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Leopoli

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 06/09/2026 - 11:43

 

 

 

Il soggetto di “Gela-Normandia. Il Viaggio”

Luglio 1943, Gela. Giugno 1944, Normandia.
Due sbarchi, a un anno di distanza, cambiano il destino della guerra e dell’Europa.

Nel giugno 2025, sei studenti e una professoressa partono da una scuola di Gela verso la Normandia per un gemellaggio con un liceo di Caen e per assistere alle celebrazioni del D-Day. Quello che immaginano come un viaggio all’estero e un incontro tra coetanei si trasforma in un’esperienza di scoperta profonda.

Confrontandosi con una memoria della guerra custodita in modo diverso, i ragazzi imparano a guardare non solo la Storia, ma anche la propria città con occhi nuovi. Tra luoghi, testimonianze e dialoghi, comprendono cosa significhi davvero la guerra e come la memoria influenzi il presente.

Un viaggio di formazione umana e civile, capace di cambiare il loro punto di vista.

Il film, realizzato con la partecipazione del Liceo Scientifico e Linguistico Elio Vittorini di Gela e la collaborazione del Licée François de Malherbe di Caen, ha la regia di Iacopo Patierno e la produzione di Jacopo Fo Film (Gruppo Atlantide) nell’ambito del progetto “GelaleRadicidelFuturo” coordinato da Jacopo Fo e da Bruno Patierno.

Il progetto Gela le Radici del Futuro è realizzato con il sostegno di Eni e il patrocinio del Comune di Gela.

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Vieni alla prima del film “Gela-Normandia. IL VIAGGIO”

Gela Le Radici del Futuro - Lun, 05/11/2026 - 16:27

Prima assoluta del film 

“Gela – Normandia. IL VIAGGIO”

Teatro Eschilo – Gela – 3 giugno 2026 h. 19,30

Non perdere l’occasione di partecipare alla prima assoluta dell’attesissimo film “Gela – Normandia. IL VIAGGIO” 

Vivi un’esperienza unica e emozionante dal vivo, incontrando anche il regista e attrici e attori gelesi del film. Preparati a un evento ricco di sorprese e condivisione, tutto in presenza. Ti aspettiamo per celebrare insieme questa nuova avventura cinematografica! Prenota i tuoi posti in sala! Ingresso gratuito!

Il film Gela – Normandia. IL VIAGGIO è stato realizzato nell’ambito del progetto GELA LE RADICI DEL FUTURO, sponsor Eni, con il patrocinio del Comune di Gela e la partecipazione del Liceo Scientifico e Linguistico Elio Vittorini.

Prenota i tuoi posti a questo link

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-prima-assoluta-del-film-gela-normandia-il-viaggio-1989091547363?aff=ebdssbdestsearch

 

 

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La Via Francigena Fabaria passa per Gela

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 04/28/2026 - 09:58

Sono ormai numerosi i percorsi turistici che collegano Gela al resto della Sicilia e dell’Italia, ma ve n’è uno che è tra i più quotati al mondo: la via Francigena.

Storia del percorso

La Via Francigena è un’antica rete di percorsi e vie che collegano diverse regioni d’Europa, dal Regno Unito all’Italia, passando per la Francia e la Svizzera. Questo itinerario storico ha avuto un’importanza significativa durante il Medioevo come via di pellegrinaggio per i devoti diretti a Roma e in particolare alla tomba di San Pietro. Il termine “Via Francigena” deriva dalla parola latina “francigena”, che significa “proveniente dai Franchi”, poiché era molto frequentata da pellegrini provenienti dalla Francia.

L’itinerario attraversa numerosi paesaggi, città storiche e luoghi di interesse culturale lungo il percorso. Nel corso degli ultimi decenni, c’è stato un crescente interesse nella sua riscoperta come itinerario di pellegrinaggio e percorso turistico.

Si suddivide in varie sotto-reti di percorsi utili a far riscoprire la ricchezza dei patrimoni storici, ambientali e culturali dei vari territori. La sua popolarità è cresciuta al pari di percorsi come il Cammino di Santiago

Via Francigena Fabaria

Gela rientra nella Via Francigena Fabaria, che comprende 20 comuni, 14 tappe e 110 siti di interesse. Il percorso risalirebbe all’anno 1105, quando la Sicilia era sotto dominazione normanna. Al tempo, il barone Achinus donò un terreno all’abate Ambrogio, vescovo della diocesi di Lipari-Patti, nel centro di Bizini, l’odierna Vizzini, in provincia di Catania. Nel testo del lascito, scritto in latino, si fa riferimento alla presenza di una Via Francigena denominata “Via Francigena Fabaria”. Questa via inizia nel territorio di Licodia e prosegue lungo un percorso che attraversa una cresta montuosa, vicino a un fico selvatico.

