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Aggiornato: 7 min 18 sec fa

Treni, resta il distanziamento|Negazionisti sfilano a Berlino| Ecobonus auto al via

Dom, 08/02/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Boccia: «I migranti falso pericolo, sbagliato guardare alle frontiere: tre positivi su quattro sono italiani»;

Il Giornale: I dati sulla Svezia che minano tutte le certezze sul lockdown;

Il Manifesto: Stretti come sardine e rigorosamente senza mascherina migliaia di negazionismi del virus sfilano a Berlino contro le misure anti-Covid del governo. “La pandemia è finita, vogliamo la libertà”. Mentre in Germania è di nuovo “allarme rosso” per i contagi. È crisi anche in Spagna;

Il Mattino: Carabiniere aggredito a Castellammare, scattano 4 arresti: preso anche il ladro;

Il Messaggero: Coronavirus, picco in Europa e adesso scatta l’allarme voli. «Distanze e mascherine sui treni»;

llsole24ore: Ecobonus auto al via, boom di domande in poche ore. Come funziona e come fare per ottenerlo – Tutti i modelli elettrici con sconto fino a 10mila euro – Bonus bici, rimborsi da fine agosto;

Il Fatto Quotidiano: Il virus corre in Europa: sale tasso dei contagi in Romania e Spagna. +1.300 casi in Francia. Russia, aumentano casi. “A ottobre il vaccino”;

La Repubblica: Salvini: “L’anno prossimo tornerò al Papeete da premier”;

Leggo: Donna si dà fuoco in strada e muore: passanti filmano con i cellulari invece di soccorrerla;

Tgcom24: Treviso, turista austriaco danneggia una statua del Canova per farsi un selfie;

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Animali domestici: come aiutarli quando fa molto caldo

Sab, 08/01/2020 - 17:00

Anche i cani e i gatti, soprattutto i cani, possono soffrire il colpo di calore, ecco alcuni consigli per prevenirlo.

Non lasciate i cani in macchina con il finestrino un po’ aperto!

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Il segreto per aprire facilmente la noce di cocco!

Sab, 08/01/2020 - 15:00

Buono, nutriente e anche un valido alleato del cervello, del sistema immunitario, del fegato e dello stomaco, il cocco è uno dei frutti estivi più apprezzati per rinfrescare le calde giornate!

Non tutti però scelgono di comprare il frutto intero per una semplice questione: come si apre? In realtà è molto più semplice di quello che sembra! Dal canale YouTube ALEX CROCHET UNCINETTO MODERNO DI ALEX ecco in pochi passi come aprire una noce di cocco intera e gustarla in tutta la sua freschezza!

Fonte: ALEX CROCHET UNCINETTO MODERNO DI ALEX

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Covid 19. Via le distanze sui treni: ma siete matti o cosa?

Sab, 08/01/2020 - 13:00

Con i contagiati che hanno ripreso a salire, nuovi focolai a decine e decine e il virus che esplode in mezzo mondo, Trenitalia e Italo per i treni ad alta velocità e la Regione Lombardia per i treni regionali hanno deciso la fine del distanziamento sui treni. Il che equivale a lanciare un messaggio di “Liberi tutti”!

Messaggi sbagliati mentre il Coronavirus non si ferma

Aggiungi il convegno contro il distanziamento sociale organizzato da Salvini al Parlamento, le parole di Bocelli (che le scuse non possono cancellare, perché ormai il messaggio si è diffuso molto più della marcia indietro)… Che cosa otteniamo? Un biglietto ad alta velocità verso il ritorno al disastro. Ma porca paletta! Spero che Conte intervenga al più presto, rimuovendo l’amministratore delegato di Trenitalia e togliendo la cittadinanza a quello di Italo (scherzo, non lo può fare!).
Per la Regione Lombardia non ci sono più parole…

I sindaci e il rispetto delle norme negli esercizi pubblici

E mi aspetto anche provvedimenti draconiani contro i sindaci che non si occupano di controllare che negozi ed altri esercizi pubblici rispettino le norme (ad esempio quella di prendere i nomi e il telefono di chi entra al ristorante, controllando i documenti però, perché come dice De Luca, il presidente della regione Campania, ci sono dei pirla che danno nomi falsi, tipo Mandrake e Ronald Reagan). Me la piglio coi sindaci perché sono legalmente responsabili della salute locale!

Il flop annunciato dell’app Immuni

Bisognerebbe anche fare qualche cosa per diffondere la app Immuni, ferma al palo dell’inefficacia perché troppi pochi la usano… Che peraltro se stacchi il bluetooth non serve a nulla… Ma in Italia non si può fare che la app sfrutti la geolocalizzazione satellitare: questioni di privacy… Ma andate a quel paese a fare le bolle di sapone nell’acqua scorreggiando!

Troppi pochi tamponi perché danneggiano l’economia…

E secondi molti virologi fare tra i 60 e i 70 mila tamponi al giorno è troppo poco. Cosa aspettiamo?!?! Il problema è che si sta svolgendo uno scontro epico tra interessi sanitari e economici: chiudere danneggia l’economia. Questo è l’unico complotto in atto: minimizzare i dati facendo pochi tamponi…

Trump, Putin e gli altri negazionisti

L’altro complotto in atto, sottoscala di questo, vede all’opera Trump, Putin, Boris e Bolsonaro, negazionisti che peraltro controllano la Cia e il KGB; che poi vorrei che quelli di sinistra che mi dicono che ho tradito la mia famiglia perché temo il Covid-19 mi spiegassero come riescono a sentirsi di sinistra appoggiando 4 dei peggiori reazionari del mondo e i servizi segreti più complottisti della storia umana… Cioè sono un traditore perché non sono d’accordo con Trump?!?!?

Conte, usa l’esercito e il parlamento!

Caro Conte: hai l’esercito e il parlamento: usali! Cancella queste assurdità sulla privacy e manda i soldati nei ristoranti. Forse si è capito che io sono per la linea De Luca: lanciafiamme sui cretini! (Lanciafiamme simbolico, sono un confetto d’amore e pacifismo e so bene che la violenza è inutile quanto disgustosa… Anche quella degli insulti verbali. Infatti non ho insultato nessuno… Il linguaggio triviale l’ho usato solo per rendere l’idea di quanto io sia sconcertato e preoccupato. E anche un po’ deluso per l’ignavia nazionale. E spero che anche tu ti incazzi un po’ e faccia qualche cosa con la tua bella tastiera…).
E già che ci siamo comprendo solo ora come mai Conte abbia tergiversato all’inizio nel proclamare la quarantena. Ora capisco che non poteva farlo prima perché ci sarebbe stata un’insurrezione armata che avrebbe fatto più vittime del Coronavirus. Ha avuto dalla sua parte la maggioranza dei compatrioti solo quando hanno iniziato a scorrere i fiumi di bare. A volte non puoi fare la cosa giusta ma solo quella possibile…
Buon caldo epocale a tutti, anche oggi bollino rosso in mezza Italia. Ma non è il disastro climatico, è solo l’estate.

