sinistra
Cari amici, non sono del PD ma ho a cuore il destino del vostro partito. Dal rinnovamento del PD dipende gran parte di quel che succedera' in Italia (vedi sotto).
Quindi mi sento in dovere di avvertirvi che e' in atto un piano molto pericoloso.
E’ partita su Repubblica un’operazione mediatica che pare proprio una manovra concertata per appoggiare una nuova ascesa di D’Alema.
Sono usciti con grande risalto due articoli di seguito che non si riferiscono a nessuna notizia. Inventano essi stessi la notizia: si mormora che D’Alema potrebbe ricandidarsi alla presidenza del PD.
Una NON notizia che viene data con un risalto enorme.
Chiaro segno che gatta ci cova.
Il contenuto degli articoli e' a mio parere spaventoso.
Mercoledi' 10 giugno si anticipa che il leader piu' triste del centro sinistra voglia spaccare il PD, ritornare a due partiti divisi, per agganciare Casini e rilanciare una grande alleanza contro Berlusconi.
Magari con D'Alema come segretario nazionale del partito rosso pallidissimo, quasi rosa.
Spaventoso!
Venerdi' 12 si ripropone come una notizia da prima pagina la stessa sbobba. La notizia e': ”Pd, l'offensiva di D'Alema ‘Io leader? extrema ratio’” con un’aggiunta: D’Alema “Da' lo stop a Debora Serracchiani (contro la quale si scatenano molti big Popolari)”.
La Debora e' quella fanciulla che ha incassato piu' voti di Berlusconi in Friuli, dopo aver sbancato sul web con un suo discorso contro i leader del PD e mostrato uno stile nuovo scontrandosi con la Brambilla a Ballaro'.
La Debora e' la speranza oggi per il PD. Veltroni l’ha capito e parla di rinnovamento della dirigenza del partito.
Evidentemente e' in corso uno scontro durissimo. Uno scontro di culture: alcuni si dedicano all'alchimia delle formulette politiche invece di parlare dei problemi del Paese, di costruire una vera opposizione e un vero controllo di massa sulla legalita' di politici e amministratori, riformare il Paese, liberarlo dal giogo della burocrazia.
La battaglia ovviamente non si risolvera' nei retrobottega.
Tutto dipendera' dalle persone che si sono recentemente impegnate nel PD sperando nel rinnovamento e nella possibilita' di mettere al centro della costruzione di questa neonata forza politica la concretezza che parte dalle realta' locali. In questo settore il PD puo' vantare molte esperienze di grandissimo valore. Sono parecchi i comuni dove sindaci e assessori del PD stanno portando avanti grandi cambiamenti e iniziative rivoluzionarie sul piano ecologico, sociale e del coinvolgimento diretto dei cittadini (vedi ad esempio l’associazione dei Comuni Virtuosi http://www.comunivirtuosi.org/, su Peccioli vedi http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/1043/27/ , http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/2395/28/,
http://www.jacopofo.com/dissociazione-molecolare-peccioli-ecologia-pirolisi-ambiente).
Come chiusa osservo che D’Alema si paragona, secondo Repubblica, all’omerico eroe Aiace Telamonio, valoroso assediante nella guerra di Troia. Figlio di Telamone, re di Salamina, Aiace e' definito da Omero 'baluardo degli achei'.
Ma evidentemente D’Alema non e' proprio in forma. Paragonarsi a Aiace e' una pessima auto profezia: infatti l’eroe finisce male: si infuria perche' non gli vengono consegnate le armi del defunto Achille e decide di uccidere Agamennone, capo degli Achei. Ma la Dea Atena per impedirglielo lo fa uscire di senno e lui si suicida gettandosi sulla propria spada. Pessima idea.
Auguri caro signor D’Alema!
SPERIAMO IN UNA NUOVA GENERAZIONE DI LEADER ANCHE DENTRO REPUBBLICA!
Anche i quotidiani perdono le elezioni. E sicuramente Repubblica dovrebbe cospargersi il capo di cenere. Soffre degli stessi disturbi comportamentali dei leader del centro sinistra e ne determina in gran parte la linea politica visto il suo peso mediatico. D'Alema e' quel che e' grazie al pluriennale appoggio di Repubblica.
Repubblica preferisce tacere sui grandi scandali nazionali. E buttarsi nel gossip. Da settimane continua a ripetere le 10 domande a Berlusconi sulla papi-story. Pensate se avesse messo in questi anni lo stesso impegno nel denunciare i grandi scandali italiani: il Cip6, che rubo' 60 mila miliardi di lire alle fonti rinnovabili per regalarli ai petrolieri, la diossina ad Acerra, che continua a essere quasi il doppio di quella a Seveso quando fu evacuata (e si continua a tacere!). Repubblica poteva avvisare gli italiani del dissesto Parmalat come fece Beppe Grillo. E poteva allertare gli italiani sull'imminente crollo finanziario USA. Aveva gli strumenti e le professionalita' per scoprire quel che in tanti avevamo ormai capito.
