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Aborto, Polonia: adesso il papa si esprima sul rispetto dei diritti umani

People For Planet - Ven, 10/23/2020 - 13:55

Il papato ci faccia sapere da che parte sta, dato che la Comunità internazionale, in sentire comune e la civiltà europea tutta difendono il diritto all’aborto come un diritto umano. Lo ha precisato da ultimo l’Onu, l’anno scorso, quando ha paragonato le leggi a limitazione dell’interruzione volontaria di gravidanza alla tortura. Invece, dalle pagine di Avvenire il nostro Paese deve ancora sopportare di leggere proposte quali quella di inserire  “il concepito” nei diritti dell’uomo. Un divario incolmabile, tanto è ampio, e nel quale se non il Vaticano, dovrebbe intervenire almeno l’Unione Europea a evitare la morte per asfissia della democrazia in un suo Stato membro: e dunque nell’Unione tutta.

Abbiamo esultato solo ieri per l’apertura del pontefice alle unioni gay (al matrimonio era chiedere troppo). Non possiamo tacere contro la politica anti-abortista, sovranista e anacronistica dello Stato del Vaticano, notoriamente (ma silenziosamente) di ispirazione alle mosse polacche.

Cosa è successo?

Ieri la notizia che la Corte costituzionale polacca si è dichiarata a favore di un inasprimento della già rigidissima legge sull’interruzione di gravidanza, la più antiabortista d’Europa. La Corte era appena stata modificata nella sua composizione per intervento del governo guidato da Legge e Giustizia (PiS), un partito di destra di ispirazione conservatrice clericale, ricorda wikipedia.

L’aborto in Polonia era già vietato, salvo i casi di stupro o gravi malformazioni al feto. Il PiS, tornato al potere nel 2015, ha chiesto e ottenuto ieri di vietare l’interruzione di gravidanza anche in caso di forte rischio malformazioni. L’unica possibilità di aborto resta dunque oggi in Polonia quella di una gravidanza a seguito di uno stupro.

Cosa dice la scienza

L’embrione va considerato vita umana nel momento in cui inizia a formarsi il sistema nervoso, che permette di provare, tra le altre cose, il dolore. Ciò avviene intorno al terzo mese di gravidanza. Prima si tratta di vita: certo, proprio come è vita qualsiasi unione cellulare in grado di crescere e morire, come ad esempio l’insalata. Nei casi di un embrione, nei primi 3 mesi non si può parlare di persona umana. Per la scienza, ritenere che l’aborto equivalga all’omicidio contiene un errore logico: anche lo spermatozoo o l’ovulo sono di per se vivi, prima del loro incontro. Affermare che la vita inizi nell’istante della fusione del DNA con organismi vivi è una contraddizione. Insomma, se l’aborto è omicidio lo è anche la contraccezione. Il sostegno della scienza nel comprendere questi confini è fondamentale: serve anche, ad esempio, per stabilire quando, legittimamente, si può staccare la spina dalle macchine nel fine vita.

Żoliborz teraz: pic.twitter.com/Gma7n1VjA9

— Magda Fijołek (@fijolekmagda) October 22, 2020

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Come è andato l’ultimo faccia a faccia Trump – Biden prima del voto

People For Planet - Ven, 10/23/2020 - 12:00

Donald Trump e Joe Biden si sono confrontati giovedì sera a Nashville nell’ultimo  faccia a faccia prima della data del voto, fissata il 3 novembre.

Il dibattito ha messo in luce più che mai due visioni politiche radicalmente diverse, a partire dalla gestione della crisi del Covid-19. Vediamo i commenti della stampa Usa.

Visioni divergenti

Anche se il tono del dibattito è stato più calmo del precedente” rispetto al primo incontro tra i due candidati, “i loro disaccordi sulla sostanza si sono confermati e le loro due visioni non avrebbero potuto essere più divergenti”, sintetizza il New York Times.

“Covid-19: favola contro autopsia”

È soprattutto “quando è stata affrontata la questione del Covid-19, che ha devastato il Paese e affondato l’economia, che “le differenze tra i due candidati sono apparse più chiaramente: uno ha detto nero, l’altro bianco, per uno era notte e per l’altro giorno, la favola di Trump contro il referto dell’autopsia di Biden ”, osserva il Los Angeles Times .

Secondo il Washington Post il presidente americano, in ritardo nei sondaggi, ha accusato il suo rivale di voler “sconvolgere” il Paese a causa del Covid-19, a scapito dell’economia. Dobbiamo “imparare a convivere” con il coronavirus , ha affermato Donald Trump, fatalista. Con lui “le persone soprattutto imparano a morire”, ha ribattuto Biden, prevedendo per gli americani “un inverno buio” per il Paese con più lutti al mondo, oltre 222.000 morti per il coronavirus.

“Le persone continuano a morire. E Trump continua a mentire”, è il titolo lapidario della rivista Mother Jones.

Legami illegali con l’estero

Dopo il tema del coronavirus, il confronto tra Trump e Biden si è trasferito sul piano delle accuse reciproche su legami illegali con l’estero. Il presidente repubblicano ha in particolare ribadito le accuse secondo cui Biden e suo figlio Hunter hanno commesso pratiche sleali in Cina e Ucraina ma non ha portato nessuna prova a sostegno di queste accuse che Joe Biden ha respinto.

