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Per nessuna ragione al mondo! - Romanzo a puntate di Jacopo Fo - Cap. 24

Per nessuna ragione al mondo!
(L'impossibile a portata di mano)
Romanzo di Jacopo Fo

Capitolo ventiquattresimo

Michele aprì la doccia all'alba e ci restò sotto una mezz'ora. Gli facevano male i reni. Risentiva degli stress emotivi. Quando era un ragazzo non gli succedeva.
La prima colazione era quella standard degli alberghi, burro cattivo e marmellata senza sapore in monodosi da 15 grammi, caffelatte. Ma aveva visto di peggio.
Il giornale riportava i risultati delle elezioni.
La coalizione di governo aveva grossomodo pareggiato con l'opposizione. La guerra, la crisi economica, i guai giudiziari degli amici del Presidente, il conflitto di interessi e il crollo della Parmalat non avevano scalfito la fiducia nel Presidente del 44% degli italiani. Pochi di più avevano votato per una sinistra bolsa e senza idee. Sostanzialmente alla maggioranza degli italiani andava bene così. Cazzi loro.
Quando Michele le portò la colazione in camera Veronica aveva gli occhi cerchiati e gonfi.
Mangiò come un lupo. Poi si mise a piangere. Poi fece la doccia. Andarono a comprare dei vestiti nel negozio più vicino. Comprò due cambi di biancheria, blue jeans, magliette, spazzolino e dentifricio. E anche una spazzola.

"Fammi vedere se sei veramente capace di ritrovare gli oggetti." Chiese Veronica.
"Ma dai..." Disse lui. Stava diventando una storia noiosa. Ma lei aveva l'aria decisa. Erano tornati in camera.
"Devo assolutamente essere sicura che è stata tutta una truffa. Ormai lo so ma devo vedere tutto con i miei occhi...Ti prego!... Adesso esci e io nascondo un oggetto e tu lo trovi. Quanto deve essere grande?"
"Qualunque misura" disse Michele Gaetano.
"Allora questo anello." Disse togliendosi la fede."Così poi non lo metto più. Ho chiesto il divorzio."
"Prima devi ottenere la separazione."
"Ho chiesto separazione e divorzio insieme per fare prima. Esci."
Michele andò in corridoio. Dopo un minuto lei aprì la porta.
Michele la guardò in modo penetrante:"Ora vedrai qualche cosa che la tua mente non è in grado di comprendere".
"Dai, non fare la scena, fallo e basta..."
"Impossibile. Fare la scena è parte dello spettacolo. Non posso farlo facendo finta di niente. Si tratta di evocare emozioni... Rilassati e pensa a un prato verde... Un prato pieno di fiori bianchi... Guarda questi fiori. Sono piccolissimi, composti di tanti piccoli petali minuti... Sembrano ricami microscopici... Ascolta il profumo dei fiori. Ecco, ora camminiamo per la stanza, dammi la mano. Respira..."
Per alcuni minuti girarono per la camera da letto e nel bagno, lentamente. Michele la teneva per mano. Poi lui si chinò, sollevò l'orlo del tappeto e, esattamente in quel punto, c'era l'anello.
"Ma come hai fatto?"
"Ericxon un'altra volta. Veramente un grande uomo. Se ti tengo per mano e stai vivendo una situazione emotivamente coinvolgente, tu ti lasci scappare piccole contrazioni involontarie ogni volta che ci avviciniamo all'oggetto nascosto, e ti rilassi leggermente ogni volta che ci muoviamo nella direzione opposta. Ericxon riuscì a trovare uno spillo nascosto in un campus universitario. Teneva per mano il ragazzo che lo aveva nascosto e dietro di loro si muoveva un corteo di un centinaio di studenti. Lo spillo era piantato dietro la cornice di un quadro appeso in un corridoio."
Lei sorrideva...
Michele aveva fatto la sua porca figura!

