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Aggiornato: 2 ore 14 min fa

La casa di paglia: mica balle!

Mer, 07/29/2020 - 18:00

Una struttura in balle di paglia che oggi è diventata uno straordinario luogo di aggregazione per la comunità.
Intervista a Emanuele Cerutti, presidente di “achilometrozero”.
Per maggiori informazioni sulla casa di paglia

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Egitto: arrestate due influencer di TikTok perché donne e “immorali”

Mer, 07/29/2020 - 16:51

Haneen Hossam, 20 anni,e Mowada al-Adham, 22 anni, sono due giovani donne, che ballano, cantano, sorridono. Non sono così diverse dalle ragazze della loro età che utilizzano i social network postando foto o video della loro quotidianeità, raggiungendo un numero sempre più elevato di followers, talvolta divenendo modelli da imitare.

Eppure queste ragazze, due influencer di TikTok, divenute vere e proprie star del social network cinese, sono state condannate a due anni di prigione e al pagamento di 300mila sterline egiziane (circa 16mila euro) di multa ciascuna. Il governo egiziano ha censurato i contenuti delle due influencer in quanto i loro comportamenti sono stati considerati un vero e proprio affronto alla moralità sociale e per presunte “violazioni dei valori familiari”.

Vi starete chiedendo il perché: la loro unica responsabilità è stata quella di imitare un modello, quello occidentale, considerato immorale e “deviato”. Hossam, che ha circa un milione di followers su TikTok, è stata condannata poiché incoraggiava gli utenti a guadagnare denaro scaricando un’app di video chat, mentre Eladhm, con quasi 2 milioni di followers, è stata accusata di aver pubblicato video satirici poco consoni alla morale egiziana.

Il regimedi Al-Sisi ha condannato le due ragazze poiché il loro modo di vestire e di truccarsi è considerato indecente e troppo dissoluto per una donna che, in quanto tale, deve rimanere velata nel proprio mistero e imprigionata nella propria identità precostituita. Uscire al di fuori di questi schemi identitari di donna “casta e pura”, dedita alla casa e alla famiglia, fa sì che si cada nella definizione opposta, di non-donna o “cattiva ragazza”.

Mozn Hassan, direttore esecutivo di Nazra, un gruppo femminista egiziano, ha dichiarato a VICE News che le accuse rispecchiano la visione del mondo patriarcale dei governanti conservatori egiziani.

Stanno facendo una distinzione tra chi si ritiene che siano donne” buone “e chi pensano che siano donne” cattive “. Per loro, le donne cattive sono quelle che non si vestono e si comportano come pensano che dovrebbero. Dico che è tutto nelle loro teste – ballare è qualcosa di comune nella società egiziana“.

Le sostenitrici delle donne hanno lanciato una petizione online chiedendo il loro rilascio, mentre i loro avvocati dichiarano di voler presentare ricorso.

Un regime che giudica, censura e detiene

In Egitto ogni azione considerata come una minaccia all’ordine sociale e alla sicurezza nazionale può essere perseguibile e soggetta a censura, repressione e conseguente detenzione: recente è la notizia della mancata scarcerazione di Patrick Zaki, giovane studente e ricercatore dell’Università di Bologna, detenuto da più di cinque mesi con l’accusa di propaganda sovversiva sui social media. La motivazione? La sua posizione in materia di diritti umani.

Il mese scorso, un tribunale egiziano ha condannato una danzatrice del ventre a tre anni di prigione per incitamento alla “dissolutezza” sui social media pubblicando un video di danza su TikTok.

Questa visione patriarcale sarà mai sradicata? Riusciremo mai ad uscire dal dualismo e dalla definizione precostituita? Si smetterà mai di scrivere presunte leggi morali sul corpo delle donne?

Fonte: Vice.com

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Il bancomat sarà presto contactless fino a 50 euro

Mer, 07/29/2020 - 11:18

In molti Paesi europei il passaggio è già avvenuto durante il lockdown, per minimizzare i contatti e i passaggi di mano di carte e denaro contante. Notoriamente però, agevolare i pagamenti telematici è una scelta che contrasta anche l’evasione fiscale. Quindi con calma, ma anche noi, dal 2021, avremo i pagamenti contactless fino a 50 euro. Finora il limite era della metà, 25 euro.

Più facile pagare

La differenza è che la funzione contactless permette di pagare semplicemente accostando il bancomat al terminale pos, senza doverlo dare in mano al commesso, senza che lui o lei debba inserirlo nel pos e infine senza dover noi toccare l’apparecchio per digitare il codice. Una serie di passaggi e di possibili fonti di contagio in meno, in ottica covid-19. A parte questo e a parte il fisco, anche una soluzione semplicemente più pratica.

L’accordo

La decisione arriva da un accordo tra Bancomat, Mastercard e Visa, al fianco di tutti i principali player del settore dei pagamenti, che hanno lavorato negli ultimi mesi per rendere possibile la cosa. L’obiettivo, secondo una nota congiunta, è “guidare il mondo dei pagamenti verso uno step importante che segnerà un netto miglioramento della quotidianità dei consumatori”.

I consigli per la sicurezza

I nostri consigli? Prima di tutto fornirsi di una bustina di protezione che possa proteggerci sia dalla smagnetizzazione del bancomat, sia da possibili frodi (ne esistono di molto creative e riescono a sottrarre denaro avvicinando una sorta di pos alla nostra borsa, sfiorandola appena). Queste buste porta-bancomat invece isolano completamente la tessera. Inoltre, certamente, serve maggiore accortezza nella gestione del bancomat, oramai sempre più simile a una carta di credito.

Avere sempre a portata di mano i numeri di telefono per bloccarla immediatamente in caso di furto, è infine un’altra utile raccomandazione.

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Dio abbatte il muro anti migranti di Trump

Mer, 07/29/2020 - 10:36

Non è proprio un buon periodo per Donald Trump. Solo nelle ultime settimane, è stato fortemente criticato dal New York Times per la gestione della pandemia. Il quotidiano più prestigioso al mondo si è chiesto (addirittura) “Perché non possiamo essere gestiti come l’Italia?”, e non aggiungo altro. Ancora, è stato criticato dal suo stesso partito per aver impedito manifestazioni pacifiche seguite alla morte di George Floyd, e strali di accuse contro di lui sono arrivate a livello internazionale per aver abbandonato l’OMS. Persino il pacato ex presidente Obama, dopo una serie di tweet al vetriolo, è arrivato a definirlo “incompetente, meschino e disorganizzato“. Poche parole dolci per lui.