Il nome Fabaria deriva dall’arabo favara, che significa “fonte”, “sorgente”, “pozza d’acqua”.

La tappa di Gela

Il percorso della Fabaria parte da Agrigento per arrivare a Maniace. Gela è una tappa ricca di lascito storico, che collega Licata e Niscemi. Dal castello di Falconara si arriva a Manfria e alla rinomata torre. A piedi dalla spiaggia è possibile dirigersi verso la città. Una volta entrati in città, si ha la possibilità di visitare i vari siti di interesse della città (grechi e medievali)  e magari decidere di alloggiare. Il cammino prosegue verso la piana di Gela, all’insegna della natura tra fauna e vegetazione. In direzione verso Niscemi è possibile passare dal Castelluccio.

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L’Ultima Cena a Marsico Nuovo

CuoreBasilicata - Mar, 04/07/2026 - 11:22

L’Ultima Cena 

L’affresco “L’Ultima Cena”, del XVI secolo, è attribuito a Girolamo Todisco. L’opera richiama aspetti locali nelle fattezze dei personaggi e nei cibi raffigurati, appartenenti alla tradizione lucana. La tavola, a forma di C, è imbandita con caciocavallo, pani e uova, inframezzati da ciliege e fiori. I commensali sono disposti armonicamente ai lati della figura del Cristo che regge l’ostia davanti a sè.

L’affresco è stato ritrovato negli anni ’80 nel Convento di San Francesco, nascosto da una catasta di legna e coperto da un intonaco leggero.

Posto all’attenzione della Sovrintendenza, è stato restaurato a Matera e riportato a Marsico Nuovo, nella attuale sede del Museo D’Arte Sacra

La Chiesa di San Michele, che ospita il Museo, consente di ammirare anche altre opere, quali il portale romanico, opera del mastro Melchiorre da Montalbano, dichiarato monumento nazionale e la pregevole statua lignea della ” Madonna Stante”.

Fonte: Wikipedia

Foto: Mhlsassa

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I Bagni Greci di Gela, le terme di 2500 anni fa.

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 04/07/2026 - 08:00

I Bagni Greci, situati all’interno del circuito urbano della moderna Gela, risultano essere uno degli esempi meglio conservati di impianto termale di epoca ellenistica (IV-III sec. a.C.).

Costruiti a seguito della rifondazione di Gela da parte di Timoleonte, il complesso termale risultava essere, oltre che un’importante struttura per il benessere del corpo.  un luogo di incontro per gli antichi abitanti della città. Non è difficile pensare che personaggi come Archestrato o Euclide, che vissero a Gela  in quel periodo, utilizzarono queste strutture, a testimonianza dell’importanza storica dei siti archeologici presenti nel territorio.

Il complesso è caratterizzato da 3 ambienti, di cui due con  gruppi di vasche in terracotta.   Nel primo gruppo le vasche sono disposte a ferro di cavallo, mentre il  secondo gruppo è costituito da ben 22 vasche  disposte circolarmente.

È presente inoltre  un ambiente sotterraneo, ipocausto, dove veniva acceso il fuoco per riscaldare l’acqua destinata al  primo gruppo di vasche.

I Bagni Greci di Gela risultano essere  l’unico complesso di questo tipo  in Sicilia. Esso trova confronti con analoghi impianti greci di Delfi, di Olimpia, di Colofone, di Gortys, pur essi databili tra il IV e III sec. a.C.
La datazione è confermata dal ritrovamento di unguenti, di oscilla, di anfore di tipo italico punico, presenti negli ambienti dei bagni, nonché dalle monete di età timoleontea, alcune di conio siracusano (Trias: D/Testa di Athena con elmo corinzo; R/Ippocampo), di Gela (D/Testa di Zeus; T/ Testa di Demetra di tre quarti), di tipo siculo – punico (D/Testa di Persefone – Tanit; R/ Cavallo e palma) recuperate sul pavimento (Dip. BB. CC.)

L’edificio venne distrutto nel 282 a.C. a seguito del saccheggio della città da parte dei Mamertini, mercenari campani che non lasciarono scampo alla città ricostruita da Timoleonte qualche decennio prima. Non vi sono tracce di un tentativo di riutilizzo, fatto da mettere in relazione con il trasferimento degli abitanti sopravvissuti nella nuova città di Finziade (odierna Licata)

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