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Vorrei restituire braccia all'agricoltura

Qui la questione è complicata. Più che la questione sono io che sono complicato.
Sono entrato solo nel merito pratico e ho evitato spunti filosofici per farla un po' più breve... ma alla fine è un po' lunga e spero leggiate fino alla fine senza annoiarvi (anche se non ho fatto molto per evitare che accada).

Premessa

Sono un ingegnere informatico e lavoro da 6 anni davanti a un computer.
Sono otto ore più una di pausa pranzo e quindi nove, con pochissime distrazioni, le ore in cui rimango incollato davanti al monitor.
Poi lavoro a Roma ma abito un po' fuori: 3 ore di viaggio tra andata e ritorno.
Dal lunedì al venerdì è sempre lo stesso giorno della marmotta. 12 ore di sacrificio. Di non vita.
Proprio di non vita perché da molto tempo, anni, questo lavoro non fa più per me.
Ci si campa decentemente ma non si sfama lo spirito.
Prima cosa non è salutare stare 9 ore piegati come una graffetta... e mi rivedo molto nell'ultimo stadio di quella "striscia" sull'evoluzione dell'uomo - per chi non l'abbia presente: http://www.minerva.unito.it/Humor/Vignette/Cartoon3/Evoluzione2.GIF -.
Nel tipo di lavoro che faccio ci sarà pure evoluzione ma sicuramente non c'è progresso.
La cosa più grave è che non mi lascia tempo per pensare e demolisce, giorno dopo giorno, quella poca fantasia che intonacava il mio cervello.

Cosa fare?

Ciclicamente ritornano periodi più o meno forti di insofferenza verso quello che faccio e questo perché nei periodi tranquilli semplicemente soffoco i pensieri dissidenti.
Vorrei fare altro, lo so, lo so da tempo.
Occuparmi a tempo pieno di ciò che mi interessa sarebbe meraviglioso.
Per molto tempo è stato difficile per me capire cosa fare.
Ultimamente però sto sviluppando un crescente interesse per le piante (innesti, talee, coltivazione, riconoscimento, margotte) e per un'alimentazione più sana (basata sull'integrale, il biologico e anche un po' di selvatico).
Quest'anno mi sono iscritto ad un corso di erboristeria comunale, ha durata triennale e anche se è solo all'inizio sto cominciando ad avvicinarmi anche alle loro proprietà terapeutiche.

Tagliando corto: vorrei diventare un AGRICOLTORE (biologico/biodinamico).

Mi piacerebbe occuparmi di frutti dimenticati, di piante selvatiche, di piante officinali. Di vino! Di olio! Di mandorle! Di sapone! E tanto altro...

Troppi sogni? Cosa ne pensano i saggi? Potrei campare di agricoltura nel 2009? Da dove posso iniziare?
L'universo è con me?

So che per ora non ho molte conoscenze e che però non posso continuare, ancora per molto, ad essere una graffetta umana...
Il "Sapere" in genere scaccia le paure...
In genere...

Le paure sono sempre le stesse, sempre pronte a bloccare i sogni o a farti riabbassare la testa.
Da un po' di tempo ormai mi accompagnano cose del tipo "Impossibile!!", "Come campi?!", "Troppo tardi!", "Che hai studiato a fare?", "La crisi del 30enne", "Hai le tue cose?!?", "Prendi un po' di gocce di iperico vedrai che ti passa tutto"...

Vorrei iniziare a farmi le ossa... vorrei restituire queste braccia all'agricoltura...

Non so come è d'uso salutare dei saggi provo con un inchino telematico (anche se per la mia posizione sarà comunque un movimento impercettibile)...
Grazie mille e a presto,
Armando

pensieri e consigli

Io, nonostante la mia natura da capricorno (si spera in senso astrologico e non amoroso) ho fatto il salto.Ho lasciato il lavoro, mi son trasferita in campagna e mi son datat all'orto.Non so ancora se son caduta in piedi.

