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Morbide Galassie

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Il romanzo completo - Indice

MORBIDE GALASSIE
La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Chi è quella donna che sorride tra la folla? I Crow hanno invaso il mondo? Perché Marilin O' Connor si spoglia?
Che rapporto c'è con la rivolta dei colletti Bianchi?
Chi vuole uccidere Mikaijll Kandinski?
Perché lui è fuggito dal Tempio?
Di chi è l'astronave?
Dove vola di notte?
Chi ha costruito i robot?
Cosa vuole Sentiero Luminoso?
Che bisogno c'era di aprire un grande bordello?
E Dio, cosa c'entra?

... Questo romanzo è un classico dell'azione, un'implacabile sequenza di colpi di scena mozzafiato scritta da uno degli autori più censurati e sequestrati della nostra epoca.
Forse voi non credete a prodigi e ai misteri, né alla sottile magia dei numeri, ma ora avete solo 2 possibilità, o leggete la prima riga di questo romanzo, o non leggete... ma dopo aver letto la prima pagina non potrete più smettere.

Jacopo Fo

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 20 - Ultimo

MORBIDE GALASSIE
La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 20

Il tempo era passato. Era una giornata di agosto, faceva caldo e Mikaijll era sceso in citta' a fare spese. Entro' in un negozio di stoffe ed ebbe un colpo quando la vide. Esito', poi si avvicino' e la saluto'. Era molto bella e gentile, pareva che il tempo non fosse passato.
Chiacchierarono un poco e una luce morbida li avvolgeva entrambi. Poi ridendo e scherzando salirono su da lui e si toccarono, si spogliarono, si baciarono e le loro parti piu' tenere si avvicinarono ed entrarono l'una nell'altra. E forse solo in quel momento, veramente, la sua anima si uni' a quella di lei. E lui stette li' a guardarla, lei che lo guardava, e credette di essere giunto a toccarla, che lei veramente l'avesse lasciato entrare dentro di se' e che lui veramente avesse avuto il coraggio di entrare dentro di lei.
Per poco tutto gli parve scivolare come dovrebbe scivolare la vita, senza sforzo e lei era cosi' bella che a lui parve impossibile. E la sua asta entrava e usciva da lei e lei lo prendeva e lo lasciava dentro di se'. E allora lui fu travolto dal desiderio di averla di piu' quando gia' aveva avuto tutto. La bramosia di possedere lei in ogni piu' piccolo riflesso della pelle lo scaravento' in avanti. La volle ancora, ancora di piu', e le sollevo' le anche per entrare maggiormente dentro di lei, per entrare del tutto e rompere anche l'ultimo velo che ancora, forse, restava tra di loro. Si sollevo' un poco, arretrando, uscendo quasi da lei e le si butto' dentro cercando il fondo del suo sesso. E lei fece un piccolo gemito che non era di piacere. Lui le chiese:
"Ti ha fatto male?"
E lei rispose: "Si'"

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 19

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 19

E' possibile misurare il livello di evoluzione di una societa' conoscendo la rapidita' con cui le notizie vi si diffondono.
Mentre il duello era ancora in corso le telecamere avevano inquadrato il viso di Mikaijll Kandinski. L'immagine della sua faccia era stata inserita nel computer centrale e analizzata. La scheda di Mikaijll Kandinski era stata individuata, aperta e letta. Cosi', quando il duello fini', i giornalisti gia' sapevano chi era Mikaijll e che aveva partecipato a numerose rivolte contro i Crow. Cosi', quando il duello fini', i giornalisti si precipitarono sul nuovo presidente neoelettosi da solo in battaglia.
Un vero colpo giornalistico. Gia' si immaginavano i titoli:
"PRESIDENTE ANTI-CROW AL POTERE!"
Cosi' si gettarono su di lui armati di microfoni, cineprese e macchine fotografiche. Le domande piombavano a raffica:
"Presidente, cosa fara' adesso? Emanera' delle leggi anti-crow?"
"I Crow saranno fuorilegge? Che governo pensa di costituire? Espellera' dall'esercito tutti gli ufficiali che usano un Crow?"
"Come mai ha abbandonato il tempio?"
"E' vero che i Crow sono delle creature extraterrestri che hanno invaso il nostro mondo?"
"Signor Kandinski, ci risponda!"
"Cosa pensa dei Crow, signor Presidente?"
Mikaijll guardo' la folla vociante che gli si accalcava intorno poi disse:
"I Crow non esistono, sono solo degli stupidi giocattoli bionici." E se ne ando' via lasciando al mondo l'incombenza di cercarsi un altro presidente.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 18

