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libri

Regala un libro a uno sconosciuto

26 marzo 2010: segnatevi questa data sul calendario perche' quel giorno si svolgera' il primo esperimento nazionale di lettura solidale.
Venerdi' mattina, prima di uscire di casa, prendete dalla vostra libreria di casa uno dei libri che amate e regalatelo a un perfetto sconosciuto. Se frequentate autobus, uffici o altro regalatelo a una persona che incontrate spesso ma con cui non avete mai scambiato parola.
Centinaia di migliaia di persone in tutta Italia faranno lo stesso e sara' bellissimo.
L'idea, di Alberto, 21 anni, e' partita da Facebook e il gruppo dedicato all'iniziativa “Leggere, leggere, leggere” conta gia' piu' di 205mila iscritti.
 

Noi amiamo Silvio

E' uscito nelle edicole “Noi amiamo Silvio”, il nuovo volume della Peruzzo Editore. Si tratta di un book fotografico che ritrae il presidente del Consiglio durante eventi pubblici e momenti privati.
Il percorso di immagini e' suddiviso in capitoli dai titoli emblematici: “Tutti insieme siamo una forza”, “Silvio Forever”.
E' plastificato anche il libro.
fonte immagine

 

Dario Fo: Il Mantegna impossibile

Dario Fo Il Mantegna impossibileCarissimi, questa settimana vi presentiamo un nuovo libro di Dario Fo su un grande dell’arte: Il Mantegna impossibile.
Anche questo libro e' edito da Franco Cosimo Panini e insieme a quello su Michelangelo e su Giotto, continua una collana di libri belli, di grande formato, e di straordinaria lettura. Immagini, foto e disegni di Dario arricchiscono una ricerca che apre nuove prospettive sui grandi dell’arte italiana.
Insieme al libro abbiamo anche la possibilita' di offrirvi un bellissimo foulard e una t-shirt d’autore. Indossatela e diventerete immediatamente piu' bravi di Cimabue.
Qui di seguito il prologo del libro. Buona lettura!

Prologo
Mi ha sempre creato enorme sorpresa e soddisfazione scoprire che tutti i grandi artisti d’ogni tempo nelle proprie opere riservano grande spazio all’ironia satirica e all’umorismo poetico.
Giotto nel suo grande affresco nella Cappella degli Scrovegni di Padova offre nella scena del Giudizio Universale, in particolare nelle sequenze dell’Inferno, atteggiamenti buffi perfino in situazioni tragiche come quella dei dannati aggrediti da demoni assatanati: glutei al vento, falli malmenati, peccatrici con poppe scodinzolanti e cosi' via.
Lo stesso discorso vale per Bosch, sempre negli inferi, con animali paradossali e impossibili incrociati con oggetti da cucina e da lavoro, sederi che si affacciamo alle finestre, pesci con ali da pipistrello e grosse trote che se ne vanno nel cielo sormontate da vele maestose.
Questo bisogno di uscire dal normale e dalla convenzione per immergersi nel fantastico e' una scelta che pero' viene prodotta soltanto da pittori e scrittori, nonche' da poeti di talento eccezionale.
Dante e' un vero e proprio campione dell’impossibile, del sovraumano. Chi ha mai immaginato e messo in scena grappoli di amanti ignudi che abbracciati appassionatamente se ne vanno per l’aria sospinti da un vento amoroso, come stormi di volatili travolti dalla passione, se non il sommo poeta?
Ma lo stesso discorso lo possiamo riservare per Leonardo che in decine di suoi disegni e pitture racconta con feroce sarcasmo la bieca violenza degli uomini, come nell’Adorazione dei Magi agli Uffizi a Firenze. Sul fondo, in contrapposizione all’inchinarsi dei tre re, vediamo guerrieri a cavallo con lance e spade caricare uomini e donne, cadaveri gettati dalla scalinata e gente che fugge atterrita, il tutto mentre e' appena nato il figlio di Dio.
In un altro bozzetto scorgiamo un angelo che soffiando dentro una lunga tromba pernacchia nell’orecchio di un cherubino stordendolo.
In un codice, sempre Leonardo mostra una bellissima donna ignuda che abbraccia e bacia il suo amante, ma framezzo i suoi glutei spunta un pungiglione ritorto pronto a scattare come la coda di uno scorpione. A sua volta l’innamorato ha gia' sollevato il braccio per trafiggere con un pugnale l’innamorata.
Potremmo continuare per pagine e pagine a elencare dipinti e disegni grotteschi, da Michelangelo a Caravaggio, per non parlare di Durer e Brueghel. Ma, forse la palma del gioco satirico dovremmo consegnarla a Mantegna, che e' capace in ogni situazione, anche la piu' drammatica, di catapultare dentro le sue opere donne, uomini, cavalli, bimbi che rovesciano la logica in un mondo di follia.
Meraviglia sempre pero' che la gran parte degli studiosi, e fra questi uomini di notevole cultura, non si renda conto di questo paradosso narrativo, e quando non puo' fare a meno di notarlo liquidi il gioco satirico quasi con fastidio, minimizzando come se si trattasse di un trascurabile incidente. Non vogliono assolutamente rendersi conto che quello di innescare lo sghignazzo dentro il dramma e' un contrappunto essenziale e determinante in ogni opera d’autentico valore.
Ma noi, che siamo notoriamente scostumati e campioni della provocazione, faremo in modo di non perdere occasione per mettere in grande evidenza ogni lazzo, giocondo o crudele, che Mantegna ci portera' davanti agli occhi, perche' ognuno possa finalmente scoprire che la punta piu' alta dell’intelligenza umana sta proprio nel gioco umoristico della vita.

