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Aggiornato: 10 min 39 sec fa

Coronavirus: non dimentichiamo gli altri malati

Gio, 08/20/2020 - 13:00
Non si muore solo di coronavirus

Oggi l’ennesimo paziente è deceduto per complicanze legate al cancro.    
Certamente si deve essere prudenti, indossare la mascherina ed evitare situazioni di folla per la salute collettiva e singola. Ma sembra molto strano che ogni problematica sanitaria diversa dal coronavirus sia passata in secondo piano, anzi, peggio, NON ESISTA, perché tutta l’attenzione è assorbita dal nuovo coronavirus di cui cerchiamo i contatti degli asintomatici, terapie, vaccini, a cui dedichiamo interi ospedali e reparti, dipartimenti di prevenzione, per cui blocchiamo le visite specialistiche e i controlli sanitari programmati di tutte le altre terribili e diffuse patologie.

Ancora poca informazione ai medici del territorio

Coronavirus: come mai a noi medici non è stato ancora inviato un protocollo preciso per il covid con la maggior percentuale di sintomi, linee guida, età dei deceduti e comorbilità eventuale mese per mese e così via?
Quanto ci vuole ad avere delle chiare risposte?
Mi sembra che i mesi siano passati… e che i dati ora ci siano.

Non bisogna dimenticare le altre malattie e avere il coraggio di cambiare

Nello stesso tempo bisognerebbe impegnare le stesse energie anche per combattere il cancro e le altre malattie. Il fatto che almeno un paziente oncologico sia presente in quasi ogni famiglia non vuol dire che ciò vada accettato come normale.
Il fatto che ci sia associazione con inquinamento, cibo, alcool, stress e sostanze tossiche non vuol dire che si debba mettere l’economia al primo posto avendo paura di indagare per modificare lo stato delle cose, perché chiaramente non si può andare avanti così.
Dobbiamo porre attenzione alla nostra salute in modo globale e così dovrebbero fare anche il governo e i mezzi di informazione.             
Non si può banalizzare una pandemia ma non si può neanche dimenticare il resto.
E la popolazione dovrebbe essere informata a 360 gradi sulla sua salute per non dimenticare o lasciare indietro nessuno.

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I primi 5 esercizi da fare con un cucciolo di cane

Gio, 08/20/2020 - 11:00

Come si legge dal canale YouTube AmDogTraining Marco Annovi: L’arrivo di un cucciolo nella nostra vita rappresenta motivo di gioia ed entusiasmo. Anni fa si credeva che fosse fuori luogo e prematuro iniziare ad educare un cucciolo fin dai primi giorni e si consigliava di aspettare l’anno d’età per iniziare poi un vero e proprio addestramento.

Ecco un video che oltre a fare chiarezza su quando iniziare ad educare il cucciolo vi darà 5 esercizi con i quali iniziare fin dai primi giorni del suo arrivo.

Fonte: AmDogTraining Marco Annovi

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Chi chiacchiera con le balene alzi la mano

Gio, 08/20/2020 - 08:00

Gli scienziati stanno dando credito crescente agli antichi popoli che preparano rituali comunicativi per cacciare le balene. O meglio: per accordarsi con loro.

È noto infatti che le balene comunicano tra loro in modo raffinato, e che, grazie a una lunga infanzia in cui i cuccioli restano a stretto contatto con la madre, che impartisce loro regole e comportamenti, questi animali possiedono e tramandano una vera e propria cultura, cosa che fino a pochi anni fa si pensava essere prerogativa unicamente umana. Ci sono stati poi negli scorsi anni balene addestrate a parlare, per imitazione, o beluga utilizzati come spie.

Il linguaggio delle balene resta comunque non del tutto comprensibile a noi; si ritiene che questi animali si chiamino per nome, segnalino cibo e nemici, e non molto altro è noto. Ma ci sono culture – recentemente oggetto di studio da parte della scienza – che da secoli, per tradizione, comunicano con questi superbi animali su temi addirittura astratti, filosofici o religiosi.

Ne sono un esempio gli Yupik che vivono tra l’estremo oriente della Russia e l’Alaska centro meridionale, sull’isola di St. Lawrence. Si nutrono di balene per tradizione e necessità, ma nel modo più affascinante che si possa immaginare.

Le loro barche hanno speciali incisioni sul fondo, per renderle visibili agli animali. Secondo la tradizione Yupik, oggi oggetto di ricerca scientifica, le balene nuotano sotto le barche e ispezionano le incisioni. Se sono belle e danno fiducia sul rispetto che quegli uomini portano loro, la balena permetterà ai cacciatori di arpionarla. Altrimenti, nuoterà via.

Questo può sembrare strano, e ingenuo, per un osservatore esterno, ma nella cultura Yupik ha un senso preciso. La balena si sarebbe sviluppata da un animale terrestre – e in effetti si sa che il feto di una balena abbozza delle piccole gambe poi destinate a scomparire – e sarebbe sua aspirazione tornare a diventarlo. Per questo, dopo aver ucciso e mangiato una balena beluga, gli Yupik eseguono un rituale sulle sue ossa che consente all’animale di reincarnarsi come animale terrestre. Gli Yupik credono che le balene beluga vogliano subire questo processo per tornare sulla terra, e che questa “comunicazione spirituale” tra uomini e animali si concretizzi in uno scambio di favori.

