Da "22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto" - Cap 18

Riconoscere la globalità dell'individuo

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(Anonimo)

Negli anni settanta la nascita del femminismo e del movimento omosessuale pose alla sinistra una domanda essenziale: "il personale è politico"? 
Oppure la politica sta al primo posto e dei fatti personali non frega niente a nessuno?
Se vogliamo immaginare un mondo migliore dobbiamo puntare al pieno sviluppo delle potenzialità umane dell'individuo. Il nostro modo di agire politico dovrà quindi considerare come centrale non solo il raggiungimento di obiettivi materiali relativi al tenore di vita dei cittadini ma anche alla soddisfazione psicologica e emotiva. Su questo punto non vi sono indicazioni che possono essere valide per tutti, si tratta certamente di lasciare che si sviluppi la più ampia biodiversità e molteplicità di iniziative e di approcci. Certamente la sinistra non potrà più rispondere quel che ha risposto per anni: "Adesso no, ora dobbiamo occuparci delle questioni strutturali."
Non possiamo più accettare i grandi leader che sono degli stronzi nella vita personale né accettare che all'interno del movimento persistano divisioni sessiste, razziste ecc.
La capacità di un movimento di risolvere grandi questioni si vede anche dalla sua capacità di risolvere "piccole" questioni. E spesso, anzi, si è verificato che sono le soluzioni dei piccoli problemi a portare alle soluzioni di quelli grandi e non viceversa.
La possibilità di affrontare la miseria del mondo attraverso il microcredito e la microimpresa è sempre stata scartata dalla sinistra perché "non è togliendo dalla miseria dieci donne che risolvi il problema". Invece l'esperienza ha dimostrato che è possibile ottenere che 20 milioni di donne escano dalla miseria iniziando con 10 donne.
La logica aberrante di Tito portò che dopo la seconda guerra mondiale si mettesse una pietra sopra alle violenze subite dai serbi nei lager dei filonazisti (più di un milione di morti) in nome dell'unità nazionale. Questa insensibilità umana pose le condizioni per le guerre etniche degli anni novanta.
Al contrario Nelson Mandela partì a costruire l'unità dei sudafricani istituendo un tribunale molto particolare che raccoglieva le testimonianze delle vittime del regime razzista e invitava i loro carnefici ad ammettere le loro colpe, in cambio il tribunale rinunciava a infliggere una punizione. Le vittime si accontentarono dell'ammissione della colpa rinunciando alla vendetta. Si è trattato di un processo svolto unicamente allo scopo di sanare le ferite emotive e costruire un baluardo culturale contro la violenza attraverso la coscienza della violenza stessa. Una strategia mai usata prima che ha messo al primo posto l'individuo e la sua coscienza.
Mandela ha messo al primo posto il risanamento emotivo, individuale, l'esigenza imprescindibile per le vittime di veder riconosciuta socialmente la loro sofferenza. Per chi ha subito torture e stupri il veder riconosciuta la colpa dell'aggressore è un passaggio essenziale per poter superare il trauma. E questo fattore è importante per l'individuo ma anche per la società, da ogni singolo riconoscimento del danno nasce la possibilità di pacificare le lacerazioni della società.
E ci sembra evidente che uno degli elementi essenziali che hanno determinato la crisi dei partiti della sinistra risieda proprio nella loro incapacità di far vivere un'idea diversa della vita personale e del suo rapporto con l'iniziativa politica collettiva. Si è sottovalutata l'importanza di valori diversi e di un punto di vista nuovo sulla famiglia, l'amore, l'amicizia e il sesso e questo ha portato alla costruzione di una classe politica umanamente e culturalmente arida, per nulla interessata a costruire rapporti nuovi all'interno e all'esterno del partito. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
è assolutamente necessario comprendere che i cambiamenti politici e sociali sono indissolubilmente legati a quelli culturali, spirituali e comportamentali e non ha senso stabilire delle priorità perché il cambiamento è un fenomeno globale, una sinergia tra tutti gli aspetti della vita umana.

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