Per acquistare il libro direttamente online

Foulard Mantegna

Stavolta cerchiamo un libro!

Carissimi amici,

spero che qualcuno di voi possa aiutarci. Stiamo cercando un libro: I King e l'Umanità di Diana FFarrington Hook.

L'abbiamo cercato un po' ovunque (ebay, amazon, bol...). Lo danno tutti come esaurito. Nessuno lo ristampa e usato non si trova. L'ultima speranza siete voi :-)

A noi, di questo libro, serve solo un'immagine. Non chiediamo molto...

Ditemi che qualcuno tra voi ce l'ha! ditemi che invierete al mio indirizzo email (marianna chiocciola alcatraz.it) l'immagine che ci serve. Ovviamente, vi dirò poi qual'è.

Intanto, tanti sorrisi e grazie!

Marianna

Pane e tempesta - Stefano Benni (Primo capitolo)

Carissimi amici,
in questo Cacao del sabato solo sei parole: il nuovo libro di Stefano Benni!!!
Buona lettura del primo capitolo di "Pane e tempesta".
Il libro e' in vendita anche su Commercioetico.it, clicca qui.

Stefano Benni

Il risveglio del Nonno Stregone

Pane e tempesta ACQUISTA ONLINENei sogni della notte i cattivi chiedono perdono e i buoni uccidono.
Ma dietro gli occhi chiusi, ognuno mantiene il proprio segreto.
Percio' non sapremo mai cosa sognava il Nonno Stregone quella notte, quando all’alba il suo naso si sveglio'.
La prima cosa, infatti, che il nonno faceva ogni mattina, non era aprire gli occhi ma annusare.
Era quella la prova di aver passato un’altra notte e di essere ancora momentaneamente vivo.
Aprendo gli occhi avrebbe infatti visto il buio e le ombre della sua stanza. E avrebbe potuto trovarsi ancora in qualche onirico inganno o oscuro mondo parallelo.
Ma annusando non poteva sbagliare.
Se avesse sentito odore di zolfo e alcol per accendere il grill, quello poteva essere l’inferno. Odore di pane e mosto, il paradiso. Sul purgatorio non aveva le idee chiare, ma pensava che odorasse di semolino.
A volte il Nonno Stregone temeva di svegliarsi negli odori di una vita passata. Ad esempio, un rude aroma di coperta militare e insalata di piedi lo avrebbe riportato in caserma.
Matita e gesso di lavagna, era di nuovo bambino sul banco di scuola. Nebbia e lana di passamontagna, in bici verso il lavoro.
Inchiostro e piombo, la tipografia.
Ma se avesse sentito odore di lavanda e peperonata, allora al suo fianco, nel letto, ci sarebbe stata la Jole. Perche' la Jole, compagna della sua vita per lunghi anni, emanava quell’odore fascinoso e meticcio: i suoi capelli prima biondi e poi
bianchi avevano un buon odore di shampoo, ma cinquant’anni di aerosol alla peperonata in cucina li avevano permeati, e non c’era lavaggio che potesse scindere questo connubio.
Il nonno si commosse al ricordo e questo si concreto' non in lacrime ma in un peto.
Il peto era la prova della sua solitudine. Per anni aveva represso queste necessarie manifestazioni notturne per rispetto alla Jole. A volte si alzava di notte, andava sul terrazzino e modulava. Chi passava poteva pensare che lassu' ci fosse un gatto, o un sassofonista insonne. A volte un amico transitava e per solidarieta' rispondeva in controcanto.
Poteva accadere pero' che un sol diesis subdolo e indomabile partisse. Allora la Jole si muoveva un po’ nel letto, borbottava qualcosa, o faceva finta di niente.
Il peto del nonno quella mattina si perse nell’aere e nessuno protesto'.
Se un diavolo avesse risposto con solforoso contrappunto, sarebbe stato all’inferno.
Se un angelo avesse purificato l’aria con un turibolo d’incenso, sarebbe stato in paradiso.
Se un ragioniere di Varese avesse protestato, sarebbe stato come quella notte nel wagon-lit.
Nulla accadde e cosi' il nonno penso' che era nuovamente e momentaneamente vivo, nel solito mondo.
Ma voleva la prova certa.
Annuso' con piu' forza e senti' odori che lo rassicurarono.
Odore di pane, anzitutto.
