Per nessuna ragione al mondo! - Romanzo a puntate di Jacopo Fo - Cap. 21

Per nessuna ragione al mondo!
(L'impossibile a portata di mano)
Romanzo di Jacopo Fo

Capitolo ventuno

Veronica non sapeva piu'. Viveva l'irrefrenabilita' degli istinti. La totalita' dei desideri che ti portano a essere solo nel presente.
Ormai la realta', come lei la conosceva prima, non esisteva piu'.
Era passato.
Samshara.
Ricordi.
Ora lei era una sciamana dell'antica religione della Madre.
Finalmente aveva trovato la sua via al di la' di tutte le vie.

Poi un giorno si ricordo' di sua madre e decise di telefonarle per ringraziarla della vita che le aveva dato anche se lei ora probabilmente non poteva capire perche' sua figlia fosse cosi' immensamente felice. Telefono'. Era la seconda telefonata che le faceva in un mese. Per la seconda volta cerco' di raccontarle che aveva trovato una nuova vita.
Ma era difficile spiegare come si sentisse.
Non trovava le parole.
Tutto le sembrava meraviglioso. E teneva la vita nelle proprie mani. Chissa' cosa avrebbe pensato, sua madre, se avesse saputo che quella mattina aveva preso la sua auto, era andata alla banca del paese piu' vicino e aveva depositato quarantunmila euro in contanti, guadagnati facendo la puttana. Sua madre era una donna di larghe vedute e da ragazza aveva partecipato alle riunioni femministe e ai cortei di protesta.
Ma certamente avrebbe avuto un mancamento se Veronica le avesse detto: "Mamma, adesso faccio la prostituta Zen e ho trovato un mio nuovo equilibrio emotivo."

Aveva visto il Maestro leggere nella mente, trovare uno spillo nascosto in un bosco, resistere alla spinta di dieci giovani senza irrigidire neppure un muscolo mentre i suoi avversari sudavano e ansimavano nello sforzo. L'aveva visto guarire un paralitico (le guarigioni  ormai erano un fatto quotidiano), far confessare un assassino, predire tre tempeste epocali.

Quella sera Veronica era andata a ascoltare la conferenza del Maestro sulla natura sacra delle pietre. La prima di un nuovo ciclo di conferenze.
Il Maestro, nonostante il successo mondiale, aveva continuato il suo meticoloso lavoro di diffusione della cultura olistica. Ma ora lo faceva andando in diretta televisiva.
 
La lezione era finita e le seicento persone che si erano accalcate nel tendone, stavano uscendo gradualmente, senza fretta. Li' la fretta era sconosciuta.
Un uomo, un nuovo arrivato, uno dei tanti, si avvicino' a Veronica Salce e le disse:"Ciao Veronica! Sono Gaetano Ferro, vengo da Milano."
Veronica guardo' con fastidio l'uomo sui cinquant'anni, con la barba corta e brizzolata, che aveva scelto un sistema senza fantasia per abbordarla.
Era tipico dei nuovi arrivati.
Non riuscivano neanche a immaginare che li' esistessero codici completamente diversi. 
Le venne in mente di dirgli:"Caro, ti faro' magari anche un pompino ma prima ti devi disincrostare l'anima!"
Si sentiva superiore a lui. A tutti quelli che agivano come aveva agito lei nella vecchia vita. Ma si trattenne. Doveva imparare la modestia e la comprensione. Aprirsi completamente all'amore.
Anche lei era stata come lui. Poco piu' di un mese prima. E se non avesse trovato suo marito a letto con un'altra e non fosse scappata finendo per incontrare Marra sarebbe stata ancora quella di una volta. Quindi doveva essere paziente.
"Ciao..." Disse Veronica.
"Ma secondo te questo terapista delle pietre ce l'ha un modello globale o fa finta come tutti gli altri?"
Lei lo guardo' ancora piu' interdetta.
