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L’Emilia riapre gli stadi | Inchiesta sui fondi della Lega | Schumacher, spente le speranze

Sab, 09/19/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Inchiesta sui fondi della Lega, «operazioni sospette anche per pagare lo staff di Salvini»;

Il Giornale: Il centrodestra suona la carica “Vinceremo in tutta Italia”;

Il Manifesto: Si torna in piazza per il lavoro. Cgil, Cisl e Uil: Conte ci ascolti;

Il Mattino: L’Emilia riapre gli stadi: mille spettatori domenica per la prima del Napoli a Parma;

Il Messaggero: «Al prof cade l’occhio»: polemica sulle minigonne al Socrate di Roma. Il ministero avvia verifiche;

llsole24ore: Meno Nord, più Centro-Sud: come cambia l’epidemia di Covid in Italia;

Il Fatto Quotidiano: Verso il referendum, guida al voto di Travaglio. Le 10 ragioni per votare Sì al taglio degli eletti. Il direttore del Fatto smonta le obiezioni del No;

La Repubblica: Willy, le foto su Facebook inchiodano i Bianchi: la Gdf chiede il sequestro dei beni;

Leggo: Michael Schumacher, il neurologo Riederer spegne le speranze sulle sue condizioni;

Tgcom24: Cesare Battisti, lettera dal carcere: “In pericolo per terrorismo islamico”;

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L’orto vuole l’uomo… vivo!

Ven, 09/18/2020 - 17:00

A Firenze, grazie agli orti biottivi della Cooperativa Semele è possibile coltivare frutta e verdure ricche di sostanze nutritive anche per chi non ha spazio a disposizione vicino a casa. Ogni famiglia riceve una cassetta di ortaggi alla settimana, con una media di 6 kg di prodotti ogni 7 giorni. Il tutto di stagione e a km zero.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

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Decisione storica in Lombardia: lo smart-working rientra nelle misure anti-smog

Ven, 09/18/2020 - 13:35

Che lo smart-working facesse risparmiare denaro, tempo e salute è ormai risaputo e il lockdown imposto dalla pandemia da coronavirus ci ha fatto comprendere i benefici del lavoro agile, sia in termini di produttività che di funzionalità.

Allora perché non promuovere lo smart-working anche per contrastare la piaga dello smog in una città come Milano e, più in generale, in un’area come la Pianura Padana, una delle zone più inquinate d’Europa?

A fare questa proposta storica è stato Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente della regione Lombardia: inserire il lavoro agile tra le misure del Piano Aria, quelle che vengono adottate da ottobre a marzo quando la concentrazione di Pm10 resta sopra la soglia di guardia per 5 giorni di fila.

Lo smart-working, quindi, potrebbe diventare un obbligo da rispettare al pari del blocco dei veicoli nei giorni di maggiore inquinamento dell’aria. “L’idea è prevedere percentuali crescenti di smart-working al crescere dell’emergenza smog.”, ha dichiarato l’assessore a Il Giorno.

E le auto?

Nonostante l’auto sia una delle principali fonti di inquinamento in una città come Milano,il blocco del traffico per i veicoli Diesel Euro 4 è stato posticipato a gennaio 2021, decisione presa a causa delle conseguenze dell’emergenza sanitaria e degli assembramenti che potrebbero verificarsi sui mezzi pubblici, il tutto accompagnato alla paura delle persone a frequentare luoghi affollati.

“L’auto è una delle cause dello smog, non l’unica. In lockdown il traffico è calato del 90% e le polveri del 20% : mi spiego? Lo smart-working non potrà fare miracoli ma darà un contributo non trascurabile”, ha spiegato Cattaneo.

La pandemia, quindi, è servita a farci aprire gli occhi su una modalità di lavoro che fa bene alle persone all’ambiente. Non disperdiamo questa lezione.

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Pomodorini sotto vetro al naturale

Ven, 09/18/2020 - 12:00

La conserva di pomodoro fatta in casa più facile che c’è, da gustare durante tutto l’anno!

Dal canae YouTube Speziata ecco un video tutorial per una conserva realizzata 100% con i pomodorini al naturale, per riempire la dispensa con i profumi e i colori dell’estate.

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“Il dinosauro Arzillo”: i cambiamenti climatici raccontati ai bambini

Ven, 09/18/2020 - 11:00

Può una favola farsi portavoce dei pericolosi cambiamenti climatici che incombono da sempre nel nostro pianeta e costringerci a trasformare le nostre scellerate abitudini in comportamenti meno distratti e più corretti? Può riproporre il valore eterno dell’amicizia, abbattere i muri dell’intolleranza verso qualunque tipo di diversità aiutandoci a superare obsoleti pregiudizi?

Una favola per tutti

Forse una favola può almeno raccontare tutto questo ai più piccoli e perché no anche ai più grandi. Il dinosauro Arzillo sulle orme del passato, recentemente vincitore del Premio nazionale Fortuna, Letteratura per l’infanzia, Città di Bari 2020, della scrittrice barese Amalia Mancini, alla sua prima opera per l’infanzia e illustrato da Federica Gambacorta, è edito da Gelsorosso.

Fuggire dai cambiamenti climatici

L’autrice racconta la vita di un giovane dinosauro, Arzillo, ai tempi del mesozoico e di un suo avventuroso viaggio verso oriente per ritrovare i genitori partiti alla ricerca di luoghi meno brulli e più ricchi di vegetazione. È un lungo cammino che compirà in compagnia della fedele lucertola Lizarella, amica e sorella di fatto, in un momento di grandi trasformazioni climatiche e geologiche. Terremoti e tempeste mortificano la sua terra natìa trasformando i luoghi familiari in inospitali aree desertiche. Il viaggio è una necessità per la sopravvivenza, ma diventerà anche un momento di conoscenza e crescita.

