Altri blog

Milano: apre il primo cannabis social club a scopo terapeutico

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 17:45

Il primo cannabis social club italiano è stato inaugurato lo scorso 9 ottobre in via Brusuglio 70, zona Affori, a Milano.

Si rifà al già consolidato modello spagnolo e ed è stato intitolato a Marco Pannella, che si è sempre battuto per la legalizzazione della cannabis.

Come funziona il primo social cannabis club a scopo terapeutico

Si chiama The Hemp Club, è l’acronimo di THC ed è un’associazione culturale cannabica ispirata a Marco Pannella. Il cannabis social club ha l’obiettivo di diventare un punto di ritrovo, discussione e scambio per i pazienti che hanno bisogno di farmaci a base di cannabis, tra cui i malati di Parkinson.

Il coffee shop è aperto a tutti, che, sulla base del modello spagnolo, saranno ammessi compilando una normale tessera di iscrizione.  Al raggiungimento dei primi cento tesserati, verranno coltivate le prime piantine. La cannabis potrà essere consumata all’interno del centro stesso da coloro che, dietro ricetta medica, dimostrino di aver bisogno di prodotti a base di cannabis a scopo terapeutico.  

Il presidente di The Hemp Club, Raffaello D’Ambrosio, ha dichiarato che

Come associazione aiutiamo il pubblico a reperire ricette mediche per l’uso di cannabinoidi. Le persone devono essere libere di coltivarsi la propria cura liberamente e noi abbiamo creato un centro in cui possono ritrovarsi”.

Come ogni associazione cannabica che si rispetti, The Hemp Club si avvarrà della presenza di un avvocato, il pensalista Filippo Molinari, che si occuperà della tutela legale degli iscritti e che ci tiene a sottolineare che “all’interno del centro non si svolge un’attività illegale ma culturale”.

Infatti, The Hemp Club vuole essere un punto di ritrovo e di scambio, che offrirà ai propri iscritti anche “corsi di pasticceria per insegnare a preparare pasticcini, biscotti e muffin a base di marijuana a chi non voglia fumare e preferisca assumere in questo modo la cannabis terapeutica”.

Un aiuto fisico e psicologico per i malati di Parkinson

All’interno del club, saranno ammessi anche i malati di Parkinson, che potranno usufruire della consulenza di medici per la prescrizione di farmaci a base di cannabinoidi, oltre che a trovare un luogo in cui poter confrontarsi e rilassarsi:

Non c’è una cura per la nostra malattia – ha dichiarato Brigida Zumbo, presidente dell’associazione Italiana Giovani Parkinsonianici sono farmaci che ci aiutano ma allo stesso tempo ci intossicano ed è stato dimostrato che la canapa è perfetta per noi. Si è infatti rivelata un forte rilassante che è quello che ci serve per calmare i crampi dolorosi, gli stati di ansia ed i disturbi del sonno. La marijuana data dallo Stato non è mai abbastanza, vogliamo essere liberi di produrla, inoltre, questo centro può aiutare i giovani malati che tendono a chiudersi in casa a incontrare e conoscere persone”.

The Hemp Club vuole essere, quindi, un modello di autoproduzione e condivisione che va a costituire un tassello importante nella lotta al proibizionismo, nel riconoscimento delle funzionalità e dei benefici della cannabis a uso terapeutico.

Leggi anche:
Cannabis libera: perché?
Cannabis “legale” e “terapeutica”: facciamo chiarezza
Covid-19, e non dimentichiamoci di legalizzare la cannabis!

Categorie: Altri blog

Benvenuti alla Locanda dei Girasoli!

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 17:00

Nel 1999, per dare una possibilità di lavoro al figlio con Sindrome di Down, due genitori hanno fondato “La Locanda dei Girasoli”, un ristorante-pizzeria che oggi dà lavoro a 10 ragazzi, 9 con Sindrome di Down e 1 con Sindrome dell’X Fragile.
Un progetto straordinario di fondamentale importanza per questi ragazzi, purtroppo ancora oggi discriminati dal mondo del lavoro.
Se siete di Roma, se passate da Roma, fermatevi a cena!
Intervista a Ugo Minghini, Direttore della Locanda dei Girasoli.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_253"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/253/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/253/output/Locanda-dei-Girasoli.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/253/Locanda-dei-Girasoli.mp4' } ] } })

 

Indirizzo: Via dei Sulpici, 117H, 00174 Roma
http://www.lalocandadeigirasoli.it/

Categorie: Altri blog

Covid-19, dossier ISS: ecco cosa è cambiato nella circolazione del virus

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 15:00

Il Covid-19 prolifera nelle case, tra familiari e conviventi, a dirlo è l’Istituto superiore di sanità, che come ogni settimana ha pubblicato il report. Per la decima settimana consecutiva, l’Italia registra un costante aumento dei casi, con un’incidenza cumulativa pari a 44,37 casi per 100mila abitanti e l’indice Rt nazionale che si attesta a 1,06.

Preoccupano i nuovi focolai (+ 1.181 rispetto alla settimana precedente, su un totale di 3.805 in tutta Italia) e l’aumento delle persone ricoverate, anche in terapia intensiva, sebbene la situazione non possa essere paragonata all’inverno scorso, quando i posti di ricovero erano ridotti e gli ospedali non godevano di triage, macchinari, strutture e barriere tra reparti Covid e reparti Covid-free come invece accade oggi, sia pure con diverse eccezioni.

“Aumenta per la decima settimana consecutiva il numero di casi, questa volta un po’ più – ha dichiarato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza – “l’Rt supera di poco l’unità. Si registrano focolai in tutte le regioni italiani. Il numero di ricoveri ospedalieri tende ad aumentare, ma non si registra un sovraccarico delle terapie intensive. Bisogna essere prudenti, evitare le aggregazioni, utilizzare sempre la mascherina, applicare il distanziamento fisico e curare l’igiene delle mani”.

Al di là dei numeri, cosa è cambiato nella circolazione dei virus?