Era chiaro che l'uomo stava usando una tecnica banale. Fare una domanda difficile e provocatoria per entrare rapidamente in contatto con l'interlocutore. E si permetteva pure di parlare con sufficienza del Maestro. Dopo che aveva previsto tre cataclismi uno dopo l'altro. Ridicolo.
Veronica non rispose alla domanda, disse invece: "Scusami ma adesso ho un impegno... Ti dispiace se ne parliamo piu' tardi?...
L'uomo rispose con calma. "Va bene, ti aspetto qui."
Per un attimo Veronica si stupi' della semplicita' della risposta

Aveva promesso ad Aisha, con la quale iniziava a stringere una forte e complice amicizia, di farle un massaggio.
Dopo un paio d'ore, era ormai passata mezzanotte, Veronica ritorno' al bar, voleva bere una tisana prima di andare a dormire.
E si ritrovo' davanti Michele Gaetano che ancora la aspettava pazientemente.
Stava seduto a un tavolino, all'interno del bar ormai semideserto. Dentro era  piu' fresco, grazie alle mura di pietra spesse un metro.
Per un istante Veronica si senti' un po' in colpa per essersi completamente dimenticata di lui. Si senti' anche lusingata di ritrovarlo che aspettava  come un cagnolino. Un vecchio cagnolino.
Si sedette di fronte a lui. Sorseggiava un succo di carota appena spremuto e leggeva un romanzo di fantascienza
"Scusami per prima, cosa mi avevi chiesto?"
"Un tuo parere sulla conferenza...Tu cosa ci fai qui?"
Domanda sciocca. Cosa ci fai in un centro spirituale di cui tutto il mondo parla? Meritava una risposta sciocca. Veronica gliela diede: "Mi occupo della mia anima..."
"E ti riesce bene?"
"Non lo so, sono sempre stata scettica su tutto. Poi sono arrivata qui e ho iniziato a vedere cose impossibili...Sai com'e'..." Fece un risolino imbarazzato.
Una ragazza si avvicino' a chiedere se volevamo bere qualche cosa. Lei ordino' una tisana al finocchio selvatico, lui un altro succo di carota gigante.
"Che cosa e' successo di impossibile?" Chiese lui.
"Bhe, non sei qui per gli incredibili prodigi?"
"Non ne sapevo niente, mi sono iscritto al corso sui sassi magici. C'e' un corso per miracoli?"
"Quasi..."
"Incredibile e appassionante. Funziona?"
 "Non hai letto i giornali? Non guardi la tv? Non vivi su questo pianeta? Non sai niente delle profezie sugli uragani?"
"Si', ma le previsioni climatiche potrebbero essere solo il segno di una straordinaria capacita' tecnologica. Scusami, ma sono uno scettico fin da piccolo. Non ho mai creduto alla storia di Babbo Natale."
"Senti", disse lei un po' spazientita- non so se sei un giornalista che cerca di fare il furbo o uno sprovveduto totale. Comunque sei fuoristrada. I rodigi che Marra compie ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti... Semplicemente lui fa cose che non si possono fare."
"Ad esempio?"
Arrivarono le bevande. Per un attimo interruppero la conversazione e Michele Gaetano pago' le consumazioni.
Prese lo scontrino fiscale lo piego' e se lo mise in tasca pensando al suo commercialista.
Veronica non sapeva da dove iniziare. Trovo' difficile descrivere Marra e ancora di piu' trovarsi nelle vesti dell'evangelizzatrice.
"Stai dicendo una sciocchezza. Nessuno qui ha nuove tecnologie. Il Maestro sa cosa succede e basta... E comunque gli ho visto compiere ogni sorta di prodigi" sorrise "Sa come togliere la nicotina dalle sigarette senza toccarle. E' capace di trovare un oggetto che hai nascosto, oppure sa il nome del tuo amante segreto. Puo' cancellare i tumori con un gesto."
Veronica sorrideva mentre parlava. Le sembrava impossibile trovarsi li', lei, a descrivere miracoli.
"Puo' toccarti e farti perdere la razionalita' e ti trovi a ballare per ore. Puo' farti fare quello che vuole. Davanti a lui non hai piu' il controllo di niente. Mi ha fatto sentire sensazioni delle quali non sospettavo neppure l'esistenza."
