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Non riesco a dimenticareNon posso dormire; ho paura di chiudere gli occhi e di sentire quella voce. Non riesco a dimenticare e non riesco a vivere. Mi chiedo se potro' mai tornare ad essere la persona che ero prima di quella notte. A distanza di anni ho ancora paura, mi sento ancora sporca, e mi odio. Perche' mi odio e non odio la persona che mi ha uccisa dentro? Me lo chiedo e non so darmi risposta, so solo che odio me stessa per quella notte, per quelle ore di tortura e per tutto quello che mi ha fatto. Mi odio per le sigarette spente sul mio seno, per il coltello alla mia gola, per tutte le volte che mi e' stato dentro in quelle ore di orrore. Mi odio e non riesco a smettere. Non riesco a smettere di farmi schifo per quello che mi ha fatto perche' deve aver visto qualcosa di terribile in me per volermi fare tanto male, deve aver visto chi ero dentro per volermi ferire e quello che ha visto lo ha disgustato. Non sono mai riuscita a raccontare a nessuno tutti i particolari di quella notte. La vergogna che provo e' ancora troppo forte e non mi abbandona mai. Per questo mi isolo, passo le giornate da sola, cammino tenendo la testa bassa per non incrociare il mio sguardo con nessuno perche' non voglio che qualcuno possa leggere la verita' nei miei occhi. Sento ancora la sua voce ogni giorno e quelle parole che mi ripeteva mentre mi violentava: "non vali niente puttana". Lo ripeteva, voleva che io lo ripetessi e l'ho fatto... cosi' tante volte da convincermene. Prima di lasciarmi andare mi ha sputato in faccia e urinato addosso. Le mie lacrime non erano niente per lui. Le mie suppliche non erano niente per lui. Non valevo abbastanza come persona per essere considerata in altro modo. Non voglio piu' vivere cosi' ma non sono capace di guarire.
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tanto per restare in tema
di traumi successivi ad uno stupro,vi racconto la mia ultima esperienza:ho conosciuto un tipo,carino,simpatico,gentile,sexy ...ci si vede e ci si frequenta per un pò...ok bene...lui mi bacia..si bello,mi piace;mi da delle belle sensazioni,va oltre...si capisce,ha 40 anni pure questo,non posso mica pretendere si stia come dalle orsoline....ascolto il mio corpo..si,ok,mi sembra che mi piaccia,sembra anche lui attento alle mie sensazioni...bene penso...anzi no,neanche penso più....poi lui mi prende i polsi,forzandomi nella posizione...PANICO...il ricordo di altre mani e di altri uomini mi torna vivo nella mente...gli chiedo di lasciarmi,lui pensa io stia giocando;non mi lascia..continua,non credo lo faccia di proposito,ma mi terrorizza al punto che uso una mossa di kung fu per togliermelo da sopra e guadagnare la posizione eretta.
Lui non capisce...io non spiego,meglio di no....riuscirò mai ad avere un rapporto completo senza pensare...oddio ora questo qui lo devo metter KO prima che mi violenti?...o senza pensare in generale a mantenere il controllo della situazione perdendomi il meglio?
In momenti così mi accorgo che qualcosa nella mia vita mi è stato irrimediabilmente tolto....e che molto probabilmente non sono così normale come voglio sembrare... proprio non so come fare per ri-approcciarmi al sesso in maniera serena...credevo che il tempo avrebbe aggiustato le cose...e mi sento talmente stupida......
ritovare il sentiero...
Cara Misswinter,
stai facendo bene, hai imboccato il sentiero.
Adesso devi solo seguirlo.
E il tuo cuore ti ha suggerito un sentiero bello, costruito dagli amici di Alcatraz.
Adesso però, se ti senti pronta, vieni a passare qualche giorno in questa "clinica" delle parole che curano, del silenzio che ti scalda, del gusto creativo e del buon cibo.
Devi trovare uno spazio in cui il tuo sguardo possa essere rialzato nella certezza che avrai solo da incrociare occhi pieni di energia che ti deve essere restituita.
Ad Alcatraz (che frequento solo via web...) sono professionisti in questo.
Ma ancora due piccole cose.