Invece Repubblica non lo ha fatto. Sostenendo una linea politica gemella a quella dei DS e del PD: fallimentare. Ma mentre il PD prendeva legnate elettorali Repubblica non soffriva crolli di vendite. Quindi mentre il PD si interroga Repubblica si sente bella e vittoriosa. Miracoli del fatturato.
La direzione di Repubblica preferisce non sporcarsi le mani facendo il suo mestiere di rendere trasparente la vita politica ed economica nazionale, i retrobottega dei partiti sono piu' affascinanti e danno l’ebbrezza di avere le mani in pasta nel potere…
Speriamo che decidano di smetterla con questa linea editoriale disastrifera.
NON SONO DEL PD MA VOGLIO UN PD FORTE. SONO PAZZO?
Io non sono del PD, non simpatizzo neppure. Ma credo che il PD possa essere una forza positiva per l’Italia. Sicuramente molte persone sensate hanno creduto che la nascita del PD fosse una grande possibilita' per il riformismo italiano.
Si tratta di persone di valore che hanno veramente intenzione di dare vita a un nuovo modo di fare politica.
Io credo che il riformismo in Italia abbia una possibilita' se sapra' unire tutte le forze riformiste. Invece di dividersi sulle questioni di principio bisognerebbe unirsi sugli obiettivi concreti e urgenti che tutti potrebbero condividere.
Per questo ho a cuore la crescita del PD. Io vedo i progressisti come una squadra che ha un obiettivo comune al di la' delle sfumature. Vogliamo cancellare l’era Berlusconi, vogliamo una giustizia che funziona e una burocrazia piu' leggera ed efficiente. Vogliamo che finisca l’era degli sprechi e della corruzione.
Questo vuole il popolo dei progressisti. E per averlo ci serve un grande movimento di oppositori radicali capaci di vivere e di consumare in modo diverso ma ci serve anche un PD forte, un’IDV forte, un partito ecologista, un partito radicale e un partito comunista forti. E ci serve che questi partiti siano in mano a una nuova generazione di dirigenti esenti dalle malattie mentali dei vecchi apparati.
LE LISTE CIVICHE DI BEPPE GRILLO INTORNO AL 3%! GRANDE RISULTATO DI CUI NON PARLA NESSUNO.
Da oggi gli amministratori furbetti avranno qualcuno che li contrasta veramente.
Grande successo dell'Italia dei Valori, De Magistris è dopo Berlusconi il più votato. Ma Silvio non arriva ai 3 milioni di voti che sperava (ne incassa comunque 2 milioni e 7, ma non è di buon umore, i suoi sondaggi lo davano sopra il 43%. Il PDL sta al 35,26%.
Ma dov'è finito il 70% degli italiani che secondo Berlusca sostiene il governo?
La grande esultanza per i risultati della lega è malainformazione: aveva 3.024.000 voti alle politiche del 2008, ne ha oggi 3.126.000, un aumento irrisorio.
Aumenta il dato percentuale (dall'8,3 al 10,2) perché sono diminuiti i votanti!!!
RIFONDAZIONE, SINISTRA E LIBERTA' E RADICALI insieme fanno quasi 9%.
VOTI BUTTATI AL CESSO GRAZIE AI RISSOSI. Ma i politici sono soddisfatti, comunque prenderanno un mucchio di soldi di finanziamento pubblico dei partiti. Il che vuol dire che gli apparati sono salvi. Ed è meglio gestire il gruzzoletto da soli che unirsi e perdere il controllo della cassa.
NOTA BENE: nelle elezioni locali sono riusciti a mettersi daccordo perfino con PD e IDV... Lì se non conquisti un seggio nei consigli comunali sei fuori dal potere... E allora l'accordo lo fai per forza... Altro che dividersi su questioni di principio. Ci si divide sui bassi interessi e sugli istinti bestiali. Che tristezza...
34,95% astenuti
6,38% schede bianche o nulle
Questo è un dato che ho faticato a trovare.
Indovina perchè?
Il Pd prende una mazzata. 26,16%. Vacilla.
Ma il candidato più votato del Friuli è Debora Serracchiani, la donna che aveva strigliato la dirigenza del Pd, il video del suo discorso ha fatto furore sul web (http://www.jacopofo.com/debora_serracchiani_pd_franceschini_nuovo_leader). E' un segno che la base del PD anela un nuovo stile di far politica.
E' cosa buona.
Possiamo dire che quasi il 45% degli italiani NON E' RAPPRESENTATO al parlamento europeo (non votanti 19.688000 + sinistra che non ha passato il 4%= 22.427.000).
34.863.000 italiani non si riconoscono in Berlusconi (non votanti, sinistra, PD, IDV, UDC).
Il quale oggi è netta minoranza nel paese.
