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L'esperimento scientifico più lungo della storia

il professore di fisica Thomas ParnellIn un laboratorio dell'Università del Queensland è in corso un esperimento per dimostrare che alcuni materiali solidi, come ad esempio la pece di catrame, possono comportarsi come fluidi. Iniziato nel 1927, non è ancora finito. Al tempo il professore di fisica Thomas Parnell fece sciogliere un pezzo di pece di catrame e la mise all'interno di un cono di vetro. Dopo averla fatta solidificare per 3 anni ruppe il fondo del contenitore creando un imbuto. 8 anni dopo, nel 1935, cadde sul fondo la prima goccia di pece di catrame. Nel 1944 la seconda, dieci anni dopo la terza. Nel frattempo Parnell era passato a miglior vita. L'ultima goccia, l'ottava in 85 anni, è caduta il 28 novembre 2000, la prossima si attende non prima del 2013.
Nel 2115, secondo le previsioni, lo studio dovrebbe concludersi. Chissà quanto ci metteranno ad analizzare i dati...
(Fonte: Focus)

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La formazione militare delle ragazze. Agguati mentali

Capitolo quarto

Fermai un taxi al volo.
Mi feci lasciare a cento metri dall’appartamento di Ester. Iniziai a seguire un percorso tortuoso per essere sicuro di non aver dietro nessuno.
Vidi una donna che avanzava pesantemente verso di me. Una settantenne sovrappeso con l’aria pacata da casalinga, vestita in modo inappuntabile. Sembrava uscita da poco dal parrucchiere. I capelli erano striati di rosso pomodoro e castano. Per il resto sembrava normale. Indossava un pesante cappotto di lana blu e reggeva un sacchetto stracolmo di spesa dal quale spuntava la chioma di un sedano. Pensai che aveva fatto la spesa al mercato, non al centro commerciale.
La donna, quando fu a tre passi da me si fermò guardandomi. Poi disse con una bella voce chiara: “Ma tu sei Michele!”
La guardai perplesso: “No, signora, io sono Giovanni, mi dispiace…”
“No tu sei Michele. Dai retta a me. Adesso ancora non lo sai ma questo nome ti sarà utile. Lo sento. E scusa se mi permetto di darti un consiglio.
Ci sono tre ragazze, lo so benissimo. E tu non sai quale scegliere. Eh, ma una devi sceglierla. Dammi retta, non puoi continuare a fare il farfallone.”
La presi per una pazza: “Bene, grazie per il consiglio… Ne terrò conto.” E ripresi a camminare.
“Bene!” Disse lei. Poi come se si ricordasse improvvisamente di una cosa importante si girò seguendo con lo sguardo il mio movimento: “E comunque la domanda è: che cosa ti sta succedendo? Chi tira i fili? E’ chiaro che certe cose non possono succedere per caso… C’è un complotto e tu devi capire cosa vogliono da te. Qual è il bottino.”
Stavo per tempestarla di domande quando arrivò un ragazzino che la prese per il gomito: “Su vieni nonna, andiamo a casa, la mamma è in pensiero!”
Io le chiesi: “Che complotto?”
Il ragazzino mi disse: “La perdoni signore, mia nonna ogni tanto si confonde…”
E la nonna disse: “Sì ogni tanto mi confondo , sa com’é… L’età…”
Fece un risolino e si lasciò trascinare via dal nipote che le ripeteva che non doveva sparire così, che erano tutti preoccupati.
Restai a guardarli andare via indeciso sul da farsi. La nonnina non mi avrebbe detto più niente, e non potevo certo costringerla a parlare in mezzo alla strada…

Poco dopo, a casa di Miriam, mi dedicai a un’accurata perquisizione di quel poco che c’era.
Dietro al calorifero del bagno era scivolato un libro. Anzi solo una metà.
La copertina era quella di Biplano di Bach, il frontespizio e il titolo riportato su ogni pagina era I 36 Stratagemmi. Ma il testo che riempiva le pagine era di nuovo L’educazione militare delle ragazze.