Una cosa simile avviene tra i popoli Makah e Nuu-chah-nulth, che vivono rispettivamente nello Stato di Washington e nell’isola di Vancouver. Passano otto mesi eseguendo antichi rituali per comunicare con le balene: preghiere, bagni in speciali piscine e canzoni sacre puntano a ottenere il sacrificio della balena. Proprio come gli Yupik, anche queste popolazioni – lontane e in passato isolate tra loro – credono da sempre che una balena cederà la sua vita ai cacciatori di proposito, per poter rinascere. Anche loro decorano il fondo delle barche per lusingarle.

Se la scienza riuscirà in questa quasi paradossale missione di assegnare anche agli altri animali capacità mistiche e una sensibilità religiosa, al momento non è dato sapersi. Quello che è certo è che c’è stato un tempo – e in parte c’è ancora – in cui il rispetto segnava il rapporto tra cacciatore e preda, e la morte di un altro essere senziente non era mai considerata meno di un sacrificio. Per una cultura come la nostra, che accetta e si nutre di animali allevati in batteria, sebbene siano condivise le numerose prove sulla capacità animali di pensiero e sentimento, sembra questo l’insegnamento più importante.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Coronavirus: in Italia è aumentata la carica virale | Gioele, trovati i resti | Febbre del Nilo, 13 persone contagiate a Lodi

Gio, 08/20/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Coronavirus: in Italia è aumentata la carica virale nei tamponi recenti;

Il Giornale: Open Arms torna alla carica: ora è pronto l’assalto all’Italia;

Il Mattino: Gioele, trovati resti e maglietta:«Al 99% è il bimbo di Caronia», ma adesso serve il test del dna;

Il Manifesto: Lukashenko minaccia e sposta le truppe | Al nono giorno di proteste e scioperi davvero nessuno sa come si concluderà la crisi in Bielorussia. Ieri Merkel e Putin si sono sentiti per telefono ma ognuno sembra essere rimasto sulle sue posizioni.;

Il Messaggero: Treno “fantasma” con un passeggero deraglia dopo 10 km senza macchinisti. Erano scesi per una pausa;

llsole24ore: Scuola, slittano le regole su quarantena e chiusure. Mascherine obbligatorie gratis – Dal 24 agosto test a prof e bidelli, se positivi tampone entro 48 ore – Altri 25mila supplenti in arrivo;

Il Fatto Quotidiano: Regionali, Conte. “Pd-M5s divisi? Occasione sprecata. Prima viene l’interesse dei cittadini”. Puglia e Marche, l’appello agita i 5 stelle;

La Repubblica: Febbre del Nilo, 13 persone del Lodigiano contagiate dalle zanzare con il virus;

Leggo: Alex Zanardi, la buona notizia dal San Raffaele: «Miglioramenti significativi»;

Tgcom24: Discoteche, il Tar ha respinto le richieste dei gestori: per ora no alla riapertura | Conte: “Le Regioni le hanno riaperte”;

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In Svizzera piove cioccolato dal cielo

Mer, 08/19/2020 - 17:58

Gli abitanti della città svizzera di Olten si sono trovati di fronte una scena degna di un film. La storia che stiamo per raccontarvi è degna di un racconto per bambini, come se a tirare le redini di quest’evento surreale sia stato l’enigmatico signor Willy Wonka e i suoi strambi aiutanti Umpa Lumpa.

All’improvviso la cittadina di Olten, situata tra Zurigo e Basilea, è stata ricoperta da uno strato di polvere marrone; e no, non si tratta di qualche strano fenomeno atmosferico e nemmeno di polversi sottili ma…di cacao! Polvere di cioccolato che è letteralmente piovuta dal cielo!

Secondo i media locali, la causa di questa pioggia anomala è stata un guasto all’impianto di areazione della locale fabbrica Lindt, e il vento ha contribuito a disperdere il cioccolato per tutta la città.

Le fave di cacao si sono posate su edifici, automobili e perfino sui vestiti delle persone, senza causare alcun danno. Tutti gli amanti del cioccolato saranno stati entusiasti di provare quest’esperienza e assaporare una pioggia di dolcezza!

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Tutto quello che c’è da sapere sul Bike Sharing

Mer, 08/19/2020 - 17:00

A Milano funziona molto bene il bike sharing, la bicicletta in condivisione. Con un’app sullo smartphone si noleggia il mezzo, la geolocalizzazione trova quello più vicino e lo sblocca rendendolo disponibile. Il nuovo bike sharing free floating permette di lasciare la bicicletta dove preferiamo.
Se non conoscete il bike sharing e volete capire come funziona questo video fa per voi.