Non ha il 70% dei consensi, ha il 70% dei dissensi!
Quel che manca è un'alternativa credibile. Una classe politica diversa.
La domanda è la Serracchiani e De Magistris, qualcuno di sensato tra i Verdi, RC E RADICALI, possono trovare 4 cose semplici sulle quali mettersi daccordo?
E' POSSIBILE IMMAGINARE UN'OPPOSIZIONE PRAGMATICA E ETICA CHE ABBIA CUORE GLI INTERESSI DELLA GENTE?
Oppure veramente Franceschini riuscirà a portare il PD a fare lingua in bocca con CUFFARO e l'UDC degli inquisiti?
LA NOTIZIA E’ DA PRIMA PAGINA MA SUI QUOTIDIANI NON L’HAI TROVATA!!!
Hai invece trovato chilotoni di inchiostro sulle supposte trombate di un milanese trapiantato a Roma.
Che palle!
La notizia e' presto detta: a Peccioli, in provincia di Pisa hanno inaugurato il primo dissociatore molecolare, un aggeggio in grado di trattare i rifiuti in modo pulito.
INCREDIBILE!
Parrebbe proprio una bufala, l’ennesima trovata degli ecomostri, ma i promotori dell’iniziativa sono persone degne di fiducia.
L’iniziativa e' partita tre anni fa per merito del gruppo di Fabio Roggiolani, dei verdi toscani, gli stessi che hanno fatto la scelta controcorrente di candidare Cimini alle europee per il centro Italia (http://www.jacopofo.com/elezioni-giovanni-cimini-verdi-ambiente-ecotecnologie-politica). Questo impianto sperimentale e' stato costruito a Peccioli, il famoso comune toscano dove esiste una discarica gestita con tecnologie all’avanguardia, dove tutto il gas prodotto dai rifiuti in putrefazione viene raccolto, filtrato e usato poi per produrre elettricita' attraverso un generatore alimentato dal gas stesso. Si tratta di una discarica che non puzza, sopra la quale sono stati anche organizzati concerti.
Silvano Crecchi, sindaco di Peccioli e promotore di questo impianto, e' lo stesso che ha organizzato la prima formula italiana di impianti fotovoltaici (sopra la discarica) come forma di risparmio per i cittadini.
COME FUNZIONA: si tratta di un’evoluzione della tecnologia della pirolisi.
Sostanzialmente l’immondizia non viene bruciata con una fiamma viva. Si ha una combustione a bassa temperatura, 400 gradi, in un contenitore nel quale c’e' pochissimo ossigeno. Una combustione lenta, i rifiuti impiegano 24 ore a carbonizzarsi. A bassa temperatura i metalli non fondono, non c’e' dispersione nei fumi e quindi i metalli restano nella cenere prodotta e sono successivamente recuperabili e riutilizzabili come materia prima. In questo modo si azzerano le micro polveri e le nano polveri e diminuiscono drasticamente le emissioni nocive che successivamente vengono abbattute completamente nel processo di depurazione del gas emesso. Alla fine del processo di lavaggio otteniamo gas combustibile che viene bruciato in un generatore di elettricita'. Il gas di combustione viene poi ulteriormente filtrato in uscita.
Una differenza assoluta rispetto agli inceneritori tradizionali (pietosamente ribattezzati termovalorizzatori). Li' c’e' una combustione con la formazione di composti chimici altamente tossici come le diossine e solo dopo si interviene con la depurazione dei fumi, con enormi problemi di efficienza reale del processo (e possibilita' di fare i furbi buttando nell’atmosfera i fumi senza averli filtrati a dovere). Nella dissociazione molecolare si ha un processo di per se' molto meno inquinante e il lavaggio del gas prodotto e' interno al processo in quanto se il gas non viene completamente depurato da impurita' danneggia il generatore a turbina di elettricita'.
Questo vuol dire che abbiamo in mano qualche cosa di concreto per bloccare l’installazione di nuovi inceneritori di vecchio tipo e per pretendere la conversione di quelli gia' installati.
Non nascondo che dietro questa questione c’e' un grosso problema strategico.
Il motivo per il quale questa notizia ha avuto un’eco nulla e' che perfino il movimento ecologista non ha voluto sostenerla.
La questione e' infatti delicata.
Da decenni siamo tutti d’accordo sul fatto che la soluzione principale della questione dei rifiuti e' l’idea di RIFIUTI ZERO.
Abbattimento del volume degli imballaggi, riutilizzo dei contenitori, vendita di latte e detersivi alla spina, riciclaggio eccetera.
Ma io credo che sia necessario ragionare sui rapporti di forza e non farsi prendere dal fondamentalismo ecologista. “O tutto o niente” non e' una soluzione.
Oggi Berlusconi sta indiscutibilmente dando il via a decine di inceneritori di vecchio tipo.
Non e' realistico pensare di fermarlo con le forze ridicole che abbiamo.
