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Motivi per cui un amore finisce (i motivi sono come i fermenti: servono per digerire meglio)Ho scritto questa cosa oggi pomeriggio riflettendo sull'ultimo incontro avuto con una persona che non voglio chiamare né il mio ragazzo, né il mio ex, né un mio amico, visto che non è nessuna delle tre cose. Lui mi ha detto che sono il suo amore ma che non vuole conservarsi per me. Io lo capisco, ma so che questo non mi giova. Dal momento che, fin quando io continuo ad avercelo in testa, mi conserverò fino ad essiccarmi. Credo che se lui mi avesse davvero amata e se mi volesse almeno un po' di bene, non cadrebbe in contraddizione come ha fatto venendo in vacanza con me. Dice che lo fa perché gli fa piacere rivedermi, ma non gli importa quanto possa essere dannoso per la mia autostima passare il tempo con una persona che non mi guarda allo stesso modo in cui io guardo lui. Ho pensato che io ho un dono: so scrivere via i miei eccessi. E' un buon modo per non ammalarsi, purché io non sia la sola a leggere. Spero che qualcuno possa trovare giovamento dalle mie intuizioni, e che qualcuno possa aiutarmi a chiarire le cose senza dirmi che lui è un bastardo e basta. L'EMOZIONE NON HA VOCE Una volta Amore e Psiche passavano molto tempo in silenzio. Amavano stare in silenzio. Il mondo è così pieno di voci: la maggior parte della gente non sa nemmeno quello che dice. Siccome Amore e Psiche si sentivano a casa insieme, stavano zitti. Passeggiavano stando zitti, stavano distesi a guardare il soffitto insieme stando zitti, si dicevano qualche idiozia per ridere un po' insieme e poi stavano zitti. Quando non stavano zitti, cantavano o facevano l'amore. Poi, si mise in mezzo la distanza. Psiche disse: 'Mi rimarrà il colore del grano'. Amore invece continuò ad allungare le braccia per raggiungerla, ma continuò anche a perdere per la strada i granelli di sabbia che cercava di trattenere tra le mani. Allora Psiche gli diede una mano, allungò le mani e raccolse un po' della sabbia che Amore stava perdendo. Così non tutto sarebbe andato perduto. Psiche ed Amore si dissero che potevano vivere l'una senza l'altro, ma che non volevano. Ciò che rende difficile la distanza è che per tendere le braccia verso l'altro ci vuole molto sforzo. Questo sforzo prende la forma di parole. Non si tratta soltanto di parole al telefono. Si tratta di lettere, e-mail, messaggi, cartoline, regalini mandati per posta. Una relazione a distanza prende via via la forma di un testo. Succede che si incomincia a leggerla e ad analizzarla, a parodizzarla, scomporla, correggerla, rifarla, imitarla, citarla, fino a quando sorge il dubbio che quella relazione non sia altro che l'invenzione di uno scrittore burlone, forse un appassionato di aforismi come Oscar Wilde. Questo non succede di solito nelle relazioni 'reali', 'in presentia'. Se si vive vicini, se si frequenta gli stessi posti, se si ha il tempo di stare in silenzio e di sapere cosa si sta dicendo, se si va insieme a fare la spesa o al cinema o alle poste, se si hanno dei rituali quotidiani piuttosto che dei rituali che ci distolgono dalla quotidianeità come una soap dopo pranzo che dopo un po' diventa fin troppo noiosa e prevedibile, la relazione non diventa un testo. Almeno credo. Forse lo diventa, ma non si stacca completamente come un frutto troppo maturo dall'albero, per schiantarsi sul suolo e sanguinare polpa. E poi, quando si vive insieme è più difficile che due persone abbiano due versioni completamente diverse della stessa storia. Quando si è lontani, tutte le immagini sono distorte. Si finisce per essere 'lost in translation'. Si finisce per non sapere quello che si sta dicendo. Amore credeva che il gelato preferito di Psiche fosse quello al Pistacchio, e che lei adesso stesse dicendo che il suo gelato preferito è Nocciola e Stracciatella soltanto perché aveva cambiato gusti. Psiche invece era sorpresa che lui non ricordasse come il gelato al Pistacchio fosse diventato non il suo gelato preferito, ma il gelato che parlava di entrambi. Era successo quando erano stati vicini. Guardando il soffitto e parlando di stronzate. Lei aveva nominato il gelato al Pistacchio ad esempio di qualcosa, probabilmente qualcosa di inusuale che raramente qualcuno preferisce. Credo che stessero parlando di complicati concetti estetici. Qualche giorno dopo, lui si era presentato a casa con una vaschetta di gelato al Pistacchio. A Psiche si era riempito il cuore di gioia. Quella