religione
La catena di supermercati inglesi Tesco vieta ai cavalieri Jedi di entrare negli esercizi col cappuccio del mantello in testa.
L'annuncio e' del portavoce dell'azienda e arriva dopo che la sicurezza interna di un supermercato ha dovuto allontanare Daniel Jones, capo della prima chiesa jedi del Regno Unito, perche' si rifiutava di abbassare il cappuccio della veste e rendersi cosi' identificabile.
Secondo gli agenti l'uomo poteva costituire “un elemento di rischio”.
Doveva solo comprare le batterie per la spada laser.
(Fonte: Ansa)
Nella foto Daniel Jones
Ennesimo arresto per possesso di sostanze stupefacenti ed ennesima assoluzione per Piero Bucciotti, 61 anni, piu' noto come "Swamo Atmananda", l’eremita di Cerva (Cz).
Come in altre occasioni si e' difeso spiegando ai giudici che la filosofia di vita cui si ispira prevede l’uso della marijuana.
In questo caso il fatto non costituisce reato, anzi e' una brava persona che spesso dispensa utili consigli.
(Fonte: Aduc, segnalata da Davide Calabria)
A Denton, in Texas, e' caccia grossa all'uomo che si e' fatto un tatuaggio su un braccio e ha pagato i 200 dollari del lavoro con una carta di credito rubata.
Si era appena fatto tatuare la scritta: “Solo Dio puo' giudicarmi”.
Vogliono fargli scontare sia il danno che la beffa!
(Fonte: Internazionale)
Sentono dell'incidente e dell'intervento chirurgico al Papa e preoccupatissime partono da Torino per raggiungere il prima possibile la Valle D'Aosta.
Le tre suore sono state pero' fermate dalla Polizia in autostrada mentre correvano a 180 km/h.
Non e' chiaro se fossero a bordo di un'auto.
(Fonte: Ansa)
A ottobre mio padre e mia madre torneranno sulle scene con un nuovo spettacolo sulla vita di Sant’Ambrogio.
E credo che ancora una volta ci sara' chi si scagliera' contro Dario Fo e Franca Rame come sempre colpevoli di lesa maesta'.
So di farvi cosa gradita anticipandovi l’essenza della storia anche perche' essa e' di estrema attualita'.
Ambrogio (Treviri, incerto 334/339 - Milano, 397), prima di divenire Santo era un alto funzionario dell’impero, un uomo potente… E proprio in virtu' della sua carica imperiale si trova a fare da moderatore nello scontro pubblico tra il candidato cattolico e quello ariano allo scranno di vescovo della citta'. Durante il dibattito, cercando di riassumere quali fossero le caratteristiche ideali del vescovo che bisognava scegliere, Ambrogio arriva a infervorare talmente il pubblico che alla fine gli gridano: “Fallo te il vescovo che sei cosi' bravo e simpatico!”
Lui non ne ha nessuna voglia e cerca di defilarsi: “Non sono neanche un prete…”
“Non ci importa niente!” grida la folla esaltata alla vista di un uomo che non si butta a pesce sopra una carica di altissimo rango.
Insomma lo incastrano per acclamazione.
Ma Ambrogio proprio non ne vuol sapere e per sfuggire al favore del popolo organizza una grande festa a casa sua, grazie alla collaborazione di alcuni amici fidati invita un gruppo di giovanissime e avvenenti prostitute e tutti insieme fan di tutto, con urla gemiti ululati e schiamazzi, per dar l’idea che si stia svolgendo un’orgia scatenata. E vanno cosi' avanti finche' arriva la polizia comunale e li porta via tutti, donne seminude comprese. Una volta riconosciuto e liberato dalle guardie Ambrogio si presenta all’assemblea della citta' di Milano e dice: “Perdonatemi, e' chiaro che non sono degno di ricoprire una carica religiosa, sono un peccatore, ho invitato le piu' grandi peccatrici della citta' a casa mia, ho compiuto con esse tutti gli atti piu' impuri che si possano immaginare, ho disonorato l’autorita' che rappresento, rinuncio quindi a essere investito della carica vescovile! Perdonatemi.”
A questo punto la folla grida: “Finalmente un uomo che ammette le sue colpe!”
“Finalmente un alto papavero che non scarica le sue responsabilita' sui suoi sottoposti!”
“Finalmente un uomo che ha il coraggio di ammettere i suoi peccati!” E’ te che vogliamo vescovo!”
Cosi' Ambrogio resta fregato e non puo' piu' tirarsi indietro e accetta di diventare la guida spirituale della citta'.