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Sparta impero del male

Sab, 08/01/2020 - 10:00

Nella storia di Sparta stupisce lo sconvolgimento dei costumi e della cultura che ha trasformato la società in un modo talmente radicale; non si ha notizia di un fenomeno di pari radicalismo in tutta la storia umana.

Un esperimento di ingegneria sociale che riuscì a reggere per almeno 3 secoli, forse molto di più. Come abbiamo visto nella puntata precedente le donne spartane vivevano una condizione unica rispetto alle donne aristocratiche del loro tempo, nelle società guerriere e schiaviste. Parliamo delle donne che facevano parte del gruppo etnico I Dori che aveva conquistato quelle terre e soggiogato gli abitanti rendendoli schiavi o servi.

Mentre queste donne spartane avevano diritti civili, potevano ereditare ed essere ricchissime e godevano di una straordinaria libertà sessuale ad Atene e nelle altre città greche le donne dell’aristocrazia erano segregate in modo rigido: chiuse in casa dovevano occuparsi delle faccende domestiche, dei figli e di tessere. Potevano uscire di casa solo scortate dai parenti maschi e solo per incontrare i famigliari. Non potevano lavorare all’esterno e quindi si muovevano pochissimo il che determinava un anchilosi del bacino tale che le morti per parto erano numerose; il problema era talmente drammatico che il numero delle donne dell’aristocrazia diminuiva continuamente; per questo periodicamente si autorizzavano gli aristocratici a sposare donne di classi inferiori.

Il legislatore Pericle tentò di limitare questa mortalità imponendo alle donne gravide di recarsi ogni giorno al tempio dedicato alla Dea Demetra così che camminassero un po’. Parallelamente gli aristocratici maschi vivevano molto peggio degli altri greci. Entravano in caserma a 7 anni, ne uscivano con la possibilità di vivere con le mogli a 30 ma per tutta la vita dovevano cenare in caserma, portandosi per altro da casa gli ingredienti della sbobba egualitaria. Gli stranieri che ebbero l’avventura di essere invitati alla loro tavola raccontarono poi che assaggiando quel pappone di cereali sangue di maiale e aceto avevano capito perché gli spartani non temessero la morte.

La vita degli spartani era durissima: da ragazzi gli veniva dato poco cibo ed erano incoraggiati a rubare il resto depredando servi e schiavi; gli allenamenti quotidiani erano estenuanti, la competizione per guadagnarsi il diritto di comandare in battaglia era feroce; si racconta che per fare parte delle truppe scelte, una delle prove fosse quella di sopravvivere nei territori stranieri avendo in dotazione solo di un coltello, una ciotola di argilla e la tunica. Dovevano riuscire a uccidere e rubare per sfamarsi e ripararsi dal freddo. Vigeva poi un controllo sociale ossessivo, e la delazione alle autorità era incoraggiata. Quando poi finalmente andavano in guerra si dice che fossero contenti perché magari morivano però prima di crepare si riposavano un po’.

Su maschi e femmine poi gravava l’obbligo assoluto di vestirsi in modo modesto e rigoroso, il divieto di sfoggiare segni di ricchezza e abitare in case lussuose; tutti gli aristocratici dovevano sembrare uguali. Quindi mancava un aspetto fondamentale delle dinamiche sociali: la possibilità di godere dell’esibizione di simboli del proprio stato sociale. Le donne ricche potevano certo allevare cavalli di grande razza e arrivare a veder vincere le proprie bighe trainate da 4 equini perfino alle Olimpiadi (alle Olimpiadi i conduttori di bighe dovevano essere maschi, ma in altre competizioni le spartane guidavano personalmente i loro cavalli). Le donne che vincevano le gare tornando a Sparta erano letteralmente venerate come eroine.
« Un giorno una straniera avrebbe detto a Gorgo, moglie del re di Sparta Leonida I: “Voi spartane siete le sole donne che comandano i loro uomini“. Gorgo rispose: “Sì, ma siamo anche le uniche capaci di generare dei veri uomini“. »(Plutarco, Moralia 225A e 240E)

La vita degli spartani e i loro successi sociali erano ferreamente legate non al “quanto possiedi” ma al “cosa sai fare”. La competizione tra i giovani era incentrata sull’abilità negli sport ma anche sulla forma fisica che essi ottenevano con l’esercizio. Per questo i giovani competevano nudi: essere nudi non era una vergogna ma mostrava la rettitudine di chi non ha niente da nascondere perché le forme dei muscoli erano la prova del suo impegno. E questo valeva sia per i maschi che per le femmine, il che scioccava totalmente gli stranieri che consideravano la nudità delle loro donne qualche cosa che non era immaginabile mostrare in pubblico. In particolare i ragazzi dovevano periodicamente spogliarsi e schierarsi di fronte alle loro coetanee che li valutavano prendendo in giro chi non era abbastanza muscoloso… Difficilmente si può immaginare un sistema motivazionale più efficiente.

Gli spartani accettavano questo sistema sociale perché avevano grandi vantaggi. Innanzi tutto avevano sotto di sé una marea di schiavi e servi senza diritti. Persone che erano state vinte in battaglia o sottomesse con le minacce. Una popolazione che non aveva nessuna possibilità di miglioramento sociale. Nelle altre città greche uno schiavo poteva essere liberato e scalare entro certi limiti la piramide sociale. A Sparta non c’era nessuna possibilità. Anzi gli umili venivano sistematicamente sottoposti a violenze. I giovani guerrieri avevano diritto di derubarli: se venivano scoperti erano puniti non perché derubare gli Iloti fosse una colpa ma perché non erano stati abili. Esisteva poi una specie di polizia segreta, formata da 300 giovani guerrieri che avevano superato prove di iniziazione terribili, che venivano incaricati da un comitato di anziani di uccidere in agguati quei servi e quegli schiavi che avevano dimostrato qualche qualità speciale. Cioè si praticava in segreto una sorta di eugenetica al contrario: bisognava eliminare i migliori tra i dominati per evitare che avessero figli capaci di ribellarsi.

