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il blog di Simone Canova

Il braccialetto AURUM

Non si tratta di un reperto archeologico ma il suo valore e' vicino a quello del Sacro Graal.
Parliamo del braccialetto che danno agli ospiti degli Aurum Hotels (e' una catena di alberghi che lavora nel sud Italia, Campania, Basilicata e Sicilia soprattutto).
Tutti i servizi sono gestiti via computer e il cliente e' riconoscibile tramite un braccialetto di plastica con un numero identificativo. All'inizio del soggiorno il braccialetto viene "caricato" con un po' di soldi e viene fatto firmare un foglio. Dopo aver spiegato che tutto funziona grazie al braccialetto, si viene avvertiti che in caso di smarrimento, aperta parentesi "cosa molto improbabile" chiusa parentesi, bisogna rivolgersi alla reception.
Quel "cosa molto improbabile" mette molta ansia.
Innanzitutto il braccialetto e' irreversibile: se apri il meccanismo che lo tiene chiuso lo rompi e non potrai mai piu' rimettertelo al polso.
Se perdi il braccialetto violi la regola che tiene in piedi tutta la struttura e inneschi una serie di eventi a cascata. Chiunque puo' trovare il braccialetto e farsi massaggiare a tue spese e tu ti incazzeresti, mettendo in difficolta' lo staff (ovunque si prega di non mettere in difficolta' lo staff). Cosi' l'ultimo pensiero prima di dormire e il primo appena ti svegli e': "ho con me il braccialetto Aurum?"
Durante la notte hai gli incubi. Io ho sognato che guardavo il mare dallo yacht di Briatore (che mi e' parso piu' volte di vedere a Ischia) e improvvisamente il braccialetto mi cadeva in mare. Poi andavo alla reception e alle parole "ho perso il braccialetto" si accendeva una grossa sirena rossa rotante. Avevo perso il braccialetto! Sarei stato considerato un irresponsabile per tutto il resto della settimana.
Mi svegliavo madido di sudore e controllavo: per fortuna il mio Sacro Graal era sempre sul comodino e la vacanza e' stata un piacere.

Porta a porta

Non fatevi ingannare dal titolo, Bruno Vespa non c'entra nulla. Il porta a porta e' invece il sistema sperimentato, con grandissimo successo, in alcune frazioni del comune di Capannori, in provincia di Lucca, per la raccolta differenziata dei rifiuti.
I risultati sono stati ottimi: in tre mesi, grazie alla raccolta domiciliare, i rifiuti risparmiati alla discarica sono passati dal 38 ad oltre l'80% (82,80% a marzo). Un risultato tra i piu' alti in Italia e anche in Europa.
In pratica funziona cosi': gli operatori ecologici invece di svuotare i cassonetti passano di casa in casa.
Il segreto della buona riuscita dell'iniziativa sta soprattutto nel fatto che i cittadini sono stati coinvolti in prima persona e ne e' stata sollecitata la loro partecipazione attiva. Un esperimento simile, infatti, condotto nel centro storico di Lucca, aveva dato risultati peggiori della normale raccolta coi cassonetti.
A Capannori invece sono stati organizzati incontri con la popolazione, sono state coinvolti nel progetto le associazioni locali, il comune e l'azienda pubblica che gestisce i rifiuti.
I vantaggi, oltre che ambientali, sono anche economici: sebbene siano stati assunti nuovi operatori ecologici per la raccolta domiciliare dei rifiuti, il mancato conferimento di grandi quantita' in discarica (o peggio ancora presso gli impianti di incenerimento) ha comportato benefici economici per l'azienda municipalizzata.
Oltre alla raccolta differenziata, il progetto prevede anche la riduzione dei rifiuti, grazie, ad esempio, all'autocompostaggio domestico della frazione organica. Chi lo pratica puo' avere una riduzione del 10% sulla tassa dei rifiuti.
Il prossimo passo sara' allargare l'esperimento in tutto il comune.
(Fonte: http://www.marcoboschini.it/?p=177)
Vorremmo aggiungere che oltre alla raccolta differenziata domiciliare gli operatori ecologici di Capannoni potrebbero anche sensibilizzare la popolazione sul risparmio energetico e idrico (lampadine e riduttori di flusso), qualcosa di simile a quello che si sta facendo a Cuba con i lavoratori sociali delle stazioni di rifornimento, che distribuiscono lampadine a basso consumo, frigoriferi ad alta efficienza e pentole a pressione elettriche.

Burkina Faso - 2

Sono colpito dalla sensibilita' che sto vedendo in questo periodo in cui racconto una storia difficile, quella del Burkina Faso. Da sabato scorso e per tutta la settimana molte sono state le persone che hanno deciso di contribuire al nostro progetto in Africa acquistando i batik e le magliette, donando il 5 per mille al Centro Ghelawe' o dando una semplice dimostrazione di affetto. Di frequente nelle vostre mail ci ringraziate del lavoro che facciamo, ci abbracciate, ci chiedete di resistere.

Mi domando spesso perche' facciamo tutto questo. Gia', perche' non e' affatto facile, anzi, a volte e' una vera sofferenza. Personalmente sono giunto alla conclusione che abbiamo semplicemente sviluppato la necessita' di una giustizia superiore.
Facciamo un progetto in Africa perche' non possiamo accettare che il 20% della popolazione mondiale consumi l'80% delle risorse del pianeta.

E allora, cosa fare, come muoversi, come contribuire a riportare un po' di giustizia?

