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I Romanzi e le storie di Jacopo Fo

Le elezioni si vincono EMOZIONANDOSI!

Capitolo terzo

Come funziona la mente istintiva
Fin dal primo incontro con una persona, in un solo istante trasmettiamo centinaia di informazioni attraverso il linguaggio dei movimenti, dei toni e dei ritmi. Questi messaggi non razionali sono il vero luogo dell’interazione sociale. Le parole che diciamo sono solo la confezione di una relazione con un altro essere umano. La sostanza sono i messaggi emotivi che cogliamo solo inconsciamente.
(Non dire a Berlusconi che se ne deve andare usando uno striscione, diglielo con il linguaggio del corpo!)

Il libro “In un batter di ciglia” di Malcolm Gladwell cita numerose ricerche su quanto sia istantanea la capacita' della mente irrazionale di dare giudizi.
E sul punto esistono molti studi.

Sto dicendo una cosa grossa.
Sto dicendo che noi percepiamo la realta' molto di piu' di quanto ce ne si renda conto.
La prova di questa nostra capacita' incredibile ci viene dall’osservazione degli animali.
Ad esempio ci sono domatori che riescono a insegnare agli animali fino a un centinaio di segnali impercettibili. In questa maniera diventa facile stupire il pubblico esibendo un cavallo che e' abilissimo in matematica e da' i risultati battendo con lo zoccolo per terra. Ovviamente il cavallo non capisce nulla di quel che sta facendo e non ha nessuna idea del concetto NUMERO. E’ il domatore che e' bravo in matematica e che gli dice: “Batti 5 volte.” Ma il pubblico non se ne accorge perche' il domatore usa 10 diversi segnali, tutti impercettibili, che in ore di allenamento ha associato a 5 colpi di zoccolo.
Le percezioni degli animali colgono sfumature che a noi sfuggono non perche' non siamo capaci di vederle ma perche' non ci occupiamo di identificarle.

Per dimostrare questo fatto ho realizzato decine di volte un esperimento, sempre sfruttando la sensibilita' dei cavalli al linguaggio corporeo.
C’e' un grande recinto con 6 cavalli liberi al pascolo.
Un gruppo di persone si avvicinano, uno per volta.
I cavalli hanno tre distinte reazioni. Con una certa persona restano fermi e si lasciano avvicinare, con un’altra si allontanano ogni volta che lei si avvicina, con una terza persona invece sono i cavalli ad avvicinarsi.
E si puo' stare certi che se i cavalli si allontanano da una persona si tratta di qualcuno che ha gravi problemi anche nelle relazioni con gli esseri umani.
Ho inventato questo esperimento proprio per dimostrare alle persone che vivono male la loro socialita' che non possono limitarsi a dare la colpa agli altri. I cavalli non giudicano se sei bello o brutto, non sanno niente di moda e di eleganza, non leggono il tuo livello sociale. I cavalli guardano come ti muovi e che odore emetti e su questa base decidono se sei gradevole, neutro o pericoloso. Sono animali erbivori e devono guardarsi dai predatori, e per questo sono meno socievoli di cani e gatti ed e' piu' facile interpretare le loro reazioni.
Come vedremo, cambiare il tuo messaggio corporeo e' facile e automatico. Se pensi che tutti sono stronzi mandi un semplice messaggio: siete tutti stronzi.
Se ami le persone, il tuo corpo dice: vi amo.
Se odi le persone e vuoi avere successo puoi imparare a fingere di amarle. Reciti esattamente come un attore.
Puoi anche convincere le folle e diventare potente come Hitler. Ma, come vedremo, chi recita, per quanto bravo, sta fingendo e il suo messaggio corporeo sara' quindi meno limpido di quello di una persona che non recita, e' se stessa.
Forse leggendo queste parole puoi essere concorde ma valutare che gli effetti di questa comunicazione non verbale abbiano un peso limitato sulla nostra vita.
Invece sto cercando di dimostrare che e' su questo terreno che le persone prendono le decisioni essenziali.
E’ sulla base dei messaggi corporei che scelgo l’automobile, chi votare, chi frequentare, chi sposare, chi odiare. E la cosa piu' inutile che posso fare e' cercare di denunciare le malefatte del governo usando SOLO il linguaggio verbale.

Per comprendere quanto sia importante questo terreno della comunicazione emotiva possiamo occuparci per qualche minuto di come funziona il meccanismo della percezione. Un’altra questione importante della quale a scuola non ti dicono praticamente nulla.
Comunemente noi diciamo “Io vedo.”
L’idea e' che attraverso gli occhi noi si veda fuori come se si guardasse da una finestra. Ma la fisiologia ci spiega che l’occhio non e' una finestra. E’ una telecamera digitale. L’occhio e' una macchina incredibile che letteralmente digitalizza le immagini esterne, le trasforma in impulsi elettrici e poi le trasmette al cervello attraverso un cavo di trasferimento dati che si chiama NERVO OTTICO. Quindi l’immagine, in un qualche modo che ancora non abbiamo pienamente colto, viene “proiettata" sopra milioni di neuroni e cellule varie che in un’altra massa di cellule producono tutta una serie di fenomeni che noi riassumiamo dicendo: “Guarda la' che bella ragazza!” 
In realta' noi non vediamo un cazzo. Noi guardiamo il mondo attraverso un videocitofono.
Ed e' pure un videocitofono veramente strano.
Illustri ricercatori come Piaget, hanno dimostrato che il processo di decodificazione di quello che vediamo e' molto complesso e per apprenderne le basi dedichiamo i primi 3 anni di vita.
Semplificando potremmo dire che i nostri occhi ci inviano una massa enorme di dati e che il grosso problema e' quello di interpretare le immagini, dare loro un senso comprensibile. Il bambino prima di essere in grado di riconoscere una sedia deve averla toccata, leccata, aggirata, esserci passato sotto, averla annusata, essercisi seduto sopra. Solo allora e' in grado di riconoscere in una frazione di secondo una sedia, anche se la vede da punti di vista diversi, dipinta in colori diversi, con forme diverse. E’ un processo enorme. Si tratta di costruire un filtro tridimensionale in grado di processare l’insieme delle immagini e identificare strutture note.
Che questo processo sia molto difficile lo hanno verificato gli scienziati che da anni cercano di insegnare a un computer a riconoscere la funzione SEDIA all’interno di centinaia di immagini che contengono sedie di tutte le fogge.
Sembra facile….

Il problema centrale della percezione e' proprio quello di filtrare le immagini e leggerle riconoscendo in ogni massa di colore simile una funzione analoga a una tipologia di oggetti.
In realta' tutti sperimentano quanto sia complesso questo meccanismo ma non identifichiamo questa informazione.
Ti e' mai successo di guardare un oggetto da un’angolatura strana e, per qualche istante, di non riuscire a riconoscerlo?
E succede anche di infilare le mani in tasca e cercare le chiavi di casa e non trovarle. Cerchi dappertutto, non ci sono, cerchi in tasca non ci sono, cerchi dappertutto, non ci sono, cerchi in tasca non ci sono, poi ricerchi in tasca e ci sono.
Le sentivi anche prima, solo che il cervello in quel momento non riusciva a decodificare il file che i nervi gli trasmettevano. L’intoppo in questi casi e' nel servizio di decodificazione. Il processo di lettura della realta' e' qualche cosa di una complessita' spaventosa. Se ci pensi ti da' le vertigini. In ogni istante tutti i nostri sensi ci inviano milioni di bit di informazioni su quel che succede dentro e fuori di noi. E in ogni istante decodifichiamo questa massa spaventosa di informazioni e le interpretiamo sulla base delle nostre esperienze.
E’ talmente complesso e difficile che e' ovvio che basta un sovraccarico emotivo o un momento di stanchezza per mandare a pallini il nostro sistema di decodifica. Sentiamo qualche cosa in tasca ma non riusciamo a trovare niente utilizzando il FILTRO “chiave di casa”.
Te lo hanno detto a scuola che il tuo problema piu' grosso e' capire cosa succede veramente fuori da te?
Beh, se non te lo hanno detto sono proprio degli stronzi. Sono cose arcinote da 50 anni, anche se ancora non tutti i processi fisiologici sono ben chiari.
Ad esempio, recentemente si e' scoperto che se io penso di correre o di baciare una ragazza non si attivano solo certe parti del cervello ma anche alcune zone della pancia. Ci sono sinapsi anche li', collegate alla mente attraverso la spina dorsale. Ragioniamo anche con la pancia. I messicani e i cinesi lo sostengono da millenni.
Dico questo per sottolineare quanto e' complesso il funzionamento di tutto quello che fai in un secondo.
COMPLIMENTI!
Ma come fa la mente a reggere uno sforzo continuo di questo genere?
Non ci riesce.
Quando entri in una stanza la decodifichi. Dopodiche' smetti farlo fino a quando non subentra qualche nuovo elemento. I film cambiano continuamente inquadratura proprio perche' cosi' tengono vispa la tua attenzione. Ti costringono a leggere le immagini.

