Indice del blog, argomenti principali Tutto sullo Yoga Demenziale Fumetti, disegni, arte
Le notizie di Cacao I migliori video della rete, teatro, Jacopo Fo, Dario Fo Tutti gli articoli di Jacopo Fo

Ecologia e Ambiente

Notizie sull'Ecologia e sulla salvaguardia dell'Ambiente

Ci ho provato e ce l'ho fatta

Sembra la trama di un romanzo, e infatti ne hanno fatto un libro, la storia di William Kamkawamba, 14enne del Malawi.
Destinato a fare l'agricoltore nei poveri campi di famiglia e' riuscito a cambiare la sua vita costruendo una pala eolica con pezzi di scarto presi da una discarica.
Nel 2001, nella biblioteca di Wimbe, il suo villaggio, William trova un libro sull'energia, con in copertina una fila di pale eoliche.
Subito si appassiona all'argomento e capisce che se fosse riuscito a costruire un mulino a vento capace di produrre energia elettrica avrebbe potuto irrigare i campi con una pompa e avere luce in casa alla sera.
“Studiando” le figure e facendosi aiutare dagli artigiani del villaggio riesce a procurarsi la ventola di un trattore, alcune lame arrugginite, un cuscinetto, dei pistoni e una bobina (la dinamo della bicicletta di suo padre!), con cui costruisce un mulino perfettamente funzionante.
Quando la luce si accende la gente del villaggio accorre a vedere “il miracolo” e William diventa noto come il giovane che ha imbrigliato il vento.
Ci ho provato e ce l'ho fatta, diventa il suo tormentone.
La sua fama arriva fino a un professore, Hartford Mchazime, in Malawi con una Ong, che nel 2006 si reca al villaggio per conoscerlo e far conoscere la sua storia.
Oggi William ha ricevuto una borsa di studio per iscriversi all'African Leadership Academy di Johannensburg, in cui e' tuttora studente, e ha appena pubblicato il libro “The boy who harnessed the wind”, che pare sia molto bello.
Ha anche ingrandito il mulino che ora da' energia a tutte le case del villaggio.
Il suo sito: http://williamkamkwamba.typepad.com/williamkamkwamba/

fonte immagine

Ecologia estrema

Presentati alla fiera Ortogiardinaggio 2010 di Pordenone alcuni abiti interamente realizzati con ortaggi (foglie di lattuga, cavoli, pomodori e sedano).
Coltivati dai giovani stilisti dell'Istituto Zanussi di Pordenone, sono 100% digeribili.
(Fonte: Ecoblog)

fonte immagine

Ecologia estrema, o meglio perpetua!

L'urna funebre ecologica completamente biodegradabile inventata dalla designer italiana Veronika Gantioler ha vinto il concorso Talente 2010, premio per l'innovazione artigianale bandito dalla Camera di Commercio di Monaco di Baviera.
All'interno dell'urna viene posto un cilindro di torba contenente sementi. Quando col tempo il contenitore si scioglie germoglia una pianta o un albero.
Un vero e proprio inno alla vita.
(Fonte: Ecoblog)

fonte immagine

Buone notizie marine

Sara' ufficialmente formalizzato nel prossimo Consiglio dei Ministri dell'UE (a novembre) il divieto di commercializzazione del tonno rosso, specie in forte pericolo di estinzione.
I coralli diventano invece sorvegliati speciali.
(Fonte: Lanuovaecologia)

fonte immagine

In Toscana parte la certificazione energetica delle case

Dopo Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e la provincia autonoma di Bolzano, anche in Toscana, dal 18 marzo, entrera' in vigore l'obbligo di certificazione energetica degli edifici in caso di affitto, compravendita, ristrutturazione o nuova costruzione.
Il nome del certificatore energetico andra' indicato nella comunicazione di inizio lavori, pena la non concessione dell'abitabilita' della struttura, mentre nel caso di affitto o vendita, la mancanza della certificazione energetica colloca automaticamente l'edificio nella classe G di peGGiore, con ripercussioni sul canone di affitto o sul prezzo di vendita.
“Lo scopo del regolamento - spiega l'assessorato all'energia della Regione Toscana - e' quello di spingere i cittadini e le imprese a migliorare le qualita' energetiche dei propri edifici. Non si tratta di una misura vessatoria, ma di un invito ad adottare accorgimenti in grado di far risparmiare sui consumi invernali ed estivi e quindi di produrre nel tempo benefici economici per i cittadini e positivi effetti sull'ambiente”.
(Fonte: Greenreport)