MORBIDE GALASSIE
La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 18

La folla, si sa, ama l'insolito. Forse soltanto per il gusto di poter dire, a quelli che non c'erano, che si sono persi qualcosa. Se poi c'e' la possibilita' di vedere un po' di sangue... L'esaltazione aveva conquistato la piazza ancor prima che lo speaker annunciasse che un uomo stava sfidando il neo eletto. La gente urlava e saltava, fuori di se' dalla gioia. Mikaijll non aveva ancora ben capito cosa stesse succedendo. Due agenti gli si avvicinarono. Lui si mise subito sulla difensiva pronto a fare chissacche' ma uno dei due lo tranquillizzo':
"Ci scusi... dobbiamo solo perquisirla, non faremo altro... Non e' permesso entrare nel perimetro armati."
Mikaijll li lascio' fare. Furono di parola: lo perquisirono e si allontanarono subito da lui.
L'altoparlante annuncio' che vi era uno sfidante nel perimetro. Il principe neoeletto si accorse finalmente di cio' che stava succedendo. Non fece una faccia allegra ma non si spavento'. Certamente avrebbe vinto. Non aveva riconosciuto Mikaijll che aveva la pelle abbronzata e sporca, la barba e i capelli lunghi.
Il presidente si infilo' l'elmo, sfodero' un bastone piombato irto di chiodi e decorato di diamanti. Mikaijll ascolto' cosa diceva l'altoparlante e finalmente anche lui capi' cosa stesse succedendo. Il presidente veniva avanti agitando lentamente il grosso bastone. Mikaijll resto' immobile.

Ci sono molti modi di combattere una battaglia, di affrontare un avversario. Si puo' attaccare, difendersi, contrattaccare, fuggire, fingere di arrendersi. Mikaijll non fece nulla, neppure quando il presidente si trovo' dinanzi a lui e alzo' il bastone e glielo calo' sul cranio.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 17

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 17

Mikaijll era rassegnato. Grande medicina. Non voleva vivere, non poteva morire, non voleva non essere vissuto. Si rassegno' a vivere, uomo sconfitto che non aveva saputo vincere ne' era riuscito a non sbagliare.
Continuo' a vagare per alcuni mesi in quella foresta, fino a che un giorno inciampo' e cadendo si sbuccio' un ginocchio. Dalla ferita usci' il sangue. Mikaijll senti' di essere stato graziato. Si rialzo', sorrise e riprese a camminare, gustando il dolore che gli tormentava la carne ferita. Finalmente, poteva di nuovo vivere o morire.
Camminando giunse a un sentiero, lo segui' e giunse a una strada e seguendola arrivo' a una via piu' grande.

