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La Cucina Vegana di Manuela: crema pasticcera

Mer, 09/09/2020 - 21:00

Ingredienti: 1 mela Bio, 300 ml di latte di mandorle non dolcificato, 2 cucchiai di amido di mais, 4 cucchiai di malto di riso, la scorza di 1 limone e 1 bastoncino di cannella.

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Evasione, in arrivo 300 euro l’anno a chi compra con le carte

Mer, 09/09/2020 - 19:45

Un bonus di 300 euro l’anno per premiare i consumatori che acquisteranno con carte di credito e bancomat a partire dal 1 dicembre, per spese documentare fino a 3mila euro.

Il progetto “cashback” è allo studio del ministero dell’Economia, e vuole disincentivare l’uso dei contanti e provare ad abbattere la marea di 109 miliardi di euro di evasione fiscale del nostro Paese.

Il provvedimento potrebbe contenere un credito d’imposta per le commissioni pagate dai piccoli esercenti dal 1° luglio scorso, detrazioni fiscali per prestazioni pagate in via telematica e un’esenzione fiscale per chi usa buoni pasto elettronici. Inoltre si pensa di abbassare la soglia dei pagamenti in contanti da 3mila a 2mila euro fino al 31 dicembre 2021, per scendere poi a mille euro dal primo gennaio 2022.

Sempre contrari i piccoli esercenti, che giustamente lamentano commissioni e costi di gestione difficili da sostenere. Ma nella serata di lunedì, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato gli operatori del settore per discutere proprio di dettagli come questo. Hanno partecipato, tra gli altri, American Express payment services, Postepay, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnl Axepta, B ancasella, Bancomatpay, Satispay Europe Sa, Nexi, Paytipper, Iccre a.

Tra gli altri nodi da sciogliere, la necessità di spingere sul fronte tecnologico in tutto il Paese, e il via libera del Garante della privacy e della Corte dei Conti per far dialogare il sistema dei pagamenti con le amministrazioni dello Stato, attraverso piattaforme apposite, collegate all’Agenzia delle Entrate.

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AstraZeneca sospende il vaccino. Quali altri ci sono, e a che punto stanno?

Mer, 09/09/2020 - 17:45

Stop alla sperimentazione del vaccino anti-coronavirus portato avanti dall’Università di Oxford, dopo che uno dei partecipanti ha accusato una seria potenziale reazione avversa. Lo stop è però temporaneo e consentirà al colosso farmaceutico di perfezionarne la sicurezza. “Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatto scattare una pausa“, ha detto il portavoce di AstraZeneca. 

Lo sviluppo del vaccino del coronavirus è tra i più attesi e monitorati della storia della medicina, e anche uno stop che tutto sommato fa parte della prassi viene enfatizzato. I dati iniziali sui test sono apparsi molto promettenti, con il vaccino in grado di produrre una robusta risposta immunitaria e solo deboli effetti collaterali e questa notizia non deve far temere sulla sua futura sicurezza, ma anzi è una garanzia che i controlli restano accurati nonostante la corsa contro il tempo.

Come sappiamo sono numerosi i progetti per la preparazione di vaccini contro il virus SARS-CoV-2, coordinati dalla Coalition for Epidemic Preparedness and Innovations (CEPI), organizzazione internazionale che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo e lo stoccaggio di vaccini contro microorganismi in grado di causare nuove epidemie.

A causa della recente scoperta del virus e della difficoltà di prevedere il tipo di risposta immunitaria prodotta, le strategie adottate risultano molto diversificate fra loro e, di conseguenza, il tipo di vaccino in grado di proteggere dall’infezione.

In particolare, i ricercatori stanno lavorando su tre tipologie di vaccini:

Vaccino a RNA: si tratta di una sequenza di RNA sintetizzata in laboratorio che, una volta iniettata nell’organismo umano, induce le cellule a produrre una proteina simile a quella a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria (producendo anticorpi che, conseguentemente, saranno attivi contro il virus)

Vaccino a DNA: il meccanismo è simile al vaccino a RNA. In questo caso viene introdotto un frammento di DNA sintetizzato in laboratorio in grado d’indurre le cellule a sintetizzare una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria

Vaccino proteico: utilizzando la sequenza RNA del virus (in laboratorio), si sintetizzano proteine o frammenti di proteine del capside virale. Conseguentemente, iniettandole nell’organismo combinate con sostanze che esaltano la risposta immunitaria, si induce la risposta anticorpale da parte dell’individuo.

La ricerca è in continua evoluzione. Sotto, un grafico dei trial più significativi, per ciascuna fase di sperimentazione in atto.

Fonte: ARS.TOSCANA.IT

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Le “mamme in rivolta” faranno perdere le elezioni a Trump

Mer, 09/09/2020 - 15:45

Palpabile sin dalla nomina a Presidente di Trump, l’indignazione delle donne Usa continua a crescere. In particolare quella delle mamme costrette, a causa della pandemia, a coprire contemporaneamente più ruoli. E’ uno degli aspetti su cui i Democratici contano per vincere le elezioni presidenziali di novembre.

A raccontare delle “Mamme in Rivolta” parla il New York Times in un ampio reportage.

“Sono una madre arrabbiata”

Il modo in cui Donald Trump sta gestendo la pandemia di Covid-19 suscita una sensazione che di solito non è associata alle madri: “Sono una madre arrabbiata“, proclama Patty Murray, senatrice democratica dello Stato di Washington, la donna più anziana nella gerarchia del Senato. “Beh, una nonna piuttosto arrabbiata, come direbbe mia nipote”, precisa.