E’ invece realistico spiegare alla gente di destra che questi impianti sono estremamente piu' sicuri, molto piu' convenienti economicamente, di dimensioni piccole.
E’ una cosa che anche una persona di destra puo' capire e perfino uno della direzione nazionale del Partito Democratico puo' arrivarci.
Quindi e' una soluzione fattibile.
Non un’opposizione di principio: abbiamo un’alternativa sensata!
Praticabile.
E’ comprensibile che i comitati locali abbiano paura di trovarsi di fronte a un’altra fregatura, e' comprensibile che alcuni ecologisti temano di trovarsi invischiati in quisquilie tecniche che portino a deviare l’attenzione dal vero problema (RIFIUTI ZERO). Ma questo modo di ragionare ci porta a una sconfitta certa. IL PURISMO UCCIDE LE POSSIBILITA’.
Secondo me dobbiamo ragionare in un’altra maniera: oggi gli inceneritori stanno provocando migliaia di casi di tumori a causa delle diossine e delle nanopolveri emesse. Parliamo di un numero impressionante di morti.
Questa tecnologia e' stellarmene migliore, ha alle spalle ormai parecchi anni di sperimentazione, e a breve l’esperimento di Peccioli ci dara' i dati di efficienza su un prototipo di grandi dimensioni (che sono comunque piccolissime rispetto agli inceneritori tradizionali).
Ho parlato con una serie di specialisti che mi hanno confermato senza dubbio che questa tecnologia e' decisamente migliore.
Ovviamente anche in questo caso e' fondamentale il controllo delle associazioni sull’efficienza dei processi di lavorazione del gas e su tutti i tipi di emissioni. Ma rinunciare a questa possibilita' dal mio punto di vista sarebbe immorale. Una colpa verso le persone che ora sono condannate al rischio di sofferenze indicibili perche' stanno per costruirgli sotto casa un mostro che sputa veleno.
Questo possiamo ora realisticamente impedirlo.
E vorrei aggiungere che proprio per questo e' sperabile che si crei un coordinamento nazionale dei comitati locali contro gli inceneritori tradizionali, che lancino una campagna di discussione sulla dissociazione molecolare come alternativa praticabile. Ed e' importante anche che Giovanni Cimini sia eletto e possa condurre al Parlamento europeo questa battaglia contro i termovalorizzatori, una tecnologia obsoleta e criminale.
Ma le buone notizie non vengono mai da sole
Sempre grazie al lavoro del gruppo dei verdi di Roggiolani e Cimini e' stato installato a Massa la prima macchina in grado di trattare i rifiuti ospedalieri, considerati rifiuti speciali in quanto contengono materiale organico potenzialmente infetto. Si tratta di un apparecchio che puo' stare in una stanza che polverizza e sterilizza i rifiuti ospedalieri e che puo' diventare dotazione di ogni ospedale abbattendo il costo dello smaltimento dei rifiuti con un risparmio enorme, 90%, per le Asl.
Il Converter dei rifiuti ospedalieri e' stato installato per sei mesi all'ospedale pediatrico di Massa e i risultati sono stati certificati dal CNR di Pisa.
I rifiuti passano da un costo di smaltimento di 1,30 euro/kg a 30 cent per kg!
L'impianto si ripaga investendo il 70% del risparmio. La Toscana, che ha deciso di passare a questo sistema, risparmiera' dieci milioni di euro all'anno sui 15 previsti.
Ma la cosa fondamentale e' che i rifiuti ospedalieri smettono di andare in mano alle ecomafie a spasso e smettono di arricchire gli inceneritoristi.
Se vuoi sapere di piu' sul dissociatore:
Visita all'impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti di Husavik, Islanda
http://www.ecquologia.it/cms/content/view/1530/28/
La brochure e gli atti del Convegno sulla dissociazione molecolare (Lucca 21/10/2006)
http://www.ecquologia.it/cms/content/view/1531/38/
La Scheda tecnico-economica dell'impianto di dissociazione molecolare (pdf 2,5 Mb)
http://www.ecquologia.it/sito/rifiuti/energo-dissmol.pdf
Rapporto conclusivo della Commissione Interministeriale per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti (pdf 65 Kb)
http://www.ecquologia.it/sito/rifiuti/commissione-tecnologie-gestione-smaltimento.pdf
Rifiuti. Enea: possibile smaltimento in modo pulito
http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/506/28/
Link sul Converter per i rifiuti ospedalieri:
http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/2294/28/
Dramma in famiglia: il padre e' un sindaco comunista.
Il sindaco di Mussummannaggia, paesino della Barbagia che nessuno avrebbe mai definito “ridente”, era incazzato come una iena. Sua figlia Irene Maccalone era sparita da tre giorni. Da una perquisizione minuziosa in camera sua, il sindaco, Aristide Maccalone, aveva desunto vari aspetti sconosciuti della vita della ragazza.