mattina si erano seduti a mangiare il gelato al Pistacchio INSIEME, e così il Pistacchio aveva smesso di essere un curioso gusto di gelato, ma era diventato Il gelato di Amore e Psiche. A sentir raccontare la vera storia, Amore si sentì in colpa per aver dimenticato tutti i dettagli che Psiche ricordava. Amore credeva che Psiche facesse leva sui ricordi per stuzzicare il suo senso di colpa e nutriva ormai verso di lei una sorta di amore stanco ed egoista inzuppato di crudeltà e di sarcasmo. Psiche invece voleva soltanto stuzzicare la memoria di Amore e ricordargli che la gabbia che lui vedeva intorno a sé non era mai stata costruita, e che quindi non c'era ragione di aver così paura e di dover scappare: Psiche nutriva verso di lui un amore stanco e frustrato, inzuppato di retorica e sarcasmo, che veniva fuori attraverso le sue piccole vendette verbali che lui non capiva. Amore e Psiche non si capivano più. Era come se lui parlasse arabo e lei giapponese. Con la differenza che lei cercava di analizzare la sintassi di lui come si fa con le lingue inesplorate degli aborigeni australiani, e lui si sentiva forse analizzato come un aborigeno australiano e vedeva la retorica di lei come l'imperialismo culturale di un presuntuoso colonizzatore. Psiche si era indispettita perché Amore non l'aveva aspettata per fare colazione insieme. Lei ricordava la colazione insieme come uno dei riti che li accomunava. Nell'essersi indispettita, aveva guardato con disprezzo la tazzina di caffè sulla cucina e aveva pensato che Amore fosse davvero un egoista a credere che a lei piacesse l'espresso di prima mattina come a lui. Avrebbe dovuto saperlo che lei era di indole troppo nervosa per bere il caffè da solo senza che incominciassero a sudarle le mani. Per lui era normale bere l'espresso, come per tutte le altre persone come lui, che oltre al caffè fumano o si fanno le canne o quant'altro: ma per lei no! I suoi genitori erano sempre stati apprensivi e lei aveva cominciato tardi anche a bere la cocacola, andava in panne dopo una pinta di birra, lei era delicata, lei non poteva bere il caffè in quel modo senza sovraeccitarsi! A metà mattinata, Amore passò per la cucina e vide la tazzina del caffè piena. Tornò in camera da letto: 'Hey. Guarda che il caffè era per te'. Psiche era ancora furiosa per qualche motivo che non ricordava (forse era che lui aveva baciato un'altra, o che lui non le aveva detto di non essere più sicuro di amarla, o che lui non aveva fatto colazione con lei, o che si era sadicamente addormentato durante la notte dopo averla deliberatamente provocata): 'Io non bevo quasi mai l'espresso. Tu non te lo ricordi'. Amore e Psiche litigarono di nuovo per un motivo molto stupido. Come al solito era colpa di entrambi e come al solito non aveva importanza di chi fosse la colpa e perché avessero litigato. Psiche provò ad abbracciare Amore per dimostrargli che a lei non importava, ma Amore la respinse dicendo che un bacio non cambiava nulla. Ma Psiche non aveva chisto nessun bacio, e si indispettì perché questo voleva dire che Amore era tanto pieno del desiderio di lei da potersi permettere di rifiutarla prima ancora che lei lo desiderasse. Poi Amore farneticò qualcosa su come i suoi sentimenti fossero simili a prima, ma su come fosse difficile stare insieme, e su come lui non potesse mantenere un impegno. Psiche era molto stanca di discutere. Gli disse di fare come gli pareva, che lei non poteva trattenerlo contro la sua volontà. Amore si sentì ancora più ferito nell'orgoglio da queste parole. Le disse che lei doveva smetterla di essere così dolce, quando lui non se lo meritava. Quella sera Amore e Psiche provarono ad unirsi, ma non fu bello come quando avevano avuto il tempo di innamorarsi. Nonostante ciò, si svegliarono tra baci e abbracci e senza troppe parole. Amore si lamentò del fatto che litigavano sempre. La sua rabbia accresceva nello sforzo di non litigare. Psiche gli spiegò che litigare a volte è normale e può aiutare a capirsi. Lui disse che era stanco. Lei era stanca di spiegargli le cose. Si addormentarono. Divisero un muffin e due panini. Amore si voltò alla fine, la rincorse e le diede l'ultimo bacio. Nessuno gliel'aveva chiesto. Nessuno gli aveva mai chiesto niente. Lui non se ne ricordava, però. L'unica cosa che gli era stata chiesta era la verità. Non c'è amore, non c'è equilibrio, non c'è felicità, senza la verità. O almeno, senza la ricerca di essa. Eppure, non c'è verità dove ci sono troppe parole.