Sula base della mia piccola esperienza ti offro qualche suggestione da aggiungere al tuo file di excel:

  •  L'associazione WWOOF è un ottimo mezzo per incontrare gente che ti può insegnare delle cose interessanti, progetti con cui magari collaborare, comunque contatti sempre utili fosse anche solo per uno scambio semi.
  • Ci sono un sacco di corsi, libri, siti sull'agricoltura ma anche se è più faticoso entra nel'ottica che nessuno ha la verità da insegnarti e che essere agricoltore è come essere vivo:una ricerca e una sperimentazione continua.
  • Tieni presente che forse non devi partire da zero.Ci sono molti rogetti avviati che hanno bisogno di aiuto (agriturismi ch lavorano bene, agricoltori di 70 anni i cui figli vogliono fare altro...)
  • Prova a contattare un gruppo d'acquisto se non fai già parte di uno, o metti insieme un po' di amici e conoscenti che sarebbero contenti di sostenerti in questa prima fase scambiando un po' della tua produzione con beni e servizi che tu dovresti acquistare.
  • Sfrutta al massimo il passaggio tempo lavoro-tempo liberato.Se lasci il lavoro o se lavori part-time avrai un sacco di tempo libero per autoprodurti molte cose, per barattare, per scambiare, per donare, per usare monete locali alternative, il bisogno di denaro diminuirà sicuramente.
  • Ci sono alcune produzioni che potrebbero diventare molto interessanti in futuro (e anche redditizie) ad esempio la canapa, la stevia rebaudiana, la perilla. So che in piemonte c'è un azienda che porta avanti alcune sperimentazioni con piante innovative.
  • Ci sono alcune produzioni che ti assicurano reddito e riagano 'investimento iniziale:ad esempio i piccoli frutti.
  • Limita al massimo a dipendenza da tecnologie e chimica, così eviti di entrare in una logica da agricoltura che deve crescere e fare soldi per pagare i debiti. In questo senso rileggiti Fukuoka e prova veramente a sperimentare,anche in un piccolo pezzo al di fuori del tuo orto produttivo.
  • Puoi ricavare reddito anche da erbe e fiori spontanee raccolte nel momneto giusto.Ad esempio mazzetti di fiori nei periodi di festa, erbe per tisane in vista di un mercatino al quale puoi partecipare...
  • Un' idea che ha molte possibilità di successo è offrire un servizio a persone che vogliono avere un orto e delle loro verdure ma non hanno tempo di coltivarlo (al massimo i weekens causa lavoro).  E' pieno di gente a cui piacerebbe una proposta simile e sarebbero disposti a pagare l'affitto della terra e una persona che gli curasse l'orto gli altri gg della settimana e che magari gli desse qualche consiglio.A questo proposito puoi sentire l'esperienza di una cooperativa di Vercelli che ha fatto il progetto adotta un orto (www.leverduredelmioorto.it)o le attività del parco sud di milano.
  • Informati sul tuo territorio di riferimento per capire che agevolazioni ci sono (finanziamenti ma anche mercatini per la vendita diretta o venti per chi non è produttore iscritto) e che ostacoli (pochi gruppi d'acquisto?i negozi ti prendono la merce in conto vendita e ti riducono alla fame?la gente non è sensibile ai temi dell'agricoltura bio ma vuole le insalatine lavate e imbistate?)

Ricordati poi che la natura è generosa e che ha tanto da insegnarti.

Buona fortuna!

 

La terra, l'informatica e il "Maestro"

Caro Don Chisciotte Armando, scopo del mio intervento è di discutere con te sul contenuto della tua risposta all'intervento di Jacopo, e più precisamente sulla necessità di avere un Maestro.

Premetto che sottoscrivo al cento per cento i consigli di Jacopo e Gabriella ai quali non intendo aggiungere il minimo commento, li trovo molto oggettivi,  equanimi ed esaustivi.

Ma veniamo al dunque; nella risposta scrivi: " Non so perchè sono convinto che si abbia la necessità di avere un Maestro sempre, anche per muovere un passo. Forse saprò muovermi quando l'avrò trovato, forse sto aspettando che mi trovi lui...."

Noto che scrivi "Maestro" con la  emme maiuscola, per cui suppongo tu ti riferisca ad un maestro nel senso pieno della parola, per capirci sul modello del passato,per esempio dell'antica Grecia, quindi presumo, un'autentica guida saggia e sapiente, colui che in qualche modo di possa "iniziare".