Altra contropartita di questa vita sobria per le donne e dura per i maschi era la totale libertà sessuale. Gli stranieri che visitavano la città raccontavano (con invidia generalmente) che era un obbligo sociale per i ragazzini di 12 anni diventare amanti/allievi di un guerriero adulto. Addirittura si è vociferato di punizioni per chi era restio. Il paradiso dei pedofili! Inoltre non era un problema se un maschio adulto voleva unirsi con una ragazzina che aveva appena superato i 12 anni. Né era un problema se i coniugi tenevano relazioni intime fuori dal matrimonio, addirittura una donna poteva avere figli concepiti con uomini diversi dal marito, paternità ufficialmente riconosciute con l’accordo del consorte. Gli amori tra donne erano considerati altrettanto normali a prescindere dall’età delle fanciulle. Inoltre fin dalla nascita i bambini avevano una libertà estrema e rarissima nelle civiltà guerriere antiche: i neonati non erano fasciati come mummie, quindi non si impediva il naturale sviluppo fisico, mentale ed emotivo delle persone. Altro vantaggio che avevano gli spartani dell’aristocrazia erano le feste religiose improntante al gioco e alla danza: vere esplosione di frenesia… ce n’erano parecchie e duravano diversi giorni. Avevano perfino un tempio dedicato al ridere.

Forse una reminiscenza di un passato matriarcale quando i popoli consideravano il ridere e l’orgasmo momenti di comunione spirituale con la Dea Madre.

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Patrick Zaki ha compiuto 28 anni in carcere

Sab, 08/01/2020 - 09:39

Il governo egiziano da febbraio tiene in ostaggio uno studente dell’università di Bologna, Patrick Zaki, accusato di diffusione di informazioni dannose per lo Stato e incitazione ad azioni contro lo Stato. Proprio 5 giorni fa la procura del Cairo ha deciso di prolungare la detenzione del giovane, 28 anni compiuti in cella, per altri 45 giorni. E anche stavolta, la decisione non è accompagnata da alcuna spiegazione, come consentito dalla assai poco democratica legge egiziana vigente. Il calcolo dei giorni parte dalla data dell’ultima udienza: Patrick resterà dunque in carcere almeno fino a fine agosto, in quello che la sua legale, Hoda Nasrallah, ha descritto come “un gioco legale”. 

Una delusione amara per i familiari di Patrick, “devastati”, a detta di chi li conosce. Nelle settimane scorse erano infatti riusciti ad avere l’appoggio di molti esponenti della chiesa copta e avevano sperato che questo, unito alle pressioni dall’Italia e dall’Unione europea, potesse finalmente risultare decisivo per la scarcerazione del giovane studente.

David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ha commentato duramente via Twitter la decisione del Cairo:

“Ancora una decisione incomprensibile e crudele della giustizia egiziana nei confronti di Patrick Zaki, con altri 45 giorni di custodia cautelare in condizioni di detenzione inumane.
E tutto questo contro un ragazzo che non ha fatto assolutamente nulla, che non ha commesso alcun reato.
L’Europa continuerà a chiedere ogni giorno libertà e giustizia con ancora maggiore convinzione, e determinazione ostinata.
Mai compromessi sui diritti umani!”

Un messaggio cui hanno fatto seguito esternazioni di solidarietà soprattutto da parte del centro sinistra e dei Radicali, ma a non giocare un ruolo chiaro nella vicenda è proprio l’Italia. In audizione in commissione Esteri alla Camera sulla relazione 2019 sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, ha rilevato un incremento esponenziale della vendita di armi all’Egitto.

Il 2019 attesta una conferma dell’Egitto come destinatario principale dell’export di materiali di armamento con 871,7 milioni di euro e come secondo partner il Turkmenistan. Su questo punto mi preme rilevare che nel 2018 il quantitativo totale di vendita si attestava a 69 milioni di euro, quindi c’è stato un incremento mastodontico di vendite verso questo paese. In entrambi i casi , Egitto e Turkmenistan, rileviamo quindi la stessa problematica emersa negli anni passati ossia quella relativa alla vendita di materiale d’armamento a Paesi che non rispettano i diritti umani o sono impegnati in conflitti”.

Quale potere negoziale, quale soft power è possibile attuare con l’Egitto, dove l’impoverimento dei diritti dei suoi cittadini è direttamente proporzionale all’arricchimento che l’Italia trae vendendogli armi?

Leggi anche: Egitto: arrestate due influencer di TikTok perché donne e “immorali”

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Vacanze: 3 consigli preziosi per l’estate dei nostri amici animali

Sab, 08/01/2020 - 08:00

Se state organizzando le vostre vacanze e ancora non avete trovato una soluzione per cani e gatti, le nuove risorse a disposizione sono molte, con qualche accortezza…e una dritta: trasportarli con noi non è mai stato così facile.

Regola numero uno: non lasciate i gatti in un gattile, salvo non ci sia proprio alcuna altra possibilità. I gatti sono territoriali, e aggiungere all’assenza dei “padroni” il cambiamento di scenario è uno stress per loro ancor maggiore che per un cane. I gatti non hanno bisogno di uscire, quindi senza troppa fatica si dovrebbe riuscire a trovare qualcuno disposto a passare a trovarlo, nutrirlo e ripulire la sabbietta una volta al giorno.
Anche un vicino di casa, un parente o un amico, vanno bene: qualcuno a cui poter ricambiare il favore, risparmiando, e che il gatto conosce, anche se magari superficialmente.
In alternativa, le risorse – anche online – sono molte: oggi le pagine facebook di quartiere, le cosiddette social street, offrono mille possibilità a chi cerca e offre lavoretti di questo tipo, specie nelle città medio-grandi: uno studente o un pensionato troverà vantaggioso arrotondare i guadagni rimanendo nella propria zona e facendo un lavoro poco impegnativo e super flessibile. Ancora, siti di riferimento come petme restano una certezza per le vacanze ma anche per la vita di tutti i giorni, quando non sappiamo a chi lasciarli.

Regola numero due: anche se il cane soffre meno la pensione, si può pensare anche per lui a un amico-vicino che venga a casa. Questa scelta è certamente più impegnativa, visto che il cane deve uscire almeno 2 volte al giorno, meglio se 3, e almeno una volta deve potersi sfogare e correre liberamente giocando all’aria aperta. Per questo, una buona struttura può rivelarsi la soluzione più facile. Ma quali caratteristiche deve avere?
La spesa minima per una struttura seria è di 10 euro a notte per un gatto, e intorno ai 20-25 per un cane. Come per l’ingresso di un bambino all’asilo, ci vogliono due o tre giorni per l’inserimento nell’ambiente nuovo: il proprietario dell’animale deve accompagnarlo e stare con lui, e nel frattempo verificare le caratteristiche del posto: che ci siano pasti personalizzati (ogni cambiamento aggiuntivo, come il cambio di crocchette, può essere un ulteriore stress) che siano garantite, e dove, le corse mattutine e serali, che gli spazi chiusi siano adeguati e protetti da sole o pioggia, che la struttura sia pulita e non ci siano odori sgradevoli.
Non abbiate timore di controllare che ci siano le autorizzazioni sanitarie e del Comune, che i dipendenti abbiano i requisiti professionali, e che la pensione sia convenzionata con un veterinario. Come in tutte le cose che riguardano gli animali domestici (e gli esseri umani) il segreto del successo sta in una soluzione al “problema estate” al quale i nostri amici siano abituati sin dall’infanzia. Quindi se siete indecisi, sappiate che un cane anziano che non ha mai fatto questa esperienza soffrirà di più.
Per quanto riguarda i rimedi anti-stress, aiuta molto una maglietta con il vostro odore, la cuccia dell’animale trasportata fino alla pensione, e naturalmente i suoi giochi preferiti.