Pericoli di ogni genere incombono a ogni angolo, scoprirà realtà a lui ignote e luoghi spaventosi che alimenteranno paure fino allora sconosciute, perché la paura è spesso figlia dell’ignoranza, in tutte le ere geologiche.

Amalia Mancini e la copertina del libro

Arzillo incarna le inquietudini e le insicurezze di un qualunque bambino alla scoperta della vita, del mondo. Non sarà mai solo, si avvarrà dell’aiuto e dei consigli di Lizarella, sveglia e pronta ad incoraggiarlo e a consigliarlo, ma quando avvertirà forte il peso delle sue responsabilità in questo lungo e periglioso viaggio, di notte si rivolgerà alla Luna, sua segreta consigliera che saprà fargli ritrovare le sicurezze svanite. Dovrà difendersi e affrontare i pericolosi abitanti incontrati per strada, imparerà a distinguere il bene dal male e a elaborare strategie originali di difesa, a volte scambierà un amico per nemico oppure si scontrerà con esseri spaventosi come il Ragno Papagno.

Come nasce Arzillo

“Arzillo – ci racconta l’autrice – è anche il frutto di una ricerca personale sul mesozoico, necessaria per capire quali fossero gli esseri viventi  e la vegetazione esistenti. I luoghi sono quelli sollecitati dalle oltre trentamila orme di dinosauri scoperte da diversi anni a cava Pontrelli, vicino Altamura, in provincia di Bari. Il viaggio verso oriente, verso il Mare della Luce, è l’antico nome del Mare Adriatico, che non sappiamo con precisione come si estendesse a quei tempi”.

“Il nome e la storia – ci confessa – sono nati da una richiesta precisa del mio nipotino più piccolo di ascoltare una storia su un dinosauro di nome Arzillo”. Le abbiamo chiesto se sta pensando a un seguito della storia e ci ha confermato che è già al lavoro.

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I parlamentari europei a confronto

Ven, 09/18/2020 - 09:51

Prima di iniziare il nostro confronto ricordiamo un punto fermo: confrontare i Parlamenti europei è estremamente difficile, se non impossibile. Le camere “basse”, da noi la Camera dei deputati, hanno funzioni quasi uguali nei vari Stati, e sono tutte elette direttamente dai cittadini. Ma le camere “alte”, da noi il Senato, manca nella maggior parte dei Paesi dell’Unione europea: 15 su 27 non ce l’hanno. Nei restanti 12 Paesi, le funzioni delle Camere Alte sono diverse dal Senato e lo è anche il metodo di elezione.

I numeri secondo il Senato

Detto questo, proviamo a considerare il numero totale dei parlamentari di ciascun Paese utilizzando i dati di un dossier redatto dal Senato. I primi 5 in ordine di abbondanza sono: il Regno Unito con 1.426 parlamentari; l’Italia (945); la Francia (925); la Germania (778), la Spagna (616).

Vero è che con un Sì al referendum confermativo, per cui si vota domenica e lunedì prossimo, il numero dei parlamentari italiani diminuirebbe molto: da 945 a 600 (da 630 a 400 deputati, da 315 a 200 senatori). Ma l’Italia rimarrebbe comunque nella top5, piazzandosi quinta anziché seconda.

Un confronto tra le Camere basse

Confrontando invece solo le Camere “basse”, cioè da noi la Camera dei Deputati, che sono tutte elette a suffragio universale diretto, al contrario dei Senati, la classifica si capovolge. L’Italia è negli ultimi sei posti, ma molto vicina e spesso prima delle altre grandi democrazie europee, diciamo quelle più sviluppate ed efficienti da un punto di vista economico e amministrativo, ma anche sociale. Ecco gli ultimi sei posti:

Regno unito: 1 deputato (650) per 100mila abitanti (66.238.007)

Italia: 1 deputato (630) per 100mila abitanti (60.483.973)

Paesi Bassi: 0,9 deputati (150) per 100mila abitanti (17.118.084)

Francia: 0,9 deputati (577) per 100mila abitanti (67.221.943)

Germania: 0,9 deputati (709) per 100mila abitanti (82.850.000)

Spagna: 0,8 deputati (totale 350) per 100mila abitanti (46.659.302)

I primi sei posti sono invece occupati da Paesi che non ricordiamo brillanti in efficienza:

Malta: 14 deputati (68) per 100mila abitanti (475.701)

Lussemburgo: 10 deputati (60) per 100mila abitanti (602.005)

Cipro: 9,3 deputati (80) per 100mila abitanti (864.236)

Estonia: 7,7 deputati (101) per 100mila abitanti (1.319.133)

Lettonia: 5,2 deputati (100) per 100mila abitanti (1.934.379)

Lituania: 5 deputati (141) per 100mila abitanti (2.808.901)

I numeri secondo il governo:

Dal sito del governo, aggiungiamo poi questo confronto internazionale sul numero dei parlamentari. Si premette che la Costituzione italiana prevede un totale di 945 parlamentari (630 deputati e 315 senatori). A questi vanno aggiunti i senatori a vita (al massimo 5) e i senatori di diritto a vita, cioè i Presidenti emeriti della Repubblica. In Europa l’Italia è il Paese con il numero più alto di parlamentari direttamente eletti dal popolo, pari a 945 (Tabella 1). L’Italia è seguita dalla Germania con circa 700 parlamentari, dalla Gran Bretagna con circa 650 e poi dalla Francia con poco meno di 600. La classifica dei Paesi con il maggior numero di parlamentari non cambia di molto neppure se si tiene conto anche delle Camere non elettive. In questo caso (Tabella 2), il numero dei parlamentari italiani sarebbe comunque ai vertici, secondo soltanto alla Gran Bretagna, che sconta per ragioni storiche peculiari la numerosità della Camera dei Lord. Con riferimento alla Francia, in particolare, è interessante notare come il Presidente Macron abbia recentemente proposto di ridurre di un terzo il numero di parlamentari.

