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un oceano di silenzio

gentili maestri della montagna,

sto annegando nel dolore ma vorrei riuscire a nuotare fino a riva, chiedo a voi di soccorrermi, grido aiuto anche se mi sento immersa in un oceano di silenzio.

un ragazzo di 27 che frequentavo si è sparato 2 giorni fa, il pomeriggio di domenica, dopo un sabato sera d'amore passato con me.

non ho parole nè pensieri,sono chiusa in un vortice di dolore, sensi di colpa, rimorsi su ciò che non ho ascoltato e ciò che non ho detto.

Lo conoscevo da poco tempo e per me il suo gesto resterà sempre un mistero insondabile, è un incubo da cui non riesco a svegliarmi. Una dimensione surreale costellata di  pochi e intensi ricordi, musiche, profumi, parole, emozioni e poi uno sparo. La  fantasia non può eguagliare una tale efferata verità.

Sono come sospesa nel vuoto, non so dove sono, il mio io è già annegato. La dolcezza dei miei amici non riempie quel vuoto e il senso di solitudine, dispersione, confusione. Ho dimenticato il senso della  vita e dell'amore. Non ho più un corpo e il pensiero vaga al di là delle nuvole.

di lui non so dire nulla,apparentemente allegro, ironico, umano. Il resto sono congetture inutili, se volete sapere comeho fatto a non accorgermi di questo malessere latente non lo so spiegare, forse la mia insensibilità a penetrare l'animo umano, la mia incapacità di guardare oltre le apparenze e di ascoltare ciò che oltrepassa il suono.

stamattina l'alba non è arrivata...

Daria

 

Grazie

Grazie mille a tutti,

sentire di avere molte persone vicino, anche se non mi conoscono, è importante. Non so ancora affrontare il vuoto da sola, è un dialogo  troppo doloroso. Ho capito l'inutilità del senso di colpa e anche quella di tentare di dare un senso al suo gesto, ciò  che voglio recuperare è il mio senso, cercare in me, creativamente, le risorse per la costruzione di un senso più autentico.La vita mi sta donando l'opportunità di avere sempre davanti ai miei occhi la dimensione essenziale del reale. E l'essenziale sono proprio le sfumature, i piccoli gesti, i sorrisi, gli sguardi, ciò  che in apparenza sembra trascurabile è l'essenziale. Ho cambiato obiettivo anche grazie a voi ( compreso ovviamente il mio dolcissimo fratello), progettare un'esistenza piena, ogni attimo ha acquistato la preziosità dell'eterno ed ogni attimo passato con lui è il ricordo di un momento speciale. Avevamo fatto una sorta di tacito accordo, o meglio, gli ho promesso (sotto sua richiesta) di non parlare degli ex, dei problemi, del lato triste del nostro passato. Vivevamo il qui e ora, vivendo le emozioni presenti e prendendo solo il bello dalle esperienze passate. Ora sono qui che ripercorro continuamente con la mente quei ricordi perchè non riesco ancora a pensare al futuro, ma nonostante tutto sto riacquistando fiducia nell'umanità. Dovrò fare i conti con le molteplici paure che nascono in me e che mi portano ad isolarmi. Un passo alla volta. Già la completa disperazione sta cedendo il passo alla voglia di continuare a vivere.

Vengo ad Alcatraz  venerdì, mi faccio adottare per una settimana.

Grazie, siete veramente fantastici,ogni vostra parola è una candela nel buio della notte.  Prima di uccidersi ha scritto che stava cercando l'alba dentro l'imbrunire e non l'ha trovata, io la troverò.

Un abbraccio.

 

 