Una sensazione di rivolta

Mentre riaprono le scuole, milioni di famiglie americane ancora non sanno come gestiranno la cura dei bambini, la scuola e manterranno il lavoro. Il risultato è un sentimento di rivolta, alimentato dal malcontento delle donne, che si ritrovano a dover assumere ripetutamente le funzioni di tata, maestra e genitore, il tutto mentre lavorano. Negli Usa la pandemia infuria e gli elettori americani arrabbiati si preoccupano del loro futuro. Ma è soprattutto l’esasperazione delle donne che si esprime nelle proteste.

Le donne partecipano di più alle proteste

Secondo un sondaggio condotto a giugno dalla Kaiser Family Foundation, sono più le donne che affermano di aver partecipato a una protesta rispetto agli uomini. Quelle che hanno figli sono addirittura il doppio degli uomini.

In questo momento queste madri arrabbiate si scagliano su Facebook contro la chiusura delle scuole o, quando riaprono, contro la riapertura senza un protocollo sanitario adeguato. Inondano anche gli incontri virtuali con la loro esasperazione per i problemi legati alla custodia dei bambini e l’inazione del governo.

“Nessuno ha una soluzione per noi”, dice al NYT Kim Lopez, madre di tre figli che vive a Glendale, in Arizona. Questa giovane assistente finanziaria part-time non sa ancora cosa aspettarsi per la ripresa. Dice di non essersi mai considerata un’attivista fino a quest’estate quando ha portato anche i suoi figli a un piccolo raduno Black Lives Matter nella periferia di Phoenix. “Sembra che al governo non importi cosa succede alle famiglie”.

“Non abbiamo visto donne così mobilitate da almeno una generazione “

La pandemia ha acceso la polvere. Ma la rivolta delle donne contro Donald Trump si stava già esprimendo il giorno dopo la sua nomina, quando milioni di donne si sono radunate in tutto il Paese per manifestare.

È stato quindi alimentato dal movimento #MeToo, con scioperi degli insegnanti guidati in gran parte da donne; dall’indignazione per le sparatorie nelle scuole; infine dalle proteste di Black Lives Matter.

Per la seconda volta consecutiva un numero record di donne si candida alle elezioni legislative di novembre. La nomina da parte di Joe Biden di Kamala Harris come candidata alla vicepresidenza è stata vista da molti come un modo per salutare lo slancio che le donne hanno costruito all’interno del Partito Democratico dall’inizio della presidenza Trump.

Non abbiamo visto donne così mobilitate da almeno una generazione”, dice Annelise Orleck, storica al Dartmouth College e specialista in attivismo politico femminile. “Provengono da tutti i ceti sociali.”

Questa mobilitazione è generale e multirazziale. Riflette le lotte sociali sostenute per anni dalle donne della classe lavoratrice che chiedevano miglioramenti nel sistema sanitario, nelle scuole e nell’assistenza all’infanzia.

Anche la donne della classe media si trovano ora di fronte alle sfide che le donne povere di colore hanno dovuto già affrontare da generazioni.”

Trump perde più consensi tra le donne che tra gli uomini

Nelle ultime settimane, secondo i sondaggi, la popolarità di Donald Trump ha iniziato a diminuire tra le donne bianche meno istruite e tra le donne anziane. Queste due categorie di donne avevano sostenuto la sua candidatura quattro anni fa.

In periferia il divario tra uomini e donne è ormai impressionante: secondo un recente sondaggio condotto da Washington Post e ABC News, Joe Biden è in testa di 24 punti tra le donne contro appena 4 punti di vantaggio tra gli  uomini.

Le militanti “buone madri di famiglia”

Nel corso della storia americana, le “buone madri americane” hanno spesso avuto un’influenza determinante per difendere cause politiche, dalle riforme del lavoro all’alimentare la paura dello spionaggio sovietico negli anni ’50.

Di recente, queste mamme militanti hanno creato associazioni politiche come Moms Rising, Vote Like a Mother e Moms Demand Action, fautrici del controllo delle armi la cui vendita libera provoca stragi e migliaia di morti negli Usa.

“La pandemia ci ha aperto gli occhi”

L’associazione progressista Indivisible, che nel 2018 ha contribuito a eleggere molti democratici al Congresso, ha una maggioranza di donne nelle sue fila. In tutto il paese, l’assistenza all’infanzia è diventata un punto fermo delle sue iniziative.

Oltre al suo lavoro di medico in ospedale e al suo coinvolgimento in una filiale locale dell’associazione Indivisible a Portland, Smitha Chadaga sta crescendo i suoi due figli, di 8 e 10 anni: “Oggi non possiamo perdere la forza dell’impegno e ldela rabbia delle madri ”, sottolinea. “Alla cura dei bambini, all’educazione dei più piccoli non viene data alcuna importanza, e questo non è dovuto al Covid. La pandemia ci ha solo aperto gli occhi. Anche tutti i genitori che conosco hanno questa sensazione. “

Foto di  John Rudoff / Amadolu Agency: Portland, Oregon. Durante le manifestazioni le donne hanno fatto un “muro di madri” per fronteggiare la polizia.

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A Tel Aviv “piove” cannabis dal cielo

Mer, 09/09/2020 - 12:23

Lo scorso giovedì un drone ha fatto cadere una pioggia di bustine di cannabis su Piazza Rabin, a Tel Aviv, in Israele.  

I passanti, confusi da tale inaspettato fenomeno “atmosferico”, si sono affrettati a raccogliere questo “ben di Dio” caduto gratuitamente dal cielo.