Se è così, non sai quanto personalmente comprenda tale esigenza, anche perchè l'ho vissuta e la vivo tutt'ora anche sulla mia pelle, anch'io come te e tanti altri sento l'esigenza di incontrare un vero Maestro.

Ma vedi, non è in questa esigenza che sorge il problema, il problema o meglio il pericolo sta da un'altra parte: nell'attesa.

Nell'attesa di questo incontro si può correre il pericolo di rimanere immobili, sospesi in un limbo di eterna indecisione, e se non si ha la fortuna di incontrarlo presto, possono passare anni senza che ce ne accorgiamo, anni di stagnazione, di frustrazione, e di sofferrenza a vari livelli.

Per poi magari accorgersi che forse questo maestro non arriverà mai, oppure arriverà quando non servirà più, perchè in tutto questo tempo magari ci sei arrivato da solo a comprendere cosa fare.

Ciò su cui desidero farti riflettere è sulla comprensione che non puoi puntare sul ritrovamento  di un Maestro perchè questo è un fatto che può avvenire o non avvenire.

Per questa ragione dovresti a mio parere propendere ad essere prima di tutto tu stesso artefice di te stesso, del tuo destino e prenderti in mano la tua vita.  Questo non significa che si  debba smettere di sperare di sognare, anzi.

A me la vita non ha concesso di avere in dono un Maestro in carne ed ossa, almeno in questi primi cinquant'anni, in seguito si vedrà.

Ho comunque  sopperito a tale esigenza cercando nella lettura di incontrare i modelli a cui propendevo e ne ho trovati diversi, e da ognuno ricevo un impulso diverso, unico,caratteristico; da questi ho preso e prendo spunto a seconda dei bisogni, per fare principalmente una cosa: muovermi, magari anche di poco, a volte impecettibilmente ma mi muovo!

Questo è quanto  auguro e propongo anche a te: non rimanere fermo, muoviti ! fallo secondo le tue capacità.  Nessuno può dirti come farlo, perchè tu sei unico come lo è ognuno di noi , e per questa unicità sei "sacro". E per questa "sacralità" abbiamo tutti il dovere morale di muoverci !

Io penso che se  Il Maestro non ti sarà dato sarà  perchè tu hai sicuramente le forze per farcela anche da solo !

Come vedi puoi comunque sempre contare su di noi, forse poco saggi ma molto, molto umani!

Ti abbraccio .                                 Idio

 

 

                                                                                                                            

Autodidatta

Ciao Idio, grazie mille per l'incoraggiamento e la fiducia.

Sì, parlavo proprio di un Maestro con la M maiuscola... qualcuno ne ho incontrato, qualcuno non l'ho ascoltato al momento giusto, qualcun altro non l'ho riconosciuto...

Quello che dici è verissimo e spero che questi miei pensieri si trasformino in energia, in una quantità tale da essere sufficiente per scrostare i piedi da terra.

Sento molto il tempo. Vorrei il cambiamento a portata di mano e questo mi inchioda in partenza. Forse non riesco ancora a ragionare per piccoli obiettivi, a fare piccoli pezzi di quello che vorrei essere per raccogliermi ogni giorno e avere la pazienza di ricostruirmi.

Studierò da autodidatta...

Ciao e grazie ancora, Armando

Diventare agricoltore biologico: ci si può campare?