Veronica, con un angolo semiautomatico della mente si chiese se sarebbe potuta andare a letto con quel nuovo venuto. Come si chiamava? Gaetano...
Si', decise. Anche se era piu' vecchio di lei. Ormai c'era abituata. Ma con uno cosi' non sarebbe stato sgradevole come con altri.
Aveva un buon odore.
Avrebbe potuto fare sesso con lui. Anche l'amore forse. Ma solo se lui avesse accettato di seguire la Nuova Via.
Intanto gli parlava di miracoli: "Quando sono arrivata qui ero piena di maschere. Adesso non so piu' chi sono ma sto molto meglio. Sono confusa ma ho scoperto di essere viva. Non sono stata mai cosi' bene." Un velo di tristezza passo' per un istante davanti ai suoi occhi "Poi pero' ci sono dei momenti nei quali mi prende il panico..."
Lo disse cosi', in un impeto di sincerita'.
Si chiese se stesse facendo l'abitudine all'aprirsi.
Aveva detto tutte quelle parole senza una pausa. Con lo sguardo che cercava altrove.
Mentre parlava si accarezzava il ginocchio, lentamente.
"E allora hai abbandonato la vita mondana per cercare i tesori dello spirito?" Chiese Michele Gaetano cercando di alleggerire l'atmosfera che si era fatta seria...
Finalmente lei lo guardo' negli occhi lasciando che il loro sguardo si incontrasse.
Michele Gaetano penso' che era proprio bella.
Veronica continuo' come parlasse a se stessa. Le piaceva come lui l'ascoltava. Era un uomo che sapeva stare zitto.
Intanto il bar si stava svuotando.
"Non so, non ho mai pensato al senso della vita, ho sempre vissuto quello che c'era da vivere senza farmi domande e senza fare scelte. Ho lasciato anche un marito da qualche parte. Non mi interessa piu' niente di quell'altra vita. Sinceramente era una palla mostruosa...E per giunta mi tradiva." Sorrise come se avesse detto qualche cosa di eccessivo.
Lui la incoraggio': "Ogni tanto fa bene rompere tutto. Credo che ripulisca le arterie..."
"Si', ma qui mi trovo in una situazione strana. Devo fare una scelta, devo decidere se credere a quello che mi sta succedendo. E se decido di crederci non potro' piu' vivere come prima. Questa nuova vita ti prende completamente..."  Nella sala non c'era piu' nessuno. Michele penso': "Grandi nottambuli i buddisti".
La ragazza del bar annuncio' che chiudevano ma loro potevano restare li' anche tutta la notte. Tanto la porta rimaneva comunque aperta. Quando avessero deciso di andare via dovevano spegnere le luci. Sorrise e li lascio'. Era un ambiente molto gradevole.
Veronica sospiro'.
"Sono felice e ho paura...Strano no?"
L'uomo resto' in silenzio per alcuni secondi. Poi disse: "Se vuoi ti posso offrire un test oggettivo. A volte funziona."
"Cos'e' un test oggettivo?" Disse Veronica con una sfumatura diffidente nella voce. Si aspettava una freddura idiota.
Michele prosegui'.
"Si tratta di stabilire che cosa e' vero e che cosa no. Cioe', sei tu che lo decidi. Io faccio solo da arbitro."
"Perche' serva un arbitro ci devono essere  due squadre. Come fai a arbitrare me soltanto?"
"Tu sei due." Lo disse sorridendo ironico.
Lei rispose al suo sorriso. Pensava che fosse un gioco. Sbagliava.
"In che senso?"
"Beh, se hai un dubbio e' perche' ci sono due pensieri contrastanti. Non sai decidere. Allora puoi fare finta che ci siano due identita' dentro di te. Esprimi tutte le convinzioni di una, cercando di mettere in fila solo i fatti reali. Poi esprimi tutte le ragioni dell'altra parte."