Cara Daria/Ilaria

Da un paio di giorni mi sto chiedendo cosa dirti.
Non è facile andare oltre le banalità.
Vorrei sopratutto parlarti del senso di colpa che è la cosa che temo di più nella tua situazione.
Quando avevo 17 anni mia madre è stata rapita e violentata.
Nel frattempo io stavo nella mia camera a far l'amore con la mia ragazza.
E il giorno prima avevo visto un tipo vestito di nero con un casco integrale nero sotto casa mia. Avevo avuto paura che fosse me che stavano tenendo d'occhio. Invece era mia madre che cercavano.
Queste due concomitanze hanno scatenato in me una serie di pensieri contorti e paranoici che ti lascio immaginare.
E per anni ho pagato con l'ansia e un crollo fisico e mentale questo tramestio nella testa.
Quindi credo che sia importante che tu innanzi tutto discuta dentro di te profondamente l'idea che non sei stata abbastanza sensibile, presente eccetera.
Il dramma che ha vissuto questo ragazzo era già molto forte, evidentemente, se è arrivato a uccidersi.
Un passo essenziale nella vita è capire che non siamo onnipotenti.
A volte non possiamo fare nulla per evitare il dolore degli altri.
Per salvarli.
Puoi invece pensare che avete fatto l'amore, avete scambiato emozioni, e da come scrivi intuisco che tu sei una persona che sa essere presente a sé stessa, quindi sicuramente hai avuto un rapporto vero con lui.
Questo è quello che conta. Gli hai dato delle buone emozioni e la sua vita grazie a te è stata un poco più piena. Se tu non lo avessi amato si sarebbe ucciso egualmente ma non avrebbe vissuto le emozioni che avete inventato insieme.
La vita finisce comunque prima o poi, questo è l'aspetto meno importante, l'importante è averla vissuta.
E lui con te ha vissuto un po' di più. Poi ha deciso di andarsene comunque.
E' così, è stata una sua scelta, un suo diritto. Non una tua colpa.
Per quanto posso capire degli esseri umani tu sei una buona persona.
Ti auguro di essere capace di assolverti.
Questa disgrazia ti invita a vivere di più. Celebrare la vita.
Aggiungere dolore non è pertinente.
Non ha senso.
Proprio impegnarsi a celebrare la vita con gioia pareggia i conti con le forze oscure che rendono a volte così difficile vivere con gioia.
Ti mando un mazzo di fiori virtuale e un bacio telepatico.

Cara ilaria

E' un argomento delicatissimo quello che ci proponi, però non ci andrò piano, voglio andarci pesante, perchè credo che da uno scritto, solo in questo modo può trasparire il sentimento di chi scrive.

Il tema della morte ci fa terribilmente paura, nonostante sia un evento paragonabile alla nascita.

Quindi non ha senso temere la morte. Tutti moriamo, in un modo o in un altro.

La differenza di percezione sta nel significato che attribuiamo alla morte. Quando un bimbo nasce ci disperiamo??? perchè farlo quando qualcuno muore? Ok tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, ma la prospettiva rende più vivibile tale situazione. Questo ragazzo si è suicidato, la scelta è stata sua, non hai deciso tu per lui. Ti senti male, ed è ovvio, è giusto così, ma non devi sentirti in colpa, poichè non ne hai motivo.  Certo che stai male credo che sia normale. In qualsiasi modo tu ti senta, quel modo rappresenterebbe la tua normalità. Ma attenzione, il senso di colpa non è un emozione, è l'interpretazione che diamo ad un'emozione. Puoi continuare a sentirti in colpa o elaborare l'accaduto.

Sì questo ragazzo è morto, si è suicidato, avrà avuto i suoi buoni motivi, non sta a noi giudicarlo, e credo che non stia a nessuno, tantomeno a dio. Ma la sua morte non vuol dire fine, morire è solo un passaggio di quel continuo mutamento che è la vita. Si muore, si nasce, si muore, si nasce etc.

Smettila di pensare a lui e pensa a te, perchè al momento, quella che sta male sei tu e non lui.

Qualcuno parlava di significato. Io penso che dare un significato alle cose sia necessario per noi uomini, o almeno per me. Sì siamo noi a dare significato alle cose che ci circondano, a quello che pensiamo e a quello che accade, e il bello è che il significato lo possiamo scegliere noi, sempre e in qualsiasi momento, e qualsiasi scelta facciamo, sarà quella giusta nella misura che vada bene per noi. Non esiste niente e nessuno che possa giudicarti, poichè qualsiasi scelta tu faccia è quella giusta nella misura che vada bene per TE. Io ti invito solamente a capire cosa significa per te questo evento. Ti invito a prendere qualcosa da questa terribile esperienza, dal dolore che provi e farlo tuo, ti invito a comprendere qualcosa che è necessario tu comprenda e a cui ti è stata data la possibilità di accedervi. Nulla accade per caso, ma il senso puoi darlo solo tu.