Anzitutto, a cambiare è il luogo di trasmissione. Ora il virus si trasmette nel 77,6% dei casi tra le mura domestiche, contro il 2,5% dei casi a scuola e il 4% nelle attività ricreative, ovvero nei bar, ristoranti, eccetera. A essere cambiato nelle ultime settimane è poi la velocità di trasmissione, al punto che la Fondazione Gimbe lancia l’allarme: dal 30 settembre al 6 ottobre il numero delle persone positive al Covid-19 è cresciuto del 42,4% con picchi di ospedalizzazione che in alcune regioni, in primis la Campania, ha raggiunto medie importanti, maggiori della media nazionale (6,5 per 100.000 abitanti). Occhi puntati poi sui mezzi pubblici, ritenuti vera piazza di contagio, anche per via dell’assenza di restrizioni messe in vigore dalle aziende private di treni e autobus, sui quali si continua a viaggiare con una capienza superiore dell’80%. Proprio in questi giorni il governo sta valutando quali azioni intraprendere per scongiurare l’ipotesi di un altro lockdown, e un nuovo dpcm dovrebbe essere varato intorno al 15 ottobre.

Leggi anche:
CCovid-19, Gimbe: “La curva si è impennata a +40%”
Covid-19: deputati “in missione” passa il Dpcm sulla mascherina anche all’aperto H24

Categorie: Altri blog

Come spellare le castagne (o marroni) in 3 minuti

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 10:00

Ricchi di fibre, minerali e acido folico, le castagne (o marroni) sono frutti propri dell’autunno, maturano intorno alla fine di settembre e si trovano fino a dicembre. Difficile trovare qualcuno a cui non piacciono! Ma come riuscire a gustare questi frutti in modo semplice?

Dal canale YouTube Chef Stefano Barbato ecco il trucco

Chef Stefano Barbato

Leggi anche:
Covid-19, Nantes è la prima città-orto
Le Ricette di Angela Labellarte: Vellutata di Zucca e Zenzero
Zucca e Halloween: il perché di una strana amicizia

Categorie: Altri blog

L’arte di accatastare la legna e i suoi risvolti anti stress ed eco-compatibili

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 08:00

E se appoggiata ai muri perimetrali può anche contribuire all’effetto cappotto termico dell’edificio e a migliorarne la traspirabilità. Ma anche, se non proprio uno stile di vita, può essere un modo per fare arte ed evitare lo stress.

Le cataste sono solitamente costituite da pezzi di legno tagliati pressoché uguali, disposti gli uni sugli altri, con il duplice scopo di accumularli ordinatamente per poi prenderli e bruciarli e di facilitarne l’essiccazione. La legna appena tagliata, infatti, necessita di un periodo di stagionatura prima di essere bruciata, nel quale deve perdere gran parte della sua umidità. La legna ben conservata e asciutta, con un’umidità residua di circa il 20%, è quella che brucia infatti in modo ottimale.

Il modo migliore di conservarla è all’aperto, ce lo dicono i nostri avi che hanno accatastato legna sotto coperture agricole o sotto le tettoie per secoli, perché in luoghi chiusi come cantine o garage non vi è una buona circolazione d’aria. All’esterno, grazie al sole e al vento, si essiccherà più in fretta.

Stoccare la legna sulle pareti di casa riduce la trasmittanza e la dispersione termica e valorizza il design

Lo stoccaggio può avvenire in diversi modi, in cataste protette o sotto uno spiovente lungo un muro della casa (meglio se esposto a sud). Quest’ultima soluzione è utilizzata da sempre nei paesi nordici ed è anche quella migliore, un po’ per l’effetto artistico che ne deriva, ma anche ai fini della coibentazione della parete stessa.

Se addossata alla parete esterna di casa, la gronda può proteggerla dalla pioggia, è facile da raggiungere in inverno e, nel suo piccolo, funge anche da isolante contro la dispersione termica durante la stagione fredda e protegge i muri dall’eccessivo calore nella stagione calda. Un rivestimento di un muro perimetrale esterno di un edificio con ceppi di legno accatastati in maniera ordinata infatti ha come dicevamo un effetto “cappotto termico” sulla parete stessa, con proprietà forse meno marcate rispetto ad altri materiali specifici e meno ecologici, ma comunque con proprietà isolanti da rumori (fono assorbenza) e da sbalzi termici (minore conducibilità termica), nonché con una migliore traspirabilità e salubrità complessiva.

I vantaggi di creare cataste lungo muri perimetrali, per chi usa legna da ardere per riscaldarsi e ha quindi necessità di accatastare la legna nei pressi dell’abitazione, sono dunque molti.

Per far circolare l’aria anche nella parte più interna della catasta ed evitare ristagno di umidità questa non deve essere mai troppo spessa, per contro una pila sottile di legna potrebbe dare origine a problemi di stabilità. Ci sono quindi larghezze ed altezze ottimali da considerare. Il luogo di stoccaggio dovrebbe avere le dimensioni per poter contenere senza problemi una scorta di legna per un periodo da uno a due anni. In questo modo, anche la legna fresca che si aggiungerà avrà il tempo sufficiente per essiccarsi. La legna per il caminetto che ha già raggiunto un buon grado di essiccazione può essere conservata anche internamente, anzi sarebbe meglio: la legna fredda infatti brucia male.

Una pila di legna, tuttavia, può anche essere considerata sotto un punto di vista non meramente utilitaristico o di confort abitativo. La legna ben impilata può essere piacevole da vedere per tutto il tempo che intercorre dalla sua sistemazione fino al suo utilizzo finale; ci sono moltissimi esempi di realizzazioni esterne ed interne ad abitazioni, a ristoranti, ecc. dove sono state  costruite pile di legna artistiche coniugando l’efficienza con l’estetica. Nell’interior design intere pareti possono essere rivestite o addirittura composte di ciocchi o cataste di legno.

Tali soluzioni, in particolari realizzazioni architettoniche, hanno assolto anche al compito di “sorreggere”, e quindi sono state pensate – per esempio all’interno di strutture metalliche – come elementi strutturali.

Non si tratta -in questi casi- di vecchie baite di montagna, ma piuttosto di progetti molto moderni, affascinanti e minimali.

La cura nel taglio e nella sovrapposizione, si sa, si tramanda di generazione in generazione nei paesini montanari e nelle foreste ma ci sono, tra questi, luoghi dove si può effettivamente affermare “accatastata ad arte”. A Mezzano, piccolo borgo del Trentino, nell’area delle Pale di San Martino, grazie al progetto “Cataste e Canzei”, ad ogni angolo si vedono cumuli di legna aggregati in modo da comporre sculture e figure geometriche.

Vengono così celebrate le secolari cataste di legna, dette in dialetto “canzei”, incaricando artisti di realizzare installazioni tra le viuzze, piazze e case. Allegri rivestimenti di legno su case in pietra, con tanto di bucature in cui inserire piante e angoli definiti da tronchi orizzontali, sono esempi tradizionali di accatastamento, ma in questo paese non mancano opere più originali fatte coi tronchi: volti, immagini sacre, paesaggi o forme geometriche che sembrano rotolare da un ballatoio sulla tettoia sottostante o a terra!