Mi sdraiai sul letto con la finestra che illuminava il libro e iniziai a leggere.
“Fai un’ipotesi. Sei in un’astronave in fiamme, 15 persek a ovest di Alfa Centauri. Il colonnello Wamar ti manda a chiamare. Le luci di emergenza lampeggiano e le sirene gridano.
Il colonnello Wamar ti dice: 'Prendi una scialuppa e corri a Shaxhim, vai nella città di Bassiri. Raduna un esercito, marcia su Timbuktù che è sotto assedio e liberala.' E tu dici: 'Signore, la nave è in fiamme.'
E lui: 'Fottitene soldato, fai quello che ti ho detto.'
Che cosa fai?
Ubbidisci? Oppure abbandoni il Settimo reggimento dell’Aria al suo destino e ti salvi con una delle poche navette disponibili?
Se sei un soldato ubbidisci.
Perché hai avuto un ordine e l’ordine prevede di non morire subito, quel giorno stesso. Quindi perché dovresti disobbedire?
E per superare il senso di colpa di essere ancora vivo cercherai veramente di arruolare un esercito a Bassiri, sul pianeta Shaxhim per liberare Timbuktù la Profumata. E magari morirai nel tentativo di farlo.
Una ragazza ben educata cercherà sempre di capire come chiedere trovando sempre una ragione valida per il sistema mentale, per il codice, dell’interlocutore.
Cosa può spingere il funzionario pubblico che ora sta seduto di fronte a me a non applicare la legge?
Che io sia colpevole o innocente è secondario. La domanda è: sono capace di dimostrare che i miei intenti erano equi?
Sono capace di trovare un motivo per il quale questo funzionario potrebbe desiderare di non applicare la legge alla lettera ma di interpretarla a mio favore?
Sono capace di trovare un motivo che renderebbe per questo dolce essere umano insopportabile attenersi alla lettera della legge?
Fino a che punto la lettera della legge è ambigua?
Quale argomento potrebbe indurre questa persona potente e colta a muovere il culo per darmi una mano?
Ovviamente per concepire questa serie di pensieri una ragazza dabbene deve essere assolutamente convinta che esistono solo due leggi: la prima dice che non si può fare nulla la seconda dice che si può fare tutto.
E ovviamente questo vale in alcuni paesi più che in altri…
Ma è anche essenziale che la ragazza di irreprensibili costumi sappia, con l’esattezza della lama di una pattada, che lei è una persona straordinaria alla quale sarebbe impossibile infliggere un comportamento standard perché essa, dalla punta dei sui capezzoli alle dita più piccole dei piedi è intrinsecamente, assolutamente un caso straordinario.
Anzi il caso straordinario. E sarebbe, è chiaro, un peccato, contro Dio e contro la morale, non operare in tutti i modi per evitare che un abominio si compia.
Attenzione: mai in nessun caso, la ragazza accorta, si permetterà di violare il recinto sacro dell’individualità del funzionario pubblico, suggerendogli un modo perché lui possa aiutarla. Dovrà assolutamente essere lasciata a lui l’onore di trovare, nelle infinite pieghe delle stratificazioni secolari di leggi, regolamenti e interpretazioni, il pertugio miracoloso capace di trasformare un’imputazione in una bolla di sapone senza consistenza. Non perché la legge non viene applicata ma perché è compito del genio umano interpretare il testo scritto. A scrivere le leggi sono capaci anche gli stupidi che siedono al parlamento. Ma chi fa vivere le leggi, sangue pulsante della società civile, è l’acume dei funzionari, che sopravvivono ai governi e alle rivoluzioni, e lastricano con il sudore delle loro dita e con il sangue delle mosche che schiacciano, le vie sulla quale avanza la civiltà.
La mente umana funziona così.
Se trovi quali sono i benefici mentali possibili puoi spostare le montagne teoriche. La costrizione, le minacce e i ricatti non sono strumenti altrettanto efficienti e pratici.
Più sono i benefici immediati insiti in una scelta più è probabile che venga perseguita.
E’ difficile che la nostra mente si soffermi più di tanto a valutare i possibili disastri futuri che questa scelta può portare.
Se una giovane donna sarà capace di trovare le motivazioni giuste e riuscirà a farle pesare tutte insieme potrà quindi indurre una persona a perseguire perfino il suo stesso suicidio.
E’ una pura questione di pesi. O di leve.
Come il saggio Archimede disse: datemi una leva e sposterò il mondo, così potremmo dire che trovata la leva giusta ogni uomo diventa un burattino.
Quanto vale avere altri uomini nel proprio potere?
Questo dovrebbe comprendere una ragazza di buona famiglia. Questo dovrebbe insegnare il padre premuroso.”
Ebbi la netta sensazione di essere io la preda di un gioco che non capivo.
Mi sembrò che tutti i fatti che erano accaduti facessero parte di un’unica macchinazione ai miei danni.
Lo so che nei momenti d’ansia è facile cadere preda dei fantasmi che complottano… Inventare oscure congiure è un modo per alleviare la tensione, un unico colpevole di tutti i mali è una soluzione tranquillizzante.
Puoi facilmente credere di essere in grado di battere un solo nemico.
Scoprire che invece i nemici sono tanti, tutti diversi, e che ognuno progetta un modo diverso per danneggiarti, è un pensiero che crea solo spavento.