Caro Armando,
innanzi tutto c'è da dire una cosa: la terra è bassa e dura.
Il pericolo più grosso è crollare. Io ho fatto l'esperienza, 30 anni fa, di venire in campagna, di prendere il piccone e di dissodare un campo per farne un orto.
Mi sono trovato a piangere il secondo giorno per il dolore alle braccia.
E ho continuato a picconare piangendo.
Ho lavorato come un ciuccio. Ho anche capito che per dissodare è meglio il trattore. Magari elettrico.
E devo dire che alla lunga non ce l'ho fatta e ho rinunciato a fare il contadino.
evidentemente non era la mia principale aspirazione.
Ma ci sono amici che invece dopo 30 anni sono ancora lì a coltivare e ne traggono grande soddisfazione.
Allora la prima domanda è: sei tagliato per un lavoro manuale?
Sono necessarie doti molto particolari. Sicuramente il piacere del corpo in pieno sforzo è grandioso. La cosa più bella che ho imparato nei miei anni di lavori agricoli e di muratura. Esaltante. Estatico.
Ma per prima cosa, se non l'hai già fatto, fai una prova per quindici giorni.
se non sai dove andare noi a Alcatraz abbiamo un grande orto che ha sempre bisogno di lavoro, ma trovi ovunque chi ti faccia zappare gratis.
La seconda domanda è: ci si vive?
Ci sono due soluzioni: fare l'agricoltore senza podere è relativamente facile. Trovi ovunque chi ti offre 200 mq di orto da gestire e la possibilità di vendere quasi tutto il raccolto a chi ti dà il terreno a un prezzo superiore a quello pagato ai contadini ma inferiore anche al prezzo dei rivenditori. Parlo di situazioni come agriturismi e simili. Il problema è che gestire un orto di 200 mq, con una piccola serra e produrre molte varietà di ortaggi è un lavoro difficilissimo. Credo ci si arrivi dopo anni di esperienza e devi avere un pollice verde da paura.
Ho conosciuto degli orticoltori che in due con un operaio gestivano 2 serre e un allevamento di conigli. Ma dopo 10 anni si sono messi a fare i grossisti di verdura. Lavorano la metà e guadagnano tre volte tanto.
Quindi non inizierei proprio da qui.
La seconda soluzione richiede soldi per iniziare: comprare un podere con 4 ettari di terra buona, un po' di alberi e bosco e territori boschivi intorno, mezza collina, dove tutte le piante hanno più forza vitale (penso alle erbe officinali).
La proprietà di un terreno ti permetterebbe di ragionare su tempi lunghi.
Ma inizialmente devi avere assicurata la sopravvivenza. Ad esempio continuando a lavorare a mezzo tempo sul pc.
Oppure sfruttare qualche altra tua dote: sai ballare? Potresti dare corsi di danza. Vedo che qui in campagna molti hanno due o tre mestieri.
Alcuni sono estremamente redditizi. Ad esempio non ci sono spazzacamini. E' credo l'unico mestiere che non prevede fatture, è un lavoro protetto.
Si lavora moltissimo tra settembre e ottobre quando la gente scopre che ha il camino intasato. Si guadagnano anche 500 euro al giorno, esenti dalle tasse.
Comunque punterei su qualche cosa di estremamente specializzato e ad alta resa. Attento alle trappole dei nuovi prodotti, periodicamente arrivano cose tipo i lombrichi che diventi miliardario in 18 mesi. Ci guadagnano i primi che partono e poi la vendita si inceppa e ti trovi pieno di lombrichi incazzati neri.
Il primo elemento dal quale partirei è cercare qualche cosa che io posso sicuramente vendere. Il problema in agricoltura è vendere non produrre.
Teoricamente potrei vivere facendo l'agricoltore senza neanche coltivare. Tutte le colline e le montagne italiane sono una miniera d'oro. Le bacche di ginepro costano qualcosa come 300 euro al quintale, e sono lì gratis migliaia di quintali. Basta prenderle. Certo è molto faticoso, un quintale di bacche è una cosa immensa. Ma se poi le lavori e ci fai qualche cosa, dalla grappa aromatizzata, ai sacchettini, il suo valore si moltiplica per dieci volte. Ma poi dove te li cacci i 2.000 barattolini di bacche? E a quanto le vendi? In negozio li paghi magari 5 euro ma c'è l'utile del negoziante, il grossista, il trasporto, il magazzino, i controlli, i barattoli che si rompono, si perdono. Disastroso.
E parlo per esperienza. Un fallimento economico.
Una soluzione però l'ha trovata un mio amico agricoltore, Beniamino. Lui prende tutto quel che produce la sua azienda e qualche cosa dei vicini e li porta in città, arriva col suo bel sorriso con i ravioli, i formaggi, le salsicce, il pane fatto a legna. La gente è entusiasta e si passa la voce. Poi fanno dei picnic in fattoria con un musicista che suona la fisarmonica.
Questa mi sembra un via più praticabile per un ex informatico. Ma solo se ami le persone e sei empatico.
Mettere insieme un po' questo, un po' quello. Se non hai soldi puoi prendere una casa in affitto, iniziare la raccolta dei frutti spontanei, iniziare esperimenti di orto e coltivazione di erbe, confezione di oli aromatizzati e pasta fatta in casa e iniziare a cercare intorno prodotti buoni: olio, vino, formaggi. E poi trovare chi ha voglia di comprare una cassetta di prodotti agricoli misti. Anche proporsi a un gruppo d'acquisto come procacciatore di prodotti può essere interessante, e poi ci sono i cral aziendali, le associazioni ambientaliste alle quali proporsi. Non ti dico che sia facile ma è una cosa che può stare in piedi, c'è chi c'è riuscito. Ma secondo me è essenziale porsi la questione della vendita. E forse la tua conoscenza professionale dell'informatica potrebbe aiutarti a scovare nuovi prodotti, servizi o nicchie di mercato che potrebbero fare la differenza.
Esiste poi un'altra via, meno imprenditoriale e dinamica che è quella degli Elfi, grande gruppo che ha scelto di vivere rinunciando a tante cose, contraendo i consumi e quindi ottenendo una possibilità di vivere con costi decisamente bassi. Anche uno sgarrupato agricolo se ci si mette puù arrivare a gestire un orto che ti dà di che mangiare. Con qualche attività di raccolta e di trasformazione basica si può costruire una vita degna e frugale. Ma bisogna esserci tagliati. Un mio amico lo ha fatto per 10 anni, vivendo senza riscaldamento, senza acqua corrente, senza elettricità. Poi ha mandato al diavolo tutto, ha fatto la pace con suo padre e si è comprato la Porche.
Ma ne conosco altri che vivono così da 30 anni e sono soddisfatti della loro scelta. Anche qui dipende da quel che ti senti di fare.
Spero di aver alimentato i tuoi dubbi. Meglio dubitare molto prima di decidere. O forse no. Io mi sono sempre buttato. Spesso mi sono procurato molto male. Ma ho anche avuto una vita intensa.
Auguri!