fonte immagine

Via delle Bioenergie, Graz, Austria

Dal 2002 a Graz, in Austria, l'azienda di trasporto pubblico alimenta gli autobus con biodiesel ottenuto dalla raffinazione dell'olio di frittura, raccolto in ristoranti, mense e abitazioni private della citta'.
E' il primo paese al mondo in cui tutti i 135 autobus vanno a patatine fritte, percorrendo 11 milioni di km ogni anno.
Andreas Solymos, della Graz AG, la societa' che gestisce i trasporti cittadini, ha spiegato ai microfoni di Report che per adattare al nuovo carburante i mezzi piu' moderni non sono state apportate modifiche, mentre per i piu' vecchi sono stati spesi mediamente 2.000 euro a vettura, soldi subito ammortizzati visto che il biodiesel da olio fritto costa meno del diesel tradizionale.
Di recente e' iniziata anche la conversione della flotta di taxi, 700 auto in tutto: nel frattempo le emissioni inquinanti in citta' sono diminuite gia' del 71%.
La strada dove sorge l'impianto di raffinazione, a Graz, si chiama da poco Via delle Bioenergie. Che sia di buon auspicio, prima si chiamava Via della Peste.

fonte immagine
 

Rompiscatole (di tonno)

Presentato da Greenpeace il rapporto “Tonno in trappola” sulla responsabilita' ambientale e la trasparenza dei produttori di tonno in scatola.
Analizzati 14 diversi marchi in commercio. Primi posti della classifica per il tonno Coop, Asdomar e Mareblu con votazioni tra il 4,7 e il 4,4 su una scala fino a 10.
Nella parte bassa della classifica, categoria “Non ci siamo!” compaiono: tonno RioMare, tonno Conad, Callipo, Nostromo, tonno Mare Aperto Star e tonno Consorcio.
In generale, segnala Greenpeace, non c'e' una particolare attenzione da parte dei produttori: “La mancanza di una politica scritta per la sostenibilita' della pesca e' quasi totale, cosi' come la scarsa trasparenza nelle etichette”.
Per vedere l'intera classifica http://www.greenpeace.it/tonnointrappola

fonte immagine

Sono pazzi questi neozelandesi

In un parco pubblico di Rotorua e' stata installata la prima monorotaia alimentata a pedali. Ogni capsula e' una bicicletta e per muoversi tocca pedalare.
Si chiama Schweeb e momentaneamente e' solo un'attrazione turistica anche se ha risolto il problema dei sorpassi e potrebbe diventare il futuro della mobilita' sostenibile urbana.
Fonte immagine

La casa ecologica di birra

Quella che vedete nella foto e' la casa di Tito Ingenieri, inventore argentino di origini italiane. E' realizzata utilizzando bottiglie di birra riciclate al posto dei mattoni e per costruirla, una bottiglia alla volta, ci sono voluti 19 anni e 6 milioni di bottiglie.
Anche gran parte degli arredi interni sono realizzati in bottiglie e copertoni riciclati.
Oltre all'immensa opera di riciclaggio la casa e' diventata famosa per un'altra caratteristica unica: quando i venti girano, arrivando da meridione e portando tempeste, i colli delle bottiglie fischiano avvertendo Tito del pericolo.
ATTENZIONE: non provateci voi! 6 milioni di birre danno qualche problema di salute.
(Fonte: Ecologiae)
 

Il mio amico Domenico mi ha detto: fammi un articolo su come vedi tu i trends.

L'articolo di questa settimana è un contributo di Jacopo Fo al libro "Tracce di futuro, tendenze 2010_2011", di Domenico Fucigna, edito dalla TEA Press.
Buona lettura.

 

Il mio amico Domenico mi ha detto: fammi un articolo su come vedi tu i trends.
Subito mi sono entusiasmato perche' Domenico e' una persona seria e io invece no. Che mi chieda il mio parere sul futuro mi lusinga.
Poi mi son detto: in fondo sono qualificato, abbiamo precorso i tempi montando il nostro primo impianto fotovoltaico nel 1982. Contemporaneamente abbiamo aperto uno dei primi ristoranti biologici in Italia e lanciato il primo corso di scrittura creativa, con Dacia Maraini e Stefano Benni. E poi ci siamo lanciati nella comicoterapia, nel risparmio energetico, abbiamo fatto campagne di informazione sul parto dolce, gli asili di Reggio Emilia, i muscoletti vaginali e il punto G.
Dodici anni fa abbiamo iniziato la nostra avventura su internet e dieci anni fa abbiamo inaugurato Cacao, il quotidiano delle buone notizie e un’azienda che vende prodotti ecologici via web. Insomma abbiamo una buona esperienza nello sperimentare idee nuove idee e nell’azzeccarle.