C'era molta gente che si dirigeva in citta'. Ci sarebbe stata una grande festa perche' quella mattina avrebbe avuto luogo la Nomination del nuovo presidente dell'Unione dei pianeti da parte del Parlamento. Un'occasione per la quale non si badava a spese e venivano offerti gratis al popolo cotillons, lenticchie, bigne' e ragazze scosciate che danzavano.
L'elezione del presidente avveniva di norma una volta ogni 10 anni. Il caso volle che il presidente precedente, che aveva osteggiato in ogni modo l'avvento dei Crow, fosse morto prematuramente.
Mikaijll Kandinski camminava per la citta' senza in realta' sapere dove andare. Erano le undici e mezza e si trovava in una lunga strada sottile e deserta; dal fondo sentiva giungere le urla della folla.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 16

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 16

Cosa c'e' di buono nella vita? Questo si chiedono tutti. I monaci cercano di abbandonarla come fosse una nave in fiamme, i laici cercando di depredarla come fosse una diligenza piena d'oro. E intanto la vita non abbandona i santi e continua a tentarli con la sua sensuale bramosia. E l'oro non puo' saziare lo spirito degli uomini ma solo accenderli d'ansia e d'invidia, in quanto l'oro e' immortale mentre gli uomini muoiono come mosche. Se la vita avesse un senso, un motivo di essere, uno scopo, allora forse si potrebbe trovare un modo di capirla e viverla in pace. Neppure questo c'e' nella vita. E chi si e' illuso di averla capita resta poi scottato perche' la vita soprattutto e' mutevole, in modo imprevedibile e costante, e nessuna teoria puo' penetrare la sua continua sconclusionatezza.
Cosi' gli uomini e le donne si aggirano vinti per la vita, affascinati talmente da essa che, pur non riuscendo a viverla non riescono a smettere di vivere. E di fronte agli orrori della vita, travolti, si chiedono se vi sia qualche cosa di buono in essa. Le margherite forse. E di certo le fragole sono buone e l'acqua fresca in estate. E se foste un viaggiatore, proveniente da un'altra dimensione, l'universo vi apparirebbe esteticamente molto bello.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 15

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 15

A volte la vita si ferma un momento, come distratta. Impigliata in una vena di piacere resta un secondo ferma a riposare; le ossa hanno il tempo di trasudare la fatica di vivere stando in piedi su questa terra in salita.
Cosi', quando Sun Yatz Zen entro' nella grande stanza, immersa nella calda penombra offuscata da incensi, trovo' Mikaijll sdraiato sull'ampio letto tondo, gonfio di spesse trapunte di cotone satinato color crema, morbidamente abbandonato tra quattro fanciulle. Se ne stavano cosi', nudi e semi abbracciati, parlando fitti come se la vita avesse cessato di tessere il suo intreccio e loro volessero sostituirla.
Sun sorrise sentendo la tenue tenerezza di quella situazione, per un istante fermo in dubbio se entrare in quel dolce consesso con il suo rapido bagaglio di incombenze. E per un attimo si chiese da quanto non si occupava del suo proprio abbandono, di sedare i suoi sensi stanchi del troppo aspro rincorrersi delle cose, impegnato in quello scontro con gli ostacoli, nel tentativo di impedire la fine del mondo. D'altronde, a volte, bisogna accettare le necessita' del bisogno. Rinunciare a se' stessi per far continuare, se non altro, la vita, acciocche' qualcuno poi, almeno, abbia la possibilita' di viverla ancora.
Cosi', visto che i Crow non avrebbero improvvisamente cessato di crescere e collegarsi nell'ombra e le stelle nel cielo stavano raggiungendo ormai la quadratura piu' propizia, (ed era trascorso quel tempo dovuto ai preparativi necessari dopo il rito del Badhdram) e la rivelazione era avvenuta, e i fratelli del Sentiero Luminoso erano tutti arrivati e la "forza" pareva essere al culmine, Sun Yatz Zen trasse un respiro e si fece avanti.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 14