Ma i privilegi?

Il fronte del no al referendum suggerisce di preoccuparci piuttosto dei privilegi dei nostri parlamentari. Potremmo anche fare entrambe le cose. Dall’indagine di Milena Gabanelli e Simona Ravizza sul Corriere di oggi, i parlamentari italiani sono pagati meglio, hanno rimborsi più alti (che non devono documentare) e una spesa illimitata per quanto riguarda in viaggi (che non devono documentare).

Stipendi

Lo stipendio di un deputato è 5,5 volte superiore rispetto a quello medio di un italiano (2.534 euro di lordo mensile). In Germania il rapporto è 3,9, nel Regno Unito di 2,5, in Francia 2,5, in Spagna 1,7.

Vantaggi privi di senso

Caratteristica tutta italiana quella che vede i presidenti della Camera, a fine mandato, beneficiare di ufficio e segreteria per altri 5 anni, che diventano 10 per gli ex presidenti del Senato, più un autista a disposizione. Tagliando il numero dei parlamentari, con la modifica della Costituzione, verranno ovviamente ridotti i costi, e sacrificata un po’ di rappresentanza democratica (giocoforza verranno ampliati i collegi elettorali assegnando a ogni eletto un territorio di riferimento più ampio). Forse un Parlamento più snello diventerà anche più efficiente. Dopodiché i privilegi e le spese ingiustificate rispetto al resto d’Europa, restano intatti. E per eliminarli non serve modificare la Costituzione.

Scoperto il segreto della “Pianta dei Suicidi”

Le orche attaccano le imbarcazioni come non avevano mai fatto

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Scoperto il segreto della “Pianta dei Suicidi”

Ven, 09/18/2020 - 09:00

Uno studio appena pubblicato sulla rivista Science Advances svela i segreti della pianta più dolorosa al mondo, l’ortica gigante dell’Australia, detta anche pianta dei suicidi. Contiene altissimi livelli di una tossina che, una volta raggiunta la pelle delle sue vittime, arriva al sangue, si attacca alle cellule che rilevano il dolore e le blocca nella modalità male eterno che, secondo le varie legende che circondano questa pianta, avrebbe spinto al suicidio uomini e animali.

I cavalli suicidi

Insomma, non lasciatevi imbrogliare dal nome. Nulla a che fare con la nostra tenera ortica. La Dendrocnide moroides, diffusa anche in Indonesia, si porta dietro racconti agghiaccianti. Le sue foglie pungono come spilli, ma alla vista imbrogliano: ha dunque spinto gli uomini che incautamente l’hanno toccata o raccolta alla follia, e si narra che persino i cavalli si siano spinti a gettarsi dalle scogliere pur di non provare un dolore tanto violento e soprattutto continuo.

Escursionisti col respiratore

Un solo pelucchio di questa pianta potrebbe farci sanguinare le narici, e anche solo starle accanto potrebbe essere dunque pericoloso, anche considerando che possono raggiungere i 30 metri di altezza. In Australia infatti non è raro trovare cartelli che avvertono gli escursionisti della loro presenza nei paraggi. e chi le conosce entra nel loro territorio solo munito di respiratori, guanti e antistaminici.

L’importanza della scoperta

Facile quindi comprendere la difficoltà e dunque il valore dell’identificazione delle sostanze coinvolte in questa pazzesca reazione. Il team Edward Gilding, biologo presso l’Università del Queensland ci è riuscito dopo innumerevoli punture e dolori acuti: “È come avere un chiodo conficcato nella carne per settimane”, ha detto al New York Times , e grattarsi o fare la doccia è praticamente impossibile.Perché eternoAlla fine i coraggiosi ricercatori ce l’hanno fatta, scoprendo che le tossine di queste piante prendono di mira una molecola presente nelle cellule nervose centrali nella percezione del dolore dei mammiferi. Hanno chiamato questi composti chimici “gimpietidi”, perché sono molto simili alle tossine rilasciate da ragni velenosi per immobilizzare le loro prede. In più, queste sostanze interferiscono nella conduzione del segnale del dolore, e sono in grado di impedire alle cellule coinvolte di disattivare il segnale, che dunque diventa eterno, o quasi.

Ortica: come usarla in cucina e nell’orto

La “bufala” mondiale delle piante da interni che purificano l’aria

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Schiena curva in avanti, occhi rossi, sovrappeso: è l’impiegato del futuro

Ven, 09/18/2020 - 08:00

Sovrappeso, con la schiena curva in avanti, le gambe gonfie e gli occhi rossi. È questo l’identikit dell’impiegato del futuro, a causa del numero eccessivo di ore trascorse davanti al computer. A disegnarlo William Higham, autore di diversi libri sul futuro del lavoro, che per individuare le principali criticità che riguardano la salute con le quali i colletti bianchi potrebbero avere a che fare negli anni a venire ha condotto interviste online su oltre tremila impiegati tra Regno Unito, Germania e Francia.   

Occhi secchi, mal di testa e di dolore alla schiena

Dalle interviste è emerso, come riporta un articolo di ansa.it, che tra gli impiegati britannici attualmente la metà dei lavoratori soffre di un disturbo come occhio secco, mal di schiena o mal di testa frequenti. Ed eccesso di peso e gonfiore alle gambe sono fra i sintomi più citati. La ricerca è stata commissionata dall’azienda britannica Fellowes, che in base ai risultati delle interviste ha  realizzato Emma, un manichino sovrappeso, chino in avanti e con gli occhi rossi, proprio per ricordare agli impiegati d’ufficio i potenziali rischi per la salute cui possono andare incontro.