Infine, il crollo dell’indistruttibile

Da ultimo, come fosse il volere del Signore, è divenuto virale in poche ore il video che ha mostrato l’urgano Hanna devastare buona parte del muro voluto da Donald Trump al confine con il Messico per evitare le migrazioni irregolari, e da lui stesso definito “indistruttibile“. Quale ironia: deve essere stata una forza soprannaturale, dunque, a intervenire.

La storia ricorda quella dei tre porcellini, dove a far male le cose, basta un buon soffio forte e bum, viene giù tutto. Ricordiamo che l’uragano Hanna è infatti catalogato di categoria 1, ovvero la più debole della scala che ne misura la potenza. Ha causato un black out in Texas e qualche altro danno minore. Questo il video che ha immortalato l’esilarante scena:

And here, ladies and gentlemen, is Hurricane Hanna blowing down Trump's impenetrable border wall. pic.twitter.com/12r8FnjKJK

— Alex Mohajer (@AlexMohajer) July 26, 2020 Nuove grane in arrivo

Anche le ferie non saranno rilassanti per il povero Donald Trump. In arrivo su Netflix il prossimo 3 agosto il documentario Immigration Nation che inizia con la frase “Dobbiamo trovarli e rimuoverli” pronunciata da un poliziotto della ICE, l’agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, e riferita alle persone entrate illegalmente negli Stati Uniti. Il documentario riguarda le operazioni degli ultimi tre anni: tutto il mandato di Donald Trump, che fin dall’inizio della sua presidenza ha inasprito le norme sull’immigrazione, tra le proteste.

Una patata bollente

Per quanto riguarda il resto della serie, basti dire che l’uscita è stata stabilita dopo lunghi negoziati tra i registi e l’amministrazione Trump, che ha fatto pressione perché le parti più controverse del documentario venissero tagliate o perché l’uscita del documentario fosse rimandata a dopo le elezioni presidenziali del novembre 2020. Staremo a vedere.

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Scambi Zero Waste per principianti

Mer, 07/29/2020 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube di Ciao Valentina : Luglio è il mese senza plastica, chiamato Plastic Free July. Ho pensato dunque di creare un video per aiutare coloro che si vogliono avvicinare alla sostenibilità per la primissima volta. Non è facile, soprattutto all’inizio ma in questo video voglio citarvi quegli scambi facili da fare e che in poco tempo vi faranno notare la differenza e non vi faranno più tornare nei vecchi passi.

Fonte: Ciao Valentina

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Punto G, muscoletti vaginali e piacere femminile

Mer, 07/29/2020 - 08:00

Sono passati 40 anni da quando l’associazione dei sessuologi Usa ha certificato l’esistenza del punto G scatenando polemiche che ancora non si sono sopite.

Ma ormai le evidenze scientifiche sono indiscutibili.

Negli anni ‘90 il Professor Jannini ha fotografato i tessuti cavernosi dimostrando che c’è e lotta insieme a noi. Questi tessuti sono detti cavernosi perché si gonfiano con l’eccitazione grazie a un aumento dell’afflusso di sangue.

Le ricerche di Jannini hanno però chiarito una questione essenziale: il Punto G non è un punto ma un’area particolarmente sensibile. Si tratta sostanzialmente di terminazioni nervose molto sensibili che potremmo descrivere, per semplificare, come la radice della clitoride (o del clitoride se preferite).

Questa zona del piacere è situata a circa 3 centimetri di profondità sulla parete della vagina anteriore, cioè dietro l’osso pubico. Accarezzare quest’area non è sufficiente, è necessario premere (senza esagerare che è delicata) verso l’osso pubico. Al tatto il centro di quest’area si presenta come una lieve depressione.

Continuare a negare l’esistenza di questa zona del piacere è ormai assurdo perché milioni di donne ne fanno esperienza continuamente. Ma allora perché tante discussioni?

La stretta connessione tra una buona mobilità muscolare pubococcigea e l’orgasmo delle donne

Perché alcune donne, eminenti sessuologhe oltretutto, continuano a sostenere che si tratti di un’illusione?

L’arcano è molto semplice.

La sensibilità di questa zona è connessa con la mobilità muscolare genitale.

Come tutte le parti del corpo anche l’organo femminile è dotato di muscoli (pubococcigei, altrimenti indicati con il termine pavimento pelvico; l’insieme dei muscoli che avvolgono l’area genitale si chiama Perineo).

I muscoli pubococcigei sono quelli che utilizziamo tutti, anche i maschi, quando facendo pipì blocchiamo il flusso delle urine (proprio come stai facendo in questo momento!). Si tratta di contrarre per alcuni secondi, senza sforzarsi troppo, il pavimento pelvico e quindi ascoltare il progressivo rilassamento. 3 secondi di contrazione, 9 secondi di rilassamento. È un esercizio base che puoi fare ovunque, non se ne accorge nessuno (fa bene anche ai maschi).

Condizionamenti culturali secolari hanno fatto sì che molte donne abbiano sviluppato una specie di negazione della loro fisicità genitale e quindi muovano pochissimo questi muscoli. Questo fatto determina gravi danni che rendono poco efficiente il controllo della minzione femminile: in Italia il 50% delle donne soffre di incontinenza delle urine dopo la menopausa.

Questo disturbo a partire dagli anni ‘30 si cura con la ginnastica come dimostrò il dottor Kegel. Questa ginnastica è molto più efficace dell’intervento chirurgico che oltretutto dà risultati spesso provvisori.

Inoltre è utile anche per prevenire il prolasso vaginale.

Ma Kegel scoprì anche che le sue pazienti che soffrivano di frigidità, sovente riuscivano a raggiungere per la prima volta il culmine del piacere dopo essersi dedicate per qualche tempo a questa ginnastica.

Il nesso è semplice: se non muovo i muscoli di una parte del corpo la sensibilità diminuisce e la sollecitazione può addirittura diventare fastidiosa invece che piacevole.

Con questo discorso non voglio certo affermare che solo scoprendo il piacere dell’Area G, una donna possa avere una vita sessuale soddisfacente. Ogni persona è diversa e il piacere ha molteplici forme; ci sono donne che hanno l’orgasmo prevalentemente clitorideo, altre che hanno maggiore sensibilità in altre aree della vagina. In questi anni molto si è parlato di altre zone orgasmiche… Dal punto di vista scientifico pare che queste diverse sensibilità dipendano sia dai terminali nervosi che si diramano nell’organo femminile sia da particolari sensibilità psicologiche. La sessualità è in realtà una questione nella quale l’emotività e i meccanismi psicologici sono ben più importanti delle questioni fisiologiche. Ma sicuramente conoscere di più il proprio corpo fa bene all’amore anche se poi una donna può scoprire che per lei la zona G è meno importante che per altre donne.