Ambrogio diventera' poi santo.
Vi lascio alle molte riflessioni possibili sulla differenza tra questo grande Ambrogio e altri personaggi contemporanei…
Visti i tempi che corrono e la decadenza della chiesa moderna forse anche Berlusconi avrebbe potuto diventare santo. Ma si e' fregato per non aver avuto il coraggio di recitare un mea culpa adeguato alla misura dei suoi peccati.
E questa e' una buona notizia.
Rischiare di vederlo anche santo sarebbe stato troppo per le mie fosche pupille.
Anche lui finira' nel dimenticatoio di quella schiera infinita di potenti che colti con le mani nel sacco hanno detto: “Io non sapevo che erano prostitute le 19 ucraine vestite da Babbo Natale che mi si spalmavano addosso. Le ha portate un amico. E poi essere un consumatore ultimo non e' reato. Io non ho mai pagato una donna…”
Vorrei chiosare sopra una sottigliezza: che tipo di ego pressurizzato ha un uomo ultrasettantenne calvo-trapiantato, basso di statura e con la faccia asfaltata dal cerone, che e' convinto di essere talmente sessualmente attrattivo da trovare normale che centinaia di ragazze con la pelle d’angelo facciano a gomitate per trastullarlo senza essere pagate per farlo?
PS
Nota storica: Sant’Ambrogio poi fu un vescovo veramente rivoluzionario. Una delle sue battaglie piu' violente e pericolose fu quella in difesa delle monache di clausura.
Fa ridere dirlo oggi ma le monache furono un fenomeno piu' rivoluzionario di Lotta Continua.
A quei tempi, siamo nel 300 dopo Cristo, la donna era una cosa di proprieta' del padre prima e del marito poi, e il matrimonio era una questione economica importantissima. Serviva per stringere alleanze, suggellare patti commerciali, fusioni politiche e incassare denaro contante.
Bambine venivano sposate a vecchi rugosi, bassi, calvi e con l’alito mefitico. E non avevano nessuna possibilita' di sottrarsi a un destino infame di botte e gravidanze a catena.
A meno che non scegliessero di fuggire e adattarsi a vivere in mezzo ai paria pochi anni di fame e sofferenze (i poveri morivan giovani oltretutto, le donne in particolare…).
Siamo ancora sotto l’Impero Romano e le donne contano quanto gli animali.
Quando alcune giovinette fuggono di casa e con l’appoggio di alcuni settori della chiesa creano delle comunita' monacali scoppia il finimondo. Gruppi di signorotti spalleggiati dai loro sgherri vanno a sfondare le porte dei monasteri e si portano a casa le figlie con la forza. Gran parte del clero si unisce a loro sostenendo che la donna e' indegna e incapace di dedicare la propria vita al Signore fuggendo cosi' dalla patria potesta'.
Esse compiono un peccato mortale non rispettando il padre e la madre e ribellandosi al loro potere!
Sant’Ambrogio interviene in difesa delle monache, arrivando a schierare i suoi uomini, armati, in difesa dei conventi e intraprendendo uno scontro a tutti i livelli per garantire la sopravvivenza di questa esperienza religiosa e sociale incredibile per quei tempi: comunita' composte solo da donne che si organizzavano in modo autonomo per gestire la propria vita.
E fu grazie a questa battaglia che alla fine i monasteri si imposero in Italia e in Europa.
Qualcuno dira' che la clausura non e' una grande alternativa al matrimonio coatto.
Credo che se provasse a passare una notte con un commerciante di pesce del Giambellino di 73 anni, basso, pelato e reazionario, e col diritto di usare la frusta, forse cambierebbe idea. Rapidamente.
La clausura e' meglio.
Molto meglio!
Ringraziamo tutti i lettori che ci hanno appoggiato nel cercare di far saper che il vescovo di Assisi ha bloccato lo spettacolo di Dario su Giotto.
Martedi' avevo mandato il comunicato stampa all'Ansa ma solo alcuni giornali locali avevano ripreso la notizia. E' stato risolutivo il fatto di tradurre l'articolo in inglese e inviarlo alla stampa estera. E il fatto che contemporaneamente su Facebook e sui blog la notizia e' rimbalzata. Dopo quattro giorni finalmente gli articoli sono usciti sui maggiori quotidiani e ieri anche il Tg3 ne ha parlato. Grazie alla collaborazione di molte persone straordinarie, che ancora hanno voglia di faticare su battaglie che si possono vincere, abbiamo ottenuto al 100% il nostro obiettivo.