Una confezione di pillole anticoncezionali vuota gli aveva palesato che la piccola non era piu' vergine o comunque aveva intenzione di smettere di esserlo nell’immediato futuro. Una e-mail indirizzata al premier provava che si era invaghita dell’uomo piu' sparlato d’Italia. La mancanza di alcuni capi d’abbigliamento ed elementi utili all’igiene personale mostrava che si era allontanata di casa volontariamente portandosi dietro vestiti e quant’altro era necessario per un viaggio.
Tutto questo era grave perche' la ragazza era sedicenne e per via che Aristide Maccalone era di Rifondazione Comunista e questo era diametralmente contrario al fatto che la figlia volesse unirsi biblicamente con il capo del governo della destra.
Aristide era quindi estremamente esterrefatto, imbufalito e inorridito e si domandava insistentemente dove avesse sbagliato.
Le decisioni che prese successivamente furono due: partire per il continente portandosi dietro Razzuto e Poddu, suoi cognati, e telefonare a Michele Leopardi, che non era imparentato col famoso poeta ed era oltremodo di sinistra.
La conversazione fu rapida: “Mi scappo' la figlia. Vengo lli' e veddiamo se puoi aiutarmi a rritrovarrla” disse Aristide. “Va bene” rispose Leopardi.
Durante il viaggio in aereo Maccalone Aristide getto' uno sguardo ai quotidiani che distribuivano gratuitamente sull’aviogetto. Fece una smorfia leggendo che Papa Benedetto Sedicesimo, il Tedescaccio, aveva raggiunto un accordo con la Nestle'. Avrebbero sponsorizzato la permanenza in seminario di diecimila aspiranti preti in cambio di un gemellaggio tra Papa Benedetto e l’acqua minerale San Benedetto. Una serie di foto nelle quali il Papa beveva sorridente un bicchier d’acqua mostrando i suoi dentini corti da squalo, insieme a Del Piero e Cristina Chiabotto (la miss).
In altri momenti Aristide si sarebbe lasciato andare a considerazioni pesanti sulla mercificazione della fede ma in quel frangente aveva altro per la testa.
Quella sera stessa ci fu il summit in casa di Leopardi, a Bologna, per l’organizzazione della caccia alla ragazzina.
Aristide aveva portato una foto della figlia, stile prima comunione.
Per prima cosa Leopardi l’aveva scansionata e rielaborata in Photoshop, aggiungendo rossetto e mascara in abbondanza. Poi aveva diffuso l’immagine nella rete di installatori fotovoltaici e comunicatori ecotecnologici che il Partito Democratico aveva creato in collaborazione con le Coop, diecimila nuovi posti di lavoro, un esercito di professionisti che avevano dato elettricita' gratis a un milione di famiglie italiane e rappresentavano la punta di diamante dell’azione diretta del Partito contro la crisi economica. Una rete di uomini e donne che battevano la penisola senza sosta e che, stando a quanto diceva Leopardi, sarebbero stati in grado di trovare uno spillo nel deserto del Sahara.
Il mattino dopo Aristide si alzo', fece colazione con pecorino e interiora di pecora saltate in padella, ripiene di fegato, cervella, ricotta e olive mentre il Tg1 dava conto del dibattito sulla proposta di legge che concedeva alle piu' alte cariche dello Stato la facolta' di contrarre matrimoni poligamici. Napolitano aveva dichiarato che la cosa non gli interessava, il capo del governo aveva gia' prenotato lo Stadio Olimpico di Roma per una grande festa nella quale avrebbe acquisito un numero imprecisato di spose.
Franceschini intanto era ancora in Abruzzo, dove insieme ai membri del direttivo nazionale festeggiava la costruzione della decima casa antisismica realizzata da lui e i suoi sodali con il sudore della loro propria fronte, olio di gomito e tecniche innovative. Dichiarava al tg che le case che stavano costruendo non sarebbero crollate neanche se il pianeta si fosse iscritto a un corso di danza del ventre sincopata.
Una serie di riflessioni sui mutamenti nella politica italiana, che si stava svolgendo dentro il cranio brachicefalo di Aristide, chiaro segno di una misteriosa discendenza longobarda, furono interrotte da Leopardi che raggiante entrava in cucina dicendo: “L’hanno trovata. E’ in coda per un provino a Cinecitta', dove stanno facendo le selezioni per le ragazze-poltrona della nuova trasmissione di Jerry Scotti.”
“Raggazze poltrona?” chiese Aristide sconcertato.
“Si', e' una nuova idea per un quiz” spiego' Leopardi. “Un paio di ragazze si mettono in modo tale che i concorrenti ci si siedono sopra.”
Aristide non riusci' a spiccicare una sola parola di commento. Per anni, per farla addormentare la sera, aveva letto a sua figlia il Capitale, e ora lei era fuggita di casa per fare la ragazza-poltrona. Razzuto e Poddu, suoi cognati, riuscirono invece a declamare una litania di bestemmie piene di doppie, pronunciata come un mormorio minaccioso.