Per concludere accenno a due questioni connesse.

È importante sapere che risvegliando la muscolatura intima la donna potrebbe anche recuperare la capacità di emettere durante l’orgasmo un liquido simile a quello maschile. Se succede non spaventarti, è normale anche se poche donne occidentali lo sperimentano. Anche in questo caso è una questione che riguarda millenni di condizionamenti culturali. Presso molti popoli maggiormente matriarcali, che vivono una sessualità più libera, questa reazione è invece molto diffusa tanto che presso alcuni gruppi etnici la donna viene considerata adulta non quando ha le prime mestruazioni ma quando sperimenta l’eiaculazione. Il Professor Jannini ha fotografato quella che potremmo definire una prostata femminile che in alcune donne è sviluppata mentre in altre è praticamente assente. Quindi se non eiaculi non preoccuparti, ma se eiaculi stai attenta a non incappare in un sessuologo medioevale. Fino a pochi anni fa alcuni sessuologi scambiavano questa reazione fisiologica per incontinenza e procedevano col bisturi. Ma di questo tema parleremo diffusamente in un prossimo articolo.

Infine per chi dubita del nesso tra la mancanza di tonicità del muscolo pubococcigeo e l’incontinenza ricordo che mentre in Italia questo malanno è molto diffuso, tanto che la pubblicità dei pannolini per donne imperversa in tv, in Francia e Paesi scandinavi l’incidenza di questo disturbo è solo del 18%, una differenza enorme dovuta allo sforzo delle strutture sanitarie nella diffusione della ginnastica del pavimento pelvico.

ATTENZIONE: fare ginnastica fa bene ma NON fa bene bloccare il flusso delle urine!

Per saperne di più sessosublime.it
Il video del Centro Medico Sant’agostino
Esercizi per il pavimento pelvico

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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Anche le patate meritano attenzione!

Mer, 07/29/2020 - 08:00

Vi siete mai chiesti come arriva la frutta e la verdura nel vostro piatto? Quale sia il percorso produttivo, quali le “materie prime” di partenza, chi ci ha lavorato? Facciamolo ora con un cibo molto diffuso, le patate, un tubero presente sulle tavole di tutta Europa, che cresce bene anche in climi dove altri ortaggi soffrono freddo e poca insolazione.

Le patate: come si coltivano

Le patate sono tuberi che nascono e crescono sottoterra. La pianta si sviluppa da un’altra patata precedente, una patata “da seme”, che viene trapiantata in primavera. Da questa nasceranno i nuovi tuberi che saranno le patate del nuovo raccolto. È abbastanza semplice vedere germogliare una patata, è uno degli esperimenti che si fa anche a scuola.

Questo è anche quello che fanno gli agricoltori, trapiantando in primavera le patate da seme tenute da parte dal raccolto precedente, oppure acquistate nelle zone dove la produzione di questo tubero va per la maggiore. Sembra semplice, ma in mezzo c’è tanto lavoro: l’acquisto o la produzione della semente, il trapianto, l’irrigazione, la difesa da insetti e parassiti, la raccolta e la conservazione.

Un’annata difficile

Sebbene questi tuberi siano piuttosto adattabili, la scorsa annata si è rivelata particolarmente difficile, per via del clima della scorsa primavera-estate, come ci conferma Domenico Citterio, amministratore unico della Citterio Patate, che da quattro generazioni commercia in patate da consumo e da seme, e vicepresidente di Europatat, unione europea delle associazioni nazionali del commercio della patata: «noi ci rapportiamo quotidianamente con produttori da tutta Europa, specialmente dal Nord, dove la produzione delle patate è molto importante, soprattutto per quanto riguarda le patate da seme. Quello che ci hanno riferito riguardo alla scorsa stagione è di una situazione climatica senza precedenti, con siccità e un lungo periodo di temperature eccezionalmente elevate. Questo ha contribuito a una diminuzione significativa della produzione di patate e quindi della disponibilità di patate da seme, con un conseguente aumento di prezzo». 

Si rifletterà in un aumento di prezzo anche per il consumatore? «Per il momento questo aumento di prezzo ha generato solo una diminuzione della richiesta da parte degli agricoltori, e quindi al momento la situazione tra domanda e offerta si è riequilibrata. È difficile dire se il costo del prodotto finale aumenterà perché bisogna vedere come andrà questa stagione e come sarà il clima da questi giorni in cui si stanno seminando le nuove patate fino a settembre-ottobre», spiega Citterio. Lo conferma anche Francesco Beldì, agronomo: «Il prezzo della semente ha un’incidenza limitata nel costo finale che un agricoltore deve sostenere, però è certo che se anche quest’anno il clima sarà sfavorevole, tutti i costi per produrre le patate aumenteranno, e la quantità finale prodotta potrà nuovamente essere modesta. L’agricoltura però è uno dei pochi settori dove è difficile far comprendere che da un anno all’altro si possono avere maggiori costi di produzione, e generalmente la differenza viene assorbita dai produttori stessi, che rinunciano a una parte di guadagno per mantenere il prodotto ai prezzi che richiede il mercato», conclude Beldì.

Quanto costeranno patate e verdura nelle nostre tavole lo scopriremo nei prossimi mesi, ma facendo la spesa non bisogna dimenticare come quei prodotti siano arrivati sul banco dell’ortofrutta e tutte le persone che hanno lavorato alla loro produzione.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Stato d’emergenza fino al 15/01 | Gualtieri: «Ecco il dl agosto» | Libia, Guardia costiera spara sui migranti

Mer, 07/29/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Gualtieri: «Ecco il dl agosto. Proroga smart working, bonus assunzioni e tasse sospese»;

Il Giornale: Il “business della quarantena” Quanto paghiamo i migranti. Nuovo bando da parte di Viminale, Mit e Protezione Civile: pronte le due nuove navi dell’accoglienza dopo Moby Zazà;

Il Manifesto: Sullo sfondo c’è in gioco la scadenza della legge Maroni;

Il Mattino: Libia, Guardia costiera spara sui migranti: due morti e cinque feriti Varato il piano dei trasferimenti;

Il Messaggero: Fontana, Gdf in azienda del cognato: si cercano i 25mila camici «donati» La figuraccia lombarda e le dimissioni Fontana in Aula: «Non sapevo nulla» Ma il suo manager lo smentisce. Il cognatismo lombardo tra interessi pubblici e privati;

llsole24ore: «Se è possibile andare al ristorante e in discoteca, perché devo laurearmi online?» – Banchi e sicurezza, la scuola è a rischio caos;