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 14

Sun Yatz Zen gli fece da guida in quell'immenso dedalo di corridoi scavati nella roccia. Il colore della pietra mutava costantemente dal rosa all'azzurro, al verde, al grigio, all'ocra, man mano che ci si spostava, salendo e scendendo scale e passaggi. A un certo punto giunsero a una grotta dal soffitto bluastro, fregiato da venature di rosso cupo, dalle quali pendeva una selva di frastagliamenti pietrosi che formavano un panorama di colline rovesciate. Mikaijll non avrebbe saputo dire quanto fosse grande quella grotta. La semioscurita' e l'ambiguita' delle ombre proiettate rendevano difficile la valutazione delle distanze. Sul fondo della grotta, appoggiata al centro, stava una strana costruzione, dalle forme arrotondate, costruita con un gusto vagamente orientale. Pareva una basilica giocattolo con una larga sezione centrale a cupola e due torrioni laterali piu' sottili. Sembrava il pezzo di un presepe realizzato con cartone semilucido sul quale col pennello fossero stati imitati gli screzi del marmo e dell'onice.
Mikaijll la guardo'. Gli sembrava di averla gia' vista altrove ma, anche se non sapeva dove, gli appari' strano che fosse cosi' piccola. Un movimento alla base della costruzione attiro' la sua attenzione e d'un tratto si rese conto delle reali dimensioni della cosa. Quei puntini che si intravedevano sotto quel tempio erano uomini. Loro si trovavano almeno a un chilometro da quella costruzione che era davvero enorme.
Mikaijll resto' per un attimo annichilito. Sun Yatz Zen sorrise avendo intuito il corso dei suoi pensieri.
"Uno strano effetto ottico..." disse.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 13

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 13

Gli pizzicava il naso. Poi alcune scie colorate cominciarono a scivolare sulla sua mente come rotoli di immagini sputate da un calcolatore simbolico a imposizione cromatica. I suoi pensieri, tutti i suoi pensieri, furono rapidamente ordinati, disposti razionalmente, divisi per tipi e argomenti, negli scaffali lungo le pareti della sua mente. La sua testa non era piu' un oscuro ammasso di sostanze, spazi vuoti e ricordi, tenui fili colorati stagliati sul nero del buio sotto la calotta cranica. La sua mente era un comodo, confortevole spazio abitativo disegnato da un grande designer, all'interno di un guscio ovoidale, chiaramente illuminato.
Il computer di bordo era ineccepibile in grado di ricavare da qualunque cosa tutte le infinite possibili informazioni a essa connesse. Mikaijll si scopriva ogni tanto a giocare, a chiedersi le cose piu' impensate, e si divertiva immensamente scoprendo che era in grado di rispondersi. Cosi' si accorse di sapere tutti i nomi di tutti i marinai della Pinta e della Santa Maria in rotta per le Americhe; cosi' pure i nomi delle mogli e delle madri, e per sommi capi la storia delle loro vite. Sapeva quanto faceva 60727 x 139 x 1402 - 6074 -191 o il colore del vestito di Madame Schoghin la sera che pranzo' col conte di Clevar durante il primo volo interstellare e cosa mangio' Giulio Cesare un martedi' del marzo del 40 a.C. e come si dice "gli elefanti sono molto grandi" in 39 lingue vive e in 12 morte.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 12

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 12

Vivere come uno straccione in una grande citta' non e' difficile, forse non comodo, ma non troppo difficile. C'e' sempre qualcuno, in qualche ristorante, disposto a darti qualche avanzo e un pezzo di pane e si riesce pure a trovare un buco dove dormire quando piove, in un cantiere, in una casa abbandonata o in qualche rudere. Bisogna solo non essere troppo esigenti sul concetto di "vivere".
Mikaijll non era esigente per nulla. Non gli importava piu' nulla di nulla. Non vi era nulla che destasse in lui un qualunque interesse. Viveva guardando fuori di se', senza osservare, con gli occhi incispati sopra la barba sporca e incolta. Ogni tanto il suo corpo voleva qualcosa, cibo o sonno, e lui cercava in qualche modo di tacitare quella richiesta senza concedersi altro che l'indispensabile.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 11

