Jacopo Fo srl
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Perche' gli uccelli volano?
Vorrei continuare a questa ricerca su un diverso modo di ragionare parlando di un questione inerente la fisica del movimento dei corpi.
Quando si spiega perche' gli uccelli volano si elencano una serie di caratteristiche come la struttura muscolare, le ossa cave eccetera. Si pone poca attenzione alla forma delle venature delle piume e al gioco di correnti d’aria che si crea sulla superficie piumata e all’interno degli strati delle piume sovrapposte. Il movimento del corpo del volatile infatti pompa aria all’interno dei canali che si formano tra piuma e piuma e che in pratica hanno la funzione di tubicini. Il volatile si muove, le piume si muovono e pompano aria. Inoltre non si considera quanto incida nel volo la zigrinatura delle piume che creando una superficie accidentata interagisce con l’aria creando un movimento vorticoso delle correnti d’aria
Nel 1987 su Linus ipotizzai che queste scanalature avessero una funzione essenziale per il volo creando dei microvortici d’aria che hanno la funzione di generare una sorta di pellicola di atomi che si muovono vorticosamente, e che riducono l’attrito tra il volatile e l’aria aiutandolo a contrastare la forza di gravita' con minor sforzo.
L’idea era che le piume sparassero fuori piccolissimi getti d’aria che aiutano il volatile a galleggiare.
Questa supposizione e' stata in seguito confermata e oggi molti aerei hanno la punta rivestita da una pellicola che imita le scanalature delle piume degli uccelli. Una innovazione simile e' stato adottata sulle imbarcazioni che vengono rivestite di una pellicola che imita la superficie squamata dei pesci.
Queste nuove tecnologie consentono risparmi di energia piccoli ma sensibili proprio perche' queste superfici creano vortici che diminuiscono l’attrito.
Ma non mi risulta che a partire da questa constatazione di efficienza si siano sviluppate altre ricerche nella stessa direzione. La domanda che mi attrae e': sarebbe possibile ipotizzare una macchina in grado di volare con un basso dispendio di energia sfruttando la fisica dei microvortici d’aria?
Mi interessa molto questo discorso sugli aspetti limite della natura, dei particolari nei quali ogni forma e' la migliore in assoluto e ogni singolo aspetto contribuisce in modo sinergico a raggiungere l’obiettivo.
La logica dominante oggi non ragiona in questi termini.
I numeri della roulette non escono a caso (ma non illuderti di poter usare questa informazione per vincere alla roulette)
Tanto piu' un evento si ripete tanto meno e' probabile che continui a farlo in modo uguale.
Per questo Silvio Pelatone ha le ore contate.
L’universo non puo' mai compiere due azioni uguali, produrre due entita' uguali.
Ogni impronta digitale, ogni voce, ogni alba, ogni foglia, ogni fiocco di neve e' diverso da tutti gli altri.
L’Universo e' pervaso da una febbre inarrestabile che lo spinge a esplorare ogni possibile variante. E quando le varianti sono finite si cercano nuovi territori dell’esperibile, e tutto e' scompigliato dalla rivoluzione evolutiva che mette a disposizione dell’universo un altro foglio bianco.
Dopo che i pesci hanno nuotato in tutti i modi possibili e' necessario che i rettili conquistino le terre emerse.
E quando i rettili hanno compiuto tutti i passi possibili arrivano gli uccelli.
In altri termini possiamo dire che le possibilita' piu' probabili consumano le proprie possibilita' di esistere e provocano quindi l’aumento delle probabilita' di esistere delle probabilita' improbabili.
Per spiegare meglio questo discorso dobbiamo prendere di petto la questione della legge delle probabilita'.
Non spaventarti, non sentirai male fisico.
Schiere infinite di sapienti, all’universita' e sui giornali scientifici, ci dicono che ogni volta che lancio una moneta ho sempre e comunque il 50% delle probabilita' che esca testa o croce. Ho letto su Focus, addirittura, che se io per caso mi trovassi a lanciare una moneta 500 volte e per 500 volte uscisse testa, io al cinquecentunesimo lancio mi troverei ancora con 50 probabilita' che la moneta caschi con il simbolo della testa verso l’alto e altrettante che esca croce.
Ad esempio su 1.300 persone che si sono gettate giu' dal Golden Bridge di San Francisco, 20 sono sopravvissute.
Capitolo terzo
Come sopravvivere a un volo dal settimo piano.
E’ opinione comune che sia sufficiente cadere dal terzo piano per morire. Oltre il quinto, il decesso diventa una certezza. Ma le cronache ci narrano di persone che sono sopravvissute a voli di parecchi piani.
Ad esempio: il 7 dicembre 2008 Alcides Moreno stava pulendo i vetri esterni di un grattacielo appollaiato sopra un’impalcatura mobile che ha ceduto. Moreno e' precipitato dal 47esimo piano, piu' di 150 metri di caduta libera. Varie fratture e traumi interni ma e' ancora vivo.
Nel gennaio del 2007, Joshua Hanson torna al suo hotel dopo una notte di baldoria, uscito dall'ascensore al 17.mo piano per raggiungere la sua stanza si diresse correndo contro la doppia finestra in fondo al corridoio, sfondandola e cadendo sull'asfalto del marciapiede.
Se l'e' cavata con una gamba rotta.
In un articolo del 1942, il fisiologo Hugh De Haven ha documentato di otto persone che sono sopravvissute a cadute tra i 15 e i 45 metri, sulla terraferma, molte se la sono cavata con lievi ferite.
Il Golden Gate Bridge di San Francisco e' alto 67 metri. Si dice che sia il luogo piu' popolare del mondo tra i suicidi. Nel 2003 erano gia' 1.200 le persone che avevano scelto questo tuffo per morire. Volando giu' da quell’altezza si raggiungono i 120 chilometri orari e l’acqua diventa solida quasi come una lastra. Uno stuntman che aveva scelto come nome d’arte Kid Courage, era convinto di poter penetrare nell’acqua ad alta velocita', ha studiato a fondo la questione e poi si e' buttato. E’ morto sul colpo.
Insomma, sopravvivere a una simile caduta non e' facile neanche per un professionista attrezzato.
Ma su 1.200 poveri cristi che si sono buttati dal ponte 20 sono sopravvissuti. L’uno virgola sei percento.
Non lo trovi eccitante?
Avrei scommesso che neppure uno su mille sarebbe sopravvissuto.
E che dire dell’Australiano Philip Lamattina, che si e' lanciato a circa 500 km/h, con un mostro da 8.000 cavalli, e si accorge che la sua auto va in pezzi e viene avvolta dalle fiamme? L’auto rotola, brucia, vola per decine di metri, diventa una palla di fuoco, va a sbattere contro le paratie.
I soccorritori si precipitano a spegnere le lamiere contorte con gli estintori, Lamattina esce con le sue gambe dalla carcassa del veicolo, ha solo una piccola escoriazione a una mano. Di questo fortunoso disastro puoi anche vedere il video.
Ma se sopravvivere a uno spaventoso incidente automobilistico o a un volo da un palazzo e' difficile, che probabilita' si hanno di rialzarsi ancora vivi buttandosi da un aereo senza paracadute?
Pochissime. Ma anche in questo caso sono molte di piu' di quante credessi.
La storia piu' pazzesca che ho trovato e' quella di una ragazzina: Juliane Koepcke.
Alla vigilia di Natale del 1971, un aereo di linea che volava sopra il Peru' viene colpito da un fulmine e si spezza. Una ragazza adolescente cade per piu' di 3 mila metri, ancora legata al sedile. Sopravvive, con una clavicola rotta e altre lesioni. Ma e' in mezzo alla giungla amazzonica. Una persona dotata di un livello medio di determinazione si sarebbe accasciata dolorante attendendo i soccorsi. Se Juliane Koepcke lo avesse fatto sarebbe morta. I soccorsi non impiegarono molto tempo per ritrovare la carcassa dell’aereo nascosta sotto il fogliame fitto di alberi giganteschi. Ma per fortuna il padre di Juliane Koepcke le aveva trasmesso una certa passione per la natura e lei sapeva che seguendo il corso dell’acqua di un fiume prima o poi si incontra un villaggio. Inoltre Juliane e' una tipa piu' tosta di Schwarzenegger. Cosi' si fa coraggio, sfida serpenti, insetti giganti, pesci carnivori e belve e inizia a camminare alla ricerca di un corso d’acqua. Lo trova e cammina per 11 giorni prima di arrivare a un villaggio. Ho reperito in rete indicazioni precise su una quarantina di altri casi di esseri umani sopravvissuti a cadute di piu' di mille metri.
Ecco altri esempi.
Alan Magee era un mitragliere su un B-17 dell’U.S. Air Force, in missione a St. Nazaire, Francia, nel gennaio del 1943. L’aereo viene colpito e si incendia. Lui si trova sbalzato fuori dal velivolo.
E’ caduto da piu' di 6.000 metri e si e' schiantato sul lucernario della stazione ferroviaria di St. Nazaire. Qualche frattura e molti vetri conficcati in varie parti del corpo.
Marzo del 1944, Nicholas Alkemade era il mitragliere di coda di un bombardiere britannico Lancaster in missione sopra Berlino. L’aereo colpito precipita e oltretutto Alkemade scopre che il suo paracadute e' in fiamme. Decide di saltare senza paracadute. Cade per 18.000 piedi (piu' di 5mila metri), sopra un bosco innevato e si procura una storta a un ginocchio e qualche contusione.
26 gennaio 1972, Vesna Vulovic era una hostess delle Jugoslavian Airlines, sulla rotta Copenaghen-Belgrado, il DC9 esplode per una bomba forse piazzata dagli ustascia, i nazionalisti croati. L’aereo precipita da quota 10.160 metri. Ventisette morti, lei sopravvive.
Christine McKenzie nell' agosto 2004 e' al suo lancio numero 112, sta precipitando da quasi 4.000 metri quando si rende tristemente conto che i due paracadute non si aprono.
Precipita sulle linee dell'alta tensione prima di toccare terra.
Conseguenze dell'incidente: un’anca rotta e niente di piu'.
Lareece Butler nel marzo 2010 si butta da un aereo ma il paracadute si rompe e lei vola giu' per 1.000 metri. Il fidanzato la trova molto dolorante ma viva.
Questi esempi incredibili dimostrano che la realta' ci offre molte piu' possibilita' di quante si pensi. E credo che anche in questi frangenti entri in gioco la tendenza dell’universo a espandersi in tutte le forme e in tutti i modi possibili scatenando sciami di coincidenze improbabili per realizzare linee di sviluppo stupefacenti.
Abbiamo notizie di una quarantina di sopravvissuti dopo tuffi superiori a 1.000 metri. Mi sembra un numero enorme visto che e' sostanzialmente impossibile sopravvivere a migliaia di metri di caduta libera.
E’ stato addirittura realizzato un manuale per sopravvivere a una precipitazione dal cielo.
La cosa che devi cercare di non fare in nessun caso e' atterrare di testa. Poi e' buona cosa, durante la caduta, il mettersi orizzontali allargando le braccia. Sembra poco ma decelerare un po’ puo' fare la differenza. Venendo giu' piatti bisogna poi ricordarsi di darsi un colpetto prima dell’impatto per atterrare di piedi.
Meglio stare morbidi prima dell’impatto per assorbire meglio il colpo. Se hai a disposizione un vassoio o qualunque altro oggetto capace di aumentare la resistenza dell’aria usalo. Non attaccarti a niente a forma di siluro di piombo. Se hai in tasca delle monetine buttale via, al momento fanno solo danno.
Anche il cellulare non ti serve.
Se cadi da 10.000 metri probabilmente svieni per mancanza di ossigeno e per il freddo. Non preoccuparti, se non muori dovresti risvegliarti verso i 1.000 metri d’altezza con tutto il tempo per metterti orizzontale, agitare le braccia, eventualmente scoreggiare cadendo di schiena. Aiuta.
Comunque anche se arrivi al suolo in stato di svenimento non e' male. C’e' gente che si e' salvata cadendo priva di conoscenza. Pare che i riflessi felini funzionino meglio se sei catalettico.
Spero che a questo punto tu ti senta piu' fiducioso e ottimista. E credo anche che tu ora abbia molte piu' probabilita' di sopravvivere a un tuffo di 6.000 metri.
Si', perche' il fatto che ora sai che potresti sopravvivere e sai anche che puoi compiere alcune azioni per incrementare la probabilita' di sopravvivere aumenta la tua autostima e migliora le tue capacita'. E questo scatena ulteriormente gli sciami delle coincidenze improbabili.
Dunque, l’ho detta grossa.
Sto sostenendo che un atteggiamento mentale positivo e appassionato, con un forte coinvolgimento emotivo ha un effetto diretto sulla probabilita' di beccare una coincidenza folle. E sostengo che questo e' possibile non in virtu' di qualche forma di magia ma a causa di precise concatenazioni materiali.
Impossibile?
Per anni la medicina ufficiale si e' scontrata con la psicanalisi. I medici sostenevano che l’azione degli stati d’animo sulla salute poteva essere solo di tipo mentale: fissazioni e paranoie possano creare la percezione di dolori che sono solo nella tua testa. Hai mal di pancia ma la tua pancia sta benissimo e' la testa che non funziona e inventa il dolore.
Poi si e' scoperto che gli stati d’animo mentali generano precisi segnali che arrivano al sistema immunitario attraverso specifiche sinapsi poste lungo la spina dorsale. E questi segnali provocati dall’umore, dallo stato psicologico, possono agire limitando o aumentando l’efficienza del sistema immunitario. Si e' poi dimostrato che baciarsi, giocare, fare un regalo, hanno effetti molto positivi sull’organismo arrivando a superare i risultati offerti dalle comuni medicine. Al contrario l’ansia, la rabbia e la vergogna hanno effetti disastrosi sull’organismo.
E addirittura si e' scoperto che le nonne cattoliche tendono a non morire prima di Natale perche' vogliono rivedere tutti i loro nipotini e bisnipotini.
Le nonne musulmane non muoiono prima delle loro feste, idem per le devote della religione ebraica, buddista, induista eccetera.
La voglia di rivedere i nipotini e' capace di fermare la morte per qualche giorno. Non esiste una medicina che sia altrettanto potente.
E allora ecco che mi si ingrossa il sospetto che ci sia anche una relazione tra il mio desiderio di sopravvivere e le coincidenze che potrebbero aumentare le mie possibilita' reali di salvarmi durante una caduta spaventosa. Qualche cosa di fisico. Cosa potrebbe essere?
Sinceramente non lo so. E’ solo un sospetto.
Pero' qualche indizio posso fornirlo.
Per farlo devo porti una bella domanda.
Perche' esistiamo?
Migliaia di pensatori, spremendosi il cervello per anni su questa domanda, sono arrivati recentemente alla stessa conclusione.
L’era dei computer ha mostrato a tutti un fatto epocale: oggi non esiste solo un mondo reale. Ne abbiamo creato un altro, che cresce di minuto in minuto in modo esponenziale e che esiste solo in modo digitale.
Osservando che abbiamo amplificato in modo immenso le possibilita' dell’essere ci si e' chiesti se non fosse proprio questo lo scopo della razza umana: evolversi e creare un universo virtuale per soddisfare la sete di espansione, di essere tutto cio' che si puo' essere, esistere in tutte le forme, che come abbiamo detto nei precedenti capitoli e' una delle prime, fondamentali, modalita' esistenziali dell’universo.
Per questo l’universo ha creato un milione di pianeti dove la vita avrebbe potuto svilupparsi e almeno uno dove questo e' successo. E non e' stato facile, abbiamo rischiato parecchie volte di estinguerci ma sciami di coincidenze positive ci hanno protetto come una coperta blindata.
E se lo scopo era quello di produrre un universo di semplici, immateriali bit, allora vuol dire che l’universo e' sensibile alle idee. Contempla di evolversi non solo attraverso la materia ma anche attraverso i pensieri.
In fondo le idee che esprimiamo nella realta' virtuale sono oggetti fisici, sequenze di interruttori accesi o spenti dentro il mio portatile, milioni di connessioni aperte o chiuse. Roba molto piu' grossa di un quark che neanche si vede.
Quindi mentre scrivo questo testo l’universo lo sa. E l’andamento dei bit registrati sul file di testo gli permette anche di sapere se sto scrivendo qualche cosa di nuovo e sconvolgente oppure sto soltanto dicendo le solite cazzate.
Tra un pensiero banale e un pensiero nuovo, appassionato, pieno di dubbi e seduzioni, c’e' una differenza che potrebbe saltare all’occhio anche solo osservando la struttura elettrica di un file. Potremmo scorgere musiche diverse perche' i testi hanno ritmi diversi, costruzione sintattica, scelta delle parole, punteggiatura diversa. La forma digitale del file di un testo banale sara' banale, monotona. La forma di un testo appassionato e nuovo sara' irregolare, piena di picchi e laghi piatti.
E a ben pensarci anche il cervello traduce i pensieri in connessioni neuronali, registra le immagini memorizzando la combinazione di cellule coinvolte nel ricordo e la loro posizione. Quindi anche i nostri pensieri in effetti sono un mondo virtuale che l’universo ha creato nella sua brama espansiva.
La situazione e' curiosa. A un certo punto qualche cosa esplode e nasce un caos di fuoco e fiamme immenso che si espande, si raffredda e si struttura: un universo di particelle sub atomiche.
Poi si compie il primo salto evolutivo e le particelle si riuniscono in atomi, altro salto e gli atomi formano le molecole di parecchie sostanze. E poi sistemi di stelle, pianeti eccetera, che nella loro forma riecheggiano la struttura atomica fatta di nuclei e satelliti che girano intorno al nucleo.
E poi inizia un altro giro e si sviluppa la vita. Creature unicellulari che si riproducono scindendosi in due, poi la rivoluzione della riproduzione sessuata, poi le piante marine, quelle terrestri, gli insetti marini, i crostacei, i pesci, gli anfibi, i rettili, gli uccelli, i mammiferi, l’umanita'. E poi gli umani diventano creature pensanti che creano un secondo universo fatto di pensieri. E anche qui si sviluppa una complessa catena evolutiva, si passa da pensieri elementari a strutture filosofiche, si inventa l’arte, la comunicazione emotiva, la psicologia, la storia, la scienza. Contemporaneamente la razza umana crea una varieta' immensa di oggetti e manufatti che mai avrebbero potuto essere creati spontaneamente dalla natura. E poi le creature pensanti creano un mondo virtuale digitale, nel quale i pensieri diventano corrente elettrica grossolana.
Non lo trovi colossale?
Dicono che l’universo ha 7 miliardi di anni.
E per 7 miliardi di anni, che non sono pochi, l’universo non ha smesso un solo secondo di seguire una via precisa che doveva arrivare alla creazione dell’intelligenza umana, dei manufatti umani e della realta' virtuale. Certo tutto e' avvenuto attraverso megamiliardi di casi fortuiti.
Ma quando per sette miliardi di anni infili coincidenze, assolutamente improbabili, una dietro l’altra, magari ti viene il dubbio che queste coincidenze improbabili non siano poi cosi' improbabili. Anzi ti viene il dubbio che siano certe. Piu' sicure di un’assicurazione svizzera. Magari non sai come, dove, chi e quando, ma puoi avere la certezza matematica che prima o poi salta fuori uno come Obama, che non e' abbronzato, e' proprio nero, e ti diventa presidente degli Stati Uniti d’America. E attenzione Obama non aveva nessuna possibilita' di vincere. Fino a pochi mesi prima dell'elezione i sondaggi non erano favorevoli. Poi accade la coincidenza pazzesca: scoppia la bolla speculativa immobiliare, la piu' grande crisi economica degli ultimi 80 anni proprio prima delle elezioni nelle quali si presenta Obama. E la bolla speculativa scoppia ne' troppo prima ne' troppo dopo le elezioni. Giusto in tempo per far incazzare un numero sufficiente di americani che a quel punto vedono in Obama l’unica possibilita' di cambiare qualche cosa. E che lui rappresenta il cambiamento ce l’ha scritto in faccia e anche gli analfabeti lo capiscono: Obama e' nero.
E’ come se le coincidenze avessero creato un grande cartello sulla testa di Obama, una freccia che dice: vota quest’uomo!
La scuola ha fatto di tutto per nasconderci la verita'.
Ad esempio ci hanno falsificato la storia delle battaglie.
Hanno taciuto il fatto che un numero incredibile di eventi militari sono stati vinti non per la superiorita' di un esercito o i colpi di genio dei generali ma per coincidenze assolutamente folli.
Ad esempio, l’esito della battaglia di Legnano, nella quale la fanteria lombarda massacro' l’esercito imperiale del Barbarossa, fu deciso, oltre che dalla trappola di pali nascosti che bloccarono rovinosamente la carica imperiale, anche dal fatto che proprio mentre i tedeschi si ritiravano arrivo' una compagnia di 300 cavalieri lombardi che si erano persi e da ore vagavano cercando il luogo della battaglia. Arrivano nel momento esatto in cui i tedeschi si ritirano malconci e gli imperiali, gia' stupiti dalla trappola di pali che li ha massacrati, si fanno prendere dal panico, si convincono che i 300 cavalieri lombardi siano 3.000 e iniziano una rotta disordinata, si buttano nel Ticino annegando a centinaia e molti altri vengono colpiti alle spalle dai 300 cavalieri lombardi, che fanno prodigi perche' sono ormai convinti di essere divinita' invincibili.
Napoleone a Waterloo aveva vinto la battaglia. Ma quel cretino del fratello di sua moglie, desideroso di partecipare alla vittoria ormai certa coprendosi di gloria, abbandona il fianco dello schieramento francese che doveva tenere saldo con i suoi lancieri a cavallo. Decide di caricare una batteria austriaca ma non si accorge che c’e' una trincea profonda 4 metri e si schianta dentro con i suoi meravigliosi cavalieri. Una strage idiota, un suicidio di massa.
Contemporaneamente un cretino austriaco che comandava uno squadrone di cavalieri e che, incredibile ma vero, si era perso con i suoi uomini e da ore vagavano per il Belgio cercando Waterloo (e non la trovavano) sbuca dalla boscaglia proprio in corrispondenza del fianco dello schieramento francese che quel cretino del fratello della moglie di Napoleone aveva abbandonato alla ricerca di gloria per farsi bello con le ragazze.
Gli austriaci prendono quindi d’infilata lo schieramento francese e le sorti della battaglia vengono rovesciate.
Il che comunque non avrebbe avuto conseguenze gravissime se non per l’assurda coincidenza che Napoleone quel giorno non ci stava con la testa. Comandava la battaglia disteso sopra un tavolo nel quartiere generale dell’armata, in preda a un attacco spaventoso di colite spastica. Dolori lancinanti. Proprio quel giorno.
L’Invincibile Armata spagnola fu sconfitta da una tempesta spaventosa che provoco' dieci volte i danni causati dai cannoni inglesi.
I mongoli tentarono per due volte di invadere il Giappone con flotte enormi cariche di soldati, catapulte, razzi e bombe di ferro. Centinaia di navi. Entrambe le volte furono spazzati via da tempeste epocali. Poi decisero che invadere il Giappone era una cazzata.
Nel mio libro: La vera storia del mondo (di imminente ripubblicazione) ho elencato decine di queste coincidenze incredibili.
Ma ancora piu' stupefacente e' osservare che hanno avuto successo piani militari assolutamente folli e azzardati, complicati tecnicamente e che richiedevano un livello di coordinamento altissimo. Ed e' chiaro che tanto piu' un piano e' complesso tanto piu' e' probabile che qualche cosa si intoppi. Invece nella pratica succede con notevole incidenza che piani complessi siano realizzati senza problemi (cioe' con un culo mostruoso) mentre, in altre condizioni emotive, eserciti di grande esperienza non riescano a mettere in pratica manovre elementari.
I patrioti vietnamiti sbaragliarono la flotta cinese costruendo un’immensa selva di pali di bambu' conficcati sul fondo del mare. Il luogo era la foce di un fiume, dove lo scarto del livello dell’acqua tra alta e bassa marea era notevole. I vietnamiti attaccarono con piccole barche i cinesi, si fecero inseguire, poi li bloccarono dove avevano piantato i pali e li tennero li' fino a quando la bassa marea non fece adagiare le navi sui pali appuntiti bloccandole. Poi le attaccarono e le bruciarono una per una.
Cioe' un piano complicatissimo esposto a ogni sorta di contrattempi.
Invece durante la battaglia di Balaklava vennero mandati al massacro 600 splendidi lancieri inglesi per un errore di trasmissione di un ordine.
Gli inglesi sbaragliarono i tedeschi in Nord Africa perche' riuscirono a ricevere i rifornimenti navali nonostante i continui attacchi aerei tedeschi, di giorno e di notte.
Questo avvenne grazie a un esperto di illusionismo che capitano' una squadra incaricata di escogitare trucchi.
Essi riuscirono a far scomparire un’intera citta' e il suo porto costruendo una citta' finta, fatta solo di luci, a dieci chilometri di distanza dalla citta' vera. Ovviamente spensero tutte le luci della citta' vera. E mentre i tedeschi bombardavano migliaia di lampadine accese, le navi inglesi entrarono nel porto e scaricarono i rifornimenti.
Anche qui resta un mistero per quale serie di coincidenze fortunate il trucco riusci' e a nessun pilota tedesco venne in mente di chiedersi perche' quella notte tutte le luci della citta' fossero accese o di fare due conti sulla distanza percorsa.
La cosa interessante che si scopre studiando la storia delle battaglie e' che c’e' un nesso chiaro tra la vittoria di eserciti fortunati o capaci di escogitare strategie belliche geniali e la compattezza ideale e la forza economica del popolo che esprime questi eserciti vincenti.
In altre parole e' vero che “Cuor contento il ciel l’aiuta”.
Ovviamente questo fatto dipende dalla natura emotiva della guerra. Un esercito motivato, che ha fiducia nei suoi generali, con soldati che sentono di dover combattere al meglio per il bene dei propri figli, lottera' sempre molto meglio di un esercito comandato da cialtroni ed espressione di un’economia e di una cultura decadenti.
L’aspetto psicologico e' determinante anche perche' le capacita' umane, sia fisiche che mentali, variano enormemente a seconda del contesto.
Lo hanno dimostrato decine di esperimenti. Ad esempio, se prendo 100 studenti universitari statunitensi di colore e chiedo loro di rispondere a un test da terza liceo la maggioranza rispondera' correttamente. Ma se prima del test chiedo loro di compilare un modulo nel quale si chiede nome, cognome e gruppo etnico di appartenenza, poi non sono piu' capaci di rispondere alle domande. Forse sono incazzati, forse umiliati, forse demotivati. Comunque il loro cervello non funziona piu'. E se in condizioni analoghe testiamo la forza muscolare registriamo anche in questo caso un crollo delle capacita'.
Ed e' quindi chiaro perche' lo stato d’animo diventa un elemento essenziale per determinare l’esito di una battaglia.
Ma osservando quel che e' successo nei millenni non puo' non venirmi il dubbio che a determinare gli esiti delle guerre entrino in gioco anche attrattori di ben altra portata.
E sottolineo che la caratteristica costante di tutti gli eserciti vincenti e' che esprimono novita' ecologiche, economiche, sociali. La superiorita' strategica di un esercito dipende dallo stato d’animo e dalla potenza economica e sociale che lo ha prodotto e questi elementi sono intimamente collegati al livello di innovazione che quel popolo esprime in quel momento storico.
Parlo di innovazione, non di bonta' d’animo.
Le pacifiche popolazioni matriarcali vengono massacrate da bruti ignoranti e schiavisti. Un mondo pacifico che era restato immobile e beato per migliaia di anni viene travolto da una manica di psicopatici in frenetico divenire, sempre alla ricerca di nuove prede e nuove tecniche per combattere.
Essi hanno archi potenti, spade di bronzo e sanno cavalcare.
Non si era mai visto niente del genere e questa era la loro forza.
Alessandro Magno conquista il mondo grazie a nuove tecniche di doma del cavallo: i suoi squadroni sanno arrestare improvvisamente una carica, girarsi e caricare di nuovo il nemico. E poi ha le catapulte.
I Romani sono predatori senza morale, con la mania dell’efficienza, imparano tutti i trucchi possibili e immaginabili e perfezionano continuamente strade, fortificazioni, armi. Combattono schierandosi a forma di enorme testuggine, un carro armato costituito da centinaia di scudi levati in ogni direzione. E costruiscono macchine da guerra enormi, combattono per catturare schiavi e bottino e dopo ogni battaglia aumentano gli schiavi e i terreni che possono coltivare.
I mongoli sono nomadi, velocissimi, un popolo giovane, disciplinati e organizzati in modo ossessivo e hanno la polvere da sparo, i razzi, le bombe, i gas tossici, i lanciafiamme montati su carri e alla fine aiutati dagli arabi assoggettati fondono i primi cannoni di bronzo.
Ma l’aspetto piu' straordinario della storia come rivelatore di un’interrelazione tra spinta espansiva dell’universo, coincidenze e atteggiamento umano, la possiamo forse scorgere in modo netto osservando la storia dei grandi condottieri. Sembra quasi che esista una legge dell’universo speculare a quella che incentiva i comportamenti nuovi, una sorta di limite che impedisce ai vincitori di andare oltre un certo punto. Oppure si tratta di un sistema di espulsione automatica che entra in azione ogni volta che un condottiero ha esaurito la spinta innovativa e diventa ripetitivo. Sono pochissimi i grandi generali che muoiono nel proprio letto dopo aver realizzato conquiste incredibili, successe a Gengis Khan ma il suo impero venne comunque smembrato subito dopo la sua morte. Muoiono invece assassinati Alessandro Magno e Giulio Cesare, Napoleone impazzisce: si rovina tentando di conquistare la Russia e cade in disgrazia (e forse viene avvelenato), Hitler impazzisce: decide di invadere la Russia, viene sconfitto e si suicida, Stalin muore di malattia a pochi anni dalla fine della Guerra Mondiale (ma c’e' chi mormora che anche lui sia stato assassinato).
Insomma, esaurita la parabola ascendente, i condottieri vengono buttati via alla svelta come un fazzolettino di carta usato da un catarroso.
Essere estremamente cattivi alla lunga non conviene, l’universo ti manda uno sciame di sfighe e in un baleno sei piu' morto di Tutankamon.
Quindi, se le armate extraterrestri degli Sbaruck hanno invaso il tuo pianeta verde e al momento ti stanno dando la caccia nella Foresta della Sassonia, non perderti d’animo, inventati qualche tattica militare estremamente innovativa e abbi fiducia nel fatto che l’universo sta tramando perche' (a causa di una serie di assurde coincidenze) i tuoi persecutori si sparino in un piede, cadano giu' da un dirupo, contraggano la sifilide o si avvelenino mangiando cozze avariate. Combattere quando il nemico ha la cacarella e' meglio.
Contempla nella quiete della tua anima le probabilita' piu' improbabili e chiedi al tuo cuore quali probabilita' improbabili hanno numerose probabilita' di realizzarsi.
E ricordati: quando affronti le orde del male, avere l’alito profumato e' meglio. L’estetica e' un grande attrattore, vedere il bello aumenta le tue possibilita'. Ed e' anche piu' carino.
Capitolo quarto
I numeri della roulette non escono a caso (ma non illuderti di poter usare questa informazione per vincere alla roulette)
Capitolo quinto
Innamorarsi e' matematico. Quando sperimenti gli effetti destabilizzanti di un’erezione e' importante che tu sappia che le forze stesse che danno solidita' al concetto di numero stanno operando furiosamente per portarti a un livello frenetico di godimento.
Capitolo sesto
Non siamo soli. Ovunque vai 10 miliardi di batteri vengono con te. Hai appena letto una doppio senso perfetto. I batteri vengono con te nel senso che viaggiano a bordo del tuo corpo. I batteri vengono con te anche nel senso che mentre ti muovi crei immensi terremoti a livello batterico e questo movimento eccita i batteri e contemporaneamente amplifica l’aspetto cinetico dell’amplesso sessuale. In ogni istante, 10 mila batteri stanno raggiungendo l’orgasmo da qualche parte dentro di te. Sei un immane bordello viaggiante irrorato di sperma batterico. E non venirmi a dire che i batteri si moltiplicano per partenogenesi, cioe' scindendosi ogni volta in due individui autonomi. Che schifo. Sono tutte cazzate. I batteri trombano di brutto.
Capitolo settimo
Un nuovo modello mentale del mondo. L’azione perfetta: a prescindere dal numero di persone che sono presenti in una stanza, dalla loro posizione sociale e dal loro livello culturale, dalla quantita' di armi o di avvocati di cui dispongono all’interno della stanza, tutti usciranno velocemente dalla stanza se scoreggi abbastanza forte.
(Piu' restringi il tuo raggio d’azione piu' aumenta il tuo potere)
Capitolo ottavo
Il Dio dei numeri e' un comico. Per questo i matematici hanno difficolta' a vederlo. Nel programma universitario non sono previsti esami di barzellette.
Quindi adesso vorrei spiegare perche' soltanto l’esistenza dello charme puo' mettere insieme la teoria del tutto e chetare finalmente le crisi di ansia dei fisici. Lo charme e' l’attrattore cosmico che rende possibile alle donne distruggere un uomo senza toccarlo.
Jacopo Fo spiega il perché di questo viaggio alla scoperta dei Seminole
Ho quasi 55 anni e ho 10 grandi romanzi storici da scrivere.
Storie grandiose di persone incredibili che si sono rifiutate di accettare una realta' ingiusta e hanno vinto.
Voglio raccontare gli amori di questa gente, la passione e come siano nate le idee che li hanno portati a vincere.
Voglio scrivere dei grandi mattoni da 600 pagine, di quelli che ti tengono incollati alle pagine. Voglio che migliaia di persone sappiano un pezzo di storia che nessun film di Hollywood ha mai raccontato.
Mi sono fatto due conti, ho da scrivere 6000 pagine.
E mi ha preso la paura di non riuscirci.
Allora ho pensato che sarebbe divertente scrivere un romanzo in gruppo.
Ci sono gia' state esperienze simili e hanno funzionato.
Ti interessa?
Non so come si puo' fare.
Iniziamo con un esperimento.
Ho scritto il trattamento della storia, la struttura.
Discutiamone.
Come la impostereste la storia?
C'e' qualcuno che e' ferratissimo nelle ricerche? Chi adora scrivere storie d'amore? Un africanista che sa tutto della deportazione degli schiavi?
Vediamo se viene fuori un modo di collaborare. Poi, definita la storia piu' dettagliatamente, iniziamo a scrivere i capitoli. Ognuno ne scrive uno. Poi li discutiamo, li riscriviamo e li ridiscutiamo fino a che viene fuori qualche cosa di buono.
Disegni foto, video, racconto orale.
Allora la prima storia e' questa.
Africa. 1785. Un villaggio di neri matriarcali. Stanno preparando la festa piu' importante dell'anno. Una ragazza dopo alcuni giochi di corteggiamento si apparta con un giovane e fanno l'amore. (come si chiama una ragazza africana di una tribu' matriarcale africana? In Africa in che area vivevano?)
Arrivano gli schiavisti (chi sono?) che ne catturano molti, li deportano in Virginia.
La ragazza viene anche lei fatta schiava. Lei e' una apprendista sciamana, arriva in America e da alla luce un bimbo, John Horse.
(vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Seminoles
Nella terra Seminole si formano delle comunita' di neri fuggiti allo schiavismo. John Horse e la sua famiglia fuggono da una piantagione e vanno a vivere in uno di questi villaggi.
Scoppia la prima guerra contro gli schiavi fuggiti e i Seminole, con il massacro di centinaia di marrones (Schiavi fuggiti), asserragliati in un fortino. Jonh Horse e' ancora un ragazzo...
John Horse diventa famoso per il modo nel quale prende in giro i bianchi. Ad esempio riesce a vendere al colonnello Brooke 30 volte due tartarughe d'acqua, rubandogliele ogni notte per rifilargliele il giorno dopo. (Trovare altre storie di John Horse, era uno che si divertiva a fare scherzi che sono diventati leggendari, e' una specie di Pulcinella Guerriero).
E' una specie di Pasquino, i suoi lazzi entusiasmano i neri e gli indiani.
Jonh Horse diventa poi un allevatore, si sposa, possiede 90 bovini e un pezzo di terra. E' un benestante fino a quando gli europei dichiarano guerra un'altra volta alle comunita' libere di marrones (schiavi neri fuggitivi).
Poi diventa uno dei capi del consorzio di tribu' nere e indiane che si uniscono nella nazione Seminole (precisare il rapporto).
Horse, quando la Seconda Guerra Seminole e' ormai imminente gira per la Florida e grazie alla sua notorieta' contribuisce molto a reclutare 300 schiavi che fuggono dalle piantagioni e si uniscono ai ribelli.
In battaglia continua a comportarsi come un pazzo esponendosi a grandi rischi (cercare racconti).
Storia d'amore.
Chi e' la moglie? Dove si conoscono? Con che rito si sposano?
Che succede nel loro rapporto?
Hanno figli?
Altre storie collaterali.
Oceola e' un mix tra indiani, irlandesi, neri e vari meticci.
Sua moglie e' una nera che viene rapita dai bianchi.
(che fine fa? Lui riesce a liberarla?)
Famoso il suo gesto di piantare un coltello sul foglio del trattato di deportazione proposto dal governo dei bianchi durante la Seconda Guerra Seminole.
All'inizio della Seconda Guerra Seminole Oceola vendica il rapimento di sua moglie uccidendo il responsabile insieme ad altri europei.
Battaglia
All'inizio della Seconda Guerra Seminole fanno fuori 102 soldati, un'intera compagnia, probabilmente attirati in una trappola.
Ma la guida indiana anche decenni dopo i fatti, continuava a negare di essere stato d'accordo con i Seminole... Ma alcuni osservano che fu molto rapido a buttarsi per terra quando dalla boscaglia parti' la prima scarica dei fucilieri ribelli.
Questa e' guerra!
Sono pacifista ma c’e' una guerra che dobbiamo combattere comunque: quella per la felicita'.
E’ una guerra figurata, non ci sono ne' morti ne' feriti e il nemico da sconfiggere sono i messaggi negativi che arrivano da fuori e da dentro di me.
La parola GUERRA in realta' non e' appropriata. Anche qui manca la parola giusta.
Servirebbe una parola che esprimesse una necessita' assoluta, urgente e improrogabile senza contenere il concetto di uccisione del nemico.
Potrei dire: “Questo momento e' caratterizzato da una necessita' centrale nella mia vita che richiede uno sforzo e una dedizione estremi per ottenere di non sprecare l’unica vita terrena che posso vivere.”
Ma non e' che rende molto.
La sfida che abbiamo di fronte e' quella di inventare il nostro modo (unico e personale) di risvegliare una mastodontica forza interiore che ci permetta di affrontare ogni giorno volendo vivere fino in fondo.
Tutti i condizionamenti negativi agiscono su di noi come una specie di anestesia del desiderio.
A questo aggiungiamo comportamenti che hanno lo scopo di anestetizzarci: tv, videogames, lavoro ossessivo, incazzatura continua, autocommiserazione, alcol, droghe, consumo compulsivo di prodotti firmati, sesso senza emozione, ideologia, fanatismo religioso.
Un sacco di cose possono diventare una droga mentale anestetica.
Se vuoi provare a vivere e a vincere, innanzi tutto devi trovare il tuo mantra di disintossicazione.
Qualunque cosa va bene ma devi inventarti la tua.
Non puoi imitare nessuno. Devi sentire che quella pratica ti appartiene, devi sentire che sei attirato, sedotto, che ti da' piacere. Se ti sforzi non funziona.
Pero' un po’ di fatica iniziale serve, perche' all’inizio sei bloccato. Non e' utile costringersi, bisogna impegnarsi a una discussione costante con se stessi, allenarsi a guardare la realta', ripercorrere i ragionamenti e convincersi ogni giorno che trovare l’energia per allenarsi alla positivita' e' urgente e indispensabile.
Se ti costringi, obblighi al silenzio le tue identita' che non hanno voglia di fare niente, acuisci una frattura interna, una contraddizione. Crei una sacca di resistenza. Ti imponi di non mangiare, leghi mani e piedi la tua identita' golosa e poi quando ti distrai un attimo questa piglia il sopravvento e ti trovi che hai assaltato il frigo facendo scempio di salamini piccanti.
Per trovare dentro noi stessi la motivazione giusta possiamo invece ragionare e trovare soluzioni che accontentino tutte le nostre identita', ponendoci piccoli obiettivi che non comportino drastiche rinunce. Ad esempio, se voglio dimagrire posso scegliere di magiare solo cibi buonissimi, con ingredienti di prima qualita' e cancellare dalla mia vita i cibi chimici e precotti. La parte golosa di me sara' entusiasta. Poi posso decidere di masticare piu' a lungo ogni boccone. La parte golosa non puo' protestare perche' il cibo buono, se lo mastichi a lungo, ti regala una serie di sensazioni gradevolissime sprigionando fino in fondo tutti gli aromi che contiene. Se mangi masticando finisce che ti sazi prima e quindi mangi una minor quantita' di cibo. Anche perche' solo dopo circa 20 minuti che mangi la pancia e' in grado di mandare il segnale di troppo-pieno e finisce il desiderio di nutrirsi.
Le persone che ingrassano non mangiano troppo in assoluto… Mangiano troppo nei primi 20 minuti.
Poi puoi decidere di bruciare piu' calorie muovendoti di piu'. Fare ginnastica o correre sono pratiche che si apprendono e si gustano col tempo. Per iniziare potresti porti il piccolo obiettivo di muoverti di piu' quando ti muovi. Ad esempio hai mai provato a ballare lavando i piatti? Tanto i piatti li devi lavare comunque, niente ti impedisce di agitare un po’ i fianchi e sciogliere le spalle mentre lo fai.
E lo sapevi che sbadigliare a lungo migliora la tua respirazione, incide positivamente sul tuo metabolismo e se tendi a accumulare i grassi limita questa tendenza?
Anche grattarsi, stiracchiarsi, sheckerare le articolazioni e ricevere un massaggio sono pratiche che hanno un effetto benefico sull’organismo e ti aiutano a smaltire tensioni emotive e grassi superflui.
Non possiamo pensare di buttare al cesso in un giorno anni di condizionamenti negativi e abitudini dispersive e anestetizzanti.
Tocca fare un passo per volta.
Trovare strategie astute, credibili, sorprendenti, divertenti.
DA DOVE NASCE LA DECISIONE DI CAMBIARE?
Quante volte hai fatto un progetto e poi non lo hai realizzato?
Quante volte hai abbandonato qualche buon proposito? (da domani mi alzo mezz’ora prima e faccio ginnastica…)
Cosa ti ha portato a fallire?
Cosa hai fatto invece quando hai avuto successo, hai organizzato bene il tuo impegno e hai migliorato il tuo modo di essere?
Se io ripenso a quando sono riuscito a combinare qualche cosa di buono mi rendo conto che prima di riuscirci ho passato del tempo a immaginare COSA volevo, COME potevo tentare di ottenerlo e CHE FACCIA AVREI FATTO QUANDO CI SAREI RIUSCITO.
Immaginare cosa precisamente desideri, informarsi, documentarsi, studiare il tuo obiettivo e' essenziale per avere le informazioni necessarie per concepire un’azione corretta e per accumulare l’energia necessaria a compiere l’impresa.
Riflettere su come riuscire ci permette di concepire un piano d’azione efficace.
Fantasticare sulla gioia che ci dara' vincere rafforza il desiderio di riuscirci.
Questo ultimo punto e' veramente importante e poco considerato.
Come dicono i nativi australiani, l’essere umano e' le canzoni che ha cantato.
La nostra vita ha valore se dentro c’e' una storia, la nostra storia. La narrazione di se' stessi e' un’attivita' primaria per l’essere umano. E dalla narrazione che fai nell’intimo della tua mente scaturisce l’immagine che hai di te e quindi la base di partenza per costruire le tue relazioni sociali.
Quando ti chiedi: "Chi sono io?" le risposte che ti dai sono la summa delle tue esperienze e, soprattutto, del senso che dai alle tue esperienze all’interno del racconto della tua vita.
Chi sei, cosa hai fatto, da dove vieni, cosa desideri sono domande che ci sono indispensabili per formarci un’immagine di noi stessi. Se non rispondiamo consciamente a questi quesiti, se viviamo i fatti staccati, se nella nostra vita non c’e' una direzione, un collante, un’attrazione, se non giochiamo a fare la telecronaca delle nostre azioni e a raccontarci agli altri ABBIAMO UNA SENSAZIONE MENOMATA DELLA NOSTRA ESISTENZA. E questo ha effetti devastanti sulla nostra autostima, sul nostro linguaggio corporeo, sul peso emotivo che riusciamo a mettere nelle nostre parole e nelle nostre azioni e probabilmente anche sul nostro alito.
Una volta intensificato e chiarificato il nostro spirito e il nostro progetto, si tratta di passare all’azione.
E qui c’e' una sola regola: fare attenzione a quello che succede. Le insidie, gli ostacoli, i tentativi di raggiro sono piu' facili da scorgere se tieni gli occhi aperti e ascolti i tuoi sensi. Il Diavolo si nasconde nei particolari.
E ricordati che hai bisogno di fare il pieno di energia ogni volta che entri in riserva.
E’ necessario quindi combattere le idee deprimenti che tolgono energia e impegnarsi con assiduita' nelle attivita' che ne danno:
Sorridere fa bene.
Regalare fa bene.
Amare fa benissimo.
Giocare, ridere, respirare, correre, fare arte, coltivare i fiori sono attivita' che fanno bene e potenziano le tue forze.
PRODURRE UN’IMMAGINE DIVERSA DI SE’
La miliardaria e le barbone.
Le persone generalmente sottovalutano il potere del racconto che facciamo di noi stessi.
Kate Miller ha dimostrato che si sbagliano.
Lei e' una miliardaria americana che possedeva decine di boutique d’alta moda.
A un certo punto decide che ha fatto abbastanza soldi e vende tutto.
Ma vuole anche far del bene agli altri perche' sa che la generosita' e' l’unico vero elisir di lunga vita e mantiene la pelle piu' elastica.
E sa anche che il proverbio “L’abito non fa il monaco” e' una solenne stronzata.
L’abito determina l’immagine che hai di te. Ti fa cambiare il modo di camminare e di pensare.
Quindi la Miller si fa costruire una mega roulotte camion a due piani con tutti i comfort di un centro estetico di iper lusso. Aiutata da un gruppo di femministe e psicologhe raccoglie donne senza casa, barbone che vivevano nel sudiciume di quattro cartoni. Le portano nel beauty center viaggiante, le lavano, le massaggiano, coiffeur, manicure, pedicure, lampada, vestiti da 10 mila dollari e poi tutte assieme si mettono con la ex barbona di fronte allo specchio e le fanno i complimenti. Poi le fissano un appuntamento per affittare una casa e un altro per trovare lavoro. Hanno portato cosi' fuori dalla miseria disperata migliaia di donne. Ovviamente poi le seguono con un servizio di assistenza, gruppi di autoaiuto eccetera. Ma il cambiamento avviene istantaneamente agendo proprio sulla forza narrativa dell’abito.
Quando una persona inizia a occuparsi del racconto di se', a coltivarlo, la sua vita cambia velocemente, e quello che appena un giorno prima era impossibile diventa realta'.
Quello che ho imparato in trentacinque anni dedicati a costruire riviste, case e impianti fotovoltaici, organizzare corsi, spettacoli teatrali e siti web e' che l’aspetto piu' complesso di un progetto e' rendersi conto delle reali difficolta' che si devono affrontare per arrivare a un risultato positivo.
In questi anni ho anche organizzato parecchi corsi che avevano come obiettivo aiutare a costruire una propria impresa.
Ho quindi valutato decine di progetti.
Queste esperienze mi hanno insegnato che quando si fa un progetto generalmente ci si dimentica di inserire il FATTORE ENTROPIA nel business plan.
Nel 1999 lanciammo una campagna per convincere i comuni a distribuire riduttori del flusso dell’acqua alle famiglie e installarne nelle proprie strutture.
Si tratta di piccoli cilindretti che si avvitano allo sbocco del rubinetto e che riducono fino al 50% la quantita' di acqua consumata. Contemporaneamente l’acqua che esce dal rubinetto sembra essere molta perche' il riduttore la miscela con l’aria e rende il getto vorticoso e potente.
Che fosse una tecnologia intelligente e poco costosa e' dimostrato dal fatto che nel giro di dieci anni parecchie amministrazioni pubbliche si sono convinte e hanno distribuito milioni di questi riduttori. Un’azione ecologica, che fa risparmiare denaro e che oltretutto non costava nulla al Comune perche' distribuendo questi riduttori si ottenevano sostanziosi Titoli di Efficienza Energetica che avevano un valore di mercato superiore al costo del riduttore stesso.
Una campagna analoga la lanciammo sulle lampadine ad alta efficienza e lunga durata. Oggi e' provato che anche quella era un’idea intelligente: l’Unione Europea ha messo recentemente fuori legge le vecchie lampadine a incandescenza, proprio perche' consumano 5 volte di piu', durano di meno e producono una luce di cattiva qualita'.
Avevamo tutte le ragioni del mondo, portavamo ai sindaci progetti di una logicita' totale, economicamente convenienti e che non comportavano costi ma producevano un risparmio.
Ero convinto che avremmo avuto un successo fragoroso. Ma non fu cosi'.
Semplicemente nessuno ci credeva. Perfino alcuni ecologisti si dimostrarono scettici verso queste piccole innovazioni. Qualcuno ci accuso' apertamente di vendere prodotti che non funzionavano.
Provammo a parlarne ai giornalisti, contattandoli con decine di telefonate, ma neanche loro erano interessati.
Le nostre idee non erano sbagliate e non era sbagliato il nostro metodo di lavorare eppure non funzionava niente.
Quando discuto un progetto, due volte su tre mi trovo di fronte a una persona che non sospetta minimamente che una proposta geniale possa non trovare ascolto. “Sono nel giusto quindi verro' ascoltato!”
Balle.
Essere nel giusto non vuol dire niente.
Bisogna avere semi buoni ma bisogna anche trovare il terreno giusto.
Io giravo per i Comuni e per gli alberghi con un sacchetto di plastica graduato e un riduttore. Mettevo sotto il rubinetto il sacchetto e lo riempivo per 30 secondi. Ne uscivano 7 o 8 litri di acqua a seconda della pressione. Poi montavo il riduttore, aprivo a manetta il rubinetto e in 10 secondi non uscivano piu' di 3-4 litri nonostante il getto dell’acqua si mantenesse bello forte. Piu' chiaro di cosi'.
Ma la mente delle persone non segue, ahime', la logica. Bensi' le emozioni.
Quando fai un progetto e' come quando vuoi sedurre una persona. Devi usare le emozioni provocate dal linguaggio corporeo.
Quindi se vuoi realizzare un progetto, se lo vuoi veramente, devi andare oltre la semplice dimostrazione che e' un’idea giusta. Devi lavorare sulla confezione.
La soluzione per lanciare i riduttori su larga scala la trovo' Luigi Rambelli, capo di Lega Ambiente Turismo. “Dobbiamo fare uno studio con un’universita' che dimostri che si risparmia anche su grandi numeri”. Cosi', grazie alla sua abilita' di creare relazioni, riusci' a varare un progetto dimostrativo a Bagnacavallo, in collaborazione con l’Universita' di Parma, che duro' un anno e mezzo. Andammo in 15 claun a Bagnacavallo, facemmo cortei comici, spettacoli, corsi per bambini e adulti, avevamo un palco in piazza con un lavandino e un rubinetto e dimostravamo ai passanti come funzionavano i riduttori. Distribuimmo 2.300 kit con 3 riduttori (per due rubinetti e la doccia) ad altrettante famiglie. Alla fine si dimostro' che c’era un risparmio globale del 10% con punte oltre il 25%.
E poi riuscimmo a far parlare di questa storia i giornali, le radio, i siti web…
Poi quando arrivarono i grossi appalti arrivarono anche i pescicani e ci fregarono… Ma questa e' un’altra storia…
Quel che voglio dire e' che la confezione e' il veicolo che trasporta un’idea. Serve l’idea ma se non riesci a trovare la strada per realizzarla non e' niente.
E per trovare l’idea geniale per comunicare la tua proposta ti serve molto tempo passato a fantasticare, giocare con le ipotesi, montare e rimontare il progetto.
Da bambini eravamo tutti bravissimi in questo passatempo mentale. Ricominciare e' facile.
Ma bisogna aspettarsi che trovare il modo per veicolare il proprio prodotto sia piu' complesso del trovare l’idea di prodotto.
Il 90% dei fallimenti non dipende dalla qualita' del prodotto ma dall’incapacita' di dargli gambe.
E anche qui siamo di fronte a un meccanismo che funziona sulla base del PESO DELLE INTENZIONI.
La forza delle relazioni.
Quando avevo 16 anni mi stupivo molto per come funziona il mondo.
Ero abituato a gente che dice una cosa e poi la fa.
In un’assemblea dopo uno spettacolo, nel 1967, un ragazzo critico' mio padre dicendo che in fondo faceva teatro per l’e'lite, nei teatri con le poltrone rosse.
Mio padre rispose che stava per l’appunto pensando di fare teatro fuori dai teatri.
Un’affermazione assurda, a quei tempi non esistevano i service che ti affittano palchi smontabili per recitare in un palazzetto dello sport.
Mi sentii dispiaciuto perche' mi sembrava che mio padre avesse fatto il furbo promettendo l’impossibile. Ero solo un ragazzino ma sapevo bene quanta tecnologia serviva per fare uno spettacolo teatrale…
Sei mesi dopo, stavo con una chiave inglese in mano a montare il primo palco mobile della storia del teatro italiano, fatto per essere montato in due ore da 20 persone. E quella sera i miei genitori recitarono in una bocciofila, migliorando l’acustica con grandissimi pannelli realizzati cucendo imballaggi per uova. Tutti gli attori e decine di volontari non avevano fatto altro per una settimana. C’era tutto: le torrette per le luci, quelle per l’amplificazione, il palcoscenico a due piani, le scenografie, i costumi e i trucchi scenici. In una bocciofila comunista.
Quando iniziai a frequentare il mondo capii che la qualita' delle dichiarazioni d’intenti ha pesi molto diversi.
Quando occupammo il Berchet lo decidemmo in 80 e tutti giurarono che ci saremmo trovati alle 7 e un quarto di fronte alla scuola per fare irruzione e bloccare i corridoi e le scale.
La mattina dopo alle 7 e 15 eravamo in 10.
Il giorno dopo eravamo in 5.
Io non capivo. E poi c’era il problema di come occupare una scuola in 5. La soluzione che trovammo fu geniale. Bloccavamo scale e corridoi con banchi, sedie e cattedre accatastate.
E andammo avanti a farlo per tutta la durata dell’occupazione. Noi rompevamo i coglioni a tutti perche' venissero a scuola prima, perche' ogni mattina era sempre piu' dura col custode e dovevamo fare a spintoni per entrare.
E non solo non venivano all’ora stabilita, iniziarono a prendermi anche per il culo chiamandomi “Barricata”.
Non e' facile prendere le misure a un problema del genere. Quando si fa un progetto e si mettono insieme 5 persone e ognuno dice quel che fara', quante probabilita' ci sono che il 50% delle persone faccia quel che ha detto?
Quante vorrebbero farlo e non ci riescono per sculo, malintesi, errori e qui pro quo? Quanti semplicemente perche' sono inconcludenti?
La variante umana, nella realizzazione di un progetto e' tutto.
Pochi si rendono conto che questo mondo non e' basato sui soldi, le macchine o il potere. E’ basato sulle relazioni. La Mafia, la Massoneria, la Confindustria, i Sindacati, i partiti, le chiese, le associazioni, sono sistemi per organizzare relazioni. Li usano i buoni e i cattivi. Ma ci sono poi reti di relazioni di famiglia, di amicizia, d’amore, di lavoro.
Quando inizio a realizzare un progetto devo chiedermi CON CHI realizzarlo.
Ho visto decine di imprese fallire perche' il gruppo che le voleva realizzare aveva come unico collante una certa idea. Ma essere d’accordo che la guerra e' male non e' una garanzia che poi si sia capaci di fare un video.
Noi di sinistra troviamo difficile digerire questo concetto.
La Professionalita' e' una qualita' essenziale.
Non fai la rivoluzione, che e' una cosa difficile, se non sei neanche capace di montare un impianto di amplificazione che non fischi.
Invece si pensa che, siccome ho idee giuste, tutto il resto, la realizzazione pratica delle idee, sia secondario.
Ho sempre pronta la giustificazione.
E’ un modo di ragionare tipicamente cattolico.
I cattolici possono sempre dire: “Il Diavolo me lo ha impedito”. I calvinisti invece credono che Dio ti abbia dato dei talenti e che il tuo dovere sia quello di farli fruttare. Che il Diavolo remera' contro, lo danno per scontato. Onora Dio chi riesce a portare a termine il suo progetto nonostante il Demonio.
E questo spiega perche' i Danesi se la passano mediamente meglio degli italiani.
Nei capitoli precedenti ho cercato di dimostrare che se vuoi sedurre una persona ci devi mettere tutto il peso delle tue emozioni.
Se vuoi realizzare i tuoi progetti devi metterci tutto il peso delle tue emozioni. E capire che scegliere bene l’obiettivo del tuo bersaglio sessuale e' altrettanto importante che scegliere bene le persone con le quali lavori. Ti serve gente che ti dice: “Ci vediamo domani mattina alle 7 e un quarto” e poi, la mattina dopo, alle 7 e 15 sono li' col sorriso sulle labbra.
E qui attenti, perche' c’e' un grande trucco della vita. Una cosa che non ti dicono ne' a scuola ne' alle riunioni di partito.
La professionalita', l’onesta', la correttezza, sono cose che sedimentano. Cambiano il tuo linguaggio corporeo e creano negli altri impressioni positive che si assommano nel tempo e diventano la tua identita' sociale.
Ho visto gente arrivare a 50 anni e scoprire di essersi giocati tutte le relazioni. E non so se in questo processo abbiano piu' peso i bidoni che hai tirato o l’idea che ti sei fatto di te di essere un bidonaro (e il conseguente messaggio corporeo che invii agli altri…). Credo comunque che alla fin fine, una persona, a furia di dare pacchi, vada in giro con scritto in fronte: “Sono un taroccatore”.
Le persone che vedono le cose da questo punto di vista si trovano meglio nella vita.
Ogni volta che scegli di mantenere la parola data, che porti a termine un lavoro nonostante le difficolta', che riconosci un torto e lo risarcisci, aumenti il tuo capitale di credibilita' verso te e verso gli altri.
E ogni volta che trovi una persona che mantiene la parola data hai fatto un grande affare e lo devi tenere in enorme conto. Le relazioni con le persone di valore sono la tua ricchezza sociale.
Valgono piu' dei soldi e nessuno te le puo' rubare.
Per realizzare i tuoi sogni hai bisogno di poter telefonare ad amici fidati che siano disposti a dirti chi conoscono che potrebbe collaborare con te. La qualita' dei tuoi amici la dimostra la qualita' degli amici che ti presentano.
E anche questo funziona tra i buoni e tra i cattivi.
La Massoneria e' un sistema simile a un franchising, ti garantisce di entrare in contatto con un socio potenziale selezionato, cosi' come si suppone che se vado da un concessionario Fiat sono capaci di riparare una 500.
Non sempre e' vero ma questi sistemi di garanzia sono meglio di niente.
E ti sara' capitato di dover chiedere a un amico il nome di un bravo dentista o di un avvocato esperto.
Ognuno ha le sue massonerie, i suoi sistemi di clan che gli permettono di selezionare la qualita' delle persone e diminuire il rischio di trovarsi a collaborare con un incapace. E’ pieno di politici che intascano le tangenti e poi non riescono a farti avere la licenza edilizia per costruire sopra un torrente. Ed e' pieno di santi altruisti che vanno in Africa a insegnare orticultura e diventano una calamita' per l’agricoltura locale.
Costruire una societa' nuova, migliorare la propria vita significa dedicarsi a trovare persone positive e amarle perche' sono preziose.
Conosco un grande manager che dice: “Per realizzare un’impresa servono idee, soldi e persone. Ma se hai le persone allora le idee e i soldi non sono un problema.”
E possiamo vincerlo.
E qui discutero' del perche' i malvagi partono svantaggiati rispetto alle brave persone.
Del perche' cosi' spesso i buoni commettono errori grossolani che vaporizzano ogni vantaggio iniziale.
Del come costruire una strategia esistenziale che aiuti le brave persone a non farsi male da soli.
(Il cuore dello scontro sociale e' tra stronzi e beneandanti. Cerchiamo di darci un’organizzata senno' ci menano.)
Non e' piu' tempo di grandi scontri ideologici e religiosi. Molte persone, se sentono parlare di scontro tra Bene e Male (con la maiuscola), sorridono con compatimento.
Io invece credo che sia necessario riaffermare questo concetto.
Affrontiamo questo mondo impreparati, ci educano in modo belluino, non ci forniscono le informazioni fondamentali per agire in modo sensato e dobbiamo affrontare grandi problemi filosofici come farci una ragione del fatto che la vita abbia un termine e che rischi pure ogni sorta di malanni.
CHE PALLE!
E come se non bastasse ci sono in giro un sacco di malvagi rompicavolo che si dedicano intensamente ad ammorbarti l’esistenza ostacolandoti, colpendoti, attentando in mille modi al tuo benessere.
PEZZI DI MERDA SECCA!!!
E non mi riferisco solo a politici corrotti e maniaci sessuali, preti pedofili, imprenditori ladri, truffatori, medici e ingegneri incompetenti, guidatori imbecilli, terroristi, criminali e simili.
Chi si adopera grandemente per rovinarci la vita, i piu' infidi, sono un gruppo di esseri umani dei quali la magistratura, ahime', non si occupa mai, sui quali i leader di partito non fanno comizi. Non ci sono manuali nelle librerie per affrontarli e non ci sono scuole quadri che ti offrano una formazione adatta a distruggerli.
Ma sono loro l’Humus del Male. La fanghiglia putrescente del mondo.
Sto parlando degli STRONZI!
Essi si dividono in 6 grandi categorie:
Gli spettegolanti.
Quelli che ti vengono a dire che Paolo ha parlato male di te (e godono a vedere quanto ci resti male).
Gli spargiletame.
Quelli che ti descrivono con dovizia orrenda di particolari disgustosi il loro ultimo intervento chirurgico (o qualunque altra disgrazia sia capace di rovinarti la giornata).
Gli sprovvisti di rispetto.
Quelli che ti chiedono la macchina e poi te la restituiscono con il serbatoio vuoto (e mai che ti offrano un caffe').
Gli inetti.
Quelli che ti dicono che fanno una cosa e poi non la fanno. E poi ti spiegano che non sono riusciti a fare la traduzione perche' non avevano il vocabolario. Gli manca sempre qualche cosa.
I non professionisti.
Quelli che ti dicono che fanno una cosa e invece fanno un disastro epocale perche' ne fanno un’altra (che non ti avevano detto). E poi si scusano perche' non avevano il vocabolario di inglese e allora hanno tradotto in cinese.
I depressivi.
Quelli che ti dicono che tanto non riesci a combinare niente. E a volte hai la sfiga che siano il tuo papa' e la tua mamma.
Questo e' il grande esercito del male.
Sono loro che danneggiandoci la voglia, l’autostima, la fiducia, la speranza, ci rendono quotidianamente deboli e insicuri.
Io sto veramente meglio da quando ho iniziato a non rivolgere piu' la parola a persone di questo tipo.
Sono stronzi. Meglio perderli.
Non ha senso che tu ti ribelli a un governo di ladri e magari fai pure i cortei e non dedichi un po’ di energie a combattere gli stronzi nel tuo giro di frequentazioni.
Bisogna dare loro battaglia. Bisogna dirglielo. Difficile che capiscano ma comunque si puo' sperare di contenerli. Fare argine.
E’ una necessita' storica.
Una battaglia centrale. Lo dobbiamo dire con gli altoparlanti. Fare comizi, volantinaggi.
Facciamo una giornata mondiale dello stronzo. In quel giorno li' tutti vanno dagli stronzi che conoscono e glielo dicono. E poi si dovrebbe istituire un archivio degli stronzi.
Almeno per quanto riguarda avvocati medici e geometri. Sono pericolosissimi e nessuno se ne occupa.
So che non sara' facile… Ma varrebbe forse la pena di tentare.
Ma e' importante che io mi renda conto che quando voglio realizzare qualche cosa gli stronzi li devo mettere in conto dall’inizio. Devi sapere che c’e' un costo-stronzi per qualunque impresa. Vuoi costruire una casa? Hai calcolato l’eventualita' dell’ingegnere del Comune stronzo? Guarda che ti tocca matematicamente uno stronzo comunque. Se non e' un burocrate e' il geometra o il costruttore. Oppure quello che ti vende le finestre. Non ci scappi.
Gli stronzi hanno cosi' grande capacita' di danneggiarci l’esistenza perche' il meccanismo della determinazione nel realizzare qualche opera e' molto delicato, soprattutto per chi e' alle prime esperienze. Provi, fallisci, ti demoralizzi e passi il resto della vita a non concretizzare quel che desideri.
Ma il danno materiale degli stronzi e' forse il meno.
Il guaio e' che minano la tua determinazione, l’immagine che hai di te e quindi il peso di quello che fai. La caduta di energia che ne consegue modifica la tua idea di te, cosi' cambiano i messaggi che trasmetti attraverso i tuoi movimenti e il tuo atteggiamento corporeo. E questo ti toglie potere.
Ma la questione va ben al di la' di questo.
Proprio a causa della sordita' sensoriale, del non ascolto di se', del non uso del peso delle intenzioni emotive, e degli insuccessi, finisce che non mi rendo conto delle reali dinamiche evolutive della situazione.
Alla fine siamo prigionieri della visione dei libri di storia della scuola. Tutto viene compiuto attraverso battaglie, avvelenamenti, complotti. E anche tra i ribelli ce ne sono molti che credono all’esistenza di complotti super potenti che determinano i grandi cambiamenti storici: gli Illuminati, i Rothschild, la Massoneria. Si', e' vero, esistono i complotti, ci sono persone che ci provano. Ma non ci riescono. Perche' la storia viaggia su altri binari, misure ben piu' grandi della misura di un pugno di potenti.
Ci sono alcuni fatti storici esemplari che nessuno e' riuscito ancora a spiegare.
Come funziona la mente istintiva
Fin dal primo incontro con una persona, in un solo istante trasmettiamo centinaia di informazioni attraverso il linguaggio dei movimenti, dei toni e dei ritmi. Questi messaggi non razionali sono il vero luogo dell’interazione sociale. Le parole che diciamo sono solo la confezione di una relazione con un altro essere umano. La sostanza sono i messaggi emotivi che cogliamo solo inconsciamente.
(Non dire a Berlusconi che se ne deve andare usando uno striscione, diglielo con il linguaggio del corpo!)
Il libro “In un batter di ciglia” di Malcolm Gladwell cita numerose ricerche su quanto sia istantanea la capacita' della mente irrazionale di dare giudizi.
E sul punto esistono molti studi.
Sto dicendo una cosa grossa.
Sto dicendo che noi percepiamo la realta' molto di piu' di quanto ce ne si renda conto.
La prova di questa nostra capacita' incredibile ci viene dall’osservazione degli animali.
Ad esempio ci sono domatori che riescono a insegnare agli animali fino a un centinaio di segnali impercettibili. In questa maniera diventa facile stupire il pubblico esibendo un cavallo che e' abilissimo in matematica e da' i risultati battendo con lo zoccolo per terra. Ovviamente il cavallo non capisce nulla di quel che sta facendo e non ha nessuna idea del concetto NUMERO. E’ il domatore che e' bravo in matematica e che gli dice: “Batti 5 volte.” Ma il pubblico non se ne accorge perche' il domatore usa 10 diversi segnali, tutti impercettibili, che in ore di allenamento ha associato a 5 colpi di zoccolo.
Le percezioni degli animali colgono sfumature che a noi sfuggono non perche' non siamo capaci di vederle ma perche' non ci occupiamo di identificarle.
Per dimostrare questo fatto ho realizzato decine di volte un esperimento, sempre sfruttando la sensibilita' dei cavalli al linguaggio corporeo.
C’e' un grande recinto con 6 cavalli liberi al pascolo.
Un gruppo di persone si avvicinano, uno per volta.
I cavalli hanno tre distinte reazioni. Con una certa persona restano fermi e si lasciano avvicinare, con un’altra si allontanano ogni volta che lei si avvicina, con una terza persona invece sono i cavalli ad avvicinarsi.
E si puo' stare certi che se i cavalli si allontanano da una persona si tratta di qualcuno che ha gravi problemi anche nelle relazioni con gli esseri umani.
Ho inventato questo esperimento proprio per dimostrare alle persone che vivono male la loro socialita' che non possono limitarsi a dare la colpa agli altri. I cavalli non giudicano se sei bello o brutto, non sanno niente di moda e di eleganza, non leggono il tuo livello sociale. I cavalli guardano come ti muovi e che odore emetti e su questa base decidono se sei gradevole, neutro o pericoloso. Sono animali erbivori e devono guardarsi dai predatori, e per questo sono meno socievoli di cani e gatti ed e' piu' facile interpretare le loro reazioni.
Come vedremo, cambiare il tuo messaggio corporeo e' facile e automatico. Se pensi che tutti sono stronzi mandi un semplice messaggio: siete tutti stronzi.
Se ami le persone, il tuo corpo dice: vi amo.
Se odi le persone e vuoi avere successo puoi imparare a fingere di amarle. Reciti esattamente come un attore.
Puoi anche convincere le folle e diventare potente come Hitler. Ma, come vedremo, chi recita, per quanto bravo, sta fingendo e il suo messaggio corporeo sara' quindi meno limpido di quello di una persona che non recita, e' se stessa.
Forse leggendo queste parole puoi essere concorde ma valutare che gli effetti di questa comunicazione non verbale abbiano un peso limitato sulla nostra vita.
Invece sto cercando di dimostrare che e' su questo terreno che le persone prendono le decisioni essenziali.
E’ sulla base dei messaggi corporei che scelgo l’automobile, chi votare, chi frequentare, chi sposare, chi odiare. E la cosa piu' inutile che posso fare e' cercare di denunciare le malefatte del governo usando SOLO il linguaggio verbale.
Per comprendere quanto sia importante questo terreno della comunicazione emotiva possiamo occuparci per qualche minuto di come funziona il meccanismo della percezione. Un’altra questione importante della quale a scuola non ti dicono praticamente nulla.
Comunemente noi diciamo “Io vedo.”
L’idea e' che attraverso gli occhi noi si veda fuori come se si guardasse da una finestra. Ma la fisiologia ci spiega che l’occhio non e' una finestra. E’ una telecamera digitale. L’occhio e' una macchina incredibile che letteralmente digitalizza le immagini esterne, le trasforma in impulsi elettrici e poi le trasmette al cervello attraverso un cavo di trasferimento dati che si chiama NERVO OTTICO. Quindi l’immagine, in un qualche modo che ancora non abbiamo pienamente colto, viene “proiettata" sopra milioni di neuroni e cellule varie che in un’altra massa di cellule producono tutta una serie di fenomeni che noi riassumiamo dicendo: “Guarda la' che bella ragazza!”
In realta' noi non vediamo un cazzo. Noi guardiamo il mondo attraverso un videocitofono.
Ed e' pure un videocitofono veramente strano.
Illustri ricercatori come Piaget, hanno dimostrato che il processo di decodificazione di quello che vediamo e' molto complesso e per apprenderne le basi dedichiamo i primi 3 anni di vita.
Semplificando potremmo dire che i nostri occhi ci inviano una massa enorme di dati e che il grosso problema e' quello di interpretare le immagini, dare loro un senso comprensibile. Il bambino prima di essere in grado di riconoscere una sedia deve averla toccata, leccata, aggirata, esserci passato sotto, averla annusata, essercisi seduto sopra. Solo allora e' in grado di riconoscere in una frazione di secondo una sedia, anche se la vede da punti di vista diversi, dipinta in colori diversi, con forme diverse. E’ un processo enorme. Si tratta di costruire un filtro tridimensionale in grado di processare l’insieme delle immagini e identificare strutture note.
Che questo processo sia molto difficile lo hanno verificato gli scienziati che da anni cercano di insegnare a un computer a riconoscere la funzione SEDIA all’interno di centinaia di immagini che contengono sedie di tutte le fogge.
Sembra facile….
Il problema centrale della percezione e' proprio quello di filtrare le immagini e leggerle riconoscendo in ogni massa di colore simile una funzione analoga a una tipologia di oggetti.
In realta' tutti sperimentano quanto sia complesso questo meccanismo ma non identifichiamo questa informazione.
Ti e' mai successo di guardare un oggetto da un’angolatura strana e, per qualche istante, di non riuscire a riconoscerlo?
E succede anche di infilare le mani in tasca e cercare le chiavi di casa e non trovarle. Cerchi dappertutto, non ci sono, cerchi in tasca non ci sono, cerchi dappertutto, non ci sono, cerchi in tasca non ci sono, poi ricerchi in tasca e ci sono.
Le sentivi anche prima, solo che il cervello in quel momento non riusciva a decodificare il file che i nervi gli trasmettevano. L’intoppo in questi casi e' nel servizio di decodificazione. Il processo di lettura della realta' e' qualche cosa di una complessita' spaventosa. Se ci pensi ti da' le vertigini. In ogni istante tutti i nostri sensi ci inviano milioni di bit di informazioni su quel che succede dentro e fuori di noi. E in ogni istante decodifichiamo questa massa spaventosa di informazioni e le interpretiamo sulla base delle nostre esperienze.
E’ talmente complesso e difficile che e' ovvio che basta un sovraccarico emotivo o un momento di stanchezza per mandare a pallini il nostro sistema di decodifica. Sentiamo qualche cosa in tasca ma non riusciamo a trovare niente utilizzando il FILTRO “chiave di casa”.
Te lo hanno detto a scuola che il tuo problema piu' grosso e' capire cosa succede veramente fuori da te?
Beh, se non te lo hanno detto sono proprio degli stronzi. Sono cose arcinote da 50 anni, anche se ancora non tutti i processi fisiologici sono ben chiari.
Ad esempio, recentemente si e' scoperto che se io penso di correre o di baciare una ragazza non si attivano solo certe parti del cervello ma anche alcune zone della pancia. Ci sono sinapsi anche li', collegate alla mente attraverso la spina dorsale. Ragioniamo anche con la pancia. I messicani e i cinesi lo sostengono da millenni.
Dico questo per sottolineare quanto e' complesso il funzionamento di tutto quello che fai in un secondo.
COMPLIMENTI!
Ma come fa la mente a reggere uno sforzo continuo di questo genere?
Non ci riesce.
Quando entri in una stanza la decodifichi. Dopodiche' smetti farlo fino a quando non subentra qualche nuovo elemento. I film cambiano continuamente inquadratura proprio perche' cosi' tengono vispa la tua attenzione. Ti costringono a leggere le immagini.
A questo punto devo osservare che si verifica uno strano fenomeno nel processo percettivo.
Proprio perche' decodificare e' faticoso tendiamo a economizzare le forze. Ad esempio, mentre guardiamo la tv entriamo in uno stato catatonico che elimina gli altri sensi. Una cosa analoga succede se siamo sotto stress perche' ci sentiamo minacciati.
Riduciamo la quantita' di dati che leggiamo. Ci concentriamo sulla ricerca di segnali di pericolo.
E’ come se usassimo uno zoom percettivo concettuale, un filtro che ha il compito di identificare solo movimenti che possono essere collegati a un attacco fisico.
Quindi a seconda che ci si senta minacciati o tranquilli montiamo diverse ottiche al nostro sistema percettivo. Grandangolo, visione media, zoom.
Se confronti il ricordo di un momento di relax con il ricordo di un momento di stress potrai facilmente notare che nei momenti di stress la percezione globale di te e del mondo e' meno nitida, meno definita.
Il fatto che comunemente non si parli di questo fatto ha un impatto disastroso sull’umanita'.
Molte persone, ad esempio, soffrono immensamente di incapacita' di amare, di innamorarsi, di godere emotivamente e fisicamente dell’intimita' e della tenerezza semplicemente perche' non hanno capito che possono cambiare filtro percettivo a seconda delle necessita' e che quando dai un bacio ti conviene usare il grandangolo, sentire tutto. E’ molto meglio. E’ chiaro che se il sesso mi stressa perche' mi hanno detto che e' peccato, prendo le brutte malattie, resto incinta, soffro di insicurezza, sono ansioso perche' desidero approvazione (eccetera, eccetera) non riusciro' a mettermi ad ascoltare fino in fondo.
Le nostre percezioni hanno il volume come uno stereo. Puoi alzarlo e abbassarlo. Se ti rilassi, sorridi, fai un po’ di sbadigli e semplicemente ti metti in ascolto succede automaticamente che aumenti il volume delle percezioni. Se c’e' molto silenzio intorno a te puoi sentire perfino il battito del tuo cuore o il fruscio ritmico del sangue che scorre vicino all’orecchio interno, una specie di zZzzz zZzzz.
Capisci che usare correttamente questa funzione e' centrale nella costruzione del nostro benessere?
Tocca proprio allenarsi a raggiungere il livello di massimo ascolto. Non e' difficile: trova una persona simpatica che sia brava a fare i massaggi promettigli che laverai i piatti e pulirai tutta la sua casa in cambio di 45 minuti di carezze (lente e delicate). Dopo circa 31 minuti (come ha dimostrato Dittamo Montecucco) si arriva al massimo dell’empatia e della capacita' di ascolto. Montecucco ha dimostrato che in 31 minuti avviene una sintonizzazione delle onde cerebrali. Succede nel massaggio, nello sport, nell’arte, nel sesso, nel gioco.
E noi percepiamo questa sintonizzazione fisicamente come una sensazione diffusa di benessere.
Chimicamente succede che produciamo dopamina che e' una droga meravigliosa,che sintetizziamo noi, naturalmente, e che agisce positivamente sul sistema immunitario e sul buon funzionamento del metabolismo.
Dal punto di vista del funzionamento della mente abbiamo aperto i filtri percettivi, abbiamo messo al massimo la capacita' di lettura dell’insieme dei segnali esterni. Ce li stiamo godendo tutti. E’ come se il mio cervello stesse facendo una bella corsa liberatoria.
Comprendere questo, scoprire cosa mi aiuta a entrare in questo stato di coscienza, allenarmi a farlo, identificare le modalita' con le quali mi muovo in questo spazio percettivo e' essenziale per la mia vita.
Ed e' anche piacevole: si tratta di immergersi in qualche cosa che ti piace e ascoltare tutte le sensazioni.
L’ascolto delle sensazioni ha come primo effetto che alla guida la mente irrazionale si sostituisce a quella irrazionale. Poi il resto va da se'.
Questo e' importante e neanche questo te lo dicono a scuola: ogni volta che ascolti una sensazione, il cervello razionale si spegne. Prova a pensare e contemporaneamente a sentire un odore. Non ci riesci. Puoi passare velocemente, a intermittenza, dall’ascolto di una sensazione al pensiero verbale ma non puoi fare le due cose assieme.
E se non c’e' un motivo reale di pericolo, appena inizi ad ascoltare inizi anche ad aumentare il volume e ad allargare la visuale, lo spettro percettivo.
A questo punto torniamo al nostro discorso originario.
Che importanza ha tutto quanto detto fin qui rispetto alla mia capacita' di realizzare quel che desidero?
Il modello della percezione che ho tratteggiato ci dice che la mente inconscia riceve mille volte piu' informazioni, poi al cervello razionale fornisce un riassuntino essenziale.
Quando mi trovo in una situazione drammatica posso crollare in una crisi di panico o di depressione, oppure posso riuscire a entrare in un particolare stato di coscienza nel quale riesco a elaborare una super quantita' di informazioni e cogliere un’assonanza che mi permette di inventare istantaneamente un comportamento stupefacente che mi salva. E perche' mi salva? Perche' coglie di sorpresa il mio avversario, lo spiazza, gli toglie la terra sotto i piedi, SEMPLICEMENTE PERCHE’ MANDA IN TILT IL SUO SISTEMA PERCETTIVO. NON E’ PIU’ IN GRADO DI INDENTIFICARE IL CONTESTO.
Improvvisamente il carabiniere non se la sente piu' di fare il carabiniere, il rapinatore non ha voglia di sparare al rapinato, il khmer non vuole piu' sparare a Terzani e lo stupratore ha paura della sua vittima (vedi http://www.jacopofo.com/come-evitare-rapine-e-trovare-amore-attitudine-peso-mentale-azioni).
E questo e' possibile perche' le persone che vivono un ruolo stressante stanno montando un super zoom. Se guardi una collina con un telescopio rischi di perderti.
Lo stesso se cerchi un posto usando un ingrandimento di Google Maps troppo grande. Devo zummare all’indietro per capire dove sono finito.
Ma c’e' un altro aspetto: tutte le informazioni che non vengono inviate alla mente razionale dove finiscono?
Non vengono buttate via. Vengono utilizzate dalla mente irrazionale per redarre una comunicazione emotiva.
Nel primo di questa serie di articoli parlavo di METTERE PESO MENTALE NELLE AZIONI.
Ecco questo peso dipende dal messaggio emotivo che la mente non razionale invia al cervello.
Il messaggio emotivo e' costituito da centinaia di micro sensazioni interne. Noi sentiamo il nostro corpo. Succede qualche cosa di fisicamente diverso se pensi alla parola FRAGOLA rispetto a quando pensi alla parola BANANA. E’ come se sentissi qualche ricordo del sapore, delle esperienze legate al settore BANANA della memoria.
Ecco, potremmo parlare di colonna sonora.
Se ogni volta che vedi la faccia di una persona la tua mente inconscia ti invia un suono grave, minaccioso, sentirai antipatia per quella persona anche senza un motivo razionale.
Ed e' importante sapere che questa colonna sonora determina le nostre scelte molto piu' dei pensieri razionali. Andiamo dove sentiamo suoni piu' confortevoli, frequentiamo persone insieme alle quali sentiamo una musica emotiva piu' piacevole. Questo livello di esperienza e' in realta' quello primario, non e' vero che e' la mente razionale a decidere cosa facciamo nella vita. E’ una balla che ci hanno insegnato a scuola.
Perche' sono ignoranti.
E’ chiaro che in un mondo nel quale pochissimi hanno capito questi semplici meccanismi mentali, quelli che li colgono hanno grandi possibilita', anche se magari sono un po’ furbetti.
Ad esempio, la sinistra italiana soffre di una grave paralisi storica sostanzialmente perche' non ha capito niente della comunicazione emotiva, i suoi leader non lavorano sulla comunicazione corporea, non verbale.
Obama ha 15 consulenti pagati profumatamente per rivedersi decine di volte i video dei suoi discorsi e scoprire dove sta mandando messaggi corporei negativi.
E ogni volta che vedo Berlusconi in tv noto che, al di la' di tutto, e' un maestro della comunicazione emotiva e riesce a vivere e a percepire il suo ruolo con tale immedesimazione emotiva e una tale padronanza dell’alfabeto delle espressioni e dei ritmi che se lo ascolti ti sembra effettivamente che abbia ragione.