Il New York nei giorni scorsi aveva rivelato alcuni particolari che legano gli affari del presidente Usa proprio a Pechino. The Donald avrebbe infatti in Cina un conto corrente (controllato dalla Trump International Hotels Management Llc.) che dal 2013 al 2015 ha pagato al fisco cinese 188.561 dollari. Sono gli stessi anni in cui negli Stati Uniti l’allora uomo d’affari Donald Trump ha pagato pochi spiccioli al fisco americano.

Il petrolio e le energie rinnovabili

Biden si è preso forse un rischio dal punto di vista elettorale verso gli elettori di alcuni stati assicurando che se sarà eletto si allontanerà “gradualmente dall’industria petrolifera per puntare sulle energie rinnovabili”. 

“E’ ‘un’affermazione infernale”, lo ha deriso il presidente uscente. “Te lo ricorderai, Texas?, Ohio?, Pennsylvania?”, ha detto Donald Trump agli elettori di questi stati chiave forti estrattori di petrolio,  stati dove Joe Biden sembra in grado di sfidare il miliardario repubblicano per la vittoria.

“Trump forse vincerà di nuovo in Texas, ma non le elezioni”

Secondo il Boston Globe “Durante questo dibattito finale, Trump è riuscito a mantenere Biden sulla difensiva. Ha mentito molto, ovviamente “, ma ha anche ” sollevato molte domande su Biden, che non ha confutato le sue accuse con sufficiente vigore.” 

“Per quanto la prestazione di Trump dal punto di vista propagandistico sia stata buona, probabilmente non è stata abbastanza buona per cambiare il corso della campagna. Ciò significa che potrebbe non perdere stati tradizionalmente repubblicani come il Texas? Certamente. Ciò significa che ora è sulla buona strada per vincere le elezioni? No ”, conclude il quotidiano della East Coast.

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Il metodo più semplice per creare pompon

People For Planet - Ven, 10/23/2020 - 10:00

Dal canale YouTube MaryJ Handmade un breve video per imparare a creare dei PomPon perfetti senza usare il clover!

Una bella idea creativa e semplice per decorare le nostre borse, cappellini, guanti e tutto quello che ci viene in mente!

Fonte: MaryJ Handmade

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100 anni dalla nascita di Gianni Rodari: un omaggio di Mario Pirovano

People For Planet - Ven, 10/23/2020 - 08:00

Mario Pirovano ha voluto regalare al pubblico di People for Planet una sua interpretazione di un capitolo della storia di Gelsomino.

Gelsomino ha una peculiarità: una voce fortissima, capace di essere sentita anche a miglia di distanza e di spostare le cose. Nel video scoprirete cosa succede quando va a cogliere le pere dagli alberi…

E’ un omaggio di Mario al grande autore Gianni Rodari a 100 anni dalla sua nascita. Buona visione

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Ipotesi: lockdown di due settimane | Covid: Francia 41mila nuovi casi | Speranza: “Tamponi rapidi in farmacia”

People For Planet - Ven, 10/23/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Salvini: «Si fa terrorismo sulla corsa agli ospedali, non ci sono solo i malati di Covid» Conte: situazione critica ma diversa da marzo;

Il Giornale: Ora spunta l’ipotesi da incubo. Un lockdown di due settimane ;

Il Manifesto: Parisi: «A questo ritmo, 500 morti al giorno a metà novembre»;

Il Mattino: Whirlpool Napoli Est, stop confermato: «La fabbrica chiuderà il 31 ottobre»;

Il Messaggero: Carica virale altissima nell’80% dei positivi. «Una nuova infezione è attiva»;

Ilsole24ore: Dalla didattica a distanza all’aumento dei bus, come funziona la scuola regione per regione – Chi ha diritto al congedo al 50% se i figli sono in quarantena;

Il Fatto Quotidiano: Coronavirus, in Francia 41mila nuovi casi: il doppio di ieri. Coprifuoco per 2/3 della popolazione. Germania oltre i 10mila, Spagna a 20mila. Ministra degli Esteri belga in terapia intensiva;

La Repubblica: “Tra qualche mese possibile uso anticorpi monoclonali”;

Leggo: Covid e palestre, «mascherine sempre». Piscine ok. La stretta di Spadafora;

Tgcom24: Roma verso l’ordinanza anti-movida: ecco le piazze proibite, multe fino a mille euro | Speranza: “Tamponi rapidi in farmacia” | Boccia: tracciamenti, altri 2mila operatori;

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Ultrablu – Lo specchio dell’Arte

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 19:00

Ultrablu_ Lo specchio dell’arte: Ultrablu nasce dalla convinzione che, in campo artistico e culturale, la neurodiversità costituisce una risorsa specifica dell’essere umano, portatrice di bellezza, rinnovamento e arricchimento condiviso.

In questo docufilm conosceremo lo spazio dell’atelier-casa editrice che mette a contatto artisti e autori con difficoltà nell’area neuro psichica e artisti e autori neurotipici senza una suddivisione gerarchica o in classi.