A questo punto devo osservare che si verifica uno strano fenomeno nel processo percettivo.
Proprio perche' decodificare e' faticoso tendiamo a economizzare le forze. Ad esempio, mentre guardiamo la tv entriamo in uno stato catatonico che elimina gli altri sensi. Una cosa analoga succede se siamo sotto stress perche' ci sentiamo minacciati.
Riduciamo la quantita' di dati che leggiamo. Ci concentriamo sulla ricerca di segnali di pericolo.
E’ come se usassimo uno zoom percettivo concettuale, un filtro che ha il compito di identificare solo movimenti che possono essere collegati a un attacco fisico.
Quindi a seconda che ci si senta minacciati o tranquilli montiamo diverse ottiche al nostro sistema percettivo. Grandangolo, visione media, zoom.
Se confronti il ricordo di un momento di relax con il ricordo di un momento di stress potrai facilmente notare che nei momenti di stress la percezione globale di te e del mondo e' meno nitida, meno definita.
Il fatto che comunemente non si parli di questo fatto ha un impatto disastroso sull’umanita'.
Molte persone, ad esempio, soffrono immensamente di incapacita' di amare, di innamorarsi, di godere emotivamente e fisicamente dell’intimita' e della tenerezza semplicemente perche' non hanno capito che possono cambiare filtro percettivo a seconda delle necessita' e che quando dai un bacio ti conviene usare il grandangolo, sentire tutto. E’ molto meglio. E’ chiaro che se il sesso mi stressa perche' mi hanno detto che e' peccato, prendo le brutte malattie, resto incinta, soffro di insicurezza, sono ansioso perche' desidero approvazione (eccetera, eccetera) non riusciro' a mettermi ad ascoltare fino in fondo.
Le nostre percezioni hanno il volume come uno stereo. Puoi alzarlo e abbassarlo. Se ti rilassi, sorridi, fai un po’ di sbadigli e semplicemente ti metti in ascolto succede automaticamente che aumenti il volume delle percezioni. Se c’e' molto silenzio intorno a te puoi sentire perfino il battito del tuo cuore o il fruscio ritmico del sangue che scorre vicino all’orecchio interno, una specie di zZzzz zZzzz.
Capisci che usare correttamente questa funzione e' centrale nella costruzione del nostro benessere?
Tocca proprio allenarsi a raggiungere il livello di massimo ascolto. Non e' difficile: trova una persona simpatica che sia brava a fare i massaggi promettigli che laverai i piatti e pulirai tutta la sua casa in cambio di 45 minuti di carezze (lente e delicate). Dopo circa 31 minuti (come ha dimostrato Dittamo Montecucco) si arriva al massimo dell’empatia e della capacita' di ascolto. Montecucco ha dimostrato che in 31 minuti avviene una sintonizzazione delle onde cerebrali. Succede nel massaggio, nello sport, nell’arte, nel sesso, nel gioco.
E noi percepiamo questa sintonizzazione fisicamente come una sensazione diffusa di benessere.
Chimicamente succede che produciamo dopamina che e' una droga meravigliosa,che sintetizziamo noi, naturalmente, e che agisce positivamente sul sistema immunitario e sul buon funzionamento del metabolismo.
Dal punto di vista del funzionamento della mente abbiamo aperto i filtri percettivi, abbiamo messo al massimo la capacita' di lettura dell’insieme dei segnali esterni. Ce li stiamo godendo tutti. E’ come se il mio cervello stesse facendo una bella corsa liberatoria.
Comprendere questo, scoprire cosa mi aiuta a entrare in questo stato di coscienza, allenarmi a farlo, identificare le modalita' con le quali mi muovo in questo spazio percettivo e' essenziale per la mia vita.
Ed e' anche piacevole: si tratta di immergersi in qualche cosa che ti piace e ascoltare tutte le sensazioni.
L’ascolto delle sensazioni ha come primo effetto che alla guida la mente irrazionale si sostituisce a quella irrazionale. Poi il resto va da se'.
Questo e' importante e neanche questo te lo dicono a scuola: ogni volta che ascolti una sensazione, il cervello razionale si spegne. Prova a pensare e contemporaneamente a sentire un odore. Non ci riesci. Puoi passare velocemente, a intermittenza, dall’ascolto di una sensazione al pensiero verbale ma non puoi fare le due cose assieme.
E se non c’e' un motivo reale di pericolo, appena inizi ad ascoltare inizi anche ad aumentare il volume e ad allargare la visuale, lo spettro percettivo.

A questo punto torniamo al nostro discorso originario.
Che importanza ha tutto quanto detto fin qui rispetto alla mia capacita' di realizzare quel che desidero?
Il modello della percezione che ho tratteggiato ci dice che la mente inconscia riceve mille volte piu' informazioni, poi al cervello razionale fornisce un riassuntino essenziale.
Quando mi trovo in una situazione drammatica posso crollare in una crisi di panico o di depressione, oppure posso riuscire a entrare in un particolare stato di coscienza nel quale riesco a elaborare una super quantita' di informazioni e cogliere un’assonanza che mi permette di inventare istantaneamente un comportamento stupefacente che mi salva. E perche' mi salva? Perche' coglie di sorpresa il mio avversario, lo spiazza, gli toglie la terra sotto i piedi, SEMPLICEMENTE PERCHE’ MANDA IN TILT IL SUO SISTEMA PERCETTIVO. NON E’ PIU’ IN GRADO DI INDENTIFICARE IL CONTESTO.
Improvvisamente il carabiniere non se la sente piu' di fare il carabiniere, il rapinatore non ha voglia di sparare al rapinato, il khmer non vuole piu' sparare a Terzani e lo stupratore ha paura della sua vittima (vedi http://www.jacopofo.com/come-evitare-rapine-e-trovare-amore-attitudine-peso-mentale-azioni).
E questo e' possibile perche' le persone che vivono un ruolo stressante stanno montando un super zoom. Se guardi una collina con un telescopio rischi di perderti.
Lo stesso se cerchi un posto usando un ingrandimento di Google Maps troppo grande. Devo zummare all’indietro per capire dove sono finito.  

Ma c’e' un altro aspetto: tutte le informazioni che non vengono inviate alla mente razionale dove finiscono?
Non vengono buttate via. Vengono utilizzate dalla mente irrazionale per redarre una comunicazione emotiva.
Nel primo di questa serie di articoli parlavo di METTERE PESO MENTALE NELLE AZIONI.
Ecco questo peso dipende dal messaggio emotivo che la mente non razionale invia al cervello.
Il messaggio emotivo e' costituito da centinaia di micro sensazioni interne. Noi sentiamo il nostro corpo. Succede qualche cosa di fisicamente diverso se pensi alla parola FRAGOLA rispetto a quando pensi alla parola BANANA. E’ come se sentissi qualche ricordo del sapore, delle esperienze legate al settore BANANA della memoria.
Ecco, potremmo parlare di colonna sonora.
Se ogni volta che vedi la faccia di una persona la tua mente inconscia ti invia un suono grave, minaccioso, sentirai antipatia per quella persona anche senza un motivo razionale.
Ed e' importante sapere che questa colonna sonora determina le nostre scelte molto piu' dei pensieri razionali. Andiamo dove sentiamo suoni piu' confortevoli, frequentiamo persone insieme alle quali sentiamo una musica emotiva piu' piacevole. Questo livello di esperienza e' in realta' quello primario, non e' vero che e' la mente razionale a decidere cosa facciamo nella vita. E’ una balla che ci hanno insegnato a scuola.
Perche' sono ignoranti.
E’ chiaro che in un mondo nel quale pochissimi hanno capito questi semplici meccanismi mentali, quelli che li colgono hanno grandi possibilita', anche se magari sono un po’ furbetti.
Ad esempio, la sinistra italiana soffre di una grave paralisi storica sostanzialmente perche' non ha capito niente della comunicazione emotiva, i suoi leader non lavorano sulla comunicazione corporea, non verbale.
Obama ha 15 consulenti pagati profumatamente per rivedersi decine di volte i video dei suoi discorsi e scoprire dove sta mandando messaggi corporei negativi.
E ogni volta che vedo Berlusconi in tv noto che, al di la' di tutto, e' un maestro della comunicazione emotiva e riesce a vivere e a percepire il suo ruolo con tale immedesimazione emotiva e una tale padronanza dell’alfabeto delle espressioni e dei ritmi che se lo ascolti ti sembra effettivamente che abbia ragione.
La differenza tra Obama e Berlusconi e' che Silvio non ha neanche un consulente alla mimica. Lui insegnava queste tecniche ai suoi dipendenti gia' nel 1976. E’ un precursore e sicuramente uno dei piu' grandi specialisti del mondo. Quando parla, lui e' assolutamente convinto di quello che dice. Anche se sa che e' falso. Questa e' la sua magia. E’ messianicamente convinto.
La sua forza e' la capacita' di mettere peso nelle azioni. E’ quella che gli attori francesi chiamano L’ATTITUDE.
Il povero D’Alema invece non sa nulla di come si sorride, non ha passato ore allo specchio a fare LA FACCIA DA AMICO. La faccia da bambino ferito, da padre preoccupato, da figlio pentito. Non sa nulla delle note musicali materne da infondere nella voce. Dei ritmi. Non ha insegnato per anni ai suoi dipendenti questi trucchetti. Non parla al cuore della gente, fa dei ragionamenti, delle lezioni. Parla alla mente razionale. E perde.