Regola numero tre: forse riuscite a organizzarvi per portare con voi i vostri animali! Sappiate che le cose negli ultimi anni sono parecchio cambiate: quest’anno addirittura sui treni ad alta velocità di Italo, a luglio e agosto, il biglietto è offerto dall’Editore Pizzardi (quello dei mitici Amici Cucciolotti); se gli animali di taglia piccola sono ammessi gratuitamente tutto l’anno, chiusi nel loro trasportino, questa opzione apre gratuitamente in estate anche ai cani che superano i 10 chili, per i quali sarà previsto uno spazio a fianco dei padroni (in tutte le categorie di viaggio), con un kit speciale che include un tappetino monouso per accucciarsi e una ciotola per il cibo o per l’acqua (prenotazioni allo 06.0708).

Trenitalia ammette gratis trasportini di dimensioni non superiori a 70x30x50 nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni (solo uno per passeggero però!). Per cani extra large la tariffa fissa di Trenitalia è 5 euro. Accettabile.

In aereo, Easyjet e Ryanair restano ostili al trasporto di animali domestici, mentre Vueling accoglie a bordo cani, gatti, ma anche uccelli, pesci e tartarughe. Per viaggiare in cabina con il proprietario (come noto la stiva degli aerei è un’opzione molto pericolosa, per possibili problemi di pressurizzazione che possono risultare mortali) il trasportino con l’amico dentro non deve superare gli 8 chili, e le misure 45x39x21, al costo di 40 euro a tratta sui voli interni, 50 sugli internazionali e per le Canarie. Con Alitalia, il trasportino può pesare fino a 10 chili (ma le dimensioni richieste sono molto rigide e si fermano a 40x20x24) per tariffe che variano da 40 euro, in Italia, a 75 per Europa e Nord Africa (fino a 200-250 per i voli transoceanici). Un po’ più economici Air France e Tap. Occorre prenotare in anticipo, in genere per telefono.

Per quanto riguarda i traghetti: Moby, Tirrenia e Toremar mettono a disposizione cabine per ospitarli con i proprietari (con l’aggiunta di 50 euro), fino a un massimo di tre animali per cabina. Ulteriori dettagli su TraghettiWeb.

Immagine di copertina: Fotomontaggio di Armando Tondo

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Perché non scarichiamo l’app Immuni | Treni: stop distanziamento su Frecce, è polemica | Microsoft per acquisto di TikTok

Sab, 08/01/2020 - 06:25

Corriere della Sera: In Italia sette regioni con Rt sopra 1, media nazionale a 0,98 e 736 focolai attivi;

Il Giornale: Quel messaggio Usa a Erdogan. Esercitazione militare coi greci;

Il Manifesto: Liberismo e negazionismo, il doppio scacco dell’America Latina;

Il Mattino: Whirlpool Napoli, vertice al ministero: «C’è un’offerta da Adler per la fabbrica»;

Il Messaggero: Lombardia, l’ipotesi rimpasto per “commissariare” Fontana Faro dei pm sul prezzo dei camici;

llsole24ore: Psicopatologia di Immuni. Perché non scarichiamo l’app di tracciamento?;

Il Fatto Quotidiano: Il governo introduce per decreto la doppia preferenza nella legge elettorale della Regione Puglia. Conte: “Basta discriminare le donne”;

La Repubblica: Treni, finisce distanziamento su Frecce ma è subito polemica. Cts: “Molto preoccupante” Lombardia, torna il 100% dei posti a sedere;

Leggo: Travolto dal cancello della sua casa: Tommaso muore schiacciato a 4 anni;

Tgcom24: Microsoft tratta per l’acquisto di TikTok. E Trump vuole i cinesi fuori dalla app;

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Michele Dotti: la ricetta dell’infelicità (VIDEO)

Ven, 07/31/2020 - 17:00
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Record di attivisti ambientali uccisi nel 2019

Ven, 07/31/2020 - 14:00

Il Global Witness ha rivelato il numero di difensori della Terra e dell’ambiente uccisi nel 2019: 212 persone sono state assassinate per aver difeso pacificamente la loro casa e per aver resistito alla distruzione della natura, opponendosi alle industrie estrattive alla guida della crisi climatica.

In media, più di quattro difensori sono stati uccisi ogni settimana nel 2019, con un picco di omicidi durante il blocco dovuto alla diffusione della pandemia da Covid-19. Innumerevoli altri attivisti sono stati messi a tacere attraverso attacchi violenti, arresti, minacce di morte o azioni legali.

Oltre la metà di tutti gli omicidi segnalati l’anno scorso è avvenuto in soli due paesi: Colombia (con un picco di 64) e Filippine (passando da 30 nel 2018 a 43 nel 2019). A livello globale, il numero reale di omicidi è stato probabilmente molto più elevato, poiché i casi spesso non sono stati documentati.

Secondo il report, la maggior parte delle morti è collegata all’opposizione all’industria mineraria, seguita da agricoltura, disboscamento e bande criminali. Le comunità indigene di tutto il mondo continuano ad affrontare rischi sproporzionati di violenza, costituendo il 40% dei difensori uccisi l’anno scorso.

4 attivisti uccisi ogni settimana

In Brasile, dove nel 2019 sono state uccise 24 persone, le comunità indigene hanno segnalato che “stanno rischiando l’estinzione”, con i leader che accusano il presidente di estrema destra Jair Bolsonaro di “approfittare” della diffusione del Covid-19 per eliminare definitivamente gli indigeni. Il 90% delle morti in Brasile sono avvenute in Amazzonia.

L’industria agroalimentare e il petrolio, il gas e l’estrazione mineraria sono stati costantemente i principali motori di attacchi contro i difensori della terra e dell’ambiente – e sono anche le industrie che ci spingono ulteriormente verso il cambiamento climatico, contribuendo alla deforestazione e all’aumento delle emissioni di carbonio“, ha dichiarato Rachel Cox, attivista di Global Witness.
Molte delle peggiori violazioni dei diritti umani e ambientali del mondo sono guidate dallo sfruttamento delle risorse naturali e dalla corruzione nel sistema politico ed economico globale. I difensori della terra e dell’ambiente sono le persone che prendono posizione contro questo scempio. Se vogliamo davvero fare piani per una ripresa ecologica che ponga al centro la sicurezza, la salute e il benessere delle persone, dobbiamo affrontare le cause profonde degli attacchi agli attivisti e seguire la loro guida nella protezione dell’ambiente e nell’arresto della disgregazione climatica.”