"Ma questa e' schizofrenia pura!"
"Si'. Ma credo che la schizofrenia sia quello che distingue l'uomo dalla scimmia."
Lei rise e le si formo' una piccola ruga orizzontale tra le labbra e il naso. E si accorse che lui le stava parlando come se si conoscessero da anni.
"Va bene, inizia." Concluse Veronica.
"No, sei tu che devi iniziare. Scegli quale te stessa deve parlare per prima e dimmi: cosa e' successo veramente?"
"L'inspiegabile."
"Cosa e' successo? Devi essere piu' precisa se vuoi un parere dall'arbitro."
Veronica decise di stare a quel gioco. Non aveva certamente nulla da temere. Non li'. Si sentiva mille forte piu' forte di lui.
E in fondo le faceva piacere dedicarsi a riordinare le idee. E poi l'uomo appariva simpatico e inoffensivo.
"Innanzi tutto un mio amico e' guarito da un tumore mortale grazie a Marra. Quando sono arrivata qui ero in un periodo difficile, confuso, non mi interessava piu' niente di tutto quello che avevo fatto nella mia vita. Lo so che sembro una cretina se dico che non sopportavo piu' i party. C'e' gente che ha problemi piu' gravi. Ma non sopportare piu' i party e doverci andare per forza puo' essere un problema drammatico per una ragazza che ha tutto dalla vita.
Cosi' prendo una valigia e vengo a vedere se questo Marra ha dei rimedi anche per la noia delle ragazze ricche. E quello che e' successo qui e' stato assolutamente incredibile.  Sono successe cosa inspiegabili". Veronica Salce esitava.
"Cosa e' successo precisamente?"
"La prima volta che Marra mi ha vista, mi sono messa a piangere per la vergogna perche' lui mi ha detto che mio padre mi ha violentata."
Lo disse a fatica. Lui provo' pena per lei. Senti' un'onda emotiva che gli tendeva la pelle in modo fastidioso.
"E questo non l'ha mai saputo nessuno. Non l'ho mai detto a nessuno in vita mia. Capisci quell'uomo non e' normale... E io non so piu' cosa credere... Se esistono veramente questi poteri extrasensoriali qualunque altra cosa cambia di valore e di senso. Tutta la mia agitazione... Perche' io sentivo che nella vita esiste qualche cosa di piu' che la banalita' delle solite cose. Qualche cosa di supremo... E quell'uomo me l'ha mostrato in modo chiaro e indiscutibile.
Lo so che sembra ridicolo ma le mie sensazioni sono cambiate, vivo uno stato magico, qualunque cosa io faccia sento un piacere fortissimo. E lo devo a lui, al mio Maestro. Quell'uomo ha accesso a un altro livello della realta'... E io voglio passare quella porta... E ci sto riuscendo. Sono completamente cambiata."
"Eppure c'e' qualche cosa che ancora non ti convince?"
"No... Ma ho crisi di paura..."
"Ma, se per caso tu scoprissi che e' stata solo una messa in scena saresti disperata o sollevata?"
"Non credo che sarebbe facile dimostrare che tutto quello che ho visto non era vero... Comunque..." Veronica sorrise ambigua. "Beh...in questo momento sarei quasi contenta. Il mio Maestro mi sta costringendo a purificarmi, a fare i conti con le mie paure, a maneggiare una parte terribile di me...
Se scoprissi che e' tutto un imbroglio penserei che e' un gran bastardo e tirerei un sospiro di sollievo.
Ma nessuno poteva sapere quel che lui sapeva di me... E questo e' un fatto. E ne ho visti tanti di fatti. Ho cercato giorno e notte una spiegazione 'razionale'... Ma non l'ho trovata. Marra ha letto dentro di me come legge il futuro dei venti e dei maremoti, lui ha accesso a poteri che sono al di la' dell'immaginabile. Puo' guarirti, puo' paralizzarti, conosce tutti i tuoi segreti, e ti puo' far fare tutto quello che tu desideri ma che non potresti mai ammettere..."
