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I Romanzi e le storie di Jacopo Fo

E meno male che era depresso!

Juan Riveraz, 27 anni, disoccupato, soffriva di depressione cronica. Una malattia che non e' facile che ti venga diagnosticata quando vivi con meno di due dollari al giorno. Generalmente se uno e' povero al massimo gli dicono che e' giù di morale perche' non mangia. Ma Juan Riveraz, da questo punto di vista era stato fortunato. A San Francisco, un villaggio nel Nord dell’Honduras a ovest di San Pedro Sula, sotto La Celba, era finalmente arrivato un ambulatorio gratuito e una giovane dottoressa l’aveva visitato con attenzione, lo aveva ascoltato a lungo e quindi aveva scritto una diagnosi impeccabile.
Ma da li' a poco la vita di Juan avrebbe subito uno scossone. Da anni era fidanzato con Julissa Sasime, una ragazza che amava fin dall’adolescenza, ma senza un lavoro non poteva pensare di mettere su casa con lei. E questo era per lui un ulteriore motivo di tristezza. In un giorno di piogge torrenziali, con le strade diventate fiumi, Julissa, ragazza minuta, scompare. 

Ero morto. A volte mi capita.

Romanzi Jacopo Fo Morbide GalassieMa quella volta li' sembrava fosse in modo definitivo.
E posso dire che e' proprio come dicono quelli usciti dal coma.
Esci dal corpo, sei ancora tu, ma in forma di anima-ologramma. C’e' un sacco di luce. E se non ti spicci perche' sei pieno di attaccamento a causa dei tuoi crimini, arrivano i lupi neri e ti divorano e poi fai una brutta fine, tipo inferno o qualche cosa del genere.
Io sono sempre stato una brava persona, al di la' di qualche scorrettezza sentimentale e di un paio di calci e pugni che ho tirato da ragazzo.
Oddio, una volta avevo un bastone in mano.
Ma poi mi sono pentito sinceramente e per i restanti 30 anni mi sono comportato bene.
Cosi' quando sono morto, dopo le luci da seguire e il coro degli angeli mi sono trovato a Draghistone, come qui chiamano questa parte del mondo dall’altra parte.
Che non e' il Paradiso, come pensano alcuni.
Più che altro e' un mondo parallelo, che vive negli istanti in cui il mondo dove vivevo quando ero completamente vivo in carne ed ossa non esiste (la realta' materiale esiste in modo alterno. Un istante c’e', un istante non c’e'. Quando hai un corpo non te ne accorgi perche' tu ci sei solo quando il mondo c’e' e questo ti da' una sensazione di continuita' dal tempo. Ma e' un’illusione dei sensi).
Nell’altro mondo sei vivo ma relativamente incorporeo.
Ma non e' vero che passi attraverso le pareti. Puoi farlo ma e' estremamente sgradevole e molto pericoloso.
Ma non voglio annoiarti con le questioni tecniche.

Italia, 2010, risolto il problema delle precarie.

Oggi il governo Berlusconi ha promulgato un decreto legge molto atteso.
Si tratta del progetto ormai ben noto con il nome di “Editto delle Precarie”, che prevede che i figli maschi delle mille famiglie più ricche d’Italia sposino ognuno  diecimila precarie a testa.
In questo modo, ha spiegato il Presidente del Consiglio, risolveremo il problema del precariato femminile.
Incrociando gli archivi dell’anagrafe con quelli dell’Erario i tecnici del Ministero del Lavoro hanno calcolato che le mille famiglie più ricche d’Italia abbiano complessivamente 647 figli maschi al di sotto dei 50 anni. Sposando quindi 10 mila precarie ciascuno avremo che 6 milioni e 470.000 precarie non avranno più nessun problema economico.
Eventuali precedenti matrimoni saranno da sommare ai 10.000 che andranno obbligatoriamente contratti.
Al matrimonio possono, ovviamente, accedere invece solo le precarie nubili o divorziate.
Il decreto legge stabilisce inoltre che in futuro tutti i maschi figli delle 1000 famiglie più ricche d’Italia dovranno sposare 10mila precarie il giorno successivo al loro diciottesimo anno.
I 647 figli delle 1000 famiglie più ricche d’Italia non avranno l’obbligo di giacere carnalmente con tutte e 10.000 le spose, in questo il governo Berlusconi ha seguito gli auspici espressi dall’ala cattolica del suo partito che considera eccessivo un accoppiamento con cosi' tante partners e inadatto anche dal punto di vista igienico sanitario.