Un film emozionante che dimostra come la ricchezza interna di ciascuno, indistintamente, ci può insegnare qualcosa. https://www.ultrabluedizioni.com/

Ultrablu – Lo specchio dell'Arte

Ultrablu_ Lo specchio dell'arte: Ultrablu nasce dalla convinzione che, in campo artistico e culturale, la neurodiversità costituisce una risorsa specifica dell’essere umano, portatrice di bellezza, rinnovamento e arricchimento condiviso.In questo docufilm conosceremo lo spazio dell’atelier-casa editrice che mette a contatto artisti e autori con difficoltà nell’area neuro psichica e artisti e autori neurotipici senza una suddivisione gerarchica o in classi. Un film emozionante che dimostra come la ricchezza interna di ciascuno, indistintamente, ci può insegnare qualcosa. https://www.ultrabluedizioni.com/

Pubblicato da Jacopo Fo su Venerdì 2 ottobre 2020

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In Italia c’è un museo dedicato all’Ambiente (VIDEO)

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 17:00
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Il sito internet del Museo A come Ambiente

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Dad scolastica: stiamo perdendo per strada i nostri giovani

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 16:37

Tutte le scuole secondarie di secondo grado sul territorio lombardo dovranno adottare la didattica a distanza a partire dal 26 ottobre. La decisione è stata comunicata con l’ordinanza in vigore da oggi e firmata ieri dal presidente di regione Attilio Fontana. “Così non va bene“, ha commentato il sindaco di Milano Sala:

“Noi sindaci ci stiamo ponendo delle domande in merito a questa scelta e oggi alle 13 (ndr. 22 ottobre) incontreremo il presidente Fontana per discutere del tema scuola – ha spiegato Sala nel corso di una intervista alla radio – noi siamo contrari e per questo come abbiamo fatto proporremo la didattica integrata per le scuole di tutti i gradi. Non ha senso in questo momento, bisogna alternare didattica a distanza e presenza a scuola“.

La Dad è già tornata in Campania, e il 26 ottobre verrà introdotta in Puglia e nel Lazio, nonostante i continui e accorati appelli della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che non più tardi del 18 ottobre dichiarava: “la scuola in presenza è fondamentale per tutti, dai più piccoli all’ultimo anno del secondo grado. La scuola ha già contribuito a decongestionare i trasporti. Ora si agisca anche su altri settori”. Tanto più che, stando ai dati in costante aggiornamento, “nelle scuole ci sono pochissimi focolai, se ci sono problemi fuori dalle aule a pagarli non sono non possono essere gli studenti”.

Con ogni evidenza la didattica a distanza è un problema, come già rilevato dall’AgCom, che nella consueta indagine annuale, resa pubblica lo scorso luglio, denunciava: “Il 12,7% degli studenti italiani non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta“. Un quadro desolante, considerato poi che, il 10% dei ragazzi è rimasto escluso dal processo educativo e un ulteriore 20% ha potuto seguire le lezioni online soltanto in maniera saltuaria.

Dallo scoppio della pandemia l’Italia ha perso per strada un terzo dei suoi giovani. Una sciatteria che non possiamo permetterci, dopo le tante, troppe perdite da Covid-19, perdere anche i giovani sarebbe l’epilogo più triste, perché un paese senza giovani istruiti, inclusi e partecipi nel tessuto sociale non è soltanto un paese senza futuro: è un paese triste. Se siamo riusciti a salvare Alitalia, possiamo, anzi, dobbiamo, salvare i nostri giovani. Possiamo ancora salvarci.

Leggi anche: Voliamo basso: 3 miliardi (ancora) per Alitalia e solo la metà alla scuola

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“Mascherine e distanziamento abbassano di mille volte la carica virale del Sars-Cov2”.

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 14:00

La ricerca, condotta dall’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, nel veronese, è stata pubblicata sulla rivista Clinical Microbiology and Infection. Parallelamente all’abbassamento della carica virale, anche la gravità della malattia si è ridotta.

Mascherine e distanziamento sociale sono due delle principali armi contro la diffusione del coronavirus, ma finora la loro efficacia non era mai stata quantificata. Ci ha pensato l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, nel veronese, secondo cui l’utilizzo di mascherine e il distanziamento tra le persone “abbassa di mille volte la carica virale del Sars-Cov2“. È il risultato di uno studio condotto su circa 400 casi di Covid analizzati fra marzo e maggio 2020 e pubblicato sulla rivista Clinical Microbiology and Infection.

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Lavoro, le dimissioni “volontarie” arrivano da mamme nel 73% dei casi

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 13:57

L’uscita cosiddetta “spontanea” coinvolge in Italia lavoratrici madri nel 73% dei casi. Lo ha reso noto la sottosegretaria all’Economia Cecilia Guerra riportando i dati “molto allarmanti”, ha detto, delle disparità di genere nel nostro Paese, ultimo in Europa. Le dimissioni delle giovani donne impossibilitate a gestire il lavoro e le responsabilità di cura sono un grosso problema della nostra società retrograda. Qualcosa che non solo limita la dignità e la sicurezza delle famiglie, ma che è anche in grado di fare da freno allo sviluppo economico.

La speranza nel Recovery Fund

“In questo momento le risorse del pacchetto Next Generation Eu rappresentano un’occasione irripetibile” per abbattere il divario donna/uomo, ad esempio, potenziando i servizi pubblici di cura. Guerra (Leu) ne ha parlato in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul bilancio di genere per l’esercizio finanziario 2019.