La prima è che la tua esperienza, come diceva Jacopo, è esattamente il precipitato di una società che ha dato agli uomini il potere di dominare le donne. Quel fastidio insopportabile che l'esperienza della violenza ha fatto emergere, è quello in cui siamo tutti seduti allegramente, ma che potrebbe, come accade in un terreno vulcanico, scottarci in modo gravissimo in qualsiasi momento. E' solo questione di trovarsi al posto sbagliato al momento giusto. La violenza omofobica, la violenza del partner su di lei, e le violenze legate alla diversità dei corpi, sono vulcani che si aprono improvvisamente e ti inceneriscono. Anche per questo è un dolore che deve essere condiviso. Tutti dobbiamo rimanere all'erta e rimanere vigili. Può toccare a chiunque e noi uomini siamo i veri canali che possono mettere in contatto la superficie con quel magma schifoso. Non è il "tuo" magma schifoso, ma il "nostro" magma schifoso, di noi uomini. Molti di noi se ne fanno un vanto ma molti di noi ci riflettono e ci combattono quotidianamente. Quindi non evitare "tutti" gli sguardi, piuttosto cerca e scegli quelli con cui ti vuoi incrociare. Ad Alcatraz per esempio sarebbe il posto giusto.
Seconda cosa.
Le ustioni, se sono gravi come questa lasciano una cicatrice, e diciamolo a volte anche molto brutta. I grandi ustionati lo sanno. Allora dentro un corpo ustionato possiamo però rimarginare tutto il resto che vale anche di più. Le parole. Gli sguardi. I gesti. Le possibilità di incontro. E tutti ne abbiamo qualcuna da curare di queste cicatrici profonde. Però, ora dobbiamo trovarle un posto, un cassetto, un libro sullo scaffale con le parole giuste con cui scriverlo. Per questo le cose brutte (come le belle a dire il vero) le raccontiamo mille volte per trovare la "linea giusta", quel modo di raccontare che poi diventa "il libro giusto" per quel bruttissimo episodio. Sarà li sulla libreria della vita, pronto ritornare su quella cicatrice, dandole uno spazio finito e delimitato.
Per farlo devi avere degli occhi disponibili ad accarezzare questo tuo desiderio che hai manifestato al blog iniziando a parlarne.
Queste parole servono a "sostituire" le parole della violenza. Quelle ti sembreranno sempre più lontane quanto più avrai parole consolidate per riscrivere quella storia. Se non ne parli l'unico audio per quelle scene rimarrà quello di questo animale violento. La sostituzione è lenta e dolorosa, ma permette di rimettere insieme i pezzi e a costruire una voce fuori campo che ci permette di vedere anche le scene più crude e terribili che ci sono successe.
E infine devi parlarne per restituire a noi uomini il tuo fardello. All'inizio con odio e astio giustificati. Poi lentamente come per restituire al legittimo propietario quel magma schifoso che passandoti addosso ti ha ustionato così tanto.
La tua storia ci ricorda con quanta violenza sia lastricata la primazia che ostentiamo in ogni dove sociale... E' stata la nostra violentissima vendetta per essere stati incapaci a comprendere il mistero della vita che vi è stato riservato... e non dev'essere un caso che la natura abbia voluto così.
Ho due figlie piccole di nove anni e queste storie mi fanno sempre sentire l'olezzo di zolfo che mi ricorda il magama su cui siamo seduti e che può esplodere ovunque e quando succede non ti puoi difendere facilmente. Quando ti brucia, purtroppo, puoi solo far si che si cicatrizzi al meglio la ferita e che si possa tornare a vivere al più presto.
Tuttavia devo chiederti perdono, come uomo, per quanto ti è successo.
Non ora, lo so, ma un giorno, se lo vorrai e potrai, perdonaci.
Non accadrà perché ce lo siamo meritati, lo so, ma perché il cuore di chi porta la vita nel mondo è decisamente più grande della nostra meschinità di uomini che usano la forza quando oltre al cuore perdono anche la ragione.
Scrivici ancora.
A presto.
az
Luce su di te, MissWinter.
Cara Miss Winter,
non mi resta molto da aggiungere agli interventi che mi hanno preceduto ai quali mi unisco e che spero possano portarti un po’ di luce nel tunnel di buio assoluto e di orrore in cui sei stata precipitata e nel quale brancolI disperata,.... da anni, .....