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Covid-19, Cts: “In aula con la mascherina dai 6 anni”

Mer, 08/19/2020 - 14:49

Uso esteso delle mascherine a scuola a partire dai 6 anni, dunque dalla prima elementare, tranne che durante le interrogazioni e l’ora di attività fisica. Questa la scelta del Comitato Tecnico Scientifico, espresso poco fa da Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, a SkyTg24. “I tre pilastri: distanziamento, uso della mascherina e igiene sono indiscutibili e saranno validi anche per il mondo scolastico”, ha detto Miozzo. “Sopra i sei anni sarà richiesto, in Italia come in altri Paesi, l’uso della mascherina e il distanziamento. Poi ci saranno condizioni particolari, come l’uso o non uso se c’è un ragazzo non udente in classe, l’interrogazione. Ovviamente non c’è la mascherina a mensa o mentre si fa ginnastica. Ci saranno dei momenti del contesto locale e specifico che saranno di volta in volta valutati. L’indicazione però sarà: utilizziamo la mascherina perché è un importante strumento contro il virus”. Di ieri tra l’altro la conferma che il virus attivo è stato isolato nell’aria.

Variazioni regionali

La riapertura della scuola potrebbe comunque avvenire in modo diversificato territorialmente, a seconda dell’andamento dell’indice Rt. Oggi pomeriggio è in programma una riunione del Comitato Tecnico Scientifico, per un nuovo punto sulle altre misure da adottare in vista del 14 settembre.

Si valuterà come intervenire sui positivi

“E’ sicuro che ci saranno dei casi nelle scuole. Se si dovesse verificare un caso non vorrà dire chiudere le scuole, vorrà dire esaminare il contesto di volta in volta e, se necessario, mettere in quarantena una classe o l’intera scuola: questo sarà discusso di volta in volta con le autorità sanitarie locali – ha spiegato Miozzo -. Oggi pomeriggio al Cts discuteremo di un documento preparato da Istituto Superiore di Sanità, Inail e ministeri che definisce proprio queste procedure”.

La più grave emergenza sanitaria della storia

“I dati dei contagi stanno evolvendo in maniera per certi aspetti preoccupante ma anche con degli elementi di consapevolezza che abbiamo raggiunto un buon livello di controllo della malattia nel nostro Paese e un’eccellente capacità di intervento rapido in situazione di emergenza laddove si verificano dei focolai. Dobbiamo essere consapevoli che stiamo affrontando la più grande emergenza sanitaria della storia del nostro paese – ha aggiunto Miozzo –. Mai come questa volta abbiamo visto un intero pianeta messo in quarantena. Ci sono miliardi di ragazzi che sono stati bloccati nella loro quotidiana attività didattica, questo è il contesto nel quale viviamo. Proprio perché dobbiamo arrivare in sicurezza (all’inizio delle scuole, ndr), dobbiamo fare in modo che da oggi i nostri comportamenti, i comportamenti dei nostri giovani siano comportamenti virtuosi”, ha affermato riferendosi forse anche alle polemiche relative ai giovani adolescenti e al mancato uso dei dpi.

Covid-19, scuola: “Se mio figlio ha la febbre me lo rapisce l’Asl”? La risposta del Ministero è piena di sgomento

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Burro di arachidi e di mandorle fatti in casa

Mer, 08/19/2020 - 11:00

I burri di frutta secca sono una meravigliosa fonte di grassi sani e proteine e, sebbene possiamo facilmente trovarne in commercio, non c’è paragone con quelli fatti in casa!  

Con il video di Cucina Botanica vediamo come preparare in casa questi due composti super cremosi, buonissimi e perfetti da spalmare sul pane, abbinare con la frutta, mettere nello yogurt e sbizzarrirsi in molti altri abbinamenti! Cosa serve:

  • 300 gr di arachidi non salate / mandorle al naturale
  • frullatore;
  • Barattoli vuoti.
Fonte: Cucina Botanica

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Covid-19, scuola: “Se mio figlio ha la febbre me lo rapisce l’Asl”? La risposta del Ministero è piena di sgomento

Mer, 08/19/2020 - 10:25

È bello ridere nei momenti di tensione, come questo che precede una riapertura delle scuole mai tanto attesa, e che drammaticamente tarda a illustrare le modalità di rientro, i tempi e gli spazi. Devono aver pensato questo gli autori della catena che sta facendo sbellicare metà degli italiani, mentre l’altra metà tace.

Ebbene, il ministero della Pubblica Istruzione è dovuto intervenire per smentire il contenuto delle catene di messaggi che su Facebook ma anche Whatsapp parlano del rischio prelievo forzato dei bimbi in classe con la febbre. Cosa naturalmente non vera.

La risposta del Ministero

Scrive il Ministero: “Sta purtroppo (come dire: vi pensavamo più svegli, è proprio vero che la scuola serve, ndr) girando una grave fake news su cosa accade quando si deve gestire un alunno che, all’interno dell’istituto scolastico, mostra sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. Si arriva a sostenere che ai genitori non sarà permesso prelevare i propri figli e che questi saranno affidati all’autorità sanitaria. Niente di più falso, ovviamente (risate, ndr). Il Protocollo di sicurezza prevede invece che si debba provvedere quanto prima possibile “al ritorno al proprio domicilio” e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti”.