Maggiore violenza sul corpo delle donne

Le cifre del 2019 rivelano anche come oltre 1 difensore su 10 ucciso nel 2019 fosse donna. Le donne attiviste affrontano minacce specifiche, tra cui campagne diffamatorie spesso incentrate sulla propria vita privata, con contenuti sessisti o sessuali espliciti. La violenza sessuale è anche usata come tattica per mettere a tacere le donne, molte delle quali vengono considerate “non all’altezza”.

Nonostante si trovino di fronte a queste minacce violente e alla criminalizzazione, i difensori di tutto il mondo hanno comunque ottenuto numerosi successi nel 2019, a testimonianza della loro capacità di resistenza, forza e determinazione nel proteggere i loro diritti, l’ambiente e il nostro clima globale.

Fonte: The Guardian / Global Witness
Immagine: Celia Xakriaba, educatrice indigena e attivista del popolo Xakriaba del Brasile, con un ritratto di Paulo Paulino Guajajara, ucciso in un’imboscata da taglialegna illegali nel 2019.
Fonte: Olivier Hoslet/EPA

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L’appello di Salgado per proteggere gli indigeni dell’Amazzonia
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È accettabile che la Rai annunci con giubilo la “vittoria” di Salvini?

Ven, 07/31/2020 - 11:00

L’Italia non è tanto scioccata dalla mancanza di professionalità di una giornalista e di una redazione Rai che sbagliano così clamorosamente a interpretare il voto in Aula di ieri, sostenendo che il governo avrebbe votato no a processare l’ex premier Matteo Salvini per la vicenda Open Arms. L’Italia è scioccata per l’entusiasmo mostrato senza vergogna dalla stessa giornalista del servizio pubblico: Maria Antonietta Spadorcia.

La nostra informazione

Ghana, Sud Africa, Burkina Faso, Botswana, sono solo alcuni dei Paesi del mondo dove, ci ricordava l’ultima classifica di Reporters San Frontiers, si vive e si lavora, si studia e si cresce con una maggiore libertà di stampa rispetto a noi, rispetto all’Italia. La più grande associazione internazionale in difesa dei giornalisti di tutti il mondo, ma soprattutto in difesa del diritto a una stampa libera e indipendente, l’Italia è al 41esimo posto con un punteggio che si abbassa ancora quest’anno di un bell’1.29.

Una multa inutile

E pensare che solo pochi mesi fa, a seguito di 1,5 milioni e mezzo di multa inflitta alla Rai per mancanza di indipendenza e pluralità, Michele Anzaldi (Iv), segretario della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, scriveva:

“Le ripetute violazioni del contratto di servizio, accertate dall’Agcom e richiamate più volte in questi mesi, rappresentano una doppia beffa ai danni della qualità dell’informazione Rai per i cittadini che dovranno anche pagare la multa visto che ne sono azionisti attraverso il Governo. Per L’ad Fabrizio Salini e per il management è l’ora della verità”. La sanzione era giunta in particolare, in merito a numerosi episodi riguardanti la programmazione diffusa dalle tre reti generaliste, per le quali l’Autorità ha accertato il mancato rispetto da parte di Rai dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo e ha irrogato una sanzione pecuniaria di 1,5 milioni di euro.

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Idea creativa: treccina colorata per l’estate!

Ven, 07/31/2020 - 10:00

Dal canale YouTube MyCrazyWorld un video che ci insegna passo passo come realizzare una (o più) treccina colorata in autonomia sui nostri capelli.

Un’idea alternativa per rendere più vivace la nostra estate!

Fonte: MyCrazyWorld

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Milano, nasce dal cemento l’albero Veronica. “Ma sarà sradicato”

Ven, 07/31/2020 - 09:00

E’ bello, pimpante e colorato da sempre. Spunta come un’allucinazione dal marciapiede sfocato in questi giorni roventi di luglio e se prima lo guardi e basta, poi torni a controllare: ma il vaso dov’è? Non c’è vaso, per questo arbusto che è incredibilmente cresciuto nel marciapiede sotto casa mia e prende acqua e nutrimento chissà dove, lì sotto.

Il quartiere (dalle pagine del suo gruppo Facebook) grida periodicamente al miracolo e sta scegliendo un nome per farne la mascotte della via. Tra Gigi (come Luigi Canonica, l’architetto che dà il nome alla strada) e Pallino, spunta un Veronica, come la protagonista della canzone “In pè” di Enzo Jannacci, che abitava, anche lei, in questa strada che chiude da un lato la bellissima China Town di Milano, oggi in continua evoluzione.

Il piccolo miracolo analizzato da un bambino quando l’albero era ancora una piantina semi nascosta dai vasi

L’arbusto è lì da molti anni, naturalmente, ma prima non lo si notava granché perché il ristorante cinese che vi si affacciava – ora sostituito dalla catena Takumi Ramen Kitchen – aveva disposto ai suoi lati ampi vasi pieni di vegetazione, dunque solo un occhio attentissimo poteva notare che lei non nasceva da quei vasi. Spariti quelli, Veronica – la chiamerò così – spicca solitaria e fiera, ogni tanto ha un ramo spezzato, ma tutto sommato cresce velocissima e bella. E’ sopravvissuta anche ai lavori del nuovo ristorante, lo scorso giugno.

La minaccia

Da quanto si apprende dalle voci di quartiere, però, Veronica rischia grosso con l’arrivo di settembre. “Confermo che a settembre verrà montato il ponteggio per il rifacimento della facciata del palazzo. Andrà rimossa perché causa solo danni alla pavimentazione del marciapiede e al sottosuolo, dove passano tubo del gas e altro! Sotto ci sono anche le cantine”, scrive un’abitante del palazzo. E giù le richieste di proteggerla, partite anche a prescindere dai prossimi lavori in corso. Alessandro Giungi – Pd – ne ha scritto un post su Facebook qualche giorno fa, e da lì tutta la stampa locale, compreso Il Corriere della Sera, ne ha parlato: “In via Canonica 63 è nato sul marciapiede quest’albero. Per me è un piccolo miracolo. Che va preservato e protetto. Due giorni fa ho avvertito l’assessore all’Urbanistica Maran che sicuramente farà il possibile”. Maran ha subito risposto citando Jovanotti “Sei un fiore cresciuto sull’asfalto e sul cemento”.