Quindi eccovi le mie previsioni sui sommovimenti culturali e merceologici dei prossimi cinque anni.
Dire che internet e l’efficienza energetica avranno un ruolo enorme mi sembra scontato. Chi restera' fuori dalla rivoluzione delle ecotecnologie fara' la stessa fine di chi non ha capito per tempo a cosa servivano i computer.
Come pure e' prevedibile che ci sia una crescita della domanda di prodotti sani, biologici ed etici sulla spinta della crisi ambientale, dei crolli finanziari e del disgusto verso la guerra.
Sempre di piu' le persone compreranno i prodotti giudicandoli globalmente. Vorranno prodotti che cambiano positivamente il mondo. Per decenni la pubblicita' ci ha proposto l’idea che esistessero prodotti perfetti che creavano un mondo di sogno. Ora i consumatori vogliono comprare veramente prodotti che salvano il pianeta e cancellano fame e guerra.

Gia' ci sono multinazionali che hanno scelto di qualificare i loro prodotti, come Interface, leader mondiale nelle moquettes, che ha aumentato i propri utili inventando la moquette naturale, 100% riciclabile, e pure modulare, sostituisci solo i pezzi usurati.
Ma la Danone e' andata oltre creando, in collaborazione con la banca dei poveri del Nobel Yunus, la prima SpA etica che ha l’obiettivo di pareggiare il bilancio producendo yogurt vitaminizzato a bassissimo prezzo. Non c’e' ridistribuzione degli utili ma la restituzione del capitale iniziale rivalutato e un margine per nuovi investimenti.
L’obiettivo era quello di salvare migliaia di bambini che in Bangladesh muoiono dopo lo svezzamento dal latte materno perche' si nutrono di cibi poveri. Ci stanno riuscendo. Hanno tagliato i prezzi eliminando il ciclo del freddo per il trasporto e la conservazione. Invece di creare una sola grande fabbrica ne hanno costruite molte, sparse sul territorio. Distribuiscono lo yogurt in mattinata, quel che resta invenduto lo regalano. Ora stanno clonando questa impresa in altri paesi del terzo mondo. Quando annunceranno di aver salvato dalla morte per denutrizione il primo milione di bambini avranno un’ottima ricaduta d’immagine.

Sono poi convinto, come molti, che esploderanno le community virtuali. E questo rivoluzionera' il modo di trascorrere il tempo libero ma anche il modo di comprare.
La gente sempre di piu' andra' a vedere in rete i pareri degli altri consumatori prima di acquistare qualche cosa. E saranno premiate le aziende capaci di cogliere, interpretare e soddisfare i desideri delle community. Il che vuol dire che la pubblicita' tradizionale perdera' gradualmente la sua posizione centrale nel marketing.
Un altro sviluppo particolarmente interessante sara' la crescita di reti di vendita per gruppi di acquisto.
Gia' oggi esiste una specie di borsa italiana delle aziende che offrono prodotti biologici direttamente ai consumatori in stock. Ed esistono gruppi d’acquisto per servizi di telefonia, assicurazioni, prodotti finanziari.
Ma questa rete, anche grazie alla crisi economica, e' destinata ad allargarsi notevolmente arrivando a sviluppare convenzioni per ogni tipo di prodotti e servizi offrendo ai consumatori prezzi migliori e garanzie di qualita' in cambio della loro auto organizzazione e della loro capacita' di programmare nel tempo gli acquisti.

Un altro settore che credo cambiera' notevolmente e' quello della produzione culturale e di servizi.
E’ chiaro a tutti che i consumatori saranno anche produttori, basta guardare YouTube.
Gia' ci sono giocatori di videogames guerreschi che vendono i personaggi che hanno gestito abilmente facendoli diventare generali o re. E puoi vendere vestiti o oggetti per gli avatar sui mondi virtuali tipo Second Life. E su milioni di computer gira Linux, il sistema operativo creato da una rete di appassionati che odiano i grandi gruppi monopolisti.
Il confine tra pubblico-produttore e professionisti andra' sempre piu' assottigliandosi.