Impilare la legna in maniera corretta e ordinata protegge la parete e dunque la casa, fa asciugare correttamente la legna prima di bruciarla ed è anche bello da vedere, ma anche da realizzare. Uno scrittore scandinavo, Lars Mytting, racconta in un manuale il metodo norvegese per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna. Non è solo un manuale pratico, “Norvegian Wood” è un saggio e un racconto antropologico al contempo, una vera e propria lezione di vita, un invito a riprenderci il nostro tempo e ridargli il giusto valore, ricco di consigli su come riscoprire la pazienza e il rispetto per la natura che ci circonda.

In un mondo sempre più veloce e metropolitano, tra cemento e smartphone, fermarsi a contemplare e praticare l’antica arte del legno può essere un’inattesa via di fuga ed un anti stress. Mytting ci racconta come si scelgono gli alberi, come si tagliano, come si accatasta la legna e come la si mette da parte per farla asciugare e poi, alla fine, bruciare. Ma mentre parla di taglialegna, di motoseghe e di camini, giunge ad una vera e propria meditazione sull’istinto di sopravvivenza e sul rapporto tra uomo e natura, fatto di tempi lunghi e silenzi.

Il motto di Mytting, che è un po’ il cuore del suo scrivere, suona così: «Incidere sulla qualità della giornata, ecco la più sublime delle arti».

Non sulla qualità della vita, che sarebbe troppo anche per un tagliatore di alberi, un accatastatore di tronchi, un segatore di ciocchi, ma sulla qualità della giornata sì: accatastando la legna si può fare.

Fonti:

https://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/legno/arte-accatastare-legna-186
http://myinteriordesign.it/arredare-con-le-cataste-di-legna/
https://www.lafeltrinelli.it/libri/lars-mytting/norwegian-wood-metodo-scandinavo-tagliare/9788851140649
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/10/12/lo-strano-caso-del-bestseller-per-taglialegna34.html?refresh_ce

Splendide cataste nel borgo di Mezzano!

Categorie: Altri blog

5 Regioni a rischio lockdown | Cicciolina dona vitalizio ai malati di Covid | Ok per pillola dei “5 giorni dopo” a minorenni

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 06:25

Corriere della Sera: In una settimana la app Immuni scaricata da quasi due milioni di nuovi utenti. Milano, il vaccino cinese non ha l’ok di Aifa;

Il Giornale: Il coronavirus avanza ancora: le 5 Regioni a rischio lockdown;

Il Manifesto: «Recovery planet» la protesta verde torna nelle strade;

Il Mattino: Covid, il nuovo Dpcm: vietato sostare in piedi davanti a bar e ristoranti. Speranza convoca riunione con Cts;

Il Messaggero: Abolizione del celibato e sacerdozio femminile, le riforme della chiesa tedesca che spaventano il Papa;

Ilsole24ore: Covid, dal molecolare al salivare: ecco i test per scovare il virus – Le regole per viaggiare – Mascherine, da inutili a indispensabili – Virus, cosa può succedere;

Il Fatto Quotidiano: Vaticano, allo Ior si cambia ancora: Bergoglio sostituisce 3 membri dalla commissione di Vigilanza. Via anche il cardinale Parolin;

La Repubblica: Contraccezione, via libera alla pillola dei “5 giorni dopo” per le minorenni. La prescrizione non sarà più obbligatoria;

Leggo: «Ilona Staller donerà il vitalizio per aiutare i malati di covid»: l’annuncio dell’avvocato “del diavolo”;

Tgcom24: Armenia-Azerbaigian, intesa per il cessate il fuoco | Ma i due Paesi già si accusano di violarlo;

Categorie: Altri blog

“Io voglio vivere” di Giacomo Giurato. L’arte di donare

Gela Le Radici del Futuro - Sab, 10/10/2020 - 21:49

Spesso ci si pone il problema di cosa donare al prossimo, sia esso un parente, un amico, un conoscente degno di stima. Ci si fanno regali per le ricorrenze come Natale, compleanni, l’anniversario di matrimonio, o per occasioni speciali come un lieto evento o una notizia da festeggiare.  Se non si tratta di un qualcosa di strettamente materiale, ci si dice che è il pensiero ciò che conta. Poi ci sono i regali di emergenza, come quello della vita. Al primo piano dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela c’è un reparto che, da qualche anno, si occupa proprio di questo:  si tratta del polo di reclutamento donatori di midollo osseo.  Ad averlo istituito è stato Giacomo Giurato, che ha fatto della generosità, propria e altrui, la sua missione di vita.

Attualmente presidente di Adoces Sicilia e del Coro Polifonico Perfetta Letizia”, Jack, come lo chiamano glia amici, viene spesso definito un “giullare”. Sì, perché la prima cosa che si occupa di restituire nell’immediato è il sorriso. Da qualche anno, infatti, va presso i reparti di oncologia con un camice e un naso rosso a infondere gioia nei pazienti ricoverati, o che svolgono il regolare ciclo di chemio.  Una lotta che lo riguarda in prima persona e che lui affronta in modo buffo, prendendola in giro e cercando di tenere lo spirito allegro. Quello stesso nasino rosso lo dona ai pazienti, e talvolta se non indossato è valido anche come pallina anti-stress.

Nel suo libro autobiografico, Io voglio vivere, la parola “abbraccio” è forse quella più utilizzata. Poco più di un centinaio di pagine per raccontare la sua lotta, e quella di tanti altri, uniti nella condivisione. Dalla prima diagnosi, all’incontro di nuovi amici, agli incontri con Patch Adams, medico inventore della clown terapia, e con Papa Francesco. Le storie narrate non puntano a descrivere i drammi del malato-guerriero, ma a infondere un messaggio di speranza e di empatia verso il prossimo. Anche quando il tumore è sconfitto, possono restare la depressione e la paura. Io voglio vivere è, appunto, un invito ad abbracciarsi e ad abbracciare la vita. Terminologia ironica, dal momento che l’autore ha iniziato a lavorare alla seconda edizione proprio durante il lockdown, quando il contatto fisico era negato a tutti. Proprio quando il mondo non aveva alcuna pretesa nei nostri riguardi, talvolta ci si è ritrovati a confrontarsi con quel senso di nullità, e il conseguente bisogno di sentirsi utili per gli altri. In quel caso, Adoces, in collaborazione con AIPAMM,si è impegnata nel dare ai pazienti oncologici il supporto psicologico di cui avevano bisogno.