Sentinelle volontarie

Adesso gli abitanti della via promettono che faranno “le sentinelle” e avanzano modi e metodologie giuste per trapiantarlo: “Non si può strapparlo bisogna rimuoverlo col suo pane di terra cosa molto difficile se no muore. Dobbiamo forse avvisare l’assessore del verde oppure i consiglieri del municipio per fare qualcosa”. Ma basterà? Non sarà forse poi proprio tutta questa visibilità a stuzzicare l’idea di danneggiarlo o distruggerlo?

Una pianta velenosa

La pianta è anche invisa a molti perché – Veronica è un esemplare di Solanum Capsicastrum – ha dei coloratissimi frutti velenosi, sia per gli animali che per le persone. Molti post in passato, sullo stesso gruppo di quartiere, hanno avvertito i genitori in particolare di far attenzione ai bambini, che potrebbero confondere quelle palline colorate con pomodorini. Nessun problema reale: al massimo l’ingestione delle bacche potrebbe portare qualche mal di pancia.

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Piante aromatiche: colori e odori per riempire giardino e balcone

Ven, 07/31/2020 - 08:00

Entrare in giardino ed essere sommersi dall’odore di liquerizia o da fiori azzurri facili da far crescere, che hanno poi anche un ottimo uso, magari in cucina.

Sono alcune delle soddisfazioni che si possono ottenere coltivando le piante aromatiche, termine “ombrello” usato per definire generalmente tutte le piante che hanno, in qualche loro parte, una fragranza di qualche tipo, un aroma, appunto.

Coltivarle anche nel proprio giardino o sul balcone non è poi così difficile, come ci ha spiegato l’agronomo Francesco Beldì, che ha appena scritto sull’argomento il libro “Coltivazione biologica delle piante aromatiche”, ed.  Terra Nuova Edizioni.

Cosa sono e come sono fatte le piante aromatiche?

«Non esiste una definizione precisa a livello scientifico per questo tipo di piante, si usa questo termine riferendosi alla fragranza racchiusa in una delle loro parti, dalle foglie, al fusto, alla radice. Molte di loro coincidono con quelle che sono definite “piante officinali”, perché spesso questo aroma coincide con un principio attivo che veniva utilizzato – o viene usato tutt’ora – in erboristeria o in medicina.
Il termine “piante aromatiche” è più ampio e fa riferimento al loro uso sia per alimentazione sia per l’aromatizzazione dell’ambiente, del giardino.
Le tipologie sono varie: possono essere alberi, come l’Alloro, oppure arbusti, ma anche piante erbacee e possono essere annuali e morire a fine stagione oppure perenni e durare nel tempo.»

Perché sono importanti e perché è utile coltivarle?

«Sono piante che si coltivano da sempre, nella tradizione, pensiamo ai ‘giardini dei semplici’ nei conventi, ma ognuno di noi ha coltivato un qualche tipo di pianta aromatica, pensiamo al vasetto di Basilico sul balcone.
Queste piante presentano di solito due grossi vantaggi: sono quasi tutte molto ‘rustiche’, cioè si adattano bene ai terreni e patiscono poco i parassiti. E poi basta coltivarne poche per soddisfare quello che è il proprio fabbisogno personale. Ad esempio, coltivando una pianta di Melissa una persona beve tisane di Melissa quasi per tutto l’anno. Oppure torniamo al classico Basilico, quasi tutti ne abbiamo un vasetto in casa perché se è fresco ha più sapore, ne basta poco e non ha particolari esigenze.»

Qual è l’origine delle piante aromatiche? Da dove provengono?

«Possono essere piante autoctone o piante che si sono adattate ai nostri climi: si pensi ad esempio alla Stevia, che da noi non esiste spontanea – viene dall’Oriente – ma che oggi viene coltivata anche nei nostri climi in quanto molto richiesta come dolcificante.
In effetti le piante autoctone sono davvero molto poche. Lo stesso grano viene dagli altipiani etiopici, cosi come il pomodoro che viene coltivato in Italia solo dal 1600.
Si tenga conto che vi sono specie che da noi non sono usate come aromatiche e in altri Paesi invece lo sono, e viceversa: ad esempio il coriandolo è una pianta che da noi cresce anche spontanea le cui foglie sono usate come aroma in India e in Centro America e non da noi.»

Chi può coltivarle?

«Non serve essere professionisti per coltivare queste piante, nel libro abbiamo messo indicazioni per tutti quelli che vogliono avviare una coltivazione, sia per hobby sia per chi vuole avvicinarsi a queste piante per scopi professionali.»

Quanto spazio ci vuole, dove possono essere coltivate? Si possono coltivare anche sul balcone o ci vuole l’orto e l’angolino delle aromatiche? Va bene qualsiasi terreno?

«Certamente molte piante possono essere coltivate anche sul balcone, mentre in giardino spesso si fanno delle aiuole delle aromatiche. Le aromatiche annuali possono essere messe nelle normali rotazioni dell’orto, quelle perenni invece vanno sistemate in un angolino o bisogna trovargli una collocazione fissa che sia adatta alle piante e comoda per continuare a coltivare l’orto. È anche vero che in un orto per uso famigliare basta coltivarle in piccole quantità, anche uno o due metri quadri se lo spazio è poco.»

Esiste uno ‘starter pack’ per chi vuole mettere le aromatiche nel giardino o in balcone?

«Prima di scegliere cosa piantare va analizzata la situazione del giardino e del balcone e la sua posizione e su quello decidere. Ad esempio se è in ombra si possono mettere menta o melissa…ma di solito si parte da piante di uso frequente, quindi quelle che sappiamo che useremo di più e alle quali poi abbiniamo altre piante.
Un ‘pacchetto di partenza’ classico potrebbe essere il Rosmarino con la Salvia al quale si può abbinare della Santoreggia, oppure dell’Issopo, a seconda di com’è l’aiuola e di quale è il suo posizionamento.
Se il giardino lo abbiamo dietro alla porta della cucina metteremo piante che si usano molto in cucina, se lo vogliamo fare all’ingresso di casa metteremo piante che abbinano la funzione estetica alla funzione aromatica. Dobbiamo però ricordarci che dipende dalle condizioni del giardino, basta fare un’analisi su quali sono le caratteristiche dell’angolo che scegliamo per le aromatiche. Non c’è bisogno di un professionista, basta guardare l’insolazione, l’uso che vogliamo fare delle piante, se c’è l’acqua facilmente a disposizione….
Ad esempio, se si ha un giardino roccioso, ben protetto dal freddo, magari in una zona d’Italia non freddissima si potrebbero mettere addirittura dei Capperi. La scelta è vastissima, qualunque tipo di angolo si può adattare per ospitare aromatiche.»

E riguardo al consumo, le possono usare tutti?