Il Fatto Quotidiano: Oms: “Covid, grande ondata non stagionale”. Germania, salgono i casi: ‘Tedeschi negligenti’ Twitter blocca Trump Jr.: “Contenuti fake”;

La Repubblica: Conte: “Il virus circola ancora”. E il Senato ‘approva’ la proroga dello stato d’emergenza fino al 15 ottobre;

Leggo: Egitto, 5 ragazze influcencer arrestate perchè su Tik Tok hanno diffuso video in costumi occidentali;

Tgcom24: VICINO ALLA CASA DI BRUECKNER Caso Maddie, la polizia scava in un giardino di Hannover;

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Il futuro dell’agricoltura? L’Orto Bioattivo

Mar, 07/28/2020 - 17:00

Grazie a un particolare mix di terra, compost, lombrichi si può aumentare in modo esponenziale la fertilità e la resa di un terreno agricolo, ottenendo frutta e verdura molto più buona e nutriente di quella coltivata con agricoltura intensiva e sostanze chimiche.
Siamo andati a Firenze a intervistare l’agronomo Andrea Battiata e l’ingegnere Giovanni Petrini, ideatori dell’Orto Bioattivo.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

Nella gallery fotografica di Armando Tondo il mini orto bioattivo costruito alla Libera Università di Alcatraz in Umbria durante un corso con l’agronomo Andrea Battiata e l’ingegnere Giovanni Petrini, della Cooperativa Semele.

 

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Covid-19, vanno al mare e tornano malati

Mar, 07/28/2020 - 10:51

Un week-end al mare di Capri è bastato a tre ragazzi romani – la categoria sotto accusa per lo scarso senso di responsabilità rispetto alla pandemia – per ritrovarsi positivi al coronavirus, o covid-19. I giovani hanno soggiornato – in totale in 8 – in una casa vacanza. L’Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 sta ora cercando di capire gli eventuali ulteriori contatti dei giovani: in particolare di una delle ragazze del gruppo che, prima di raggiungere gli altri, sarebbe stata in un’altra località balneare della Campania. Al momento comunque, “non esistono ragioni d’allarme“. Il gruppo è ora tornato a Roma, e finora solo uno ha manifestato sintomiIl tampone ha poi confermato la sua positività e quella di due altri amici, risultati al momento asintomatici.

Capri non ha tamponi positivi

“Non vi è riscontro di alcuna criticità sul territorio caprese” e sull’isola “non vi sono né casi positivi né focolai”, ha rassicurato il sindaco Marino Lembo, appena appresa la notizia dei tre turisti romani positivi.

Napoli, il malato il fuga

Intanto a Napoli, all’Ospedale del Mare, un uomo giunto al Pronto soccorso per febbre e sospetti sintomi da Covid-19, è risultato positivo al tampone veloce. La sua reazione imprevedibile è stata la fuga. I carabinieri lo hanno individuato in zona Ponticelli e riportato subito in ospedale, dove ora, in isolamento, è in attesa del responso del tampone faringeo.

Nel Cilento 4 focolai, 32 positivi

I casi positivi in Cilento sono progressivamente saliti a 32. Più della metà, per l’esattezza 17, sono concentrati a Pisciotta, dove ieri sono stati eseguiti 130 tamponi di cui si attende l’esito. Gli altri tre focolai Covid-19 sono ad Agropoli (dove i contagiati sono saliti a 5). Altri infetti a Capaccio Paestum (con 6 casi) e a Casal Velino (3). C’è poi un unico caso nell’entroterra: è quello del 73enne di Stio Cilento, trasferito a Scafati e in attesa dell’esito di un secondo tampone.

In Puglia +3 positivi e un morto

Altro luogo di mare, altri casi in aumento, seppur limitati (stando ai controlli sanitari effettuati). In Puglia su 1.052 test sono stati registrati 3 casi positivi al coronavirus: uno in provincia di Foggia, dove purtroppo è avvenuto l’unico decesso regionale per covid-19, e 2 in provincia di Lecce. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati in Puglia 230.475 test, 3.962 pazienti sono guariti e 79 sono i casi attualmente positivi.

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Cosa non fare appena svegli?

Mar, 07/28/2020 - 10:00

Con Filippo Ongaro alcuni consigli e tecniche per iniziare la giornata con più energia e voglia di fare.

Fonte: Dr. Filippo Ongaro

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Negli Usa piove plastica

Mar, 07/28/2020 - 09:00

Negli Stati Uniti ogni anno piovono dal cielo mescolati con la pioggia i residui di una quantità variabile di plastica, che può andare tra le 120 e le 300 milioni di bottiglie di plastica degradata: dato che riguarda solo il sud ovest del Paese, ovvero circa il 6% della superficie totale degli Stati Uniti. Il calcolo deriva da un’indagine pubblicata dalla rivista Science e ripresa dal World Economic Forum. I ricercatori hanno trovato plastiche in ogni singolo campione d’acqua piovana raccolto nel corso di 14 mesi in 11 punti diversi e tutti isolati o non abitati degli Usa. Si stima che si tratti di un milione di tonnellate l’anno. Derivano dalla plastica abbandonata in natura, che degradandosi di fa piccolissima e raggiunge le nubi, piovendoci addosso in modo sempre più pericoloso. Secondo questa indagine, la plastica negli oceani triplicherà entro il 2040, anche per via dell’abbandono di mascherine e guanti usa e getta.

Vestiti sintetici

La maggior parte deriva dal lavaggio e dallo sfregamento di indumenti in fibra sintetica, il resto dalle plastiche abbandonate nell’ambiente ogni anno. Adesso, la situazione è peggiorata a casa della pandemia di coronavirus. Le materie plastiche monouso, tra cui maschere chirurgiche e bicchieri di plastica, sono state fondamentali per supportare la società durante covid-19: ma ora si trovano dappertutto, dai fondali marini alle vette delle alpi.

Fin nei nostri intestini

Dicevamo che la maggior parte delle plastiche trovate nella pioggia derivano dai tessuti che scegliamo di indossare. Sebbene identificate, molte altre particelle non sono state identificate perché troppo piccole, ascrivibili all’ordine delle nano pastiche, e questo lascia pensare che la conta delle quantità diffuse nell’ambiente sia estremamente più alta. Del resto la plastica si trova ovunque, e lo sappiamo: dalle isolate Galapagos ai fondali del circolo della Marianne all’intestino di noi esseri umani, come ha rilevato un’indagine condotta in Giappone e in Europa dall’Unione europea di Gastroenterologia. Dati sulla pioggia di plastica, simili a quelli americani, sono emersi anche in Europa, secondo uno studio francese pubblicato lo scorso anno.