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La vita e' complicata di per se'.

Capitolo secondo

Le cose andrebbero comunque molto meglio se evitassimo di utilizzare sistemi sbagliati per ottenere quel che desideriamo.

Riuscire ad agire in modo assennato non e' facile perche' nessuno te ne parla.
L’educazione che ci viene impartita e' incentrata sull’insegnare a comportarsi bene, a non cadere preda del demonio, essere onesti, non scoreggiare davanti a tutti.
Poi ci imbottiscono di informazioni che dovrebbero esserci utili nella vita: chi era Napoleone, dov’e' la Giordania, la funzione dell’epiglottide.
Non ci si occupa per nulla di come impegnarsi in modo tale che i nostri sforzi raggiungano dei risultati.
Un vuoto pazzesco!
La settimana scorsa ho cercato di dimostrare che esiste un metodo preciso che usiamo quando abbiamo successo e che NON usiamo quando NON abbiamo successo.
Non si tratta di un sistema che ti da' la certezza di un risultato positivo pero' aumenta notevolmente le tue probabilita' di arrivare dove desideri.
Non ha a che fare tanto con quello che fai ma con lo stato d’animo che sperimenti mentre agisci.
Funziono molto meglio se desidero intensamente una cosa ma contemporaneamente sono in un certo qual modo distaccato.
Ho cercato anche di argomentare il fatto che e' possibile sviluppare questo atteggiamento positivo, questa attitudine produttiva, riflettendo su cosa desideri veramente e come lo desideri.
Se desidero trovare la donna giusta e non solo fare sesso una sera, saro' piu' disposto a prendere alla leggera un rifiuto, perche' posso ben capire che nella mia ricerca della donna giusta per me dovro' fare molti tentativi a vuoto. Quindi sono piu' distaccato, meno angosciato dal risultato di quella particolare serata di corteggiamento. E questo distacco mi rende estremamente seduttivo e amplifica le probabilita' che quando incontrero' la donna giusta riusciro' a entrare in empatia con lei e non me la lascero' sfuggire.
Ho poi cercato di dimostrare che questo stesso meccanismo, legato alla determinazione profonda con la quale io agisco, e' connesso con la mia capacita' di cogliere l’attimo, intuire a pelle, istintivamente, cosa posso fare o dire in una data situazione.
Essere profondamente determinati ci porta a volte a compiere azioni delle quali ci stupiamo noi per primi, azioni capaci di destabilizzare un rapinatore, scioccare un aggressore, fare uscire un poliziotto dal suo ruolo.
Ad esempio, mia nonna Pina Rota, quando mio padre diserto', decise di andare dal podesta' di Luino e chiedergli di nascondere suo figlio in casa sua.
Che probabilita' aveva una donna minuta, non appariscente e seduttiva, di convincere un fascistone con il quale non aveva rapporti di amicizia a nascondere suo figlio disertore?
Eppure lui accetto'. Forse sospettava la verita', che mia nonna faceva parte della resistenza e che forse in futuro questo avrebbe potuto salvarlo, come poi successe. Ma in quel momento mia nonna non aveva niente di concreto da offrire. Aveva solo una disperata assoluta convinzione di essere nel giusto.
Ed era talmente determinata da compiere un’azione apparentemente insensata ma effettivamente vincente.
Ma come succede che a volte prendiamo decisioni fuori da ogni logica corrente? Come succede che in un certo momento siamo assolutamente certi che quell’azione e' quella giusta anche se la nostra razionalita' abitudinaria ci dice che non puo' funzionare?
Credo che anche tu possa ricordare qualche episodio nel quale hai deciso di compiere un’azione fuori dagli schemi ottenendo un risultato tanto positivo quanto improbabile. E per farlo a volte hai dovuto rovesciare convinzioni ben radicate.
Spesso la gente mi racconta storie incredibili. Forse perche' mi piace molto ascoltare. Se ascolti, le persone prendono gusto a raccontare e ti raccontano anche fatti che sarebbe meglio tacessero.
Un signore, un vecchio comunista coriaceo, mi racconto' di un grande scontro con un suo amico e socio d’affari. A un certo punto questo socio lo denuncia per vendetta, tirando fuori dei pagamenti in nero che lui aveva incassato e consegnando la documentazione alla finanza, dando la colpa al comunista coriaceo. Questi e' all'oscuro di tutto quando la finanza irrompe nel suo ufficio. Sono uno squadrone e iniziano a perquisire ovunque. Un ufficiale lo affronta a quattrocchi. Gli mette davanti i documenti che provano l’incasso in nero. Un disastro, rischia 3 miliardi di lire di multa. Il finanziere gli spiega la situazione e poi gli dice: “Io adesso le metto davanti dei fogli e lei firma tutto senza discutere.”
I due si guardano in faccia. Il vecchio comunista ha in testa un’idea certa, inculcata da anni di esperienza politica e di battaglie di piazza: MAI E POI MAI DEVI FIRMARE QUALCHE COSA!
Una legge, un assioma, un comandamento primario.
Lui guarda il finanziere, il finanziere lo guarda. Lui prende la penna e firma tutto.
Solo dopo scopre che il suo ex socio, dopo averlo denunciato, era entrato in fibrillazione e siccome la finanza tardava a intervenire aveva denunciato i finanzieri per omissione di atti di ufficio. Quindi i finanzieri erano intervenuti per dimostrare che l’ex socio e' un isterico e loro se l’erano presa comoda solo perche' avevano capito che le irregolarita' erano minime. Quindi avevano ricostruito tutto in modo da smontare le accuse contro il comunistaccio. Quindi firmare tutto era l’unica cosa sensata che lui poteva fare anche se andava contro idee ben radicate.

 

Come evitare rapine e fucilazioni e trovare l’amore.

Primo capitolo
In questo articolo racconto incredibili storie di persone che sono riuscite a uscire dall’Italia col passaporto scaduto accompagnate da un commissario, evitare violenze sessuali, scenate del capoufficio e altri odiosi inconvenienti della vita utilizzando il potere dell’ATTITUDINE.

Ho dovuto aspettare 55 anni per scrivere questo articolo.
E sinceramente lo scrivo con un sacro timore.
L’argomento e' estremamente delicato e si corre il rischio di cadere in terribili trappole mentali capaci di distruggerti.
Non sto usando un trucco letterario per incuriosirti. Dico veramente.
Oggi ho deciso di tirare le somme di tutto un ragionamento che sto seguendo da anni e che mi porta ad affermare un cosa molto drastica (e qui soppeso attentamente le parole).
Un’idea completamente fuori dal comune modo di pensare.
Andiamo per ordine.
L’argomento e': che rapporto c’e' tra quel che fai e quel che ti succede?
Chiarimento: io non credo al Pensiero Positivo. “Se pensi bene tutto ti va bene e non ti puo' capitare niente di male”. Balle. Come ho ripetuto migliaia di volte esiste la Sfiga Statistica. Se ti deve cascare in testa una tegola non c’e' niente da fare. Il caso spara nel mucchio e becca gli onesti e i farabutti.
Sono da tempo convinto che non esista nessun talismano, potere, destino scritto che ti possa salvare il culo da tutta una serie di disastri. I tuoi meriti non c’entrano un cazzo. Non sono INERENTI.
Per dimostrare questa verita' assoluta posso osservare che io non ho avuto nessun merito ne' nessun demerito a diventare quello che sono.
Io sono nato per caso in una famiglia dove tutti scrivevano, mio nonno materno, mia nonna materna, due mie zie, uno zio, mio cugino, mia cugina. Sono bravo perche' scrivo? Cosa avrei dovuto fare?
Se nascevo in Bangladesh e morivo a 2 mesi ero meno bravo?
Sono anni che medito su questa questione e credo sia molto importante vedere l’immensa schiera dei neonati come un insieme. Alcuni riescono a sopravvivere, alcuni no. Alcuni trovano terreno fertile per sviluppare le loro potenzialita', altri vengono soffocati. E’ terribile, ma l’universo funziona cosi'. E questo da' una grande responsabilita' a chi ha avuto la fortuna di nascere in una situazione positiva.
E dovremmo avere la modestia di pensare all’enormita' di quello che abbiamo e a chi ha invece occupato i posti piu' scomodi. Per questo sono nostri fratelli. Per questo essere solidali e' un bisogno genetico. Perche' la tua vita e' la mia vita. E le nostre posizioni potevano essere invertite.