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 11

Teoricamente era possibile togliersi un Crow dalla testa, una volta che ce ne si fosse stancati (cosi', almeno, garantivano tutte le ditte che commercializzavano i Crow) ma, in effetti, non era certo che i meccanismi "leva-Crow" (che le stesse ditte produttrici producevano e che avevano la forma di un casco da motociclista) funzionassero realmente bene.
La ditta si incarico', innanzi tutto, di alcuni esperimenti, usando personale esterno e in effetti sembrava che i leva-Crow funzionassero ma si rompevano spesso. Non davano la certezza di essere completamente efficienti, ne' che avrebbero continuato a funzionare, nel caso la popolazione portatrice di Crow decidesse di farvi ricorso in massa.
Fu cosi' che la ditta incentro' la sua attivita' nella progettazione di un leva-Crow che offrisse le migliori garanzie; sarebbe stato imprudente lanciare una campagna di propaganda anti-Crow senza poter offrire mezzi certi per levarseli dalla testa.

La notte del 4 dicembre successe qualche cosa che modifico' in modo violento e repentino la situazione. I Crow abbandonarono la loro calma, che li portava a usare la forza solo in situazioni difensive, e si scatenarono contro tutto cio' che in qualsiasi modo si opponesse al loro controllo, totale, sulla razza umana. Migliaia di persone scomparvero quella notte: o furono accoltellate per strada, o demolite elettroliticamente, o incenerite coi raggi laser, oppure il loro cervello fu, piu' semplicemente, fritto.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 10

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 10

Quando giunse nel suo ufficio trovo' Samuel e Marilin che lo aspettavano e a lui parve che lei intuisse quel che gli era appena successo (automaticamente controllo' di non avere i capelli spettinati). Ma c'era qualche cosa di piu' urgente e l'argomento non fu toccato. Samuel disse:
"Forse abbiamo trovato qualche cosa. Sembra proprio che ci sia una sfasatura apprezzabile...!"
"Di che si tratta?" Marilin tiro' fuori una cartella mostrandola a Mikaijll:

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 9

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 9

Mikaijll Kandinski stava seduto nel suo fantastico ufficio. C'era un disordine assoluto. Da 4 ore lui e Samuel erano chiusi li' dentro. Erano ubriachi fradici. Avevano capito che c'era qualche cosa che suonava falso... Ma non avrebbero mai immaginato...
Samuel stava dicendo: "Ma ci pensi, Mikaijll, quelle dodici ragazze erano macchine... Incredibile, Mikaijll, se tu me lo avessi detto (e bada che tu sei il mio miglior amico)... beh!, se tu me lo avessi detto, io non ti avrei mai creduto... Se chiunque me lo avesse detto non ci avrei creduto!!! E invece e' vero. Era tutta roba sintetica! Ma lo sai cosa mi ha detto Susan? Quella bionda coi capelli a caschetto che aveva uno stacco di gambe bestiale? Figurati che mi ha detto: "Amore mio, un giorno mi piacerebbe nascondermi con te e farlo sopra un albero. Quando ti guardo mi sento pulsare le emozioni dentro come il salire e scendere del sole..." e poi ha riso e ha detto: "Vedi che stupidaggini che mi fai dire?" ... Ma come fa un ammasso di bulloni a dire delle frasi cosi'..."
Mikaijll lo guardava di traverso, mezzo accasciato com'era sull'enorme poltrona di pelle magnetizzata. Apri' la bocca ma prima della voce gli usci' una specie di suono inarticolato:
"Le macchine sono una cosa fantastica... Fanno i cucchiai e i frullatori meglio di noi, perche' non dovrebbero fare meglio anche l'amore?"
"Sei una bestia senza sentimenti... Comunque dovremmo anche fare un discorso serio. Cosa ne facciamo dei Crow? Cosa ne facciamo della Morbide Galassie?"
"Mi sono dimenticato di chiederlo a Marilin 'O Connor... Aspetta che le telefono..."