Il rumore della porta d’ingresso che veniva aperta mi portò rapidamente a uno stato di ansia.
Mi alzai dal letto e cercai qualche cosa per difendermi.
Una voce femminile disse: “C’è nessuno?” Capii subito che era spaventata. Le andai in contro e vidi che era Miriam, lei che aveva finto di chiamarsi Teresa e che mi aveva telefonato facendomi andare nell’appartamento dove il padrone del pesce rosso era riverso sopra un tappeto color avana Ikea, insanguinato.
Lei aveva il viso teso: “Per fortuna che ti ho trovato qui! Dobbiamo scappare!”
La guardai: “No, forse è meglio che prima mi spieghi qualche cosa. C’era un morto in quella casa!”
“Sì, era mio marito. Vieni che ti spiego tutto. Mi tirò per il braccio verso la porta. Afferrai il giaccone e la seguii. Arrivati sul pianerottolo vedemmo che l’ascensore stava salendo. Mi fece cenno di tacere e di seguirla lungo le scale. Salimmo al piano superiore: le scale giravano intorno al pozzo dell’ascensore delimitato da una spessa rete di ferro nera sostenuta da sbarre spesse e nere… Ascensori antichi. Arrivammo al penultimo gradino prima del piano superiore. Si formava uno spiraglio tra il gradino e la soletta del pianerottolo, dal quale si poteva osservare il pianerottolo sottostante. L’ascensore si fermò e ne scesero due uomini. Restammo a guardare solo un secondo. Una pistola nera balenò nelle mani di un uomo. Intanto si sentivano altri passi, qualcuno stava salendo di corsa le scale. Lei mi trascinò via. Salimmo altri due piani mentre quelli di sotto sfondavano la porta. Dal rumore era chiaro che si erano portati un ariete di ferro con i manici, di quelli che usa la polizia.
Arrivati al quarto piano girammo a destra e percorremmo tutto il corridoio.
Miriam aprì la finestra in fondo. Scavalcò. C’era un terrazzino. Si girò a guardarmi: “Ci venivo da bambina.” La seguii. Da lì era facile calarsi sopra il terrazzo del palazzo adiacente. C’era un salto di un paio di metri. Miriam era agile.
La porta che dava sulle scale era aperta.
Scendemmo e ci trovammo a uscire da un portone che dava su una via laterale. A duecento metri c'era la fermata di un tram che stava arrivando. Ci salimmo
Ero scosso.
Sicuramente contento di essere ancora vivo.
E cosa fai a Milano quando sei ancora vivo?
Cerchi di capire che cosa succede e cerchi di continuare a fare quello vivo.
Per riposarsi poi c’è l’eternità.