Ma torniamo al cuore del discorso: cosa determina il successo o l’insuccesso di un’azione?
Siamo abituati a vedere i fatti della vita come un susseguirsi di eventi provocati da una serie di cause. Hai incontrato una persona, ti sei innamorato, lei si e' o non si e' innamorata di te. Se lei non ti ama cerchi delle cause in quel che hai detto o fatto, in come eri vestito. Oppure ti spieghi l’insuccesso dicendoti che non hai abbastanza bellezza, cultura, soldi. Oppure sei piu' fatalista e pensi che non c’era feeling, empatia, corrispondenza.
Ecco piu' vivo su questo pianeta piu' mi rendo conto che i fattori che determinano i fatti essenziali della nostra vita sono aspetti apparentemente secondari e lontani dai fatti stessi.
Cosa fai, cosa dici, che vestiti hai addosso, se sei bello o brutto possono essere concause, rafforzativi ma non sono mai l’aspetto determinante.
Hawking, il famoso fisico non e' certo un bell’uomo e inoltre e' paralizzato quasi completamente. Si e' sposato, ha fatto dei figli, ha venduto milioni di libri, realizzato scoperte entusiasmanti e poi e' fuggito con l’amante.
Se non era paralizzato cosa faceva?
Io credo che il risultato di quello che fai dipenda notevolmente dal PESO MENTALE che metti nelle tue azioni e NON altrettanto da cosa fai.
Certo che se per chiedere a una ragazza di baciarti le dai uno schiaffo non funziona. Ma se ti comporti mediamente in modo sensato la differenza la fa il tuo atteggiamento.
Non importa cosa fai ma come lo fai.
Mi rendo conto che il concetto PESO MENTALE, va chiarito. Gli attori francesi lo chiamano ATTITUDE, attitudine.
E’ un termine che si riferisce al fatto che ci sono attori che riescono a far ridere anche senza dire niente, stando con un lenzuolo in testa. E non si capisce proprio COSA faccia ridere il pubblico. Un altro attore puo' provare a fare le stesse cose ma non ottiene una risata.
L’ATTITUDE e' qualche cosa che abita nel territorio del feeling, delle buone vibrazioni, dell’empatia, del linguaggio corporeo, del suono cellulare forse…
Credo che a volte ti sara' capitato di notare che ottenevi un certo risultato stando in un certo stato psicologico contrassegnato da evidenti sensazioni particolari.
Prova a pensare a un momento della tua vita in cui hai ottenuto un successo.
Come definiresti lo stato emotivo in cui ti trovavi prima di ottenerlo?
Io ho una grande esperienza di rifiuti femminili.
Ero uno stakanovista del rifiuto. Avevo capito che per ottenere grandi risultati bisogna viaggiare su numeri alti, quindi ci provavo con molte ragazze. A furia di provare ottenevo anche qualche risultato e alla lunga mi resi conto che quando le fanciulle si concedevano fisicamente ai miei baci io ero generalmente dentro un certo umore, un certo modo di vedere, di sentirmi.

Io sono piu' deficiente di Berlusconi, e tu?

Forse ti sei accorto che in certi momenti fai qualche cosa di preciso per tirarti su di morale.
Un ragionamento, un’immagine, ricordarsi di un certo stato d’animo. C’e' chi pensa “ce la posso fare”, chi si rassicura con un “non mi prenderanno mai”.
Non so cosa ma anche tu probabilmente fai qualche cosa per galleggiare quando la merda esistenziale ti travolge provocandoti dolori intestinali, sciatalgie, crampi, emicranie cistiti ed emorroidi esplosive, sulle quali ho esperienze che potrei raccontarti provocandoti visioni raccapriccianti (spero che apprezzi il fatto che evito di entrare in particolari).
Ognuno si inventa sistemi diversi per fronteggiare la caduta dei tassi di vivibilita', quando scoppiano le bolle speculative durante le quali le tue quotazioni salgono inspiegabilmente (e poi crollano altrettanto misteriosamente).
Anche tu suppongo avrai il tuo sistema anche se magari non ci hai fatto caso… Sono cose di cui non si parla a scuola e generalmente neppure altrove.
Cosa fai?
Non ti viene in mente niente?
Qualcosa, credo, tu la faccia sicuramente per innalzare il tuo personale vessillo della voglia di vivere. A meno che tu non sia un depresso totale. Ma sospetto che anche i depressi totali facciano qualche cosa per non suicidarsi senno' sarebbero tutti morti e sepolti da un pezzo.

Alcune persone custodiscono ricordi dolcissimi che tirano fuori quando si sentono a terra. Altri si mettono a scrivere, vanno in palestra, corrono, dipingono, curano l’orto, si fanno una passeggiata con il cane, giocano con i bambini, vanno a ballare oppure si guardano un film comico. Oppure fanno sesso con la nazionale di calcio congolese.
Altri si mettono d’impegno a parlare male di qualcuno, a volte di tutti, a volte solo di Berlusconi, oppure si lanciano a elencare nei dettagli tutti i momenti piu' dolorosi della loro esperienza terrena arricchendoli con dovizia di particolari terribilmente lancinanti di modo da far star male, fisicamente, i loro interlocutori. Questi ultimi due sistemi hanno parecchie controindicazioni per via che elencando le brutture degli altri e i propri momenti piu' terribili si ottiene una visione del mondo sempre piu' nera e senza speranze. Il che alla lunga scogliona il sistema immunitario che dice: “Va beh, ma allora se la vita e' cosi' una merda e sono tutti cosi' stronzi cosa ti tengo vivo a fare?”
Ma anche se questi sistemi hanno notevoli controindicazioni sono comunque modalita' efficienti utilizzabili allo scopo di anestetizzare la sensazione che la vita non abbia alcun senso e che non sia un’esperienza capace di galvanizzare le ghiandole del divertimento.

In questo articolo vorrei portare la tua attenzione su alcune modalita' semplici per trovare il modo migliore per te di tirarti su il morale.
Credo che diventare coscienti di questo particolare aspetto della propria personalita' sia un passaggio epocale per la nostra esperienza terrestre.

Circa 3 ore fa questa coscienza, la particolare coscienza del mio particolare modo perfetto per tirarmi su il morale, e' esplosa nella mia mente apparendomi finalmente chiara in modo cristallino.
Eureka! disse qualcuno (Aristide? Aristotele? Archimede Pitagorico? Pitagora? Paperoga?).