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 8

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 8

Nella grande sala della centrale dell'organizzazione segreta, camuffata da associazione per la salvezza delle rondini, si teneva il gran simposio, il consiglio di guerra delle regine Coan e del loro braccio operativo.
Era trascorsa una settimana da quando Marilin 'O Connor aveva ricevuto da Max Taxa un pass che le permetteva di ficcare il naso negli affari interni della societa'.
Nella grande sala c'erano circa 20 uomini e un centinaio di donne. Marilin era sprofondata in uno dei divani bassi e morbidissimi che riempivano tutto lo spazio. Davanti a lei, sul tavolo, riposava un'oziosa bibita di orgala gialla; era fluorescente e illuminava il cristallo del bicchiere mentre una cannuccia ne usciva fuori come una lancia dipinta a strisce colorate gettata nell'oceano di Hamstrom.
Marilin 'O Connor stava riflettendo sulle follie del mondo. Aveva i capelli rossi ed era riccioluta; aveva i fianchi forti ma era bellissima; aveva il naso curvato in una maniera celestiale e i suoi occhi somigliavano a quelli delle dive di Hollywood di quattro millenni prima, quelle donne favolose che sorridono e cantano e si spogliano sopra i vecchi schermi bidimensionali che ancora si vedono nelle fiere dei paesi di provincia.
Dopo i soliti convenevoli le diedero la parola. Lei racconto', visto che ci tenevano tanto, come era riuscita a scoprire l'esistenza di un altro centro computers e tutti la guardarono con aria molto stupita. Mikaijll era li' e anche lui la guardava interdetto; forse perche' si era accorto che lei sapeva pochissimo e che lui era caduto come un bambino nel suo saltafosso.
Dao Chez Dua, la venerabile delle Regine Coan, si lascio' sfuggire una frase soffocata:

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 7

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 7

Era stata una giornata pesante. C'erano stati due incidenti in Caucasia e il programma pubblicitario aveva avuto un serio ritardo, un agente operativo era scomparso, era il settimo in un mese... E poi c'era quella storia con Marilin 'O Connor che era diventata una questione molto delicata.
Alla fine Max Taxa aveva preso l'unica decisione possibile. Le aveva dato un pass per la centrale computer occulta e una settimana di tempo per frugare nelle memorie elettroniche di modo che potesse farsi direttamente un'idea sul modo in cui agiva la ditta, quella segreta.
Si sedette sul tappeto, inspiro' profondamente e cerco' di rilassarsi. Guardo' l'orologio: mancavano 20 minuti. Aveva tutto il tempo per rilassarsi, se ci fosse riuscito. Stava a Beau Champs, la residenza centrale della Morbide Galassie Riunite. Max Taxa non aveva una casa sua. Neppure il nome col quale tutti lo conoscevano era il suo. Viveva sotto falso nome, abitava nella residenza della Vispa. In effetti non aveva mai avuto una casa sua e comunque quello era il posto migliore dove avesse vissuto, un posto splendido, una cucina squisita, mura e uomini armati che rendevano la vita tranquilla, buona musica, spettacoli interessanti, un grande scopo per cui combattere. Quella era la piu' grande impresa che mai fosse stata tentata da un gruppo di uomini...
Il piano era semplice ma praticamente irrealizzabile. Cosa sapevano dei Crow? Niente. Li avevano analizzati, scandagliati, osservati, scomposti, studiati con tutti i mezzi conosciuti, ogni tecnica mistica, ogni tipo di magia, di alchimia e di rifrazione acustica o cromatica era stata impiegata per rilevare qualche cosa sulla natura dei Crow. Nulla di nulla era emerso.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 6