Ho fede in Facebook

La cosa più drammatica è che le persone hanno creduto di poter annullare questa presunta decisione del governo dicendo a Facebook che non sono d’accordo. Pensate che umiliazione oggi, quando, leggendo ogni genere e grado di giornale, o anche ogni post in circolazione, si vedono derisi e malamente. In sostanza il tenore della reazione a questa incredibile dose di ingenuità è colpevolizzare queste “legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività” (cit.) come male assoluto dell’Italia: non preparata, gonfia di ego senza ossa, arrogante, imbarazzante.

Per fortuna poi, c’è anche l’Italia che ride:

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Vuoi stare meglio? Passa almeno due ore alla settimana in mezzo alla natura

Mer, 08/19/2020 - 08:00

Due ore a settimana: per avere effetti benefici sulla salute fisica e psicologica basta trascorrere 120 minuti a settimana in mezzo alla natura. Un obiettivo non difficile da raggiungere, soprattutto se si considera che per avere giovamento sembra essere sufficiente frequentare le aree verdi presenti nelle città.

La soglia minima

La notizia arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature condotta in Inghilterra su quasi 20 mila persone, da cui emerge che le persone che trascorrono almeno 120 minuti a settimana in mezzo al verde hanno maggiori probabilità di godere di buona salute e di benessere psicologico, effetti benefici che non arrivano se la frequentazione di parchi e simili (verde cittadino, boschi, spiagge) avviene per meno di due ore a settimana. «È risaputo che fare una vita all’aria aperta a contatto con la natura possa essere un bene per la salute delle persone. Fino a oggi, però, non eravamo in grado di definire quale fosse la soglia minima per ottenere i benefici», ha affermato Mat White della University of Exeter Medical School, che ha guidato lo studio.

Vantaggi per tutti

Non importa se i 120 minuti vengono totalizzati in una sola visita o in più visite brevi: i benefici si ottengono in entrambi i casi. Dalla ricerca emerge inoltre come la soglia minima di due ore di verde a settimana valga per tutti, in modo trasversale: e quindi tanto per le donne quanto per gli uomini, tanto per i giovani quanto per gli anziani, tanto per i ricchi quanto per chi vive in condizione poco agiate; può essere applicata a diversi gruppi professionali ed etnici e vale anche per le persone con malattie e disabilità.

Obiettivo fattibile

I benefici di cui parla la ricerca sono alla portata di tutti. «La maggior parte dei contatti con la natura rilevati in questa ricerca – spiega White – si sono svolti a soli due chilometri da casa. Anche visitare i parchi cittadini sembra sortisca buoni effetti. E due ore alla settimana dovrebbe essere un obiettivo realistico per la maggior parte delle persone, soprattutto perché può essere raggiunto mediante visite brevi distribuite nell’arco dei sette giorni».

Nuove raccomandazioni

Diversi sono i motivi all’origine dei benefici per corpo e mente derivanti dal contatto con la natura: una migliore prospettiva di vita, minore stress, maggior tempo di qualità trascorso con amici e parenti. Secondo Terry Hartig dell’Università di Uppsala (Svezia), co-autore della ricerca, «questa scoperta offre un valido supporto alla comunità scientifica nel formulare delle raccomandazioni sulla necessità di trascorrere del tempo in natura per promuovere la salute e il benessere, simili alle linee guida già esistenti per lo svolgimento di esercizio fisico».

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Goccioline di coronavirus vive e infettive isolate nell’aria | Decreto Agosto, tornano i licenziamenti | Scuola: quarantena per tutti con un alunno positivo

Mer, 08/19/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Goccioline di coronavirus vive e infettive isolate nell’aria: la prova in un nuovo studio;

Il Giornale: I nuovi importi delle pensioni | Tagli e aumenti: ecco per chi;

Il Mattino: Decreto Agosto, da oggi tornano i licenziamenti: ecco i sei casi previsti;

Il Manifesto: Monti a capo della commissione Oms;

Il Messaggero: Linea dura del governo: se pandemia si aggrava via ai lockdown territoriali;

llsole24ore: Ecco dove è obbligatoria la mascherina all’aperto e cosa rischia chi non l’indossa – In Italia 403 nuovi casi e 5 decessi – Live / In Francia +2.238 contagi – La mappa – Come capire se la seconda ondata è vicina – Così il lockdown mirato;

Il Fatto Quotidiano: Scuola, ipotesi test per studenti con sintomi. Sileri: ‘Se infetti, chiusure temporanee istituti’. Ministero: ‘Alunni positivi prelevati? Falso’;

La Repubblica: Allarme in Spagna, oltre 2mila contagi in 24 ore. Il capo della task force Usa: “Avrei voluto lockdown come in Italia”;

Leggo: Viviana Parisi, l’operaio coinvolto nell’incidente in autostrada: «L’urto stato forte, non abbiamo visto Gioele»;

Tgcom24: In Sardegna 470 persone in quarantena nel resort di lusso|Due tentano la fuga;

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Michele Dotti: la sua (straordinaria) casa ecologica

Mar, 08/18/2020 - 17:00

Michele Dotti, educatore, attore, ambientalista, ha da poco terminato i lavori della sua nuova casa ecologica in legno. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come è nata l’idea (un giorno in aereo…), quali vantaggi sta scoprendo e quali dotazioni ecotecnologiche ha installato.