Incontro con Patch Adams al Teatro Pirandello di Agrigento, 26 – 02 -2018

L’attuale stesura di Io voglio vivere è edita dal Cesvop e non è destinata alla vendita. In compenso, la troverete nei reparti di oncologia dei maggiori ospedali d’Italia, al reparto di oncoematologia dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, e durante i banchetti di Adoces, dove possibile lasciare un libero contributo all’associazione, spesso promotrice di eventi artistico-culturali.

Donare il midollo è una scelta che certamente richiede riflessione, ma che non costa nulla e può letteralmente salvare vite, talvolta anche giovanissime poiché il tumore non guarda i dati anagrafici. Ci si reca presso il centro trasfusionale per un primo colloquio con il medico specializzato, dopodiché ci si sottopone a un primo prelievo per essere tipicizzati e inseriti nel registro dei donatori universali. Potranno passare anni prima che il proprio midollo risulti compatibile per un trapianto, proprio per questo è necessario raggiungere quanti più donatori possibili. Nell’attesa, basta donarsi un abbraccio o semplicemente un sorriso e ridare all’atmosfera un senso di serenità e appartenenza. Insomma, basta esserci.

 

L'articolo “Io voglio vivere” di Giacomo Giurato. L’arte di donare proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Mi chiamo Navanpreet Kaur e sono una Sikh

People For Planet - Sab, 10/10/2020 - 17:00

“Molti non conoscono il significato del turbante e del pugnale e mi scambiano per una musulmana” ci spiega Navanpreet Kaur, una delle poche donne Sikh.
Tramite lo sportello della Flai CGIL di Maccarese, Roma, aiuta gli immigrati indiani arrivati in Italia a sbrigare le faccende burocratiche, a leggere i documenti e le comunicazioni, a integrarsi nella società.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_263"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/263/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/263/output/Navanpreet-Kaur.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/263/Navanpreet-Kaur.mp4' } ] } })

 

Categorie: Altri blog

Il giornalismo può diventare veicolo di caccia all’untore?

People For Planet - Sab, 10/10/2020 - 15:31

Da poco più di una settimana mi sono trasferita a Napoli per lavoro e proprio in questi giorni i casi di Covid-19 in Campania hanno iniziato ad aumentare vertiginosamente: bar e pub hanno obbligo di chiusura alle 23 dal lunedì al giovedì e a mezzanotte durante il weekend. E’ fatto assoluto divieto di assembramenti e obbligo di mascherina anche all’aperto.

Ieri sera, dopo aver terminato di lavorare, mi sono recata a Piazza Bellini, un luogo frequentato dai giovani in città. Stavo fumando una sigaretta mentre facevo due chiacchiere con degli amici. All’improvviso una donna e il suo entourage con microfono e telecamera mi ha chiesto per quale motivo non stessi indossando la mascherina e mi sono immediatamente vista protagonista di un video strappa visualizzazioni per alimentare la caccia all’untore così diffusa durante questi mesi di pandemia.

Ho chiesto gentilmente alla signora chi fosse e mi ha risposto di essere una giornalista. Le ho fatto presente che non avrei voluto essere la protagonista del solito video virale che va a caccia di coloro che contribuiscono alla diffusione del coronavirus e che non rispettano le normative.

Premettendo che indosso sempre la mascherina, in tutti i luoghi in cui è previsto dalla legge e che in quel momento non stavo utilizzando questo dispositivo di protezione perché ero intenta a fumare, mi chiedo se il giornalismo possa essere veicolo di caccia all’untore e a che punto siamo arrivati se, per avere maggiore notorietà e raggiungere un buon engagment, si debba ricorrere alla creazione di questi contenuti del tutto discutibili per coinvolgere un pubblico più ampio.

In un contesto sociale in cui i dubbi e le incertezze sono sempre più diffuse, alimentate dalla paura nei confronti di una malattia ancora non del tutto conosciuta e alquanto pericolosa per la salute collettiva, è davvero necessario che il giornalismo diventi veicolo di caccia all’untore? La vera informazione non dovrebbe incutere terrore nelle persone né tantomeno diffondere una visione della realtà del tutto distorta. A Napoli tutti indossano la mascherina e, nel mio caso, sono stata soltanto colpevole di avere una dipendenza da nicotina.

Dove inizia e dove finisce la mia libertà personale?

Leggi anche:
Il diritto alla libertà personale è ancora un diritto?
Covid-19, “Portare la mascherina può aumentare le difese come un mini-vaccino”
Covid-19: in Indonesia se non hai la mascherina ti mettono in una bara

Categorie: Altri blog

Truffe telefoniche: il falso avviso di rincaro del prezzo

People For Planet - Sab, 10/10/2020 - 15:00

La nuova truffa funziona così. Arriva una telefonata con cui l’addetto del call center finge di essere un operatore della compagnia telefonica della persona chiamata e gli dice che “per correttezza” la compagnia telefonica si è sentita in dovere di avvertire l’utente che a breve verrà notevolmente aumentato il prezzo della sua bolletta per “ragioni amministrative” e che se non fa nulla, se cioè non disdice il contratto questo aumento diventerà vincolante per 4 anni. 

L’obiettivo è cogliere di sorpresa e intimorire l’utente e a questo punto scatta la seconda fase della truffa: l’operatore informa che se l’utente vuole disdire il contratto può metterlo direttamente in collegamento telefonico con l’Ufficio Tutela del Consumatore del Ministero dello Sviluppo Economico (naturalmente non è vero). Se l’utente accetta viene passato ad un secondo operatore che, spacciandosi appunto per una persona che lavora per un ente governativo di aiuto alle persone, gli illustra le tariffe telefoniche che vuole vendergli e lo induce a sottoscrivere una di queste.

Lo schema ha alcune possibili varianti: la seconda telefonata anziché subito può arrivare qualche ora o giorno dopo; a volte anziché per l’Ufficio Tutela del Consumatore il secondo operatore finge di lavorare per una associazione di consumatori… Comunque il risultato non cambia.

Secondo la polizia postale negli ultimi mesi sono arrivate migliaia di segnalazioni da parte di cittadini che hanno subodorato l’inganno.

Ovviamente invece non si sa quanti abbiano abboccato.

