiuti, evitando l’utilizzo di una bustina di plastica. Con minori costi per l’impresa, i consumatori e l’ambiente, visto che si usa un “rifiuto” per evitarne la produzione di un altro.

Fonti:
https://www.veuveclicquot.com/it-it
http://www.favini.com/
http://www.pedon.it/it/etica–ambiente/Eco-sostenibilitaa

Categorie: Altri blog

Altro colpo ai decreti sicurezza di Salvini | Covid: Robert De Niro «sul lastrico» | “In Lombardia potenziali crimini contro l’umanità”

Sab, 07/11/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Elicottero precipita nel Tevere a Nord di Roma: in corso le ricerche di superstiti;

Il Giornale: Non buttate i “pezzi di carta”:così il Fisco può distruggervi. Ecco che cosa si rischia col “cestino facile”;

Il Manifesto: Dalla Consulta un altro colpo ai decreti sicurezza di Salvini;

Il Mattino: Perde controllo dell’auto e falcia sei amici: morta 27enne, grave la sorella incinta;

Il Messaggeroc: chiusi gli hotel, l’ex moglie lo porta in tribunale. De Niro ancora contro Trump: «Vuole solo essere rieletto» CoronavirsDiCaprio e De Niro: «Chi dona qualcosa parteciperà al film “Killers of The Flowers Moon” Robert De Niro a Roma presenta il film su suo padre (Foto Rino Barillari);

llsole24ore: Covid e fase 3: economia o salute? Come fare per bilanciare i due aspetti;

Il Fatto Quotidiano:In Lombardia potenziali crimini contro l’umanità”. Le famiglie di Bergamo scrivono alla Corte europea;

La Repubblica: L’annuncio di Conte: stato d’emergenza sarà prorogato al 31 dicembre. Fino a fine anno anche lo smart working;

Leggo: Aggredisce il guidatore e fugge col tram: terrore a Milano;

Tgcom24: Ragazzi morti a Terni, “tecniche per mix droghe apprese da canzoni trap e web” | Scheda: cos’è la purple drank;

Categorie: Altri blog

Covid-19, il vaccino possibile solo grazie al sangue di un granchio raro

Ven, 07/10/2020 - 17:00

Non è una novità, ma piuttosto una pratica ben consolidata nei laboratori scientifici quella di “mungere” i cosiddetti granchi a ferro di cavallo (i limuli) che si trovano sulle coste americane. Hanno 10 occhi, esistono da più di 300 milioni di anni, ma soprattutto il loro sangue blu è perfetto per testare la presenza, nei farmaci iniettabili di nuova creazione, di batteri pericolosi. Si tratta delle endotossine, in grado di uccidere le persone anche in piccole quantità, come l’Escherichia coli e la salmonella.

 La mungitura pericolosa

Ogni anno centinaia di migliaia di linuli vengono catturati e portati nei laboratori americani, dove parte del loro sangue viene rimosso da una vena vicino al loro cuore, dopodichè vengono rilasciati in natura. Sono stati riscontrati tuttavia indebolimenti negli esemplari dopo questo tipo di operazioni, come per le femmine che dopo il prelievo riducono la possibilità di accoppiarsi.

 L’unica alternativa valida

Oggi vengono utilizzati anche per aiutare gli scienziati a ricercare un potenziale vaccino contro il Covid-19. Gli ambientalisti e alcune aziende hanno cercato di spingere per un test alternativo, al fine di proteggere i limuli e gli uccelli che si nutrono delle loro uova. All’inizio di quest’anno tra l’altro stava per essere approvato un test alternativo sulla stessa base, noto come rFC (fattore ricombinante C), che però al momento per la Farmacopea americana deve essere ancora perfezionato. Il sangue dei linuli pare sia l’unico reagente conosciuto in natura in grado di portare a termine il test batteriologico in modo sicuro.

