6) Opporsi alla corruzione attraverso l’unificazione dei percorsi burocratici
7) Opporsi alla corruzione attraverso l’eliminazione dei regolamenti inutili e la loro sostituzione con il buon senso
Se i partiti non rappresentano piu’ gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori!
(Corrado Guzzanti)
Non siamo cittadini, siamo ancora sudditi.
Siamo vessati da una burocrazia isterica che utilizza un caos totale di disposizioni, procedure, regolamenti. Costruita apposta per rendere indispensabile la bustarella e le amicizie. e’ questo castello mostruoso che nutre e rende forte la corruzione nell’amministrazione pubblica e crea costi enormi e difficolta’ inutili per le persone oneste.
La prima e fondamentale riforma deve essere l’unificazione delle procedure che Marco Marchetti, avvocato del comune di Gubbio, propone ormai da anni, inascoltato.
Infatti in Italia ogni tipo di pratica burocratica ha iter diversi, tipologie di approvazioni diverse e modalita’ di controllo indipendenti. Il caos delle procedure e’ tale che in molti moduli, dopo l’elenco delle documentazioni e delle autorizzazioni preliminari richieste, c’e’ una scritta sibillina che recita piu’ o meno “verra’ data l'autorizzazione se tutte queste documentazioni saranno conformi e se non c’e’ l’opposizione di nessun ufficio competente”.
Si tratta di una frase diabolica perche’ non dice se c’e’ o non c’e’ un altro ufficio competente per quella pratica, quindi non sai mai se e’ tutto a posto o no. e’ una frase che i burocrati scrivono per sicurezza rovesciando sui cittadini la loro stessa incapacita’ di orientarsi nel labirinto di percorsi e uffici di competenza. Semplicemente unificando le procedure e stabilendo passaggi uguali per tutte le pratiche noi creeremmo qualche cosa che oggi in Italia non esiste e cioe’ la trasparenza e la certezza dei percorsi burocratici tagliando l’erba sotto i piedi alla corruzione.
Contestualmente bisognerebbe eliminare la stragrande maggioranza dei codici e dei codicilli dei regolamenti applicativi sostituendoli con il buon senso. Puo’ sembrare una follia ma in Florida praticano questo metodo da anni. Invece di fissare in modo generalista (e spesso delirante) obblighi tecnici, determinano criteri di qualita’ generali: una cucina deve essere igienicamente perfetta.
Questo va a verificare l’ispettore della Asl, e non ha modo di classificare come antigienica una cucina pulitissima e funzionale solo perche’ manca un centimetro di altezza alle piastrelle e poi giudicare un letamaio “igienicamente in regola” solo perche’ le piastrelle hanno la giusta altezza. Si tratta di far si’ che gli ispettori si prendano la responsabilita’ di giudicare sulla base del buon senso e non possano nascondere giudizi interessati dietro il delirio dei regolamenti tecnici.
Se una simile riforma fosse attuata toglieremmo dalle spalle degli italiani una tassa iniqua e ingannevole. I soldi risparmiati, evitando perdite di tempo burocratiche, rappresenterebbero un risparmio per le famiglie e le imprese di miliardi di euro ogni anno. Inoltre si libererebbero enormi energie creative che oggi vengono sprecate per riuscire a spiegarsi con esseri umani instupiditi dal burocratese.
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