Piccole vittorie... Ma una piccola vittoria al giorno toglie piano piano gli stronzi di torno.
Link per approfondire la notizia: http://www.jacopofo.com/vescovo_assisi_vieta_piazza_dario_fo
(Dio ti parla da Radio Santa 104 FM)
Una storia di Santi e Demoni alla vecchia maniera.
Mi chiamo Giovanni Senzaterra, ho 42 anni e di mestiere mi occupo di sistemi per scalare i motori di ricerca. Un’attivita' che 3 anni fa non esisteva ancora. Mi piacciono le novita'. Sono laico dalla testa ai piedi e comunista da tre generazioni.
Avevo svoltato verso Perugia, nel bel mezzo di una crisi economica planetaria. Era un giovedi' che si paventava una pandemia di influenza cattiva, quando girando i canali dell’autoradio capito su Radio Santa 104 FM. Una giovane donna stava dicendo: “Sento che il Demonio e' dentro di me!”
Che non sono cose che generalmente si dicono nel 2009, verso le 3 del pomeriggio.
Tutto questo succedeva l’altro ieri e da li' in poi la mia vita ha preso una piega che dovrei quantomeno definire STRANA.
Ero li' che ascoltavo l’indemoniata alla radio.
Perdirindina, esclamo tra me e me. C’e' un Padre in studio, alla radio, che da' consigli all’indemoniata che lamenta che nella sua zona non ci sono esorcisti. Disservizi religiosi. Padre Tommaso (scopriro' poco dopo che si tratta di una star della caccia ai satanassi) la conforta: “Si figuri signorina, e' pieno il mondo di posti dove non ci sono esorcisti. In Italia ne abbiamo solo 300, pensi che in Australia non ne hanno neanche uno… Comunque non si preoccupi, non c’e' come la benedizione alla fine della messa, contro il Diavolo. L’importante e' che lei l’accolga dicendo “Signore liberami dalle tentazioni.”
Nel giro di mezz’ora entro in un mondo alieno. Una sfilza di indemoniati si fanno avanti per avere conforto. Non sapevo ci fosse tanta gente che crede ancora a queste cose… e poi per chi votano?
Una donna dice: “Continuo a peccare Padre, mi confesso anche tre volte la settimana, ma poi ricasco nel peccato. Non ce la faccio piu'.”
Il padre e' comprensivo: “Non importa quante volte pecchi, figliola, l’importante e' pentirsi. Puoi chiedere perdono al Signore mille volte e lui mille volte ti perdonera'.”
Prendi esempio dalla Beata Eustochio, vai a pregare di fronte alle sue spoglie a Padova, ne trarrai conforto. Lei visse tutta la vita posseduta da Satana ma continuo' a invocare il Signore.
La Beata Eustochio?
Ma chi era costei?
Mai sentita nominare.
Scopro che va forte tra gli indemoniati. C’e' tutto un culto su di lei.
Vedo una ragazza sul bordo della strada. Gonna lunga, scozzese, con una camicetta bianca. Fa cenno col dito per chiedere un passaggio. Mi fermo. Ha il viso senza trucco, e' molto giovane e carina. Tipo occhi scuri, capelli scuri, pelle chiara. Chiarissima.
Le dico: “Sto andando a Todi”. Lei risponde: “Devo andare proprio li', me lo darebbe un passaggio?” Parla con un filo di voce. Timidissima. La faccio salire.
Riparto. Alla radio un uomo dice: “A proposito della Beata Eustochio, dovrebbe intercedere anche per me, continuo a cadere sul terzo comandamento, Padre, io prego, mi confesso, ma continuo a cadere.”
Cerco di ricordare qual e' il terzo comandamento. Mahh… Buio totale. Invece di andare a catechismo vendevo l’Unita'. Gioventu' bruciata.
Il prete non spiega qual e' il terzo comandamento. Da' per scontato che lo conoscano tutti.
Non oso chiederlo alla ragazza, magari si spaventa a essere in macchina con uno che non sa neanche i dieci comandamenti in fila.
Azzardo invece un: “Lei la conosce la Beata Eustochio?”
“Certo.” Dice la ragazza rianimandosi.