Lavoro, Italia ultima in Europa

Secondo l’Eu Gender Equality Index, l’Italia guadagna 12 posizioni tra il 2005 e il 2017, ma rimaniamo “l’ultimo Paese in termini di divari nel dominio del lavoro”. Lo scorso anno il tasso di occupazione femminile era ancora al 50,1% (e con la pandemia è sceso), con addirittura 17,9 punti percentuali di divario da quello maschile. Come noto, si peggiora scendendo a Sud: il tasso di occupazione delle donne è pari al 60,2% al Nord e al 33,2% al Sud.

Donne ghettizzate in 3 settori

Da notare che il 40% delle donne occupate lavora negli stessi 3 settori: commercio, sanità e assistenza sociale, istruzione. Lavori da donna: lavori di accudimento e affini. Questo “incide in modo significativo sui divari retributivi di genere, producendo forti svantaggi per le donne, e produce anche inefficienze allocative”, ha continuato Guerra. Le dimissioni volontarie, come rilevato dall’Ispettorato nazionale del lavoro, coinvolgono le madri nel 73% dei casi.

Donne, mamme, lavoro: adottiamo il Piano C!

Brasile: parità di salario per uomini e donne della nazionale di calcio

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Io lo avevo detto: la nomina di Padoan a presidente di Unicredit

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 11:00

Io lo avevo detto. Si è vero, è la frase più stupida per eccellenza. Autoreferenziale ed inutile, soprattutto se ricopri un ruolo di responsabilità sociale.

Tu l’avevi detto, e quindi? Dopo averlo detto, che cosa hai fatto? Cosa è successo?

Perché la differenza tra determinare il risultato e subire il potere sta tutta qui: cosa faccio dopo che l’ho detto e non è successo nulla?

Allora non posso fare altro che ridirlo, riscriverlo, invitare a rileggere le analisi precedenti sperando che voci più influenti ed autorevoli, quelli del “commento del giorno dopo”, raggiungano lo scopo.

Perché questa, sebbene un pizzico di orgoglio sia inevitabile, non è una Olimpiade tra chi lo ha detto prima. Uno sport individualista ed egocentrico.

Qui si tratta di giocare di squadra nello sport della cittadinanza attiva.

Ed allora da qualche giorno tutti commentano la nomina di Padoan come presidente di Unicredit quale “strumento” utilizzato dall’ad di Unicredit Mustier, per la fusione a costo zero con MPS, la successiva creazione di una subholding che controlli solo la mega-banca italiana ed infine per la vendita ad un gruppo francese.

Io lo avevo detto (ottobre 2019) che l’ipotesi di incorporazione di Mps avrebbe potuto avere un obiettivo a breve termine (tale è la visione strategica prevalente del sistema bancario degli ultimi anni): portare nelle casse di Unicredit 3,6 miliardi di Dta  (Deferred tax asset), in sostanza svalutazioni su crediti che si trasformano in sconti fiscali, in pancia a Siena.

Io lo avevo detto (luglio 2019) che la drastica cura dimagrante di personale (il piano Team23  prevede il taglio di 8mila dipendenti di cui 6mila circa in Italia), filiali e npl (crediti malati) applicata da Mustier aveva ed ha l’obiettivo, questo sì più a lungo termine, di snellire il ramo italiano del gruppo Unicredit  per la cessione ad un buon prezzo ad una banca straniera

Io lo avevo detto (dicembre 2019) che l’operazione risanamento di Mustier passava anche per la decisione di remunerare gli azionisti nel periodo 2020-2023 con ben 16 miliardi di euro. Una vera e propria operazione di captatio benevolentiae nei confronti degli azionisti italiani che dovranno poi chiudere un occhio (e forse anche qualche altra zona del corpo) al momento della cessione allo straniero, probabilmente di lingua francese.

Ma soprattutto io lo avevo detto (maggio 2018) che occorreva approfondire i rischi derivanti dalla relazione incestuosa e pericolosa tra banche private e Stato. Un rapporto che comportava come risultato finale uno scambio continuo tra manager e politici nelle posizioni di vertice degli istituti di credito e nei ministeri o aziende di Stato.

Profumo, Passera, Nicastro, Monti, Letta, Siniscalco, Grilli, Padoan: “quelli di poppa vanno a prua e quelli di prua vanno a poppa. Basta fare ammuina (confusione)”, una espressione attribuita all’editto di “Francischiello”, ossia di Francesco II di Borbone, ultimo sovrano del Mezzogiorno, uno dei tanti aneddoti denigratori sulle forze armate borboniche (nel loro insieme spregiativamente definite esercito di Franceschiello) confezionati a fine propagandistico dai Savoia per screditare il Regno delle Due Sicilie e la dinastia dei Borbone.

Una sorta di “gioco dell’oca” in cui manager e politici  giudicati inefficienti, dannosi, anziani, superati e rimossi (o sostituiti) dai loro incarichi operativi  vanno poi a dirigere banche e/o ministeri che sono usciti da un precedente fallimento e che continuano a essere inefficienti.

Ecco il punto: oggi si parla solo della probabilità di perdere un altro pezzo del nostro patrimonio economico a vantaggio dei francesi.

Nessuno (quasi) affronta la questione più pericolosa: la salvaguardia, in caso di cessione di Unicredit Italia, del posto di lavoro dei tanti bancari che si ritroveranno nei prossimi anni a vivere ciò che negli anni ottanta del secolo scorso, hanno vissuto i dipendenti nel settore della metallurgia.