I rischi associati: saranno i nuovi vettori di malattie?

Il rischio più temuto è che le microplastiche e le nanoplastiche possano fare da vettori di batteri e virus all’interno del nostro corpo, come pure rilasciare essi stessi elementi chimici tossici. Al momento purtroppo non esiste un metodo efficace per liberarci da questo nemico, che noi stessi abbiamo diffuso nel nostro habitat.

Una situazione in peggioramento

La diffusione delle plastiche è in continua crescita: si stima che dagli attuali 260 milioni di passerà a 460 milioni di tonnellate abbandonate in discariche o comunque da smaltire in qualche modo, entro il 2030.

C’è da sottolineare che le materie plastiche e il loro smaltimento sono ancora un grave problema globale, nel senso che in molti Paesi, specialmente in l’Asia, non hanno alcun sistema di ritiro e smaltimento dei rifiuti, che vengono gettati direttamente nei corsi d’acqua, dispersi nei campi o dati alle fiamme.

Il lockdown ha aumentato i delivery

L’Istituto per l’Ambiente della Thailandia ha riferito che i rifiuti di plastica sono aumentati durante il Covid-19, a causa delle impennate nelle consegne di cibo a casa e nel Paese la gestione dei rifiuti è estremamente sotto sviluppata. IL consumo di packaging ha comunque avuto un boom in tutto il mondo, anche per quanto riguarda generi alimentari che non ti aspettavi, come il cioccolato (+260% le consegne durante il lockdown). I sondaggi suggeriscono che queste nuove abitudini sono piaciute agli italiani, e la tendenza in crescita si sta mantenendo, non solo per il cibo, ma per tutte le consegne a domicilio: così comode e così profondamente antisociali, anche in tema di sostenibilità.

Cosa c’è da fare

I governi devono assicurarsi che i sistemi di gestione dei rifiuti siano ben supportati per gestire i rifiuti di plastica attuali e futuri. Non si può negare che la plastica monouso sia stata un vero toccasana nella lotta contro Covid-19, indispensabile almeno per gli operatori sanitari di prima linea. Ha inoltre facilitato l’adesione alle norme di distanziamento sociale, consentendo la consegna a domicilio di beni di base, in particolare alimentari. E certamente potrebbe aver contribuito a frenare la trasmissione del virus.

Ma immagini ormai ampiamente diffuse di sacchi di plastica colmi di rifiuti sanitari che si accumulano fuori dagli ospedali o dispositivi di protezione individuale che galleggiano nelle acque costiere o sostano nelle spiagge del mondo, mostrano ancora una volta il lato oscuro della plastica monouso. Se non stiamo attenti, il pensiero a breve termine durante la pandemia potrebbe portare a una calamità ambientale e di salute pubblica ancora maggiore in futuro. Le mascherine chirurgiche, poi, sono in polipropilene, un materiale particolarmente resistente, e ognuno di noi avrà certamente notato la loro diffusione nell’ambiente, a ogni latitudine.

Quello che possiamo fare in definitiva è ridurre il consumo di plastiche e riciclare il più possibile, e scegliere abiti in fibre naturali (leggi qui quali sono). Ma possiamo anche adoperarci per eliminare la plastica che troviamo in natura quando siamo in spiaggia o in montagna o comunque in posti naturali dove altrimenti difficilmente verrà raccolta.

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Il Green New Deal, una speranza per gli USA e per il pianeta

Mar, 07/28/2020 - 08:00

Nei prossimi tempi è probabile che sentiremo parlare spesso di Alexandria Ocasio-Cortez e del Green New Deal, che i media statunitensi per brevità chiamano GND. E, come spesso succede, ciò che prima accade negli USA poi arriva in Europa.

Alexandria Ocasio-Cortez, la stella nascente della politica USA

Alexandria è una politica statunitense trentenne. È stata eletta al Congresso statunitense nel 2018 diventando, a 29 anni, la più giovane parlamentare nella storia statunitense.

Ocasio-Cortez è nata nel Bronx, da padre nato anche lui nel Bronx e madre nata a Porto Rico. Ocasio-Cortez sin dai tempi del liceo si è distinta, vincendo un premio nella Intel International Science and Engineering Fair con un progetto di microbiologia; a seguito di questo riconoscimento, le è stato dedicato un asteroide, 23238 Ocasio-Cortez.

Morto il padre, dopo la laurea è ritornata nel Bronx dove ha lavorato come cameriera in un negozio di tacos.

Nell’elezione presidenziale del 2016 Ocasio-Cortez ha fatto l’organizzatrice nella campagna di Bernie Sanders. Nel 2018, incoraggiata dal gruppo di Sanders, ha deciso di sfidare il senatore uscente Joseph Crowley alle primarie democratiche. In totale, ha speso 194.000 dollari per la sua campagna mentre il suo avversario Crowley 3,4 milioni.

Crowley, senatore vicino a Hillary Clinton, era così potente nel Partito Democratico che nei 18 anni precedenti nessuno aveva osato sfidarlo alle primarie. La ventottenne Ocasio-Cortez alla fine ha prevalso con il 57% dei voti. Crowley si è congratulato con lei dedicandole la canzone di Bruce Springsteen Born to Run, Nata per Correre. Dopo Crowley, Ocasio-Cortez ha battuto il candidato repubblicano ed è stata eletta al Congresso.

Ocasio-Cortez è a favore di una sanità pubblica aperta a tutti, della gratuità dell’università pubblica, dell’aumento del salario minimo orario a 15 dollari, dell’eliminazione delle prigioni a gestione privata e della regolamentazione della detenzione di armi da fuoco. È per la semplificazione dell’iter che conduce alla cittadinanza per gli immigrati irregolari e ha proposto una tassa del 70% da applicare ai redditi superiori ai dieci milioni di dollari annui, sulla quota superiore ai dieci milioni, per finanziare politiche di riduzione dei gas serra.

Il Green New Deal

Ma ciò per cui sentiremo spesso parlare di Ocasio-Cortez è una sua risoluzione rivoluzionaria, il cosiddetto “Green New Deal” (GND), presentato da lei ufficialmente il 7 febbraio, volto a stimolare lo sviluppo dell‘economia verde e blu, la creazione di nuovi posti di lavoro e la riconversione dei lavoratori attualmente impiegati in settori non ecosostenibili.

Il GND è rapidamente decollato, ottenendo numeri enormi nei sondaggi USA e “costringendo” i parlamentari democratici, anche a quelli vicini alle lobby del carbone, a dirsi almeno formalmente d’accordo.