Leggi anche: Stop ai dolori alla schiena con gli esercizi posturali

Pericolo maggiore è la sedentarietà

L’autore dello studio ha spiegato che il pericolo maggiore per la salute è la sedentarietà, perché gli impiegati passano ore alla scrivania senza fare movimento e di conseguenza i loro corpi iniziano ad atrofizzarsi, accelerando il decorso di disturbi muscolo-scheletrici e aumentando il rischio di trombosi, problemi cardiovascolari e persino tumori.

Leggi anche: In Svezia un’ora obbligatoria di sport per i dipendenti

Prevenire è meglio che curare

Per tamponare il problema alcuni atteggiamenti virtuosi potrebbero essere messi in atto sin da subito: ad esempio, fare pause regolari durante il lavoro per sgranchire le ossa e riattivare i muscoli, magari facendo una passeggiata anche dentro l’ufficio, oltre che fare più movimento (salire le scale, non parcheggiare nelle immediate vicinanze dell’ufficio per poter percorrere un tratto a piedi, ecc).

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Ciclone mediterraneo in Calabria | Antimafia: 13 gli impresentabili alle Regionali | Willy, revocato il Reddito ai Bianchi

Ven, 09/18/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Regno Unito, 10 milioni di persone di nuovo in lockdown. E ora si teme per Londra. In Francia 10.600 casi, in Spagna 162 morti ;

Il Giornale: Il Fisco è sulla porta di casa. Tutti i controlli sui proprietari;

Il Manifesto: Più rimpatri che solidarietà L’Europa prepara la stretta;

Il Mattino: Ciclone mediterraneo in Calabria, è allerta meteo: «Restate in casa»;

Il Messaggero: Willy, revocato il Reddito ai Bianchi. Droga e pestaggi: i due fratelli indagati da anni, ma mai arrestati;

llsole24ore: In arrivo Io, l’app unica per accedere ai servizi pubblici – Come funziona (per ora): la nostra prova – Inps, dal 1° ottobre Pin lascia il passo a Spid – Riordino fiscale, mission impossible;

Il Fatto Quotidiano: Conte: “Polemiche sulla scuola inconcepibili”. Piemonte, Tar: ok a misurazione temperatura studenti;

La Repubblica: Commissione antimafia, sono 13 gli impresentabili alle Regionali. Problemi in Campania e Puglia;

Leggo: Uomo si toglie la vita lanciandosi da un ponte tibetano, poco dopo i carabinieri trovano la compagna uccisa in casa ;

Tgcom24: Prima settimana di scuola, decine di stop alle lezioni per Covid in tutta Italia | Le regole per i casi sospetti;

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Le orche attaccano le imbarcazioni come non avevano mai fatto

Gio, 09/17/2020 - 17:54

Lungo le coste spagnole e portoghesi una serie di incidenti sta lasciando perplessi gli scienziati di fronte a un comportamento mai registrato prima. Le orche, anche a gruppi, starebbero speronando le barche che incrociano il loro passaggio.

Barche speronate e danneggiate

Numerose chiamate di soccorso, negli ultimi due mesi, come riporta The Observer, hanno costretto la guardia costiera a intervenire per scacciare gli animali ed evitare il rovesciamento delle barche interessate. Membri dell’equipaggio hanno riportato contusioni anche serie e almeno una barca è stata rimorchiata a causa dei gravi danni subiti.

“I loro versi erano spaventosi”

Un membro dell’equipaggio di una grande nave cargo ha raccontato di essere stato circondato da 9 orche al largo di Capo Trafalgar, in acque spagnole. Le balene hanno speronato continuamente la barca, per un’ora, facendola girare di 180 gradi e mandando in tilt il motore. L’uomo ha detto a The Observer che l’incidente del 28 luglio sembrava un attacco “totalmente orchestrato”. “Il rumore dei loro versi era davvero spaventoso. Stavano speronando la chiglia, c’era questa orribile eco, pensavo che potessero capovolgere la barca. Facevano un rumore assordante per comunicare tra loro. Era così forte che dovevamo gridare per farci sentire”.

La sua barca è stata rimorchiata all’arrivo dei soccorsi, e successivamente hanno trovato il timone danneggiato, con segni di denti lungo la parte inferiore dello scafo. “Può trattarsi di un conflitto tra uomo e fauna, il mare non è certo un’area priva di conflitti e i nostri interventi di pesca sconsiderata potrebbero averli provocati”, il commento di Ettore Casanova, tecnico faunistico ambientale. “E’ assolutamente plausibile che le orche sviluppino queste reazioni anomali a fronte di uno stress ambientale”.

È innaturale, anche secondo gli esperti sentiti da The Observer, che le orche diventino aggressive. “Lo speronamento potrebbe indicare stress, poiché le orche di Gibilterra sono in pericolo e spesso competono con i pescherecci per il cibo nelle acque rumorose e inquinate dello stretto”. Lo Stretto di Gibilterra è “il posto peggiore in cui vivere per le orche”, ha commentato ancora Ezequiel Andréu Cazalla, un ricercatore di cetacei. Secondo le stime, sono solo una trentina gli esemplari di orca rimasti in circolazione in queste acque.

Le balene del Nord Atlantico sono ufficialmente a un passo dall’estinzione

Il pesce in via d’estinzione che puoi trovare nel piatto

Merluzzo gonfiato in Cina e rimpicciolito nell’Adriatico

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Come ridurre lo spreco di cibo: i consigli di Andrea Segrè

Gio, 09/17/2020 - 17:00

Torniamo a chiacchierare con Andrea Segrè, professore universitario di Economia Circolare e fondatore del Last Minute Market. Questa volta parliamo dello spreco di cibo in casa, dal campo alla tavola, in Italia, perdiamo (sprechiamo) circa l’1% del Prodotto Interno Lordo. Una follia!