Ma quello che sta accadendo ora e' che si costituiscono reti di micro-produttori capaci di creare offerte in grado di sbaragliare i leader tradizionali di alcune filiere.
Sta succedendo nel settore fotografico: oggi migliaia di fotoamatori vendono collettivamente le proprie foto ad alta definizione per pochi euro, facendo una concorrenza serrata alle agenzie fotografiche tradizionali. Il tutto grazie a sistemi automatici.
Una delle ragioni del successo dell’iPhone deriva dal coinvolgimento di centinaia di micro aziende nella creazione di giochi e applicazioni, che Apple vende direttamente sui suoi telefonini lasciando ai programmatori la maggior parte dell’incasso.
Ma assistiamo anche alla nascita di network costituiti da micro aziende che spezzano una commessa. Un meccanismo gia' ben conosciuto in parecchi settori ma che grazie a internet sta assumendo proporzioni enormi. Oggi posso trovare in rete qualsiasi competenza professionale, dalla segretaria che risponde al telefono e ti compra i biglietti aerei (dall’India) al webmaster (croato) al grafico (rumeno) al gruppo di pubblicitari, operatori video ecc. Queste realta' tenderanno a fondersi e connettersi sempre di piu' e si svilupperanno imprese specializzate nel connettere intere flotte di micro aziende.

L’altro grande fronte di sviluppo del web saranno i servizi di orientamento. Da tempo Amazon e altri siti del genere, dopo che hai comprato e dato il voto a una decina di volumi, traccia un tuo profilo e ti propone libri che sono piaciuti ad altre persone che hanno dato gli stessi voti che hai dato tu, agli stessi libri. E YouTube ti propone i video cercando di  interpretare i tuoi interessi sulla base dello storico dei file scaricati.
Agire su richiesta dei consumatori incrociando dati sulle scelte e sui giudizi dei consumatori stessi, per tracciare un catalogo di prodotti e servizi sulla loro lunghezza d’onda, sara' un prodotto di nuovo tipo, una via di mezzo tra l’associazione consumatori che ti tutela dalle truffe (e ti fornisce referenze di altri consumatori su un prodotto) e un mago digitale che intuisce che cosa ti piacerebbe (perche' e' piaciuto ad altri con il tuo stesso profilo di scelte e giudizi).

Infine, credo che ci troviamo nell’imminenza di una terza migrazione verso le campagne dopo quelle massicce dell’inizio degli anni ottanta e della fine degli anni novanta.
Sale la voglia di case ecologiche e antisismiche in mezzo alla natura e lontane della violenza, dall’inquinamento e dall’assenza di rapporti umani che si sperimenta nelle grandi citta'.
Si sviluppera' il cohousing, cioe' la condivisione di spazi condominiali (lavanderia, piscina…) e vedremo nascere ecovillaggi che permettono di azzerare le bollette energetiche e infischiarsene dell’imminente fine del petrolio (non finisce subito ma quello che resta e' sempre piu' sporco e in profondita', quindi estremamente piu' caro).

A livello piu' generale credo che continuera' la tendenza alla diffusione della cultura e all’orientamento etico dei cittadini.
La nostra societa' ha urgente bisogno di nuovi modelli e nuovi punti di vista. Se non ci sara' un salto di consapevolezza vedremo tempi bui. Ma io sono ottimista. Internet sta rendendo le persone piu' informate e sta offrendo strumenti incredibili di crescita personale e riflessione esistenziale.
Si sviluppano nuovi strumenti per i cittadini che vogliono controllare l’operato delle amministrazioni pubbliche e dei politici. Gli spazi di manovra per la corruzione e la criminalita' si stanno restringendo.
Insomma non credo che nel 2012 ci sara' la fine del mondo. Al massimo ci sara' un’esplosione di coscienza umanistica e di voglia di costruire pacificamente un presente migliore.
E questo sara' forse possibile anche grazie alla diffusione di modalita' pratiche per gestire meglio il proprio cervello.
Credo quindi che una delle novita' piu' cospicue dei prossimi anni sara' la crescita intellettuale.
Una rivoluzione delle dinamiche mentali che portera' a cambiamenti strutturali in decine di settori essenziali.
Migliaia di libri, migliaia di corsi ci parlano dei risultati strepitosi del pensiero trasversale (o laterale, o strategia dei piccoli risultati istantanei o della spinta gentile, che dir si voglia).