“Chi era?” Le lancio uno sguardo, poi riprendo la visuale sulla strada. Ho visto una scintilla nei suoi occhi. “La Beata Eustochio, una donna veramente sfortunata. Di nome faceva Lucrezia Bellini, di Padova, nata nel 1444, anno orribile, era figlia di una monaca del monastero benedettino di S. Prosdocimo e di Bartolomeo Bellini. Figlia illegittima di una suora… Puo' immaginarsi la situazione… “
Sono stupito. Aveva l’aria di sapere tutto su questa Eustochio. Nome assurdo peraltro. Le dico: “Che caso incontrare una persona che conosca questa Beata. Io non l’avevo mai sentita nominare.”
La guardo con la coda dell’occhio per un istante.
Ha un’espressione pensierosa.
“Non credo che la casualita' esista. Facciamo tutti parte di un grande Disegno Divino.
Forse c’e' un motivo se ha incontrato me proprio mentre si chiedeva chi fosse la Beata Eustochio.
Conosco molto bene la sua storia… Se vuole gliela racconto.”
A quel punto ero veramente curioso. “Certo, mi racconti!”
“Poco dopo la nascita la Bellini viene affidata a una famiglia di laici. A quattro anni viene considerata indiavolata. Nessuna riesce a tenerle testa. Un animale selvatico.
A 7 anni la rinchiudono nello stesso convento della madre. Che in realta' era un luogo di perdizione. Nel vero senso della parola. La madre della Beata Eustochio non era un’eccezione in quanto a peccati carnali. Tanto che a un certo punto, nel 1460 il vescovo Jacopo Zeno, approfittando della morte della vecchia badessa, interviene per vietare agli uomini l’ingresso nel convento, almeno la notte.
Per tutta risposta le suore pigliano e se ne vanno lasciando nel convento di Posdocimo soltanto la giovane indemoniata che digiuna, prega e porta il cilicio con grande devozione.
Il monastero viene allora affidato alle Benedettine provenienti dal convento di S. Maria della Misericordia, sotto la guida della badessa Giustina da Lazzara
Una tipa dura che si accorge subito che la Beata e' indemoniata perche' urla, sputa, si spoglia e compie altri atti licenziosi. Per ridurla alla ragione la fa legare a una colonna per 3 giorni. Ma la badessa non puo' nulla contro il Demonio che possiede la giovane. E anzi la badessa si ammala e muore misteriosamente. La Beata viene quindi accusata di stregoneria e sottoposta a gravi maltrattamenti che essa sopporta con grande devozione benedicendoli. Arrivano a segregarla per tre mesi a pane e acqua Alla fine la sua fede viene riconosciuta e lei prende i voti a 18 anni scegliendo il nome di Eustochio, pia donna romana del 300 dopo la nascita di Nostro Signore, paladina della castita'. Ma prendere i voti non la libera dalle possessioni. Muore a 25 anni avendo trascorso tutta la vita in balia delle forze oscure. Muore pero' con il sorriso sulle labbra avendo raccomandato la propria anima al Signore. Ma neppure da morta ha pace. La sua sepoltura viene spostata 4 volte. Inizialmente viene seppellita in terra, senza una bara, solo un sacco di cotone. Ma il suo corpo, riesumato 4 anni dopo la sepoltura, appare incontaminato. Addirittura il colorito del suo viso e' roseo. Il miracolo le diede il diritto di essere sepolta in una cripta nel monastero. Ma dopo pochi giorni si compi' un altro miracolo: la buca della sua fossa, che non era stata ancora riempita, si riempi' di acqua fresca e pulita e si sparse la voce che chi si bagnava con quell’acqua guariva di ogni malattia. Poi, nel ‘700 visto che il suo corpo era ancora incorrotto fu esposta addirittura in una bara di cristallo nella chiesa del monastero. Alla fine il monastero di Prosdocimo fu chiuso e la Beata fu traslata nella chiesa di San Pietro sempre a Padova. Solo allora la fonte miracolosa smise di dare acqua.”
“Una storia veramente incredibile…” Dissi io.
“Si', un grande insegnamento. Il Demonio puo' indurci in tentazione ma non puo' piegarci se siamo retti nella fede.”
Feci un’espressione perplessa e mi grattai il mento.
Generalmente non amo buttarmi nella polemica con i cristiani. Penso che la fede sia una questione sulla quale non si puo' discutere. Averla e' comunque un bene… A patto che non ti metti a bruciare gli infedeli. E la ragazza non mi sembrava molto aggressiva.
Cambiai discorso. Eravamo quasi arrivati a Todi. Le chiesi: “Dove la posso portare…”
Abbasso' gli occhi: “Non si disturbi.” Poi mi sorrise per la prima volta inaspettatamente.