Ecco i pratici consigli su come ridurre lo spreco di cibo in casa.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

Tutti i video con Andrea Segrè http://www.peopleforplanet.it/tag/andrea-segre/

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Gatti, in tribunale chi li lascia liberi di uccidere

Gio, 09/17/2020 - 11:14

Si rafforza nel mondo la preoccupazione per i gatti, domestici o selvatici, liberi di circolare in città e campagne. Se Australia e Nuova Zelanda cercano di preservare già da tempo la biodiversità braccando i mici selvatici, sui quali c’è da anni una taglia, nei Paesi Bassi gli ecologisti minacciano di portare in tribunale i proprietari di gatti domestici che abbiano catturato uccelli selvatici o altri animali minacciati in natura.

Il costo in sostenibilità degli animali domestici, gatti e cani, è noto da tempo e riguarda anche altri aspetti. Ma quella dei gatti sta diventando una battaglia internazionale per la salvaguardia degli ecosistemi.

32 uccelli uccisi ogni minuto

Secondo le stime dell’ecologista e docente di diritto Chris Smit, come riporta DutchNews, in media 32 uccelli vengono uccisi ogni minuto da gatti domestici. “I tribunali dovrebbero dire la loro”, dice Smit.

Un articolo sul Journal of Environmental Law lo scorso anno ha mostrato che il gatto domestico rappresenta ormai una seria minaccia per circa 370 specie, solo nei Paesi Bassi. Secondo le direttive europee, i paesi hanno l’obbligo legale di proteggere la fauna selvatica e quindi consentire ai gatti di vagare e uccidere è illegale, spiegano i conservazionisti, preoccupati per le specie a rischio. Che non sono solo tra gli uccelli: si stima che circa 140 milioni di animali, dagli uccelli ai pipistrelli, ai rettili e ai pesci, vengano uccisi ogni anno dai gatti nei Paesi Bassi e la metà delle uccisioni siano ad opera dei felini domestici.

Lo studio australiano mette gli indigeni a caccia di gatti


Tornando all’Australia, ogni settimana, ai margini del deserto di Gibson, gruppi di nativi Pintupi – per lo più donne – seguono a piedi le tracce di spinifex: il gatto selvatico. La caccia al gatto indigeno è una tradizione qui, e avviene principalmente per reperire cibo. Recentemente però una ricerca – pubblicata sulla rivista Wildlife Research del CSIRO giorni fa – ha dimostrato il suo valore anche per proteggere le specie minacciate nell’area. E adesso i ricercatori stanno pensando di sfruttare gli esperti indigeni per condurre un controllo mirato dei gatti.

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Come preparare un’ottima Camomilla

Gio, 09/17/2020 - 10:00

La prima frescura serale inizia a farsi sentire, e allora perchè non andare a dormire più rilassati e caldi con una buona camomilla? Cosa serve:

  • 2-3 cucchiaini di fiori di Camomilla essiccati per ogni tazza;
  • Acqua calda;
  • Dolcificare a piacere.

Bevila. Chiudi gli occhi e… inizia a sognare!

Fonte: Chiudi gli occhi e inizia a sognare

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L’allarme dei Pediatri: ridurre la tossicità di cibo e aria

Gio, 09/17/2020 - 08:00

Ci sono più di 142 milioni di sostanze chimiche di sintesi, di cui più di 40mila commercializzate. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, circa il 62% sono pericolose per la salute umana e, trattandosi quasi sempre di sostanze non biodegradabili o a lentissima biodegradazione, si disperdono nell’ambiente concentrandosi in aria, acqua e terreno, da dove, naturalmente, tornano a noi tramite la catena alimentare. “Ma badiamo bene: il 62% sono sostanzialmente le molecole studiate, le restanti non sono menzionate perché non sono state studiate. Le nuove molecole immesse dall’industria nella nostra vita quotidiana sono tantissime, sempre nuove, e non vengono controllate se non per la tossicità acuta. La maggior parte delle volte non ci sono studi sugli effetti nel lungo periodo”, ci dice Giacomo Toffol, pediatra di Acp (Associazione Culturale Pediatri) esperto di Inquinamento e salute del bambino, parte del team che per l’Acp ha stilato un vademecum – Sostanze chimiche e rischi per la salute: contaminazione di acqua, suolo e cibo – per ridurre il rischio di esposizione da sostanze tossiche in relazione ai dati diffusi dall’Onu. Per questo motivo, quando si parla di plastiche, additivi per il bucato, smalti, tinture, ecc. il principio precauzionale è che tutto ciò che è indispensabile ok, altrimenti meglio evitare: specialmente in gravidanza o nella prima infanzia. Ecco allora che preferire un giocattolo di legno a uno in plastica, oppure un tappeto, una coperta o un indumento in cotone o lana piuttosto che in derivati della plastica, ha un’importanza crescente, in un mondo sempre più inquinato, sempre più tossico. “Meglio spiegare a un bambino che lo smalto è roba da adulti, dato che i bimbi si mettono spesso le mani in bocca, e sempre meglio mangiare e bere in recipienti sicuri come la ceramica e il vetro, piuttosto che lasciare – proprio ai piccoli – piatti e bicchieri in plastica, semplicemente perché infrangibili”, aggiunge Toffol.

Il programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite ha infatti pubblicato di recente il suo secondo rapporto globale sulla chimica, confermando ancora una volta come “il numero elevatissimo di molecole artificiali prodotte a partire soprattutto dagli anni ‘40 del secolo scorso, se da una parte ha contribuito a migliorare la salute dell’uomo, la sicurezza alimentare, la produttività e la qualità della vita in tutto il mondo, dall’altra ha determinato importanti effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente”. Secondo gli ultimi dati della World Health Organization, 1,6 milioni di morti premature e 45 milioni di malati ogni anno nel mondo è il prezzo che paghiamo. La categoria più a rischio è naturalmente quella dei bambini e per questo, partendo dai soggetti più sensibili, l’Acp ha elaborato le soluzioni possibili per arginare il problema. Soluzioni che poi, certamente, si applicano anche agli adulti.