Canzone elettorale

Vorrei avere una sorella
molto bella
che Berlusconi
la vede e perde i bulloni
dei neuroni.
Perde il controllo
del cervello
perche' pensa solo a quello
e poi telefona a Sacca'.
E gli fa:
Sacca' Sacca'
Trovami una parte per questa qua
Voglio vederla ballare il cha cha cha
a Cinecitta'
Perche' e' morbida come un baba'.
Ah Ah Ah

E Sacca' che fa?
Non resta fisso come un baccala'
Sacca' lo fa. Lo fa, lo fa.
Perche' Sacca' ch’adda’ fa’?
Ch’adda’ fa’?

Vorrei avere una sorella
con le tette gonfie come le vele di una caravella
Una sorella che quando la vede Berlusconi
per poco non gli vengono le convulsioni.
Che a lui le tette
gli piacciono a vagoni.
E poi telefona a Sacca'
E gli fa:
Sacca', mi hai trovato una trasmissione per questa qua?
Ma hai visto che tette che ha?
Sacca' svegliati!
Ah Ah Ah

E Sacca' che fa?
Sacca' lo fa. Lo fa, lo fa.
Perche' Sacca' ch’adda’ fa’?
Ch’adda’ fa’?

(Coro femminile)
Un amore sincero
Pagato in nero
Un rapporto orale
Non e' illegale
Prendi la tangente e fai finta di niente
e' un peccato veniale
La concussione sessuale

Vorrei avere una sorella
Con le tette sode come mortadella.
Che Berlusconi la vede
e si scioglie come pastella.
E poi mia sorella gli dice nell’orecchio:
tesoro non e' che potresti dare un aiutino
anche al mio fratellino?
Cosi' Berlusconi telefona a Sacca'
E gli fa:
Ma lo hai visto questo qua?
Devi farlo lavora'.
Ah Ah Ah

E Sacca' che fa?
Sacca' lo fa. Lo fa, lo fa.

Hai bisogno di un uomo con un colapasta in testa.

Canzone esistenziale

Cosa ti serve in questo momento?
Qual e' la tua esigenza primaria?

Hai bisogno di un uomo con un colapasta in testa.
L’anima
Triste e tesa
Piena di rabbia
Ti senti in bocca la sabbia

Sono qui da molto tempo
Ho visto bene
Come gira
e va male

Ci sono troppi tipi tristi
Con i musi lunghi e mesti
Troppa paura
La faccia scura
La bocca dura
La testa piena di mura

Al mondo ci sono troppi fuori di testa
che hanno paura della festa

mangi pasta e paura
coi morti in tv
poi senza droghe
non dormi piu'

Ma adesso basta
Basta con la pasta adesso
Basta con la solita minestra
Voglio solo sesso adesso
Sesso e basta

Mi metto in testa
Lo scolapasta
Mi vesto come un rasta
Vado per la strada e ballo
e abbraccio
la gente
che passa

(coro)
la lotta ti chiama
la lotta totale
contro questa torre del male
mala gente che non ride.

Salva la bimba che piange perche' ha fame,
ferma la bomba che cade sulla scuola.
Usa la lotta che ride 
La lotta che scherza
che non si prende sul serio
La lotta che pensa piano
La lotta con un fiore in mano
La lotta che non fa male
La lotta che non soffre
La lotta che rimbalza
Che cade e si rialza
E canta
La lotta
che toglie la paura dalla terra
perche' e' la paura la madre della guerra
le persone serie
sono la peste
le nostre bombe sono le feste!

La lotta che non cambia
un re con un altro
questa e' la lotta che cambia
la forma della mente
mangi pasta e paura

L'ultima domanda era sbagliata. Capitolo secondo

Jacopo Fo
C'e' chi sbaglia le risposte e chi sbaglia le domande. Io sbaglio comunque.