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Amori che finiscono......o che non sono mai esistiti?
Eccomi di nuovo a parlare ai saggi di Alcatraz.
Vi ricordate il " problema sui triangoli" che vi avevo sottoposto nel periodo natalizio?
Io (donna gay ) la mia compagna (bisex......) un uomo di cui era infatuata e da cui voleva un figlio.
Avrebbe dovuto essere una bella sfida, Una famiglia decisamente "diversa" .Due compagni anche di letto
( lei e lui)
Ed un amore vero ma senza sesso (io e lei) . Un amore che avrebbe dovuto condurci ad allevare insieme come due mamme un bambino o forse anche più d'uno.
Preparammo il trasloco ,noi due da una città del nord per raggiungere il terzo, una casa grande perchè potesse essere confortevole e rispettosa dell'intimità di ognuno.
Paure? Sì certo! Se già è difficile vivere in due figurarsi farlo in tre!
Però le favole hanno un lieto fine solo finchè rimangono sui libri per bambini.......
Il prode maschio di famiglia si rivelò non essere come i buoni vecchi maschi di una volta!
Invece di essere un tenero e premuroso compagno si rivelò più interessato ai risparmi( neppure tanti) che la mia compagna aveva da parte da investire in una piccolissima attività.
E vista la sua scarsa intelligenza( per fortuna!)
La sua fretta di incassare lo portò a scoprire il gioco prima ancora di andare a convivere
Risultato: l'affitto di casa grava ora tutto su di noi, l'attività non è neppure iniziata, la mia compagna ha vissuto in uno stato di profonda depressione per diversi giorni.
Come se ciò non bastasse anche quello che io credevo il "nostro" rapporto si è rivelato essere da parte sua un "amore amicale" , la sua presunta bisessualità è svanita del tutto, ci siamo ritrovate a litigare
senza speranza su ciò che era accaduto.
Ciò che mi rende triste e furiosa è il fatto di essermi presa in giro da sola ,rifiutandomi di vedere la realtà per ciò che era, non c'è amore di coppia senza rapporti sessuali, il desiderio può attenuarsi nel tempo
ma è elemento imprescindibile per definirsi "compagne"( o compagni ovviamente.)
Esiste ora una sorta di rancore di fondo reciproco, il mio cervellino è invaso dal tarlo della gelosia e
incomincia a vedere i momenti passati in una luce negativa.
E lei , uscendo dal suo stato depressivo si sente forse in colpa per aver messo in moto tutto questo
casino........... ma non può più nascondere il suo stato inconfutabile di etero . Etero e basta!
La prossima volta che si presenterà una " donna bisessuale prigioniera di un uomo che la fa soffrire"
credo che le tirerò un cazzottone sul naso scappando poi a gambe levate........
Forse il mio karma mi ha portato a trovare donne bisognose sull'orlo del suicidio, (questa non è la prima volta che mi capita) e umanamente mi sento orgogliosa per l'aiuto portato, però........... quando finirò di scontare in questa vita????!!!
O forse ho combinato così tanti guai in quella precedente che mi toccherà aspettare la prossima? ( vita)
Grazie a tutti
azz! + metodi per vincere la 'vergogna'
Certo che te ne sono capitate di cose!!! Cmq è vero, quel tipo di amore lì senza sesso non può funzionare. E soprattutto, io nei triangoli non ci credo molto. A meno che non ci sia uno che comanda, tipo nelle famiglie in cui c'è un solo marito e 4 mogli... nun se po ffa. Diventa un rapporto che è come stare al parlamento. Ognuno dice una stronzata e non se ne viene mai a capo.