Foto: Arlington Research

Leggi anche:
La truffa dei diamanti: mi meraviglio della meraviglia
Truffati? No, colpevoli di atavica ingordigia
“Sono tua figlia e mi servono 10mila euro”. La truffa del Covid

Categorie: Altri blog

Castagne alla grappa | Ricetta facile fatta in casa

People For Planet - Sab, 10/10/2020 - 10:00

Dal canale YouTube unbiscottotiralaltro Le castagne mi piacciono in tutte le salse, ed anche in questa, alla grappa. Sono adatte per accompagnare i formaggi o i salumi, ma vanno bene anche per completare una coppa di gelato o con della panna montata, insomma ci si può sbizzarrire. La ricetta è facilissima e anche veloce, a parte il tempo necessario per pelare le castagne.”

unbiscottotiralaltro

Leggi anche:
Covid-19, Nantes è la prima città-orto
Le Ricette di Angela Labellarte: Vellutata di Zucca e Zenzero
Zucca e Halloween: il perché di una strana amicizia

Categorie: Altri blog

Crowdfounding: senza banca si può

People For Planet - Sab, 10/10/2020 - 08:00

Pare di sì, con il crowdfounding e il microcredito, il secondo figlio del primo.
Letteralmente si tratta di un modo per reperire finanziamenti tramite la gente (crowd, folla in inglese), una sorta di campagna di raccolta fondi che parte dal basso.
La veloce diffusione del crowdfunding è dovuta essenzialmente alla crescente espansione dei social media e alla globalizzazione geopolitica.
Oggi basta saper utilizzare il web e conoscere un po’ di lingua inglese per tentare di racimolare soldi senza limiti territoriali, da gruppi di persone con interessi comuni al fine di finanziare un progetto o un’iniziativa.
Proprio per questo è particolarmente indicato per incentivare le start up.
Grazie al crowdfunding, per esempio, la scuderia di Formula 1 Caterham F1 Team, ha trovato il denaro per partecipare al Gran premio del 2015 ad Abu Dhabi, dopo averne saltati due per mancanza di capitale.
Questo strumento ha passato una fase iniziale in sordina, ma ora sembra finalmente essere sulla bocca di tutti.
Quella a cui stiamo assistendo ora è un’ampia sperimentazione di soluzioni innovative e alternative che spiega la vasta gamma di piattaforme presenti sul mercato.
Secondo il più recente report globale sullo stato del crowdfunding pubblicato su Crowdsourcing.org, ce ne sono circa 500 attive nel mondo di cui il 50% con base in Europa.
In Italia se ne possono contare una trentina, quasi tutte nate dopo il 2011, a parte Kapipal e Produzioni dal Basso avviate nel «lontano» 2005.
In linea generale possiamo classificare le piattaforme in base al tipo di ritorno che le persone ottengono una volta che hanno donato del denaro per un progetto.
Secondo il report citato, più dei due terzi di quelle presenti al mondo sono reward-based crowdfunding: quando qualcuno effettua una donazione riceve in cambio una ricompensa o un premio, siano essi materiali – per esempio il pre-ordine del prodotto non ancora sul mercato – o più intangibili, anche un semplice «grazie» sul sito.
Alcune piattaforme sono, invece, dei veri tramiti di investimento finanziario come avvenuto ad esempio, nel caso della musica, con SellaBand e Bandstocks.
Gli iniziatori del progetto e i loro partner generalmente definiscono una scadenza entro la quale reperire una somma.
Quest’ultima viene divisa in migliaia di parti uguali offerte in forma di azioni a prezzo fisso.
Una volta raggiunto l’obiettivo inizia una fase di investimento.
Si tratta, però, di una modalità diffusa soprattutto all’estero.
In Italia i limiti imposti dalla legislazione hanno rallentato non poco lo sviluppo di piattaforme equity-based, come SiamoSoci, che comunque può già vantare alcuni successi importanti.
Anche il microcredito è una forma di crowdfunding molto utile per fare a meno delle banche.
Si tratta di una fornitura di servizi finanziari a clienti con bassi redditi, inclusi semplici consumatori e lavoratori in proprio che tradizionalmente non hanno accesso a servizi bancari.
Il denaro è raccolto da un gruppo di persone ed è gestito da un intermediario locale.
Questo è il modello seguito, per esempio, dalla popolare piattaforma Kiva.
Ricordiamo che il microcredito ha permesso all’economista bengalese Muhammad Yunus di vincere il premio Nobel per la pace nel 2006.
La sua Grameen Bank ha dato dignità e speranza a milioni di poveri oltre che uno schiaffo morale alla Banca mondiale.
Yunus, noto come «il banchiere dei poveri», ha istituzionalizzato i piccoli prestiti che hanno consentito, come dice la motivazione del premio, «di creare sviluppo economico e sociale dal basso».
Come racconta Cristina Nadotti su la Repubblica, «Yunus e i suoi collaboratori hanno cominciato battendo a piedi centinaia di villaggi del poverissimo Bangladesh, concedendo in prestito pochi dollari alle comunità, somme minime che servivano per avviare progetti imprenditoriali. Un’azione che ha avviato anche un circolo virtuoso, con ricadute sull’emancipazione femminile, poiché Yunus ha fatto leva sulle donne per creare cooperative e promuovere il coinvolgimento di ampi strati della popolazione».
La Grameen Bank oggi ha oltre 1.084 filiali e ci lavorano 12.500 persone. I clienti in 37 mila villaggi sono 2 milioni e 100 mila, per il 94% donne.
Il sistema non è in perdita: il 98% dei prestiti viene restituito. E allora vuol dire che funziona.