Ma nonostante tutto questo.... sei ancora viva !!!!
Ed hai trovato il coraggio di gridare al mondo, la tua sete di luce.....
Hai tutta la mia incondizionata stima, meravigliosa creatura, e non esagero perché tale sei !!!!
Mi permetto di aggiungere un’ulteriore piccolo approfondimento a quanto scrive Nuzzino:
“Non c’è colpa in te, non c’è scusante, non c’è giustificazione in lui. Punto”
Aggiungo anche l’ipotesi, che nella tua vita tu possa anche avere commesso degli sbagli, degli errori, e ti sia in qualche modo incolpata di qualcosa....., qualsiasi cosa tu potessi ipoteticamente o realmente avere commesso, niente può giustificare, niente può scusare, neanche un solo nanomillesimo di una simile indescrivibile, inaudita, inenarrabile violenza nei tuoi confronti che “quell’essere che non so definire” ha tentato di spacciare per punizione.
Anche se tu fossi Caino....... nessuno tocchi Caino !!!!! .... Mai!!!!
Perché ogni essere umano è veramente unico, è meraviglia, è stupore, è miracolo, ...... E’ SACRO !!!!
E anche tu sei Sacra, possono profanare il tuo tempio ma mai la tua Sacralità, la tua vera essenza !!!!
Dice un detto: “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”
Se riuscirai a comprendere, ad osservarti con indulgenza, che al di là dei tuoi limiti, dei tuoi difetti, dei tuoi possibili sbagli, al di là di tutto il male che il mondo ti può buttare addosso, tu sei e rimani comunque autentica straordinaria creatura, miracolo di vita di infinito valore, allora potrai comprendere che nessuno veramente potrà mai intaccare la tua Sacralità, nè spegnere la scintilla Divina che in te vive.
In questi giorni mi sono principalmente chiesto come avrei potuto aiutarti, di che cosa avevi prioritariamente bisogno, poi l’ho compreso osservando gli interventi che mi hanno preceduto.
Ognuno a suo modo ...... ti ha comunicato il suo amore, luce per ridarti la speranza, e ti ha portato un po’ di “carburante” affinchè tu possa riaccendere la tua lampada perché è di questo che hai assolutamente bisogno.
Io da parte mia ti posso dire che chiunque mi renda partecipe della sua vita diventa automaticamente “parte di me”, nel tuo caso, il tuo problema, diventa il mio problema.
Noi non siamo “fuori dagli altri”, gli altri siamo noi.
Per questo ti invio tutto l’amore di cui sono capace, e ti abbraccio forte.
Luce su di te, inestimabile creatura.
Cara Miss Winter
quanto dolore nelle tue parole. Innanzi tutto sento il bisogno di mandarti un grande abbraccio. Quando avevo 17 anni mia madre fu rapita e violentata da un gruppo di fascisti armati. Poi la buttarono in un prato, con addosso ustioni e tagli. Anche per lei è stato un percorso terribile. Ed è riuscita a reagire e ritrovare sé stessa solo raccontando quello che le era successo in un pezzo teatrale allucinante intitolato "lo stupro". All'inizio mia madre non volle dire che era stata violentata. Un conto è essere picchiate e torturate, un conto è essere violentate. Quando me lo disse urlò: si sono divertiti con me. Questa è la parte più terribile dell'orrore di essere violentate. La vittima, in un certo qual modo, crede di essere stata espropriata proprio perché è diventata oggetto di divertimento. Tu descrivi con estrema lucidità questo meccanismo terribile e il dolore che porta con sé. Io non sono riuscita a oppormi alla violenza. Io l'ho fatto divertire. Io contengo qualche cosa di schifoso che ha dato modo allo stupratore di utilizzarmi. Io ho vergogna e mi disprezzo. Vorrei trovare le parole giuste per mostrarti che le cose stanno in modo completamente diverso. Ma è difficile. Anche mia madre trovò naturale, sentirsi in qualche modo complice dei suoi torturatori. Questa è l'esperienza di milioni di donne che hanno subito violenza: sentire che esse erano vittime predestinate in virtù di una colpa preesistente allo stupro. Questa è anche la giustificazione dello stupratore: eri una puttana, io te l'ho solo dimostrato. Ma l'unica colpa che hanno milioni di donne che sono state