Il cellulare di Veronica suonò a mezzanotte. Al telefono una voce disse:
"Ciao cara..." Lei sbiancò. Coprì l'apparecchio con la mano e bisbigliò  a Michele, quasi senza voce, spiccicando le parole perché leggesse il labiale: "E' Marra!"
Michele avvicinò l'orecchio al suo per sentire la conversazione.
"Cosa vuoi?"
"Te ne sei andata senza salutare... Mi è dispiaciuto che la mia bambina se ne sia andata così!"
"Sei un'imbroglione! Adesso conosco tutti i tuoi trucchi! Mi hai usata, bastardo!"
"Uuh, come sei arrabbiata... Dai che ti ho fatto fare delle cose che ti sono piaciute!" Veronica si irrigidì. "Comunque,  quando vuoi rivederti non hai che da chiedermelo. Ho un paio di filmini che sono venuti molto bene. Si vede come te la fai addosso mentre ti fai scopare... Se vuoi riaverli possiamo metterci d'accordo... Sennò potrebbero avere molto successo su internet... "
Veronica aveva spalancato la bocca. Lanciava un urlo senza voce.
Michele prese il cellulare e interruppe la comunicazione.

"Cosa faccio adesso? Cosa faccio?" Continuava a ripetere Veronica.
"Ma che gran bastardo!" Imprecò lui.
Dunque,  il principe dei buddisti voleva ricattarla. Michele era contrario alla vendetta. Ma qui si trattava di legittima difesa.
La guerra era cominciata e non l'aveva iniziata lui.

Michele scartò subito l'ipotesi più semplice: prendere una pistola e sparare al signor Marra in mezzo agli occhi.
Non aveva voglia di uccidere. Era contrario al suo modo di vedere le cose.
Quando era un ragazzo non la pensava così. Aveva deciso che avrebbe combattuto contro i malvagi usando le armi da fuoco. E siccome era sempre stato un tipo preciso e meticoloso aveva studiato bene come si dovevano fare certe cose. S'era cercato i maestri migliori e aveva passato migliaia di ore a pensare e ripensare a come farne fuori il più possibile.
Ma poi aveva capito come funzionano le cose.
Uno degli scopi fondamentali della sua vita era diventato quello di arrivare a morire senza aver dovuto ammazzare un essere umano. Credeva che uccidere, anche se per legittima difesa, lasciasse un marchio di dolore indelebile  nell'anima. Chi non ha mai ucciso ha una paura generica di venire ammazzato. Ma se hai ucciso sai esattamente cosa succede, come si muore, l'hai visto negli occhi della tua vittima, la tua paura di essere assassinato  a tua volta non ha più nulla di teorico, ha un odore, un sapore, un realismo mille volte più doloroso.
Il che non voleva dire che Michele non fosse disposto a uccidere per difendere la sua vita e la vita delle persone che amava. Non avrebbe avuto esitazioni nel farlo.
Ma in questo caso non esisteva un pericolo di vita immediato. Si poteva cercare un modo che non comportasse uccisioni. Ma generalmente l'unico modo di fermare i cattivi senza ucciderli è molto complicato e pericoloso.

Michele pensò a lungo a queste tre questioni. Cosa fare, come farlo e con chi farlo.
Non c'era tempo da perdere. La velocità era l'elemento essenziale se voleva che il colpo avesse una possibilità di riuscita. Sono questi i momenti nei quali verifichi se hai vissuto in modo degno. E' molto semplice: telefoni a dieci amici e gli dici che hai bisogno di loro per 24 ore, che c'è da rischiare molto  e niente da guadagnare e vedi quanti ti rispondono di sì.

incongruenza

Ma Gaetano e Veronica stanno facendo colazione nell'albergo e improvvisamente il cellulare di Veronica suona a mezzanotte?...mi suona un pò male. Non è un pò troppo dilatato il tempo?

Ciao
Mastrobirra
Knowledge to the people - Sapere al popolo