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Covid-19, Kim Jong-un risolve la fame in Corea con i cani domestici

Mar, 08/18/2020 - 13:15

“Il popolo ha fame? Date loro i cani”. Kim Jong-un non è solo il dittatore anacronistico e crudele della Corea del Nord, talmente narcisista da divenire comico. È anche stato capace, tra le orribili nefandezze che ha commesso, di gettare il suo popolo in una carestia a sua volta aggravata – secondo stime dell’ONU – dalla pandemia di coronavirus, che avrebbe gettato oggi nella malnutrizione addirittura il 40% della popolazione.

Il cane è il male

Ma il problema sembra nascondersi piuttosto, secondo il giovane Kim Jong-un, nella “decadenza” capitalista in cui sarebbero caduti i coreani, resa emblematica dall’abitudine non tradizionale in Asia di avere un animale domestico. Quale migliore occasione dunque per far di necessità virtù? Il dittatore ha ordinato di radunare tutti i cani domestici e randagi di Pyongyang e usarli per risolvere la carenza di cibo nella Nazione. Una scelta crudele che fa ora temere i proprietari di animali domestici.

Strappati alle loro famiglie

Proprietari che non dovrebbero comunque essere molti ormai, dato che, a luglio, il leader nordcoreano aveva annunciato che possedere un animale domestico è contro la legge. Secondo il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo: “Le autorità hanno identificato le famiglie con cani da compagnia e le stanno costringendo a rinunciare oppure sequestrano con la forza l’amico di casa. Alcuni vengono mandati negli zoo statali o venduti ai ristoranti dove servono carne di cane”.

Prima dei cani, tartarughe e dieta

Solo un mese fa Kim Jong-un aveva invitato i cittadini a nutrirsi della tartarughe di acqua dolce, considerata estremamente prelibata e nutriente. Come ulteriore chicca, gli esperti governativi avrebbero anche consigliato l’assunzione di un tè dimagrante speciale, da loro stesso ideato, capace di saziare chi lo beve e di conseguenza far perdere 10 kg di peso in soli 40 giorni.

La carne di cane dovrebbe vietarsi?

Nella penisola coreana, tuttavia, come pure il Cina, in Vietnam e in buona parte dell’Asia intera, la carne di cane è consumata normalmente. Solo in Corea, circa 1 milione di cani ogni anno vengono allevati nelle fattorie e destinati al consumo umano.  Questo non deve però stupirci, non avendo il cane un destino migliore di altri animali, allo stesso modo senzienti, dolci e mansueti, ma macellati e crudelmente allevati in Europa. Basti pensare che la mucca è sacra in India, ma, ecco, non ce ne facciamo un grosso problema in quanto a sfruttamento.

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Se cercate un paradiso sostenibile andate in vacanza a Lidö

Mar, 08/18/2020 - 08:00

Il set di questa missione è quello dell’isola di Lidö, nell’arcipelago svedese, dove giorno dopo giorno sono state introdotte 18 soluzioni sostenibili per renderla carbon neutral e tagliare del 78% le emissioni di CO2.

Combustibili ricavati da fonti rinnovabili, pannelli solari, biogas, infissi smart per gli edifici, sistemi di riscaldamento e rinfrescamento a impatto ridotto, in più tante idee per garantire ai turisti in visita un soggiorno confortevole e allo stesso tempo sostenibile. Non è un caso se le Zero Cabin e lo Zero Menu sono due pilastri del progetto.

Il progetto Zero Island si inserisce in un lavoro più ampio, la Journey to Zero iniziative. Come spiegano da Neste, tutto parte in realtà dall’obiettivo già fissato a livello nazionale secondo cui la Svezia sarà fossil-free entro il 2045. Considerando questa tappa già scritta nero su bianco, l’azienda si è dedicata a valutare il successo di alcune soluzioni per diminuire l’impatto ambientale di ogni cittadino nella vita concreta. Il luogo di sperimentazione è stato appunto l’isola di Lidö, dove sono stati apportati cambiamenti tanto progressivi quanto radicali lungo l’arco di un anno.