Capitolo secondo

Quando, ore dopo, giungemmo alla Fondazione ero completamente pazzo di lei.
Ma dovetti rimandare gli sviluppi del mio corteggiamento e rintuzzare la mia esuberanza perche’, quando scendemmo dal piccolo autobus che era venuto a prendere alla stazione di Magione noi due e un’altra decina di nuovi arrivati, ci trovammo nel pieno di un’emergenza.
La Fondazione si trova sul fianco di una collina, in mezzo ai boschi, una decina di costruzione di pietra o intonacate e ricoperte di pitture e due cupole, anch’esse intonacate e dipinte.
Ci ero gia’ stato una volta e me la ricordavo come un posto tranquillo. Ora molte di persone, almeno un centinaio, stavano, con la faccia tesa, di fronte alla costruzione principale, la cupola che ospitava la palestra. Alcuni urlavano, altri cercavano di calmarli.
Ci avvicinammo chiedendo cosa fosse successo. Un ragazzo con i capelli castani da rasta ci informo’ della situazione: “Un pazzo ha sequestrato Laudadio, ha una pistola e minaccia di ucciderlo se non ci impegniamo a costruire la sua invenzione.”
Laudario era il rettore della Fondazione, avevo letto un paio di suoi libri ma non lo avevo mai incontrato. Proprio in quel momento si intensifico’ il vociare nel punto di quell’assembramento. Dal tono delle voci ebbi la sensazione che fossero raccomandazioni. Poi quattro ragazze si allontanarono dirigendosi verso una casetta dipinta che stava a fianco della cupola.
Calo’ il piu’ totale silenzio.

L'ultima domanda era sbagliata.

Jacopo Fo

C'e' chi sbaglia le risposte e chi sbaglia le domande. Io sbaglio comunque.

Retrocopertina
C'e' un miliardo di esseri umani da salvare ma non sembra che a molti interessi riuscirci veramente.
Soprattutto quelli disposti a qualunque cosa per un brevetto, compreso violare tutti e 10 i comandamenti in modo fazioso e umido.
Il momento e' topico. Le ragazze sotto sono tutte nude e gli ormoni fanno strani scherzi ai maschi.
Ma io riusciro' a portarti via di qui.
Saliremo in macchina e andremo dritti fino a quando non si staccheranno le ruote.
Lo faremo perche' e' scritto e perche' non c'e' nient'altro che desidero.
E sono disposto a tutto fino all'ultimo respiro.
Da quando ti ho incontrata ho finalmente scoperto qual e' la domanda.
Per le risposte abbiamo tempo da qui all'eternita'.

THRILLER

La ragazza con i riccioli rossi...

... fece scivolare il labbro inferiore sotto gli incisivi. Il suo viso esprimeva una tensione assorta. I numeri che scorrevano sul computer dicevano una cosa soltanto: la situazione stava per assumere una conformazione geometrica disastrosa.
Socchiuse gli occhi, passo' la lingua sul labbro inferiore. Un movimento che Paolo Carmassi ebbe a descrivere poi in una poesia che diceva: "Quando con la lingua passi sulle labbra, il tempo si ferma chiedendosi cosa succedera'...".
La ragazza, Anna Vitali, prese il microfono del pc e chiamo' un numero di Skype.
Franco Matarazzi si chiese se era abbastanza pettinato mentre rispondeva. Si guardo' nell'icona della videochiamata e capi' di essere quasi impresentabile, si ravvio' i capelli rassegnato. Non sarebbe mai riuscito a sedurre quella ragazza.
Anna invece era impeccabile mentre gli diceva: "Ho implementato tutti i dati, gli scambi commerciali, le percentuali di consenso col governo, i numeri dei votanti al parlamento e quelli degli incidenti stradali. Ho battuto cifre per tutta la notte. Non ne viene fuori niente di buono."
"Cosa c'e' che non va?"
"Le percentuali di frequenza dei numeri... Conosci l'algoritmo di Roches..."
Franco Matarazzi non ne sapeva niente ma si sarebbe fatto uccidere piuttosto che ammetterlo: "A quale parte ti riferisci?"