Il GND descrive in dettaglio la catastrofe climatica in arrivo, dall’esposizione di 350 milioni di persone a un aumento dello stress da calore alla perdita di quasi tutte le barriere coralline del mondo. Richiede di mantenere l’innalzamento della temperatura a 1,5 ° C – lo standard approvato dal rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) di ottobre – e di arrivare a zero emissioni globali nette entro il 2050.

Riconosce che gli Stati Uniti sono responsabili di una quantità sproporzionata di emissioni e chiede agli Stati Uniti di essere un leader mondiale nell’azione per il clima oltre che il produttore numero uno della tecnologia verde: soddisfare le richieste di energia con energia rinnovabile e a emissioni zero.

Collega anche in modo esplicito le questioni climatiche a quelle economiche che spesso non entrano nella discussione sul clima: decenni di stagnazione salariale, mancanza di accesso all’assistenza sanitaria e assenza di acqua pulita per milioni di individui, stupefacenti livelli di disuguaglianza, decimazione del potere contrattuale dei lavoratori. Attraverso il Green New Deal disegna un prossimo futuro in cui tutti possano avere accesso a posti di lavoro buoni, salari ragionevoli, aria e acqua pulite, cibo sano e natura. Richiede investimenti in un sistema agricolo più sostenibile e un trasporto pubblico accessibile. Appoggia lo scambio internazionale di tecnologie e finanziamenti. Propone una visione rivoluzionaria dell’economia e del ruolo dello Stato in essa.

La risoluzione di Ocasio-Cortez sembra a molti l’unica proposta che si avvicini alla dimensione delle ambizioni di cui abbiamo bisogno per affrontare la realtà indicata dalla scienza. È chiaro dall’ultimo rapporto dell’IPCC che la migliore opportunità di mantenere il riscaldamento vicino a 1,5 C è di dare la priorità non solo allo sviluppo della tecnologia verde, ma anche a politiche sociali egualitarie e ad una crescente cooperazione globale.

La destra statunitense contrattacca bollando il GND come “socialista”, perché il Green New Deal sottolinea che il cambiamento climatico, l’inquinamento e altri danni ambientali sono stati scaricati innanzitutto su “popolazioni indigene, comunità di colore, comunità di migranti, comunità deindustrializzate, comunità rurali spopolate, poveri, lavoratori a basso reddito, donne, anziani, persone con disabilità e giovani.

In effetti gli oppositori al GND non la toccano leggera. Il presidente Trump ha affermato che il Green New Deal porterà via il suo “diritto di viaggiare in aereo“. Il senatore Tom Cotton, repubblicano dell’Arkansas, ha detto che la proposta porterebbe alla confisca delle auto e imposto agli americani di “cavalcare mezzi di locomozione presumibilmente alimentati da lacrime di unicorno.” E il senatore John Barrasso, repubblicano del Wyoming e presidente della commissione per l’ambiente e i lavori pubblici, ha avvertito che “gelato, cheeseburger e frappé sarebbero una cosa del passato perché sotto il Green New Deal il bestiame sarà bandito.

Nonostante il forte appoggio dell’opinione pubblica e il sostegno di buona parte dei democratici la vita della risoluzione GND non si prospetta facile a causa della forte opposizione della lobby del carbone, profondamente radicata negli Usa.

Del resto la risoluzione non dà risposte, né potrebbe dare, a tutte le domande: come dovrebbero essere create le istituzioni finanziarie pubbliche e in che modo lavoratori, movimenti e comunità potranno contribuire a guidare gli investimenti pubblici? Come faremo a garantire che la “tecnologia pulita” sia effettivamente pulita, che i pannelli solari non trasudino tossine nei fiumi che sfiorano le fabbriche in cui sono costruiti e non finiscano la loro vita trentennale in cumuli di rifiuti tossici nelle baraccopoli ghanesi? È necessario un forte coordinamento e cooperazione internazionale e aiuto ai Paesi che ne hanno bisogno, come richiesto dalla risoluzione GND, accordi di green fair trade con Paesi come la Bolivia, dove verrà estratto il litio per le batterie ricaricabili.

Il cambiamento radicale è una strada accidentata ma la visione del Green New Deal sembra un inizio necessario. Non si tratta solo di applicare un programma di giustizia sociale a un programma di energia pulita, indica anche che la disuguaglianza astronomica, il patriarcato duraturo e la supremazia bianca negli Usa, il caos climatico incombente, lo sbocco verso la domanda di “un uomo forte” fanno tutti parte dello stesso sistema a cui non si può rispondere con provvedimenti parziali ma solo con un grande disegno che dia nuova energia e speranza ai giovani, alle donne, agli oppressi.

Gli scienziati climatici prevedono che il 2020-2030 sarà un decennio cruciale, in cui occorreranno “sforzi erculei” per contenere l’aumento della temperatura del pianeta. Il GND dice che siamo già in ritardo. Dobbiamo muoverci.

Il nuovo stadio del negazionismo climatico non negherà che il cambiamento climatico stia accadendo, ma negherà l’urgenza di agire in fretta o ambiziosamente.

Alexandria Ocasio-Cortez ci dice che è troppo tardi per la moderazione. Essere seri sul clima significa essere seri nel trasformare questo “sogno verde” in realtà.

Fonti:
The New York Times
https://jacobinmag.com/https://jacobinmag.com/
wikipedia.org

Foto:
WashingtonTimes

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Eutanasia, Welby e Cappato assolti | Italia: 5 anni a crescita zero | L’orso M49 è fuggito di nuovo

Mar, 07/28/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Salvini senza mascherina al convegno sul Covid in Senato: «Non la metto. Il saluto col gomito la fine della specie»;

Il Giornale:Cinque anni a crescita zero“. La cupa ‘profezia’ sull’Italia;

Il Manifesto: La Tunisia, senza governo, promette di fermare i barconi;

Il Mattino: L’orso M49 è fuggito di nuovo, ha divelto la rete della gabbia: localizzato sul monte Marzola;

Il Messaggero: Meno tasse al Sud, governo pronto al pressing con la Ue. Il Mezzogiorno e l’esigenza di una strategia condivisa Pacchetto ristorazione, anche bonus consumi: in dl agosto proroga esenzione tosap e fondo garanzia affitti Bonus 100 euro, da luglio in busta paga. Verso proroga Cig Covid e stop licenziamenti;

llsole24ore: Istat: persi 500.000 posti di lavoro. Corte dei Conti: meno aliquote Irpef, rimodulare Iva – Perché il nostro welfare non funziona – Bonus del 100% sui neoassunti;

Il Fatto Quotidiano: Porto Empedocle, migranti in fuga: erano 520 in una struttura che doveva ospitarne cento. Lamorgese: “Militari per controllare i centri;