Questo è il tema fondamentale, necessario, determinante per il futuro del sistema bancario che dovrebbe essere affrontato nella Commissione bicamerale di inchiesta presieduta da Carla Ruocco (M5S) che dovrebbe assicurare, sin da ora, le giuste garanzie in vista di scenari futuri che, spero, non saranno poi commentati da “quelli del giorno dopo” solo come fatto di cronaca.

Ah dimenticavo, io lo avevo detto (giugno 2020) che, cosi come composta ed opera, la commissione è assolutamente  inutile

Fonte immagine copertina – il Fatto Quotidiano

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TOP 10 Parchi Nazionali più belli in Italia

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Come si viaggia: “Con questo video vi porteremo alla scoperta dei parchi nazionali più belli da vedere in Italia. Un viaggio attraverso paradisi incontaminati in cui ritrovare il contatto con la natura, dalle vette del parco nazionale del Gran Paradiso fino alle splendide spiagge del parco nazionale delle Cinque Terre. Seguiteci in questo viaggio unico attraverso le meraviglie naturalistiche italiane.”

La classifica è soggettiva.

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La sindrome di Usher, “una super figata”

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 08:00

Sordità alla nascita e progressiva riduzione della vista lungo il corso della vita: come si convive con tutto questo? Alessandro non solo ci convive, ma la combatte correndo e con un’ironia spiazzante. Correre ormai è una vera missione, incarnata dallo slogan “Non sento, non vedo, ma parlo e …corro” e dall’hashtag #corrieimmaginadivolare”. Con la società no profit Rare Partners, Alessandro Mennella è il testimonial del progetto “Run4Usher”, che punta a raccogliere fondi a sostegno della ricerca e a informare e sensibilizzare quante più persone possibili.

Classe 1983, genovese, Alessandro corre, corre veloce, si allena molto e ha energia da vendere. Tra una gara di Triathlon e l’altra, mentre torna da un viaggio e già pensa a quello successivo, ha trovato il tempo di rispondere a qualche domanda per me.

Prima di proseguire desidero però raccontare un’altra storia, quella del “mio” Alessandro. Perché Alessandro per me non è un intervistato qualunque. Ci siamo conosciuti sui banchi del liceo, in quella fase della vita in cui si cambia molto, ci si trasforma fisicamente e mentalmente ogni giorno, una fase della vita complicata per certi versi ma che ci ha reso gli adulti che siamo oggi.

In un video “Menne” dice che la sindrome di Usher è “una super figata”. Fa venire la pelle d’oca, a pensarci. La verità è che ad essere superfigo è Alessandro. E in effetti quando ci siamo conosciuti era un po’ il compagno di classe supereroe. Ale leggeva le labbra, lo faceva anche a distanza di metri, da una parte all’altra della classe… e se vogliamo dirla tutta era avvantaggiato se aveva bisogno di suggerimenti durante le interrogazioni! Nella maggior parte dei casi era un lampo a terminare le verifiche di matematica, aveva buonissimi voti, sembrava non avere problemi in niente, nemmeno a parlare inglese e francese, con performance buone e meno buone come tutti noi. A volte sapeva essere anche molto indisponente, ci prendevamo in giro per i difetti reciproci come fanno tutti gli adolescenti, altre volte si faceva odiare perché non faceva copiare i compiti, spesso – non sentendo – tentava di suggerire le risposte durante le verifiche ad un volume troppo alto e faceva ridere anche i prof senza alcun timore di offenderlo.

No, non è mai stata pronunciata la parola “disabile”, né mai abbiamo pensato che “Menne” fosse diverso da noi. Eravamo tutti diversi e tutti avevamo pregi e difetti. Forse quel tipo di contesto è una fortuna che non hanno tutti coloro che soffrono di una patologia, ma per me è la dimostrazione tangibile che “la disabilità è soltanto negli occhi di chi guarda”. Con Alessandro parlavamo di scuola, di futuro, di donne, di libri, di musica, di calcio, di qualsiasi argomento. Abbiamo bevuto insieme le prime birre, abbiamo condiviso serate, racconti. Nessuno di noi si è mai sentito una balia perché proprio non ce n’era – e non ce n’è – bisogno.

Alessandro racconta di “avere la testa dura”. Non posso che confermarlo, come lo conferma la sua vita.  Dopo la maturità si è laureato in Informatica e in Scienze della Comunicazione e potete verificare voi stessi che il suo potere comunicativo è immenso. Tecnicamente, Ale non sente ma percepisce le vibrazioni attorno a sé, sente il ritmo. Sa anche ballare, per la cronaca.

Oggi, ancora più di ieri, sono molto fiera di averlo conosciuto. Ci siamo rivisti dopo qualche anno, per l’emozione ho anche scordato di dover scandire un pochino di più le parole per farmi capire. Il nostro incontro ha portato a questa intervista. Che ritengo un po’ speciale: Alessandro non permette domande banali, altrimenti sarebbe un intervistato come tutti gli altri e non un supereroe.

Svelaci un segreto: com’è possibile che parli benissimo se non hai mai sentito una persona parlare?
Io che parlo bene? Ma se dico un sacco di parolacce…
Ho imparato a parlare grazie al metodo riabilitativo che ho seguito fin da bambino per sviluppare il mio linguaggio, attraverso giochi fonici e ritmi/strutture musicali. E’ stato creato dalla Dott.ssa Zora Drežančić e mi ha salvato la vita.