Secondo il Jerusalem Post, le bustine di marijuana sono state lanciate dal gruppo di attivisti per la legalizzazione della cannabisGreen Drone”, che ha come slogan “free love“, amore libero.

Prima di far cadere la pioggia di cannabis su Tel Aviv, il gruppo ha pubblicato un messaggio su Telegram:

È ora miei cari fratelli. È un uccello? È un aereo? No, è il Green Drone, che distribuisce gratuitamente cannabis dal cielo … Godete miei amati fratelli, questo è il vostro fratello pilota che si assicura che tutti possiamo ricevere un po ‘di amore gratuito”.

Quest’iniziativa non è soltanto volta a smuovere le coscienze sulla questione della legalizzazione della cannabis, ma rappresenta anche un chiaro esempio di guerrilla marketing: l’operazione fa parte, infatti, del lancio promozionale di un nuovo sistema di consegna a domicilio chiamato “pioggia di cannabis“.

Stiamo lanciando questo nuovo progetto, che includerà una consegna settimanale in diverse parti del paese di 1 chilo di cannabis diviso in bustine da 2 grammi“, hanno commentato gli organizzatori.

Quest’operazione, infatti, è stata pensata anche per far fronte alla minaccia di un nuovo lockdown che probabilmente verrà imposto nel Paese nel tentativo di prevenire la diffusione della pandemia di coronavirus: una nuova limitazione alla mobilità delle persone “richiede una riflessione fuori dagli schemi e l’ideazione di nuovi modi per fornire cannabis ai consumatori.”

La polizia ha dichiarato di aver arrestato due uomini sospettati di aver guidato il drone, accusati anche di traffico di sostanze stupefacenti.

Nonostante in Israele il consumo di marijuana a scopi ricreativi non sia del tutto legale, il Paese si pone all’avanguardia nella ricerca e nella produzione di cannabis terapeutica, esportata a livello internazionale.

Quando capiremo che il proibizionismo fa male alle persone e allo Stato?

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Pulire il lavello in acciaio senza fatica!

Mer, 09/09/2020 - 10:00

Le hai provate proprio tutte ma il tuo lavello rimane ancora sporco? Prova questo consiglio dal canale YouTube di Sarahomejolie, un ottimo rimedio per far rispledere la tua cucina e togliere gli odori più aggressivi! Cosa serve:

  • Aceto bianco;
  • Sale grosso;
  • Bicarbonato;
  • Acqua;
  • Sapone per piatti (in commercio trovi anche alternativi ecologiche);
  • Sacchetto di plastica;
  • Spungna
Fonte: Sarahomejolie

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«Come faccio a risparmiare?!?»

Mer, 09/09/2020 - 08:00

Si tratta di una domanda che ci poniamo costantemente, soprattutto quando il reddito ce lo consente.

Premetto che capisco ed è giustificabile che non leggeranno neppure un rigo di questo articolo coloro che a stento riescono ad arrivare a fine mese.

Ma indipendentemente da coloro che, ovviamente e inevitabilmente, devono dapprima pensare a garantire i consumi basici della loro famiglia, esiste anche una larga fetta di cittadini italiani che fa fatica a rispondere alla domanda di cui sopra per una insana abitudine che, verificata sulla base della  pluriennale esperienza nel mondo della finanza, mi fa pensare che noi siamo un popolo di formichine inconsapevoli.

La maggior parte dei risparmiatori non si pone, infatti, consapevolmente questo obiettivo e risparmia indirettamente, cioè prima spende e poi controlla se è riuscito a mettere da parte qualcosa.

Questo comportamento non favorisce la consapevolezza delle proprie spese e rende difficile accantonare un risparmio periodico costante, poiché induce a spendere finché ci sono soldi disponibili. Anzi, senza freni inibitori spesso ci si spinge oltre e si inizia a comprare prendendo capitale a prestito. La costruzione di un budget familiare deve servire proprio a programmare un risparmio mensile decidendo da subito quanto volete mettere da parte, compatibilmente con le vostre esigenze e i vostri redditi.

Dobbiamo capovolgere la logica con cui gestiamo le nostre finanze, soprattutto se siamo spendaccioni. Non bisogna partire dai consumi – spendere e poi vedere se si è riuscito a risparmiare qualcosa – ma dal risparmio. Dobbiamo domandarci: Qual è la somma minima che intendo risparmiare ogni mese?

Una volta definita la cifra, la si toglie dal conto materialmente (o comunque da qualsiasi strumento di custodia), come se fosse una vera e propria spesa mensile, e la si accantona su un diverso strumento (conto deposito, fondo, libretto di risparmio, cassetta di sicurezza, cassaforte a casa, eccetera), in modo da sottrarla alla propria disponibilità e quindi agli eventuali impulsi consumistici. Dopodiché, con ciò che resta sul conto corrente, si programmano le spese mensili.

Attraverso questo processo avrete introdotto una nuova, fondamentale abitudine finanziaria, perché sarete passati da «risparmiatori occasionali» a «risparmiatori sistematici». Due modelli di comportamento così sintetizzabili:

Il risparmiatore sistematico è uno che ogni mese dà un premio a se stesso e alla sua famiglia: risparmiando, dichiara di volersi bene perché accantona per rendere più sereno il suo futuro.