Dubbi a go go

Ciao Jacopo,
grazie mille per aver ascoltato e per avermi dedicato molte parole e molti spunti.
Hai fatto un'analisi precisa... ora vorrei che queste montagne di dubbi si trasformassero in mezze colline... che come dici tu sono il terreno ideale per la crescita delle piante officinali...
Sono un buon coltivatore di dubbi quindi un po' di esperienza in questo campo ce l'ho.
Scherzo, in realtà so' veramente poco, quest'anno ho potuto fare un orto (pomodori, insalata, zucchine, friggitelli, finocchi, basilico, zucche) e ho potuto iniziare a coltivare qualche aromatica: un primo esperimento entusiasmante basato sulla "filosofia del non fare" (di Fukuoka) più per mancanza di tempo a disposizione che per averla seguita nei dettami...
Comunque credo che il lavoro fisico mi si adatti abbastanza anche se a prima vista potrei risultare poco credibile...
Non so perché sono convinto che si abbia la necessità di avere un Maestro, sempre, anche per muovere un passo...
Forse saprò muovermi quando l'avrò trovato, forse sto aspettando che mi trovi lui... o forse dovrei buttarmi proprio come te...
Non l'ho mai fatto... mi servirà un Maestro di Tuffi?
Ho paura delle batoste, di non riuscire, di provare... di chiedere...
E forse mi servirebbe proprio una sana batosta sulle gengive.
Ora cercherò un po' di catechizzare questa orgia di dubbi.
Grazie ancora per la saggezza e soprattutto per l'idea dei lombrichi...
Un abbraccio da un contadino in erba o se più ti aggrada da un programmatore fumato (più bruciato però),
Armando

