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Jacopo Fo srl
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Mister Obama, noi siamo qui in Italia, alla periferia dell’Impero e ti scrivo perche' solo tu puoi aiutarci.
Qui sta succedendo qualche cosa che non va.
Bush, quella strana persona, ha deciso di costruire vicino a Vicenza una immensa base militare. Ce n’era gia' una ma gli sembrava piccolina.
La gente di Vicenza e molti italiani sono scesi in piazza a manifestare. Non abbiamo proprio bisogno di una nuova base militare, un nuovo monumento allo spreco di denaro, alla paura e all’odio.
Non ci servono missili piu' grossi carichi di bombe nucleari.
La tua elezione alla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America ha segnato un punto di svolta nella storia di questo pianeta. Ora possiamo immaginare un’epoca di pace, di comprensione, di comunicazione. Un’epoca nella quale non ci si uccida piu' per il petrolio e si prenda l’energia dal sole, dal vento e dagli oceani.
E allora, Presidente, che c’entra con questo sogno una nuova luccicante base militare? Veramente vuoi buttare tutti questi soldi in nuovi bunker sotterranei, rampe di lancio, bombe?
Se qualcuno impazzisse potrebbe gia' adesso lanciare missili a testata nucleare sufficienti a distruggere mille volte questo pianeta. Quale potenza aggiuntiva potrebbe portare questa nuova base militare? Quando l’avrete costruita potrete distruggere il mondo milleuno volte?
Ne vale la pena?
Ne avete proprio bisogno?
Con i soldi che si risparmierebbero rinunciando a questo progetto potreste dare da mangiare e una scuola a un milione di bambini.
Se tu domani mattina facessi questo annuncio al pianeta, la gente direbbe: “Vedi, questo presidente vuole veramente cambiare il mondo.” E questo proteggerebbe l’America molto piu' di cento basi militari.
E poi a cosa servono oggi nuove basi militari?
L’Unione Sovietica non esiste piu' e sta lentamente aprendosi al progresso. La guerra con la Cina per il petrolio non ci sara' perche' tu stai aumentando dieci volte la velocita' della transizione all’economia delle fonti rinnovabili con i grandi investimenti che stai realizzando.
Una base militare nuova non servira' contro i nemici della tua patria che sono terroristi difficili da colpire con una bomba atomica.
Anzi, costruendo questa follia darai forza ai nemici degli Stati Uniti d’America che diranno: “Vedi, gli americani, parlano di pace ma costruiscono la guerra.”
Non conviene a chi ama il sogno di un mondo nuovo, investire denaro e intelligenza nel costruire, ancora, cattedrali del terrore irte di cannoni e filo spinato.
Abbiamo bisogno di segnali d’amore.
Yes we can!
Fermiamo i cani della notte.
Ieri a Vicenza, ancora una volta, questo sogno oscuro di potenza ha causato altri feriti e altro dolore.
Gia' ora questa base militare sta armando le mani di chi conosce solo l’odio.
Tra i manifestanti pacifici si infila gente che vuole la guerra. E invita a nozze chi nelle forze dell’ordine rimpiange l’uso di massa dei manganelli e dei lacrimogeni.
Ti prego Obama, ti prego.
Compi l’impossibile, l’inaspettato.
Un gesto d’amore, un gesto di fiducia, una preghiera per l’anima degli uomini.
Ferma questa follia.
Noi stiamo lottando e gridando, da anni contro questa malvagita' insensata. Ma le nostre proteste vengono calpestate, ignorate.
Viviamo in un pezzo di mondo strano, dove il buon senso, momentaneamente e' svenuto.
Noi abbiamo lottato con tutte le nostre forze, sinceramente, ma stiamo perdendo.
Noi non possiamo fermare questo ingranaggio, siamo uno Stato vassallo, alla periferia dell’Impero.
Si sta eseguendo quel che Bush ha deciso per noi e nessuno qua potra' mai opporsi. Ci sono trattati, accordi, impegni presi dai nostri strani governanti.
Noi non possiamo vincere da soli questa battaglia della civilta' della pace contro quella della guerra.
Tu puoi farlo.
Solo tu puoi farlo.
Se tu agisci noi saremo con te, siamo sempre stati con te.
Insieme possiamo farlo.
P.S.: Credo che l'unica via per impedire la costruzione della nuova base militare sia rivolgerci in massa a Obama e ai singoli cittadini Usa.
Al piu' presto pubblicheremo questa lettera tradotta e ti inviteremo a inviarla a qualche statunitense che conosci.
Potrebbe realmente funzionare.
La Spagna ha completato la distruzione dei propri arsenali di munizioni a grappolo. Lo rivela un rapporto della International Campaign to Ban Landmines (ICBL).
Le buone notizie non mancano: prima ancora che la Convenzione sulle bombe a grappolo, firmata il 30 maggio 2008 a Dublino, entri ufficialmente in vigore, molti firmatari, tra cui Austria, Belgio, Canada, Colombia, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Regno Unito e Svizzera, hanno gia' iniziato a distruggere le proprie riserve.
