Da "22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto" - Cap 19

Scegliere la cultura dell'ironia e del ridere

D'Alema, dì una cosa di sinistra, dì una cosa  anche non di sinistra, di civiltà, D'Alema, dì una cosa, dì qualcosa, reagisci
(Nanni Moretti)

Comprendere la globalità dell'esperienza umana per cambiarla vuol dire anche affrontare il nodo del funzionamento della mente umana e capire che l'essere umano riesce a sembrare intelligente solo se capisce come funziona la sua mente e riconosce che esistono precisi meccanismi cerebrali in grado di fargli compiere delle stupidaggini di proporzioni galattiche.
L'essere umano educato in modo repressivo, privato della propria creatività e del senso naturale del magico, umiliato socialmente e sessualmente ha gravi problemi a pensare in modo coerente ed è facile preda di suggestioni di ogni tipo. La maggioranza degli esseri umani vive ipnotizzata, dormendo, in uno stato di semincoscenza meccanica.
Ed è per questo soprattutto che l'umanità è schiava.
Se non fosse così non si potrebbe spiegare come milioni di comunisti si siano convinti che D'Alema era un grande leader né sarebbe comprensibile come i militanti della Lega e di Alleanza Nazionale, dopo aver virilmente manifestato contro tangentopoli, non risparmiando a Berlusconi le accuse e gli insulti più violenti, si trovino oggi a fare il tifo per lui.
L'essere umano è un po' coglione e questa realtà va inscritta nell'agenda dei problemi della sinistra. E va constatato che gli unici momenti nei quali, certamente, l'individuo si risveglia dalla sua catalessi ipnotica è quando scoppia a ridere, si innamora, gode in modo esagerato e produce arte.
Ecco che il ridere, l'amore, il piacere e la creatività diventano punti cardine di tutto il nostro programma politico, culturale e umano.
Il ridere in particolare ha una capacità straordinaria di aprire la mente, fare scorgere l'altra faccia della luna, creare sospetti e dubbi e far vedere veramente quel che è sotto gli occhi di tutti. Il riso è l'antidoto più forte che esista alla logica da pecoroni, alla venerazione dei leader carismatici, alla miopia del fine che giustifica i mezzi, alle idee preconcette e fossilizzate, alla mancanza di fantasia. Non stupisce che il potere da sempre, e la sinistra troppo spesso, abbiano avuto reazioni isteriche di fronte alla satira e allo sghignazzo.
E' forse il caso di ricordare che i miei genitori, dopo essere stati cacciati dalla Rai democristiana, furono cacciati anche dal circuito delle case del popolo gestito dal PCI di Berlinguer perché si permettevano di fare battute sul partito e che Beppe Grillo, cacciato dalla Rai democristiana, non è stato invitato a rientrare nella Rai dell'Ulivo. D'Alema, Bertinotti e gli altri leader della sinistra hanno sempre dichiarato di essere persone serie e di avere un programma serio e io, ogni volta che li sentivo parlare così, mi toccavo i coglioni. Il senso dell'umorismo è il più grande strumento di lotta che chi vuole cambiare il mondo abbia a disposizione.
Ogni nostra azione dovrà contenere l'antidoto all'insensibilità e all'agire ipnotico e insensato che il ridere, l'amore, il piacere e l'arte ci offrono.
Nella nostra tattica dovremo poi considerare con grande attenzione il fatto che qualunque azione che diventi ripetitiva contribuisce a sviluppare lo stato di suggestione ipnotica che rende possibile il protrarsi dell'esistenza della società autoritaria.
Il nostro stile d'azione dovrà essere soprattutto orientato al continuo rinnovamento. Infatti, solo un'azione nuova ha il potere di stupire e lo stupore è la chiave che permette di risvegliare le persone dal loro torpore ipnotico. Il movimento attuale trae una forza enorme proprio dallo stupore che i girotondi e le manifestazioni autoconvocate, con la loro compostezza e ironia, provocano nel pubblico. Ma già ora dobbiamo sforzarci di inventare nuove forme di azione, temendo al massimo grado di creare l'ennesima routine che porterebbe inevitabilmente a rianestetizzare le coscienze appena risvegliate.

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