«Sono comunque piante che in generale vanno utilizzate con attenzione. Nel libro suggeriamo come e quando raccoglierle, come conservarle, come possono essere usate e che effetto hanno, però non diamo indicazioni o posologie perché non è il nostro lavoro. Bisogna comunque ricordare che si tratta di piante con un principio attivo che su alcune persone può avere un effetto negativo. Ad esempio il Timo, una pianta che uno pensa solitamente innocua, accelera il battito cardiaco. Se qualcuno ha la pressione alta e fa un bagno nelle foglie di Timo può avere una tachicardia, l’uso deve essere moderato. Nel testo ho cercato anche di segnalare quando e che cosa poteva far male.»

Il libro si intitola “Coltivazione biologica delle piante aromatiche”. Come mai si fa riferimento al metodo biologico come metodo di coltivazione?

«Secondo me, soprattutto se uno coltiva per se stesso, deve farlo utilizzando il minor numero possibile di prodotti che possano essere nocivi per la sua salute, non solo nell’alimento ma anche nell’utilizzazione. Nel senso anche di una protezione del coltivatore che non entra in contatto con prodotti pericolosi.
Nel caso del consumo di queste piante a maggior ragione non credo serva usare prodotti chimici, perché si assumono in piccole quantità, devono avere un aroma molto intenso e ne estraiamo delle sostanze concentrate: pertanto è necessario avere questi prodotti il più puri possibile.»

Nelle tue ricerche hai trovato qualche pianta aromatica un po’ particolare?

«Una che mi piace citare è la Monarda, o Tè Oswego. Era una pianta consumata come tè dagli indiani Oswego e che gli americani hanno cominciato a consumare come ‘tè alternativo’ quando alla fine del 1700 boicottavano il tè delle Indie della corona inglese. Ha un profumo molto buono, una fioritura bellissima e molto colorata, tanto che viene coltivata più spesso come pianta ornamentale. Non è semplice da trovare nei garden ma è molto bella da avere in giardino.
Oppure possiamo parlare dell’Issopo, che ha un sapore un po’ resinoso e un po’ amaro e si usa per aromatizzare gli arrosti e la carne, e si può usare per fare un ottimo sciroppo per la tosse. Ha una fioritura di lunga durata, molto bella, colorata di azzurro, ed è un pascolo per le api e per gli impollinatori molto apprezzato, quindi ha anche una serie di funzioni ecologiche molto interessanti, oltre ovviamente alla funzione estetica, come pianta ornamentale. 
Le aromatiche in generale sono ottime come pianta ornamentale. Nella Scuola Professionale dove insegno abbiamo provato a fare una aiuola ornamentale con l’erba cipollina, è venuta molto bene. Una collega invece ha messo all’ingresso dell’Elicriso, che ha un odore di liquerizia fortissimo che si avverte subito quando si arriva a scuola: è una bella sensazione.»

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Open Arms, Salvini a processo | Usa: un morto al minuto | Banda dello spray: da 10 a 12 anni per strage in discoteca

Ven, 07/31/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Open Arms, il Senato manda a processo Salvini. Lui: «Lo rifarei e lo rifarò» ;

Il Giornale: Trasferiti report segreti. Che succede in Vaticano;

Il Manifesto: Affossata la legge elettorale, la Puglia non vuole donne in lista;

Il Mattino: Usa, il giorno più nero: un morto al minuto.Trump: «Voto truccato, rinviare le elezioni» Covid, morto Herman Cain, ex candidato presidente Usa: potrebbe aver contratto il virus al comizio di Trump a Tulsa Coronavirus, il New York Times elogia il modello Italia: «Perché l’America non fa come lei?»;

Il Messaggero: Virus, bollettino: 386 nuovi positivi 3 morti. Ancora in salita i nuovi casi «Preoccupa risalita curva contagi» In Italia il Covid19 ora circola di più: in due settimane +28% di casi, preoccupa crescita in 11 regioni Lazio, nuovi casi in calo: 18 in 24 ore. Uno su tre dall’estero Zaia ai negazionisti: “Tutta un’invenzione? Noi abbiamo visto gente morire”;

llsole24ore: Come riformare la sanità italiana in 10 punti con i miliardi del Mes;

Il Fatto Quotidiano: Aumentano ancora i nuovi casi di coronavirus: +386. Comitato scientifico: ‘Preoccupa evoluzione curva’. Zaia ai negazionisti: ‘Qui abbiamo visto gente morire’;

La Repubblica: Tutti condannati per la strage in discoteca: da 10 ai 12 anni alla banda dello spray;

Leggo: Hotel in fiamme, tre piani avvolti dal fuoco e fumo FOTO IL VIDEO DEL ROGO. Roma, appartamento in fiamme ai Parioli: i pompieri salvano due persone Roma, incendio in un appartamento ai Parioli: un ustionato in codice giallo, due persone salve per miracolo;

Tgcom24: Berlusconi: “Maggioranza solida? No, divisa su tutto” | “Il Mes è un’occasione da non perdere” | Video ;

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Cosa sono i Repair Cafè?

Gio, 07/30/2020 - 19:00

Invece di buttare il tostapane vai in un Repair Cafè e trovi qualcuno che ti aiuta a ripararlo, quando possibile. Nel video anche un tutorial su come sistemare un rubinetto che perde.

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Scuola post-Covid e pasti monoporzioni in mensa: c’è chi dice no

Gio, 07/30/2020 - 16:31
Mensa, non fast food

No alla mensa scolastica come un fast food, no alle monoporzioni in plastica con menù semplificati come previsto dal nuovo Piano Scuola: è questa la petizione di Foodinsider.it con FOOD WATCHER e MenoPerPiù lanciata su Charge.org e sui social con gli hashtag #salvalamensa e #moNOporzioni.

“In base a presunti rischi di trasmissione virale – si legge nel comunicato della petizione – il Ministero dell’Istruzione indica il lunch box e le monoporzioni come una soluzione per consumare il pasto in classe. Uno dei possibili scenari della mensa scolastica che si prefigura a settembre è questo: pasti in monoporzioni di plastica sigillate e menù semplificati stile fast food. Tradotto: cibo preparato a livello industriale in cucine centralizzate, tenuto al caldo a scuocere per ore (da 4 a 8) e infine veicolato a tutte le scuole, anche a quelle già dotate di cucina interna che non verrebbero più utilizzate”.

Cibo impoverito

Insomma, una virata decisamente non salutista tutta a scapito dei bambini, che si troverebbero a mangiare cibo processato, impoverito dei suoi valori nutrizionali e protettivi rischiando di incorrere in patologie cronico-degenerative, una su tutte l‘obesità, denunciano i collettivi, che anzi, rilanciano, sostenendo che non ci sia “nessuna ragione scientifica che giustifichi le monoporzioni”.

“A dirlo – riferiscono – è il dott. Franco Berrino in un’intervista sul tema” ma c’è poi “tutta la documentazione scientifica prodotta dalle Istituzioni sanitarie internazionali e nazionali in tema di Covid e ristorazione afferma che nella manipolazione del cibo è sufficiente l’applicazione e il rafforzamento delle Buone Pratiche Igieniche“.