Dopo un attimo di riflessione Veronica aggiunse: "E, comunque, se fossero tutti trucchi il Maestro sarebbe veramente un grande bastardo!" E mentre lo diceva le sembro' quasi di bestemmiare.

Michele Gaetano Ferro si rese conto di avere a che fare con una donna intelligentissima che seguiva una linea di pensiero limpida e coerente.
La guardo' profondamente negli occhi. Fece un lungo respiro e disse: "Va bene, ma immaginiamo che io adesso ti possa dimostrare che chiunque e' capace di fare quello che ha fatto questo Maestro... Perche' lo giudicheresti un bastardo? Non vedi il fatto che comunque lui ti ha fatto del bene? Avevi una vita noiosa e lui ti ha fatto vedere che c'e' dell'altro, ci sono altre cose per le quali vale la pena di vivere... Se ti ha imbrogliata si tratta di un imbroglio a fin di bene, un peccato veniale, in fondo ti ha aiutata usando l'unico linguaggio che eri disposta a ascoltare: quello dei superpoteri."
Veronica si rese conto che Michele parlava con uno scopo preciso in mente, non diceva tanto per dire. Misurava le parole.
Michele sapeva che se voleva arrivare fino in fondo doveva seguire una linea precisa. Per questo aveva colto la possibilita' di iniziare difendendo il Grande Maestro. Veronica lo guardava con una punta di sospetto. Lui continuo': "Se ti avesse parlato semplicemente della magia della vita, dell'importanza di esplorare la mente, tu non lo avresti ascoltato, invece ti ha detto una cosa che nessuno poteva sapere e tu hai messo in discussione tutta la tua vita... Cosa poteva fare di piu' per te?"
Un'ombra nera passo' negli occhi della ragazza. Un'ombra di dolore...
 "E' stato molto duro con me... Ha afferrato il mio dolore e me lo ha sbattuto in faccia... Non e' stata una bella esperienza... Gliene sono grata perche' capisco che lui vede dentro di me e sta pulendo la mia anima di tutto il dolore che c'e' dentro... Ma se lui non puo' leggermi dentro ed e' solo un trucco allora non ha idea di quello che sta facendo con la mia mente e percio' e' un pazzo criminale..."
Michele si era sempre stupito del fatto che se lasci parlare una persona e la ascolti senza esprimere giudizi dopo un'ora lei arrivera' a raccontarti cose che non direbbe neanche a se stessa. Le persone sanno la verita' ma per arrivarci hanno bisogno di qualcuno che le ascolti. Migliaia di psicanalisti lo hanno capito.
"Quello che dici e' estremamente lucido e estremamente consequenziale... In famiglia qualcuno amava la geometria?"
Lei fece una faccia strana: "Mia madre era professoressa di geometria all'Universita'...Ma come..."
"Aspetta un attimo... Continua a seguire la tua logica. Che cosa succede se io adesso ti dimostro che posso fare tutto quello che ha fatto questo Marra?"
"Vuoi dimostrarmi che sei un Maestro zen con i superpoteri anche tu? Sarei fortunata a incontrare due Messia miracolosi in cosi' poco tempo... Una vera epidemia."
Era spiritosa. Michele Gaetano apprezzava le donne spiritose. "No, se ci riesco ti dimostro che chiunque e' capace di fare quello che ha fatto questo Maestro..."
"Non esagerare... Non possono essere cose che sanno fare tutti. Non in questo universo. In tutta la mia vita nessuno aveva guardato nei mie occhi leggendoci il passato..."
"Ok, diciamo che puo' farlo chiunque abbia certe informazioni e una certa sensibilita'..."
"Gesu', ad esempio..."
Era spazientita. Lui se ne accorse da come aveva accavallato le gambe e poi incrociato le braccia. Non poteva piu' insistere con la teoria. Doveva dimostrarle come stavano le cose.
Lei disse: "Mi sembra che tu stia facendo un discorso confuso." Stava per scaricarlo.
"Vuoi che te lo dimostri?"