Sono di moda i rapporti orali con esseri di un’altra galassia

Me ne stavo tranquillamente sdraiato sopra un letto di morbido lattice vegetale equo e solidale. Vicino a me c’era la donna piu' strepitosa che io potessi sognare. Una donna meravigliosamente abbondante. Una donna di quelle che vedrete difficilmente sfilare alle kermesse della moda. E spero che non mi consideriate omofobo se dico che c’e' un nesso tra il fatto che il capitalismo delle multinazionali del dolore ha ghettizzato l’omosessualita' nella gabbia dorata della moda e il fatto che le donne televisive ideali sono magre. Un tipo di donna che se Rubens avesse provato a metterla in un quadro glielo avrebbero tirato dietro.
Ecco a me piacciono le donne di Rubens. E se sono un po’ piu' in carne e' meglio.
Insomma, ero li' spaparanzato a godere le grazie dell’universo ed ecco che mi si liquefa il palazzo che vedo dalla mia finestra. E tutt’intorno si sparge un odore di pop corn con una nota tragica dentro. E un sibilo. Anzi un belato, forse un mugghio. Non saprei dire. Un suono inudito. Inaudito.
Ed e' stato li' che e' iniziato il bordello.
Tecnicamente siamo stati invasi dai Crunk, orribili creature extragalattiche che per penetrare nel nostro pianeta hanno assunto le sembianze di onesti viaggiatori di commercio vestiti anni ’60 con tanto di brillantina Linetti e scarpe lucide a specchio (sono dei feticisti del lucido Brill, pare che se lo mangino anche; su di loro ha effetti allucinogeni, estatici e fortemente erotizzanti). E hanno dichiarato subito che la distruzione del palazzo davanti a casa mia e' stato un disgraziato incidente e hanno risarcito i familiari delle vittime con 10 milioni di euro in oro.
Questi stronzi Extra si presentano ai governi di mezzo mondo offrendo nano tecnologie superdotate, videogames tattili con forte inclinazione orale (tute super anatomiche pressurizzate e munite di 3400 punti attivi, capaci di raffreddarsi, scaldarsi, fremere, tremare gonfiarsi violentemente e riprodurre cosi' in modo digitale la sensazione di essere succhiati da una Asturiano con 7 lingue).
A Berlusconi offrono Condon, una crema miracolosa che permette contemporaneamente di ottenere un Condono Tombale Biblico per qualunque reato, colpa o semplice manchevolezza.
Di fronte alle lusinghe dallo spazio profondo i Pessimi Governanti Umani non tentano neppure una trattativa e si arrendono subito. Si dichiarano vassalli degli invasori da un’altra galassia. Uno schifo.
Ma per fortuna ci sono ancora umani con le palle.
Ci mobilitiamo.
Anche perche' scopriamo alla svelta che sono collusi con la mafia, hanno troppe televisioni, sono maniaci sessuali, sono intimamente calvi e probabilmente si nutrono di carne umana prelevata nottetempo nei cimiteri.
Via, bim bum bam, sul web iniziamo a organizzare la resistenza umana, il blog di Grillo diventa un bastione di difesa planetaria, centro di coordinamento logistico. Il blog di Luttazzi un centro di studio sulle armi da impiegare per accoppare gli extraterrestri. Travaglio organizza bande di skinhead suicidi, il Mes si lancia nella produzione di carri d’assalto muniti di spray caricati a cera per mobili e vetril (gli Extra odiano il vetril), i Verdi iniziano a coltivare melanzane su larga scala (la melanzana secca gli Extra in un baleno), i comunisti, i socialisti e i radicali si dedicano a costruire piccoli modellini della corazzata Potemkin per attaccare le astronavi che gli Extra hanno parcheggiato nei porti di mezzo mondo. Noi di Alcatraz come al solito ci occupiamo dell’energia.
Ovviamente il tutto e' realizzato in collaborazione con l’Internazionale Ecologista No Global.
All’alba del 4 dicembre 2009 siamo tutti schierati, pronti alla pugna per difendere il suolo del pianeta patrio.
Sinceramente ho qualche dubbio sull’efficienza del nostro armamentario.
Io brandisco uno stereo anni ’70 legato a un palo e sono pronto a sparare un pezzo dei Rolling Stones.
Colpo di scena: i fottutissimi Crunk ricorrono a un espediente diabolico. Dicono: “Pace, pace, basta guerra, volevamo solo un po’ di convivenza pacifica, mettiamo ai voti: se la maggioranza dei terrestri non ci vuole ce ne andiamo in un’altra galassia dove sono piu' gentili, abbiamo gia' dei contatti.”
Allora la situazione e' semplice, si fa una votazione ed e' chiaro che la maggioranza dei terrestri e' per cacciare i marziani.
I casini iniziano quando si deve depositare il simbolo. Volevamo fare una cosa unitaria: tutti quelli contro gli extraterrestri uniti. Invece viene fuori che questi qui ce l’hanno con Beppe Grillo che poi magari quello che gli tiene il blog fa un accordo sotto banco con dei venusiani amici suoi e ci vende ai Veganiani. Quegli altri non vogliono in nessun caso fare patti col PD. Altri ancora dicono che Di Pietro e' colluso con la Disney e vuol fare un Parco Giochi Galattico al posto dei Fori Imperiali che sono vecchi (lui vuol fare Paperino). Poi viene fuori che gli arabi vogliono presentare un loro simbolo elettorale contro gli extraterrestri e anche gli indiani, i cinesi e i giapponesi. E assolutamente nessuno vuole avere nella propria lista i radicali.
‘Fanculo, al momento di votare c’erano 236 simboli che rappresentavano forze che volevano cacciare i Crunk e una sola lista che raccoglieva i voti di chi voleva i Crunk.
E per giunta i Crunk nei giorni precedenti alle elezioni hanno mandato in giro milioni di giovani avvenenti (che sotto sotto erano orribili polipastri squamosi) a regalare panettoni e cioccolatini, a giocare a nascondino e acchiapparella con i bambini e a fare ai vecchietti altri giochetti scioccanti. Se ne andavano sorridendo e dicevano: “Se con il referendum non ci cacciano torniamo a trovarvi.”
Indovina chi ha vinto il referendum?

Come Lu Shung!

Erminio Casoretto era un uomo piccolo e sostanzialmente gracile, anche se sapeva essere agile.
Un giorno arrivo' nella Terra dei clan della gente che veniva da molto lontano. Urlarono: “Fuggite, dietro di noi cavalcano le orde dell’Orrore!”
Ma nessuno diede loro retta perche' era gente fin troppo ottimista. Qualcuno disse: “Ci sono popoli che sono molto ansiosi, perche' non mangiano abbastanza peperoncino rosso e carciofi e non fanno abbastanza sesso, vedono pericoli ovunque.”
E quando poi osservarono un’immensa armata che si avvicinava con le bandiere nere e i simboli della morte dipinti sulla faccia, aprirono loro le porte delle citta' e offrirono agli invasori cibo e vino.
Ma dopo poco capirono che quello era un immenso esercito di vampiri che oltre a essere sadici erano anche stronzi. Se non piaceva la forma del tuo naso ti uccidevano. Se non eseguivi gli ordini alla svelta ti uccidevano.
All’inizio Erminio Casoretto e la sua gente provarono a trattare col nemico. Il piu' vecchio del Clan del Coguaro disse: “Magari non sono veramente cattivi del tutto. Magari hanno solo sofferto da piccoli. Proviamo a mandargli delle belle ragazze che facciano loro compagnia, cosi' magari si ammorbidiscono”. Si riunirono i delegati di tutti i clan, compreso il Clan della Puzzola, della Lince Bianca e del Millepiedi. E tutti convennero di mandare delle donne a insegnar loro un po’ di buone maniere.
E cosi' fecero, ma quei satanassi saltavano addosso alle femmine senza alcuna grazia, facevano quel che volevano e poi non si preoccupavano neppure che la donna prendesse il suo piacere.
Allora Natascia Bellagamba disse all’assemblea del Clan del Toro: “Col cazzo che torniamo a far l’amore con quelle bestie senza sentimento!” E visto che nessuno osava discutere il parere delle donne e visto che non si poteva sopportare oltre il tallone rovente di quelle iene impazzite, si decise, a malincuore, la guerra.
Alcune sciamane del Clan della Cagna Nera e del Clan dell’Upupa Albina unirono le loro conoscenze e prepararono una quantita' incredibile di veleno adatto per essere inalato, mangiato, bevuto, toccato. E centinaia di ragazze e giovani intrepidi furono addestrati a maneggiare quelle sostanze pericolose. Poi, in una sola notte, fu sterminato l’esercito che aveva occupato la terra di Erminio Casoretto.
Dopo ci furono 22 giorni di festeggiamenti e non ci fu nessuno, in nessuno dei clan, che fece l’amore meno di 22 due volte.
Passarono gli anni e, stranamente, la gente dei clan lascio' che alcuni furbastri prendessero molto potere. Era gente mite, che tendeva a fidarsi. Cosi' si fecero convincere ad eleggere un capo di tutti i clan e quello nomino' ministri e sottosegretari, consulenti, uscieri, generali, giudici, impiegati del catasto, commissari e carcerieri. E in men che non si dica il popolo dei clan si trovo' schiavo di una burocrazia ladrona e stupida.
Allora Erminio Casoretto convoco' l’Antico Consiglio dei Clan. Ma non venne quasi nessuno perche' stavano tutti nel grande anfiteatro a vedere la Grande Coscia Lunga, Lulu' La Fajette, la donna piu' bella di tutti i continenti, che si infilava una spada in gola. E molti trovavano questo estremamente eccitante. Allora Erminio, che aveva una bella voce, disse: “Ma porca zozza perche' cazzo non e' venuto nessuno?”
E un vecchio molto saggio, che si chiamava Ukulele Jam, ed era il miglior fabbricatore di tagliabrodo a molla, spiego': “Ormai non c’e' piu' gente con le palle!” E quei pochi che erano la' fecero la faccia depressa.
Allora Erminio disse: “Sapevate che Lu Shun era mio cugino per via che mia nonna aveva avuto una relazione con un cinese di Hong Kong che vendeva cravatte a Porta Susa?”
“E chiccazzo e' questo Lu?” chiese Danila, che era stata una volta a letto con Erminio ma non le era piaciuto.
“Dovete sapere…” comincio' Erminio “ che Lu Shung era un contadino che viveva in una casa dentro una valle dove non si vedeva il sole al tramonto. Allora Lu Shung un giorno disse ai suoi 3 figli: “Figlioli, siamo scappati qui per fuggire agli eserciti del male. Ed e' un bel posto questo. Ma sarebbe piu' bello se potessimo vedere il sole che tramonta perche' e' una visione che apre il cuore e fa bene allo stomaco. Quindi non ci resta che armarci di Santa Pazienza e di picconi. Iniziamo subito a spianare quella montagna di fronte, che ci impedisce la vista del tramonto, cosi' finiremo prima.” Iniziarono a scavare quel giorno. E ogni giorno, appena potevano, andavano a scavare. Ed ebbero fortuna perche' ci furono due terremoti e 7 alluvioni e un tornado che alleggerirono un po’ il lavoro. E i figli diventarono grandi ed ebbero dei figli, e anche loro continuarono a scavare. Poi i figli dei figli ebbero dei figli e anche quelli scavarono.
E un giorno, che Lu Shung era molto vecchio, proprio verso sera, mentre stava seduto sul solito tronco, un raggio del sole al tramonto lo tocco' proprio sul viso. E lui disse: “Merda di vacca! Ci siamo riusciti!” Fece una grande scoreggia e mori' contento.
Si discusse poi se la scoreggia fosse stata accidentale o espressamente indirizzata a chi per tutti quei decenni aveva continuato a dire che lui era un pazzo perche' nessuno puo' spostare le montagne.”
Cosi' racconto' Erminio e uno di Lodi, Marco Bussonaghi, si alzo' e parlo': “Bravo! Hai detto proprio una bella storia. E ora che ti sei ripulito la gola con le parole vai a dormire contento che tanto non ti da' retta nessuno perche' non c’hai le cosce lunghe neanche la meta' della Vanessa Valiani (che era la seconda donna con le cosce piu' lunghe del mondo).”
Ma Erminio era veramente cugino di Lu Shung. E dopo 40 anni che ripeteva che al governo erano tutti ladri ci fu un gran casino e in effetti la polizia mise tutti i governanti in galera.
E il popolo dei clan torno' padrone del suo destino.
E fecero una gran festa che duro' 24 giorni e non ci fu nessuno che fece l’amore meno di 24 volte.
Passo' qualche anno e arrivo' un tizio che aveva fatto fortuna vendendo auto usate e poi si era messo a produrre grandi spettacoli con donne nude che venivano rappresentati nei migliori anfiteatri del paese. E quello un giorno disse: “Visto che sono cosi' bravo a farvi divertire perche' non mi date le redini della nazione che vi faccio vincere i mondiali del calcio alla palla che rimbalza?”
E tutti dissero: “ Dai! Dai! Che ci divertiamo!” E vinsero i mondiali. Poi quel tale, che si chiamava Giovanni Vasellina fece loro un culo cosi', ma quasi non se ne accorsero perche' aveva mostrato delle ragazze che avevano delle tette che non potevi capire come stessero su. E qualcuno mormoro' che Vasellina fosse un grande stregone che utilizzasse sortilegi di levitazione.
Allora Erminio disse: ”Dovremo spostare anche questa montagna. E lo faremo perche' siamo parenti di Lu Shung! Porca di una scagazzata d’asino! Iniziamo subito, cosi' finiamo prima.”
Quindi, caro te, piantala di lamentarti. Prendi la pala e scava. Fai tante storie ma poi sai che lo farai. Perche' pure tu, lo sai, sei parente a Lu Shung.
O vorresti dirmi che la tua prozia non ha fatto sesso con il cugino del Melegatti che poi sarebbe il padre di Ermenegildo?
Il sangue non e' acqua.
Cominciamo subito che finiamo prima.