Meraviglioso profumo di pane, dalla bottega del fornaio, prova dell’operosita' umana e della quotidiana lotta per la sopravvivenza. Al profumo si accompagnava la vigorosa voce del fornaio Selim che intonava una versione italo-egizio-punk
di E se domani.
Poi il nonno annuso' odore di caffe'. Nel suo naso entrarono la Colombia, l’Arabia, Maracaibo, le navi del pirata Morgan e Posillipo. Il bar stava aprendo.
Cosi' si accinse ad alzarsi e a compiere le ventisette azioni che un umano adulto deve compiere per riprendere il proprio posto nel mondo. Riatteggiarsi a bipede, lavarsi, vestirsi, calzarsi, riempirsi le tasche di oggetti rituali, controllare che niente manchi eccetera.
L’uomo primitivo, penso' il nonno, doveva fare solo tre cose.
Alzarsi con cautela, per non dare una testata nella caverna, e pisciare.
A volte le due azioni erano contemporanee.
Non doveva togliersi il pigiama e vestirsi perche' il vestito notturno e quello da lavoro erano uguali: una pelle di scimmia o di altro donatore.
La terza azione era grattarsi il cranio e constatare l’assenza di un dentifricio, di una caffettiera, di un tostapane e di altre future ideazioni. Cosi', deluso ma leggero, usciva dalla caverna per una nuova giornata.
Il passaggio dalle tre azioni fondamentali del pitecantropo alle ventisette dell’umano medio si chiamava civilta'.
Il Nonno Stregone scese dal letto.
In giovane eta' si balza giu' dal giaciglio come i gatti, in un colpo solo. All’eta' del nonno si scende come un pitone che ha mangiato sei angurie, un gradino alla volta.
Soprattutto, una volta in piedi restavano molte cose da fare.
Alcune assai insidiose, come ad esempio indossare i pantaloni.
I pantaloni hanno tre anime e tre volti.
Vanitosi, pacifici e ben stirati nella vetrina del negozio.
Informi, goffi e dormienti quando li fai cadere a terra o li posi sulla sedia.
Complicati, litigiosi e pieni di biforcazioni quando li devi infilare alla mattina, specialmente se hai fretta.
Ma ancora piu' subdoli sono i calzini.
Il Nonno Stregone aveva stabilito che, alla sua eta', tre erano i modi possibili di infilarli.
Uno, posizione detta “della spogliarellista”, steso sul letto con una gamba sensualmente sollevata. Tempo necessario all’impresa: un minuto, salvo perforazione del pedalino da parte dell’unghia dell’alluce.
Due, posizione eretta “gamba sulla sedia”. Unico rischio, uno schianto del legno o un colpo della strega.
Tre, posizione “riciclami”: andare a letto coi calzini e usare gli stessi la mattina dopo. La meno igienica ma la piu' rapida.
Inoltre, nello scegliere il paio bisognava tener conto dell’esistenza della LIC, Legge di infedelta' del calzino, che dice cosi':

Un calzino, messo nel cassetto,
cerchera' quasi sempre di far coppia con un calzino diverso.

Quindi i pedalini tendevano a sfuggire a una banale similarita' e formavano duetti fantasiosi: corto nero con lungo blu, cotone cannettato con lana a losanghe, e cosi' via.
Poi bisognava pisciare con paziente calcolo balistico. Poi...
Ma il Nonno Stregone era ancora uno splendido settantenne.
Dopo aver compiuto le ventisette operazioni della civilta' umana, scese le scale e si trovo' in strada.

 

Pane e tempesta di Stefano Benni raccontato per immagini

Video di Luca Ralli
Musica di Niclas Benni

 

 

Proprio un bel lavoro

Nina Sankovitch, 46 anni di Westport, Connecticut, ha un blog dove ogni sera pubblica la recensione di un libro che ha letto durante il giorno. Dal 28 ottobre dell’anno scorso la signora, ex avvocato, specializzata in cause ambientali, legge un libro al giorno, tutti i giorni.
Perche' lo fa? "Perche' no?" e' la risposta di Nina. Ha iniziato con “L’eleganza del riccio” e non ha piu' smesso.
http://www.readallday.org/

 

Fonte imm

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