Nel 2018 l’OMS ha stimato il carico di malattie causato dall’esposizione a sostanze chimiche nell’ambiente in 1,6 milioni di vite e 45 milioni di DALY (disability-adjusted life years). I bambini sono più a rischio per varie ragioni, tra le quali: il maggior assorbimento gastrointestinale e la ridotta capacità di metabolizzare le sostanze tossiche, in grado tra l’altro di attraversare la placenta e di essere trasmesse anche attraverso il latte materno.

Le problematiche maggiori sono determinate dagli interferenti endocrini, estremamente dannosi per l’uomo ma anche per la sua futura progenie, essendo in grado di provocare effetti transgenerazionali ereditabili. Gli interferenti endocrini sono ad esempio diossine e pesticidi, bisfenolo A o BPA (presente in molte plastiche, si può trovare tranquillamente nei giocattoli in plastica, ma fino a qualche anno fa anche nei biberon), gli ftalati (presenti nei profumi e nei pesticidi,  sono spesso utilizzati anche nella preparazione di smalti per unghie, vernici – e quindi mobili o pareti – e adesivi, compresi i cerotti) e acido perfluorottanico o PFOA, che fino a pochi anni fa veniva usato come rivestimento impermeabilizzante per tessuti, pellame, carta e nella cera per pavimenti, nell’incisione del vetro e per l’impermeabilizzazione dell’abbigliamento sportivo (nomex, gore-tex). Ciascuno di questi inquinanti, presente appunto in numerosi oggetti di uso comune, può provocare, se sommiamo le numerosi fonti in cui si trova, tumori ormono-sensibili, come quelli di seno, ovaie o utero. Sono anche associati a problemi alla salute riproduttiva femminile (ovaio policistico, fibromi ed endometriosi) e a quella maschile (criptorchidismo e ipospadia). Sono correlati a disordini della tiroide e a disturbi nello sviluppo neurologico. Infine, c’è una correlazione tra interferenti endocrini e obesità e diabete.

Per quanto riguarda lo sviluppo neurologico del bimbo, la presenza di sostanze tossiche in vestiti, mobili e giocattoli in plastica è legata a danni neuropsichici e comportamentali. La somma di queste fonti inquinanti, ancora una volta, può comportare un ritardo mentale con diminuzione del QI, ritardi motori, disturbi specifici dell’apprendimento, dell’attenzione, del linguaggio, dislessia, iperattività, ADHD, autismo. Gli studi a riguardo affermano che in Usa il problema coinvolge un bambino su sei, dati considerati sovrapponibili alla realtà europea

Per ridurre l’assunzione di possibili contaminanti con la dieta si potranno suggerire le seguenti indicazioni, particolarmente per le donne in età fertile, in gravidanza o che allattano, e per i bambini piccoli:

  • limitare il consumo delle carni e soprattutto di quelle trattate (salumi, insaccati) o affumicate;
  • preferire i pesci piccoli e meno grassi rispetto a quelli grandi e molto grassi, per limitare la concentrazione di mercurio e altre sostanze chimiche tossiche (mentre è buona norma, per tutti gli animali, evitare la pelle e le aree grasse, dove si accumulano i contaminanti PCBs – DDT; mentre il metilmercurio si accumula nei muscoli)
  • lavare accuratamente frutta e verdura e possibilmente preferire prodotti da agricoltura biologica di stagione, preferibilmente locali
  • ridurre il consumo di patatine fritte, notoriamente un concentrato di sostanze chimiche dannose derivate dal tipo di cottura, ma anche in generale tutti gli alimenti fritti, industriali e confezionati
  • usare le padelle antiaderenti solo se in buone condizioni: se danneggiate potrebbero contaminare maggiormente con il teflon i cibi durante la cottura. Non utilizzarle come bistecchiere o per friggere: quando si arriva a temperature molto alte (superiori a 250-260°C) il teflon può legarsi agli alimenti
  • evitare l’uso dei pesticidi se non strettamente necessario come unica possibilità di intervento, e non usarli mai durante la gravidanza;
  • se sono necessari, conservare i pesticidi nei contenitori originari, con guarnizioni a prova di bambino, in armadietto chiuso a chiave; seguire le istruzioni indicate rispettando i tempi e le modalità di rientro nell’ambiente;
  • non utilizzare insetticidi nelle pediculosi

E rispetto all’utilità di scegliere materiali – tessuti, giochi, stoviglie – il più possibili “puliti”, “naturali”, atossici?

“Il 100% dei bambini italiani sottoposti a controllo, e di età compresa tra i 4 e i 14 anni, avevano ftalati (DEHP) nelle urine e ben il 76% aveva il Bisfenolo A (BpA)”. “Quando invece la quantità accettabile sarebbe zero: secondo le raccomandazioni, queste sostanze non dovrebbero trovarsi in nessuna concentrazione nelle urine di un essere umano”, precisa Toffol. I dati sono emersi dall’ampio studio Life Persuaded, coordinato da Cinzia La Rocca dell’Istituto superiore di Sanità, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Pediatri, ancora in corso. “La presenza di ftalati nelle donne madri è risultato pari al 99,3% mentre il BpA è stato riscontrato nel 77,3% del campione. I livelli più alti della somma dei metaboliti di ftalati si sono osservati in bambini che giocano più di 4 ore al giorno con giocattoli di plastica, inclusi quelli elettronici, o che usano piatti e bicchieri di plastica”, spesso preferiti per commensali inesperti quali sono i bambini, per via dell’infrangibilità: tuttavia l’uso di strumenti in ceramica o vetro è invece raccomandabile per i bambini non solo per motivi di salute, ma anche per l’utilità pedagogica che ne deriva (vedi Metodo Montessori). Molto a rischio poi l’utilizzo di contenitori in plastica nel microonde, o i cibi pronti confezionati o semplicemente avvolti nella plastica”, mentre dagli Usa si raccomanda da tempo anche di non lavare mai oggetti in plastica nella lavastoviglie, perché sono ancora parzialmente sconosciute le reazioni di molti tipi di plastica al calore.