La Repubblica: Aiuto al suicidio: Mina Welby e Cappato assolti al processo per il caso Trentini;

Leggo: Uccide la compagna a coltellate e si lancia dal balcone di casa VIDEO FOTO. Mamma va in mare per il bagno: trovata morta poco dopo da marito e figlio Sei volte al Pronto soccorso: “Non è nulla“, invece era un tumore fatale;

Tgcom24: Bocelli ai ‘negazionisti’ in Senato: “Lockdown umiliante, trasgredivo perché avevo bisogno di sole e di vitamine” | Sui social pioggia di insulti;

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Diversamente aperitivo al Bar Balzo (VIDEO)

Lun, 07/27/2020 - 21:00
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Dal sito dell’associazione di solidarietà familiare Il Balzo: “Se cerchi un giovedì sera divertente e diverso, venire al Bar Balzo è la mossa giusta: un ricco buffet e un’allegra compagnia renderanno speciale e originale il solito happy hour milanese. Parlare del gruppo di giovani volontari e delle famiglie dell’associazione impegnate in questa attività non basterebbe a spiegare l’atmosfera del nostro bar, se non ci fossero i ragazzi del Balzo a impreziosire l’ambiente con il loro contributo. Infatti i 13 giovani disabili che compongono lo staff del Bar Balzo sono i protagonisti della serata, prestando servizio ai tavoli e contribuendo alla trasformazione della nostra sala in un locale da aperitivo.

http://www.associazioneilbalzo.org

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L’antropocene (Video 8)

Lun, 07/27/2020 - 18:00

L’antropocene è l’epoca in cui stiamo vivendo: in cui l’uomo ha modificato ormai quasi tutte le caratteristiche dell’ambiente in cui vive. Questo porterà la civiltà umana verso il baratro oppure abbiamo delle speranze di voltare il cambiamento in positivo? Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future è ottimista.

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Parliamo di foreste e ambiente con Giorgio Vacchiano

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Come può il piccolo imprenditore conquistare l’attenzione del cliente

Lun, 07/27/2020 - 15:30

I piccoli imprenditori hanno una grave malattia che si manifesta in tutta la sua gravità durante i periodi di crisi: si innamorano troppo del loro prodotto, della loro offerta, senza “ascoltare” il mercato. Senza sapere cosa invece vogliono i potenziali acquirenti. E quando lo fanno, anche con metodologie artigianali e self-made, spesso si accorgono che i clienti adottano comportamenti molto diversi da quelli previsti dalle ricerche di mercato.

Il motivo è chiaro.

Gli esseri umani sono animali fortemente sociali e appartengono contemporaneamente a molti gruppi sociali, ognuno con una propria identita’ distinta.

Quando andate in chiesa probabilmente non vi identificate come un tifoso della Juventus o del Napoli, e all’inverso non vi sentite particolarmente cattolici mentre siete allo Juventus Stadium o al San Paolo.

Ed il gruppo sociale con cui, in quel momento, vi state identificando influenza le vostre reazioni che si modificano velocemente anche di fronte a sottili cambiamenti di contesto.

Come intercettare le reazioni dei clienti?

Immaginate di avere un’idea o un prodotto, ma nessuno tranne voi ne è a conoscenza. Quindi, voi e la vostra idea (o prodotto) non esistete nel mercato. Per essere percepiti si deve attirare l’attenzione dei destinatari. L’importanza di essere percepiti in modo efficace non è solo l’esperienza aziendale quotidiana di chi comunica, ma una caratteristica di base del mondo in generale. Attirare l’attenzione è un pre-requisito per fare business, per vincere le elezioni o per dare forma alla società. Nel mondo post-moderno contano solo le idee, le merci, le persone e le imprese che sono visibili e comunicano informazioni.

Ma quante sono le informazioni disponibili? Il numero di informazioni che ci raggiungono è aumentato in modo esponenziale negli ultimi quindici anni. E continuera’ ad aumentare. L’informazione è una risorsa potenzialmente infinita.

Ma se l’informazione non ha limiti di crescita lo stesso non si può dire della nostra attenzione che è una risorsa finita, probabilmente la più scarsa sul nostro pianeta, ed è contesa tra decine di attori. È stato Herbert Simon, premio nobel per l’economia, a notare già nel 1971 che l’overload di informazione disponibile genera scarsità di attenzione. L’informazione consuma attenzione e bisogna quindi allocarla in modo efficiente ma è anche difficile da ottenere. La prima conseguenza cognitiva dell’overload è l’impoverimento della nostra attenzione, perché siamo costretti a distribuirla tra tutte le fonti di informazione con cui viene a contatto. A farne le spese sono soprattutto  le marche e i prodotti dei piccoli imprenditori. Per le marche è sempre più difficile farsi vedere e farsi ascoltare, soprattutto per quelle che investono poco in formazione e comunicazione. Nei paesi anglosassoni l’equazione visibilità = vendita è espressa dal motto unseen, unsold. In effetti, non essere visti in un contesto comunicativo affollato è ben più che un rischio, è un suicidio.

Per essere visti occorre fornire al cervello informazioni di qualità, consapevoli che esso dispone di un filtro cognitivo capace di distinguere ciò che è rilevante da ciò che non lo è e lo conduca alla decisione con il minor rischio di errore.

In definitiva, un messaggio efficace dovrebbe essere narrativo, emozionale, privo di ambiguità e molto semplice, per consentire al cervello umano di raccogliere rapidamente le poche informazioni-chiave per elaborare un giudizio con il minor sforzo cognitivo possibile.

Poiché l’attenzione dei consumatori è diventata l’oggetto del desiderio di tutti, è importante capire che occorre una nuova metrica, la cosiddetta quota di attenzione, che consenta di verificare qual è la performance del prodotto nel nuovo mercato dell’attenzione. Non si tratta di una metafora o di un concetto riservato solo alle grandi imprese ma di una concreta possibilità di analisi per il micro-marketing. Costruire una nuova strategia dell’attenzione vuol dire, prima di tutto, comprendere quali sono le reazioni cognitive ed emozionali dei consumatori ad un messaggio e poi individuare che cosa attrae la loro attenzione e perché.

Occorre molto impegno e la disponibilità a saper usare con professionalita’ i nuovi strumenti (social, sito web, recensioni on line) per capire cosa muove l’interesse inconscio dei consumatori. Senza l’impegno non vi è alcuna possibilità di costruire un rapporto più profondo con i propri clienti, tanto meno vendergli qualcosa. Senza la consapevolezza e la conoscenza infatti non può esserci alcuna azione efficace e di successo.

Formarsi al riguardo è una necessità.

