L'American College of Physicians e' una delle piu' grandi organizzazioni mediche degli Stati Uniti, la seconda per numero di iscritti: 124 mila dottori tra cardiologi, neurologi, oncologi e altri. Curano, tra gli altri, anche la prestigiosa rivista scientifica “Annals of Internal Medicine”.
Nei giorni scorsi hanno reso noto un rapporto sui benefici della marijuana terapeutica per i malati gravi. Il governo federale, scrivono, sbaglia nel classificare la marijuana come una sostanza non adatta al consumo medico e sbaglia nel considerare criminali i malati chi si procurano la cannabis.
Mentre le pastiglie di THC sintetico sono a lenta assimilazione e possono causare effetti collaterali anche gravi, il principio attivo dei fiori e’ di piu’ veloce assimilazione e puo' dare sollievo a chi, per esempio, sta effettuando una chemioterapia in quanto allevia nausea, perdita di appetito, dolori.
Si consiglia per l'assunzione l'uso del vaporizzatore che evita gli effetti del fumo, mentre conserva quelli della marijuana.
E se lo dicono loro…
(Fonte: aduc)
Davide Calabria
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