Io cmq nel frattempo ho un'altro problema da sottoporre. Finita la storia di cui sopra, come se al mondo ci fosse una fila di uomini interessati a me mentre io non faccio altro che dirmi quanto sono brutta, mi sono ritrovata, semicasualmente, ad uscire con un tipo che abita a 700 metri da casa mia e che non avrei mai considerato se non mi avesse aggunta su facebook (! che amarezza...). Io ho provato a prendermela con calma, a soffrire prima per bene, a non correre, ad andarci piano, a mettere le mani avanti, a conoscerlo prima abbastanza bene, a coltivare un rapporto, dal momento che è la prima volta nella mia vita che frequento uno che abita nella mia stessa città e che non serve un aereo per incontrarsi... ma non c'è stato niente da fare. La carne è troppo debole e il mio cervello è di pastafrolla. Ed è una cosa talmente elettrizzante che temo proprio che non riusciremo a smettere.
Giustamente lui dice: 'Ma perché dovremmo smettere?'. Ed è lì forse che il mio cervello è malato. Voglio smettere di fare una cosa che mi sta mettendo allegria. Che mi sta ridando fiducia in me stessa, che mi sta facendo sentire bella. Oltra al fatto che lui è così spudoratamente bello che non so come ho fatto a non notarlo prima. E' così bello e ha un odore così buono che soltanto a incontrarlo, già ti sono passati tutti i mali.
Il problema (che non dovrebbe essere un problema per me) è che i miei sono iperprotettivi e mi sommergono di domande alle quali io ho la brutta bitudine di rispondere, sebbene stia omettendo che ho fatto all'amore con questo ragazzo e che mi sa che non riesco a smettere; che il paese piccolo e la gente parla; che mio fratello alimenta il pettegolezzo (oggi a pranzo ha avuto il coraggio di dire a tavola che ieri sera lui e i suoi amici mi hanno vista in macchina con questo tipo... mio padre ha fatto una faccia. E poi mio fratello ha detto che i suoi amici gli hanno detto che non dovrei uscire con questo tipo, ma alla fine non ha voluto dire perché, e mia madre ha incominciato a dirmi che devo 'indagare'). Argh! Per carità, non è che creda di aver incontrato il principe azzurro, anzi, non mi pongo nemmeno il problema che lo sia. E lo so che non lo conosco bene. Ma stiamo anche parlando spesso, oltre alle altre cose, e lui mi sta elencando tutti i suoi peccati manco fossi il confessore. A: uno cattivo non ti viene a dire che è cattivo. B: datemi il tempo di capire! C: mio fratello è un idiota! D: se continuo così non uscirò mai con nessuno...
E poi non ci sono abituata che la gente parli di me, visto che non ho mai frequentato nessuno che abitasse nello stesso quartiere. E mi irrita. Tanto più che sentendo gli aneddoti di questo tipo, questa gente provinciale e bigotta fa molti più peccati di me che non ho manco il coraggio di entrare in chiesa certe volte. E che cazzo! E poi i miei amici anche a dirmi di stare attenta e di non fare cose affrettate, che io ho già la brutta abitudine di cascarci sempre troppo presto (che ci posso fare? Io sprizzo amore da tutti i pori, mi piace fare l'amore, quando conosco una persona che mi piace non riesco a resistere...) e io che dico 'sì sì non vi preoccupate' e manco due ore dopo... sono diventata anche bugiarda, che è terribile!!!
E poi non lo so. Mi sento tutta confusa e sconvolta. Ho paura di mettermi a gemere mentre litigo con mia madre che fa l'invadente. Come si fa a fregarsene? Aiutatemi!
Ma dove sta il problema?
Ma dove sta il problema? Stai bene con questo ragazzo , ti fa star bene , ti diverti .......non capisco perchè devi farti influenzare e condizionare da cio' che ti dicono gli altri. Se poi dici che sei cosi', e ti riconosci nei tuoi comportamenti perchè farsi paranoie? Vivi questo periodo senza farti tante domande e cerca di vivertelo con serenità
Certo che , delle volte mi sorprendo perchè quando siamo felici dobbiamo trovare assolutamente qualcosa di negativo per dire : si' sono felice ma.............
C'è sempre quel ma.....
Se riuscissimo invece a vivere i momenti che ci fanno stare bene in modo tranquillo sarebbe tutto forse piu ' facile. Purtroppo credo che ciò che ci risulta facile da raggiungere lo giudichiamo poco intrigante e privo di emozioni.
Amori che finiscono
Anche io uso la scritura per reagire alle situazioni negative. E' un gran sistema.
Dirti altro non so, mi sembra che tu abia già detto tutto.
Posso solo aggiungere che poi, per fortuna questi momenti di delusione passano e arriva un altro amore.
Auguri.
Spero ti succeda presto.