Cronache terrestri

Alieni in salotto
Era un piccolo alieno di colore verde, a forma di barattolo. Era alto un metro e venti centimetri.
Da giorni girava per le strade parlando con i terrestri.
"Sono un extraterrestre, provengo da XWWYPPEL, sono giunto fino a voi per regalarvi una portentosa tecnologia in grado di liberarvi dall'inquinamento e fornirvi energia pulita in quantita' illimitata."
Lui diceva cosi' agitando quelle sue pseudobraccia a tubo. Ma le persone non gli davano retta. "Si rivolga al governo, io non ne so niente."
Provo' anche a telefonare al Presidente del Consiglio ma non rispondeva mai nessuno.
Una sera il piccolo extraterrestre a barattolo si trascinava sconsolato sulle sue tre rotelline quando, attraversando un parco, vide una ragazza e senti' nel suo piccolo cuore che poteva essere la persona giusta.
Lei era seduta su una panchina. Lui si avvicino' e disse: "Sono un extraterrestre, provengo da XWWYPPEL, sono giunto fino a voi per regalarvi una portentosa tecnologia in grado di liberarvi dall'inquinamento e fornirvi energia pulita in quantita' illimitata. Sono giorni che lo dico a tutti i terrestri che incontro ma nessuno mi da' retta, ho telefonato tante volte al governo ma non risponde nessuno, sono proprio sconsolato. Ho bisogno di affetto. Non e' che mi porteresti a casa tua?" La ragazza strabuzzo' gli occhi. Non poteva credere di avere di fronte un extraterrestre.
Alexis 2, cosi' si chiamava il barattolo di un altro pianeta, intravide una possibilita': "Lavo i piatti, spazzo per terra e faccio le lavatrici."
Dopo un istante di perplessita' la ragazza chiese: "Stiri?"
"Certo, stiro a vapore e so fare anche il plissettato!"
"Va bene." Acconsenti' la ragazza.

Rosalia Sigfredi fu subito entusiasta delle capacita' dell'extraterrestre Alexis 2.

Storie di boschi incantati , D'Alema, energia rinnovabile

Stamattina mi sono svegliato e sono uscito a raccogliere un po' di legna.
Il bosco e' pieno di tronchi da ammucchiare e poi da caricare sul trattore. Legna piccola, gli alberi grossi non li tocchiamo.
Appena posso vado nel bosco un paio d'ore a sudare lanciando legna. Per lo piu' il bosco e' ripido e con un solo lancio riesci a fargli fare un bel tragitto.
Ero li' che facevo la catapulta umana quando sento un ramo che si spezza dietro di me. Mi giro aspettando di vedermi davanti i soliti diciassette cinghiali, praticamente domestici visto che da mesi i cacciatori gli danno da mangiare tutti i giorni per poi ammazzarli meglio a settembre.
Invece vedo una ragazza con la pelle color crema e un pareo rosa, a fiori.
Le dico: "Salve".
Lei mi guarda. E' molto giovane. I capelli castani.
"Sei un boscaiolo?"
"A tempo perso."
"Ma comunque sei un boscaiolo?"
Intanto che parliamo si avvicina. Si muove con una grazia deliziosa.
Ha la bocca disegnata con le labbra piene.
Parla con le esse leggermente sibilate e le erre ben pronunciate. Ma non ha una voce leziosa. Sembra decisa. Decisamente graziosa.
"Questo bosco e' tagliato bene. Non avete fatto come gli altri che tagliano gli alberi grandi. Voi avete solo tolto gli alberi piccoli dove ce n'erano troppi. E avete lasciato gli alberi morti. Questo e' molto utile per gli insetti."
Pensai fosse un'ecologista studentessa di botanica. Le dissi che condividevo il suo punto di vista.
Poi lei disse: "Una volta questi boschi erano molto grandi, gli alberi erano tutti alti piu' di 15 metri, querce secolari, faggi imponenti." Non poteva avere piu' di 25 anni ma ne  parlava con tale passione negli occhi che sembrava che avesse proprio visto quegli alberi.
"Io e le mie sorelle adoriamo gli alberi."
Cosi' mi trovai a raccontarle di come io mi fossi trasferito qui a vivere proprio perche' adoro i boschi. Parlare dei boschi mi appassiona.

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