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Guai a chi propone ai milanesi di rendere Milano più ecologica!

Lun, 07/27/2020 - 12:30

Jacopo Fo lancia un articolo-provocazione su Milano, la città di riferimento del modello di sviluppo dominante in Italia. Può essere il punto di partenza per un dibattito sui temi dello sviluppo delle città, anche da posizioni diverse. Chi vuole può inviare il proprio contributo a redazione@peopleforplanet.it

Città, inquinamento e verde

Ormai è ufficiale: vivere nelle città inquinate fa male ma se aumenta il verde urbano migliora la salute fisica e mentale. In effetti sembra una banalità ma decine di indagini scientifiche dimostrano che nelle aree urbane con poco verde l’incidenza di alcuni malanni aumenta fino a 3 o 4 volte.

Le ricerche scientifiche in Italia sul rapporto tra verde e salute


Secondo una ricerca condotta dall’Università di Torino nelle aree con più verde i bambini con sintomi di bronchite sono 6 rispetto ai 20 dei quartieri con meno parchi e aiuole. Un rapporto di 3,5 volte. Nelle zone con più verde soffrono di asma solo 2 bambini, in quelle meno verdi i bambini malati sono 9. Dati analoghi sono il risultato di un’altra ricerca condotta da Cnr, Ingv, Arpa Emilia-Romagna e DepLazio, pubblicata su Environmental Health. E anche l’Università di MIlano conferma, dimostrando che questa differenza non riguarda solo malattie respiratorie ma anche infarti e ictus.

Cito queste ricerche perché sono italiane ma in rete se ne possono trovare molte altre. I risultati sono sempre gli stessi.

2006: il caso Milano

Aumentare  il verde urbano è difficile perché non c’è lo spazio? A volte però capitano delle occasioni. Milano nel 2006 era di fronte a una grande opportunità: decidere del destino di aree industriali e ferroviarie dismesse. Le proposte erano due: da una parte quasi tutti i gruppi di potere avevano l’acquolina in bocca già pregustando i soldi che avrebbero fatto con delle belle speculazioni edilizie. Dall’altra c’era il mio papà, Dario Fo, candidato sindaco alle primarie del PD, sostenuto da una team di urbanisti e ecologisti, insieme ai quali volevamo offrire ai cittadini più verde, aria più pulita, una vita migliore e più lunga. Alle primarie per scegliere il candidato sindaco per il Pd mio padre prese solo il 25%. Quindi manco quelli di sinistra erano favorevoli all’opzione più verde! Lo trovai incredibile.

Milano oggi: 72sima in Italia per verde per abitante

Oggi la gran parte di queste aree di Milano sono diventate grattaceli e palazzoni. Alcuni non sono stati ancora costruiti per sopravvenuti procedimenti giudiziari, ma prima o poi ci riusciranno. Oggi Milano, la città di riferimento del modello di sviluppo italiano , è settantaduesima in Italia per verde per abitante. Si sono fatte fuori linee ferroviarie che sarebbero state utili per il trasporto pubblico e si è rinunciato al verde… Quante persone sono morte prematuramente per questa scelta scellerata?Ai milanesi non interessa: sono entusiasti dei nuovi (per me orrendi) grattaceli. Sentono finalmente di vivere in una piccola New York.

Le prospettive. E non paghi gli amministratori della capitale morale dell’Italia hanno deciso di costruire ancora, sfruttando i 7 scali ferroviari dismessi: Farini, San Cristoforo, Porta Romana, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, Porta Genova. Per fortuna tra il 65 e il 72% delle aree verrà lasciato a verde pubblico. Ma dopo l’ecatombe del covid amplificata dallo smog, veramente si pensa che la priorità di Milano sia costruire ancora?

Chi si oppone alla cementificazione? 

Ho fatto una ricerca sul web e non ho trovato nessuno che si opponga al progetto. Che tristezza. C’è da chiedersi se dietro questa situazione non ci sia una certa difficoltà a capire concetti tipo: l’inquinamento fa male al fisico. Poi scopri che una ricerca Usa dimostra che l’inquinamento e la mancanza di verde provocano depressione e malattie mentali.

Il che chiarisce molte cose: i milanesi non potranno rendersi conto che starebbero meglio con più verde fino a quando non ci sarà più verde che permetterà loro di far funzionare meglio il cervello.

Il caso della città di Curitiba

Secondo il sito Sustainable cities, una città con un ottimo rapporto di superficie verde per abitante è Curitiba, capitale dello stato del Paranà, in Brasile. Vuoi saperne di più sull’incredibile storia di Curitiba, una delle città dove si vive meglio al mondo?La racconto al LINK.

Può esistere una grande città con tanto verde? La risposta è sì.

Milano ha 17 mq di verde per abitante. Ecco invece quanto è il verde per abitante di altre città nel mondo:

  • Rejkiavjk (Islanda) 411
  • Auckland (Nuova Zelanda) 357
  • Bratislava (Slovacchia) 333
  • Goteborg (Svezia) 314
  • Sidney (Australia) 235
  • Praga (Repubblica Ceca) 223

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3 magie (facilissime) con un pennarello

Lun, 07/27/2020 - 10:00

Jack Nobile ci porta nel mondo della magia insegnandoci tre semplici giochi per divertirci e intrattenere amici e parenti in ogni momento!

Fonte: Jack Nobile

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Svizzera, focolaio in hotel: “Solo quelli con la visiera si sono contagiati”

Lun, 07/27/2020 - 09:00

La visiera non è un presidio sanitario efficace contro il Covid-19. Lo sostengono le autorità svizzere con riferimento a un focolaio sorto nel paese, nel cantone di Graubünden, in un hotel. Numerosi dipendenti e ospiti della struttura sono risultati positivi al coronavirus: comune denominatore l’uso della visiera e nessuna mascherina. Neppure un contagiato tra chi indossava la mascherina.

Casi in aumento nel Paese

Negli ultimi giorni il numero generale delle persone risultate positive al coronavirus in Svizzera è aumentato. Dall’analisi di quel contagio, le autorità sanitarie hanno sconsigliato a tutti “di utilizzare esclusivamente le visiere, dato che esse trasmettono una sensazione illusoria di sicurezza”. Se non è possibile rispettare la distanza di un metro e mezzo – la distanza minima considerata sicura nel Paese: superiore alla nostra che è stabilita in un metro – “è raccomandabile utilizzare mascherine facciali oppure adottare altre misure idonee”, ha concluso l’esperto.

Ancora nessun obbligo

Ai gestori di locali pubblici è stato raccomandato – ma per ora non imposto -di rivedere i loro piani di prevenzione sulla base di queste indicazioni.

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