Foto di USA-Reiseblogger da Pixabay

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Giappone: 20mila persone finite nel nulla | Assegno unico ai figli da gennaio | Willy, l’odio corre sul web

Mer, 09/09/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Bonus fino a 300 euro per chi paga con carta di credito o bancomat. Via dal 1° dicembre;

Il Giornale: In Giappone la gente “evapora” 20mila persone finite nel nulla;

Il Manifesto: Willy, tutti negano. E l’odio corre sul web;

Il Mattino: Vescovo americano costretto a dimettersi per l’accusa di abusi: imbarazzo del Papa;

Il Messaggero: Autonomia, attacco alla Capitale. Il surplus fiscale destinato al Nord Cassese: «Lo Stato aiuti la Capitale» ;

llsole24ore: Assegno unico ai figli da gennaio, ma vanno trovati 10 miliardi. Ecco quanto vale – Covid in classe: mio figlio dove lo lascio? ;

Il Fatto Quotidiano: Di Maio: ‘Il sì del Pd al taglio rafforza alleanza’. Legge elettorale, centrodestra fa slittare il voto. In Senato arriva il ddl per il voto ai 18enni;

La Repubblica: Azzolina: “Test sierologici a campione agli studenti. Il rischio zero non esiste”;

Leggo: Rebibbia choc, boss in carcere stacca un dito a un poliziotto e lo ingoia: «Vi sgozzo come maiali»;

Tgcom24: La Cassazione conferma: “E’ giusto indagare per violenza sessuale chi invia foto porno a minore”;

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A Fabriano di carta se ne intendono

Mar, 09/08/2020 - 17:00

Per fare la carta ci vogliono gli alberi… o forse no… Melania Tozzi, di Fabriano, ha messo a punto una tecnica per produrre carta di straordinaria qualità utilizzando gli scarti della canapa. Le piante femmina, che hanno una marcia in più…

Il sogno di Melania? Che la canapa possa rimpiazzare un giorno la plastica flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_340"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/340/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/340/output/Carta-da-canapa-cruda.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/340/Carta-da-canapa-cruda.mp4' } ] } })

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Covid-19, e non dimentichiamoci di legalizzare la cannabis!

Mar, 09/08/2020 - 14:16

Se questa pandemia ci sta rovinando, si cerca, ci si prova, a vedere un lato positivo. A parte l’annunciata rivoluzione della mobilità, oggi il tema forte, cavalcato da Twitter a colpi di #cannabis e #spininelfianco è la legalizzazione della cannabis appunto, ormai realtà in buona parte del mondo occidentale, ma non da noi.

Se la destra continua a cavalcare il proibizionismo, anche Pd e soprattutto – la vera delusione per gli amanti del tema – il M5S non sembrano considerarla una priorità. Così è stata bocciata la richiesta del senatore Lello Ciampolillo, gruppo Misto, di calendarizzare a breve la legalizzazione della cannabis per come è contenuta nel ddl Mantero.

La proposta di legge

Il testo in questione propone di depenalizzare la cessione gratuita di modiche quantità della sostanza, rende legale l’autoproduzione fino a tre piante e predispone i cannabis social club come in Spagna. “Praticamente (Pd e M5S, ndr) hanno votato no insieme ai partiti di destra”, ha detto Ciampolillo. Anche se c’è chi lo accusa di propaganda: “Non si può pretendere che senza accordo preliminare un qualsiasi ddl venga calendarizzato nel mese in corso”, hanno ribattuto.

Twitter all’attacco

La rete non demorde. Oggi Twitter è deciso a mantenere alti i suoi tt e le motivazioni sono sempre le stesse.

Con un aggiunta: mai come ora avremmo bisogno di risorse finanziarie. L’ormai noto studio dell’università di Messina ha calcolato il beneficio economico per lo stato se la marijuana fosse legale e tassata allo stesso modo delle sigarette: circa 7 miliardi di euro. Chi la consuma avrebbe un prodotto controllato e gli stessi soldi non andrebbero nelle tasche della mafia. Mentre si ridurrebbero i costi della repressione: posti in carcere e operazioni di polizia in primis. Si arriva a un risparmio di 600 milioni di euro all’anno per una sostanza che nessun medico giudicherà più pericolosa dell’alcol: anzi.

La legalizzazione della cannabis darebbe infine posti di lavoro. In Colorado, sei anni dopo la legalizzazione della cannabis sono 41mila i nuovi posti di lavoro creati. Da noi, se ne stimano 350mila.

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Dimmi come dormi e ti dirò quanto guadagnerai

Mar, 09/08/2020 - 13:35

Un sondaggio semiserio su 5.438 professionisti ha provato ad associare la posizione in cui dormiamo con il successo nella vita. Vuoi vedere che c’è un legame? In generale, in base a quanto emerso nell’indagine promossa dall’azienda britannica OnBuy, la maggior parte delle persone dorme in posizione “fetale”, con ben 3 preferenze su 10. La seconda posizione più popolare è “The Pillow Hugger”, ovvero l’abbracciatore di cuscini, con un quarto degli intervistati a favore. “The Freefall” (caduta libera), “The Thinker” (il pensatore) e “The Soldier” (il soldato) seguono in terza, quarta e quinta posizione, rispettivamente con il 14%, il 13% e il 10% delle preferenze. Ma come cambiano questi risultati una volta associati allo stipendio?

Caduta libera al top

Rivedendo i dati sui gruppi di persone che avevano più o meno gli stessi stipendi, si è vista una correlazione con il modo di dormire. I “Caduta libera” avrebbero infatti maggiori probabilità di avere successo sul lavoro in assoluto. Infatti, il 29% di chi guadagna più di 55mila sterline l’anno preferisce questa posizione. È interessante notare che si dice che coloro che dormono in questa posizione siano audaci, socievoli e godano delle luci della ribalta, adattandosi alla descrizione di molti professionisti ad alto reddito.

La seconda posizione per dormire più popolare tra i ricchi è “Il soldato”, con il 23% che la sceglie come preferita, posizionandola al secondo posto.