Jacopo Fo

INDICE CAPITOLI

Capitolo 1 Ottima marmellata d’arance
Capitolo 2 Ragazze educate
Capitolo 3 Una situazione complessa
Capitolo 4 Agguati mentali

Se Rutelli era giapponese faceva harakiri

Il mio sospetto è che, disgraziatamente per lui, sia innocente.

Molti sospettano che Rutelli non potesse non saper nulla su quello che stava succedendo alle casse della Margherita. Tanto più che, nell’estate 2011, promise solennemente trasparenza sui fondi del partito. Ma il mio sospetto è che veramente non si sia accorto dei 13 milioni di euro scippati da Lusi. Rutelli è completamente sprovvisto di senso pratico. È vanesio come un fiordaliso.

Ricordo la puntata di Annozero di Santoro, nella quale ebbi la grande soddisfazione di ribattere a Rutelli, allora vicepresidente del Consiglio, dimostrando che non sapeva un cavolo della legge approvata dal suo governo che finanziava al 100% gli impianti fotovoltaici. All’inizio ironizzò dandomi del disinformato. Poi si rese conto che stava nuotando nel vuoto e abbozzò in modo patetico. Nella stessa puntata ammise, candido come un giglio, di non aver mai sentito parlare della strage di operai causata dall’amianto a Monfalcone. Semplicemente Rutelli non vive in Italia in questo millennio.
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L'uomo più sfortunato del mondo

Si chiama Costis Mitsotakis, è spagnolo, ed è l'unico del suo paese, Sodeto a nord di Saragozza, a non aver vinto alla Lotteria. Grazie all'iniziativa di un gruppo di casalinghe tutte le 70 famiglie di Sodeto avevano comprato almeno una quota di alcuni biglietti della Lotteria di Natale “El Gordo”, che poi si sono rivelati vincenti. 100mila euro a ciascuno, tutti tranne che a Costis. Il giorno in cui sono passati per la vendita dei biglietti non era in casa. Piange da circa un mese ma non deve perdere la speranza. Un concittadino sarebbe interessato a comprargli un terreno che sta cercando di vendere da due anni.
(Fonte: Repubblica)

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[VIDEO] Dario Fo e la Comédie Française

Molière mis en scène par Dario Fo à la Comédie Française
 
"Le Médecin malgré lui" à la Comédie Française

Il ladro distratto

Tenta rapina in una filiale della Halifax Bank a Londra ma dopo aver minacciato il cassiere e chiesto 700.000 sterline si distrae e invece di passargli la borsa per far mettere i soldi sbaglia mano e gli porge la pistola. L'impiegato l'ha fatta subito sparire e ha dato l'allarme.
“Non sarà difficile trovarlo - hanno dichiarato gli agenti di Polizia - non è esattamente il più furbo in circolazione”.
(Fonte: Telegraph.co.uk)

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Metafore

Iowa bambino 6 kgA Des Moines, in Iowa, Stati Uniti, una donna ha partorito un bambino di 6 kg. E' stato come far passare un cammello attraverso la cruna di un ago.
(Fonte: LaPresse)

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Opere pubbliche, le 320 incompiute

Sono le 320  opere pubbliche mai ultimate in Italia.
Il record in Sicilia.