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 6

Marilin 'O Connor stava nell'ufficio del direttore generale della compagnia. Il Megaboss. Marilin stava urlando, stava gridando proprio bene, stava facendo una bella scenata e lo sapeva:
"Mister Taxa, mi ascolti bene, voi mi state imbrogliando! Voi mi pagate per tenere in salute la vostra cervelleria ma come faccio a farlo se voi per primi mi date delle informazioni false?!?"
Il signor Taxa, Max Taxa, se ne stava seduto nella sua comoda poltrona vestito in modo impeccabile con una tunica grigio perla chiusa sul davanti da una cerniera molecolare. Aveva l'aria ben nutrita ma dinamica, quella degli imprenditori al di sotto dei 40. Era rilassato, distaccato e tranquillo come uno che non risparmia i soldi per i massaggi, gli idromassaggi e le fanciulle morbide e comprensive. Guardava quella ragazza che strillava dopo essersi catapultata nel suo ufficio abbattendo 2 impiegati del suo staff che avevano avuto la sfortuna di trovarsi sul suo percorso. Mentre lei continuava a strepitare, lui l'aveva analizzata sotto diversi aspetti e scartato diverse ipotesi sulle sue intenzioni; non aveva intenzioni violente, era decisamente avvenente ma la sua gestualita' corporea non indicava che avesse intenzione di sedurlo ne' per scopi economici ne' per fascinazione da potere, ne' per altro.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 5

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Capitolo 5

Marilin 'O Connor era molto preoccupata: c'era qualche cosa che non andava nei computer della Morbide Galassie Riunite S.p.A.
Marilin 'O Connor aveva quello che si dice un paio di belle gambe. Nessun uomo con un minimo di buon gusto avrebbe potuto non accorgersene e, in effetti, un uomo, per quanto stupido e cattivo, non poteva essere cosi' ghiozzo da non accorgersi della bellezza che l'universo aveva profuso in quelle gambe. Volendo essere piu' precisi, l'universo non aveva risparmiato delizie in nessuna delle parti di Marilin 'O Connor. Non c'era niente in lei che non andasse. Era bellissima, perfetta, come ogni cosa negli uffici della Morbide Galassie Riunite S.p.A., un'impresa nata da poco ma gia' famosa per il suo "look" ineccepibile.

La "Morbide Galassie" era indiscutibilmente una bella ditta. Bella in ogni suo particolare. Investiva un sacco di soldi nella cura con la quale sceglieva e realizzava ogni particolare di ogni singola iniziativa. Bella la carta intestata, gli uffici, gli zerbini, le segretarie, i telefoni, i direttori generali, i portapenne, le auto e i fattorini. La Morbide Galassie Riunite S.p.A non comprava pubblicita' a caso: la voleva esattamente alle ore 13 e 33 minuti sul terzo canale, voleva precisamente quel muro da quel giorno a quell'altro e non trattava sui prezzi. Vendeva le biro a un sesterzo e 13 centesimi e non scendeva di un micron.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 4

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 4

Non e' cosa opportuna che un cameriere inviti una dama durante un ricevimento dell'alta societa'. Tanto piu' se la donna in questione e' una dama Kavita e il ricevimento il Ba Rai di primavera. Tantomeno e' d'uopo togliere la dama a un cavaliere sopratutto se si tratta di un nobile Gonau designato al Parlamento. Ciononostante, approfittando di uno scivolamento temporale che aveva lasciato tutti incapaci di muoversi, quasi che nulla stesse accadendo, Mikaijll Kandinski era giunto fino alla sua meta. Lei, palpitante bocciolo, le aveva preso la mano, detto qualcosa e lei, tacendo, aveva assentito. Mikaijll l'aveva cinta alla vita col braccio sinistro, la mano destra nella sua mano e, insieme, avevano attraversato la sala piroettando con grazia immobile, seguendo un ritmo di movimento cosi' inusuale e armonico che li faceva sembrare invisibili.
Il cavaliere, a cui era stata tolta la dama, si riebbe dalla sorpresa e gli occhi del principe si voltarono verso quelli di un gruppetto di giovani e spavaldi Gonau della sua stessa casata. Indicando con lo sguardo la scena, lascio' al loro intuito di decidere il da farsi.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 3

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La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 3