“Andiammo a prenderla e la riportiammo a ccasa” concluse Aristide.
Leopardi gli fece notare che si viveva ancora in una repubblica democratica.
Aristide ribatte': “E’ minorrenne!”
“Dimentichi la nuova legge che stabilisce che i genitori non possono impedire alle figlie che hanno superato i 14 anni di partecipare a provini cinematografici, televisivi o fotografici. La Costituzione italiana riconosce il diritto inalienabile alla visibilita' televisiva. Se piombiamo li' e cerchiamo di trascinarla via, finiamo tutti in galera.”
“Cosa pproponi?”
“Forse Giacometti ci puo' aiutare.”
Due ore dopo erano a casa di Giacometti, a Cesena. Piu' che una casa era un incrocio tra un laboratorio dadaista, una boutique d’alta moda, una catena di montaggio e il Moma di New York. Ovunque erano disseminati computer, macchinari misteriosi e pezzi di manichini, teste, braccia, busti. Una serie di corpi completi erano disposti in giro piu' o meno muniti di biancheria intima e vestiti. Le donne artificiali erano realizzate con uno straordinario realismo.
Quando Giacometti fu messo a parte dell’incresciosa situazione, disse: “Ok, ci penseranno le mie ragazze.”
La coda era ancora interminabile alle 4 di pomeriggio, intorno allo Studio 7 di Cinecitta', quando si fermo' un pulmino dal quale discesero 7 ragazze di incomparabile perfezione fisica vestite come supermodelle strafirmate con sgargianti capi di abbigliamento rossi e gialli. Fluorescenti. Formarono un cuneo compatto, muovendo all’unisono braccia e gambe e si abbatterono contro il personale della sicurezza che centellinava l’ingresso delle ragazze in coda davanti agli studios.
Quando arrivarono al cospetto degli esaminatori si tolsero i vestiti e si misero a ballare con hula hop, yo-yo, monotrampolo a trespolo muniti di molla. Fecero tripli salti mortali, si misero a poltrona, a sedia, a baldacchino, alla pecorina.
Il loro seni roteavano a una velocita' tale che alcuni esaminatori furono colti da vertigini e malori di varia natura.
Furono scritturate istantaneamente.
Lo stesso accadde durante tutti i provini che si susseguirono in quella settimana.
Manipoli di donne robot costruite da Giacometti in morbido lattice biodinamico sbaragliarono migliaia di candidate televallette, teleballerine, telepresentatrici al primo colpo.
Dopo dieci giorni Irene Maccalone torno' a casa a Mussummannaggia.
Il senso della sua fuga era stato vanificato dal fatto che il capo del governo italiano aveva annunciato il suo matrimonio imminente con una ventina di ragazze bioniche.
Ovviamente solo pochissimi sapevano che quelle donne le costruiva Giacometti nella sua villetta di Cesena, munite di tanto di certificato di nascita, patente, passaporto e numero di assistenza sanitaria. Miracoli della pirateria informatica.
E Aristide si era ben guardato dal rivelare alla figlia la verita'. Si era limitato a dire: “Figlia mmia, il cappittalismo e' una stronzatta.”
Per inciso il capo del governo non sopravvisse alla prima notte di nozze con il plotone di androidi. Anche se il premier aveva il pene che sembrava l’avesse infilato nel tostapane prima di farlo esplodere, nessuno si fece troppe domande su quel che poteva essere successo. Aveva un meraviglioso sorriso sulle labbra.
La sinistra provo' a ironizzare sul fatto che fosse deceduto per un eccesso amoroso.
Ghedini li ammutoli' dichiarando: “Beato colui che lascia questo mondo piacevolmente.”
Voglio un leader che mi dica che per combattere i soprusi della destra al potere, in modo finalmente efficiente, posso fare una sorpresa alla persona che amo che la renda felice.
Voglio un leder che mi dica che per far finire la guerra in Iraq posso consumare energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.
Voglio un leder che mi dica che per uscire dalla crisi economica posso isolare il mio tetto, installare pannelli solari, aderire a un gruppo d’acquisto globale e risparmiare cosi' 3 stipendi all’anno. Cioe' voglio un leader che si occupi concretamente dei miei soldi.
Voglio un leder che non mi parla solo delle trombate e dei processi Mister B.
Voglio un leader che non perde tempo a costruire campagne di comunicazione che non portano a nessun risultato.
Voglio un partito che si autofinanzi diffondendo le ecotecnologie.
Voglio un partito che non mi chiede soldi per la tessera e mi propone invece un contratto di telefonia cellulare che mi fa risparmiare il 20% sulla bolletta.
Voglio un partito dove non fanno carriera quelli che parlano bene ma quelli che riescono a installare molte pale eoliche.