Categorie: Altri blog

«Con questi dati Campania verso il lockdown» |La Settimana per il clima nel vivo | Spagna, stato di allarme a Madrid

People For Planet - Sab, 10/10/2020 - 06:25

Corriere della Sera: L’Oms: nel mondo registrati 350 mila casi in un giorno. Il governatore De Luca: «Con questi dati Campania verso il lockdown»;

Il Giornale: ‘Basta poco per perdere tutto’. L’ira sull’Imu triplicata del Pd;

Il Manifesto: La settimana per il clima entra nel vivo: blocchi e scioperi;

Il Mattino: La Svizzera mette la Campania in black list: quarantena obbligatoria;

Il Messaggero: Spagna, stato di allarme a Madrid: limiti alla libertà di movimento delle persone ;

Ilsole24ore: Euronext compra Borsa italiana per 4,32 miliardi: nasce listino da oltre 1.800 società – Da Londra a Parigi, cosa cambia per Piazza Affari? – Borse europee, la settimana chiude con buoni rialzi;

Il Fatto Quotidiano: “Rompere sul Recovery? A nessuno conviene. Per dicembre l’accordo, primi soldi a giugno”. Sul Mes tanta ideologia e poca aritmetica;

La Repubblica: Alitalia, firmato il decreto per la newco. Al comando Caio (presidente) e Lazzerini (ad). Il via libera da quattro ministri;

Leggo: Sanremo 2021, Roberto Benigni e Checco Zalone sul palco dell’Ariston: esibizione senza monologhi;

Tgcom24: ; Bambino dimentica l’astuccio, nessuno può prestargli la matita: resta fermo cinque ore in aula;

Categorie: Altri blog

Lo zucchero, questo sconosciuto

People For Planet - Ven, 10/09/2020 - 17:00

Torniamo a parlare con la Dottoressa Melissa Finali, Biologa Nutrizionista. E conosciamo meglio lo zucchero, con un esperimento pratico da veri scienziati!
Che differenza c’è una spremuta di arancia fatta in casa e un succo industriale?

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_244"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/244/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/244/output/Zucchero-e-vita.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/244/Zucchero-e-vita.mp4' } ] } })

 

Categorie: Altri blog

La recovery ha bisogno anche di Euro

People For Planet - Ven, 10/09/2020 - 15:00

Vorrei richiamare la vostra attenzione su una sentenza della Corte costituzionale molto importante, una sentenza che cambia radicalmente le condizioni di vita di tanti utenti della Salute Mentale costretti a fare i conti non solo con le proprie sofferenze e con i processi di stigmatizzazione sociale ma anche con enormi problemi materiali ed economici.

Vorrei dunque per un attimo parlarvi non di psicologie, psicoterapie, psicanalisi, psicoqualcosaltro ma semplicemente di vita materiale, di pane e latte da comprare, di vestiti da indossare, case da abitare, bollette da pagare.
L’invalidità, com’è noto, riguarda le persone con menomazioni fisiche, intellettive e psichiche che causano una permanente incapacità lavorativa e viene certificata da una apposita Commissione Medica dell’Asl . 

Molti però non sanno che a un disabile che ottenga il riconoscimento dell’invalidità fisica o psichica al 100%, spetta una pensione mensile d’invalidità, per il 2020, di ben 286 euro e 616 centesimi.

Ho sempre ritenuto questa cifra semplicemente vergognosa e, seguendo come familiare e volontario alcune associazioni impegnate nella Salute Mentale, ho potuto constatare direttamente quanto questo pseudo-intervento assistenziale sia umiliante e insufficiente per gli utenti.
Ho denunciato pubblicamente con forza questa vergogna nazionale scrivendo lettere e intervenendo in tutti gli eventi pubblici cui ho partecipato, riscontrando purtroppo con amarezza il silenzio assordante della politica e una generale mancanza d’attenzione nei confronti di queste persone in difficoltà.

Continua a leggere su www.sogniebisogni.it

Categorie: Altri blog

Castagno: fai nascere una pianta dal frutto a costo zero

People For Planet - Ven, 10/09/2020 - 10:00

Come far nascere una piantina di castagno partendo dal frutto?

Dal canale YouTube L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta ecco una spiegazione dettagliata di come mettere a dimora e far nascere una pianta sana che ci darà buoni frutti!

Fonte: L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta

Leggi anche:
Pistacchio: fai nascere una piantina a costo zero
Come scegliere frutta e verdura al supermercato
I cibi più ricchi di Vitamina D

Categorie: Altri blog

Covid-19, vaccino antinfluenzale spray nei bambini: “Una scelta cieca”

People For Planet - Ven, 10/09/2020 - 09:00
Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin-top:0cm; mso-para-margin-right:0cm; mso-para-margin-bottom:8.0pt; mso-para-margin-left:0cm; line-height:107%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri",sans-serif; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-bidi-theme-font:minor-bidi; mso-fareast-language:EN-US;} La vaccinazione antinfluenzale è stata indicata come un intervento fondamentale nello sforzo di distinguere il coronavirus dall’influenza, sebbene le evidenze scientifiche in termini di efficacia non siano solide. Un vaccino poco efficace Revisioni sistematiche degli studi condotti in popolazioni di bambini e adulti sani, anziani e pazienti immunodepressi hanno mostrato la moderata, a tratti esigua, efficacia di questo vaccino. Si misura principalmente in base alla riduzione di visite ambulatoriali per “influenza confermata dal laboratorio”, ed è intorno al 35-40%. Chi si vaccina è protetto dal covid? Tuttavia, indicazioni a supporto della vaccinazione antinfluenzale vengono da dati preliminari che indicano che si infetta di più di COVID-19 chi non è vaccinato contro il virus dell’influenza o lo Pneumococco. I vaccinati sembrano più protetti. Di conseguenza, il governo ha emanato una circolare estendendo le indicazioni per la vaccinazione antinfluenzale riportate nel Piano nazionale prevenzione vaccinale, raccomandando “di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire da ottobre e di offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione”. L’elenco comprende, praticamente, quasi tutta la popolazione. I dubbi circa la fattibilità L’estensione del vaccino a quasi tutta la popolazione in un contesto di già grande difficoltà nell’organizzazione dei servizi di prevenzione, se adottata in tutto il Paese, potrebbe però comportare diverse criticità, come sottolineato dal nucleo strategico del Nitag (National Immunization Technical Advisory Group), non consultato dal governo, e da altri interventi della comunità scientifica. Il SSN sarà in grado di garantire l’accesso e la disponibilità di dosi di vaccino e la somministrazione della vaccinazione a tutti? “Un esperimento” in Lombardia La Regione Lombardia ha annunciato l’uso di un vaccino per la popolazione da 24 mesi a 18 anni d’età mai utilizzato in Italia, né in Europa. Fluenz Tetraspray nasale®, sospensione, vaccino antinfluenzale (vivo attenuato), tetravalente, commercializzato da AstraZeneca, arriva dagli Usa. È un esperimento in vivo che farà Regione Lombardia”, ha detto Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats Milano. Vaccinati dai pediatri tutti i bimbi La Regione ha raggiunto l’accordo con i pediatri, che vaccineranno nei loro studi – o negli spazi messi a disposizione dalle Ats, per garantire il distanziamento – i bimbi fino a sei anni.   La campagna dovrebbe partire prima per i piccoli che hanno malattie croniche: per loro, il vaccino sarà quello “classico” con l’iniezione. Per gli altri, invece, sarà usato per la prima volta questo vaccino spray gratis, a chiamata, per tutti i bambini dai 24 mesi (per i più piccoli lo spray non è indicato) fino ai 6 anni esclusi, da novembre in poi. “Ma nell’intesa – ha fatto sapere Rinaldo Missaglia, segretario nazionale del Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia) – dovrebbe essere inserita la possibilità di vaccinare gratuitamente anche i più grandi, grazie alle dosi che non verranno utilizzate”. Il vaccino spray, infatti, prevede la somministrazione di due dosi, a un mese l’una dall’altra, per i bimbi che non si erano mai vaccinati prima contro l’influenza. L’adesione alla campagna dei 1.100 pediatri di famiglia lombardi sarà volontaria: per ogni bimbo vaccinato, riceveranno un rimborso di circa 6 euro. “Dai genitori ci arrivano molte richieste, quindi ci aspettiamo una buona adesione –  ha sottolineato Rino Rosignoli della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) – . La cosa più importante è partire il prima possibile, anche perché trattandosi di un vaccino somministrato per via nasale, il periodo migliore per farlo è prima che inizino a diffondersi i raffreddori”. Ma i genitori chiedevano il vaccino tradizionale, non un vaccino dagli effetti poco noti. Pochi studi sull’efficacia “Sebbene gli studi di efficacia e sicurezza siano limitati, l’efficacia documentata è paragonabile agli altri vaccini utilizzati nella medesima popolazione target, così come gli effetti avversi”, spiga Maurizio Bonati, Responsabile del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”. Più effetti avversi: una scelta cieca “Trattandosi di un vaccino a virus attenuati la frequenza di effetti avversi potrebbe essere maggiore sia per quelli molto comuni (diminuzione dell’appetito, emicrania, congestione nasale), comuni (mialgia) o rari (eruzione cutanea) – continua Bonati. È una scelta cieca. Uno strumento mai utilizzato implica un minimo di “addestramento” su come, chi, quando usarlo”. Invece qui si brancola nel buio. “Quale strategia di salute pubblica sottostà a questa scelta? Quale miglioramento atteso rispetto a quanto fatto sinora? Quale efficacia attesa? Quanti bambini meno influenzati? Quale sicurezza? Qual costi (aggiunti)? Sono tutte domande alle quali non abbiamo risposta”.