“Se proprio e' cosi' gentile e non le reca disturbo sono diretta a San Giovenale, sta a una decina di minuti da qui.”
Le chiesi di dirmi la strada. Svoltammo, la via divenne piu' stretta mentre salivamo per una gola coperta da alberi secolari. Il paesaggio era cambiato bruscamente. E anche il tempo. Una nuvola nera oscurava il cielo sopra di noi. Buttai l’occhio verso di lei mentre sterzavo lungo una curva. Si stava mordendo il labbro inferiore. Era giovane e fresca ed era anche molto carina. Incredibile che fosse anche un’appassionata di beate medioevali. Ma anche la mia prima fidanzata era molto carina e estremamente cattolica…
La seconda volta che uscimmo insieme, dopo avermi baciato su una panchina del parco Sempione mi disse: “Promettimi che non mi chiederai mai di toccarmi il seno.”
Io avevo 16 anni, ero molto imbranato e quello era stato il primo agognato bacio della mia vita. Non avevo proprio neanche immaginato di arrivare addirittura a toccarle i seni. Le dissi: “Va bene.” Lei mi guardo' con gli occhi improvvisamente strani e mi ordino': “Toccami il seno!” E io la baciai e le appoggiai la mano sul cappotto, all’altezza del seno e mi sembro' di volare.
Strane ragazze le cattoliche.
Sanno peccare in modo imprevedibile…
Poi mi ritornarono in mente le ultime parole della ragazza che era in auto vicino a me. Non volevo discutere pero', mentre entravamo nell’ombra fitta di una foresta un commento lo azzardai: “Non trova che sia un po’ strano questo fatto che si puo' essere preda del demonio per tutta la vita e contemporaneamente avere fede?”
Lei sorrise impercettibilmente e si stiro' la gonna con le mani assicurandosi che coprisse le ginocchia: “Per niente. E’ questo che ci distingue da coloro che hanno seguito lo scisma di Lutero e Calvino. Soprattutto Calvino. Loro credono che il credente impugni una spada fiammeggiante di fede capace di tener lontano il Demonio. Credono che l’uomo debba dimostrare la sua fede attraverso le opere. E’ una fede infantile, positivista. Noi cattolici invece siamo consci dell’insignificante forza dell’animo umano. Sappiamo che non possiamo nulla di fronte al Demonio. Ma sappiamo che Dio ci comprende e ha pieta' di noi se noi ci affidiamo a lui. Il nostro Dio non ci difende ne' dal male ne' dal dolore. Ci mette alla prova con le tribolazioni. Quello che ci chiede e' di non smettere di ringraziare per la nostra sorte, qualunque essa sia.”
Ero stupito. Avevo di fronte una dottoressa in teologia, come minimo. Che risponderle?
Ci fu un silenzio. Alla radio padre Tommaso rispondeva all’ennesimo indemoniato che soffriva per un malocchio: “Se qualcuno ti getta continuamente il Malocchio c’e' un modo molto semplice per difendersi. Appena questa persona ti guarda tu devi benedirla. Guarda credimi, questo e' molto potente. La persona ti butta addosso il maleficio e tu dentro di te dici SIGNORE BENEDICI QUESTA PERSONA. Perche' vedi, noi dobbiamo amare anche i demoni, come dice Sant’Agostino, perche' essi tentandoci fabbricano la nostra corona.”
“Giri qui a sinistra.” Mi disse. Ubbidii. Iniziammo a percorrere una strada bianca c’erano grandi pietre nere che affioravano dal suolo come antichi dolmen informi. La terra era secca nonostante fosse piovuto a volonta' per mesi.
“Certo che questo Sant’Agostino mette a posto tutto. Capisco anche perche' il nostro governo ha fatto una legge che impedisce le intercettazioni telefoniche… Amano i demoni… Se la giustizia e' troppo efficiente e arresta tutti i corrotti e tutti i mafiosi diventa un gran danno per i bravi cristiani che si trovano a corto di malvagi!”
Lei mi guarda acida mentre la strada diventa sempre piu' ripida. Sopra un muro vedo una grande croce bianca dipinta. Non so perche' mi ricorda qualche cosa di tribale e atavico.
Mi rendo conto anche che la mia battuta l’ha irritata. Vedo che freme e si controlla.
Capisco di aver toppato con la mia battuta su Berlusconi…
Passano alcuni secondi di silenzio gelido. Poi lei apre bocca: “Guardi, lei sembra una persona gentile. Ma sulle questioni di fede e' proprio fuori strada. Suppongo che lei sia una persona di sinistra. Ormai parlate solo male di Berlusconi.”