Se la crisi del trentenne

Se la crisi del trentenne significa porsi un paio di domande, alzare la testa, chiedersi chi vive le propria vita.. ma ben venga!
Durante un convegno sulla Comicoterapia ad Alcatraz nel lontano 1999 (madonna Jacopo, son passati dieci anni!) Susan Parenti, la compagna di Patch Adams, ci raccontava che lei tiene dei corsi in cui "insegna a sognare".
Tu, don chisciotte (il nick di un grande sognatore) lo stai già cominciando a fare, si tratta solo di perfezionare la tecnica.
L'obiettivo l'abbiamo chiaro.. come arrivarci? Continuando sulla strada che hai intrapreso. Dunque ilcorso, sì, poi per coltivare cose belle e buone ci vuole la terra, ci sono degli appezzamenti agricoli vicino a casa tua? Quanto costano, e per avere la certificazione biologica cosa bisogna fare? Cosa esattamente vuoi coltivare? Magari invece serve cambiare del tutto e trasferirsi in un posto che geograficamente permetta alcune coltivazioni: olio e mandorle? magari al sud... sì ma dove esattamente? Apriamo una cartina geografica, facciamo una ricerca in Internet, ci sono un sacco di cooperative che già lavorano su queste cose, magari per un po' di anni si può pensare di collaborare con una di queste, così si impara sul campo (è proprio il caso di dirlo!).
Com'è il mercato? Ci sono sovvenzioni europee? Faresti tutto da solo, oppure hai amici o parenti che ti seguirebbero nell'impresa? A soldi come stai messo?
Apri un file exel, e scrivi tutto, un po' alla volta... metti tutto in ordine, che diventi un progetto reale, lavoraci un sacco, e quando ti prende lo sconforto riapri ilfile e controlla dove puoi aggiungere, dove togliere...
E' l'avventura della vita, non ce n'è un'altra più importante...
Un abbraccio
Gabriella

Distrarre l'avversario

Ciao Gabriella,
corsi per insegnare a sognare?! Sembra incredibile... io credo che vivere in una grande metropoli e stare dietro ai suoi tempi ci trasformi in tanti automi capaci solo di correre a lavoro, correre a casa, mangiare, dormire...
Per i sogni non si ha tempo, quando si ha un momento di pausa si pensa solamente ad ottimizzare i prossimi minuti, le prossime ore. Alla fine si lascia indietro tutto e quando ci si ferma, quando ci si fermerà per un motivo o per un altro sarà tremendo guardarsi attorno...
Capire che una cosa non va, che non fa per noi è meraviglioso... avere il coraggio di spostarsi non è da tutti e almeno per adesso non è stato da me...
Grazie per i consigli e per il metodo che mi suggerisci, cercherò di fare piccoli passi, qualche finta per distrarre l'avversario (che sono sempre io)...
Un abbraccio anche a te,
Armando

Mediterò e ti risponderò

aug

Zeitgeist

Grazie Jacopo per avermi risposto (spero di aver capito bene che questa risposta sia per me).

Ho chiesto il tuo parere perchè mi fido di te e perchè sei un "puro" simpaticissimo.

Ciao

Vincoli

Ti capisco, anche io sono ingegnere e lavoro molte ore tutti i giorni anche sabato e domenica e spesso mi rendo conto che lavoro solo per i soldi. Ma io devo mantenere 3 figli!

Allora volevo chiederti, nel tuo caso quali vincoli hai? sarebbe un problema se tu facessi una cosa da irresponsabile tipo andare 3 anni in inghilterra a studiare medicina? (questo per esempio è ciò che farei io se non avessi vincoli). Chi ne soffrirebbe?

Se non hai molti vincoli puoi anche fare un grande salto, se hai molti vincoli è meglio un cambiamento graduale. Io devo attuare una strategia graduale e allora sto facendo tante cose in questa direzione.

Boh, mi tieni informato? mi sento coinvolto dal tuo caso che è simile a quello di tanti colleghi ingegneri che si ritrovano a fare lavori poco motivanti dal punto di vista umano.

Cari saluti

 

Stessa barca

Ciao Massimo, già nel tuo caso ci sono altre priorità...

io un po' di vincoli li ho, certamente non come i tuoi... spesso sono legati più alle paure che ad altro...

Forse alla fine ho anche poco tempo per progettare questa "fuga" dalla realtà... o forse come al solito sbaglio perché penso sempre invece di agire... carattere...

Qualche piccolo passo lo sto facendo anch'io ma ho paura che la noia per quello che faccio mi falci prima del tempo... e questo potrebbe essere un male.... ma anche un bene....

Chissà, vedremo... intanto remiamo...

Spero che i piccoli passi ti portino lontano assieme alla tua determinazione.

Al prossimo aggiornamento, Armando