L’uso di un modello mentale olistico nella gestione delle aziende sta gia' dando risultati strabilianti.
Ad esempio, il gruppo brasiliano Semco, una delle piu' grandi aziende del paese, ha ottenuto risultati stupefacenti grazie alla direzione del giovane Ricardo Semler, che ha rivoluzionato totalmente i rapporti tra lavoratori e impresa, arrivando a cancellare la figura della segretaria e a decidere assunzioni e investimenti sulla base del parere dei dipendenti. Oggi Semler, grazie ai risultati di cassa ottenuti con la sua filosofia, insegna la sua concezione di azienda etica e partecipata nelle universita' statunitensi.

Ci risentiamo tra 5 anni per vedere quante ne ho azzeccate.

L'idrogeno verde

“Il tema dell'idrogeno è una straordinaria sfida”. Con queste parole il governatore della Puglia Nichi Vendola ha commentato la firma di un protocollo d'intesa tra la Regione e la fondazione H2u-the Hydrogen University di Monopoli, per l'uso di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili (l'energia necessaria per scindere idrogeno e ossigeno viene generata da impianti solari fotovoltaici).
Entro un anno autobus e automobili a metano potranno rifornirsi dalle nuove stazioni di servizio che verranno installate nella Regione.
Spiega il presidente della fondazione, Nicola Conenna: “L'utilizzo dell'idrogeno come carburante sarebbe gia' possibile in Italia sulle 300.000 autovetture a metano in circolazione e immatricolate negli ultimi quattro anni, perche' dotate di una centralina elettronica che ne regola la miscelazione col metano. L'immissione di idrogeno in queste auto, come negli autobus a metano puo' arrivare fino al 50% della capienza dei serbatoi”.
(Fonte: Ansa Ambiente)

fonte immagine

La casa foglia

In inglese “Leaf House” e si tratta di un condominio (6 unita' abitative) ad altissima efficienza energetica costruito nel 2008 a Angeli di Rosora, in provincia di Ancona.
Progettata e realizzata dal Gruppo Loccioni, azienda italiana, la struttura è “carbon neutral” grazie all'impianto solare termico, a uno fotovoltaico e a uno geotermico con pompa di calore, a un migliore sfruttamento dell'illuminazione naturale e a una climatizzazione interna costantemente controllata da 1200 sensori.
Un monitoraggio dei consumi energetici dall'1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009 ha dato risultati ottimi: si sono risparmiati all'atmosfera 34.080 kg di anidride carbonica, una cifra equivalente alla quantita' di CO2 assorbita in un anno da 3.408 alberi.
I condomini invece hanno risparmiato 22.658 euro di spese (tra risparmio sulle bollette e incentivo del Conto Energia).
Il progetto è stato lanciato dalla Leaf Community (http://www.leafcommunity.com/), la prima comunita' italiana interamente dedita all'ecologia e alla sostenibilita' ambientale.
(Fonte: Repubblica)

fonte immagine

Tolleranza zero a Trieste

Sputare il chewing gum a terra in suolo triestino costera' 500 euro di multa. Lo prevede la nuova bozza di Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati del Comune.
La sanzione scende a 350 euro se riciclate la gomma sul posto...

fonte immagine

Fotovoltaico da record in Italia

Il GSE, in collaborazione con l'MSE, hanno reso noto che in Italia la potenza fotovoltaica installata ha raggiunto e superato quota 1 GigaWatt.
L'Italia sale cosi' al secondo posto nella classifica dei Paesi europei produttori di energia solare, preceduta solo dalla Germania.
Gli impianti certificati in funzione sono piu' di 70.000 e forniscono energia a 500.000 famiglie, 1,2 milioni di persone.

Biodiesel da terreni sequestrati alla camorra

Il progetto partira' in Campania su circa 2.800 ettari di terreni. Verranno coltivate oleaginose, poi trasformate in biocarburante che alimentera' gli autobus dell'Ente autonomo Volturno, gestore dei trasporti pubblici regionali.
Oltre ai benefici ambientali dell'utilizzo di carburanti di origine vegetale c'e' un'altra buona notizia: i terreni sarebbero altrimenti inutilizzabili a causa degli sversamenti illegali di rifiuti. La coltivazione, ovviamente non per uso alimentare, aiuta il terreno a smaltire gli inquinanti.
(Fonte: Ecoblog)

fonte immagine
 

Syndicate content