Quello di Neste non è un nome sconosciuto. Nell’indice Corporate Knights 2019 delle 100 società più sostenibili figura al terzo posto ed è la tredicesima volta che compare in questa lista. Ma la storia di quest’azienda è più lunga e controversa, trattandosi della compagnia petrolifera di stato svedese, fondata nel 1948 e negli ultimi decenni diventata anche bersaglio di Greenpeace per l’acquisto di olio di palma – necessario alla produzione di biodiesel – proveniente dalla deforestazione dei polmoni verdi di Malaysia e Indonesia. Poi il cambio di rotta, l’introduzione del MY Renewable Diesel e una serie di progetti che ne hanno cambiato i connotati (la storia aziendale si può leggere qui).

Zero Island impone di ripensare il modo di viaggiare e di vivere le esperienze turistiche e, allo stesso tempo, dimostra come sia possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Tuttavia, non c’è spazio per la noia e la scomodità per chi arriva a Lidö: le Zero Cabin vanno per la maggiore su piattaforme come AirBnb e lo Zero Menu offre la possibilità di scoprire i prodotti locali grazie ai piatti preparati dallo chef Jonas Svensson, che oltre ad essere buoni generano una carbon footprint (emissioni di gas serra) pari a un quarto rispetto a un piatto equivalente.

Con l’isola divenuta climate neutral il progetto comunque non si ferma: sarà un luogo dove educare le persone a scelte responsabili e sostenibili, dove sperimentare le Zero Vacations e, addirittura, dove sposarsi per la prima volta a impatto zero con le nozze Zero Weddings.

https://www.neste.com/releases-and-news/climate-change/nestes-zero-island-project-cuts-emissions-lido-78

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Discoteche chiuse, ricorso al Tar | Scuola: una stanza per i casi sospetti in ogni istituto | La Cina brevetta il suo vaccino

Mar, 08/18/2020 - 06:25

Corriere della Sera: La proposta dei presidi: «In ogni scuola ci sia un’aula per i casi sospetti di coronavirus»

Il Giornale: Guerra discoteche-governo | Scatta il ricorso per riaprire | Il governo ha chiuso “i locali da ballo”. Ma ora il sindacato ricorre al Tar e chiede la riapertura: “Noi, capro espiatorio”;

Il Mattino: Coronavirus a Malta, il governo chiude bar e locali: obbligo di mascherine | In Corea del Sud 300 casi dopo maxi raduno in chiesa, elezioni rinviate in Nuova Zelanda Otto escort positive preoccupano le autorità sanitarie in Spagna: «I clienti non vogliono farsi avanti»;

Il Manifesto: Sea-Watch torna in mare. Prima missione per la nuova nave;

Il Messaggero: Bielorussia, Svetlana sfida Lukashenko: «Pronta a guidare il paese» Il presidente contestato dagli operai apre a nuove elezioni;

llsole24ore: Superbonus 110%: dalle villette agli appartamenti, ogni casa ha le sue regole – Come aumentare i volumi a spese del Fisco – Come scegliere tra detrazione, sconto in fattura o cessione del credito?;

Il Fatto Quotidiano: Dal Viminale 11 milioni di euro alla Tunisia per controllo frontiere. Lamorgese: “Pressione su Sicilia e resto d’Italia aggravata dal Covid”;

La Repubblica: La Cina brevetta il suo vaccino prodotto dall’azienda CanSino;

Leggo: Violentata in spiaggia a Lignano, ecco chi sono i 3 minori fermati: uno ha precedenti penali;

Tgcom24: Taranto, case nel centro storico in vendita a un euro: “Ripopoliamo l’Isola Madre”;

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Cos’è la desertificazione e come combatterla

Lun, 08/17/2020 - 19:00

Sapevate che il problema della desertificazione colpisce anche l’Italia? Sapevate che esiste una desertificazione culturale che porta a una desertificazione fisica?

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Salva la moglie dallo squalo prendendolo a pugni selvaggiamente!

Lun, 08/17/2020 - 17:00

Chantelle Doyle, 35 anni, stava facendo surf di fronte alla spiaggia di Shelly Beach a Port Macquarie in Australia, quando uno squalo l’ha aggredita.

Suo marito, Mark Rapley, era sulla spiaggia, si è accorto di quel che stava succedendo, ha preso la tavola e ha iniziato pagaiare furiosamente con le braccia per raggiungerla. Ogni secondo poteva fare la differenza tra la vita e la morte.

Intanto lo squalo aveva azzannato la coscia della donna che urlava in preda al terrore.

Mark è arrivato a pochi metri dallo squalo, si è messo in piedi sulla tavola ed è saltato sulla schiena del predatore, avviluppandolo con le gambe e ha iniziato a colpirlo con pugni in testa. Un testimone racconta: “Si è sdraiato letteralmente sull’animale, stringendolo anche con le gambe perché non voleva lasciarlo andare. È stato davvero incredibile“.

Veramente tosto il ragazzo. È la forza dell’amore! Meraviglioso!

Comunque se ti trovi in una situazione simile sappi che gli squali hanno un punto sensibile sul muso. Se riesci a prendergli il muso e premere lungo i solchi laterali lo squalo si addormenta istantaneamente.