Irragionevoli menti giovanili

A Vladiwostock, sono tutti sotto shock
A Pechino sono stupiti solo un pochino
(Hanno una storia millenaria
e sono abituati a vedere il mondo andare a gambe all’aria)
A Stoccolma dicono che la misura e' colma
Com’e' possibile che gli italiani
siano tanto pisquani
da accettare che si discuta
anche solo teoricamente
di far durare i processi
due anni solamente
quando incontrovertibilmente
normalmente
i procedimenti penali
hanno tempi decennali?

Gli ottentotti sono convinti
che i nostri governanti
vogliono liberare tutti i farabutti

Per togliere dai guai il piccolino
col parrucchino
trapiantato
che non s’e' ancora rassegnato
a essere condannato
ed e' disposto a distruggere uno stato
per fuggire alle responsabilita' del suo passato
scellerato
e del suo presente
impenitente
con quel suo pisello
errante
che non sta mai nelle mutande
e svolazzando per la citta'
grida:
“Sono l’uccello del Presidente
mettetevi a quattro zampe
immediatamente!”

 

I seminole, gli indiani che non si arresero mai, sono diventati tutti ricchi!

Per la serie: “Storie incredibili”, l’epopea di Mae e Billie.

Seminole Village

Betty Mae Tiger nacque nel 1923 nel territorio seminole della Florida da una famiglia particolare: il padre era un bianco e madre una Seminole, sciamana, come la nonna. Per lungo tempo Mae visse in estrema poverta' e soffri' la fame. A 14 anni non parlava l’inglese ed era analfabeta.
Un giorno un'amica le mostro' una storia a fumetti e le spiego' che quei segni neri, piccolissimi, erano la voce dei disegni che raccontavano una storia. Mae ne fu affascinata e prego' insistentemente sua madre perche' la mandasse a scuola. Ma non c’erano scuole indiane. A quei tempi c’erano scuole per bianchi e scuole per neri. E una donna di colore che lavorava con la madre nei campi suggeri' di iscrivere Mae nella stessa scuola di sua figlia. Ma quando Mae si presenta li' non la lasciano entrare perche' non e' nera.
Alla fine scopre che in effetti una scuola per indiani esiste, e' lontanissima, ma e' possibile ottenere una borsa di studio. Parte con il fratello e un cugino, torna a casa solo durante le vacanze.

A quei tempi la comunita' seminole viveva senza prospettive e senza speranze. Un’economia di sussistenza esclusivamente agricola. Ignoranza, malattie, alcolismo. Un popolo piegato.
Una strana tribu', i Seminole: sono in miseria, ma sono anche gli unici nativi americani che non sono mai stati sconfitti.
I film raccontano sempre le storie degli Apaches, dei Siux, dei Cheyenne. I bianchi raccontano la storia delle loro vittorie.
Ma i Seminole non hanno perso una sola battaglia: dal 1817 al 1858 si ritrovarono addosso un esercito dopo l’altro durante 3 guerre, ma non c’era modo di stanarli dalle paludi del Mississippi.
Indiani indomabili. Nel 1600 il re di Spagna aveva vietato la colonizzazione di quelle terre perche' abitate da mostri.
In realta' la loro forza era la gentilezza estrema.
Erano un popolo con caratteri matriarcali. Abitavano case di tronchi, indossavano calzoni e camice, avevano una medicina sviluppata e conoscevano l’algebra. Come gli eschimesi e i babilonesi praticavano l’ospitalita' sessuale, convinti che lo straniero portasse sangue nuovo alla loro nazione. Cosi' mentre gli Apaches fecero schiavi i primi bianchi che catturarono, trattandoli bestialmente, i Seminole accolsero a braccia aperte Joan Padan e altri naufraghi e chiesero loro se per favore potevano far l’amore con tutte le donne del loro popolo.
Donne bellissime, pulite, vivevano all’aria aperta e amavano far l’amore. Niente a che vedere con le donne europee che si lavavano una volta all’anno, spesso mangiavano male, avevano denti guasti, vivevano in citta' coperte di immondizia ed escrementi e odiavano il loro corpo. 
Cosi' i naufraghi europei si innamorarono di quel popolo e raccontarono che sarebbero arrivati i soldati e li avrebbero massacrati tutti,  spiegarono cos’erano i fucili e come si potevano domare i cavalli.
Cosi', quando sbarcarono i primi spagnoli, i Seminole li accolsero cantando le lodi del signore Gesu' e portando loro doni. Poi li ammazzarono tutti. Impararono a usare i fucili e i cannoni. E distrussero le successive spedizioni militari. E per questo il re di Spagna decise di smettere.
Indiani straordinari, i Seminole: si appollaiavano in cima ad alberi altissimi e sparavano sugli invasori con una mira spaventosa.
Gli europei massacrarono le donne e i bambini, imbrogliarono, deportarono ma non riuscirono mai a stroncare l’esercito seminole. Alla fine erano sopravvissuti solo 150 guerrieri con le loro famiglie, che pero' non si arresero mai.
Avevano avuto capi indiani Neri, Creek e persino uno Svedese.
All’inizio del 1900, gli Stati Uniti d’America firmarono un trattato di pace con la Nazione seminole riconoscendone la sovranita'  sulle terre che avevano difeso e sulle riserve nelle quali erano stati deportati.
 