P.S.

Dopo aver letto tutti questi suggerimenti, miei e di altri, dimentica tutto, e fa quello che ti dice il cuore, o meglio, fa quello che vuoi, ;-)

 

Io credo che l'errore di

Io credo che l'errore di base che facciamo tutti quanti è cercare un senso.

Un senso alla vita, alla morte, a un gesto, a un tramonto.

Io ho, in parte, imparato a superare questo errore con l'approccio della filosofia zen.

La vita non ha un senso, le cose che accadono, accadono e basta.

Non c'è un dio, non c'è una ragione, non c'è una direzione, se vedi le cose sotto questa luce capisci quanto sia grandioso tutto questo.

Un tramonto ordinato per corrispondenza o progettato dall'azienda di soggiorno e turismo dio srl è molto meno rosso e non vale la pena fermarsi a guardarlo.

Se ci fosse un motivo per ciò che accade sarebbe ben poca cosa.

Conoscerai certamente questa storiella zen :

Un uomo stava camminando nella foresta quando s'imbatté in una tigre. Scappò precipitosamente inseguito dalla belva. Giunse sull'orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.
Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un'altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l'uno bianco e l'altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.
Ancora poco e il ramo si sarebbe spezzato.
Fu allora che l'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Tenendosi con una sola mano, con l'altra spiccò la fragola e lo mangiò.
Com'era dolce!

Non so chi o cosa fossero le tigri e i topolini di quell'uomo, certamente tu sei stata la sua fragola.

Quell'uomo ti ha fatto un dono, pensaci.

Max.

Sei quel sole...

Cara sorellina,

anche io sento il bisogno di scriverti.Parlarti guardandoti immersa nel tuo dolore mi spinge lontano.Quanto è successo è incomprensibile e assurdo.

Voglio dirti che ti amo.Non perché sei mia sorella,ma ti amo perché trovo che tu sia un essere umano fantastico.

Voglio dirti che i tuoi sorrisi e la tua gioia sono la mia luce nei momenti bui. Tu mi sai ascoltare con pazienza e sai ridarmi me stesso.

Quante volte quest’anno hai fatto sparire i miei fantasmi e i miei dolori insoffribili.

Ma più di ogni cosa io provo gratitudine per ciò che sei,il suono dei tuoi sorrisi,il calore dei tuoi abbracci,la tua solare bellezza.

Sono qui Ila,qui con te. Imbranato,inetto,incapace di guardarti piangere senza sentirmi schiacciato.Ma tu sei una musica troppo dolce,non esiste un dolore capace di farmela dimenticare.Dunque sono qui pronto a ricordartela.

Un abbraccio enorme,

 

Daniele.

Per Ilaria: Grazie per aver gridato....

Cara Ilaria, rispondo solo ora, dopo qualche giorno, al tuo grido di aiuto.

 L’intensità e l’immensità dell’argomento che sollevi ha smosso in me un mare di pensieri e  ha perciò richiesto un periodo di “decantazione” e di riflessione, necessario a poter riordinare le idee e decidere quale proporti.

Ovviamente conosco pochissimo di te, da quel poco che si può dedurre da quanto scrivi, cercherò quindi di trattare l’argomento limitandomi a delle riflessioni il più oggettive possibili.

Quando la nostra vita viene attraversata da un evento come il suicidio, si viene presi da un senso di smarrimento, direi quasi di vuoto, che aumenta a seconda dell’intensità del  legame affettivo che abbiamo con la persona che ha attuato tale gesto, come nel tuo caso che descrivi con straordinaria efficacia.

 Non so come, ma in questo oceano di dolore, hai trovato la forza e le parole per farci arrivare in tutta la sua intensità il tuo dolore immenso….  direi quasi infinito….

Un dolore che mi ha lasciato per  giorni  muto….senza che riuscissi a trovare una sola parola da  dirti…., nonostante  questa fosse una tematica di cui mi sono occupato in passato per motivi di lavoro e  che pensavo di aver sufficientemente elaborato….

Di fronte al tuo grido, cara Ilaria mi sono ritrovato muto… 

Muto di fronte al mistero del suicidio….