Fonte immagine di copertina: https://www.unenvironment.org/global-environment-outlook

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Recovery Plan, meno tasse sui ceti medi | Piemonte: no a pillola in consultorio | Francia, stop ai certificati di verginità

Gio, 09/17/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Recovery Plan, meno tasse sui ceti medi. Interventi anche su treni, scuola e 5G Il pdf. Pil Usa giù solo del 3,7%, ripresa più veloce;

Il Giornale: Polemica in Piemonte “Pillola in consultorio? Qui non la daremo…”;

Il Manifesto: Lasciato solo con i più poveri. Ucciso in strada don Roberto Malgesini;

Il Mattino: Willy, gli arrestati prendevano il Reddito: ricchi sui social ma poveri per lo Stato ;

Il Messaggero: Libia, Al Sarraj annuncia le dimissioni: «Lascio entro ottobre»;

llsole24ore: Rischio climatico: quanto costerà agli italiani e dove investire per evitarlo;

Il Fatto Quotidiano: “Prime dosi di vaccino anti-Covid in Italia”. Con l’ok ai test, 2-3 milioni già a novembre. Dati – 1.452 nuovi casi con 100mila tamponi;

La Repubblica: L’accusa dell’Onu: Maduro responsabile di crimini contro l’umanità;

Leggo: «Ti spezzo le ossa e ti taglio con la forbice»: frasi choc all’asilo, maestra incastrata dalle telecamere FOTO ;

Tgcom24: Francia, stop ai certificati di verginità, i ginecologi: “Un errore” | La denuncia ;

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Cosa diavolo è Skoby Skin?

Mer, 09/16/2020 - 17:00

Seconda puntata del nostro viaggio all’interno di Biologic, il primo FabLab del Sud Italia. Questa volta scopriamo “Scoby Skin”, un tessuto di cellulosa estratta dal tè Kombucha, fatto fermentare da batteri e lieviti. Quello che si ottiene è un tessuto 100% naturale. Un’altra bella invenzione italiana!

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L’ultima castroneria di Trump: il climate change non esiste

Mer, 09/16/2020 - 14:16

Le immagini della California e dell’Oregon ricoperti da una coltre arancione a causa degli incendi scoppiati nelle scorse settimane hanno fatto il giro del web.

Immagini surreali, paesaggi rasi al suolo, liquefatti come gli orologgi di Dalì.

L’aumento vertiginoso delle temperature, che hanno sfiorato addirittura i 49,4 gradi centigradi, e la presenza di venti caldi, secchi e anomali sono le cause principali.

Eppure per Donald Trump il climate change non esiste. L’ultimo negazionista non si limita soltanto a sminuire la portata della pandemia da coronavirus in corso ma continua a mettere in discussione le preoccupazioni degli scienziati sui cambiamenti climatici.

Come si può negare che siamo in piena emergenza climatica?

L’ultima, assurda, dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti è avvenuta durante una riunione a Sacramento, capitale dello Stato della California, per fare il punto sugli incendi che stanno devastando il territorio.

Trump, esortato dal funzionario Wade Crowfoot, segretario dell’Agenzia per le risorse naturali della California, a riconoscere il climate change e le conseguenze di tale cambiamento sulle foreste, sostiene, con fastidioso sarcasmo, che il clima “inizierà a diventare più fresco, basta aspettare“. Crowfoot risponde: “Vorrei che la scienza fosse d’accordo con lei“. E Trump replica: “Non credo che la scienza lo sappia davvero“.

Dopo essere arrivato in California, Trump ha ribadito la sua tesi secondo cui gli incendi si verificano a causa della scarsa manutenzione delle aree forestali, rendendole più inclini agli incendi:

Per quanto riguarda le foreste, quando gli alberi cadono dopo un breve periodo di tempo, circa 18 mesi, diventano molto secchi. Diventano davvero come un fiammifero. Semplicemente esplodono.

Dovrebbe dirlo anche ai parenti delle 27 persone morte e alle dozzine di dispersi negli Stati Uniti a causa degli incendi che hanno distrutto foreste, campi e case.

Il candidato presidenziale democratico Joe Biden ha definito Trump un “piromane climatico” e ha aggiunto che la sua rielezione sarebbe catastrofica per l’ambiente. “Se concedi a un piromane del clima altri quattro anni alla Casa Bianca, perché qualcuno sarebbe sorpreso se più di metà dell’America bruciasse?

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Covid-19, Ue: “Il 37% dei fondi del Recovery Fund per l’ambiente”

Mer, 09/16/2020 - 11:45

Le emissioni dell’Unione europea sono calate “del 25% dal 1990 a oggi” ma “la nostra economia è cresciuta del 60%” nello stesso periodo. “Ci stiamo avviando a un’economia circolare con emissioni carboniche neutre, e il 37% dei fondi del piano Next Generation EU andrà usato per attuare il Green Deal”, lo garantisce la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo primo discorso sullo stato dell’Unione all’Eurocamera, a Bruxelles. La presidente ha poi evidenziato il primato Ue per emissione di obbligazioni verdi e ha annunciato l’obiettivo di “trovare il 30% dei 750 miliardi (del Recovery Fund, ndr) grazie ai green bond”, ovvero strumenti finanziari relativamente nuovi, ma che hanno conosciuto un tasso di crescita straordinario dal 2007 a oggi. Si tratta di obbligazioni come tutte le altre, la cui emissione è legata però a progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente, come l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti pulite, l’uso sostenibile dei terreni ecc. .