Ammesso e non concesso che questo studio possa avere un qualsiasi reale valore, una cosa è certa: dormire bene è fondamentale per stare in salute e lavorare al top.

Perché tante coppie scelgono il “divorzio del sonno”?

Chi dorme non piglia pesci! (Ma è in salute)

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Come fare il caffè con la schiuma (Come al Bar)

Mar, 09/08/2020 - 10:00

Come ottenere, con la moka, un caffè con la schiuma perfetta e cremosa tipica di un espresso!

Dal canale YouTube MypersonaltrainerTv un semplicissimo trucchetto per diversificare la nostra pausa caffè!

Fonte: MypersonaltrainerTv

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La dieta vegana può essere pericolosa per il cervello

Mar, 09/08/2020 - 08:00

Un’alimentazione a base esclusivamente di cibi vegetali può nuocere al cervello. A spiegare perché in un articolo pubblicato sulla rivista online BMJ Nutrition, Prevention & Health è Emma Derbyshire, fondatrice e direttrice di Nutritional Insight Limited, società britannica di consulenza specializzata in nutrizione e scienze biomediche: una dieta tutta vegetale, con esclusione di carne, pesce, uova, latte e derivati, rischia di ridurre ulteriormente l’assunzione – già scarsa – della colina, un nutriente essenziale coinvolto nella salute cerebrale.

Importante per lo sviluppo del feto

La colina è una molecola che viene prodotta dal fegato e che partecipa a diverse reazioni metaboliche. In particolare è fondamentale per la salute del cervello, soprattutto durante lo sviluppo fetale, e gioca un ruolo importante nel tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue e nel proteggere la funzionalità epatica.

La quantità prodotta dal fegato non è però sufficiente a soddisfare le esigenze del nostro organismo, ed è per questo motivo che dovrebbe essere assunta tramite l’alimentazione. Le fonti alimentari primarie della colina, spiega la nutrizionista, sono la carne bovina, le uova, i latticini, il pesce e il pollo, ovvero tutti alimenti animali vietati per chi si nutre esclusivamente con cibi vegetali. Anche noci, fagioli e crucifere contengono questo nutriente importante per il cervello, ma a livelli molto più contenuti: ecco perché chi segue un regime alimentare esclusivamente vegetale può incorrere più facilmente in carenze di questo nutriente.

La dose giornaliera minima

Nel 1998, riconoscendo l’importanza della colina soprattutto nello sviluppo fetale, l’Istituto americano di medicina ne raccomandò l’assunzione giornaliera minima a 425 mg per le donne e 550 mg per gli uomini e a 450 mg e 550 mg per le donne, rispettivamente, in gravidanza e in allattamento. Nel 2016 l’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato dosi simili. Studi e sondaggi condotti sulle abitudini alimentari in Nord America, Australia ed Europa hanno però messo in evidenza che l’assunzione media abituale di colina non è all’altezza di queste raccomandazioni: “Una situazione preoccupante – afferma la nutrizionista – considerando che le tendenze alimentari attuali sembrano andare sempre più verso la riduzione del consumo di prodotti animali“.

Integrazioni in gravidanza

Per questo è importante, conclude l’esperta nell’articolo, “fare di più per educare gli operatori sanitari e i consumatori al valore di una dieta che contenga le giusti dosi di colina, e su come alimentarsi per ottenere il giusto fabbisogno”, ed effettuare monitoraggi per guardare all’assunzione di questo nutriente nei vari Paesi in modo che “se la colina non venisse adeguatamente assunta tramite l’alimentazione si possano mettere a punto strategie di integrazione soprattutto in relazione ad alcune fasi delicate della vita come la gravidanza, quando l’assunzione di questo nutriente è fondamentale per lo sviluppo del bambino”.

Foto di Sabrina Ripke da Pixabay

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Covid, maxi proroga fino al 7 ottobre | I cambiamenti climatici possono scatenare altre pandemie | Codice della strada, cosa cambia

Mar, 09/08/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Codice della strada, multe anche da spazzini e stangata su divieti di sosta Cosa cambia;

Il Giornale: “Berlusconi? Il quadro migliora Risposta immunitaria è forte”;

Il Manifesto: Trump lega Belgrado e Pristina a Israele, pagano i palestinesi ;

Il Mattino: Covid, maxi proroga fino al 7 ottobre: stadi e discoteche restano chiusi ;

Il Messaggero: Uccide il padre e brucia il cadavere, poi confessa: arrestato 23enne a Casale Monferrato ;

llsole24ore: Covid e vaccinazioni di massa, come sono andate le campagne del passato?;

Il Fatto Quotidiano: Referendum, il Pd si schiera per il Sì al taglio degli eletti. Zingaretti: “Voto per fare riforme”. Conte martedì alle Festa dell’Unità di Modena;

La Repubblica: L’educatrice del nido in tenuta da “aliena”: foto sui social accende le polemiche sulle misure anti-Covid ;

Leggo: Virus, l’allerta: «I cambiamenti climatici possono scatenare altre pandemie» ;

Tgcom24: Teramo, 49enne ancora positiva dopo 20 tamponi: resta senza lavoro una seconda volta |;

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Gli Angeli dei Navigli (Video)

Lun, 09/07/2020 - 19:00

Torniamo a Milano, dalla Canottieri San Cristoforo, per scoprire una delle loro “attività collaterali”: raccogliere la plastica che galleggia sui Navigli.

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Pistacchio: fai nascere una piantina a costo zero

Lun, 09/07/2020 - 17:00

Come far nascere una piantina di pistacchio utilizzando un seme?