Le opere pubbliche abbandonate a metà sono una storia vecchia.
Ma oggi, grazie a un lavoro certosino fatto da www.incompiutosiciliano.org possiamo rifarci gli occhi vedendole tutte in fila in un elenco che fa paura.
Non esiste una stima globale di questo spreco ma parliamo di miliardi di euro buttati al cesso.
Questa lista la si dovrebbe far imparare a memoria nelle scuole così magari poi la gente ci pensa quando vota.
Incompiuto Siciliano non si è limitato a redarre una lista, ha anche organizzato un tour turistico all’incompiuto come corrente artistica. E si sono perfino portati una colonna di cemento armato alla Biennale di Venezia.
Insieme alla redazione del Male abbiamo deciso di lanciare una campagna di satira per rendere più visibile questo scempio etico e ambientale.
Grazie a un’idea di Vincino, con la collaborazione del Male e di questo gruppo di artisti è stata organizzata nello stadio per il Polo di Giarre, abbandonato da 20 anni, la prima partita a Polo con disoccupati al posto dei cavalli. Alla festa happening hanno partecipato centinaia di persone.

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La formazione militare delle ragazze. Una situazione complessa.

Capitolo terzo

La ragazza bionda non degnò neppure di uno sguardo la mia faccia allibita e partì al contrattacco contro la sorella: “E’ stata Miriam a portarlo qui. Non io! Va bene? Io sono arrivata qui alle 4 del mattino. Sapevo che non c'eri ed ero da queste parti! Punto! E non avevo voglia di tornare a casa… Quando sono arrivata Miriam se ne stava andando. Mi ha detto che aveva da fare… Alle quattro del mattino. E poi voglio vedere se fai anche il terzo grado. Mi ha detto che c’era un uomo nel letto che però non mi avrebbe dato fastidio…” Mi guardò. “Mi ha detto che potevo stendermi sul materasso… Non è colpa mia se in questo cazzo di casa c’è un solo posto dove dormire. Mi sono stesa e mi sono messa a dormire.” Mi guardò di nuovo senza far trapelare niente su quanto era successo. Il viso assolutamente indifferente. Un’artista. “Ho dormito e poi sei arrivata tu urlando e mi hai accusata di aver infranto tutti i codici! E io non c’entro  un cazzo. E mi becco sempre le colpe tue e di Miriam!”
Interruppi la discussione: “Scusate: chi è Miriam?”
La biondina mi guardò stupita: “Miriam, mia sorella. Non la conosci?”
“Mi ha detto di chiamarsi Teresa…”
La donna in grigio sbotto: “Oh Santo Iddio! Ma quella è un’altra fuori di testa! Ma state ancora facendo i vostri giochini di manipolazione? No, io non ne posso più di voi due!”
La biondina si rifiutò di incassare l’accusa: “Senti Noemi: non mettere in conto a me quel che fa Miriam! Non parlare al plurale! Io non c’entro più con le sue storie del cazzo! Mi sono rotta di lei, delle tue sgridate, lasciatemi in pace!”
 

A ciascuno i suoi miti

Dario Fo Franca Rame TeatroAvrò avuto 8 anni quando Silvano, mio fratello, entrò trafelato in cucina con un libro in mano dicendo a mia madre che stava cucinando: “Senti qui!”
E si mise a leggere uno strano testo, in un assurdo dialetto lombardo-veneto, che parlava di un arcangelo e di un ubriaco, entrambi volevano raccontare la storia delle nozze di Cana. L’angelo era tutto impettito, rappresentava la storia ufficiale:
Angelo: (si rivolge al pubblico sollevando le braccia al cielo a imitazione degli oranti) Féite atensiòn, brava zèente, che mi vòi parlarve de una storia vera, una storia che l’è cominzàda…. (trad. Fate attenzione brava gente, che vi voglio parlare di una storia vera, una storia che è cominciata…)
Ubriaco (interrompendolo) Anco mi ve vòi ‘contare de una storia meravegiòsa… de ‘na ciùca belìsima che me son catàt! (trad. Anche io vi voglio raccontare una storia meravigliosa, di una sbronza bellissima che mi son preso!)
L’angelo si irritava e cercava di cacciare l’ubriaco, affermando che solo lui era l’oratore ufficiale e che solo lui poteva raccontare la storia.

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