Covid-19, Vaccino antinfluenzale nei bambini: quanto funziona?

Mascherine a scuola, Pediatri con ZeroWaste: “Le chirurgiche non siano obbligatorie”

 

Categorie: Altri blog

Il wc del futuro trasforma le feci in denaro (e la pipì in acqua potabile)

People For Planet - Ven, 10/09/2020 - 08:00

“Ah! berrei quest’acqua più spesso, e molto volentieri!”: Bill Gates punta a colpire l’immaginario collettivo, uno schiaffo in faccia a effetto wow, parlando in Cina, a una fiera di tre giorni chiamata “Reinvented Toilet Expo”, dell’acqua potabile ricavata da feci e urine umane. Obiettivo presentare e promuovere il suo wc, capace di purificare l’acqua, salvare vite, risparmiare milioni di dollari e fertilizzare sostenibilmente i campi.

Dopo 200 milioni di dollari di investimento e sette anni di lavoro, il magnate ha presentato il water che non necessita di allacciamento fognario né tanto meno di acqua, e che si affida a un pannello solare per trasformare le nostre deiezioni – raccolte sotto al pavimento – in acqua purificata e fertilizzanti solidi, sicuri dopo l’eliminazione di quegli agenti patogeni che si calcola uccidano nel mondo oltre 500mila persone ogni anno, proprio a causa della scarsa igiene. Come noto, il problema globale dei servizi igienico-sanitari ha anche un elevato costo economico, che si aggira intorno ai 223 miliardi di dollari all’anno, e “peggiorerà se non facciamo qualcosa al riguardo“, ha detto Gates. Il sistema si chiama Omniprocessor e promette di cambiare il mondo.

Nel dettaglio, la toilette del futuro funziona così. Feci e urine vengono stipate in un contenitore sotto il pavimento e un pannello fotovoltaico attiva un reattore biochimico che purifica i rifiuti attraverso degli elettrodi. Successivamente, una reazione elettrochimica scompone le deiezioni nei vari componenti, separando l’idrogeno, la componente fertilizzante e l’acqua, resa pulita. Un altro meccanismo immagazzina l’idrogeno come energia nelle celle a combustibile. Il fertilizzante viene raccolto per scopi agricoli, e l’acqua finisce in un serbatoio per essere riutilizzata.

Se state pensando a quanto sarebbe più facile, in questo modo, costruire il secondo bagno in casa, pensate anche ai villaggi nelle zone più povere della terra, dove non ci sono pozzi né acqua potabile, né allacciamento fognario, e dove appunto morire di diarrea è cosa comune. Inoltre, il meccanismo permetterebbe di rendere fertile – ma batteriologicamente sicura – la terra circostante le case, in modo facile ed economico.

Il cofondatore di Microsoft ha parlato brandendo un vaso di escrementi umani durante il suo discorso. “Questa piccola quantità di feci potrebbe contenere fino a 200 trilioni di cellule di rotavirus, 20 miliardi di batteri di Shigella e 100mila uova di vermi parassiti. Dove non esistono servizi igienico-sanitari sicuri, c’è molto più di un barattolo a infettare l’ambiente in cui le persone vivono”, ha detto. “Questi e altri agenti patogeni causano malattie come la diarrea; ma anche colera e tifo, che uccidono quasi 500mila bimbi ogni anno.”

Rispetto ai servizi tradizionali, che hanno bisogno di allacciamento all’acqua e di uno scarico, questi water possono funzionare per meno di 0,5 dollari al giorno: rendendo in cambio un gran bel servizio. Finora, già oltre 20 aziende hanno aderito al progetto: tra cui Clear, Eco-San, SCG Chemicals e Eram Scientific Solutions.

“La crescita demografica, l’urbanizzazione e la scarsità d’acqua renderanno ancora più difficile la vita degli abitanti di Africa e Asia nei prossimi decenni. Già oggi stanno lottando con sistemi sanitari inadeguati nel tentativo di interrompere epidemie e povertà, associate direttamente a servizi igienici non sicuri”. Chiaro anche il beneficio per oceani e corsi d’acqua, e dunque per l’ambiente in generale.