Voglio un partito che costruisca il futuro economico degli italiani promuovendo fondi di investimento in impianti per la produzione di energia elettrica dal sole, dal vento e dall’acqua.
(Si puo' fare anche senza avere la maggioranza in Parlamento.)
Voglio un partito che sia un’impresa che offre un lavoro appassionante e ben retribuito nel settore delle ecotecnologie e della consociazione degli acquisti a persone che hanno veramente voglia di cambiare il mondo e hanno la testa per farlo.
Voglio un partito che sia una galassia di associazioni locali e imprese che costruiscano giorno per giorno l’Italia di domani senza aspettare prima di vincere le elezioni.
Voglio un partito che crede nel potere della gente!
Eccheccenefrega!!!
Mi diverte questo Panpurio che vuol coprire tutte le donne avvenenti che vivono in questo momento sul pianeta. Mister B. ha passato i settanta ma anche se fosse un ventenne non ce la farebbe. Per puro spirito scientifico ho calcolato che su 200 donne ce n’e' una che corrisponde in modo eccessivo ai canoni estetici correnti e 10 che si avvicinano abbastanza ad incarnarli.
Calcolando quindi che al mondo ci sono 3 miliardi di donne e che di queste ce ne sono 500 milioni che hanno tra i 18 e i 38 anni, otteniamo che ci sono almeno due milioni e mezzo di donne che possono incontrare i gusti del Presidente del Consiglio. Anche ammettendo che abbia gusti particolarmente difficili e che ne scarti 9 su 10, restano comunque 250mila donne di straordinaria forma fisica. Di queste almeno 25mila sono disposte a fare sesso per ottenere vantaggi materiali o perche' sono effettivamente di destra e afflitte dal mito del leader carismatico.
A conti fatti sono veramente troppe.
Silvio nun ce la poi fa!
(Ti rode eeehhh?!?)
Comunque mi diverte anche la sinistra, ingenuamente convinta che questa storia delle diciottenni e delle veline da candidare alle elezioni europee, con tanto di ire della moglie tradita, potra' scalfire il consenso dell’Innominabile.
La Repubblica si sbraccia addirittura a dimostrare che il premier ha mentito su parecchie circostanze relative al suo connubio con un’avvenente minorenne e festa di compleanno esplosiva.
A Repubblica si sentono all’opposizione, nel fuoco della lotta per la verita'.
Invece non gliene frega niente della diossina ad Acerra, area dove la gente sta crepando (ce n’e' quasi il doppio che a Severo quando fu evacuata dopo l’esplosione dell’Icmesa).
Strani giornalisti.
Strana sinistra che strepita sui pompini al presidente e non ha detto una parola, per 14 anni, sulla truffa del Cip6 (60 mila miliardi di lire regalati ai petrolieri. Dovevano servire per sviluppare le fonti energetiche rinnovabili.)
Stiamo vivendo una campagna elettorale nella quale la sinistra fa sforzi memorabili per interpretare la parte dello zombie svenuto.
Con pochissime eccezioni (eroiche).
L’altro giorno mi son chiesto: ma cavolo, ho vissuto tutta la vita pensando che il 1968 era l’inizio della rivolta e che ci sarebbe stato un crescendo. Sai che merda se si scopre che il ‘68 e' stato il culmine seguito da un lento dissolversi della voglia di cambiare?
E se l’Innominabile fosse solo il primo passo di una lenta discesa negli inferi?
Poi mi sono ricordato che in Usa c’e' Obama, che uno strano tipo di manager ha convinto la Mars a utilizzare solo cacao prodotto secondo regole etiche ed ecologiche e che Mohamad Yunus sta prestando denaro a 100 milioni di donne.
Allora ho iniziato a ripetermi: stiamo cambiando il mondo anche se Mister B. e' spaventoso. Stiamo cambiando il mondo anche se la vecchia sinistra e' morta…
Dopo un po’ mi sembrava di crederci.
Fatti una foto con un cappello da deficiente in testa!
La prossima rivoluzione la faranno i claun o non ci sara'.
I progressisti dovrebbero essere allegri, ottimisti, ironici.
Vogliamo cambiare il mondo, siamo convinti che sia possibile, anzi siamo convinti che l’evoluzione naturale dell’umanita' vada verso una crescente coscienza degli individui che creera' per forza una societa' piu' giusta. E questo dovrebbe darci il gusto per giocare a scovare il ridicolo nella supponenza dei potenti che cercano invano di fermare la storia.
E allora cosa c’entrano con i progressisti tutte queste facce serie, queste persone che faticano a crearsi un’immagine da grandi leader che non sbagliano mai?
Esiste un nesso profondo tra il tracollo della sinistra e la sua seriosita'.
L’Innominabile Mister B. si prende gioco dell’opposizione proprio usando le armi naturali dei progressisti contro di loro.