“Si', ha ragione, ho toppato. Sono andato fuori tema… Comunque il suo discorso e' molto interessante…” Dico io. Non ho voglia di litigare con una ragazza alla quale ho dato un passaggio. E’ mia ospite e l’ospite e' sacro.
“No. Non si tratta di andare fuori tema. Il problema e' diverso. Il compito di noi credenti non e' quello di vivere meglio. Il nostro dovere e' di sacrificarci per gli altri e al contempo accettare il nostro dolore con modestia e gratitudine. Forse ha ragione lei. Questa legge sulle intercettazioni telefoniche dara' una mano a stupratori, pedofili, corrotti e truffatori. Ma noi non vogliamo rendere il mondo migliore. Questo e' il compito di Dio. Se vorra'. Il nostro scopo su questa terra e' onorare il Suo Nome non correggere la sua opera.”
Mi rendo conto che ho di fronte uno strano tipo di cattolica. Altro che teologia della solidarieta' e dell’impegno sociale.
“Mi scusi una domanda. Solo per capire meglio come la pensa, perche' il suo modo di essere cristiana mi incuriosisce. Ma ad esempio lei, la storia delle veline nella villa di Berlusconi come la vede? Un presidente cattolico che si circonda di donne licenziose non e' una contraddizione?”
Lei sospira. “Ma andiamo… Che c’entra questo? Secondo lei la Chiesa dovrebbe occuparsi di qualche ragazza in topless? Non sono questioni che interessano chi ha deciso di dedicare la sua vita al Signore. A noi interessano le nostre prove di fede. Gli uomini molto potenti sono esposti a molte tentazioni. E allora? Vorrebbe che le dicessi che Berlusconi e' un indemoniato? Potrebbe essere. E’ il presidente del Milan, la squadra del Diavolo, vive ad Arcore, nella casa che fu di quel marchese, Casati Stampa, che uccise la moglie, con la quale praticava l’amore di gruppo, accecato da una crisi di gelosia.
Berlusconi e' un appassionato di esoterismo, fondo' il suo impero su 22 societa', e 22 e' il numero della Cabala… E come lei sa la Cabala e tutto il Talmud furono dichiarati eretici e blasfemi dal papato in piu' occasioni. Dante mise all’Inferno coloro che pretendevano di predire il futuro. Avevano la testa tagliata e attaccata a rovescio, di modo che potessero guardare solo dietro di loro stessi. Potremmo sospettare che Berlusconi sia indemoniato. E allora? Cosa cambierebbe? Non abbiamo ne' il tempo ne' le forze per combattere i demoni. La questione Berlusconi riguarda solo lui: sta chiedendo ogni giorno perdono a Dio per essere caduto preda del peccato?”
“Beh ma scusi… E’ troppo facile. Si pecca e poi si chiede perdono dando la colpa al povero Diavolo! E’ la logica della vendita delle indulgenze. Pagavi una tassa oggi per uccidere domani e avevi il paradiso assicurato.”
“Lei continua a non capire… Giri qui a destra. Venga, c’e' una piccola chiesetta, voglio mostrarle una cosa.”
Smonto dalla macchina. Lei prende per un sentiero di terra battuta in mezzo a una fiorita di achillea e iperico. La seguo. Arriviamo a una chiesetta minuscola. Appoggia la mano sulla porta di legno annerito. La sua mano e' bianchissima.
“Entrare in questa chiesa per me e' difficilissimo. C’e' qualche cosa dentro di me che e' preda del terrore. Ognuno ha i suoi demoni.”
Poi entra nella chiesa semibuia. La seguo. Lei si appoggia alla parete. Mi accorgo che trema. Ansima.
Mi guarda. Mi parla, la sua voce e' diversa. A tratti sembra stia scherzando, a tratti e' estremamente compresa in quello che dice: “Il mondo come tu te lo immagini non esiste. I buoni da una parte, i cattivi dall’altra. Sono fantasie da bambino. Il mondo e' lotta quotidiana contro i demoni. Una guerra che si perde ogni giorno.”
Guardavo il suo viso cercando di decifrarne l’espressione e non mi accorsi di nulla. La sua camicetta bianca scivolo' per terra e in un secondo fu completamente nuda. Appoggio' la sua mano in un certo punto sopra i miei calzoni mormorando: “Ognuno ha il suo demonio.”
Aveva un corpo splendido!