Tariffe più care

Stando alla petizione il nuovo sistema pasto sarà più oneroso, al punto da rendere inevitabile la revisione dei contratti “perché aggiungerebbe nuovi costi, come l’acquisto di stoviglie usa e getta e termosigillatrici e i maggiori oneri di pulizia”. 

Più spreco di cibo, più plastica, meno posti di lavoro

Il cibo rifiutato e gettato (oggi oltre il 30%) perché scotto e meno gustoso aumenterebbe, e così pure la plastica, 11 kg di rifiuti annui per bambino, riferisce il comunicato, senza però specificare la fonte delle previsioni. Quel che è certo è che con questa nuova somministrazione dei pasti, verranno meno posti di lavoro, dal momento che le addette al servizio nelle scuole diventerebbero figure professionali riducibili o addirittura superflue.

La soluzione?

“Nel pieno rispetto delle misure igieniche è possibile somministrare il pasto in classe senza scadere nelle monoporzioni e applicando i CAM dotandosi di carrelli termici. Il personale addetto allo scodellamento, opportunamente formato e dotato di guanti e mascherine, non verrebbe eliminato, ma continuerebbe a servire il pasto ai bambini in classe e in sicurezza”, assicurano  Foodinsider.it con FOOD WATCHER e MenoPerPiù.

Una responsabilizzazione individuale, sia del personale che dei bambini, unita all’adozione dei presidi medici ridurrebbero il rischio tanto quanto le monoporzioni?

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Quelli che: di Covid non è mai morto nessuno!

Gio, 07/30/2020 - 15:30

Se sei uno dei più grandi cantanti del mondo devi sapere che quel che dici pesa! E se vai a un convegno al parlamento sul Covid con Salvini lo devi sapere quel che significa. Chiedere scusa poi non vale.

D’altra parte anche il Matteo (quello cattivo) non ne azzecca una. È veramente convinto che la maggioranza degli italiani creda che l’epidemia se l’è inventato Conte perché fin da piccolo aveva il desiderio di palpeggiare con il gomito quello delle donne. E adesso quando lo fa non sembra un maniaco sessuale. Ma veramente Matteo crede di guadagnare voti così?

Io penso invece che solo una piccola quota di italiche menti non abbia capito che grazie a misure rigide, anche se un po’ tardive, abbiamo evitato la catastrofe che altri stanno sperimentando. Forse l’italiano medio è più intelligente di quel che sembra: gli è venuto il sospetto che quando i capi della Cia e del Kgb (Trump e Putin) minimizzano sul virus, è probabile che il complotto lo stiano facendo loro.

Sto girando per l’Italia e vedo ovunque molta prudenza. Certo la mamma dei cretini è sempre incinta, ma visto che i contagi sono da parecchio ai minimi evidentemente il distanziamento sociale è rispettato da moltissimi.

Bisognerebbe fare di più però, ad esempio a Civita di Bagnoregio sono stato in due ristoranti e nessuno mi ha chiesto il nome e il telefono. A Saturnia invece in altri due ristoranti me lo hanno chiesto. Ovviamente in questo caso ci sono amministrazioni locali più o meno efficienti e rispettose delle leggi.
Ma secondo me fucilando qualche sindaco si può risolvere la questione rapidamente. Scherzo ovviamente.

Sarebbe sufficiente cancellare i comuni inadempienti dalle carte geografiche e dai navigatori. Così imparano!

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Fotovoltaico, ecco cosa ha installato sul suo tetto l’esperto della Bocconi

Gio, 07/30/2020 - 11:11

Installare un impianto fotovoltaico acquista una nuova spinta con l’entrata in vigore del superbonus previsto dal Decreto Rilancio, e guadagna anche un nuovo massimale di spesa, che dovrebbe essere autonomo rispetto a quello dei tradizionali lavori di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis del Tuir. Lo spiega qui il Sole 24 Ore.

La tecnologia vincente

Una scelta quindi mai così conveniente. Ma quale tecnologia è la migliore? Abbiamo chiesto ad Arturo Lorenzoni, ricercatore Iefe-Bocconi, esperto di energie rinnovabili, cosa sceglierebbe per il tetto di casa sua, oggi.

Le opzioni

Premetto che, in linea di massima, molti scelgono oggi pannelli con una struttura basata su singole celle costruite in film sottile in silicio amorfo, cioè senza un reticolo cristallino ordinato a livello atomico, ma disordinato e continuo. Questo presenta dei vantaggi nella tecnica di produzione, perché è ideale per creare film sottili da depositare su grandi superfici come le celle fotovoltaiche. Di conseguenza, le lastre in silicio amorfo sono molto più economiche, ma il rendimento termico può essere inferiore rispetto ai pannelli fotovoltaici “classici”, i monocristallini in silicio, ricavato direttamente in natura e ritagliato. Altra tipologia è quella dei policristallini che si producono con materiali di scarto derivanti dalla lavorazione dei precedenti ma sono pur sempre efficienti, anche se a costo inferiore. Dunque che fare?

Il tipo “cristallino”

“Per casa mia ad oggi io sceglierei certamente il fotovoltaico di tipo cristallino: sia mono che policristallino. Si tratta ad oggi della tecnologia più affidabile e anche ormai conveniente. Starei molto attento a valutare bene l’opzione di installare un sistema di accumulo: è ad oggi ancora molto costoso”.

Robe da design…

Pitture e vetri fotovoltaici? “Sono opzioni interessanti in prospettiva: oggi non le più convenienti, ma possono essere valutata per casi particolari di design ad esempio”.

Che fare nei condomini?

Cosa è cambiato per i condomini? L’apertura alla possibilità che i condomini istituiscano comunità energetiche per usare il tetto comune per coprire le loro utenze private è la novità in assoluto più interessante degli ultimi tempi e che andrebbe assolutamente colta al volo”.

Ma se i condomini non vogliono farlo, è oggi finalmente possibile sfruttare a scopi personali il tetto comune? “Ci vuole la delibera che concede uno spazio, che dovrà essere tale da permettere a tutti gli altri condomini, un domani, di fare la stessa cosa. Dunque non è facile, ma alquanto complicato. Conviene insistere e fare opera di convincimento per formare una comunità all’interno del proprio condominio”.

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ECOFUTURO MAGAZINE: Rinascere rinnovabili

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Incontro con l’orso, cosa fare?

Gio, 07/30/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Provincia Bolzano: “Chi è l’orso” è il titolo del video in cui in nove minuti vengono presentate le caratteristiche biologiche principali dell’orso. Inoltre addetti forestali spiegano i comportamenti che è consigliato adottare in caso di incontro con il plantigrado.

Fonte: Provincia Bolzano

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