30 test solo negli Usa

In un’intervista alla BBC la dott.ssa Barbara Brummer, responsabile di una squadra che lavora per preservare la natura in New Jersey, ha affermato che al momento negli Stati Uniti ci sono “almeno 30 aziende che lavorano su un vaccino” e “ognuna di esse deve sottoporsi a questi test. Quindi la mia preoccupazione riguarda la popolazione dei granchi a ferro di cavallo, perché sono una parte così importante dell’ecosistema”.

 La perdita di biodiversità

Già, perché se in effetti verranno prodotte una moltitudine di vaccini per il Covid-19 tutti questi farmaci dovranno essere testati e se il test dovrà essere fatto con il sangue dei linuli allora possiamo considerare questa specie già estinta. E soprattutto è assurdo pensare che facciamo affidamento sul sangue di animali selvatici durante la pandemia, sappiamo da dove tutto questo caos deriva, ovvero dalla perdita della biodiversità, eppure sembra che progressi non vogliano essere fatti nella direzione opposta.

Leggi anche:
Non solo topi e scimmie: tutti gli animali della sperimentazione
Zoonosi e pandemie: la parola agli esperti dell’Istituto Zooprofilattico di Torino
Perché è importante la biodiversità?

Categorie: Altri blog

Il lato oscuro della Thailandia: scimmie sfruttate per raccogliere le noci di cocco

Ven, 07/10/2020 - 16:00

In Thailandia rappresentano un’attrazione turistica e spesso le si vede legate a un collare e portate a spasso per attrarre le persone interessate a fotografarsi con animali “esotici”. Ma il mercato delle scimmie cela un lato ancora più oscuro della semplice facciata volta a intrattenere i “dollari che camminano”.

Una recente inchiesta della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), un’importante associazione animalista a livello globale, ha smascherato una pratica disumana e crudele che si svolge in Thailandia: le scimmie vengono letteralmente sfruttate per raccogliere le noci di cocco destinate alla produzione di prodotti che vengono distribuiti in tutto il mondo e anche in Italia.

Le giovani scimmie vengono incatenate, chiuse in gabbie anguste, addestrate in modo abusivo e costrette a arrampicarsi sugli alberi per raccogliere fino a 1000 noci di cocco al giorno, al fine di incentivare un’industria economicamente molto produttiva per il Paese.

Nel 2019 la Thailandia ha esportato circa 12,3 miliardi di baht (396 milioni di dollari) di latte di cocco, di cui 2,2 miliardi di baht (71 milioni di dollari) all’Unione Europea e alla Gran Bretagna.

L’inchiesta

L’inchiesta, condotta sotto copertura dagli investigatori di PETA Asia, riguarda otto fattorie in cui le scimmie, tenute in cattività, vengono sottratte al loro habitat naturale e tenute incatenate o legate fino a quando non sono più utili all’industria del cocco.

BREAKING! Investigation reveals terrified young monkeys are kept chained, driven insane, abused, and forced to climb trees to pick coconuts – ALL for coconut milk, cream, oil, and other products.

[Narrated by @PeterEgan6] pic.twitter.com/QF0VjJwZ4E

— PETA UK (@PETAUK) July 2, 2020

Una volta che viene loro negata l’opportunità di muoversi liberamente, socializzare con gli altri o fare qualsiasi altra cosa significativa per loro, questi intelligenti animali perdono lentamente la testa. Spinti alla disperazione, camminano e girano all’infinito sulle macchie di terra sterile disseminata di spazzatura alla quale sono incatenate fino alla morte.

Le scimmie vengono anche sfruttate per divertire e stupire i turisti occidentali, divenendo poveri intrattenitori di un circo a cielo aperto.

L’invito al boicottaggio

La PETA UK ha invitato i supermercati inglesi a boicottare i prodotti a base di cocco provenienti dalla Thailandia; così il supermercato Ocado si è impegnato a non rifornire prodotti di fornitori che usano il lavoro delle scimmie, così come la società americana World Market e la multinazionale Ahold Delhaize.