Non so se hai mai fatto sesso senza regole in una chiesetta del centro Italia con una donna che sa tutto della Beata Eustochio e mentre raggiunge l’orgasmo urla: PRENDIMI DEMONIO, PRENDIMI, NON HO PAURA DI TE!
Se ti e' capitato sai quanto puo' essere destabilizzante.
Sono due giorni che mi sento strano.
Mi ha attaccato il Demonio?
Ognuno ha le sue fantasie e io le rispetto ma preferisco esperienze piu' morbide.
Comunque e' stato molto vitalistico.
Quando me ne andai si era inginocchiata a pregare.
Risalendo in auto pensai che in fondo avevo toccato con mano uno degli aspetti piu' profondi e misteriosi della cultura italica.
Tutti sanno chi e' Berlusconi ma almeno meta' degli italiani lo lascerebbe volentieri solo con la propria figlia.
Non ci si sogna neppure di sconfiggere il demonio, si cede alle sue lusinghe e poi si chiede perdono.
Dio e' pronto a perdonarti mille volte per i tuoi peccati.
Tu chiedi perdono e lui ti perdona.
Basta chiedere.
Dio non e' come un bancomat che prima o poi si esaurisce.
NB
I dialoghi radiofonici citati sono realmente tratti dalla trasmissione radiofonica di un prete esorcista. La storia di Santa Eustochio e' altrettanto reale come la citazione di sant’Agostino.
In Gran Bretagna l'Open Episcopal Church, una chiesa indipendente, ha lanciato un nuovo servizio postale per anziani e malati che non possono partecipare alle funzioni: l'ostia arriva direttamente a casa.
Solo le spese di spedizione sono a carico del destinatario, il resto e' bonta' divina.
Carissimi, questo sabato vi proponiamo un brano dal libro “L’Anticasta” di Marco Boschini e Michele Dotti, di cui vi abbiamo gia' parlato qualche settimana fa (http://www.jacopofo.com/anticasta-marco-boschni-michele-dotti-comuni-virtuosi).
In particolare, un brano scritto da Alex Zanotelli, il padre comboniano amato da credenti e non.
Buona lettura!
Dopo il brano il video trailer de L'anticasta
PER UN’ETICA DELL’UTOPIA
di ALEX ZANOTELLI
Credo che il problema centrale della nostra societa' sia il problema etico. Il cuore della nostra crisi e' la mancanza di un’etica sia personale che sociale.
In chiave personale due importanti fattori che hanno giocato un grande ruolo sono: l’egoismo come motore della nostra societa' e la mercificazione degli esseri umani.
La prima e' stata ben analizzata dal grande pensatore e psicanalista Erich Fromm. e' lui che ha definito le societa' occidentali “necrofile”, cioe' amanti della morte.
Fromm afferma che la vita in Occidente e' un grande atto di egoismo. Non facciamo altro che guardarci l’ombelico!
Fromm ritiene che la vita e' bella quando la si dona, quando la si da'. Fromm mette alla base di una sana psicologia il detto di Gesu': “Fratello/sorella, se la tua vita la tieni per te, sei morto! Ma se sei capace di darla, di donarla, sei vivo! (Marco 8, 35)”.
Si e' vivi, gioiosi, felici quando si da' o si dona; si e' tristi e infelici quando ci si rinchiude in se' stessi.
Il gesuita americano padre John Kavanaugh nel suo libro Cristiani in una societa' consumistica, radicalizza l’analisi di Fromm: “La costrizione al consumo e' diventata per noi tanto profonda quanto il bisogno di sopravvivere, perche' il modello consumistico rivela che il nostro stesso essere e scopo sono calcolabili unicamente in termini di cio' che possediamo, sono misurabili soltanto secondo quanto abbiamo e prendiamo.
Noi siamo solo finche' possediamo. Siamo cio' che possediamo, prodotti dai nostri prodotti. Rifatti a immagine e somiglianza della nostra stessa merce. Ci riveliamo essere beni di consumo. L’idolatria esige da noi il suo pieno prezzo, siamo derubati della nostra stessa umanita'”.
E' l’idolatria il nostro vero problema: noi adoriamo un idolo di morte. E noi diventiamo a immagine degli idoli che adoriamo, diventiamo cose, anzi tubi digerenti. e' cosi' che si crea ’O Sistema.