Dal canale YouTube L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta ecco una spiegazione dettagliata di come mettere a dimora e far nascere una piantina di pistacchio!

Fonte: L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta

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Covid-19: in Indonesia se non hai la mascherina ti mettono in una bara

Lun, 09/07/2020 - 15:00

Nella capitale indonesiana, Jakarta, persone che non indossavano la mascherina sono state obbligate a stendersi in bare depositate come monumenti anti-Covid in diversi incroci della città. Una sanzione fortemente criticata e che non si ripeterà, assicura la polizia.

Una “punizione alternativa” non prevista dai regolamenti

Durante una campagna di sensibilizzazione, i dipendenti del Comune  della città hanno trasportato una bara e manichini per le strade di Jakarta con indumenti protettivi anti-Covid-19. L’intento era quello di mostrare agli abitanti di questa megalopoli duramente colpiti dalla pandemia cosa potrebbe accadere loro se non indossano una mascherina.

Persone che non portavano la mascherina sono state condannate a ‘meditare’ sul loro errore nella bara”, riferisce  il giornale coreano Koran Tempo.

Tuttavia il capo della polizia di East Jakarta, Budhy Novian, ha affermato che la sanzione “non è in linea con le normative vigenti”. Gli ufficiali di polizia, ha aggiunto, hanno inflitto di loro iniziativa questa punizione alternativa.

A Jakarta 49 morti al giorno per il coronavirus

Le bare sono così diventate il nuovo tema della campagna anti-Covid-19 a Jakarta. La scorsa settimana, il sindaco della capitale indonesiana, Anies Baswedan, ha persino inaugurato una di queste bare erette come monumenti in mezzo a un crocevia: “Per ricordare a tutti noi i rischi che corriamo se non rispettiamo le regole”, ha detto il sindaco, citato da Koran Tempo.

All’inizio di settembre sono stati registrati 1.000 casi positivi ogni giorno a Jakarta e 49 morti giornaliere, di più rispetto al picco della pandemia di aprile.

Foto di Fahni Dolli. Jakarta, 3 settembre 2020.

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Codice della Strada, autovelox in città: la bici diventa regina. Milano fa scuola

Lun, 09/07/2020 - 13:08

Cambia il Codice della Strada e permette ora alle amministrazioni comunali di installare autovelox anche nelle strade di quartiere, con telecamere pronte a controllare la velocità delle auto nei centri urbani. Una vera rivoluzione, che permetterà finalmente di far rispettare i limiti, renderà le strade e le pizze più sicure, e incentiverà l’uso della mobilità pulita, in primis quella in bicicletta. Una risposta ai 51,8 morti per incidente stradale per milione di abitanti registrati nel 2019. Ma anche una risposta all’urgenza di un’aria sempre più inquinata.

Più multe a chi infrange le regole

“Nel testo del disegno di legge di conversione del decreto “semplificazione”, approvato in settimana al Senato, sono state introdotte numerose e importanti novità per il Codice della Strada”, scrive oggi l’ufficio studi dell’Asaps, Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale, secondo cui “si tratta di una vera e propria mini-riforma del Codice”.

Ma le novità, prosegue l’associazione, riguardano anche “gli scooter a tre ruote che potranno tornare a circolare in autostrada e nuove competenze per gli accertatori e ausiliari della sosta, che avranno maggiori poteri di sanzionamento nei divieti di sosta”.  

La spinta grazie all’emergenza sanitaria

Molte delle proposte “sono partite dai comuni italiani, impegnati ad affrontare la nuova mobilità al tempo della pandemia, anche rispetto a una mobilità dolce, con provvedimenti storici a tutela dei ciclisti e pedoni. E, ancora una svolta nei controlli velocità nei centri urbani, con autovelox fissi anche sulle strade urbane di quartiere e locali, oggi vietati”.

Ciclabili, limite 30km/h, doppiosenso ciclabile

“Sarà il Prefetto – continua l’Asaps – ad autorizzare le nuove postazioni, attraverso una analisi degli incidenti avvenuti e sulle loro cause, anche per tutelare i pedoni e gli utenti vulnerabili”. Il pacchetto a tutela dei ciclisti, poi, “prevede l’introduzione della strada urbana ciclabile a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale e orizzontale, con priorità per le biciclette. E ancora la novità del doppiosenso ciclabile su strade cittadine ove il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h”.

Una necessità per la riapertura delle scuole

Ci voleva. “Dal 14settembre con l’apertura delle scuole le città subiranno un vero e proprio assalto di veicoli e servono non solo nuove regole a tutela dei più deboli ma anche più divise sulle strade”.

La scelta di Milano: più sicurezza, più aria

Come ben spiega il post dell’Assessore Marco Granelli, che non nasconde la gioia per il successo raggiunto:

“A giorni saranno legge le STRADE CICLABILI, il DOPPIO SENSO CICLABILE, le ZONE SCOLASTICHE, e miglioreranno le CORSIE CICLABILI. E, previo ok del Prefetto, si potranno mettere autovelox per ridurre la velocità anche nelle strade urbane di quartiere e locali. Il Codice della strada cambierà con il voto della conversione in Legge del DL semplificazioni che la Camera dei Deputati farà nei prossimi giorni, confermando il testo approvato dal Senato ieri venerdì 4 settembre. Un passaggio storico, nato dalle città e dalle associazioni, con uno sguardo all’Europa. Bici e pedoni saranno in strada più sicuri accanto alle auto. Era l’estate 2017 quando misi alla mia bici un fiocco bianco, quello della campagna “codicedisicurezza”, me lo diede Guia Biscaro presidente di FIAB, e da quel giorno è partito il mio impegno. Oggi il Codice lo abbiamo cambiato”. Punto per punto ecco le novità, illustrate dallo stesso Assessore:

STRADE URBANE CICLABILI

“Una nuova tipologia di strada dove le automobili possono viaggiare a velocità limitata (max 30 km/h) ma con priorità e precedenza alla bicicletta e ponendo la massima attenzione. A Milano le useremo per i controviali come Zara-Testi, Certosa, Famagosta – Cermenate, Romagna – Campania – Mugello – Molise, Palmanova, Sempione e magari anche nei centri storici dei quartieri di Milano dove ci sono vie strette a senso unico: ad esempio in via F.lli Zoia nel tratto stretto a Quarto Cagnino, o via Caldera a Quinto Romano, o in via Morelli a Figino, o in via S. Bernardo a Chiaravalle”.

DOPPIO SENSO CICLABILE

“Non era previsto dal codice, era stato autorizzato solo in situazioni molto particolari e senza la sosta. Ora sarà possibile prevedere il doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico per le auto, solo dove lo decide il Comune, realizzando sul lato sinistro della strada a senso unico, anche in presenza di sosta, una corsia ciclabile segnata con linea tratteggiata e simbolo delle biciclette, che permette alle bici di andare in un senso insieme alle auto e nell’altro in corsia ciclabile. Questo permetterà di semplificare i percorsi nei quartieri e nelle zone 30, favorendo i percorsi lineari per le bici, ma in sicurezza e regolarità e visibilità reciproca per bici e auto.

A Milano ad esempio potremmo migliorare via Martiri oscuri una via che permette alle bici nel quartiere NOLO di fare un itinerario rettilineo est-ovest tra via Ferrante Aporti e il Trotter. E potremmo pensarlo per altre vie in altre zone 30 come Isola, o Corvetto, o Bovisa-Dergano”.

MIGLIORAMENTO DELLA CORSIA CICLABILE

“Già introdotta a maggio: è una corsia ciclabile, delimitata da linea bianca tratteggiata e con il simbolo della bicicletta, destinata alle biciclette, ma valicabile dalle auto. Viene migliorata: permettendone l’utilizzo alle auto solo se la strada è stretta e per accedere alla sosta; introducendo anche per le corsie ciclabili la casa avanzata; permettendo alla corsia ciclabile di sovrapporsi alle fermate del bus e così non interrompersi, dando chiaramente la precedenza al bus. La corsia ciclabile oggi a Milano è già realizzata in Puglie, Monza, Castelbarco, nella cerchia dei Navigli in senso orario tra la preferenziale bus e il marciapiede. La useremo ancora”.

LE BICI NELLE CORSIE RISERVATE BUS

Ma solo se larghe almeno 4.30 m. A Milano potremmo utilizzarla per contribuire a completare la ciclabilità della cerchia della 90-91 nel tratto di viale Serra e viale Monte Ceneri tra il ponte della Ghisolfa e piazzale Lotto.

ZONA SCOLASTICA

Strade in vicinanza delle scuole dove le auto non circolano negli orari più frequentati da bambini e ragazzi in entrata e uscita, a protezione dei pedoni e dell’ambiente (per limitare le emissioni inquinanti di prossimità come il blak carbon e l’NO2 per le giovani generazioni). A Milano le zone scolastiche verranno istituite a partire dall’esperienza delle scuole car free, esistenti oggi in 26 località e nelle prossime settimane in probabili altre 10-15 località vicine alle scuole.

AUTOVELOX ANCHE NELLE STRADE URBANE DI QUARTIERE

“Oggi nelle città gli autovelox possono essere posti solo nelle strade di scorrimento. Domani sarà possibile installarli, sempre previa autorizzazione del Prefetto, anche sulle strade E e F e cioè “urbane di quartiere” e “locali”. Questo permette ai Comuni, previa documentazione accurata sugli incidenti e autorizzazione del Prefetto, di poter collocare l’autovelox e quindi ridurre gli incidenti in quelle strade urbane dove il rischio è l’investimento del pedone, e cioè dove vi sono strade dritte e larghe che facilitano la velocità, ma si è in presenza di scuole, abitazioni, negozi, servizi per cui vi sono attraversamenti pedonali a rischio per i pedoni.

Le città con i loro Comuni (assessori, dirigenti, tecnici) e con le associazioni di ciclisti come FIAB e Legambiente, a partire dall’esperienza quotidiana di cercare più sicurezza in strada, di cambiare la mobilità per vincere il traffico e l’inquinamento, hanno fatto proposte per un nuovo equilibrio in strada. E il Governo (un lavoro certosino con Ministri (De Micheli), sottosegretari (Traversi e Mauri), dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e dell’Interno e i dirigenti della Polizia stradale) e il Parlamento (parlamentari di PD Mirabelli e Gariglio, M5S Di Girolamo, e IV Comincini) ci hanno ascoltato e insieme abbiamo costruito questa rivoluzione del codice della strada, partendo dalle città, guardando l’Europa, cercando di far passare il concetto che in strada pedoni, bici, auto devono convivere insieme in sicurezza. Zone 30, strade ciclabili, corsie ciclabili, doppio senso ciclabile, zone scolastiche, limitazione della velocità, queste le ricette, che ora diventano realtà nel codice della strada. Molte cose saranno utilizzabili da subito, altre attraverso l’aggiornamento con Decreto del Regolamento come ad esempio il cartello stradale delle strade urbane ciclabili, Decreto previsto entro 60 giorni.