Ci si aspetterebbe che comunicassi attraverso la lingua dei segni e con molta difficoltà se l’interlocutore non la conosce. Tu invece leggi le labbra …a parte quelle del nostro professore di Filosofia che aveva una barba grossa così.
Ho avuto la grande fortuna che imparare a leggere le labbra sia stata una cosa naturale e spontanea per me. Questa dote si è un po’ persa negli anni, a causa del peggioramento della vista, come tu stessa avrai notato durante l’ultimo nostro incontro.
Questo però non mi preoccupa perché la comunicazione è un processo a “tutto corpo” e non è vincolata a un solo senso, lingua o linguaggio.

Come sono le persone quando parlano con te? Imbarazzate, sorprese, incuriosite? Ti fanno domande ricorrenti che ormai non sopporti più?
A me piacciono le domande! Spesso le persone che incontro per la prima volta non me ne fanno, oppure ne fanno meno di quante vorrebbero, perché hanno timore di non essere capiti o di invadere in qualche modo la mia intimità, nel caso vogliano chiedermi qualcosa sulla mia disabilità.

– Per dare un bel “vaffa” alla Sindrome di Usher sicuramente avrai dovuto lottare con te stesso per comprenderla e accettarla. Ci racconti cosa pensi e come la descriveresti?
Credo che il punto di svolta nella mia accettazione della sindrome sia stato quando ho smesso di vederla come una cosa negativa ma come una grande opportunità per imparare a gustare appieno il sapore della vita, anche nelle piccole cose, e di rendere non banale il proprio vivere.
Per imparare a cogliere ogni occasione. Intendiamoci: nessuno è contento di nascere con l’Usher e non si augura a nessuno di viverne i sintomi. Ma, personalmente, avere dei limiti di questo tipo mi ha insegnato a cercare sempre di superarli e di vivere al massimo la mia vita.
Per questo in quell’intervista ho definito la Sindrome una Super Figata.

Osservandoti dall’esterno, non sembra che questa sindrome sia riuscita a crearti troppi problemi. Ma immagino che questa mia percezione dipenda dal tuo carattere e dal tuo modo di porti. Nella vita quotidiana, a parte non poter sentire, cosa significa convivere con la Sindrome di Usher? Si potrebbe pensare che inciampi continuamente e che le persone per strada provino a parlarti e ti insultino perché non rispondi.
Ahahaha … esatto, e si creano un sacco di situazioni divertenti simili a questa. Ad esempio, più di una volta, è capitato di girarmi sull’autobus e di notare il controllore che – ormai esausto dalle continue richieste del biglietto dirette verso di me, che non guardavo, e cadute nel vuoto – aveva già tirato fuori il blocchetto, in attesa dei miei dati anagrafici per appiopparmi una bella multa… potete immaginare il suo scoramento quando gli mostro il tesserino dell’abbonamento!
Adesso, rispetto a quando ci siamo conosciuti sui banchi di scuola, la mia disabilità visiva è più evidente e capita più spesso che le persone se ne accorgano e che mi diano una mano, un atto che una volta avrei rifiutato per orgoglio e che adesso accetto sempre ben volentieri.

Dimmi la verità, c’è un limite particolare legato alla tua sindrome che proprio detesti?
Non poter più godermi i film (coi sottotitoli). Ma per fortuna ne ho già visti troppi!

Ultima domanda indiscreta: come va con le donne?
Male purtroppo, sono fidanzato da qualche anno e non posso più andare a beccare… (scherzo, amore!!! ).

– Adesso possiamo parlare nel dettaglio del tuo progetto “Run4Usher”. Racconta com’è nato e gli obiettivi principali.
Il progetto Run4Usher è stato pensato e realizzato da RarePartners, società no profit che opera nel campo delle malattie rare, in occasione dell’adesione al programma di solidarietà della Milano City Marathon del 2015.
Il progetto ha il duplice obiettivo di informare e sensibilizzare le persone sulla Sindrome di Usher e di raccogliere fondi a sostegno della ricerca su tale patologia.

– Alessandro, nei prossimi anni, come ti immagini?
L’immagine/sogno che ho di me stesso a 60 anni è un’istantanea di me e mio figlio all’arrivo di una Maratona corsa assieme.

Disegni di Armando Tondo

 

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Asia insegna come si contiene la pandemia | Cts: ‘Non abbiamo fatto quello che dovevamo’ | Coppie gay, il sì di papa Francesco

People For Planet - Gio, 10/22/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Didattica a distanza alle superiori, centri commerciali chiusi in Lombardia| Il testo. E anche il Lazio introduce il coprifuoco;

Il Giornale: Proteggere i più deboli. Invece di chiudere tutto;

Il Manifesto: Il ministro dell’università Manfredi: «Più fondi alla ricerca e al diritto allo studio»;

Il Mattino: L’EPIDEMIA – Il Fondo monetario internazionale: «La pandemia brucia 3.000 miliardi»;

Il Messaggero: Naufragio al largo di Sabratha: 15 morti. L’allarme dell’Oim: «Troppi ritardi nell’assistenza»;

Ilsole24ore: Tecnologia e tracciamento, l’Asia insegna come si contiene la pandemia;

Il Fatto Quotidiano: Curva dei nuovi contagi oltre soglia dei 15mila. Cts: ‘Non abbiamo fatto quello che dovevamo’;

La Repubblica: Coppie gay, papa Francesco: “Sì a una legge sulle unioni civili”;

Leggo: Vaccino anti Covid, morto uno dei volontari della sperimentazione AstraZeneca/Oxford. Non ha mai ricevuto una dose di vaccino, assumeva solo placebo. I test vanno avanti;

Tgcom24: Usa 2020, nell’ultimo dibattito Trump-Biden si cambia: microfono spento mentre parla l’avversario;

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Atelier Noway- NoUei (Udine)

People For Planet - Mer, 10/21/2020 - 19:00

L’atelier ospita persone con autismo, personalità complesse che nel laboratorio possono esprimere il loro talento nascosto.