Ma forse proprio da questo mutismo credo di aver capito finalmente qualcosa…

Ho capito  che forse non c’è niente da capire…

Il suicidio è un  qualcosa di misterioso,  che forse non comprende neanche il suicida stesso…

Mi chiedo come possiamo comprenderlo noi….

Io penso che se tutti gli uomini e le cose meritino profondo rispetto, le persone che si suicidano siano quelle che ne meritino di più !!!!

Ti propongo queste riflessioni  perché vedo che parli di sensi di colpa, di rimorsi, di insensibilità , di incapacità di guardare oltre le apparenze e ascoltare ciò che oltrepassa il suono.

E umanissimo e comprensibilissimo che in questi casi si sia sopraffatti da questo mare di sentimenti e su questo hai tutta la mia comprensione, ma ciò su cui volevo farti riflettere è questo:

Se convieni con me che il suicidio sia qualcosa che prima bisogna rispettare, e la cui comprensione   può restare  oggettivamente un mistero per le dinamiche estremamente complesse che scatena, allora credo che bisognerebbe riflettere sulla effettiva legittimità dei sensi di colpa, dei rimorsi e a tutto ciò che a questi è connesso.

 Riguardo proprio a questo posso dirti che nella stragrande maggioranza dei casi la persona che ha intenzione suicide non lascia trasparire assolutamente questa intenzione, al massimo evidenzia segni di depressione e di un certo disagio.

 Ma  chi di noi può dire di non aver attraversato nella vita momenti bui ? E non per questo abbiamo pensato alla soluzione estrema .

Perciò quando ci capita di osservare queste dinamiche negli altri tendiamo per logica a considerarle dal nostro punto di vista e poiché da tale punto di vista noi non concepiamo la possibilità del suicidio, pensiamo che sia così anche per gli altri.

Tu scrivi inoltre che lo conoscevi da poco tempo, per questo a maggior ragione penso fosse praticamente impossibile comprendere preventivamente tale intenzione.

Certo ora col senno di poi, emergono i se… i ma…. i forse…. ma prova a pensare Ilaria, se tu avessi solo supposto anche in minima parte una simile intenzione non saresti forse intervenuta ?

Devi capire che non hai fatto apposta a non capire, quindi non devi fartene una colpa !!!!

Magari potessimo sempre comprendere ciò che veramente alberga nei cuori degli altri…!!!! Magari…ma siamo solo esseri in continua evoluzione, e siamo qui per imparare la meravigliosa arte dell’incontro , e incontrare veramente gli altri è difficilissimo, è un lungo percorso…fatto di continue esperienze..un susseguirsi di vittorie e sconfitte…

Che cosa voglio dirti con questo? Con questo voglio invitarti ad accogliere nel tuo cuore oltre al dolore, l’esperienza e il messaggio  che questo ragazzo ha voluto trasmettere col suo gesto.

Con il suo gesto estremo, ha messo in risalto come hai ben detto tu la nostra incapacità a penetrare l’animo umano, la nostra incapacità di guardare oltre le apparenze la nostra incapacità di ascoltare ciò che oltrepassa il suono…...

E sottolineo la nostra incapacità, e non la tua incapacità.

E quindi affinchè questo sacrificio abbia un senso, il suo autentico senso, mi propongo e ti propongo di trasformare piano piano questo oceano di dolore e accogliere gradatamente questo invito a coltivare,  ad affinare l’arte dell’ascolto e della comprensione .

Io penso che questo ragazzo nella dimensione in cui ora si trova abbia bisogno  oltre a tutto il nostro rispetto anche della nostra “gratitudine,” non per la sua morte sia chiaro, ma per quello che ha voluto dirci, per averci fatto aprire gli occhi…..al senso del vivere….  da veri uomini.

Personalmente posso dirti che questa esperienza e questo ragazzo  avranno per sempre un posto nel mio cuore accanto a tutte le persone che mi hanno insegnato ad amare.

Solo così egli vivrà….. e forse l’alba non tarderà ad arrivare….

Ti abbraccio forte forte….e ti ringrazio per aver gridato. 

 

Sono la sorella di daniele e

Sono la sorella di daniele e il mio vero nome è ilaria. Spero che lo pseudonimo non vi abbia offeso, Darja è il personaggio di un libro di Doestoevskij "I demoni" a cui era indirizzata la lettera di Stavroghin prima di uccidersi.