Un grande grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato, e ora continuiamo a trasformare la nostra città, a partire dai quartieri, e con i cambiamenti che insieme siamo capaci di fare”.

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Decreto Cura-Italia: la sospensione con il trucco dei mutui

Lun, 09/07/2020 - 10:00

Le banche stanno tentando di estorcere 6 mesi di tranquillità ai cittadini in difficoltà economiche che hanno diritto, in base al decreto legge “Cura Italia” del marzo scorso, ad una sospensione del pagamento dei mutui per 18 mesi.

>> Avevo parlato di questo “rischio” due settimane fa.

Avevo tralaltro sollecitato, sebbene consapevole della inefficacia, l’inutile commissione bicamerale banche affinché i presunti “tecnici” cui questo governo ha affidato la guida del paese prendessero in considerazione questa grave anomalia.

Ebbene la conferma è arrivata.

Le banche non osservano le disposizioni governative, talvolta con arroganza ma spesso con la superficiale ironia di chi considera il legislatore semplicemente un soldatino che deve sottostare alla loro lobby.

Ricapitoliamo.

Il decreto legge del 17 marzo 2020, il cosiddetto Cura Italia, ha introdotto la possibilità, per chi ha sottoscritto un mutuo e si è trovato in difficoltà economica a causa del Coronavirus, di sospendere il pagamento delle rate del mutuo per un massimo di 18 mesi.

Ripeto diciotto mesi!

Il decreto inoltre stabilisce che la sospensione si può richiedere non più di due volte e per un periodo (singolo) massimo di 12 mesi.

Al momento del lockdown e della emanazione del decreto, siamo nel periodo marzo-aprile scorso, le banche, quasi tutte, hanno concesso ai richiedenti, sebbene dopo mille peripezie dovute al loro atteggiamento dilatorio, solo una proroga di 6 mesi adducendo la banale e formale motivazione della “incertezza del momento”.

Ovviamente la verità è un’altra.

Le banche hanno seri problemi di funding, espressione anglosassone che individua tutte le operazioni di raccolta di fondi (depositi, conti correnti, titoli, ecc…) effettuate da una banca per il finanziamento degli impieghi (prestiti) e il conseguente sostenimento dei costi di gestione.

In parole semplici anche l’incasso delle rate di mutuo fanno raccolta e funding. E quindi, come avrebbe detto Catalano, il compianto musicista-filosofo dell’ovvio, fa meno male per le banche non raccogliere per 6 mesi piuttosto che per 18!

Come volevasi dimostrare, questa settimana sono stato inondato di lamentele dai miei clienti che, di fronte alla richiesta di proroga della moratoria di ulteriori 12 mesi, si sono sentiti rispondere: “ No, possiamo concedervi solo una proroga di altri 6 mesi!”

Un esempio?

Banca Popolare Emilia Romagna (BPER), facendo riferimento ad un accordo ABI (quindi ad un patto tra le banche) del 24 Aprile (quindi successivo al decreto) che è divenuto, nel loro immaginario delirio di onnipotenza, ormai fonte di diritto avente forza di legge ben superiore al decreto, ha obbligato un cittadino che aveva fatto richiesta di proroga di ulteriori 12 mesi a rinunciare a un proprio diritto.

Gentilissima Sig.ra Carla Ruocco, presidente della commissione banche, vogliamo intervenire ?

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La vita sotto il turbante: dalle detenute alle pazienti, la solidarietà è di moda

Lun, 09/07/2020 - 08:00

La vita sotto il turbante è il frutto della collaborazione tra l’associazione Go5-per mano con le donne, onlus che si dedica alle pazienti del reparto di Ginecologia Oncologica dell’Istituto dei Tumori di Milano, e il brand Sartoria SanVittore nato dall’esperienza della Cooperativa sociale Alice nel carcere di San Vittore a Milano dove ai detenuti viene data la possibilità di un riscatto sociale attraverso il lavoro.

Obiettivo di La vita sotto il turbante? Creare turbanti e copricapi sartoriali per le donne che si sottopongono a cure oncologiche. Tutto nasce quando nel 2018 la stilista Rosita Onofri disegna un modello di copricapo pensato per le pazienti del reparto di Ginecologia oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Sulla base del modello disegnato, le detenute di San Vittore si sono poi messe all’opera realizzandolo in tessuti naturali declinati in stoffe pregiate e tinte provenienti da Marocco, India e Mauritania, il tutto nel pieno rispetto dell’artigianato locale e internazionale.

L’iniziativa si è meritata il patrocinio della Camera penale di Milano e del Comune: il primo cittadino della città, Beppe Sala, era infatti presente alla cerimonia di debutto di Una vita sotto il turbante tenutasi a metà giugno nella Sala Alessi di Palazzo Marino.  

Una solidarietà, quella tra pazienti oncologiche e donne detenute, sancita da un mutuo scambio: le donne detenute contribuiscono a far sentire sicure e belle le pazienti, le quali, a loro volta, acquistando i turbanti, sostengono la ricerca scientifica per la diagnosi precoce del tumore ovarico.

Creare circoli virtuosi è del resto il tratto distintivo della cooperativa sociale Alice, che non a caso ha ricevuto il Premio Europeo Donna Terziarioindetto da Confcommercio Milano e destinato alle imprenditrici che si sono maggiormente distinte per la loro attività. La menzione speciale, però, è per Luisa Della Morte, responsabile della Cooperativa Alice. È lei che per prima ha creduto nell’importanza di formare e dare lavoro all’interno del carcere di San Vittore.

E credere, ultimamente, non è impresa da poco.

Immagine di copertina: fonte Repubblica.it

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