Per vedere tutti i video degli atelier vai su: www.festivalarteirregolare.it

Atelier Noway-NoUei – Udine

Atelier Noway-NoUei di Udine: L’atelier ospita persone con autismo, personalità complesse che nel laboratorio possono esprimere il loro talento nascosto. Per vedere tutti i video degli atelier vai su: www.festivalarteirregolare.it

Pubblicato da Jacopo Fo su Venerdì 2 ottobre 2020 Jacopo Fo

Leggi anche:
Eva di Stefano – I Battitori Liberi
Mariano Dolci – Burattini per dirlo
Jacopo Fo presenta il V Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare

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Anche il cibo produce energia: frutta e verdura (VIDEO)

People For Planet - Mer, 10/21/2020 - 17:00
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Papa Francesco:”Sì alle unioni civili per coppie omosessuali”

People For Planet - Mer, 10/21/2020 - 16:55

“Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo.

A dirlo non è una persona qualsiasi, né un politico, ma Papa Francesco, nel corso di un documentario che lo vede protagonista, realizzato da Evgeny Afineevsky e presentato alla Festa del Cinema di Roma. Frasi che segnano il passo in un processo di apertura e rinnovamento della Chiesa fino a pochi anni fa impensabile. Una svolta evidentemente ben ponderata, vista la cornice “ufficiale” in cui si è deciso di comunicarla, che probabilmente comporterà disordini e scontri in seno a S. Pietro, tanto più che Bergoglio, nel corso del docufilm, si appella alle istituzioni italiane e internazionali affinché la parità dei diritti civili non si esaurisca in uno slogan, ma si traduca in legge: “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo gli omosessuali godrebbero di una copertura legale”. Una svolta epocale, soprattutto considerato che gli attuali presidenti di paesi come Brasile, Ungheria e Russia, inclusi i politici nostrani di destra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni in testa, ancora non sono in grado di pronunciare una frase come “le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia”, per quanto ovvia sia. La politica prenda esempio da un uomo di 83 anni in tunica bianca.

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Covid-19, Cremona: le famiglie affittano un bus per mandare i figli a scuola in sicurezza

People For Planet - Mer, 10/21/2020 - 15:34

L’alternativa era un viaggio di 40 km e il cambio di due autobus pubblici e un treno. Allora 40 famiglie della provincia di Cremona si sono organizzate e hanno noleggiato un autobus privato – che viene a costare quanto il servizio pubblico, ma garantisce migliori condizioni di sicurezza – contribuendo anche al sostegno economico di un’attività in forte crisi, visto lo stop alle gite scolastiche e ai viaggi in generale.  

Paesini uniti contro il covid

Succede tra Calvatone, Tornata e Piadena, dove l’autobus si ferma per far salire i ragazzi diretti a Cremona. Nessun accavallamento tra scuole diverse, posti occupati all’80% per garantire il distanziamento e addirittura ogni studente ha assegnato sempre lo stesso posto. Il pullman effettuerà per tutto l’anno scolastico il servizio privatamente.

Comuni collaborativi

L’idea è venuta ad alcune famiglie di Tornata, che tra fine agosto e inizio di settembre, c’hanno visto lungo e si sono rivolti a una ditta di trasporti locali per un preventivo.

Grazie alla collaborazione fattiva dei Comuni interessati, Tornata e Calvatone in particolare, c’è stato un veloce supporto alle pratiche necessarie e si è informata la cittadinanza di questa opportunità. La notizia è arrivata a Piadena e via via molte famiglie hanno aderito. In tutto vengono trasportati 40 ragazzi delle scuole superiori, su un autobus omologato per 64.

Il tutto allo stesso costo

Il pullman preleva i ragazzi in punti raccolta precisi dei tre paesi, e li consegna con un unico viaggio a Cremona. In città, quattro fermate garantiscono a tutti pochi passi per sedersi ai banchi. Il tutto, per la precisione, a soli 3 euro in più rispetto all’abbonamento mensile ai mezzi pubblici.

Lombardia, cosa cambia con il coprifuoco (che divide la Lega)

India: torna lo smog e scatta l’allarme covid-19

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Lombardia, cosa cambia con il coprifuoco (che divide la Lega)

People For Planet - Mer, 10/21/2020 - 14:16

Il coprifuoco in Lombardia è stato ufficializzato: da giovedì 22 ottobre al 13 novembre 2020 sarà vietato uscire dal proprio domicilio, dimora o residenza dalle 23 di sera alle 5 di mattina. Si potrà circolare solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, e casi d’urgenza legati alla salute. Per farlo, si dovrà esibire un’autocertificazione correttamente compilata. Il testo originario è stata integrato con una precisazione che chiarisce un punto riguardante la ristorazione: il cliente di un ristorante potrà muoversi dopo le 23 per recarsi presso il proprio domicilio, purché esca dal locale prima delle 23.