violentate è quella di essere nate donne in una società che disprezza le donne, che lavora per convincerle che la loro sudditanza è giusta. Antica astuzia dei potenti, fondamento della società patriarcale. Io credo che il primo passo per iniziare a vedere l'assurdità del senso di colpa per una violenza subita sia contemplare il fatto che sei stata condizionata a non vederti come una persona completa, bella, preziosa, unica e straordinaria. Io credo che tutte le creature di questo mondo lo siano a pieno titolo, a pieno diritto. Ma tu in modo particolare. Le tue parole, la semplicità e la precisione con le quali descrivi la tua situazione sono un segno evidente di una grande forza e di una grande capacità di comunicare. Guardarsi dentro e raccontare le proprie sensazioni richiede una grande coraggio e un'estrema coerenza. Quindi tu sei una persona di valore. E Dio mi è testimone del fatto che non sto parlando tanto per dire. Io lo credo. E credo che tu sappia dentro di te che esiste un'altra verità. Non esiste solo la verità dello stupratore. Esiste la nostra verità, quella di gente che non vorrebbe mai essere responsabile di dolori inflitti. Forse non la vedi in questo momento perché hai ancora di fronte l'immagine sovrastante di questo povero pezzo di merda. Prova a guardare la scena da lontano. Prova a spostare il punto di vista. Chi è questo povero stronzo? Cosa ha dentro l'anima questo vomito? Che valore ha? Cosa è capace di costruire? Tonnellate di ricerche ci dicono tante cose su questi mezziviventi. Sappiamo ad esempio che trascorrono molto tempo a ripetere mentalmente le loro fantasie sadiche. Sappiamo che sono persone spezzate dentro che si aggrappano a ossessioni. Le vivono mentalmente migliaia di volte prima di trovare la follia sufficiente per realizzarle. E mentre lo fanno provano un’intensa scarica di endorfine, cocaina, anfetamina e eroina naturali prodotte dal nostro organismo nei momenti di stress. Una sensazione che si può anche definire piacevole ma che non ha niente a che vedere con il piacere sessuale è tossicodipendenza da droghe fisiologiche. Da Wilhelm Reich in poi, innumerevoli ricerche hanno dimostrato che gli stupratori e i sadici sono completamente frigidi sessualmente. Strutturalmente incapaci di sperimentare il piacere dell’orgasmo sessuale. Possono produrre un’eiaculazione ma non provano il piacere. La differenza centrale tra il piacere orgasmico e una scarica di endorfine è che il piacere sessuale è un’estasi emotiva che lascia profondamente appagati emotivamente oltre che fisicamente. E’ una profonda esperienza fisica, mentale e spirituale che fa crescere la consapevolezza, lo spessore di una persona. Gli stupratori invece sperimentano solo una scarica, un flash, mentre rappresentano le loro fantasie malate. Un tipo di piacere che non soddisfa, non appaga, non fa crescere niente se non la coscienza, odiata e repressa, che non riesci a trovare un senso in questo mondo. Il piacere dell’amore sessuale, la sensazione estatica dopo un accoppiamento allegro e pieno non sanno neppure cos’è. Non riescono neppure a immaginarlo. Dopo l’eiaculazione si sento frustrati proprio perché ogni volta verificano l’incapacità di provare un orgasmo, di vivere il piacere sessuale. E come pensi che si senta uno stupratore? E’ un poveraccio che in testa ha un martello che gli batte. Lui ti ha sporcata con le sue parole: Sei solo una puttana. Ma lui cos’è? Cosa ha? Cosa vive? N I E N T E Nulla, nessun rapporto umano vero, nessuna emozione, nessuna prospettiva, nessuna forza, nessuna verità, nessuna vita. Cos’è, cosa vale un essere che nella sua esistenza è stato solo capace di infliggere dolore? Avrebbe potuto vivere una vita. Avrebbe potuto amare e essere amato. Avrebbe potuto creare arte, dare amore, consolare. Invece è stato solo una fonte di dolore. Sterile. Che merda. Ma che dico. La merda è in fondo profondamente nobile. Questi esseri non sono nulla. Sono bambini rifiutati. Bambini torturati dall’assenza