Riccardo Sturla Avogadri racconta: “Bisogna agire su dei solchi che gli squali della famiglia dei carcarinidi hanno nella cartilagine e che sono collegati ai loro centri nervosi. Sono delle vere e proprie valli che partono dal muso e corrono sul dorso fino alla prima pinna dorsale. Basta una leggera pressione del dito della mano su una di queste valli e accade il ‘miracolo’. Il grande predatore dei mari, il terrore delle acque, il protagonista di tantissimi film dell’orrore, si trasforma in un micio che fa le fusa. Si accascia al suolo, le sue branchie si rilassano, il suo corpo si ammorbidisce… ‘trance’ è la parola giusta“.

Auguri!

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Clima, 54,4 gradi negli Usa. È record del secolo

Lun, 08/17/2020 - 15:27

La Death Valley, l’area desertica degli Stati Uniti, ha raggiunto domenica scorsa 54,4 gradi celsius, la temperatura più alta mai registrata sulla Terra da oltre un secolo. La stazione automatizzata del Servizio meteorologico nazionale Usa di Furnace Creek, California, vicino al confine con il Nevada, ha rilevato il record alle 15.41. Secondo gli esperti questa potrebbe essere addirittura la temperatura più alta in assoluto mai registrata in modo attendibile sul nostro pianeta.

Gli altri record storici

Il Servizio meteorologico nazionale dovrà svolgere ulteriori verifiche, prima di registrare ufficialmente questa temperatura come la terza più alta della storia. Al primo posto ci sarebbero i 56,7 gradi Celsius raggiunti sempre nella Death Valley il 10 luglio 1913, mentre al secondo posto si piazzerebbero i 55 gradi Celsius verificati dall’Organizzazione mondiale della meteorologia superiore nel luglio 1931 a Kebili, in Tunisia, quando la colonnina di mercurio.

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Non solo bancari e promotori finanziari. Esistono anche gli EAM

Lun, 08/17/2020 - 15:00

Un passaggio fondamentale nel percorso verso la consapevolezza finanziaria (che è cosa ben diversa dalla educazione finanziaria) è la scelta del consulente finanziario che possa servirvi nel modo più professionale, trasparente e onesto possibile, se volete fare degli investimenti oppure chiedere un finanziamento.

Un passaggio non semplice che richiede una piccola analisi psicologica della persona che vi troverete di fronte. Si tratta, in sostanza, di osservare i modelli mentali con cui i venditori di prodotti finanziari approcciano il cliente.

Nel nostro paese conosciamo bene due figure:

  • il consulente bancario che troviamo allo sportello. Sono quelli che svolgono i propri compiti sulla base di un contratto di lavoro dipendente, quindi percepiscono uno stipendio fisso mensile eventualmente incrementato dai bonus legati alle campagne di incentivazione per la vendita di determinati prodotti che vengono decise dai top manager delle banche.
    In altri termini, questo tipo di consulente si ritrova costretto a eseguire gli ordini di scuderia per evitare ulteriori pressioni o, peggio, trasferimenti in altre filiali.
  • il consulente finanziario (ex promotore finanziario) di cui abbiamo parlato la settimana scorsa.

Esiste, pero’, un’altra figura di cui nel nostro paese si parla poco.

È, invece, molto diffusa in Svizzera e nei Paesi anglosassoni, dove è noto come «external asset manager» (gestore patrimoniale esterno).

Lavora per una Società di Gestione del Risparmio (SGR), la cui attività principale è la gestione dei portafogli.

Le SGR sono di fatto i fornitori di prodotti finanziari delle banche, le quali poi li rivendono a costo maggiorato ai loro clienti.

Non tutti sanno che queste società gestiscono sia i fondi d’investimento sia i portafogli dei clienti, direttamente e in maniera indipendente.

Per la tutela dei patrimoni dei loro clienti, i gestori esterni si avvalgono comunque delle banche, che però accettano di essere soltanto depositarie (cioè guadagnano una piccola percentuale sulle somme in custodia ma non entrano nel merito della gestione).

Praticamente, rivolgendosi al gestore che lavora per queste società il cliente accorcia la filiera e si rapporta direttamente con il «produttore», come se fosse lui stesso un soggetto professionale o istituzionale, e quindi risparmiando costi e guadagnando in personalizzazione. Essendo il primo anello della catena della distribuzione finanziaria, il gestore esterno indipendente non viene pagato dai prodotti, ma applica in chiaro le sue commissioni al cliente per creare una gestione personalizzata. I consulenti finanziari delle SGR possono dunque concentrarsi sulle esigenze del cliente, grazie all’indipendenza della società per cui operano.

Ma siccome gli squali sono sempre dietro l’angolo, vi conviene sempre fare una analisi costi-benefici del servizio proposto dal EAM, da confrontare con la stessa offerta da parte della vostra banca (anche dei promotori finanziari).

In altri termini, dovete farvi fare un preventivo dei costi dell’offerta (comprensivi delle commissioni bancarie) e poi andare dalla vostra banca e chiedere quanto vi costerebbe all’anno un servizio del genere. Questo vi permetterà di capire immediatamente di che pasta è fatto il EAM a cui vi siete rivolti.