Infine, la sostenibilità economica del progetto, capace di fruttare ottimamente: secondo Bill Gates, entro il 2030 la tecnologia dei servizi igienico-sanitari sarà un’opportunità commerciale globale del valore di 6 miliardi di dollari all’anno. Del resto, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNICEF, tre persone su 10, in tutto il mondo – all’incirca 2,1 miliardi di persone – non hanno accesso all’acqua pulita, mentre 4,5 miliardi non utilizzano servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro.

“Siamo al culmine di una rivoluzione igienico-sanitaria”, ha affermato Gates. “Non è più una questione se possiamo farcela, è una questione di quanto velocemente questa nuova categoria di soluzioni crescerà: non sappiamo esattamente quanto tempo ci vorrà, ma sappiamo che succederà velocemente”. A partire dalla Cina.

La presentazione è avvenuta a Pechino non per un caso: il presidente Xi Jinping sta promuovendo un piano triennale dei servizi igienici che dovrebbe diffondere 64mila water nella Repubblica Popolare, motore del mondo ma ancora estremamente arretrata e non solo nelle campagne, con l’obiettivo di stimolare la crescita, attraverso il turismo, e la salute della popolazione. Basti pensare che lo stesso centro storico della capitale ha water condivisi tra gli abitanti di una strada.

Gates ha spiegato che l’idea è quella di introdurre il magico WC in edifici pubblici come le scuole. Poi, quando i costi diminuiranno, potrà diventare accessibile alle singole famiglie a un prezzo finale che si aggira sui 500 dollari.

Categorie: Altri blog

Cina: turisti a livelli pre-Covid | Mali: liberati due italiani | Recovery: parlamento Ue blocca i fondi

People For Planet - Ven, 10/09/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Il «miracolo» cinese: turisti a livelli pre-Covid e zero contagi. Nuova Zelanda: «Abbiamo sconfitto la seconda ondata»;

Il Giornale: Adesso è caos sul Recovery: Parlamento Ue blocca i fondi;

Il Manifesto: La settimana per il clima entra nel vivo: blocchi e scioperi;

Il Mattino: De Luca a Roma da Speranza e Arcuri: «Subito medici e infermieri in Campania»;

Il Messaggero: Alitalia, il cda ora è allargato: la nuova compagnia può decollare;

Ilsole24ore: Vaccini influenzali, dalla Cina agli Usa caccia italiana a 1 milione di dosi – Quando arriverà il vaccino anti-Covid, e sarà sicuro? – La grande corsa alla cura con gli anticorpi;

Il Fatto Quotidiano: Gran Bretagna, oltre 17mila casi in un giorno. In Francia 18mila: 4 città in “massima allerta”. Spagna, 12mila contagi: “Evoluzione negativa”;

La Repubblica: L’Europa prepara le sanzioni contro la Russia per l’avvelenamento di Navalnyj;

Leggo: Covid, impennata di contagi: la Regione Lazio vara il mini-lockdown TUTTI I DIVIETI;

Tgcom24: Mali, liberati padre Maccalli e Nicola Chiacchio | Di Maio: “Stanno bene”;

Categorie: Altri blog

“GreenPark Montelungo” diventa realtà!

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 10/08/2020 - 19:04

È ufficiale: al parco di Montelungo verrà finalmente resa giustizia! Lo scorso 7 ottobre, il Museo Archeologico ha ospitato la quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Durante l’evento nazionale, chiuso al pubblico causa Covid, l’architetto Vincenzo Antonuccio ha presentato il progetto “Green Park Montelungo”.  L’immensa area naturale verrà presidiata e recuperata attraverso opere di pulizia, coltivazione e attrezzamento, per essere usufruita dalla popolazione e dai turisti di tutte le età. L’iniziativa rientra nei finanziamenti europei del Recovery Fund.

Tantissime le attività e le opere in atto a favore della sostenibilità, a discapito dello stato di degrado e abbandono a cui il parco è stato soggetto negli ultimi anni. Di fatto, si tratta di un’area soggetta a deforestazione e vulnerabile agli incendi. La progettazione stessa del nuovo parco, per ridurre sensibilmente gli impatti, si impone di utilizzare unicamente materiali naturali, di recupero ed integralmente riciclabili. L’edificazione verrà, dunque, limitata alle strutture già presenti quali casa, bagni e spogliatoi dell’anfiteatro.

Verranno anzitutto ripristinati e resi fruibili i sentieri, organizzati in percorsi didattici e percorsi ciclopedonali. I visitatori avranno la possibilità di entrare a contatto con la natura, all’insegna dello svago e del benessere. La planimetria comprende punti di ristoro, palestra a cielo aperto, minigolf, “salotti” relax, aree pic-nic e barbecue, aree gioco per bambini e aree dedicate agli animali domestici. Tra le tante novità, anche la creazione di orti botanici. L’anfiteatro verrà, invece, adibito a location per eventi artistico-culturali. Verranno, inoltre, inseriti dei laghetti per la pratica dell’acquacoltura. Tra gli ingressi, invece, verranno collocati degli uffici dove richiedere informazioni e degli stand fieristici.

Oltre allo sport e allo svago in generale, al centro dell’idea vi è la cultura dell’apprendimento: diversi gli spazi dedicati alla didattica, tra cui aule tematiche, aula conferenze, laboratori naturalistici e persino un planetario. I vari padiglioni comprendono corsi, stages e incontri vari di arte, danza e recitazione. Per di più, in un posto come Gela, non può venir meno nemmeno l’archeologia!

Turisti e campeggiatori avranno un luogo apposito in cui montare le tende (vi troverete persino tende sospese), oltre ai parcheggi per i camper e altri tipi di veicoli. Prevista anche la creazione di un lido sul litorale adiacente.

A livello economico, sono diverse le ripercussioni che questa nuova iniziativa avrà sulla città. Oltre alla creazione di una cinquantina di nuovi posti di lavoro, si tratta di un grande passo avanti per il grande potenziale turistico di Gela, che genererà un nuovo flusso verso alberghi, bed&breakfast, ristoranti ed attività commerciali presenti nelle aree urbane.

Per accedere alle varie informazioni, farsi un’idea più chiara e prenotarsi alle varie attività, basta collegarsi al sito apposito www.greenparkmontelungo.com

L'articolo “GreenPark Montelungo” diventa realtà! proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog