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I Romanzi e le storie di Jacopo Fo

Poi venne il signore del Caos!

Un’avventura di Alcibiade Scassi indagatore olistico.
(Una storia allegra)

Un giorno Alcibiade usci' di casa che sembrava un intero squadrone di carabinieri incazzati.
E non era neanche carabiniere.
Era un investigatore privato.
Gli avevano appena notificato una multa di 400 milioni di euro per divieto di sosta. E gli sembrava un po’ cara come multa. SPROPORZIONE TRA IL DELITTO E LA PENA, avrebbe sentenziato il Beccarla, che era uno che se ne intendeva.
La multa gliel’aveva fatta la Polizia, quindi stava andando in Questura. Quando arrivo' allo sportello blindato dove una ragazza spaventosamente avvenente, in divisa, dava informazioni, chiese: “Dove ci si rivolge per contestare una multa da 400 milioni di euro per divieto di sosta?” E non avresti saputo dire se era rabbia cieca o ironia quel tono che gli usciva dal profondo della gola.
L’agente gli sorrise come fosse stata una pubblicita' degli spaghetti al pomodoro. “Il questore l’aspetta. Le faccio strada.”
Dopo due minuti Alcibiade era davanti al questore.
Era alto, grosso, coi capelli a spazzola brizzolati. Disse: “Se vuoi vedere una persona non c’e' nulla di piu' rapido che spedirgli una multa da 400 milioni di euro per divieto di sosta.”
“Mi prende per il culo?” Chiese Alcibiade.
“Facciamola breve. Tu hai subito una grave ingiustizia. Ma siamo in uno stato di diritto e ci sono procedure, tempi, gradi di giudizio. Puoi dedicare i prossimi due anni a farti annullare la multa, oppure possiamo trovare una mediazione.”
Alcibiade dedico' 10 secondi a contemplare l’immagine mentale dell’inevitabile.
“Cosa vuoi da me?”
“Voglio che tu mi dia una mano a capire cosa sta succedendo.”
“E non potevi telefonarmi e affidarmi un’indagine?”
“Tu non hai idea di quanto sia folle la burocrazia. Approvazioni, preventivi, consuntivi… In Italia ci sono due leggi. La prima dice che tutto e' vietato, la seconda che tutto e' permesso. Basta organizzarsi e capire i percorsi.”
“Cosa vuoi sapere?”
“Siamo alle prese con un caso incredibile. Tutto inizia con una sparizione. Giovanna Priolo, l’ereditiera, scompare.
La ritroviamo in un giro di ragazze facili. Cosa ci fa una ragazza simile in un giro del genere? Cerca soldi? Sesso perverso? Vuole punire la sua famiglia per qualche odio infantile?
Niente di tutto questo. E’ una ragazza con la testa sulle spalle. Sta cercando di salvare l’impero di famiglia che evidentemente non e' solido come sembra. Non cerca soldi ma appoggi politici. E li ottiene dedicandosi alla passione per le videocamere nascoste. I Priolo si occupano di immondizia. E scopriamo che c’e' un giro incredibile di camion della spazzatura. C’e' di mezzo un camorrista, Lando Cuculo, che e' in affari con le imprese che raccolgono l’immondizia a Palermo. Che tra parentesi sta scoppiando di spazzatura accatastata per le strade, ma nessun tg va a riprenderla. E questo Cuculo e' anche il genero di Antonio Cannino, fratello del senatore Cannino membro della commissione di controllo sulle grandi opere, quella che dovrebbe vigilare sulle spese de La Maddalena, per il G8 che poi si fece all’Aquila. Hai presente la storia che se sei simpatico qualcuno ti compra una casa a tua insaputa?”
Alcibiade annui'. Il questore era pure spiritoso.
“E poi scopriamo che anche la Giovanna Priolo e' stata a Roma, a una di quelle feste a Palazzo Grazioli. Scopriamo anche che ha parecchi dvd e che in uno di questi appare Gheddafi. E non stava pregando.
E c’e' tutta una storia di un grande buco nel deserto libico. Pieno di schifezze.
A questo punto arrivano gli israeliani che tramite una societa' della quale sono soci anche i Priolo, i fratelli Cannino, Briatore, Moggi e la Fiat controllano un traffico di scorie radioattive dal Pakistan del nord al Sudafrica.
E in realta' tutto l’attacco alla nave con gli aiuti a Gaza, quei 9 morti… In realta' i morti sono 12. Quattro erano degli svedesi affiliati alla camorra che sono stati ammazzati e buttati a mare. Erano loro il vero obiettivo del blitz. Un colpo di mano di un settore deviato del Mossad. Gli svedesi stavano cercando di portare a Gaza le prove della collaborazione tra il Mossad e i pachistani per le scorie nucleari. Le avevano nascoste in un panda di peluche. Volevano venderle ai leader di Hamas.

E non le e' sembrato strano che un gruppo di pacifisti reagisse a bastonate all’assalto delle teste di cuoio israeliana, riuscendo peraltro a disarmare, picchiare e catturare 3 incursori? Le sembra un’azione da pacifisti?
E non lo dicono le fonti israeliane ma Norman Paech, un anziano ex parlamentare tedesco che era con i pacifisti sulla nave… Infatti scopriamo anche che i finti pacifisti che hanno menato bastonate alle teste di cuoio israeliane erano dei provocatori al soldo dei francesi. Erano tutti maestri di savate', la versione francese del kung fu, importato nel 1800 dalla Cina. Si ricorda le guerre dell’oppio? Quando a spacciare la droga era la marina britannica? Comunque Sarkozy vuole vendicarsi dei pacifisti per via che Carla Bruni lo ha tradito col capo di una Onlus che lotta per salvare i delfini. E chi ha le foto di un accoppiamento furioso tra Carla Bruni e John Big Banana, il pacifista di cui sopra?”
Alcibiade scatto' ormai travolto dal racconto: “Gheddafi!”
“No, ancora piu' incredibile: il Papa. Il Vaticano e' coinvolto perche' e' dalle casse papali che arriva il grosso dei soldi che il ramo deviato del Mossad ha investito nel traffico di scorie radioattive.”
Alcibiade non riusci' piu' a trattenersi: “Ma tutto questo e' incredibile! E’ assurdo!”
“Bene! Vedo che e' arrivato alle mie stesse conclusioni. NON E’ ASSOLUTAMENTE POSSIBILE! Un caso del genere non esiste. Ma ci sono prove. Tonnellate di prove. Tutti gli elementi coinvolti erano dei maniaci delle registrazioni, dei dossier, dello spionaggio e del controspionaggio. Abbiamo trovato migliaia di file, di fotocopie, di tutto. Tutto. E messi davanti alle loro responsabilita' questi confessano subito. Abbiamo catturato un agente del Mossad, Ben Jacobs, era venuto in Italia per mettere al sicuro il backup del loro archivio segreto, intanto che aspettava di seppellirlo nel caveau di qualche banca, ha organizzato un’orgia con 8 ragazze ucraine amiche di Berlusconi e 20 grammi di cocaina. Una ragazza e' entrata in coma, noi siamo arrivati e abbiamo trovato l’archivio del ramo deviato del Mossad. Ha idea di cosa ci puo' essere dentro?
Io ci ho dato solo un’occhiata. Ci sono file dedicati al terzo segreto di Fatima. Documenti della CIA che provano che Reagan fu sostituito da un sosia quando mori' facendo sesso con Madonna. Ci sono migliaia di file anche del KGB sovietico. Che penserebbe se le dicessi che il Titanic fu sabotato dagli uomini di Lenin? E che penserebbe se le fornissi le prove che Ilona Staller e' la figlia illegittima di Mao Tse Tung?”
Alcibiade era interdetto. “Ma io cosa centro in tutto questo?”
“Lei si occupa di ricerche olistiche. Beh, magari con la sua astrologia puo' aiutarmi a capire qualche cosa di quello che sta succedendo. Sono assolutamente terrorizzato da quanto ho di fronte. E’ pura follia. Farei rinchiudere in manicomio chiunque si presentasse con un’indagine simile. E’ oltre l’incredibile! Io voglio sapere se qualche cazzo di mago stronzo mi ha fatto un malocchio, se e' uno scherzo di Dio, se sono caduto in un universo parallelo. E soprattutto voglio sapere come posso uscire da una storia del genere.”

Nella prossima puntata saprai tutta la verita' su Monica Lewinsky, l’omicidio di Marilyn Monroe, le orge dei Figli di Satana, la guerra di Corea, i rapporti tra Corporation americane e nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Questo e molto altro fra sette giorni su Cacao della Domenica il settimanale piu' cool della galassia occidentale.

 

Ci salvera' la criminalita' organizzata!

L’Italia era attanagliata dalla crisi economica aggressiva e dal debito pubblico esponenziale.
E pareva che l’unico modo per uscire dal pericolo di tracollo totale fosse dar retta a Tremorti, uno strano tipo che viveva in simbiosi con una calcolatrice elettronica daltonica Mistupisci.
Bisilvio si era ormai arreso al suo commercialista quando Sandra Milo gli apparve in sogno e gli disse: “Bisilvio caro, ma lo sai che stai facendo incazzare gli statali? Ma sai quanti sono e quanti parenti hanno?”
Allora Bisilvio si alzo' dal letto tutto sudato, si bevve un canarino (acqua, zucchero e scorza di limone) e poi disse a se stesso: “Io posso non credere alla crisi economica perche' sono unto dal Signore e ne faccio sette in una notte.” (Bisilvio e' capace di mentire anche a se stesso).
Dopodiche' telefono' a Bondi e gli disse: convocami una conferenza stampa.
E quando ebbe davanti tutte le tv d’Europa sparo' la sua idea geniale: “Ho sempre sostenuto che la crisi non avrebbe toccato l’Italia e adesso tutti mi prendono in giro perche' facciamo una manovra da 25 fantastiliardi. Stavo per cedere a questa idea del mio commercialista per ragioni di opportunita' nei rapporti con l’Unione Europea che sono ossessionati dai parametri di Maastricht perche' scopano poco e male con donne con il culo basso, ad eccezione di Sarkozy, che pero' la Carla Bruni e' italiana. Ma stanotte ho sognato la Vergine Maria (Gran Bugiardo, era Sandra Milo!) e ho capito che per andar dietro all’Unione Europea mi gioco la credibilita' con gli italiani. E ho deciso che non ci sto! E voglio giocarmi il tutto per tutto sulla verita'. Perche' gli italiani sono un popolo maturo e possono capire quali sono i veri interessi della nazione.
E allora diciamo innanzi tutto che la crisi italiana non esiste. Siamo il paese piu' solido del mondo. E questo non appare chiaramente solo perche' i dati ufficiali sulla nostra economia sono falsati. Si dice che abbiamo un rapporto tra debito pubblico e Prodotto Interno Lordo, cioe' il valore di tutte le cose prodotte in un anno, che e' del 118%. Cioe' il debito dello Stato e' superiore del 18% al valore di tutte le merci e i servizi comprati e venduti in Italia.
Abbiamo un Pil intorno ai 1.500 miliardi di euro.
Ma questo dato non tiene conto che abbiamo pero' la bellezza di 500 miliardi di euro di lavoro nero ed economia sommersa, il 30% dell’economia, e altri 150 miliardi di euro di giro d’affari della criminalita'. Cioe', il nostro prodotto interno lordo non e' di mille e cinquecento miliardi di euro ma di 2.150 miliardi di euro. Quindi il nostro debito pubblico non e' il 118% del Pil ma soltanto del 78% del Pil e calcolando che abbiamo un livello di indebitamento bassissimo delle famiglie italiane, che anzi sono grandi risparmiatrici, possiamo tranquillamente affermare che la crisi non c’e'.
Siamo l’economia piu' solida dell’Occidente, isole comprese.
E possiamo, anzi dobbiamo, fare scelte coraggiose per mantenere questa situazione privilegiata. Dobbiamo avere il coraggio di difendere il nostro standard di vita che per inciso e' il migliore del mondo. L’Italia e' in testa alle classifiche per quanto riguarda la durata media della vita.
Da noi si vive di piu' che in Germania, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada. Ci battono di un soffio solo il Giappone, Macao, Andorra. Ma Andorra e Macao non esistono veramente quindi ci batte solo il Giappone. Ma loro hanno avuto le bombe atomiche quindi stiamo meglio noi.
E allora possiamo fare i moralisti catastrofisti e distruggere la nostra ricchezza, oppure possiamo guardare in faccia la realta' e fare veramente i nostri sacrosanti interessi. La verita' e' che l’Italia e' un paese ricco e florido, non a caso noi possediamo un quinto di tutte le opere d’arte e i grandi monumenti del mondo. Siamo di animo sensibile, siamo geniali, siamo innovativi. Siamo stati per millenni dominati da eserciti stranieri e ce la siamo sempre cavata perche' siamo piu' intelligenti.
La nostra ricchezza e' sempre stata basata sulla capacita' di vedere le leggi in modo dinamico, di sapersi gingillare con i cavilli legali, i bizantinismi, le sottigliezze semantiche.
L’italiano ha nel suo dna l’odio delle tasse, l’astuzia burocratica, il coraggio di farsi una legge sua.
Siamo stati per secoli la via che univa gli interessi piu' discordanti, facevamo affari con gli arabi e con i crociati, abbiamo venduto reliquie false a tutta l’Europa, abbiamo venduto perfino il perdono di Dio e il Paradiso.
Eravamo il paese col piu' forte partito comunista dell’occidente. E cosi' passavano per l’Italia i commerci sottobanco tra Usa e Urss, gli affari grigi, le vendite di armi israeliane agli iraniani, l’acquisto dell’oro del Sud Africa sotto embargo, il petrolio di Gheddafi per gli inglesi. Noi siamo la porta d’Oriente. Noi siamo la porta dell’Occidente.
A chi si sono rivolti i marines quando hanno deciso di invadere la Sicilia? Ai partigiani? No, alla Mafia! E l’hanno dovuta pagare lautamente. Ai partigiani non avrebbero sganciato un soldo. E’ stato un bene o un male?
Siamo un popolo di furbi. Mascalzoni latini. E ci piacciamo cosi'. Ed e' giunta l’ora di un grande patto di Unita' Nazionale. Firmiamo una tregua tra onesti e disonesti. Che i disonesti riconoscano che devono contribuire un po’ di piu' al bene pubblico perche' gli conviene che l’Italia prosperi, e che gli onesti la smettano di darsi tutte queste arie e capiscano che senza chi rischia tutto interpretando in modo creativo la legge, l’Italia sarebbe gia' andata a fondo da un pezzo.
Vogliamo un’Italia ricca e longeva?
Diamo un po’ di respiro a chi lotta ogni giorno per tenere su l’Altra Economia. Se li arrestiamo tutti dove andiamo a finire? Ma vi rendete conto che a causa di un complotto di giudici dissennati stiamo sterminando i corrotti, i ladri, gli strozzini? Di questo passo dove andiamo a finire?
E anche Bersani lo sa che e' cosi'… La prima legge approvata dal governo Prodi e' stata una leggina che ha mandato liberi almeno trentamila delinquenti. Solo che loro non hanno il coraggio di portare fino in fondo certe scelte, noi invece si'. Per questo gli italiani ci votano!
E allora, facciamo uno scambio. Noi Stato ti togliamo il 50% delle intercettazioni. Dimezziamo i mezzi della polizia, facciamo lavorare i carabinieri con una mano legata dietro la schiena e tu Malaffare in cambio fai un condono e mi paghi il 10% secco sul tuo fatturato.
Il commerciante paga il pizzo e poi non mi paga le tasse? Ok, ma poi tu mi giri il 10% del pizzo senza tante rotture. Ogni anno facciamo una lotteria tra i detenuti. Chi ci paga 50mila euro esce subito. Tutti vincitori. Ne mandiamo liberi 10mila e incassiamo mezzo miliardo. E risparmiamo un miliardo che avremmo speso per nutrirli e custodirli. Tanto in un paio di mesi li riprendiamo quasi tutti.
E ogni 3 mesi mi fai un condono edilizio. Evadi le tasse? Sguazzi nel lavoro nero? Facciamo un forfait e ti lasciamo in pace. E vedrete che ci si impenna il Pil e lo mettiamo nel culo agli analisti di Wall Street!”
Quando Bisilvio tacque, nella sala i giornalisti erano muti, attoniti, con le bocche aperte come bambini imbambolati.
Passo' un intero minuto. Bisilvio guardava la platea e sorrideva.
Poi scoppio' un fragoroso, liberatorio, applauso.
Ahh, les italiens! scrisse Liberation.
E c’era una punta di invidia!
 

 

Innamorarsi e' matematico.

Capitolo sesto

Quando sperimenti gli effetti destabilizzanti di un’erezione e' importante che tu sappia che le forze stesse che danno solidita' al concetto di numero stanno operando furiosamente per portarti a un livello frenetico di godimento.

Molto di quanto realizziamo nella nostra vita, nel bene e nel male, e' determinato dalla nostra idea del mondo.
Tutte le persone che rubano, che imbrogliano, che opprimono, che fanno violenza sono evidentemente convinte che il mondo sia un caos senza regole dove ognuno puo' fare quel che vuole.
Le persone che lasciano trascorrere la propria vita senza compiere scelte, senza lavorare per realizzare sogni importanti, senza cercare di trovare il proprio modo di esprimersi, di comunicare emozioni sono persone che pensano che la vita abbia poco senso, non abbia uno scopo preciso. E non credono che sia loro interesse prioritario scoprire cosa desiderano, cosa loro e solo loro possono costruire, qual e' la loro possibilita' di realizzarsi in modo originale, unico.
Le persone che dedicano la propria esistenza a incazzarsi con gli altri, a spettegolare, a sparlare, a disprezzare non credono che la legge primaria dell’universo sia la cooperazione e che solo attraverso la condivisione l’essere umano puo' vivere con il massimo della soddisfazione.

C’e' invece chi trova la forza del proprio impegno nella fede in Dio, nell’idea della vita come transito verso un livello superiore e perfetto dell’esistenza. Questo modo di vedere la vita e' certamente portatore (potenzialmente, se vissuto con autenticita') di grande passione positiva per la vita.

Ma io sono nato da una famiglia laica come un mazzo di carte.
Mi sono dovuto quindi costruire un motivo per vivere diverso dalla semplice accettazione del volere di Dio.

Perche' siamo qui?
C’e' uno scopo?
Perche' e' meglio comportarsi onestamente?

Queste domande frullavano nella mia testa di giovane comunista. E fu con grande emozione che trovai un testo di  Karl Marx che parlava proprio di questo.
Nella raccolta “Scritti filosofici giovanili” troviamo il punto di partenza del pensiero di Marx e Engels.
Egli dice ai cristiani: accusate i comunisti di essere materialisti ma in realta' voi siete materialisti, non noi. Voi credete in un compenso in una vita futura. Noi invece crediamo che l’universo intero contenga una forza positiva che attraverso un percorso tortuoso di crescita stia portando l’umanita' verso una societa' giusta e umana. Noi ci impegniamo per assecondare questo spirito positivo. Siamo spirituali.

Questo pensiero e' presente poi in tutto il lavoro dei due fondatori della filosofia comunista ma ben poco e' stato capito.
Tutto lo studio sul capitale, tutti gli studi storici e sociali di Marx e Engels avevano lo scopo di provare l’esistenza di precisi meccanismi storici che operavano in modo conseguente nei millenni portando a una continua evoluzione positiva.

Non si vedeva nella storia l’opera di singoli individui.
Si vedevano meccanismi sociali ed economici. I modi di produrre cibo e ricchezza, a causa della loro stessa meccanica, erano destinati a produrre anche l’evoluzione. E’ un meccanismo naturale come la funzione clorofilliana.
Una definizione del comunismo che non ho mai letto potrebbe essere: e' la scienza che studia l’evoluzione sociale verso il meglio.

I due filosofi battezzano la loro filosofia Comunismo Scientifico proprio per sottolineare che non si tratta solo di impegnarsi nella lotta per la giustizia sociale.
I comunisti non si occupano del cambiamento pensando di doverlo realizzare direttamente. I comunisti credono che il cambiamento sia ineluttabile e vogliono vivere schierandosi dalla parte del cambiamento. Engels parla di comunismo non perche' ha PENSATO che sarebbe una societa' migliore. Egli ha studiato la storia dei sistemi di produzione, ha visto che il salto dalle societa' dominate dai guerrieri alla societa' dominata dai capitalisti e' avvenuto a causa dello sviluppo economico che era naturalmente cresciuta DENTRO la societa' feudale. I nobili avevano bisogno di denaro per le proprie guerre e di artigiani e commercianti capaci di procurare armi e cibo. Erano stati meccanismi economici fondamentali insiti nel sistema feudale a creare la borghesia manifatturiera. Ed essa aveva preso il potere quando le macchine avevano moltiplicato per 1.000 la sua potenza economica e finanziaria. In Inghilterra e in molti altri paesi non era stata necessaria una rivoluzione violenta per suggellare questo cambio di classe al potere. E’ l’essere sociale che determina l’uomo. Sono le forme produttive che determinano chi ha il potere. Chi ha piu' denaro ha il potere. Questa realta' oggettiva, meccanica, misurabile, e' un fatto potente che determina di per se' che equilibri sociali che durano da migliaia di anni si vaporizzino in un soffio.

La teoria di Marx e Engels e' diventata presto carta straccia per la maggioranza delle persone che si dichiaravano comunisti, non avevano mai letto Marx e non si ponevano domande difficili.

Quando ero un ragazzo ero convinto come molti, che il disastro dell’Unione Sovietica, diventata presto una dittatura terroristica, fosse dovuto al fatto che Stalin era un pezzo di merda che aveva massacrato i veri comunisti.

Puoi andare dove vuoi. L’Universo e' sempre con te.

Capitolo quinto

Puoi andare dove vuoi. L’Universo e' sempre con te.
Incredibili interazioni
Qualunque cosa tu dica o faccia e' interconnessa con molte altre.

Perche' gli uccelli volano?
Vorrei continuare a questa ricerca su un diverso modo di ragionare parlando di un questione inerente la fisica del movimento dei corpi.
Quando si spiega perche' gli uccelli volano si elencano una serie di caratteristiche come la struttura muscolare, le ossa cave eccetera. Si pone poca attenzione alla forma delle venature delle piume e al gioco di correnti d’aria che si crea sulla superficie piumata e all’interno degli strati delle piume sovrapposte. Il movimento del corpo del volatile infatti pompa aria all’interno dei canali che si formano tra piuma e piuma e che in pratica hanno la funzione di tubicini. Il volatile si muove, le piume si muovono e pompano aria. Inoltre non si considera quanto incida nel volo la zigrinatura delle piume che creando una superficie accidentata interagisce con l’aria creando un movimento vorticoso delle correnti d’aria
Nel 1987 su Linus ipotizzai che queste scanalature avessero una funzione essenziale per il volo creando dei microvortici d’aria che hanno la funzione di generare una sorta di pellicola di atomi che si muovono vorticosamente, e che riducono l’attrito tra il volatile e l’aria aiutandolo a contrastare la forza di gravita' con minor sforzo.
L’idea era che le piume sparassero fuori piccolissimi getti d’aria che aiutano il volatile a galleggiare.
Questa supposizione e' stata in seguito confermata e oggi molti aerei hanno la punta rivestita da una pellicola che imita le scanalature delle piume degli uccelli. Una innovazione simile e' stato adottata sulle imbarcazioni che vengono rivestite di una pellicola che imita la superficie squamata dei pesci.
Queste nuove tecnologie consentono risparmi di energia piccoli ma sensibili proprio perche' queste superfici creano vortici che diminuiscono l’attrito.
Ma non mi risulta che a partire da questa constatazione di efficienza si siano sviluppate altre ricerche nella stessa direzione. La domanda che mi attrae e': sarebbe possibile ipotizzare una macchina in grado di volare con un basso dispendio di energia sfruttando la fisica dei microvortici d’aria?

Mi interessa molto questo discorso sugli aspetti limite della natura, dei particolari nei quali ogni forma e' la migliore in assoluto e ogni singolo aspetto contribuisce in modo sinergico a raggiungere l’obiettivo.
La logica dominante oggi non ragiona in questi termini.

Legge delle probabilita'

 

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Capitolo quarto
Legge delle probabilita'

I numeri della roulette non escono a caso (ma non illuderti di poter usare questa informazione per vincere alla roulette)

Tanto piu' un evento si ripete tanto meno e' probabile che continui a farlo in modo uguale.
Per questo Silvio Pelatone ha le ore contate.
L’universo non puo' mai compiere due azioni uguali, produrre due entita' uguali.

Ogni impronta digitale, ogni voce, ogni alba, ogni foglia, ogni fiocco di neve e' diverso da tutti gli altri.

L’Universo e' pervaso da una febbre inarrestabile che lo spinge a esplorare ogni possibile variante. E quando le varianti sono finite si cercano nuovi territori dell’esperibile, e tutto e' scompigliato dalla rivoluzione evolutiva che mette a disposizione dell’universo un altro foglio bianco.
Dopo che i pesci hanno nuotato in tutti i modi possibili e' necessario che i rettili conquistino le terre emerse.
E quando i rettili hanno compiuto tutti i passi possibili arrivano gli uccelli.

In altri termini possiamo dire che le possibilita' piu' probabili consumano le proprie possibilita' di esistere e provocano quindi l’aumento delle probabilita' di esistere delle probabilita' improbabili.

Per spiegare meglio questo discorso dobbiamo prendere di petto la questione della legge delle probabilita'.
Non spaventarti, non sentirai male fisico.

Schiere infinite di sapienti, all’universita' e sui giornali scientifici, ci dicono che ogni volta che lancio una moneta ho sempre e comunque il 50% delle probabilita' che esca testa o croce. Ho letto su Focus, addirittura, che se io per caso mi trovassi a lanciare una moneta 500 volte e per 500 volte uscisse testa, io al cinquecentunesimo lancio mi troverei ancora con 50 probabilita' che la moneta caschi con il simbolo della testa verso l’alto e altrettante che esca croce.

I fatti improbabili avvengono continuamente.

Ad esempio su 1.300 persone che si sono gettate giu' dal Golden Bridge di San Francisco, 20 sono sopravvissute.

Capitolo terzo

Come sopravvivere a un volo dal settimo piano.
E’ opinione comune che sia sufficiente cadere dal terzo piano per morire. Oltre il quinto, il decesso diventa una certezza. Ma le cronache ci narrano di persone che sono sopravvissute a voli di parecchi piani.
Ad esempio: il 7 dicembre 2008 Alcides Moreno stava pulendo i vetri esterni di un grattacielo appollaiato sopra un’impalcatura mobile che ha ceduto. Moreno e' precipitato dal 47esimo piano, piu' di 150 metri di caduta libera. Varie fratture e traumi interni ma e' ancora vivo.
Nel gennaio del 2007, Joshua Hanson torna al suo hotel dopo una notte di baldoria, uscito dall'ascensore al 17.mo piano per raggiungere la sua stanza si diresse correndo contro la doppia finestra in fondo al corridoio, sfondandola e cadendo sull'asfalto del marciapiede.
Se l'e' cavata con una gamba rotta.
 
In un articolo del 1942, il fisiologo Hugh De Haven ha documentato di otto persone che sono sopravvissute a cadute tra i 15 e i 45 metri, sulla terraferma, molte se la sono cavata con lievi ferite.
Il Golden Gate Bridge di San Francisco e' alto 67 metri. Si dice che sia il luogo piu' popolare del mondo tra i suicidi. Nel 2003 erano gia' 1.200 le persone che avevano scelto questo tuffo per morire. Volando giu' da quell’altezza si raggiungono i 120 chilometri orari e l’acqua diventa solida quasi come una lastra. Uno stuntman che aveva scelto come nome d’arte Kid Courage, era convinto di poter penetrare nell’acqua ad alta velocita', ha studiato a fondo la questione e poi si e' buttato. E’ morto sul colpo.
Insomma, sopravvivere a una simile caduta non e' facile neanche per un professionista attrezzato.
Ma su 1.200 poveri cristi che si sono buttati dal ponte 20 sono sopravvissuti. L’uno virgola sei percento.
Non lo trovi eccitante?
Avrei scommesso che neppure uno su mille sarebbe sopravvissuto.
E che dire dell’Australiano Philip Lamattina, che si e' lanciato a circa 500 km/h, con un mostro da 8.000 cavalli, e si accorge che la sua auto va in pezzi e viene avvolta dalle fiamme? L’auto rotola, brucia, vola per decine di metri, diventa una palla di fuoco, va a sbattere contro le paratie.
 I soccorritori si precipitano a spegnere le lamiere contorte con gli estintori, Lamattina esce con le sue gambe dalla carcassa del veicolo, ha solo una piccola escoriazione a una mano.
Di questo fortunoso disastro puoi anche vedere il video.

Ma se sopravvivere a uno spaventoso incidente automobilistico o a un volo da un palazzo e' difficile, che probabilita' si hanno di rialzarsi ancora vivi buttandosi da un aereo senza paracadute?
Pochissime. Ma anche in questo caso sono molte di piu' di quante credessi.
La storia piu' pazzesca che ho trovato e' quella di una ragazzina: Juliane Koepcke.
Alla vigilia di Natale del 1971, un aereo di linea che volava sopra il Peru' viene colpito da un fulmine e si spezza. Una ragazza adolescente cade per piu' di 3 mila metri, ancora legata al sedile. Sopravvive, con una clavicola rotta e altre lesioni. Ma e' in mezzo alla giungla amazzonica. Una persona dotata di un livello medio di determinazione si sarebbe accasciata dolorante attendendo i soccorsi. Se Juliane Koepcke lo avesse fatto sarebbe morta. I soccorsi non impiegarono molto tempo per ritrovare la carcassa dell’aereo nascosta sotto il fogliame fitto di alberi giganteschi. Ma per fortuna il padre di Juliane Koepcke le aveva trasmesso una certa passione per la natura e lei sapeva che seguendo il corso dell’acqua di un fiume prima o poi si incontra un villaggio. Inoltre Juliane e' una tipa piu' tosta di Schwarzenegger. Cosi' si fa coraggio, sfida serpenti, insetti giganti, pesci carnivori e belve e inizia a camminare alla ricerca di un corso d’acqua. Lo trova e cammina per 11 giorni prima  di arrivare a un villaggio.
Ho reperito in rete indicazioni precise su una quarantina di altri casi di esseri umani sopravvissuti a cadute di piu' di mille metri.
Ecco altri esempi.

Alan Magee era un mitragliere su un B-17 dell’U.S. Air Force, in missione a St. Nazaire,  Francia, nel gennaio del 1943. L’aereo viene colpito e si incendia. Lui si trova sbalzato fuori dal velivolo.
E’ caduto da piu' di 6.000 metri e si e' schiantato sul lucernario della stazione ferroviaria di St. Nazaire. Qualche frattura e molti vetri conficcati in varie parti del corpo.

Marzo del 1944, Nicholas Alkemade era il mitragliere di coda di un bombardiere britannico Lancaster in missione sopra Berlino. L’aereo colpito precipita e oltretutto Alkemade scopre che il suo paracadute e' in fiamme. Decide di saltare senza paracadute. Cade per 18.000 piedi (piu' di 5mila metri), sopra un bosco innevato e si procura una storta a un ginocchio e qualche contusione.

26 gennaio 1972, Vesna Vulovic era una hostess delle Jugoslavian Airlines, sulla rotta Copenaghen-Belgrado, il DC9 esplode per una bomba forse piazzata dagli ustascia, i nazionalisti croati. L’aereo precipita da quota 10.160 metri. Ventisette morti, lei sopravvive.

Christine McKenzie nell' agosto 2004 e' al suo lancio numero 112, sta precipitando da quasi 4.000 metri quando si rende tristemente conto che i due paracadute non si aprono.
Precipita sulle linee dell'alta tensione prima di toccare terra.
Conseguenze dell'incidente: un’anca rotta e niente di piu'.

Lareece Butler  nel marzo 2010 si butta da un aereo ma il paracadute si rompe e lei vola giu' per 1.000 metri. Il fidanzato la trova molto dolorante ma viva.

Questi esempi incredibili dimostrano che la realta' ci offre molte piu' possibilita' di quante si pensi. E credo che anche in questi frangenti entri in gioco la tendenza dell’universo a espandersi in tutte le forme e in tutti i modi possibili scatenando sciami di coincidenze improbabili per realizzare linee di sviluppo stupefacenti.
Abbiamo notizie di una quarantina di sopravvissuti dopo tuffi superiori a 1.000 metri. Mi sembra un numero enorme visto che e' sostanzialmente impossibile sopravvivere a migliaia di metri di caduta libera.

E’ stato addirittura realizzato un manuale per sopravvivere a una precipitazione dal cielo.
La cosa che devi cercare di non fare in nessun caso e' atterrare di testa. Poi e' buona cosa, durante la caduta, il mettersi orizzontali allargando le braccia. Sembra poco ma decelerare un po’ puo' fare la differenza. Venendo giu' piatti bisogna poi ricordarsi di darsi un colpetto prima dell’impatto per atterrare di piedi.
Meglio stare morbidi prima dell’impatto per assorbire meglio il colpo. Se hai a disposizione un vassoio o qualunque altro oggetto capace di aumentare la resistenza dell’aria usalo. Non attaccarti a niente a forma di siluro di piombo. Se hai in tasca delle monetine buttale via, al momento fanno solo danno.
Anche il cellulare non ti serve.
Se cadi da 10.000 metri probabilmente svieni per mancanza di ossigeno e per il freddo. Non preoccuparti, se non muori dovresti risvegliarti verso i 1.000 metri d’altezza con tutto il tempo per metterti orizzontale, agitare le braccia, eventualmente scoreggiare cadendo di schiena. Aiuta.
Comunque anche se arrivi al suolo in stato di svenimento non e' male. C’e' gente che si e' salvata cadendo priva di conoscenza. Pare che i riflessi felini funzionino meglio se sei catalettico.
Spero che a questo punto tu ti senta piu' fiducioso e ottimista. E credo anche che tu ora abbia molte piu' probabilita' di sopravvivere a un tuffo di 6.000 metri.
Si', perche' il fatto che ora sai che potresti sopravvivere e sai anche che puoi compiere alcune azioni per incrementare la probabilita' di sopravvivere aumenta la tua autostima e migliora le tue capacita'. E questo scatena ulteriormente gli sciami delle coincidenze improbabili.
Dunque, l’ho detta grossa.
Sto sostenendo che un atteggiamento mentale positivo e appassionato, con un forte coinvolgimento emotivo ha un effetto diretto sulla probabilita' di beccare una coincidenza folle. E sostengo che questo e' possibile non in virtu' di qualche forma di magia ma a causa di precise concatenazioni materiali.
Impossibile?
Per anni la medicina ufficiale si e' scontrata con la psicanalisi. I medici sostenevano che l’azione degli stati d’animo sulla salute poteva essere solo di tipo mentale: fissazioni e paranoie possano creare la percezione di dolori che sono solo nella tua testa. Hai mal di pancia ma la tua pancia sta benissimo e' la testa che non funziona e inventa il dolore.
Poi si e' scoperto che gli stati d’animo mentali generano precisi segnali che arrivano al sistema immunitario attraverso specifiche sinapsi poste lungo la spina dorsale. E questi segnali provocati dall’umore, dallo stato psicologico, possono agire limitando o aumentando l’efficienza del sistema immunitario. Si e' poi dimostrato che baciarsi, giocare, fare un regalo, hanno effetti molto positivi sull’organismo arrivando a superare i risultati offerti dalle comuni medicine. Al contrario l’ansia, la rabbia e la vergogna hanno effetti disastrosi sull’organismo.
E addirittura si e' scoperto che le nonne cattoliche tendono a non morire prima di Natale perche' vogliono rivedere tutti i loro nipotini e bisnipotini.
Le nonne musulmane non muoiono prima delle loro feste, idem per le devote della religione ebraica, buddista, induista eccetera.
La voglia di rivedere i nipotini e' capace di fermare la morte per qualche giorno. Non esiste una medicina che sia altrettanto potente.
E allora ecco che mi si ingrossa il sospetto che ci sia anche una relazione tra il mio desiderio di sopravvivere e le coincidenze che potrebbero aumentare le mie possibilita' reali di salvarmi durante una caduta spaventosa. Qualche cosa di fisico. Cosa potrebbe essere?
Sinceramente non lo so. E’ solo un sospetto.
Pero' qualche indizio posso fornirlo.
Per farlo devo porti una bella domanda.

Perche' esistiamo?
Migliaia di pensatori, spremendosi il cervello per anni su questa domanda, sono arrivati recentemente alla stessa conclusione.
L’era dei computer ha mostrato a tutti un fatto epocale: oggi non esiste solo un mondo reale. Ne abbiamo creato un altro, che cresce di minuto in minuto in modo esponenziale e che esiste solo in modo digitale.
Osservando che abbiamo amplificato in modo immenso le possibilita' dell’essere ci si e' chiesti se non fosse proprio questo lo scopo della razza umana: evolversi e creare un universo virtuale per soddisfare la sete di espansione, di essere tutto cio' che si puo' essere, esistere in tutte le forme, che come abbiamo detto nei precedenti capitoli e' una delle prime, fondamentali, modalita' esistenziali dell’universo.
Per questo l’universo ha creato un milione di pianeti dove la vita avrebbe potuto svilupparsi e almeno uno dove questo e' successo. E non e' stato facile, abbiamo rischiato parecchie volte di estinguerci ma sciami di coincidenze positive ci hanno protetto come una coperta blindata.
E se lo scopo era quello di produrre un universo di semplici, immateriali bit, allora vuol dire che l’universo e' sensibile alle idee. Contempla di evolversi non solo attraverso la materia ma anche attraverso i pensieri.
In fondo le idee che esprimiamo nella realta' virtuale sono oggetti fisici, sequenze di interruttori accesi o spenti dentro il mio portatile, milioni di connessioni aperte o chiuse. Roba molto piu' grossa di un quark che neanche si vede.
Quindi mentre scrivo questo testo l’universo lo sa. E l’andamento dei bit registrati sul file di testo gli permette anche di sapere se sto scrivendo qualche cosa di nuovo e sconvolgente oppure sto soltanto dicendo le solite cazzate.
Tra un pensiero banale e un pensiero nuovo, appassionato, pieno di dubbi e seduzioni, c’e' una differenza che potrebbe saltare all’occhio anche solo osservando la struttura elettrica di un file. Potremmo scorgere musiche diverse perche' i testi hanno ritmi diversi, costruzione sintattica, scelta delle parole, punteggiatura diversa. La forma digitale del file di un testo banale sara' banale, monotona. La forma di un testo appassionato e nuovo sara' irregolare, piena di picchi e laghi piatti.
E a ben pensarci anche il cervello traduce i pensieri in connessioni neuronali, registra le immagini memorizzando la combinazione di cellule coinvolte nel ricordo e la loro posizione. Quindi anche i nostri pensieri in effetti sono un mondo virtuale che l’universo ha creato nella sua brama espansiva.
La situazione e' curiosa. A un certo punto qualche cosa esplode e nasce un caos di fuoco e fiamme immenso che si espande, si raffredda e si struttura: un universo di particelle sub atomiche.
Poi si compie il primo salto evolutivo e le particelle si riuniscono in atomi, altro salto e gli atomi formano le molecole di parecchie sostanze. E poi sistemi di stelle, pianeti eccetera, che nella loro forma riecheggiano la struttura atomica fatta di nuclei e satelliti che girano intorno al nucleo.
E poi inizia un altro giro e si sviluppa la vita. Creature unicellulari che si riproducono scindendosi in due, poi la rivoluzione della riproduzione sessuata, poi le piante marine, quelle terrestri, gli insetti marini, i crostacei, i pesci, gli anfibi, i rettili, gli uccelli, i mammiferi, l’umanita'. E poi gli umani diventano creature pensanti che creano un secondo universo fatto di pensieri. E anche qui si sviluppa una complessa catena evolutiva, si passa da pensieri elementari a strutture filosofiche, si inventa l’arte, la comunicazione emotiva, la psicologia, la storia, la scienza. Contemporaneamente la razza umana crea una varieta' immensa di oggetti e manufatti che mai avrebbero potuto essere creati spontaneamente dalla natura. E poi le creature pensanti creano un mondo virtuale digitale, nel quale i pensieri diventano corrente elettrica grossolana.
Non lo trovi colossale?
Dicono che l’universo ha 7 miliardi di anni.
E per 7 miliardi di anni, che non sono pochi, l’universo non ha smesso un solo secondo di seguire una via precisa che doveva arrivare alla creazione dell’intelligenza umana, dei manufatti umani e della realta' virtuale. Certo tutto e' avvenuto attraverso megamiliardi di casi fortuiti.
Ma quando per sette miliardi di anni infili coincidenze, assolutamente improbabili, una dietro l’altra, magari ti viene il dubbio che queste coincidenze improbabili non siano poi cosi' improbabili. Anzi ti viene il dubbio che siano certe. Piu' sicure di un’assicurazione svizzera. Magari non sai come, dove, chi e quando, ma puoi avere la certezza matematica che prima o poi salta fuori uno come Obama, che non e' abbronzato, e' proprio nero, e ti diventa presidente degli Stati Uniti d’America. E attenzione Obama non aveva nessuna possibilita' di vincere. Fino a pochi mesi prima dell'elezione i sondaggi non erano favorevoli. Poi accade la coincidenza pazzesca: scoppia la bolla speculativa immobiliare, la piu' grande crisi economica degli ultimi 80 anni proprio prima delle elezioni nelle quali si presenta Obama. E la bolla speculativa scoppia ne' troppo prima ne' troppo dopo le elezioni. Giusto in tempo per far incazzare un numero sufficiente di americani che a quel punto vedono in Obama l’unica possibilita' di cambiare qualche cosa. E che lui rappresenta il cambiamento ce l’ha scritto in faccia e anche gli analfabeti lo capiscono: Obama e' nero.
E’ come se le coincidenze avessero creato un grande cartello sulla testa di Obama, una freccia che dice: vota quest’uomo!

La scuola ha fatto di tutto per nasconderci la verita'.
Ad esempio ci hanno falsificato la storia delle battaglie.
Hanno taciuto il fatto che un numero incredibile di eventi militari sono stati vinti non per la superiorita' di un esercito o i colpi di genio dei generali ma per coincidenze assolutamente folli.
Ad esempio, l’esito della battaglia di Legnano, nella quale la fanteria lombarda massacro' l’esercito imperiale del Barbarossa, fu deciso, oltre che dalla trappola di pali nascosti che bloccarono rovinosamente la carica imperiale, anche dal fatto che proprio mentre i tedeschi si ritiravano arrivo' una compagnia di 300 cavalieri lombardi che si erano persi e da ore vagavano cercando il luogo della battaglia. Arrivano nel momento esatto in cui i tedeschi si ritirano malconci e gli imperiali, gia' stupiti dalla trappola di pali che li ha massacrati, si fanno prendere dal panico, si convincono che i 300 cavalieri lombardi siano 3.000 e iniziano una rotta disordinata, si buttano nel Ticino annegando a centinaia e molti altri vengono colpiti alle spalle dai 300 cavalieri lombardi, che fanno prodigi perche' sono ormai convinti di essere divinita' invincibili.

Napoleone a Waterloo aveva vinto la battaglia. Ma quel cretino del fratello di sua moglie, desideroso di partecipare alla vittoria ormai certa coprendosi di gloria, abbandona il fianco dello schieramento francese che doveva tenere saldo con i suoi lancieri a cavallo. Decide di caricare una batteria austriaca ma non si accorge che c’e' una trincea profonda 4 metri e si schianta dentro con i suoi meravigliosi cavalieri. Una strage idiota, un suicidio di massa.
Contemporaneamente un cretino austriaco che comandava uno squadrone di cavalieri e che, incredibile ma vero, si era perso con i suoi uomini e da ore vagavano per il Belgio cercando Waterloo (e non la trovavano) sbuca dalla boscaglia proprio in corrispondenza del fianco dello schieramento francese che quel cretino del fratello della moglie di Napoleone aveva abbandonato alla ricerca di gloria per farsi bello con le ragazze.
Gli austriaci prendono quindi d’infilata lo schieramento francese e le sorti della battaglia vengono rovesciate.
Il che comunque non avrebbe avuto conseguenze gravissime se non per l’assurda coincidenza che Napoleone quel giorno non ci stava con la testa. Comandava la battaglia disteso sopra un tavolo nel quartiere generale dell’armata, in preda a un attacco spaventoso di colite spastica. Dolori lancinanti. Proprio quel giorno.

L’Invincibile Armata spagnola fu sconfitta da una tempesta spaventosa che provoco' dieci volte i danni causati dai cannoni inglesi.
I mongoli tentarono per due volte di invadere il Giappone con flotte enormi cariche di soldati, catapulte, razzi e bombe di ferro. Centinaia di navi. Entrambe le volte furono spazzati via da tempeste epocali. Poi decisero che invadere il Giappone era una cazzata.
Nel mio libro: La vera storia del mondo (di imminente ripubblicazione) ho elencato decine di queste coincidenze incredibili.

Ma ancora piu' stupefacente e' osservare che hanno avuto successo piani militari assolutamente folli e azzardati, complicati tecnicamente e che richiedevano un livello di coordinamento altissimo. Ed e' chiaro che tanto piu' un piano e' complesso tanto piu' e' probabile che qualche cosa si intoppi. Invece nella pratica succede con notevole incidenza che piani complessi siano realizzati senza problemi (cioe' con un culo mostruoso) mentre, in altre condizioni emotive, eserciti di grande esperienza non riescano a mettere in pratica manovre elementari.

I patrioti vietnamiti sbaragliarono la flotta cinese costruendo un’immensa selva di pali di bambu' conficcati sul fondo del mare. Il luogo era la foce di un fiume, dove lo scarto del livello dell’acqua tra alta e bassa marea era notevole. I vietnamiti attaccarono con piccole barche i cinesi, si fecero inseguire, poi li bloccarono dove avevano piantato i pali e li tennero li' fino a quando la bassa marea non fece adagiare le navi sui pali appuntiti bloccandole. Poi le attaccarono e le bruciarono una per una.
Cioe' un piano complicatissimo esposto a ogni sorta di contrattempi.

Invece durante la battaglia di Balaklava vennero mandati al massacro 600 splendidi lancieri inglesi per un errore di trasmissione di un ordine.

Gli inglesi sbaragliarono i tedeschi in Nord Africa perche' riuscirono a ricevere i rifornimenti navali nonostante i continui attacchi aerei tedeschi, di giorno e di notte.
Questo avvenne grazie a un esperto di illusionismo che capitano' una squadra incaricata di escogitare trucchi.
Essi riuscirono a far scomparire un’intera citta' e il suo porto costruendo una citta' finta, fatta solo di luci, a dieci chilometri di distanza dalla citta' vera. Ovviamente spensero tutte le luci della citta' vera. E mentre i tedeschi bombardavano migliaia di lampadine accese, le navi inglesi entrarono nel porto e scaricarono i rifornimenti.
Anche qui resta un mistero per quale serie di coincidenze fortunate il trucco riusci' e a nessun pilota tedesco venne in mente di chiedersi perche' quella notte tutte le luci della citta' fossero accese o di fare due conti sulla distanza percorsa.

La cosa interessante che si scopre studiando la storia delle battaglie e' che c’e' un nesso chiaro tra la vittoria di eserciti fortunati o capaci di escogitare strategie belliche geniali e la compattezza ideale e la forza economica del popolo che esprime questi eserciti vincenti.
In altre parole e' vero che “Cuor contento il ciel l’aiuta”.
Ovviamente questo fatto dipende dalla natura emotiva della guerra. Un esercito motivato, che ha fiducia nei suoi generali, con soldati che sentono di dover combattere al meglio per il bene dei propri figli, lottera' sempre molto meglio di un esercito comandato da cialtroni ed espressione di un’economia e di una cultura decadenti.
L’aspetto psicologico e' determinante anche perche' le capacita' umane, sia fisiche che mentali, variano enormemente a seconda del contesto.
Lo hanno dimostrato decine di esperimenti. Ad esempio, se prendo 100 studenti universitari statunitensi di colore e chiedo loro di rispondere a un test da terza liceo la maggioranza rispondera' correttamente. Ma se prima del test chiedo loro di compilare un modulo nel quale si chiede nome, cognome e gruppo etnico di appartenenza, poi non sono piu' capaci di rispondere alle domande. Forse sono incazzati, forse umiliati, forse demotivati. Comunque il loro cervello non funziona piu'. E se in condizioni analoghe testiamo la forza muscolare registriamo anche in questo caso un crollo delle capacita'.
Ed e' quindi chiaro perche' lo stato d’animo diventa un elemento essenziale per determinare l’esito di una battaglia.
Ma osservando quel che e' successo nei millenni non puo' non venirmi il dubbio che a determinare gli esiti delle guerre entrino in gioco anche attrattori di ben altra portata.
E sottolineo che la caratteristica costante di tutti gli eserciti vincenti e' che esprimono novita' ecologiche, economiche, sociali. La superiorita' strategica di un esercito dipende dallo stato d’animo e dalla potenza economica e sociale che lo ha prodotto e questi elementi sono intimamente collegati al livello di innovazione che quel popolo esprime in quel momento storico.
Parlo di innovazione, non di bonta' d’animo.
Le pacifiche popolazioni matriarcali vengono massacrate da bruti ignoranti e schiavisti. Un mondo pacifico che era restato immobile e beato per migliaia di anni viene travolto da una manica di psicopatici in frenetico divenire, sempre alla ricerca di nuove prede e nuove tecniche per combattere.
Essi hanno archi potenti, spade di bronzo e sanno cavalcare.
Non si era mai visto niente del genere e questa era la loro forza.
Alessandro Magno conquista il mondo grazie a nuove tecniche di doma del cavallo: i suoi squadroni sanno arrestare improvvisamente una carica, girarsi e caricare di nuovo il nemico. E poi ha le catapulte.
I Romani sono predatori senza morale, con la mania dell’efficienza, imparano tutti i trucchi possibili e immaginabili e perfezionano continuamente strade, fortificazioni, armi. Combattono schierandosi a forma di enorme testuggine, un carro armato costituito da centinaia di scudi levati in ogni direzione. E costruiscono macchine da guerra enormi, combattono per catturare schiavi e bottino e dopo ogni battaglia aumentano gli schiavi e i terreni che possono coltivare.
I mongoli sono nomadi, velocissimi, un popolo giovane, disciplinati e organizzati in modo ossessivo e hanno la polvere da sparo, i razzi, le bombe, i gas tossici, i lanciafiamme montati su carri e alla fine aiutati dagli arabi assoggettati fondono i primi cannoni di bronzo.
 
Ma l’aspetto piu' straordinario della storia come rivelatore di un’interrelazione tra spinta espansiva dell’universo, coincidenze e atteggiamento umano, la possiamo forse scorgere in modo netto osservando la storia dei grandi condottieri. Sembra quasi che esista una legge dell’universo speculare a quella che incentiva i comportamenti nuovi, una sorta di limite che impedisce ai vincitori di andare oltre un certo punto. Oppure si tratta di un sistema di espulsione automatica che entra in azione ogni volta che un condottiero ha esaurito la spinta innovativa e diventa ripetitivo. Sono pochissimi i grandi generali che muoiono nel proprio letto dopo aver realizzato conquiste incredibili, successe a Gengis Khan ma il suo impero venne comunque smembrato subito dopo la sua morte. Muoiono invece assassinati Alessandro Magno e Giulio Cesare, Napoleone impazzisce: si rovina tentando di conquistare la Russia e cade in disgrazia (e forse viene avvelenato), Hitler impazzisce: decide di invadere la Russia, viene sconfitto e si suicida, Stalin muore di malattia a pochi anni dalla fine della Guerra Mondiale (ma c’e' chi mormora che anche lui sia stato assassinato).
Insomma, esaurita la parabola ascendente, i condottieri vengono buttati via alla svelta come un fazzolettino di carta usato da un catarroso.
Essere estremamente cattivi alla lunga non conviene, l’universo ti manda uno sciame di sfighe e in un baleno sei piu' morto di Tutankamon.
Quindi, se le armate extraterrestri degli Sbaruck hanno invaso il tuo pianeta verde e al momento ti stanno dando la caccia nella Foresta della Sassonia, non perderti d’animo, inventati qualche tattica militare estremamente innovativa e abbi fiducia nel fatto che l’universo sta tramando perche' (a causa di una serie di assurde coincidenze) i tuoi persecutori si sparino in un piede, cadano giu' da un dirupo, contraggano la sifilide o si avvelenino mangiando cozze avariate. Combattere quando il nemico ha la cacarella e' meglio.

Contempla nella quiete della tua anima le probabilita' piu' improbabili e chiedi al tuo cuore quali probabilita' improbabili hanno numerose probabilita' di realizzarsi.
E ricordati: quando affronti le orde del male, avere l’alito profumato e' meglio. L’estetica e' un grande attrattore, vedere il bello aumenta le tue possibilita'. Ed e' anche piu' carino.

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Prossimamente

Capitolo quarto
I numeri della roulette non escono a caso (ma non illuderti di poter usare questa informazione per vincere alla roulette)

Capitolo quinto
Innamorarsi e' matematico. Quando sperimenti gli effetti destabilizzanti di un’erezione e' importante che tu sappia che le forze stesse che danno solidita' al concetto di numero stanno operando furiosamente per portarti a un livello frenetico di godimento.

Capitolo sesto
Non siamo soli. Ovunque vai 10 miliardi di batteri vengono con te. Hai appena letto una doppio senso perfetto. I batteri vengono con te nel senso che viaggiano a bordo del tuo corpo. I batteri vengono con te anche nel senso che mentre ti muovi crei immensi terremoti a livello batterico e questo movimento eccita i batteri e contemporaneamente amplifica l’aspetto cinetico dell’amplesso sessuale. In ogni istante, 10 mila batteri stanno raggiungendo l’orgasmo da qualche parte dentro di te. Sei un immane bordello viaggiante irrorato di sperma batterico. E non venirmi a dire che i batteri si moltiplicano per partenogenesi, cioe' scindendosi ogni volta in due individui autonomi. Che schifo. Sono tutte cazzate. I batteri trombano di brutto.

Capitolo settimo
Un nuovo modello mentale del mondo. L’azione perfetta: a prescindere dal numero di persone che sono presenti in una stanza, dalla loro posizione sociale e dal loro livello culturale, dalla quantita' di armi o di avvocati di cui dispongono all’interno della stanza, tutti usciranno velocemente dalla stanza se scoreggi abbastanza forte.
(Piu' restringi il tuo raggio d’azione piu' aumenta il tuo potere)

Capitolo ottavo
Il Dio dei numeri e' un comico. Per questo i matematici hanno difficolta' a vederlo. Nel programma universitario non sono previsti esami di barzellette.
Quindi adesso vorrei spiegare perche' soltanto l’esistenza dello charme puo' mettere insieme la teoria del tutto e chetare finalmente le crisi di ansia dei fisici. Lo charme e' l’attrattore cosmico che rende possibile alle donne distruggere un uomo senza toccarlo.

 

Cos'hai da fare di meglio che scrivere un romanzo con me?

Laboratorio collettivo sui Seminole: ad Alcatraz, dall'11 al 14 novembre 2010. Per maggiori informazioni clicca qui

Seconda diretta (è divisa in due filmati)

Watch live streaming video from alcatrazindiretta at livestream.com
 

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Prima web diretta dalla Florida con Vania e Claudia

 

Jacopo Fo spiega il perché di questo viaggio alla scoperta dei Seminole

 

 

Ho quasi 55 anni e ho 10 grandi romanzi storici da scrivere.
Storie grandiose di persone incredibili che si sono rifiutate di accettare una realta' ingiusta e hanno vinto.
Voglio raccontare gli amori di questa gente, la passione e come siano nate le idee che li hanno portati a vincere.
Voglio scrivere dei grandi mattoni da 600 pagine, di quelli che ti tengono incollati alle pagine. Voglio che migliaia di persone sappiano un pezzo di storia che nessun film di Hollywood ha mai raccontato.
Mi sono fatto due conti, ho da scrivere 6000 pagine.
E mi ha preso la paura di non riuscirci.
Allora ho pensato che sarebbe divertente scrivere un romanzo in gruppo.
Ci sono gia' state esperienze simili e hanno funzionato.
Ti interessa?

Non so come si puo' fare.
Iniziamo con un esperimento.
Ho scritto il trattamento della storia, la struttura. 
Discutiamone.
Come la impostereste la storia?
C'e' qualcuno che e' ferratissimo nelle ricerche? Chi adora scrivere storie d'amore? Un africanista che sa tutto della deportazione degli schiavi?
Vediamo se viene fuori un modo di collaborare. Poi, definita la storia piu' dettagliatamente, iniziamo a scrivere i capitoli. Ognuno ne scrive uno. Poi li discutiamo, li riscriviamo e li ridiscutiamo fino a che viene fuori qualche cosa di buono.

Disegni foto, video, racconto orale.

Allora la prima storia e' questa.

Africa. 1785. Un villaggio di neri matriarcali. Stanno preparando la festa piu' importante dell'anno. Una ragazza dopo alcuni giochi di corteggiamento si apparta con un giovane e fanno l'amore. (come si chiama una ragazza africana di una tribu' matriarcale africana? In Africa in che area vivevano?)
Arrivano gli schiavisti (chi sono?) che ne catturano molti, li deportano in Virginia.
La ragazza viene anche lei fatta schiava. Lei e' una apprendista sciamana, arriva in America e da alla luce un bimbo, John Horse.
(vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Seminoles

e il sito dedicato http://www.johnhorse.com/trail/01/c/14.htm)

Nella terra Seminole si formano delle comunita' di neri fuggiti allo schiavismo. John Horse e la sua famiglia fuggono da una piantagione e vanno a vivere in uno di questi villaggi.
Scoppia la prima guerra contro gli schiavi fuggiti e i Seminole, con il massacro di centinaia di marrones (Schiavi fuggiti), asserragliati in un fortino. Jonh Horse e' ancora un ragazzo...

John Horse diventa famoso per il modo nel quale prende in giro i bianchi. Ad esempio riesce a vendere al colonnello Brooke 30 volte due tartarughe d'acqua, rubandogliele ogni notte per rifilargliele il giorno dopo. (Trovare altre storie di John Horse, era uno che si divertiva a fare scherzi che sono diventati leggendari, e' una specie di Pulcinella Guerriero).
E' una specie di Pasquino, i suoi lazzi entusiasmano i neri e gli indiani.

Jonh Horse diventa poi un allevatore, si sposa, possiede 90 bovini e un pezzo di terra. E' un benestante fino a quando gli europei dichiarano guerra un'altra volta alle comunita' libere di marrones (schiavi neri fuggitivi). 

Poi diventa uno dei capi del consorzio di tribu' nere e indiane che si uniscono nella nazione Seminole (precisare il rapporto).
Horse, quando la Seconda Guerra Seminole e' ormai imminente gira per la Florida e grazie alla sua notorieta' contribuisce molto a reclutare 300 schiavi che fuggono dalle piantagioni e si uniscono ai ribelli.
In battaglia continua a comportarsi come un pazzo esponendosi a grandi rischi (cercare racconti).

Storia d'amore.
Chi e' la moglie? Dove si conoscono? Con che rito si sposano?
Che succede nel loro rapporto?
Hanno figli?

Altre storie collaterali.
Oceola e' un mix tra indiani, irlandesi, neri e vari meticci.
Sua moglie e' una nera che viene rapita dai bianchi.
(che fine fa? Lui riesce a liberarla?)
Famoso il suo gesto di piantare un coltello sul foglio del trattato di deportazione proposto dal governo dei bianchi durante la Seconda Guerra Seminole.

All'inizio della Seconda Guerra Seminole Oceola vendica il rapimento di sua moglie uccidendo il responsabile insieme ad altri europei.

Battaglia
All'inizio della Seconda Guerra Seminole fanno fuori 102 soldati, un'intera compagnia, probabilmente attirati in una trappola.
Ma la guida indiana anche decenni dopo i fatti, continuava a negare di essere stato d'accordo con i Seminole... Ma alcuni osservano che fu molto rapido a buttarsi per terra quando dalla boscaglia parti' la prima scarica dei fucilieri ribelli.

Appendice
Articoli sui Seminole pubblicati sul blog
http://www.jacopofo.com/obama-neri-storia-censurata-matriarcato-tribunali-perdono

http://www.jacopofo.com/storie-jacopo-fo-seminole-indiani-non-si%20arresero-ora-ricchi

Jacopo Fo

 

Anche io sono massone. In un certo senso. Tutti abbiamo la nostra massoneria. Non puoi realizzare i tuoi sogni se non ce l’hai.

Capitolo quinto

Questa e' guerra!
Sono pacifista ma c’e' una guerra che dobbiamo combattere comunque: quella per la felicita'.
E’ una guerra figurata, non ci sono ne' morti ne' feriti e il nemico da sconfiggere sono i messaggi negativi che arrivano da fuori e da dentro di me.
La parola GUERRA in realta' non e' appropriata. Anche qui manca la parola giusta.
Servirebbe una parola che esprimesse una necessita' assoluta, urgente e improrogabile senza contenere il concetto di uccisione del nemico.
Potrei dire: “Questo momento e' caratterizzato da una necessita' centrale nella mia vita che richiede uno sforzo e una dedizione estremi per ottenere di non sprecare l’unica vita terrena che posso vivere.”
Ma non e' che rende molto.

La sfida che abbiamo di fronte e' quella di inventare il nostro modo (unico e personale) di risvegliare una mastodontica forza interiore che ci permetta di affrontare ogni giorno volendo vivere fino in fondo.

Tutti i condizionamenti negativi agiscono su di noi come una specie di anestesia del desiderio.
A questo aggiungiamo comportamenti che hanno lo scopo di anestetizzarci: tv, videogames, lavoro ossessivo, incazzatura continua, autocommiserazione, alcol, droghe, consumo compulsivo di prodotti firmati, sesso senza emozione, ideologia, fanatismo religioso.
Un sacco di cose possono diventare una droga mentale anestetica.
Se vuoi provare a vivere e a vincere, innanzi tutto devi trovare il tuo mantra di disintossicazione.
Qualunque cosa va bene ma devi inventarti la tua.
Non puoi imitare nessuno. Devi sentire che quella pratica ti appartiene, devi sentire che sei attirato, sedotto, che ti da' piacere. Se ti sforzi non funziona.
Pero' un po’ di fatica iniziale serve, perche' all’inizio sei bloccato. Non e' utile costringersi, bisogna impegnarsi a una discussione costante con se stessi, allenarsi a guardare la realta', ripercorrere i ragionamenti e convincersi ogni giorno che trovare l’energia per allenarsi alla positivita' e' urgente e indispensabile.
Se ti costringi, obblighi al silenzio le tue identita' che non hanno voglia di fare niente, acuisci una frattura interna, una contraddizione. Crei una sacca di resistenza. Ti imponi di non mangiare, leghi mani e piedi la tua identita' golosa e poi quando ti distrai un attimo questa piglia il sopravvento e ti trovi che hai assaltato il frigo facendo scempio di salamini piccanti.
Per trovare dentro noi stessi la motivazione giusta possiamo invece ragionare e trovare soluzioni che accontentino tutte le nostre identita', ponendoci piccoli obiettivi che non comportino drastiche rinunce. Ad esempio, se voglio dimagrire posso scegliere di magiare solo cibi buonissimi, con ingredienti di prima qualita' e cancellare dalla mia vita i cibi chimici e precotti. La parte golosa di me sara' entusiasta. Poi posso decidere di masticare piu' a lungo ogni boccone. La parte golosa non puo' protestare perche' il cibo buono, se lo mastichi a lungo, ti regala una serie di sensazioni gradevolissime sprigionando fino in fondo tutti gli aromi che contiene. Se mangi masticando finisce che ti sazi prima e quindi mangi una minor quantita' di cibo. Anche perche' solo dopo circa 20 minuti che mangi la pancia e' in grado di mandare il segnale di troppo-pieno e finisce il desiderio di nutrirsi.
Le persone che ingrassano non mangiano troppo in assoluto… Mangiano troppo nei primi 20 minuti.
Poi puoi decidere di bruciare piu' calorie muovendoti di piu'. Fare ginnastica o correre sono pratiche che si apprendono e si gustano col tempo. Per iniziare potresti porti il piccolo obiettivo di muoverti di piu' quando ti muovi. Ad esempio hai mai provato a ballare lavando i piatti? Tanto i piatti li devi lavare comunque, niente ti impedisce di agitare un po’ i fianchi e sciogliere le spalle mentre lo fai.
E lo sapevi che sbadigliare a lungo migliora la tua respirazione, incide positivamente sul tuo metabolismo e se tendi a accumulare i grassi limita questa tendenza?
Anche grattarsi, stiracchiarsi, sheckerare le articolazioni e ricevere un massaggio sono pratiche che hanno un effetto benefico sull’organismo e ti aiutano a smaltire tensioni emotive e grassi superflui.

(Nota: sulle strategie morbide e graduali per ottenere cambiamenti fisici e mentali ho scritto “Yoga Demenziale, il manuale definitivo della Rivoluzione Pigra”)

Non possiamo pensare di buttare al cesso in un giorno anni di condizionamenti negativi e abitudini dispersive e anestetizzanti.
Tocca fare un passo per volta.
Trovare strategie astute, credibili, sorprendenti, divertenti.

DA DOVE NASCE LA DECISIONE DI CAMBIARE?
Quante volte hai fatto un progetto e poi non lo hai realizzato?
Quante volte hai abbandonato qualche buon proposito? (da domani mi alzo mezz’ora prima e faccio ginnastica…)
Cosa ti ha portato a fallire?
Cosa hai fatto invece quando hai avuto successo, hai organizzato bene il tuo impegno e hai migliorato il tuo modo di essere?

Se io ripenso a quando sono riuscito a combinare qualche cosa di buono mi rendo conto che prima di riuscirci ho passato del tempo a immaginare COSA volevo, COME potevo tentare di ottenerlo e CHE FACCIA AVREI FATTO QUANDO CI SAREI RIUSCITO.

Immaginare cosa precisamente desideri, informarsi, documentarsi, studiare il tuo obiettivo e' essenziale per avere le informazioni necessarie per concepire un’azione corretta e per accumulare l’energia necessaria a compiere l’impresa.

Riflettere su come riuscire ci permette di concepire un piano d’azione efficace.

Fantasticare sulla gioia che ci dara' vincere rafforza il desiderio di riuscirci.

Questo ultimo punto e' veramente importante e poco considerato.

Come dicono i nativi australiani, l’essere umano e' le canzoni che ha cantato.
La nostra vita ha valore se dentro c’e' una storia, la nostra storia. La narrazione di se' stessi e' un’attivita' primaria per l’essere umano. E dalla narrazione che fai nell’intimo della tua mente scaturisce l’immagine che hai di te e quindi la base di partenza per costruire le tue relazioni sociali.
Quando ti chiedi: "Chi sono io?" le risposte che ti dai sono la summa delle tue esperienze e, soprattutto, del senso che dai alle tue esperienze all’interno del racconto della tua vita.
Chi sei, cosa hai fatto, da dove vieni, cosa desideri sono domande che ci sono indispensabili per formarci un’immagine di noi stessi. Se non rispondiamo consciamente a questi quesiti, se viviamo i fatti staccati, se nella nostra vita non c’e' una direzione, un collante, un’attrazione, se non giochiamo a fare la telecronaca delle nostre azioni e a raccontarci agli altri ABBIAMO UNA SENSAZIONE MENOMATA DELLA NOSTRA ESISTENZA. E questo ha effetti devastanti sulla nostra autostima, sul nostro linguaggio corporeo, sul peso emotivo che riusciamo a mettere nelle nostre parole e nelle nostre azioni e probabilmente anche sul nostro alito.
Una volta intensificato e chiarificato il nostro spirito e il nostro progetto, si tratta di passare all’azione.
E qui c’e' una sola regola: fare attenzione a quello che succede. Le insidie, gli ostacoli, i tentativi di raggiro sono piu' facili da scorgere se tieni gli occhi aperti e ascolti i tuoi sensi. Il Diavolo si nasconde nei particolari.

E ricordati che hai bisogno di fare il pieno di energia ogni volta che entri in riserva.
E’ necessario quindi combattere le idee deprimenti che tolgono energia e impegnarsi con assiduita' nelle attivita' che ne danno:
Sorridere fa bene.
Regalare fa bene.
Amare fa benissimo.
Giocare, ridere, respirare, correre, fare arte, coltivare i fiori sono attivita' che fanno bene e potenziano le tue forze.

PRODURRE UN’IMMAGINE DIVERSA DI SE’

La miliardaria e le barbone.
Le persone generalmente sottovalutano il potere del racconto che facciamo di noi stessi.
Kate Miller ha dimostrato che si sbagliano.
Lei e' una miliardaria americana che possedeva decine di boutique d’alta moda.
A un certo punto decide che ha fatto abbastanza soldi e vende tutto.
Ma vuole anche far del bene agli altri perche' sa che la generosita' e' l’unico vero elisir di lunga vita e mantiene la pelle piu' elastica.
E sa anche che il proverbio “L’abito non fa il monaco” e' una solenne stronzata.
L’abito determina l’immagine che hai di te. Ti fa cambiare il modo di camminare e di pensare.
Quindi la Miller si fa costruire una mega roulotte camion a due piani con tutti i comfort di un centro estetico di iper lusso. Aiutata da un gruppo di femministe e psicologhe raccoglie donne senza casa, barbone che vivevano nel sudiciume di quattro cartoni. Le portano nel beauty center viaggiante, le lavano, le massaggiano, coiffeur, manicure, pedicure, lampada, vestiti da 10 mila dollari e poi tutte assieme si mettono con la ex barbona di fronte allo specchio e le fanno i complimenti. Poi le fissano un appuntamento per affittare una casa e un altro per trovare lavoro. Hanno portato cosi' fuori dalla miseria disperata migliaia di donne. Ovviamente poi le seguono con un servizio di assistenza, gruppi di autoaiuto eccetera. Ma il cambiamento avviene istantaneamente agendo proprio sulla forza narrativa dell’abito.
Quando una persona inizia a occuparsi del racconto di se', a coltivarlo, la sua vita cambia velocemente, e quello che appena un giorno prima era impossibile diventa realta'. 

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Come facilitare il proprio fallimento

Capitolo Sesto

Tra il dire e il fare c’e' di mezzo il mare

Quello che ho imparato in trentacinque anni dedicati a costruire riviste, case e impianti fotovoltaici, organizzare corsi, spettacoli teatrali e siti web e' che l’aspetto piu' complesso di un progetto e' rendersi conto delle reali difficolta' che si devono affrontare per arrivare a un risultato positivo.
In questi anni ho anche organizzato parecchi corsi che avevano come obiettivo aiutare a costruire una propria impresa.
Ho quindi valutato decine di progetti.
Queste esperienze mi hanno insegnato che quando si fa un progetto generalmente ci si dimentica di inserire il FATTORE ENTROPIA nel business plan.
Nel 1999 lanciammo una campagna per convincere i comuni a distribuire riduttori del flusso dell’acqua alle famiglie e installarne nelle proprie strutture.
Si tratta di piccoli cilindretti che si avvitano allo sbocco del rubinetto e che riducono fino al 50% la quantita' di acqua consumata. Contemporaneamente l’acqua che esce dal rubinetto sembra essere molta perche' il riduttore la miscela con l’aria e rende il getto vorticoso e potente.
Che fosse una tecnologia intelligente e poco costosa e' dimostrato dal fatto che nel giro di dieci anni parecchie amministrazioni pubbliche si sono convinte e hanno distribuito milioni di questi riduttori. Un’azione ecologica, che fa risparmiare denaro e che oltretutto non costava nulla al Comune perche' distribuendo questi riduttori si ottenevano sostanziosi Titoli di Efficienza Energetica che avevano un valore di mercato superiore al costo del riduttore stesso.
Una campagna analoga la lanciammo sulle lampadine ad alta efficienza e lunga durata. Oggi e' provato che anche quella era un’idea intelligente: l’Unione Europea ha messo recentemente fuori legge le vecchie lampadine a incandescenza, proprio perche' consumano 5 volte di piu', durano di meno e producono una luce di cattiva qualita'.
Avevamo tutte le ragioni del mondo, portavamo ai sindaci progetti di una logicita' totale, economicamente convenienti e che non comportavano costi ma producevano un risparmio.
Ero convinto che avremmo avuto un successo fragoroso. Ma non fu cosi'.
Semplicemente nessuno ci credeva. Perfino alcuni ecologisti si dimostrarono scettici verso queste piccole innovazioni. Qualcuno ci accuso' apertamente di vendere prodotti che non funzionavano.
Provammo a parlarne ai giornalisti, contattandoli con decine di telefonate, ma neanche loro erano interessati.
Le nostre idee non erano sbagliate e non era sbagliato il nostro metodo di lavorare eppure non funzionava niente.
Quando discuto un progetto, due volte su tre mi trovo di fronte a una persona che non sospetta minimamente che una proposta geniale possa non trovare ascolto. “Sono nel giusto quindi verro' ascoltato!”
Balle.
Essere nel giusto non vuol dire niente.
Bisogna avere semi buoni ma bisogna anche trovare il terreno giusto.
Io giravo per i Comuni e per gli alberghi con un sacchetto di plastica graduato e un riduttore. Mettevo sotto il rubinetto il sacchetto e lo riempivo per 30 secondi. Ne uscivano 7 o 8 litri di acqua a seconda della pressione. Poi montavo il riduttore, aprivo a manetta il rubinetto e in 10 secondi non uscivano piu' di 3-4 litri nonostante il getto dell’acqua si mantenesse bello forte. Piu' chiaro di cosi'.
Ma la mente delle persone non segue, ahime', la logica. Bensi' le emozioni.
Quando fai un progetto e' come quando vuoi sedurre una persona. Devi usare le emozioni provocate dal linguaggio corporeo.
Quindi se vuoi realizzare un progetto, se lo vuoi veramente, devi andare oltre la semplice dimostrazione che e' un’idea giusta. Devi lavorare sulla confezione.
La soluzione per lanciare i riduttori su larga scala la trovo' Luigi Rambelli, capo di Lega Ambiente Turismo. “Dobbiamo fare uno studio con un’universita' che dimostri che si risparmia anche su grandi numeri”. Cosi', grazie alla sua abilita' di creare relazioni, riusci' a varare un progetto dimostrativo a Bagnacavallo, in collaborazione con l’Universita' di Parma, che duro' un anno e mezzo. Andammo in 15 claun a Bagnacavallo, facemmo cortei comici, spettacoli, corsi per bambini e adulti, avevamo un palco in piazza con un lavandino e un rubinetto e dimostravamo ai passanti come funzionavano i riduttori. Distribuimmo 2.300 kit con 3 riduttori (per due rubinetti e la doccia) ad altrettante famiglie. Alla fine si dimostro' che c’era un risparmio globale del 10% con punte oltre il 25%.
E poi riuscimmo a far parlare di questa storia i giornali, le radio, i siti web…
Poi quando arrivarono i grossi appalti arrivarono anche i pescicani e ci fregarono… Ma questa e' un’altra storia…
Quel che voglio dire e' che la confezione e' il veicolo che trasporta un’idea. Serve l’idea ma se non riesci a trovare la strada per realizzarla non e' niente.
E per trovare l’idea geniale per comunicare la tua proposta ti serve molto tempo passato a fantasticare, giocare con le ipotesi, montare e rimontare il progetto.
Da bambini eravamo tutti bravissimi in questo passatempo mentale. Ricominciare e' facile.
Ma bisogna aspettarsi che trovare il modo per veicolare il proprio prodotto sia piu' complesso del trovare l’idea di prodotto.
Il 90% dei fallimenti non dipende dalla qualita' del prodotto ma dall’incapacita' di dargli gambe.
E anche qui siamo di fronte a un meccanismo che funziona sulla base del PESO DELLE INTENZIONI.

La forza delle relazioni.
Quando avevo 16 anni mi stupivo molto per come funziona il mondo.
Ero abituato a gente che dice una cosa e poi la fa.
In un’assemblea dopo uno spettacolo, nel 1967, un ragazzo critico' mio padre dicendo che in fondo faceva teatro per l’e'lite, nei teatri con le poltrone rosse.
Mio padre rispose che stava per l’appunto pensando di fare teatro fuori dai teatri.
Un’affermazione assurda, a quei tempi non esistevano i service che ti affittano palchi smontabili per recitare in un palazzetto dello sport.
Mi sentii dispiaciuto perche' mi sembrava che mio padre avesse fatto il furbo promettendo l’impossibile. Ero solo un ragazzino ma sapevo bene quanta tecnologia serviva per fare uno spettacolo teatrale…
Sei mesi dopo, stavo con una chiave inglese in mano a montare il primo palco mobile della storia del teatro italiano, fatto per essere montato in due ore da 20 persone. E quella sera i miei genitori recitarono in una bocciofila, migliorando l’acustica con grandissimi pannelli realizzati cucendo imballaggi per uova. Tutti gli attori e decine di volontari non avevano fatto altro per una settimana. C’era tutto: le torrette per le luci, quelle per l’amplificazione, il palcoscenico a due piani, le scenografie, i costumi e i trucchi scenici. In una bocciofila comunista.

Quando iniziai a frequentare il mondo capii che la qualita' delle dichiarazioni d’intenti ha pesi molto diversi.
Quando occupammo il Berchet lo decidemmo in 80 e tutti giurarono che ci saremmo trovati alle 7 e un quarto di fronte alla scuola per fare irruzione e bloccare i corridoi e le scale.
La mattina dopo alle 7 e 15 eravamo in 10.
Il giorno dopo eravamo in 5.
Io non capivo. E poi c’era il problema di come occupare una scuola in 5. La soluzione che trovammo fu geniale. Bloccavamo scale e corridoi con banchi, sedie e cattedre accatastate.
E andammo avanti a farlo per tutta la durata dell’occupazione. Noi rompevamo i coglioni a tutti perche' venissero a scuola prima, perche' ogni mattina era sempre piu' dura col custode e dovevamo fare a spintoni per entrare.
E non solo non venivano all’ora stabilita, iniziarono a prendermi anche per il culo chiamandomi “Barricata”.
Non e' facile prendere le misure a un problema del genere. Quando si fa un progetto e si mettono insieme 5 persone e ognuno dice quel che fara', quante probabilita' ci sono che il 50% delle persone faccia quel che ha detto?
Quante vorrebbero farlo e non ci riescono per sculo, malintesi, errori e qui pro quo? Quanti semplicemente perche' sono inconcludenti?
La variante umana, nella realizzazione di un progetto e' tutto.
Pochi si rendono conto che questo mondo non e' basato sui soldi, le macchine o il potere. E’ basato sulle relazioni. La Mafia, la Massoneria, la Confindustria, i Sindacati, i partiti, le chiese, le associazioni, sono sistemi per organizzare relazioni. Li usano i buoni e i cattivi. Ma ci sono poi reti di relazioni di famiglia, di amicizia, d’amore, di lavoro.
Quando inizio a realizzare un progetto devo chiedermi CON CHI realizzarlo.
Ho visto decine di imprese fallire perche' il gruppo che le voleva realizzare aveva come unico collante una certa idea. Ma essere d’accordo che la guerra e' male non e' una garanzia che poi si sia capaci di fare un video.
Noi di sinistra troviamo difficile digerire questo concetto.
La Professionalita' e' una qualita' essenziale.
Non fai la rivoluzione, che e' una cosa difficile, se non sei neanche capace di montare un impianto di amplificazione che non fischi.
Invece si pensa che, siccome ho idee giuste, tutto il resto, la realizzazione pratica delle idee, sia secondario.
Ho sempre pronta la giustificazione.
E’ un modo di ragionare tipicamente cattolico.
I cattolici possono sempre dire: “Il Diavolo me lo ha impedito”. I calvinisti invece credono che Dio ti abbia dato dei talenti e che il tuo dovere sia quello di farli fruttare. Che il Diavolo remera' contro, lo danno per scontato. Onora Dio chi riesce a portare a termine il suo progetto nonostante il Demonio.
E questo spiega perche' i Danesi se la passano mediamente meglio degli italiani.

Nei capitoli precedenti ho cercato di dimostrare che se vuoi sedurre una persona ci devi mettere tutto il peso delle tue emozioni.
Se vuoi realizzare i tuoi progetti devi metterci tutto il peso delle tue emozioni. E capire che scegliere bene l’obiettivo del tuo bersaglio sessuale e' altrettanto importante che scegliere bene le persone con le quali lavori. Ti serve gente che ti dice: “Ci vediamo domani mattina alle 7 e un quarto” e poi, la mattina dopo, alle 7 e 15 sono li' col sorriso sulle labbra.
E qui attenti, perche' c’e' un grande trucco della vita. Una cosa che non ti dicono ne' a scuola ne' alle riunioni di partito.
La professionalita', l’onesta', la correttezza, sono cose che sedimentano. Cambiano il tuo linguaggio corporeo e creano negli altri impressioni positive che si assommano nel tempo e diventano la tua identita' sociale.
Ho visto gente arrivare a 50 anni e scoprire di essersi giocati tutte le relazioni. E non so se in questo processo abbiano piu' peso i bidoni che hai tirato o l’idea che ti sei fatto di te di essere un bidonaro (e il conseguente messaggio corporeo che invii agli altri…). Credo comunque che alla fin fine, una persona, a furia di dare pacchi, vada in giro con scritto in fronte: “Sono un taroccatore”.
Le persone che vedono le cose da questo punto di vista si trovano meglio nella vita.
Ogni volta che scegli di mantenere la parola data, che porti a termine un lavoro nonostante le difficolta', che riconosci un torto e lo risarcisci, aumenti il tuo capitale di credibilita' verso te e verso gli altri.
E ogni volta che trovi una persona che mantiene la parola data hai fatto un grande affare e lo devi tenere in enorme conto. Le relazioni con le persone di valore sono la tua ricchezza sociale.
Valgono piu' dei soldi e nessuno te le puo' rubare.
Per realizzare i tuoi sogni hai bisogno di poter telefonare ad amici fidati che siano disposti a dirti chi conoscono che potrebbe collaborare con te. La qualita' dei tuoi amici la dimostra la qualita' degli amici che ti presentano.
E anche questo funziona tra i buoni e tra i cattivi.
La Massoneria e' un sistema simile a un franchising, ti garantisce di entrare in contatto con un socio potenziale selezionato, cosi' come si suppone che se vado da un concessionario Fiat sono capaci di riparare una 500.
Non sempre e' vero ma questi sistemi di garanzia sono meglio di niente.
E ti sara' capitato di dover chiedere a un amico il nome di un bravo dentista o di un avvocato esperto.
Ognuno ha le sue massonerie, i suoi sistemi di clan che gli permettono di selezionare la qualita' delle persone e diminuire il rischio di trovarsi a collaborare con un incapace. E’ pieno di politici che intascano le tangenti e poi non riescono a farti avere la licenza edilizia per costruire sopra un torrente. Ed e' pieno di santi altruisti che vanno in Africa a insegnare orticultura e diventano una calamita' per l’agricoltura locale.
Costruire una societa' nuova, migliorare la propria vita significa dedicarsi a trovare persone positive e amarle perche' sono preziose.
Conosco un grande manager che dice: “Per realizzare un’impresa servono idee, soldi e persone. Ma se hai le persone allora le idee e i soldi non sono un problema.”

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Non raccontiamoci balle: e' veramente in corso lo scontro tra il Bene e il Male!

 

Capitolo quarto

E possiamo vincerlo.
E qui discutero' del perche' i malvagi partono svantaggiati rispetto alle brave persone.
Del perche' cosi' spesso i buoni commettono errori grossolani che vaporizzano ogni vantaggio iniziale.
Del come costruire una strategia esistenziale che aiuti le brave persone a non farsi male da soli.
(Il cuore dello scontro sociale e' tra stronzi e beneandanti. Cerchiamo di darci un’organizzata senno' ci menano.)

Non e' piu' tempo di grandi scontri ideologici e religiosi. Molte persone, se sentono parlare di scontro tra Bene e Male (con la maiuscola), sorridono con compatimento.
Io invece credo che sia necessario riaffermare questo concetto.
Affrontiamo questo mondo impreparati, ci educano in modo belluino, non ci forniscono le informazioni fondamentali per agire in modo sensato e dobbiamo affrontare grandi problemi filosofici come farci una ragione del fatto che la vita abbia un termine e che rischi pure ogni sorta di malanni.
CHE PALLE!
E come se non bastasse ci sono in giro un sacco di malvagi rompicavolo che si dedicano intensamente ad ammorbarti l’esistenza ostacolandoti, colpendoti, attentando in mille modi al tuo benessere.
PEZZI DI MERDA SECCA!!!
E non mi riferisco solo a politici corrotti e maniaci sessuali, preti pedofili, imprenditori ladri, truffatori, medici e ingegneri incompetenti, guidatori imbecilli, terroristi, criminali e simili.
Chi si adopera grandemente per rovinarci la vita, i piu' infidi, sono un gruppo di esseri umani dei quali la magistratura, ahime', non si occupa mai, sui quali i leader di partito non fanno comizi. Non ci sono manuali nelle librerie per affrontarli e non ci sono scuole quadri che ti offrano una formazione adatta a distruggerli.
Ma sono loro l’Humus del Male. La fanghiglia putrescente del mondo.
Sto parlando degli STRONZI!
Essi si dividono in 6 grandi categorie:

Gli spettegolanti.
Quelli che ti vengono a dire che Paolo ha parlato male di te (e godono a vedere quanto ci resti male).

Gli spargiletame.
Quelli che ti descrivono con dovizia orrenda di particolari disgustosi il loro ultimo intervento chirurgico (o qualunque altra disgrazia sia capace di rovinarti la giornata).

Gli sprovvisti di rispetto.
Quelli che ti chiedono la macchina e poi te la restituiscono con il serbatoio vuoto (e mai che ti offrano un caffe').

Gli inetti.
Quelli che ti dicono che fanno una cosa e poi non la fanno. E poi ti spiegano che non sono riusciti a fare la traduzione perche' non avevano il vocabolario. Gli manca sempre qualche cosa.

I non professionisti.
Quelli che ti dicono che fanno una cosa e invece fanno un disastro epocale perche' ne fanno un’altra (che non ti avevano detto). E poi si scusano perche' non avevano il vocabolario di inglese e allora hanno tradotto in cinese.

I depressivi.
Quelli che ti dicono che tanto non riesci a combinare niente. E a volte hai la sfiga che siano il tuo papa' e la tua mamma.

Questo e' il grande esercito del male.
Sono loro che danneggiandoci la voglia, l’autostima, la fiducia, la speranza, ci rendono quotidianamente deboli e insicuri.
Io sto veramente meglio da quando ho iniziato a non rivolgere piu' la parola a persone di questo tipo.
Sono stronzi. Meglio perderli.

Non ha senso che tu ti ribelli a un governo di ladri e magari fai pure i cortei e non dedichi un po’ di energie a combattere gli stronzi nel tuo giro di frequentazioni.
Bisogna dare loro battaglia. Bisogna dirglielo. Difficile che capiscano ma comunque si puo' sperare di contenerli. Fare argine.
E’ una necessita' storica.
Una battaglia centrale. Lo dobbiamo dire con gli altoparlanti. Fare comizi, volantinaggi.
Facciamo una giornata mondiale dello stronzo. In quel giorno li' tutti vanno dagli stronzi che conoscono e glielo dicono. E poi si dovrebbe istituire un archivio degli stronzi.
Almeno per quanto riguarda avvocati medici e geometri. Sono pericolosissimi e nessuno se ne occupa.
So che non sara' facile… Ma varrebbe forse la pena di tentare.
Ma e' importante che io mi renda conto che quando voglio realizzare qualche cosa gli stronzi li devo mettere in conto dall’inizio. Devi sapere che c’e' un costo-stronzi per qualunque impresa. Vuoi costruire una casa? Hai calcolato l’eventualita' dell’ingegnere del Comune stronzo? Guarda che ti tocca matematicamente uno stronzo comunque. Se non e' un burocrate e' il geometra o il costruttore. Oppure quello che ti vende le finestre. Non ci scappi.

Gli stronzi hanno cosi' grande capacita' di danneggiarci l’esistenza perche' il meccanismo della determinazione nel realizzare qualche opera e' molto delicato, soprattutto per chi e' alle prime esperienze. Provi, fallisci, ti demoralizzi e passi il resto della vita a non concretizzare quel che desideri.

Ma il danno materiale degli stronzi e' forse il meno.
Il guaio e' che minano la tua determinazione, l’immagine che hai di te e quindi il peso di quello che fai. La caduta di energia che ne consegue modifica la tua idea di te, cosi' cambiano i messaggi che trasmetti attraverso i tuoi movimenti e il tuo atteggiamento corporeo. E questo ti toglie potere.

Ma la questione va ben al di la' di questo.
Proprio a causa della sordita' sensoriale, del non ascolto di se', del non uso del peso delle intenzioni emotive, e degli insuccessi, finisce che non mi rendo conto delle reali dinamiche evolutive della situazione.
Alla fine siamo prigionieri della visione dei libri di storia della scuola. Tutto viene compiuto attraverso battaglie, avvelenamenti, complotti. E anche tra i ribelli ce ne sono molti che credono all’esistenza di complotti super potenti che determinano i grandi cambiamenti storici: gli Illuminati, i Rothschild, la Massoneria. Si', e' vero, esistono i complotti, ci sono persone che ci provano. Ma non ci riescono. Perche' la storia viaggia su altri binari, misure ben piu' grandi della misura di un pugno di potenti.
Ci sono alcuni fatti storici esemplari che nessuno e' riuscito ancora a spiegare.

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