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MORBIDE GALASSIE di Jacopo Fo - Capitolo 20 - Ultimo

MORBIDE GALASSIE
La vera storia di Mikaijll Kandinski, dell'invasione del mondo e dei mostruosi Crow

Capitolo 20

Il tempo era passato. Era una giornata di agosto, faceva caldo e Mikaijll era sceso in citta' a fare spese. Entro' in un negozio di stoffe ed ebbe un colpo quando la vide. Esito', poi si avvicino' e la saluto'. Era molto bella e gentile, pareva che il tempo non fosse passato.
Chiacchierarono un poco e una luce morbida li avvolgeva entrambi. Poi ridendo e scherzando salirono su da lui e si toccarono, si spogliarono, si baciarono e le loro parti piu' tenere si avvicinarono ed entrarono l'una nell'altra. E forse solo in quel momento, veramente, la sua anima si uni' a quella di lei. E lui stette li' a guardarla, lei che lo guardava, e credette di essere giunto a toccarla, che lei veramente l'avesse lasciato entrare dentro di se' e che lui veramente avesse avuto il coraggio di entrare dentro di lei.
Per poco tutto gli parve scivolare come dovrebbe scivolare la vita, senza sforzo e lei era cosi' bella che a lui parve impossibile. E la sua asta entrava e usciva da lei e lei lo prendeva e lo lasciava dentro di se'. E allora lui fu travolto dal desiderio di averla di piu' quando gia' aveva avuto tutto. La bramosia di possedere lei in ogni piu' piccolo riflesso della pelle lo scaravento' in avanti. La volle ancora, ancora di piu', e le sollevo' le anche per entrare maggiormente dentro di lei, per entrare del tutto e rompere anche l'ultimo velo che ancora, forse, restava tra di loro. Si sollevo' un poco, arretrando, uscendo quasi da lei e le si butto' dentro cercando il fondo del suo sesso. E lei fece un piccolo gemito che non era di piacere. Lui le chiese:
"Ti ha fatto male?"
E lei rispose: "Si'"
E lui si senti' perduto per la sua stupidita'. E vide tutti i portali del palazzo di lei chiudersi su di lui, uno dopo l'altro; i ponti levatoi alzarsi e gli armigeri spuntare dai bastioni merlati. E il suo stupido cazzo si ammoscio'. E lui fece di tutto per farlo ritornare in vita sfregandosi contro di lei. Ma lui non volle ragionare ne' ubbidire ne' altro. E lei lo scosto' dal suo corpo, lo tolse via da se', si alzo' e comincio' a rivestirsi. Lui tento' di trattenerla, di ricominciare, perche' il desiderio lo uccideva, anche se il suo sesso senza forza non lo dava a vedere. E lei si rimise i vestiti, lo zucchero candito spari' dai suoi occhi e lei torno' ad essere "una donna di mondo".
Si diresse verso la porta e uscendo disse:
"Provaci ancora, monaco!"

CXiccio

No senti....
chiariamoci...
bello. Non e' cent'anni di solitudine ma e' bello. Potrebbe essere un bell'urania ed essere un bell'urania non e' da tutti.
In piu' le considerazioni sulla vita negli ultimi capitoli, sono immense! bellissime! le ho copiate, stampate, incollate sul frigo in mezzo alle massime di malcolm x e rosa luxembourg. Narrativamente e' anche molto meglio di quell'altro (quello sulla grande truffa mondiale a mezzo guru). Molto piu' vivo, realistico (anche se il primo probabilmente nella trama era piu' geniale).
Insomma bello, bel lavoro.

Ma il finale e' una CAGATA.

Già!

Questa cosa del finale l'ho notata anche io, quasi a volerlo finire di fretta, ma per ilre sto mi è piciuto, molto fantasioso e nello stesso tempo molto reale! Ha quel tocco di sconclusionatezza che lo rende quasi come un sogno profetico con un buon finale! :D

POF POF POF !!!
Decidere di ridere, grande libertà. Libertà reale