In chiave sociale la mancanza di etica e di morale diventa ancora piu' evidente. Lo afferma con forza l’Alleanza Mondiale delle Chiese riformate nel suo documento di Accra (Ghana) del 2004: “Si tratta di un’ideologia che pretende di non avere alternative, che esige un flusso senza fine di sacrifici da parte dei poveri e del creato. Avanza la falsa promessa di essere in grado di salvare il mondo per mezzo della creazione di ricchezza e di prosperita', pretendendo di avere potere sulla vita ed esigendo una devozione totale, fino ad arrivare all’idolatria”.
Il nostro e' un sistema idolatrico a cui siamo pronti a sacrificare gli esseri umani sia per fame (dieci milioni di morti all’anno), sia per guerra. Siamo oggi disposti a sacrificare anche lo stesso Pianeta (l’incombente crisi ecologica).
Il nostro e' un sistema di peccato, un sistema immorale che ci sta togliendo perfino l’anima.
Dobbiamo scegliere tra la morte e la vita. E questo vale per credenti e non. Le chiese sono convocate a scegliere tra il Dio della vita e un idolo di morte, come diceva Dietrich Bonhoeffer sotto il nazismo. Le chiese devono dire da che parte stanno. Si tratta, come diceva questo grande pastore di status confessionis, cioe' di un articolo di fede.
Lo stesso vale per i non credenti: dovranno dire da che parte stanno. Siamo tutti oggi convocati a scegliere tra la vita e la morte. E non e' piu' sufficiente dirlo con le parole, ma con le scelte quotidiane in campo economico, politico, sociale, familiare. Oggi l’uomo deve fare una scelta epocale.
Finora nella storia vi sono state due grandi correnti: una imperiale e una utopica. Per ottomila anni di storia umana abbiamo conosciuto solo imperi. L’opzione imperiale, che rappresenta la normalita' delle civilta', ha un unico motto: prima la vittoria, poi la pace. La seconda, quella utopica, ha come motto: prima la giustizia, poi la pace o la pace attraverso la giustizia. Siamo giunti a un punto della storia umana in cui l’uomo deve decidere quale strada imboccare. Se continuera' sulla strada imperiale, ci attende la morte (morte per fame, guerra e morte del creato). Sara' capace l’uomo di scegliere la seconda opzione, l’utopia?
Credo abbia ragione padre Ernesto Balducci quando afferma che, come nell’evoluzione umana, l’uomo ha dovuto fare un salto di qualita' per diventare Homo sapiens, oggi deve fare un altro salto di qualita' per diventare Homo planetarius.
E' questa la scelta utopica, e' questo il mondo altro, l’altro mondo possibile.
Pochi l’hanno capito cosi' bene come David Korten nel suo libro The Great Turning: from Empire to Earth Community.
“Il nostro tempo deve scambiare i dolori dell’Impero con le gioie della comunita' della Terra madre. Ci auguriamo che i nostri posteri potranno guardare a questo periodo storico come al tempo della grande svolta, quando l’umanita' ha fatto una scelta coraggiosa per dare vita a una nuova era votata a realizzare le piu' alte potenzialita' della natura umana”.
Perche' questo avvenga, ogni uomo e ogni donna dovranno fare un grande salto di qualita' in umanita' e di totale apertura all’altro. Deve nascere l’uomo nuovo. Ma l’uomo nuovo dovra' poi imparare a tradurre tutta questa ricchezza personale in campo sociale, politico, economico e ambientale. Non possiamo dimenticarci che il personale non e' riconducibile al sociale e il sociale non e' riconducibile al personale. “Le persone creano le istituzioni, ma sono a loro volta plasmate dalle istituzioni medesime” scrive Walter Wink in Rigenerare i poteri.
Noi facciamo il nostro ingresso in un mondo gia' istituzionalmente organizzato, spesso secondo ingiustizia. “Ritengo che all’inizio furono gli uomini a inventare i confini - scrive il poeta russo Yevtushenko - ma poi i confini hanno iniziato a fare gli uomini”.
Sapremo noi fare questo passaggio epocale in tempi relativamente brevi e su scala planetaria? Le sfide per le chiese e le religioni sono enormi. Ce la faranno? Ce la faremo?
C’e' bisogno di una vera rivoluzione spirituale e morale. Dobbiamo farcela. E' questione di vita o di morte per tutti.
Diamoci da fare perche' continui a vincere la vita.
Gia' compaiono qua e la' i germogli di un mondo nuovo, di cui le esperienze raccontate in questo libro sono limpidi esempi.
Il mondo del gossip conferma: e' ormai ufficiale la focosa storia d'amore tra la cantante Madonna e il modello brasiliano 22enne Luz Jesus.
Svenuto il Papa.
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