"Avanti..." Veronica lo disse con un filo di sufficienza. Michele odiava quel tipo di donna bellissima che e' abituata a dare udienza a stuoli di giovani che si pavoneggiano per lei. Era il tipo di esperienza che gli aveva rovinato l'adolescenza. Non aveva molto da pavoneggiare.
Gli occhi di lei dicevano: Sto aspettando che tu mi stupisca.
"Allora devi concedermi un minuto. Devo chiederti se vuoi darmi le tue mani e chiudere gli occhi..." E lo disse con un'espressione sul viso che era l'emblema stesso del doppio senso. E a lei fu chiaro che lui voleva solo giocare e prenderla per mano e baciarla. Il solito sciocco. Simpatico ma sciocco. Non aveva intenzione di baciarlo. Comunque.
Ma temeva anche che lui in realta' fosse l'Angelo Vendicatore arrivato a salvarla dall'Inferno Immorale nel quale stava precipitando.
Ma se era un angelo vendicatore doveva proprio essere un portento perche', al punto dove erano arrivate le cose, solo se riusciva veramente a leggere nella sua mente e guarire i paralitici, avrebbe continuato a prestargli attenzione. Nessun giochino spiritoso sarebbe stato moneta sonante. Nessun sofisma. O miracoli veri o niente.
"Dimmi se ho mai tradito mio marito..."
Disse lei chiudendo gli occhi e porgendogli le mani.
Lui inizio' a camminare sul ponte che non c'e'. Se sei completamente convinto dell'esistenza del ponte invisibile il ponte c'e' e tu attraversi il baratro con successo. Se per un solo istante dubiti che il ponte invisibile esista allora il ponte invisibile non c'e' e tu precipiti.
"Vita o morte" dicono i seguaci del Bushido. Non c'e' una terza possibilita'.
Lui prese le sue mani e penso' a suo zio. Ai trucchi che gli faceva da bambino.
E respiro' profondamente e annuso' l'odore dell'aria. L'obiettivo era una particolare qualita' della tensione muscolare.
Una qualita' parzialmente rilassata che da' ai muscoli la consistenza delle pietre lasciandoli elastici e morbidi.
Respirava lasciando uscire l'aria senza spingerla fuori. Come in un sospiro di sollievo lasciava che il fiato uscisse da solo. Il respiro del guerriero. Ma non era facile perche' una parte della sua mente stava ridendo di quello che era intento a provare.
Ma non poteva cancellare quella risata perche' era indispensabile al successo dell'azione.

Il Bushido parla del samurai che rischia tutto nell'azione che non si interrompe per nessun motivo, e mentre il samurai mette tutto se' stesso nell'azione, e' cosciente della vacuita' dell'azione stessa...
Michele aspetto' per un po', fino a che la sua mente non si fu distratta, annoiata dall'attesa.
Poi apri' gli occhi e le disse: "Guardami." Lei lo guardo' e lui vide che anche lei era rilassata.
La guardo' negli occhi a lungo continuando a sorridere un poco.

"La prima volta che hai tradito tuo marito..." Michele inizio' a parlare lentamente continuando a fissare il suo viso.
"C'era di mezzo una montagna... Perche' c'era di mezzo una montagna? Molta neve... Forse era un maestro di sci?"
Lo stato d'animo di Veronica cambio' bruscamente. Michele senti' che era scossa, le sue mani ebbero un lieve fremito...
"Un maestro di sci... Vedo un colore, molto... rosso. C'e' una...casa...isolata, una festa. Lui si chiama Ernesto. Cosa ti ricordi di lui... Ah... Aveva... un sesso enorme!!!"
"Smettila!!! Come fai!?!" Urlo' lei, era sbiancata: anche lui le stava mostrando l'impossibile!!!!
"Non vuoi che finisca la dimostrazione?"
"Smettila!"
"Non vuoi che ti dica che Ernesto aveva... una camicia orrenda? E voleva... la tua bocca. E che il tuo secondo amante era... una donna... di Varese che ti ha baciato tra le cosce strappando... le mutandine rosse." Veronica era paralizzata, non sentiva piu' i battiti del proprio cuore.