Un cloud europeo, 5 e 6 G

In questo momento di emergenza globale – ha continuato la presidente – è “il momento migliore per investire nell’industria tecnologica europea”.

Von der Leyen ha anche annunciato che il 20% dei fondi del Next Generation Eu (quello che noi chiamiamo Recovery Fund) sarà investito proprio sul digitale per creare tra l’altro un “cloud europeo” per la conservazione dei dati,  puntando sullo “sviluppo di 5G, 6G e fibra di vetro”, per raggiungere la sovranità digitale dell’Europa e stabilire “un’identità digitale europea sicura”.

Uniti per un vaccino condiviso

Von der Leyen ha parlato poi della necessità e dell’utilità di una Europa unita anche sul fronte della sanità, soprattutto in questo momento, annunciando un vertice globale sul tema, in Italia. Obiettivo, tra l’altro, dire no alla corsa individualista da parte delle nazioni agli accaparramenti futuri del vaccino.

Una nuova Schengen

“Abbiamo una nuova strategia per Schengen”, ha poi aggiunto Von der Leyen, al fine di rafforzare il mercato interno europeo. Tutto in vista della ripresa delle economie del continente dopo la caduta del Pil del 12%. Ma dato che “il virus gira ancora, occorre trovare un equilibrio tra garantire sostegno finanziario e sostenibilità dei bilanci”, ha detto la presidente che poi ha aggiunto: “Tutti nell’Unione devono avere i salari minimi. Funzionano ed è giunto il momento che il lavoro ripaghi. Il dumping salariale distrugge la dignità del lavoro e penalizza gli imprenditori, distorce la concorrenza del mercato interno. Bisogna porre fine a questa situazione”. Il termine inglese, in economia, si riferisce a offerte commerciali più vantaggiose per il mercato estero che per quello interno. La definizione, applicata al mercato del lavoro, indica la svalutazione del salario a cui si applicano regole diverse e costi più bassi rispetto a quelli del paese di provenienza del lavoratore.

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Referendum costituzionale su tagli dei parlamentari spiegato bene

Mer, 09/16/2020 - 10:00

Ci riproviamo! Dopo mesi di attesa a causa del lockdown è stata finalmente decisa la data del referendum sul taglio delle poltrone in parlamento: si andrà alle urne il 20 e il 21 settembre 2020, in una sorta di election-day che accorpa amministrative e regionali.

Se volete sapere che cos’è un referendum costituzionale, se volete capire per cosa andiamo a votare di preciso e soprattutto se volete evitare di mettere crocette a caso, rischiando di rovinare il paese, guardate con attenzione questo video di Te lo spiego

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Dai 7 giorni della Francia alle 3 settimane della Cina: quanto deve durare la quarantena?

Mer, 09/16/2020 - 09:00

Con la ripresa delle attività lavorative e scolastiche molti Paesi europei stanno valutando l’ipotesi di ridurre i giorni di quarantena.

In Francia, nonostante il livello d’allerta sia stato superato in 42 dipartimenti e i nuovi record di contagi nei giorni scorsi, il Governo ha dimezzato la quarantena, da 14 giorni a 7. Secondo il comitato scientifico francese, infatti, superati i primi cinque giorni, il rischio di contagio si abbatterebbe di molto. Una boccata d’ossigeno per le imprese e un sollievo per i cittadini chiusi in casa anche solo per precauzione che tuttavia desta qualche preoccupazione. “Mi auguro che abbiano prove solide da presentare“, ha detto Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms, riferendosi ai colleghi francesi. “Dieci giorni è il minimo. Anche per gli asintomatici. Non abbiamo ancora prove definitive e certe che anche la scarsa sintomatologia non possa trasformarsi in danno”.

In controtendenza la Cina, che punta ad aumentare i giorni di quarantena, da 14 a 21. Secondo uno studio dell’Università di Shanghai, il periodo di incubazione del virus Sars-Cov-2 sembrerebbe essere più lungo. “Per questo – ragionano i ricercatori cinesi – sarebbe opportuno estendere di altri 4-7 giorni la quarantena di 14 giorni, facendola durare dai 18 ai 21 giorni”.

Intanto in Italia il Governo non ha ancora deciso se ridurre la quarantena, ma dalle dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi in occasione della riapertura delle scuole ha dichiarato, prevale la linea prudenziale adottata finora. Il timore è che riducendo i tempi di quarantena diventi più difficile individuare i positivi. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti detto:

“Come è noto l’Oms ha riconfermato come valida quarantena a 14 giorni c’è un dibattito aperto ed ora l’opinione prevalente è che si deve approfondire perché si può ipotizzare una riduzione ma la valutazione la faremo con il Cts anche con gli altri Paesi Ue. Ci sono diverse soluzioni, noi ci inspiriamo al principio di prudenza (…) Ne discuteremo nel comitato tecnico scientifico, ci confronteremo anche con gli altri Paesi europei sulla base di questo orientamento faremo la nostra scelta finale”.

Il rischio è che, spinti dalla necessità di riprendere le attività senza incorrere nelle ricadute e nei blocchi dello scorso inverno, ogni paese decida per conto proprio e non in concerto con gli altri paesi Ue. “Per ridurre la quarantena deve esserci una concertazione nella Ue basata sull’evidenza scientifica e non sul calcolo politico o economico”, ha sottolineato Ranieri Guerra. “Non è opportuno che uno stato membro vada avanti per conto proprio. Serve un confronto serio da parte degli scienziati. C’è la necessità di concertazione soprattutto quando si parla di frontiere condivise e di curve in rialzo”.

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