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Covid-19. A Melbourne dove il virus sembrava sconfitto torna il lockdown

Lun, 08/17/2020 - 13:30

Melbourne, la seconda città più grande dell’Australia, sta affrontando un nuovo e inatteso scoppio dell’epidemia di Covid-19 e per arginarlo adotta misure di contenimento tra le più drastiche al mondo, forse un assaggio (si spera di no) di quanto altre città potrebbero dover sperimentare di nuovo in futuro.

Cosa e perché sta accadendo a Melbourne?

A giugno l’Australia credeva di aver sconfitto il virus. Ma c’era un difetto nei programmi di quarantena degli hotel: i viaggiatori di ritorno in Australia hanno infettato gli agenti di sicurezza di alcuni hotel a Melbourne e questi a loro volta hanno diffuso la malattia intorno a loro.

E l’epidemia ha continuato a intensificarsi anche dopo che a luglio l’uso della mascherina è stato reso obbligatorio anche all’aperto.

Molti tra quelli che hanno il virus non si isolano

I funzionari del governo sono sbalorditi dall’atteggiamento di parte della popolazione che contribuisce a far sì che il virus possa prosperare e continuare a diffondersi. Le statistiche mostrano che quasi il 90% delle persone con Covid-19 non è stato testato né isolato quando si è ammalato, ha osservato il Primo Ministro alla fine di luglio. E il 53% di loro non è in quarantena in attesa dei risultati dei test. “Ciò significa che le persone che si sentono male continuano a condurre una vita normale”, ha detto Daniel Andrews, il primo ministro dello stato di Victoria, che ha lanciato l’allarme il 21 luglio e ha reso le mascherine obbligatorie il giorno successivo, il 22 luglio.

Strategia di “shock e paura” contro il virus

Tuttavia, la contaminazione ha continuato ad aumentare, raggiungendo il picco di 753 nuovi casi il 30 luglio. Da allora, una media di 500 nuove infezioni sono state registrate ogni giorno e il bilancio delle vittime del Covid-19 nello stato di Victoria, di cui Melbourne è la capitale, ha raggiunto 11 decessi in un solo giorno. Se rimangono molto meno preoccupanti che negli Stati Uniti, queste cifre hanno motivato il passaggio ad una nuova fase di contenimento (una strategia di “shock e paura” contro il virus, affermano le autorità), e questo almeno per sei settimane. Si tratta di colpire forte e con precisione.

Deve aderire almeno il 70% della popolazione

Secondo gli artefici della strategia di lotta alla pandemia in Australia, il virus può scomparire solo se oltre il 70% della popolazione aderisce rigorosamente alle misure di allontanamento e alle raccomandazioni sanitarie.

Queste nuove restrizioni vengono messe in atto nella speranza di raggiungere quella soglia. Le attività di vendita al dettaglio hanno chiuso, le scuole stanno tornando alla formazione a distanza, i ristoranti possono solo offrire cibo da asporto e consegna a domicilio e gli asili nido sono riservati ai figli dei lavoratori essenziali.

Pazienti Covid-19: se escono di casa multe di 3.000 euro

Restrizioni comprese e condivise dalla maggioranza della popolazione ma non da tutti.

In una conferenza stampa a Melbourne, esprimendo i suoi ringraziamenti a coloro che si attengono alle nuove regole e rimproverando gli altri, il Primo Ministro Dan Andrews ha dovuto ribadire che le persone che le persone in isolamento “non sono autorizzate a praticare sport all’aperto”. Una campagna di monitoraggio porta a porta presso le case di 3.000 pazienti con Covid-19 ha identificato 800 assenti: tutti sono stati segnalati alla polizia del Victoria per indagini. I trasgressori dovranno ora pagare una multa di circa 3.000 euro.

Gli agenti rompono i finestrini delle auto

La polizia ha anche a che fare con i refrattari. In almeno quattro occasioni nell’ultima settimana, gli agenti hanno affermato di aver dovuto rompere i finestrini delle auto per estrarre i conducenti che si erano rifiutati di fornire i loro nomi e indirizzi a un posto di blocco.

“Non si può assumere un cadavere”

Comunque nella loro maggioranza, gli abitanti di Melbourne, i Melbournien, sono favorevoli alle misure delle autorità.

Il New York Times racconta di un abitante di Melbourne, Peter Barnes, 56 anni, che di solito va a piedi a fare la spesa e si dice soddisfatto dell’inasprimento delle regole, pur riconoscendo che con l’onnipresenza del potere pubblico, visibile ad ogni angolo di strada, ha sempre più l’impressione di trovarsi nel 1984 di George Orwell.

Coloro che sono interessati solo all’economia, dice,  farebbero bene a ricordare che “non si può assumere un cadavere”, afferma.

Certo, le prospettive di lavoro sono pessime quando sei morto …

Foto di Denis Jans: Melbourne, skyline

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