(Fonte: Goodnewsagency.org)
E' partita qualche giorno fa una nuova raccolta firme organizzata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo per chiedere al governo di rinunciare all'acquisto di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighters F35.
Preventivo di spesa: 16 miliardi di euro.
Con la stessa cifra si potrebbero costruire 3000 nuovi asili nido o installare 8 milioni di pannelli solari.
Per firmare l'appello “Caccia il caccia” http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=82&id_topic=37
Gli aderenti al Comitato No Dal Molin, che si battono per impedire l’ampliamento della base Nato a Vicenza, hanno deciso di acquistare il terreno su cui hanno piantato i tendoni del Presidio permanente. L'atto di acquisto collettivo (530 quote) e' stato fissato per domenica prossima 10 maggio: la firma, alla presenza del notaio, avverra' presso il Presidio No Dal Molin.
Si tratta, in pratica, del terreno dove dovrebbe passare l’ingresso nord della base.
(Fonte: APCom)
Nel video la canzone veneta No Dal Molin, scritta da Titta Stern, sull'aria di osteria numero 9.
Categoria video controinformazione/video censurati
Temi: ribellione, dialetto, diritti, occupazioni, musica, politica, basi americane, spesa militare, americani,
Aghaton Rwasa, capo dei ribelli Hutu burundesi delle Forze nazionali di liberazione (Fnl), partecipando a una cerimonia di consegna delle armi, ha annunciato che il suo gruppo rinuncia alla lotta armata a favore di quella politica e musicale.
(Fonte: misna.org)
La legge e' stata firmata dal Presidente Obama il 19 marzo. Prevede che siano vietate le esportazioni di cluster-bomb che si lasciano dietro piu' dell'1% di ordigni inesplosi.
I Paesi richiedenti dovranno inoltre dichiarare che non le utilizzeranno in zone abitate.
Pena l'esclusione dalla rubrica del Blackberry presidenziale.
(Fonte: Goodnewsagency.org)
Dove si narra di donne, di costate d’agnello, di comunisti indomiti e di foschi traditori.
Oggi voglio raccontarti una storia d’amore.
Ma attenzione, non si tratta di una fuga dalle tragiche urgenze della crisi economica, delle guerre e dei disastri vari che affliggono in particolare l’Italia.
Anzi! Si tratta di entrare a piedi giunti nel centro del problema, che non e' Berlusconi ma il progressista medio, che lo critica a parole senza rendersi conto della propria complicita' esistenziale, di stili di vita che ne fanno un sostenitore oggettivo dell’Italia dello Sfascio.
La crisi italiana e' principalmente una crisi morale, etica, sentimentale, confusionale.
Che cosa vale la tua battaglia contro Berlusconi se non sai baciare?
Come possiamo affrontare i tempi bui, e uscirne, se ancora al primo posto dell’agenda politica della Sinistra non vediamo gli abbracci?
Il personale e' politico, gridavano le femministe negli anni settanta, ma ancora il concetto non e' penetrato nei meandri della mente collettiva dei progressisti.
Se la Dea me ne dara' possibilita' e i lettori mi sosterranno, pubblichero' da oggi una serie di racconti su alcuni fatti gravissimi avvenuti tra la famiglia Trifacchia e la famiglia Manoni. Si trattera' di questioni scabrose, risse, tradimenti che si stagliano sullo scenario di Casa Del Diavolo, ameno paesino lungo la via Tiberina che da circa 2000 anni porta da Roma a Ravenna e viceversa.
Medici Senza Frontiere ha pubblicato il quinto Rapporto sulle Crisi dimenticate, sulla base di un’analisi curata dall'Osservatorio di Pavia.
In tutto il 2008 l'epidemia di colera in Zimbabwe ha prodotto 12 notizie nei telegiornali nazionali di Rai e Mediaset. Dell'estate di Briatore si e' parlato 33 volte.
Le violenze del conflitto tra i ribelli e le forze governative in Etiopia sono state raccontate in sole 6 notizie in tutto l'anno, contro le 208 che hanno invece riguardato Carla' Bruni'.
Per dar voce a questo silenzio, MSF lancia la campagna “Adotta una Crisi Dimenticata”: si puo' scegliere di mandare qualche migliaio di profughi a casa Sarkozy o nello yacht di Flavio.
(Fonte: Repubblica)
Presso la Corte Penale Internazionale all’Aja e' iniziato il primo processo nei confronti di un signore della guerra congolese accusato, tra l'altro, di sfruttare bambini soldato.
L'imputato e' Thomas Lubanga Dyilo, leader dell’Unione dei Patrioti congolesi nella regione Ituri.
Contro di lui ci sono 1.671 pagine di accuse.
(Fonte: Goodnewsagency)
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