Mister B. fa “cucu'” alla Merkel, fa le corna dietro la testa del primo ministro spagnolo nella foto ufficiale, mima di possedere sessualmente alla pecorina una poliziotta che sta china sul cofano di un’auto, si traveste da ballerino marocchino cercando di rabbonire la moglie infuriata, racconta barzellette sceme, definisce Obama “bello, giovane e abbronzato”, va alle feste delle diciottenni e si mette a cantare il karaoke.
Potete dire che e' volgare, o che e' maschilista, che e' grossolano. Ma e' chiaro che i suoi consensi aumentano. Di fronte a lui un’opposizione bolsa e senza idee, incapace di costruire alternative vere e priva del senso del comico. E credo che tutto il disastro della sinistra poggi proprio sull’incapacita' di ridere, sulla paura del divertimento, retaggio cattolico e stalinista intriso del mito dei martiri, degli eroi e dei super uomini.
Sento il forte desiderio di focalizzare l’attenzione su questa essenziale questione di stile. Se non riusciamo a forzare questa cappa di triste compostezza non tireremo fuori niente di buono dal futuro.
La rivolta del ’68 inizio' con un cambiamento nell’immagine che la gente aveva di se' stessa: vestiti colorati, minigonne e capelli lunghi.
Cosi' parti' la carica contro i Biechi Blu.
Vogliamo vivere un’altra stagione di rivolta spirituale. Possiamo cominciare mettendo in gioco la nostra immagine.
Tutte le rivoluzioni iniziano dall’immagine che le persone hanno di se' stesse.
Travestirsi e' la prima mossa del gioco.
E ti invito a passare all’azione: puoi pubblicare l’immagine piu' ridicola di te che riesci a immaginare su http://www.facebook.com/group.php?gid=49792341361 (fai il login e clicca su Aggiungi foto) e partecipare quindi a un happening di protesta contro il grigiore.
Puoi farlo da solo oppure organizzare party demenziali con i tuoi amici e le tue amiche e inventarti sequenze fotografiche, fotoromanzi, flash mob e tutto quanto vi venga in mente.
Questa e' una necessita' vitale per il Movimento Ribelle. Dobbiamo uscire da questa depressione catatonica e scatenare una risata cosmica.
Rompiamo gli schemi. Prendiamoci in giro, travestiamoci, raccontiamo storie impossibili.
Se lasciamo il campo alle persone serie ci porteranno alla rovina. Sono 5 mila anni che fanno danni. Se vuoi cambiare il mondo inizia facendolo ridere. Comico e' bello!
Jacopo Fo
Per inserire le tue foto http://www.facebook.com/group.php?gid=49792341361
Ha eliminato un vecchio benefit che spettava agli ex senatori, ovvero la possibilita' di viaggiare gratuitamente su aerei, treni e mezzi pubblici anche dopo il mandato.
Dal 1 gennaio 2010 i beneficiari di questo privilegio diminuiranno da 1058 a 291, con un risparmio per le Casse dello Stato di circa 1.068.000 euro, circa il 60% del totale delle spese di viaggio.
(Fonte: Ansa)
Cari naviganti, non capisco. Si e' dichiarato contrario alle ronde il 77% di chi ha risposto al sondaggio di Repubblica.
Evidentemente le ronde richiamano alla mente di molte persone di sinistra scene da squadracce fasciste. Si paventano nugoli di padani inferociti che massacrano i rumeni.
E ho sentito molti interventi di stimabili persone di sinistra, in tv, che dicevano che lo Stato deve occuparsi della sicurezza, non arrendersi e delegarla ai cittadini.
E’ vero che bisognerebbe fare ben altro contro la criminalita' che le ronde e nuovi carceri.
E’ vero che Berlusconi sta uccidendo la moribonda giustizia italiana, vero che non sta facendo nulla per rendere piu' rapidi i processi e dare la certezza della pena (anzi, fa proprio il contrario varando norme che depenalizzano tutti i reati di cui e' accusato lui). Vero che sta tagliando le mani alla possibilita' della polizia di indagare sui crimini vietando le intercettazioni telefoniche se non vi e' gia' la certezza della colpevolezza (cioe' non puoi usare le intercettazioni per trovare i colpevoli, devi gia' saperlo prima che sono colpevoli).
Vero che il disastro della giustizia italiana e' figlio di un’alleanza scellerata tra casta politica di destra e di sinistra, che ha castrato l’efficienza della giustizia con leggi per Berlusconi, depenalizzazione del falso in bilancio, indulto, taglio dei fondi alla giustizia, culto del cavillo giuridico che annulla i processi e storture burocratiche elefantiache.
Ricordo agli amici del Partito Democratico che ora devono scegliersi un nuovo leader, che fu sotto D’Alema che avvenne la cancellazione del reato di possesso ingiustificato di denaro (uno spacciatore di eroina fermato con 50 mila euro in tasca non deve spiegare a nessuno da dove provengono quei soldi).
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