L’ordinanza, annunciata settimana scorsa ma firmata nella tarda mattinata di oggi, è stata emanata dalla regione Lombardia in concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza, raccogliendo il favore pressoché unanime dei sindaci di capoluogo, dell’Anci, e dei rappresentanti di categoria, di qualunque schieramento politico. L’unico a opporsi è stato Matteo Salvini, leader della Lega, partito di cui fa parte il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. Salvini prima si è detto sorpreso dal rigorismo del governatore e contrario al coprifuoco, poi, con una nota ufficiale, ha fatto retromarcia: “non ho stoppato nessuno, non interferisco nel lavoro del Presidente Fontana”.

In Lombardia c’è un’impennata di contagi, ricoveri e terapie intensive e questo prezzo non può essere pagato da Milano. Quando il virus si scatena in una grande città ha un effetto dirompente”, così il Sindaco di Milano Beppe Sala durante la diretta video del 20 ottobre. “In Lombardia non ci sono problemi, siamo in grado di gestire l’emergenza”, ha invece detto l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia Giulio Gallera in un’intervista a Repubblica nella quale rivendica ogni scelta fatta all’indomani della pandemia e non manca di dare una stoccata alle altre regioni: “Lazio e Campania sono messe peggio”. Mors tua vita mea, dicevano i latini, ma non nel bel mezzo di una pandemia.

Leggi anche: Covid-19, Lombardia: vietati gli alcolici dal super dopo le 18. Scoppiano le polemiche Covid-19: un DPCM molto controverso

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Un biberon in plastica è in grado di rilasciare 4 milioni di microplastiche per litro

People For Planet - Mer, 10/21/2020 - 13:38

I biberon di plastica? Rilasciano una media di 4 milioni di particelle di microplastiche ogni litro di latte in formula somministrato tramite i classici biberon in plastica. Lo ha misurato uno studio condotto dal John Boland del Trinity College di Dublino in Irlanda, che ha anche specificato che i biberon in polipropilene rappresentino quasi il 69% di tutti biberon disponibili sul mercato.

Come hanno condotto lo studio

L’analisi è stata condotta così. I ricercatori hanno pulito e sterilizzato biberon in polipropilene nuovi di zecca – l’usura potrebbe naturalmente aumentare le quantità di microplastiche rilasciate – e li hanno lasciati asciugare. Successivamente hanno versato acqua purificata riscaldata a 70° C, ovvero la temperatura raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la preparazione del latte artificiale. Dopo aver messo le bottiglie su uno shaker meccanico per un minuto, per imitare il processo manuale di miscelazione della formula, Boland e il suo team hanno filtrato l’acqua e l’hanno analizzata al microscopio. Hanno scoperto che le bottiglie stavano perdendo una media di 4 milioni di particelle di microplastica per litro nel latte ricostituito al loro interno, con un intervallo compreso tra 1 e 16 milioni di particelle per litro.

Una sorpresa

“Siamo rimasti sorpresi dalla quantità”, ha commentato Boland “sebbene, sulla base di ricerche condotte in precedenza, avevamo il sospetto che le quantità sarebbero state notevoli. Nessuno tuttavia si aspettava i livelli molto alti che abbiamo trovato”.

La perdita di microplastiche dipende dalla temperatura

I ricercatori hanno ripetuto i loro esperimenti utilizzando diverse gamme di temperature, e hanno avuto conferma che la dispersione delle particelle accelerava all’aumentare della temperatura. Era infatti già noto che plastica e calore mal si associano: è lo stesso motivo per cui le bottiglie d’acqua in plastica non possono essere conservate al sole o dentro le automobili sotto al sole, e per cui è sempre sconsigliato mettere oggetti in plastica in lavastoviglie e forni a micronde (o forni tradizionali: pensate alle tortiere in silicone, pur sempre un tipo di plastica).

Agitare la bottiglia completava il disastro

Agitare le bottiglie era naturalmente un altro motivo di aggravamento nella dispersione di microplastiche. Quindi si può dedurre che, se la migliore ipotesi è l’allattamento al seno, e al secondo posto abbiamo l’uso del biberon in vetro, con tettarella in caucciù naturale, la quantità di microplastiche rilasciate da un biberon in plastica può ridursi anche scegliendo il latte in formula ma non in polvere: quello liquido che non necessità di alte temperature né di scuotimento potrebbe insomma limitare il problema.

Molto meglio il vetro

Tuttavia le prime due opzioni – latte materno o biberon in vetro – sono altamente raccomandabili, perché “è raccomandabile sterilizzare i biberon e riscaldare il latte artificiale per distruggere i batteri potenzialmente dannosi. Batteri come la salmonella che potrebbero far più male delle microplastiche”, specifica Boland. “In alternativa, la formula potrebbe essere preparata in un contenitore separato, non di plastica, e poi trasferita tiepida in un biberon di plastica”.

È al momento ancora ignoto quale e quanti danni possa provocare all’organismo umano l’assunzione ripetuta di plastica. Sappiamo che ognuno di noi ne ingerisce – una microplastica alla volta – l’equivalente di un bancomat al giorno. E tanto meno sono note le conseguenze sulla salute in organismi così immaturi come i bebè nei primi 6 mesi di vita.

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