del contatto emotivo con i genitori. Bambini che hanno urlato in silenzio per anni. Bambini deformati dal dolore. Bambini sciolti nell’acido del rifiuto. Bambini che hanno appreso a ferirsi, a disprezzarsi e che poi, diventati adulti morti cercano di affermare la propria inesistente presenza usando la violenza per far sperimentare ad altri il proprio non essere. Io credo che la prima medicina per una donna stuprata sia contemplare il vuoto di questi esseri. Che cosa ti ha detto lui? Ti prego, guarda tutta la storia nell’insieme. Ti ha detto: tu fai schifo. Ha trovato un modo orribile di dirlo. Io credo che sia essenziale che tu veda che quello che tu hai sperimentato per ore è quello che questo animale ha vissuto per ogni istante della sua vita. La differenza è che tu l’hai sperimentato per un giorno ma hai sperimentato altro nella tua vita. Lui no. Lui è soltanto quello, giorno e notte, estate e inverno. Tu hai toccato col tuo corpo lo schifo che lui sente per sé stesso. Quella sensazione disgustosa che ti è restata addosso E’ la sua sensazione di vivere. Tu hai sentito per un istante un urlo eterno. L’urlo di chi ha subito l’annichilimento della sua vita. Qualche tempo fa ho saputo i nomi di due degli esseri che hanno torturato e stuprato mia madre. Mi son detto: vado ad ammazzarli? Non avrei nessun problema a ammazzarli, nessun senso di colpa. Ma preferisco che continuino a vivere. E ho la segreta speranza che una notte capiscano: avrebbero potuto avere un vita, invece hanno solo succhiato merda. Avrebbero potuto conoscere l’amore, l’abbraccio di una donna, il riso di un bambino, un tramonto infuocato, l’onore di poter aiutare qualcuno, di poter coltivare alberi, di poter respirare l’aria e provarne una profonda soddisfazione. E magari avrebbero potuto anche avere rapporti sessuali appassionati e profondi con donne meravigliose. Invece hanno stuprato mia madre. Non c’è peggiore punizione che essere quel che sono. Cosa c’è di peggio che vivere con uno stupratore dentro? Io credo che tu potrai cambiare questo stato di prostrazione scoprendo quanto tu sia stata condizionata a vederti inferiore, a vedere chi ha potere su di te come migliore di te e a considerare possibile che esista gioia e appagamento al di fuori dell’amore e della tenerezza. Puoi vedere lo stupro come un atto di potere assoluto di un dominatore su di te, oppure puoi vedere che hai incontrato un essere annichilito per il quale alla fin fine puoi provare solo pietà. L’unica tua complicità con lui è il fatto che tu condividi un millesimo del suo autodisprezzo. Puoi liberarti di questo sentimento autolesionista, puoi lasciarlo cadere, abbandonarlo e avere pietà per la parte di te stessa che ha potuto accettare l’idea, inculcata dal dolore, di non valere nulla. Tu vali! Hai diritto di riprenderti la vita. Hai diritto di trovare il tuo personale modo di uscire da questa gabbia mentale. E già io credo che tu lo stia facendo. Hai trovato il coraggio di scrivere. Complimenti. E credo che quel ti ho scritto tu già lo sai. Si tratta di metterlo in pratica. Un grande abbraccio Jacopo
Per prima cosa perdonati. Se
Per prima cosa perdonati.
Se ti odi perdonati, se non sai perchè ti odi perdonati senza sapere perchè ti odiavi. Perdonati! Ora!
Non potrai mai perdonare l'aggressore se prima non perdoni te stessa. Per cosa? Non ho idea... forse per non aver reagito abbastanza? Forse perchè tu hai fatto in modo (inconsciamente o consciamente) che lui scegliesse te?
Perchè te lo meritavi?
Tutte le motivazioni che possiamo trovare non reggeranno mai la verità. E cioè che per quanto tu stia cercando di non accettarlo tu sei la vittima di quella situazione. Non c'è colpa in te, non c'è scusante, non c'è giustificazione in lui. Punto.
Scusa forse sto esagerando, se è così perdonami tanto.
Credi sia possibile che tu stia cercando di "discolpare lui" (odiando te) per negare che tutta quella cosa sia successa?
A me, leggere un po' quelle righe ha dato questa sensazione.