Mentre camminava gli torno' alla mente una sua vita passata, quando correva nella citta' in fiamme e intorno a lui erano soltanto grida e scoppi. E cosi' torno' sui suoi passi, nel Luna Park ancora vuoto del pomeriggio, e ritrovo' quel boschetto immerso nelle cartacce da dove con tanta gioia era partito con lei su una pezza di stoffa. E tutta la sua magia gli parve nulla e nulla gli sembro' tutto cio' che sapeva e si sdraio' a guardare il cielo e si maledisse.
Scoppio' a piangere. E fece uscire tutto il pianto che aveva trattenuto in tutti quegli anni. E resto' la' chiedendosi se veramente l'amava e perche'. Non trovo' risposta. E gettando lo sguardo ora qua ora la' per distoglierlo dalla mente vide tra i fili d'erba un piccolo bagliore metallico.

Il corso dei pensieri di Mikaijll si snodava lungo le strade lunghe e piatte della citta' bassa percorse insistentemente da auto elettriche che scorrevano su binari magnetici. Ogni auto portava istoriate scene multicolori rappresentanti cavalieri, draghi, donne nude e semplici giochi di colore.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 2

MORBIDE GALASSIE
La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 2

A volte accade nella vita che un gesto compiuto chiuda una porta pesantissima dietro di noi, portando altrove il passato e lasciandoci davanti al futuro come di fronte a un foglio bianco.
Cosi' era successo a Mikaijll Kandinski. Mentre camminava per la strada si chiese cosa sarebbe stato di lui e se mai avrebbe rivisto quella donna. Ma il passato lascia sempre qualche traccia e cosi' Mikaijll si domandava anche cosa mai avesse voluto dire il saggio Kuo' Tane': "Vai, figliolo. Combatti i Crow."
Di certo stava andando, anche se non sapeva dove, e si chiedeva cosa c'entrassero i Crow senza trovare una risposta. Cosi', pensando a se', alla morte dell'amico, al suo misterioso sacrificio e al proprio futuro, cammino' tutta la notte e il giorno dopo, giungendo la sera seguente alla periferia della capitale senza aver trovato risposta alcuna. Le luci della Fiera d'Estate richiamarono i suoi passi cosi' che, oltrepassando un impercettibile confine, si trovo' immerso in una folla vociante e variopinta, intenta, col massimo sforzo e un notevole dispendio di denaro, al proprio divertimento.

MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 1

MORBIDE GALASSIE
La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 1

Mikaijll Kandinski era agitato. Un fenomeno assurdo nell'intimità irraggiungibile del tempio Kao di Marabat. Gli era già successo il giorno prima e il giorno prima ancora. Ne aveva parlato con Kuò Tané, il suo maestro, il primo bramino della Tiéra. Kuò Tanè gli aveva detto che non era il caso di preoccuparsi, un minimo di agitazione, alla vigilia del Mai Dei, era comprensibile. Soprattutto perché quell'anno sarebbe stato lui, Mikaijll Kandinski, a compiere il Mai Dei per il tempio.

Il Mai Dei era la più grande festa della tradizione Kao. Il popolo accorreva da tutti i continenti e anche dai più lontani pianeti della galassia e una folla sterminata si assiepava sulle colline intorno al colossale anfiteatro di Delfy per vedere i campioni dei 2 maggiori templi Kao che si affrontavano in un duello di magie.
Mikaijll Kandinski, maestro di Schu-Du-Zai, Primo Sognatore della Schiera, giovane promessa del Ragn, guardia d'onore del Pope Bianco, era stato scelto quale lottatore nel Mai Dei di quell'anno. Lui, il migliore, perse la calma e conobbe l'irritazione di sentire che non tutto era a posto. Era stupito di provare questo sentimento che aveva fino ad allora compatito negli altri uomini. Ma il peggio era che temeva che non fosse il Mai Dei la vera causa di quell'agitazione. Forse vi era altro, più in fondo.

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