Urgente per libro su Napoli

Carissimi, siamo in dirittura d'arrivo. Ho bisogno di mettermi in contatto con Nexus, Patch, Duvcal, Mammamaria e quanti altri hanno mandato informazioni per la gerenza del libro. Potete scrivermi a simone@alcatraz.it entro domani. Grazie mille 

Sono Pazzi Questi Umani

Il prestigioso Guardian ha reso noti i risultati di una un'inchiesta condotta dal sito internet Uktv style.
Sia uomini che donne, quando devono acquistare alcune tipologie di prodotti come i preservativi, gli assorbenti, creme contro le emorroidi, trattamenti contro i funghi della pelle e test di gravidanza, camuffano l'acquisto mettendoci insieme dentifrici, saponi, deodoranti, ma soprattutto prodotti per l'igiene orale. Si tenta cosi' di sviare l'attenzione del cassiere o addirittura di un vicino di casa incontrato nel negozio.
In media le donne spendono 7,50 Euro in piu' rispetto a quello che avrebbero speso acquistando solo quello di cui avevano bisogno, gli uomini stanno invece un po' piu' attenti e spendono 3,80 euro in piu'.
La lista dei prodotti della vergogna, cosi' sono stati battezzati, e' lunga: ci sono anche le lozioni contro i pidocchi, shampoo contro la forfora e supponiamo le supposte.
Non compare invece il Viagra, le donne non si vergognano a dire che e' per il marito.

(Fonte: Internazionale)

I buoni risultati della narcosala di Sidney

Aperta 5 anni fa nel quartiere a luci rosse di Kings Cross allo scopo di ridurre il crimine e il numero di siringhe e aghi lasciati in giro, la narcosala sta dando ottimi risultati. Secondo quanto indica un rapporto del National Centre in Hiv Epidemiology Research, il centro riceve mediamente 200 visite al giorno e 3.620 persone sono state avviate a  trattamenti di disintossicazione e cure mediche.
I 1.700 casi di overdose verificatisi fino a dicembre 2005 sono stati trattati immediatamente, 20 o 30 minuti prima di quanto sarebbe avvenuto per strada. In 1.262 casi l'intervento tempestivo ha salvato la vita a una persona.

(Fonte: Aduc, segnalata da Davide Calabria)

Sindrome da shopping

La Rivolta di Judith
Una sera d'inverno, nella metropolitana di New York, Judith Levine decise che era stanca. Era stanca di tutte quelle persone accalcate con borse e sacchetti della spesa in mano, Ipod alle orecchie, scarpe costose ai piedi, vestiti griffatti addosso.
Decise che era stanca del consumismo e che per 12 mesi avrebbe rinunciato a tutti gli acquisti. Per autoconvincersi dell'iniziativa blocco' le carte di credito.
Dalla sua lunga avventura, in cui le hanno proposto ogni genere di facilitazione per tornare a una vita normale, Judith ha ricavato un libro, un diario personale. Lo si puo' acquistare il rete, con la carta di credito...
Ve lo riassumiamo, cosi' risparmiate i soldi. Il libro scopre quello che gia' molti psicologi sostengono: esiste una vera e propria mania e dipendenza da shopping, una malattia al pari di tabagismo e alcolismo.
Il consumatore americano viene attirato nella trappola con 400 miliardi di dollari di pubblicita' spesi ogni anno.
Nessun dato economico allarma i governi piu' di una flessione nel "consumer spending".

(Fonte: Greenplanet)

Punti di vista

A volte la fortuna dipende dai punti di vista, un esempio ne e' Maurice Baumann, tedesco di 32 anni. Condannato a un anno di carcere per una serie di furti con scasso a Bielefeld, invece di finire in prigione e' stato mandato a casa perche' sofferente di priapismo, anomalia che prevede una persistente erezione del membro sessuale.
Qualcuno potrebbe dire che e' una buona notizia, ma lui spiega: "Mi sono svegliato una mattina in questo stato. Non mi ero preoccupato perche' capita a un sacco di uomini, ma il mio problema e' che non e' mai piu' sceso".
PS: Vi riportiamo, ma non chiedeteci perche', la definizione scientifica di priapismo, in brasiliano: E' uma ereção persistente (mais de 4 horas), freqüentemente dolorosa, não acompanhada de desejo sexual. O nome priapismo vem da mitologia grega na qual Príapo, filho de Afrodite, era conhecido pelo seu falo longo e ereto. E' uma emergência urológica!
(Fonte: http://www.abcdasaude.com.br/artigo.php?345 )

Portafortuna

Phil Harrison, residente a Cleckheaton, Inghilterra, deve la sua vita alla cacca di piccione (come cantava Povia a Sanremo, tutti i piccioni fanno la cacca).
Phil stava recuperando un falco che si era incastrato sul comignolo di un camino, quando e' scivolato, precipitando. La sua caduta e' stata fermata dieci metri dopo da un vero e proprio cuscino di guano di piccioni, che ha attutito il colpo.
Per tirarlo fuori hanno dovuto chiamare i vigili del fuoco.
Nessuno lo sa ma atterrare sulla cacca di piccione porta una fortuna pazzesca. Unica controindicazione: quel filino di aviaria.

(Fonte: Tgcom)

Settimane bianche in galera

Andare in vacanza facendo saltare scuola ai figli e' un reato
Lo avrebbe deciso l'Alta Corte di Londra. I genitori che faranno perdere giorni di scuola ai figli per portarli in vacanza (settimane bianche ad esempio), commetteranno un reato, a meno che non ottengano un'autorizzazione dal preside.
In pratica saranno le scuole a decidere se e quando gli alunni potranno concedersi una settimana extra, tutte le altre iniziative violano l'Education Act del 1996.
Capito, Maria Cristina?

(Fonte: Repubblica)

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