"Il terzo amante... si chiamava Fabio e aveva la passione per le calze autoreggenti... Come dici? Non ti sento... Eiaculava sui tuoi piedi?"
"Come fai?!?" Esplose lei, nuovamente, non resisteva. Il bisogno di sapere cosa stesse succedendo era terribile. Ma Michele non poteva smettere, doveva insistere fino a quando non avesse cavato completamente quel dente marcio.
"E vuoi che ti dica che cosa ti mette cosi' in agitazione? Cosa ti ha fatto Matteo Marra? Cosa ti ha umiliata? Venduta. Ti ha... venduta. Ti ha usata. Ti ha fatta scopare da quell'uomo? Molti uomini... Non doveva? Ti ha pagata molti soldi pero'! Quanto? Quarantunmila euro... Beh, una bella cifra..."
"Smettila!!!" Disse lei scoppiando in singhiozzi. Michele penso' che ce l'aveva fatta. La abbraccio'. Tremava, era terrorizzata. Lui aveva colpito violentemente una zona intima della sua mente.
Lei aveva compiuto sforzi enormi per accettare i superpoteri del  Maestro. Aveva dovuto distruggere il suo vecchio modello della realta' e costruirsene uno nuovo. E ora lo vedeva andare in frantumi.
Michele la strinse a se' e le disse: "E' tutto finito. E' una cazzata... Sei capace di farlo anche tu... Solo che non avevi uno zio pazzo come il mio e non potevi saperlo. Non c'e' nessuna magia e' solo tecnica." Veronica singhiozzava. Ma il bisogno di sapere era ormai per lei talmente forte che, con lo stesso sforzo impossibile di una bambina sconvolta da una crisi emotiva, riusci' a fermare i singhiozzi, alzare la testa e chiedergli, con la bocca che si spalancava per lo sforzo:"Come fai?!?"
Michele le accarezzo' il viso iniziando a parlare. Non c'era supponenza in quel gesto. "Capisco che ti sembri impossibile. Ma semplicemente io so una cosa che nessuno ti ha detto. Questo e' un trucco che ha scoperto un certo Ericson, un grande psicologo, negli anni sessanta.
Milton Ericson scopri' che se una persona, in un particolare stato emotivo, viene interrogata  tende (inconsciamente) a "pronunciare" alcune parole chiave (i suoi segreti emotivi), muovendo con un fremito le labbra e la gola. Non emette suoni ma muove le labbra. Una persona allenata puo' notare questi tremori e imitarli. Se si imitano i tremori labiali e gutturali, automaticamente questi inducono nella mente del "mago" il formarsi delle parole che il cliente pronuncia mentalmente. Se ripensi a come ti ho interrogata puoi notare che ho aspettato sempre che tu pronunciassi involontariamente le risposte. E' relativamente facile se uno sa fare un po' di teatro e costruire una situazione magica, emotiva, che porti la persona che hai davanti a perdere il controllo della muscolatura irrazionale."
Veronica era senza parole. Lo guardava a bocca aperta, aveva smesso di piangere ed era evidente che la sua mente stava rielaborando a un ritmo febbrile quello che le era stato appena rivelato. Michele non avevo dubbi sul fatto che sarebbe arrivata alle uniche conclusioni possibili. Stette ad aspettare in silenzio. Passarono dieci minuti buoni.
Michele si trovo' a pensare a lei che scopava seguendo gli ordini del maestro... Si senti' disgustato. Provo' una vampata di gelosia. Si', gelosia. Era geloso della capacita' di Marra di fottersene di qualunque morale e usare l'ignoranza della gente per soggiogarla. Una persona che si trovi in una certa situazione emotiva puo' essere portata a compiere qualsiasi cosa... Basta saper premere i tasti giusti. Chissa' fin dove avevano spinto lei... L'idea gli faceva male.
Lei continuava a pensare. Il suo viso era come un film, variazioni appena percettibili disegnavano il percorso dei suoi pensieri.