Mae Tiger ha la stessa determinazione dei suo antenati materni. In pochi anni completa le scuole superiori, e diventa infermiera, torna dal suo popolo e inizia a curare le persone.
Si sposa con un uomo dal quale prende il cognome Tiger, ma lui e' un reduce della seconda guerra mondiale che non riesce a reinserirsi. Gli incubi lo distruggono. Per vivere lotta con i coccodrilli per i pochi turisti che visitano la riserva. Un giorno e' troppo ubriaco per esibirsi e Mae lo sostituisce. Lei e' del clan del serpente e sa come addormentarli.
Mae ha un figlio e lavora per la rinascita del popolo seminole.
Collabora a creare un governo, ed e' determinante nel riunire piu' di 20 tribu' in un’unica Unione delle Tribu' del Sud e dell’Est (USET). Nel 1957 e' membro del neonato governo.
Quando si insedia, nelle casse dello stato ci sono 35 dollari.
Il governo si riunisce sotto un albero quando c’e' il sole, in un camper quando piove.

Nel 1967 viene eletta capo della sua nazione.
Quando nel 1971 lascia la politica perche' ammalata, la nazione Seminole ha scuole, servizi sanitari, una vita sociale, un’agricoltura efficiente.
Alla guida della nazione seminole le succede James E. Billie, un reduce della guerra del Vietnam.  Anche lui come Mae e' un meticcio, figlio di un padre irlandese sparito nel nulla:  l’odio verso i bianchi aveva fatto dimenticare i costumi dell’ospitalita' sessuale e uno sciamano aveva consigliato alla madre di uccidere il piccolo James. Fu proprio Mae Tiger a salvarlo.
James Billie cresce in modo selvatico in mezzo alle paludi. Butta le scarpe in un canale per non andare a scuola. Ma Mae gliene compera un altro paio e lo convince a studiare.
Poi James Billie finisce in Vietnam, dove viene utilizzato in missioni dietro le linee nemiche per la sua dimestichezza con le paludi. E’ uno tosto che uccide a mani nude.
Quando torna a casa non riesce piu' a sopportare la miseria del suo popolo.
Un giorno incontra una tigre e la uccide con un colpo di fucile, poi la mangia con gli amici. Prende questo evento come un segno, e' convinto che la sua vita cambiera'. Viene processato da un tribunale di bianchi perche' il felino e' una specie protetta ma lui vince il processo dimostrando che uccidere la tigre fa parte della sua religione.
James Billie inizia a fare politica fino a diventare capo della nazione Seminole, appunto, nel 1971. Indirizza tutti i propri sforzi per trovare il modo di far rinascere l’economia, inizialmente, in particolare, attraverso lo sviluppo del turismo e l’artigianato: anche a lui capita di lottare con un coccodrillo per il divertimento dei turisti.
Poi un bel mattino prende in mano il vecchio trattato con il quale gli Usa riconoscono la nazione seminole e scopre che i bianchi, nella loro infinita presunzione, hanno fatto un errore madornale. Non hanno mai pensato che quegli indiani avrebbero potuto evolversi. E hanno riconosciuto ai Seminole lo status di nazione.
Billie capisce che questo vuol dire che i territori Seminole, 6 riserve, non devono sottostare alle leggi statunitensi.
Quindi fa due cose: apre una sala bingo e forma una polizia tribale armata fino ai denti. E attacca gli spacciatori di droga che atterrano nei territori indiani con aerei ed elicotteri e vendono cocaina ai giovani. La polizia seminole, composta da un gruppo di reduci, sequestra ai trafficanti un aereo e un elicottero. Cosi' la nazione Seminole ha anche l’aviazione. Lo stato della Florida tenta di chiudere il bingo e di sciogliere la polizia tribale. Ma le tigri delle paludi vincono la causa legale. Nel giro di pochi anni aprono 6 bingo, e investono i guadagni in case, scuole, strade.
Oggi i Seminole controllano uno dei piu' grandi gruppi americani di gioco d’azzardo. Un bel pezzo di Las Vegas e' loro. Ogni nuovo nato ha un sussidio mensile che gli garantisce di potersi laureare. 
Hanno intenzione di comprare la Coca Cola.

Oggi Mae e' una donna felice. E ne ha buoni motivi, oltre alla gioia che le danno i nipotini. Il suo popolo ha un grande futuro. Lei dirige il Seminole Times e scrive le storie della tradizione del suo popolo.

PS
Berlusconi ti fa incazzare?
‘Un te la pija'… Pensa Seminole!  In capo a cento anni lo roviniamo.

Le ragazze del Lorenteggio sono facili

Pietro Guerra incontro' Debora Bellagamba all’uscita della discoteca Incendio dell’Anima di Abbiategrasso.
Lei aveva un vestito a righe rosse e gialle con catarifrangenti borchiati in ottone sulle natiche e due finestrelle con vetro rosa sul seno che facevano un effetto vedo non vedo ai capezzoli.
A Pietro Guerra il vedo non vedo fece un effetto paralizzante. Lui stava tornando dal suo duro lavoro di cacciatore di ratti, topi, pantegane e altri animali senza nome che vivono nelle fogne e mutano a causa degli shampoo al fosforo. Ad esempio, i ragni coniglio che saltano fanno sesso e mangiano le mosche contemporaneamente e hanno il pelo grigio e duro come una moquette di spilli.
Forse lui non aveva un buon odore di pulito. Lei emanava fragranze orientali dosate con gusto. Odori che quando arrivarono al naso di Pietro gli provocarono allucinazioni auditive (angeli e altre creature superiori che ansimavano sull’orlo del delirio tantrico cantando romanze medioevali).
Le probabilita' che la squinzia in minigonna inguinale e calze a rete in tessuto organico desse anche una sola occhiata al Pietro Guerra erano nell’ordine dei micron. Piu' probabile che il Papa si convertisse al Cristianesimo.
Ma il caso buffone mise di mezzo Lanfranco Crivelli, figlio di QUEL Crivelli che costrui' l’inceneritore di San Gerolamo Superiore, area ormai disabitata e interdetta perfino alle rotte aeree per via che li' l’inquinamento e' talmente aggressivo che usa razzi terra-aria.
Lanfranco Crivelli, geneticamente convinto di essere il miglior partito sulla piazza allungo' la mano e la passo' con intenzione insinuante sopra le natiche fluorescenti di Debora Bellagamba. E quando lei si giro' dicendogli: “Stronzo!” Lui le rispose con una sfilza di parole tanto irriguardose per quella Dea pagana che Pietro Guerra si senti' autorizzato a prendergli un polso e torcerglielo fino a che Crivelli si trovo' in ginocchio a chiedere pieta'. Dopodiche' il damerino fu costretto a scusarsi con la ragazza che come ringraziamento scocco' a Pietro Guerra un tale sorriso che lui senti' che gli si scioglieva dentro l’inverno siberiano che abitava il suo cuore comunista.
Poi Guerra chiese: “Posso accompagnarti a casa?”
Lei rispose: “Non vado mica a casa, e' solo mezzanotte.”
Lui disse: “Va bene ti accompagno dovunque tu vada e stermino tutti quelli che ti danno fastidio.”
Lei lo trovo' romantico, era convinta che lui scherzasse. Lui non scherzava.
Inizio' cosi' un amore travolgente. Lui la porto' a vedere come brillava di notte la discarica abusiva di rifiuti ospedalieri. Si baciarono nella 500 di lui, parcheggiata tra i cumuli di auto accatastate nel deposito di uno sfasciacarrozze. Passeggiarono mano nella mano lungo il Lambro che quel giorno era viola amaranto. Lei pensava che lui fosse dark. Lui pensava che aveva avuto troppo culo a incontrarla.
Lui si lavava talmente tanto per togliersi di dosso la puzza di fogna che gli amici iniziarono a chiamarlo Lisoform.
Poi un giorno lei non venne a un appuntamento, lui la aspetto' fino a quando le violette di plastica gli si appassirono in mano. Lei non rispondeva al cellulare.
Lui si apposto' sotto casa di lei con addosso uno spigato grigio con il quale era convinto di mischiarsi tra la folla e un dolore sordo nel cuore.
La vide salire su un’auto nera, lunghissima, di quelle che se non hai un Rolex al polso non ti dicono neanche quanto costano.
Indossava un vestitino nero scollato.
L’auto scomparve nella nebbia. Lui si incollo' dietro con il suo lambrettone anni settanta truccato.
L’auto arrivo' fino a una villa in Brianza, supero' un grande cancello e spari' nel viale alberato. Pietro Guerra posteggio' il suo mezzo biruotato, scavalco' il muro di cinta e si avvicino' alla villa strisciando sulla pancia come un vietcong. Un grosso mastino napoletano gli si fece incontro con fare minaccioso. Il mattino dopo lo trovarono annodato e a lungo si chiesero chi avesse potuto trattare un cane in modo tanto orribile.
Arrivo' a una finestra e guardo' oltre il vetro. Una grande sala illuminata, un tavolo di legno massiccio coperto da una tovaglia color panna, candelabri accesi, un uomo anzianotto, con capelli nerissimi che puzzavano di falso da un miglio di distanza, stava cantando una canzone napoletana. Intorno al tavolo una decina di ragazze, tutte vestite con abitini neri scollati, ascoltavano l’uomo mentre assaporavano il gelato servito in coppette di cristallo. Guerra non era un intenditore ma non gli fu difficile capire che dovevano costare ognuna quanto un’automobile di media cilindrata.
Poi il vecchio si avvicino' a Debora, disse qualche cosa, lei si alzo', lui la prese tra le braccia e iniziarono a ballare un lento.
Proprio in quel momento Pietro si senti' puntare una pistola alla nuca. Un giovanotto che sembrava un armadio con addosso una giacca tagliata su misura (e non gli stava bene) lo guardava con un sorriso che riluceva nella notte. Pietro penso': “I dentifrici che sbiancano i denti fanno anche dei buchi nel fegato. Non vivra' a lungo.” Dopodiche' sorrise anche lui. Infilo' il suo dito nella canna della pistola e poi disse: “Se spari ti scoppia il mio dito in faccia e ti sporchi la camicia bianca.” Poi approfittando dello sconcerto della guardia del corpo gli mollo' uno schiaffone che a Niguarda qualcuno disse: “Un tuono... verra' a piovere!”
Poi entro' dalla finestra, ma siccome era blindata entro' portandosi dietro tutto l’infisso.
“Ma era un infisso che mi hanno garantito a prova di bazooka!” Disse il vecchio con i capelli strani.
“Non fanno piu' i bazooka di una volta.” Rispose Pietro Guerra. Poi lo guardo' meglio e gli disse: “Che tacchi alti che hai!” L’uomo con i capelli strani avvampo’ per l’umiliazione. Pietro guardo' Debora e le disse: “Andiamo via. Tutti i soldi del mondo non valgono un amore puro!” Lei rispose: “Ma tu sei scemo, mi ha promesso che faro' la letterina e forse anche il viceministro!”
“Ma io ti amo!” dichiaro' Pietro.
“Chissenefrega!” Rispose Debora.
Allora Pietro Guerra fu preso da una rabbia indicibile. Una rabbia di secoli pieni di vecchi babbioni che si rapiscono le ragazze piu' appetitose circuendole con promesse di vite facili asfaltate di diamanti e sottraendole cosi' ai baci onesti di giovani lavoratori comunisti, poveri di denaro ma ricchi di sentimenti.
Pietro Guerra inizio' a tremare.
Debora grido': “Oh mamma sta andando in sovraccarico!” E inizio' a scappare seguita da tutta la banda di ragazze con vecchio satiro al seguito.
Erano gia' a bordo delle lunghe auto nere lanciate sulla tangenziale quando il cielo si illumino' a oriente e la sopraelevata sobbalzo'.
Della villa, il giorno dopo, trovarono solo il comignolo.
Nessuno vide mai piu' Pietro Guerra. Ma ogni tanto, nelle notti di nebbia e gelo, qualcuno dice di avere sentito una specie di rombo profondo, una voce che viene direttamente dai confini del mondo e che dice: “Maledetti capitalisti calvi!”