Nonostante la campagna di PETA abbia scosso gli animi a livello internazionale, il Ministro del Commercio Thailandese Jurin Laksanawisit ha respinto le accuse e ha dichiarato che la raccolta di cocco da parte delle scimmie non è una parte importante del settore e che gli animali rappresentano per lo più un’attrazione turistica e non vengono assolutamente sfruttate.

Nel frattempo, evitiamo di consumare prodotti a base di cocco provenienti dalla Thailandia fino a quando non verrà fatta totale chiarezza su questa terribile pratica.

Leggi anche:
Thailandia: parchi nazionali chiusi ogni anno per proteggere gli animali
Circo, nessuna Regione può salvare gli animali
Los Angeles vieta gli animali selvatici ai party dei vip

Categorie: Altri blog

I cacciatori di microplastiche (VIDEO)

Ven, 07/10/2020 - 15:00
elm = $("#player_80"); flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; p = flowplayer(elm, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/80/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/80/output/Microplastiche-med.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/80/Microplastiche-med.mp4' } ] } })
Categorie: Altri blog

Corte Costituzionale: decreto sicurezza di Salvini è discriminatorio

Ven, 07/10/2020 - 13:00

La Corte Costituzionale, dopo aver esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno nel corso degli ultimi mesi, ha bocciato ieri il primo decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini nel dicembre 2018 quando era ministro dell’Interno. La norma che impedisce l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo è irragionevole: “Non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza” e soprattutto provoca una “disparità di trattamento“, perché “rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”. La Consulta rileva una doppia violazione dell’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

In ogni caso i due decreti non sono stati ancora modificati. In particolare il M5S non ha fretta, sia perché sono stati attuati mentre erano al governo con la Lega, sia perché sull’immigrazione hanno posizioni più chiuse del Partito Democratico. D’altronde Luigi Di Maio è l’inventore della definizione “taxi del mare” per descrivere il lavoro delle ong nel Mediterraneo. Inoltre la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese fin dalla sua nomina aveva detto di non essere favorevole all’introduzione di significative modifiche alle due leggi. Ieri la ministra ha dichiarato ad Agorà su Rai3 “I tempi sono quelli delle attività parlamentari. Noi stiamo lavorando per chiudere il testo in tempi brevi. Anche oltre le osservazioni del Presidente Mattarella. Oggi è la terza riunione che facciamo, abbiamo fatto dei passi avanti, mi sembra che ci sia una convergenza su tanti punti. Su provvedimenti complessi c’è la discussione ma la mediazione è importante”.

Leggi anche:
Amnesty contro i decreti sicurezza: “In aumento le vittime dello sfruttamento”
Aboubakar Soumahoro fa lo sciopero della fame, Salvini mangia ciliegie

Categorie: Altri blog

Da scarti alimentari a tinte naturali per stoffa e carta

Ven, 07/10/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Fondazione Mondo Digitale, scopriamo passo passo come utilizzare piante, fiori e radici per realizzare tinture naturali su carta e stoffa! Un bel gioco da fare anche con i più piccoli!

Nel video useremo: carciofi (anche le foglie), verza viola, curcuma, cipolle rosse e gialle, bacche di sambuco… ma potete sperimentarvi con fiori e foglie a vostro gradimento!

Leggi anche:
Conservare il cibo? E se pensassimo alla cera?
Il cibo? Gli italiani lo vogliono bio e sostenibile
Cibo confezionato, un trucco ti aiuta a leggere velocemente l’etichetta

Categorie: Altri blog

Camminare fa bene, ok, ma quanto devo camminare? (Infografica)

Ven, 07/10/2020 - 08:00

30 minuti di camminata al giorno a 6 km/h vi cambieranno la vita. Lo sapevate che passeggiare guardando il panorama fa bene addirittura agli occhi perché allena la vista da lontano?

Per visualizzare l’infografica più grande clicca qui

 

Categorie: Altri blog