La differenza tra Obama e Berlusconi e' che Silvio non ha neanche un consulente alla mimica. Lui insegnava queste tecniche ai suoi dipendenti gia' nel 1976. E’ un precursore e sicuramente uno dei piu' grandi specialisti del mondo. Quando parla, lui e' assolutamente convinto di quello che dice. Anche se sa che e' falso. Questa e' la sua magia. E’ messianicamente convinto.
La sua forza e' la capacita' di mettere peso nelle azioni. E’ quella che gli attori francesi chiamano L’ATTITUDE.
Il povero D’Alema invece non sa nulla di come si sorride, non ha passato ore allo specchio a fare LA FACCIA DA AMICO. La faccia da bambino ferito, da padre preoccupato, da figlio pentito. Non sa nulla delle note musicali materne da infondere nella voce. Dei ritmi. Non ha insegnato per anni ai suoi dipendenti questi trucchetti. Non parla al cuore della gente, fa dei ragionamenti, delle lezioni. Parla alla mente razionale. E perde.
Le cose andrebbero comunque molto meglio se evitassimo di utilizzare sistemi sbagliati per ottenere quel che desideriamo.
Riuscire ad agire in modo assennato non e' facile perche' nessuno te ne parla.
L’educazione che ci viene impartita e' incentrata sull’insegnare a comportarsi bene, a non cadere preda del demonio, essere onesti, non scoreggiare davanti a tutti.
Poi ci imbottiscono di informazioni che dovrebbero esserci utili nella vita: chi era Napoleone, dov’e' la Giordania, la funzione dell’epiglottide.
Non ci si occupa per nulla di come impegnarsi in modo tale che i nostri sforzi raggiungano dei risultati.
Un vuoto pazzesco!
La settimana scorsa ho cercato di dimostrare che esiste un metodo preciso che usiamo quando abbiamo successo e che NON usiamo quando NON abbiamo successo.
Non si tratta di un sistema che ti da' la certezza di un risultato positivo pero' aumenta notevolmente le tue probabilita' di arrivare dove desideri.
Non ha a che fare tanto con quello che fai ma con lo stato d’animo che sperimenti mentre agisci.
Funziono molto meglio se desidero intensamente una cosa ma contemporaneamente sono in un certo qual modo distaccato.
Ho cercato anche di argomentare il fatto che e' possibile sviluppare questo atteggiamento positivo, questa attitudine produttiva, riflettendo su cosa desideri veramente e come lo desideri.
Se desidero trovare la donna giusta e non solo fare sesso una sera, saro' piu' disposto a prendere alla leggera un rifiuto, perche' posso ben capire che nella mia ricerca della donna giusta per me dovro' fare molti tentativi a vuoto. Quindi sono piu' distaccato, meno angosciato dal risultato di quella particolare serata di corteggiamento. E questo distacco mi rende estremamente seduttivo e amplifica le probabilita' che quando incontrero' la donna giusta riusciro' a entrare in empatia con lei e non me la lascero' sfuggire.
Ho poi cercato di dimostrare che questo stesso meccanismo, legato alla determinazione profonda con la quale io agisco, e' connesso con la mia capacita' di cogliere l’attimo, intuire a pelle, istintivamente, cosa posso fare o dire in una data situazione.
Essere profondamente determinati ci porta a volte a compiere azioni delle quali ci stupiamo noi per primi, azioni capaci di destabilizzare un rapinatore, scioccare un aggressore, fare uscire un poliziotto dal suo ruolo.
Ad esempio, mia nonna Pina Rota, quando mio padre diserto', decise di andare dal podesta' di Luino e chiedergli di nascondere suo figlio in casa sua.
Che probabilita' aveva una donna minuta, non appariscente e seduttiva, di convincere un fascistone con il quale non aveva rapporti di amicizia a nascondere suo figlio disertore?
Eppure lui accetto'. Forse sospettava la verita', che mia nonna faceva parte della resistenza e che forse in futuro questo avrebbe potuto salvarlo, come poi successe. Ma in quel momento mia nonna non aveva niente di concreto da offrire. Aveva solo una disperata assoluta convinzione di essere nel giusto.
Ed era talmente determinata da compiere un’azione apparentemente insensata ma effettivamente vincente.
Ma come succede che a volte prendiamo decisioni fuori da ogni logica corrente? Come succede che in un certo momento siamo assolutamente certi che quell’azione e' quella giusta anche se la nostra razionalita' abitudinaria ci dice che non puo' funzionare?
Credo che anche tu possa ricordare qualche episodio nel quale hai deciso di compiere un’azione fuori dagli schemi ottenendo un risultato tanto positivo quanto improbabile. E per farlo a volte hai dovuto rovesciare convinzioni ben radicate.
Spesso la gente mi racconta storie incredibili. Forse perche' mi piace molto ascoltare. Se ascolti, le persone prendono gusto a raccontare e ti raccontano anche fatti che sarebbe meglio tacessero.
Un signore, un vecchio comunista coriaceo, mi racconto' di un grande scontro con un suo amico e socio d’affari. A un certo punto questo socio lo denuncia per vendetta, tirando fuori dei pagamenti in nero che lui aveva incassato e consegnando la documentazione alla finanza, dando la colpa al comunista coriaceo. Questi e' all'oscuro di tutto quando la finanza irrompe nel suo ufficio. Sono uno squadrone e iniziano a perquisire ovunque. Un ufficiale lo affronta a quattrocchi. Gli mette davanti i documenti che provano l’incasso in nero. Un disastro, rischia 3 miliardi di lire di multa. Il finanziere gli spiega la situazione e poi gli dice: “Io adesso le metto davanti dei fogli e lei firma tutto senza discutere.”
I due si guardano in faccia. Il vecchio comunista ha in testa un’idea certa, inculcata da anni di esperienza politica e di battaglie di piazza: MAI E POI MAI DEVI FIRMARE QUALCHE COSA!
Una legge, un assioma, un comandamento primario.
Lui guarda il finanziere, il finanziere lo guarda. Lui prende la penna e firma tutto.
Solo dopo scopre che il suo ex socio, dopo averlo denunciato, era entrato in fibrillazione e siccome la finanza tardava a intervenire aveva denunciato i finanzieri per omissione di atti di ufficio. Quindi i finanzieri erano intervenuti per dimostrare che l’ex socio e' un isterico e loro se l’erano presa comoda solo perche' avevano capito che le irregolarita' erano minime. Quindi avevano ricostruito tutto in modo da smontare le accuse contro il comunistaccio. Quindi firmare tutto era l’unica cosa sensata che lui poteva fare anche se andava contro idee ben radicate.
Primo capitolo
In questo articolo racconto incredibili storie di persone che sono riuscite a uscire dall’Italia col passaporto scaduto accompagnate da un commissario, evitare violenze sessuali, scenate del capoufficio e altri odiosi inconvenienti della vita utilizzando il potere dell’ATTITUDINE.
Ho dovuto aspettare 55 anni per scrivere questo articolo.
E sinceramente lo scrivo con un sacro timore.
L’argomento e' estremamente delicato e si corre il rischio di cadere in terribili trappole mentali capaci di distruggerti.
Non sto usando un trucco letterario per incuriosirti. Dico veramente.
Oggi ho deciso di tirare le somme di tutto un ragionamento che sto seguendo da anni e che mi porta ad affermare un cosa molto drastica (e qui soppeso attentamente le parole).
Un’idea completamente fuori dal comune modo di pensare.
Andiamo per ordine.
L’argomento e': che rapporto c’e' tra quel che fai e quel che ti succede?
Chiarimento: io non credo al Pensiero Positivo. “Se pensi bene tutto ti va bene e non ti puo' capitare niente di male”. Balle. Come ho ripetuto migliaia di volte esiste la Sfiga Statistica. Se ti deve cascare in testa una tegola non c’e' niente da fare. Il caso spara nel mucchio e becca gli onesti e i farabutti.
Sono da tempo convinto che non esista nessun talismano, potere, destino scritto che ti possa salvare il culo da tutta una serie di disastri. I tuoi meriti non c’entrano un cazzo. Non sono INERENTI.
Per dimostrare questa verita' assoluta posso osservare che io non ho avuto nessun merito ne' nessun demerito a diventare quello che sono.
Io sono nato per caso in una famiglia dove tutti scrivevano, mio nonno materno, mia nonna materna, due mie zie, uno zio, mio cugino, mia cugina. Sono bravo perche' scrivo? Cosa avrei dovuto fare?
Se nascevo in Bangladesh e morivo a 2 mesi ero meno bravo?
Sono anni che medito su questa questione e credo sia molto importante vedere l’immensa schiera dei neonati come un insieme. Alcuni riescono a sopravvivere, alcuni no. Alcuni trovano terreno fertile per sviluppare le loro potenzialita', altri vengono soffocati. E’ terribile, ma l’universo funziona cosi'. E questo da' una grande responsabilita' a chi ha avuto la fortuna di nascere in una situazione positiva.
E dovremmo avere la modestia di pensare all’enormita' di quello che abbiamo e a chi ha invece occupato i posti piu' scomodi. Per questo sono nostri fratelli. Per questo essere solidali e' un bisogno genetico. Perche' la tua vita e' la mia vita. E le nostre posizioni potevano essere invertite.
Ma torniamo al cuore del discorso: cosa determina il successo o l’insuccesso di un’azione?
Siamo abituati a vedere i fatti della vita come un susseguirsi di eventi provocati da una serie di cause. Hai incontrato una persona, ti sei innamorato, lei si e' o non si e' innamorata di te. Se lei non ti ama cerchi delle cause in quel che hai detto o fatto, in come eri vestito. Oppure ti spieghi l’insuccesso dicendoti che non hai abbastanza bellezza, cultura, soldi. Oppure sei piu' fatalista e pensi che non c’era feeling, empatia, corrispondenza.
Ecco piu' vivo su questo pianeta piu' mi rendo conto che i fattori che determinano i fatti essenziali della nostra vita sono aspetti apparentemente secondari e lontani dai fatti stessi.
Cosa fai, cosa dici, che vestiti hai addosso, se sei bello o brutto possono essere concause, rafforzativi ma non sono mai l’aspetto determinante.
Hawking, il famoso fisico non e' certo un bell’uomo e inoltre e' paralizzato quasi completamente. Si e' sposato, ha fatto dei figli, ha venduto milioni di libri, realizzato scoperte entusiasmanti e poi e' fuggito con l’amante.
Se non era paralizzato cosa faceva?
Io credo che il risultato di quello che fai dipenda notevolmente dal PESO MENTALE che metti nelle tue azioni e NON altrettanto da cosa fai.
Certo che se per chiedere a una ragazza di baciarti le dai uno schiaffo non funziona. Ma se ti comporti mediamente in modo sensato la differenza la fa il tuo atteggiamento.
Non importa cosa fai ma come lo fai.
Mi rendo conto che il concetto PESO MENTALE, va chiarito. Gli attori francesi lo chiamano ATTITUDE, attitudine.
E’ un termine che si riferisce al fatto che ci sono attori che riescono a far ridere anche senza dire niente, stando con un lenzuolo in testa. E non si capisce proprio COSA faccia ridere il pubblico. Un altro attore puo' provare a fare le stesse cose ma non ottiene una risata.
L’ATTITUDE e' qualche cosa che abita nel territorio del feeling, delle buone vibrazioni, dell’empatia, del linguaggio corporeo, del suono cellulare forse…
Credo che a volte ti sara' capitato di notare che ottenevi un certo risultato stando in un certo stato psicologico contrassegnato da evidenti sensazioni particolari.
Prova a pensare a un momento della tua vita in cui hai ottenuto un successo.
Come definiresti lo stato emotivo in cui ti trovavi prima di ottenerlo?
Io ho una grande esperienza di rifiuti femminili.
Ero uno stakanovista del rifiuto. Avevo capito che per ottenere grandi risultati bisogna viaggiare su numeri alti, quindi ci provavo con molte ragazze. A furia di provare ottenevo anche qualche risultato e alla lunga mi resi conto che quando le fanciulle si concedevano fisicamente ai miei baci io ero generalmente dentro un certo umore, un certo modo di vedere, di sentirmi.
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