 

Assassinati venti messinesi

(Cantato tipo rap)

Uragano, nubifragio, tempesta, alluvione, concussione, straripamento, frana, crollo, tracollo,
case distrutte, strade cadute, mazzette, tangenti, tecnici comunali con i calli alla lingua e contribuenti inermi che votano i fetenti tutti contenti.

I torrenti bloccati dal pattume
Sassi, casse, cassoni
E’ una cuccagna
Quando piove viene giu' la montagna
e' successo dieci anni fa
E sulla frana poi hanno costruito le palazzine
E’ successo 2 anni fa
E con le promesse hanno fritto le ciambelline
Vi ricordate di Sarno 159 morti
Quanti discorsi
“Non succedera' piu'”
urlavano in tv
“Ululu' ululu'!”

(Coro bambini tipo fai un salto fanne un altro)
Il presidente della Repubblica
Dice che Bertolaso gli ha detto che
c’e' un dissesto idrogeologico
che non e' logico
E se non si interviene seriamente
vedremo altri disastri sicuramente
E fare e grandi opere e' una stronzata
che andrebbe rimandata

(Cantata tipo Fischia il vento infuria la bufera)
Adesso ascoltate le urla dei tombini
23 centimetri d’acqua
viene giu' mezzo paese
l’acqua nelle strade travolge i bambini

(Rap)
Cazzoni invertebrati purulenti
Siete proprio fetenti
La protezione civile ha dato l’allarme da mercoledi' mattina
“Arriva un uragano! Dispaccio urgente.
Per reggenze e chi ha le spettanze”.
Ma questi burocrati feroci
carnivore teste di puma
non hanno mosso una piuma
Neanche l’hanno detto alla popolazione
Per non metterla in stato di agitazione.

Sicilia, sole, mafia, maccheroni alle sarde
Autorita' sorde.
Pasticcio di melanzane
Ripieno di panzane
E letame.

(Cantato tipo coro degli Alpini, ritmo allegro ma non troppo)
Fate il Ponte sullo stretto
Teste di capretto
A Messina il terremoto fece sessantamila morti
Quanti ce ne saranno la prossima volta?
Ma aggiustare la citta' sarebbe delirare
L’importante e' poter correre in automobile sul mare

((Tipo “O Gorizia tu sia maledetta”))
Il 21 settembre ha piovuto a Palermo
Nel centrale viale Leonardo da Vinci
c’e' lo zampillone fognario.
E quattro spanne d’acqua
E succede uguale il primo ottobre
E poi dicono che hanno la siccita'
e' proprio una strana citta'

(Tintarella di luna)
E’ la regione che ha piu' guardie forestali
E squadroni di operai utilmente sociali
Hanno dato a tutti delle belle palette
Per giocare con la sabbia sulle spiaggette

(Rap)
E intanto a Napoli e a Palermo e a Roma
Stano eleggendo il piu' furbo
Che si prende il disturbo
Di dar fuoco al rusco
Nel cassonetto
Cosi' tutti si respirano la diossina
Anche l’incendiatore
Piromane
Probabilmente petomane
Certamente deficiente

(Parlato)
Mi piace la mafia
Se sopravvivi e' rivitalizzante
Rende la vita frizzante
Ogni stronzata sara'
una calamita'

(Noi siamo i Watussi-Alligalli)
Ma che bel paese di pelandroni
A L’Aquila fanno le case con la sabbia di mare
Che il sale si mangia il cemento
E col terremoto poi diventa un portento
Venite, venite quaggiu'-u-u-u-u!!!!
Noi siamo un po’ scissi
Ma non siamo fessi
Siamo perplessi
Ma e' tutta colpa di mamma'
Che era troppo protetti-i-i-iva

(Rap)
Tanto poi c’e' il condono
C’e' l’indulto, lo scudo fiscale
Il potere maiale
Ci caga in testa
Ma che bella festa

E votate sempre i lestofanti
Sono i migliori
Quando muori ti mandano i fiori

Scusa
Ho bisogno d’aiuto
M’e' finito il condono fiscale nel culo

(Parlato tipo Rambo)
Vi ricordate il massacro del Vajont
2000 morti
Era un certo Volpi Giuseppe che aveva avuto l’idea geniale
di costruire quella diga criminale
Fascista, massone, tenne bordone ai massacri di Graziani in Tripolitania
Fu ministro e capo della Confindustria con Mussolini
Divenne capo delle Assicurazioni Generali
grazie alle leggi razziali
(dimissionario Arnoldo Frigessi di Rattalma
in quanto ebreo).
Un certo Eugenio Pacelli, poi diventato papa Giovanni XXIII, detto il Papa Buono, celebro' personalmente il suo funerale. Chissa' cosa faceva se era il Papa Cattivo.
Lo sapevi che il premio Volpi al festival di Venezia e' dedicato a questo bell’esemplare di italiano?

(Voce femminile tipo pubblicita' del lassativo ma sexy)
E’ per questo che amo questa nazione
Questo popolo di naviganti, imploranti, questuanti e rampanti imbroglianti.
 

(Questa canzone e' come al solito in cerca di musica, orchestra e cantanti.
Astenersi perditempo. Registra una prova e mettila on-line.)

PS
Intanto i morti sono diventati venti. Forse ventuno.

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No al suicidio energetico nucleare!

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