Secondo me ti hanno dato dei buoni consigli. Cerca di affrontare la situazione per quella che è, per tutto quanto è successo. Tutto anche le cose che reputi le peggiori, quelle di cui ti vergogni di più.Parlane e cerca di raccontare tutto, piangi tutte le cose malvagie ti hanno fatto e cerca di verbalizzare tutto quello che è successo. Se rimangono immagini nella mente sono molto più potenti che se sono parole...
Ti auguro tutto il bene del mondo.
testimonianza
Posso capire quello che provi,so esattamente come ti senti,perchè le stesse cose le ho provate anche io 7 anni fa e mi son ritrovata a parlarne per la prima volta solo da paio di mesi.
La sensazione che descrivi;il fatto di sentirsi inadeguata ad ogni situazione,di aver paura di incontrare lo sguardo altrui e temere che i tuoi occhi lascino trasparire ciò che di orribile ti è stato fatto....si,conosco queste sensazioni.
anche io ho creduto che fosse colpa mia,insomma in qualche modo mi sono sentita responsabile dell'accaduto(mi sono detta un migliaio di volte che,probabilmente,avrei fatto bene ad evitare la toilette della metro)e mi sono sentita sporca e causa della mia stessa umiliazione.
Poi ne ho parlato proprio quando sono stata ad Alcatraz e lì ho trovato persone stupende e disponibilissime.
certo ancora spesso non riesco a capacitarmi del fatto che io,praticante di arti marziali,non sia riuscita a fermarli,ho tentato di difendermi,ma poi:i coltelli,le minacce,("la puttanella ha tirato fuori gli artigli!":uno dei commenti che ricordo,insieme ad un'altra marea di insulti)...ma poi razionalizzo e mi dico:"erano 3,non potevi e basta!".
MissWinter,ascolta, non so dirti come fare ad uscirne:io stessa sono ancora solo all'inizio,ma quello che mi sento di dirti è che a me sta aiutando tantissimo il fatto di aver diviso questo fardello con persone amiche.
le persone che lo sanno mi stanno vicine e mi ripetono di continuo che io non devo sentirmi in colpa per l'accaduto e quando le guardo mi specchio nei loro occhi:l'idea che loro hanno è "pulita" e non macchiata da quello che mi hanno fatto.
neanche io sono ancora riuscita a raccontare "tutto",ma pian piano sto iniziando a sciogliere i nodi,MissWinter lascia che gli altri ti facciano vedere quanto sei speciale e non "farti schifo" per qualcosa di cui non hai assolutamente colpa....lo dico a te,ma in realtà lo ripeto a me stessa ogni giorno perchè alla fine penso che non voglio più sentirmi così e non voglio più avere paura,non voglio più che il ricordo di loro sopra edentro di me mi impedisca di vivere uan vita normale.
Un abbraccio stretto stretto,coraggio(ce ne vuole tanto lo so) ce la possiamo fare!!
non ascoltare le menzogne di un violento
perchè tali erano, menzogne. Lui non vedeva te, vedeva il mostro dentro di lui e parlava a quello. Un essere umano che veda l'altro mai potrebbe fare cose come quelle che descrivi. Non vedeva te, vedeva sua madre, vedeva.. chissà chi, ma non te. Non credere alle menzogne, credi a quello che ti dicono coloro che ti voglione bene, fatti aiutare da qualcuno che possa farlo bene, togliendoti di dosso questa orribile sensazione ancora più dolorosa delle ferite fisiche: non è vero, ti ha mentito, urlalo al mondo, non è vero! fatti abbracciare, ha ragione Vain, fatti abbracciare e dire che no: mentiva, non ascoltare le bugie di chi non si merita nemmeno di stare al mondo.
Gabriella
re: non riesco a dimenticare
Cavolo, mi passa la voglia di fidarmi del mondo.. Non ti conosco ma da quello che dici devi essere una donna meravigliosa e sensibile. Se puo' aiutarti (dimmi di si e lo faccio veramente) vorrei abbracciarti per un giorno intero e riempirti di complimenti e frasi gentili fino a far uscire dalla tua testa tutta la merda che ci ha messo quel verme che altro non e' che uno schifo di disgraziato che e' condannato a non conoscere mai la bellezza e l'amore. E soprattutto non ha il diritto di rovinare la vita a te. Ti auguro con tutto il cuore di guarire e sinceramente credo che lo farai.